Rassegna del 6 Settembre 2016

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

LIVINGCESENATICO

Alcol a minori: l’attenzione del Posto di Polizia

settembre 6, 2016 Anna Budini News

Incremento esponenziale della prevenzione, diminuzione dell’attività repressiva e aumento della somministrazione di alcolici a minori. Queste le novità riscontrate a Cesenatico dal Posto di Polizia estivo, aperto nel 2016 dal 7 luglio al 25 agosto con l’impiego di una media di 20-25 agenti.

Il sovrintendente dell’attività del Posto di Polizia, Claudio Cagnini, e i responsabili che hanno comandato le attività: il Sostituto Commissario Giovanni Neri, il Sostituto Commissario Stefano Sant’Andrea e l’Ispettore Superiore Paolo Di Masi hanno presentato il bilancio dell’estate 2016.

In primis è stata evidenziata la costante collaborazione con le altre forze di polizia, in particolare con la Polizia Municipale, inerenti le direttive del Questore di Forlì-Cesena in tema di antiabusivismo, antirapine, contrasto alla clandestinità, infrazioni del Codice della Strada e controllo ai pubblici esercizi con l’attenzione ai giovani e al mondo della notte e del divertimento. Importanti anche gli interventi effettuati dal Reparto Prevenzione Crimine di Bologna con l’ausilio del sistema Mercurio che verifica e segnala le auto oggetto di furto.

“La novità che abbiamo riscontrato in questa stagione è stato l’incremento esponenziale nelle attività di repressione – spiega Cagnini – con un +49% di pattuglie effettuate, +40% di persone identificate, +30% di veicoli controllati, +48% di interventi effettuati e +30% di posti di blocco. Un aumento dovuto anche all’assenza di di reati particolarmente gravi da seguire”. In questo contesto è diminuita l’attività repressiva con l’eccezione per la somministrazione di alcol a minori nei pubblici esercizi, in particolare in piazza Andrea Costa. Interventi effettuati anche in seguito a segnalazioni da parte di cittadini e genitori preoccupati.

 

VANITYFAIR

Così si finisce in coma etilico (anche in Italia)

I casi di intossicazione da alcolici sono sempre più frequenti in Italia. Fino a 21 il fisico non è pronto per metabolizzare al meglio l'alcol. I danni possono essere permanenti

di Chiara Pizzimenti

Non è solo Ryleigh. Non è solo una quindicenne americana finita in coma etilico la cui storia è raccontata dalla madre su Facebook. È la storia di di tanti ragazzi anche delle cronache italiane, anche degli ultimi mesi. E soprattutto di minorenni a cui gli alcolici non potrebbero nemmeno essere venduti.

È sui giornali della prima settimana di settembre la vicenda di una sedicenne di Mestre ricoverata dopo essere stata trovata in stato confusionale a Venezia. Una tredicenne è finita in coma etilico dopo una festa in spiaggia a Rimini dopo aver bevuto vodka o tequila. L’ha soccorsa il gestore di un locale della zona. Lo scorso anno una 17enne di Bergamo ha bevuto un cocktail e mezzo ed è rimasta per un giorno e mezzo in prognosi riservata a rischio della vita. Il mix micidiale era fatto con due bottiglie di Vodka, sei lattine di Red Bull e sei di Lemonsoda. Un kit comprato a pezzi con i maggiorenni a prendere gli alcolici e i minorenni che acquistano i soft drink e poi mescolano il tutto.

Non è uguale per tutti il limite dell’alcol. Dipende dalla genetica, dal fisico, dall’abitudine a bere. Ci sono però misure che non si possono superare se non con effetti tossici molto gravi. Il coma etilico, che è un’intossicazione da abuso di alcolici, arriva quando i livelli di alcolemia raggiungono i 4 grammi per litro di sangue. Una soglia che si dimezza per i bambini e scende a 2,5 grammi per litro per gli adolescenti. Chi inizia a bere prima dei 16 anni ha un rischio 4 volte maggiore di sviluppare alcoldipendenza in età adulta rispetto a chi inizia non prima dei 21.

Accade ai giovanissimi perché non hanno gli enzimi per metabolizzare l’alcol. Va dritto a cervello e ferma l’intero sistema del fisico, vanno in blocco cuore e polmoni. Secondo i dati Istat delle scorso anno il 63% degli italiani al di sopra degli 11 anni ha almeno una volta, nel corso del 2014, bevuto sostanze alcoliche. Dieci anni prima erano il 70%, ma se sono diminuiti i bevitori quotidiani sono aumentati dal dal 38,6 al 41% quelli occasionali. Ha consumato alcol il 19,4 per cento tra i ragazzi da 11 a 17 anni. La fascia di età fra i 18 e i 24 è quella in cui si ha il picco del consumo di alcolici diversi da vino e birra, cioè aperitivi, amari, superalcolici. In media si comincia fra i 16 e i 17. Le statistiche dicono che fino ai 15 anni il 90% non beve, dai 16 lo fa il 43,4 per cento dei ragazzi e arrivati a 18 anni la percentuale passa al 62,5 per cento. È anche l’età del consumo eccessivo. Il 21,5 per cento dei maschi tra i 18 e i 19 anni si sono ubriacati nel 2014.

 

ROMAGNANOI

Ubriaco palpeggia una bimba davanti ai genitori

Un 52enne cesenate è stato denunciato per violenza sessuale. L'episodio davanti a un hotel

Rimini - 06/Settembre/2016 - La vacanza a Rimini finirà tra quelle da dimenticare per una famiglia di turisti che alloggiava in un albergo di Rivabella. Non certo perché in Romagna non siano trovati bene, anzi. Quanto per l’episodio che nella tarda serata di domenica li ha profondamente choccati, lasciando in loro tanta rabbia. Dev’essere stato terribile vedere la propria bambina aggredita e palpeggiata nelle parti intime da un uomo visibilmente ubriaco che nemmeno mezz’ora prima era comparso davanti al loro hotel, insultando tutti - padre e madre della bambina, oltre ad alcuni dipendenti e clienti che si trovavano in giardino - senza alcun motivo. Non contento se l’era presa addirittura con due ragazze di colore che passavano di lì, alle quali aveva palpeggiato il seno. L’intervento energico del gestore dell’albergo, però, sembrava aver convinto quell’ubriaco ad andarsene. Invece il molestatore, un 52enne di Cesena, nel gito di poco è ritornato alla carica e, avvicinandosi alla recinzione dell’hotel, sotto gli occhi increduli del padre delle bambine, ha afferrato una delle due minori, intente a giocare insieme, palpeggiandola nelle parti intime. Tra le urla e gli insulti dei presenti, l’uomo ha tentato la fuga. Una fuga durata poche centinaia di metri visto che, a causa dell’alcol ingerito, inseguito anche dal padre della bimba, ha perso l’equilibrio ed è stramazzato al suolo. Gli agenti delle Volanti, che nel frattempo erano stati chiamati dal gestore dell’hotel, arrivando prontamente sul posto, hanno evitato che il cesenate venisse linciato dalla folla. Affidato ai sanitari per le cure del caso, il molestatore, dopo essere stato trasferito all’ospedale Infermi, dov’è tuttora ricoverato, è stato denunciato a piede libero con l’accusa di violenza sessuale su minore. La vacanza a Rimini finirà tra quelle da dimenticare per una famiglia di turisti che alloggiava in un albergo di Rivabella. Non certo perché in Romagna non siano trovati bene, anzi. Quanto per l’episodio che nella tarda serata di domenica li ha profondamente choccati, lasciando in loro tanta rabbia.

TIBURNO

Marcellina - Massacrata di botte dal compagno ubriaco, arrestato un 36enne italiano

A chiamare il 112 sono stati i vicini di casa, spaventati dalle grida che provenivano dall'appartamento accanto. Quando i carabinieri della stazione di Marcellina sono arrivati sul posto, la scena che si sono trovati davanti non lasciava spazio all'immaginazione: un 36enne italiano, ubriaco, che con violenza stava percuotendo la compagna, una ragazza di 33 anni di origini russe.

I militari, diretti dal comandante della Compagnia di Tivoli, Marco Beraldo, hanno subito cercato di bloccare l'aguzzino che, per evitare l'arresto, ha iniziato a colpirli. Una volta fermato, è stato ammanettato e portato agli uffici di via Aldo Moro con l'accusa di lesioni, maltrattamenti in famiglia e resistenza a pubblico ufficiale.

La donna, avrebbe poi ammesso di essere vittima di violenza da parte del compagno da molto tempo. La lite sfociata sabato sera, 3 settembre, sarebbe l'ultima di una lunga serie, e che per futili motivi il 36enne avrebbe da prima iniziato a spaccare l'appartamento per poi inveire su di lei. Malgrado questa situazione di abusi e violenze, la donna ha rinunciato alle cure ospedaliere e a sporgere formale denuncia. I carabinieri, in accordo con la Procura di Tivoli, hanno però disposto ugualmete l'arresto perchè trovato in flagranza di reato. Nella giornata di ieri, lunedì 5 settembre, è stato convalidato il fermo con l'obbligo di firma.

 

PERUGIA TODAY

Ubriaco e fuori di sé: prima picchia la compagna, poi si scaglia contro gli agenti

Per l'uomo,un quarantenne di origini ucraine, è scattata la convalida d'arresto

Redazione

06 settembre 2016 - Prima ha picchiato la sua compagna e poi ha rivolto la sua aggressività contro gli agenti, intervenuti in seguito alla richiesta di aiuto della donna. Spaventata e malmentata, ha chiamato la polizia che si è precipitata per prestarle soccorso ma a quel punto, l'uomo si è scagliato anche contro gli agenti.

Per il  quarantenne di origini ucraine da tempo residente a Foligno, è scattata la convalida d'arresto con l’obbligo di non allontanarsi dalla sua abitazione dalle 21 alle 6.

 

IL GAZZETTINO

Fermata ubriaca al volante: risale in auto e causa un incidente

PADOVA - Alle sei del mattino era stata fermata dalla polizia con un tasso alcolemico due volte superiore ai limiti di legge. All’ora di pranzo, incurante del ritiro della patente, è passata dritta ad un incrocio con il semaforo rosso provocando lo scontro con uno scooter su cui viaggiava una coppia.<

L'incidente a Ospedaletto Euganeo: 3 persone ferite

K.N.F., 34enne residente nel milanese, ospite dei genitori ad Este, è ora ricoverata in prognosi riservata all’ospedale. È in gravi condizioni come lo scooterista di Noventa Vicentina, investito al semaforo.

 

LA REPUBBLICA

Vendemmia 2016, crolla la produzione francese: l'Italia si conferma leader mondiale (*)

La Francia perderà circa il 10% della produzione e rischia il sorpasso anche dalla Spagna. Secondo Coldiretti, la produzione della Penisola si attesterà a 48,5 milioni di ettolitri

MILANO, 06 settembre 2016 - Dopo l'amarezza per gli Europei sfumati in finale contro il Portogallo davanti al pubblico di casa, la Francia rischia di dover piegare ancora la testa. Questa volta, però, davanti all'Italia e sul fronte viticolo. Un leit motive che ormai prosegue da un paio d'anni: da quando, nel 2014, le bollicine italiane superarono per la prima volta quelle transalpine. Un duro colpo per un Paese che del vino ha fatto una religione dopo averlo trasformato nella sua icona per eccellenza. Eppure il trend che vede l'Italia ai vertici mondiali si dovrebbe confermare anche nel 2016: per fine anno, infatti, si attende un calo di circa il 10% della produzione di vino in Francia rispetto allo scorso anno: dovrebbe attestarsi a 42,9 milioni di ettolitri, di molto inferiore ai 48,5 milioni di ettolitri stimati dagli esperti per l'Italia.

A fare i conti è la Coldiretti che ha analizzato i dati forniti dal servizio statistico del ministero agricolo transalpino Agreste, dalla quale si evidenzia che l'Italia bissa il primato mondiale nella produzione, mentre la Francia potrebbe addirittura perdere addirittura il posto d'onore a vantaggio della Spagna dove la quale le prime stime parlano di valori attorno ai 45 milioni di ettolitri.

La débacle produttiva francese - spiega la Coldiretti - è dovuta a gelate primaverili che hanno colpito alcune zone viticole (Champagne, Borgogna e la Valle della Loira), episodi ricorrenti di vento, cui si sono aggiunti il peggioramento della siccità verso il Mediterraneo e la grandine in alcune aree (Charente, Borgogna-Beaujolais, Linguadoca-Rossiglione) che hanno pesano sulla raccolta.

La vendemmia 2016 è iniziata in Italia il 12 agosto in Franciacorta, con un ritardo di quasi una settimana rispetto allo scorso anno quando però era stata condizionata dal grande caldo e siccità con la raccolta più precoce dell'ultimo decennio. Molto dipenderà dal mese di settembre ma - conclude la Coldiretti - le condizioni meteo fanno ben sperare per una annata di buona qualità, dopo un inverno particolarmente mite e un germogliamento anticipato. Secondo Assoenologi, il 2016 si profila "come un millesimo da ricordare".

 

(*) Nota: il calo della produzione di vino in Francia è anche dovuto a una volontaria riduzione dei produttori di fronte alla crisi delle vendite. Nel nostro Paese invece si insiste a mantenere alta la produzione, nonostante le centinaia di migliaia di ettolitri di vino stoccati,  per poi richiedere contributi statali per il loro smaltimento.

 

TIOCH

Giovani astemi, grazie ai social network

Tra i giovani è in costante diminuzione il consumo di alcolici. Per gli esperti sono diversi i fattori che spiegano il fenomeno. Uno di questi sono i social network

BERNA - Chi beve troppo corre il pericolo di comportarsi male e di fare brutte figure. E' questo il messaggio lanciato dall'Ufficio Federale della Sanità Pubblica (UFSP) nella sua nuova campagna. Che l'alcool possa farci compiere atti di cui ci si possa pentire all'indomani, è risaputo. Tuttavia, oggigiorno, le conseguenze possono risultare più gravi rispetto al passato: "I giovani di oggi sono consapevoli che ogni gaffe può finire su YouTube", afferma Emmanuel Kuntsche, direttore del progetto di "Dipendenze Svizzera". "Dieci anni fa non esisteva il timore che registrazioni di questo genere potessero essere diffuse e viste dal proprio capo o dai famigliari". Oggi sì.

"I social network condizionano il rapporto con il bere" - Kuntsche ritiene che uno dei motivi che spiegano la diminuzione del consumo di alcool tra i giovani, che si osserva negli ultimi anni, sia dovuto anche a questo aspetto. D'altronde, sono diversi gli studi che sostengono questa tesi, condivisa anche da Holger Schmid, psicologo della salute alla Scuola professionale universitaria della Svizzera nordoccidentale: "Il rapporto con il bere è condizionato dai social network".

Giovani che non vogliono perdere il self control - In generale, sempre secondo Schmid, si osserva la volontà della gioventù di non perdere la propria capacità di autocontrollo. E non vogliono neppure rischiare di risvegliarsi con il classico mal di testa da dopo sbronza o di non ricordarsi nulla di quello che è accaduto la sera prima. Inoltre, in questo contesto, un ruolo importante è rappresentato da una maggiore consapevolezza dell'importanza della tutela della propria salute. A tal proposito, Schmid scrive: "Chi la mattina dopo vuole andare ad allenarsi in palestra cerca di evitare di avere la spranghetta".

Più internet, meno cabernet - Stando agli esperti, tuttavia, la diminuzione del consumo di sostanze alcoliche tra i giovani si deve anche ad altri fattori. Kuntsche sostiene che, quando si beve, spesso lo si fa in compagnia dei propri amici. "Tuttavia i giovani si incontrano sempre più frequentemente soltanto a livello virtuale - perciò vengono a mancare tutte quelle possibilità di bere che c'erano una volta.

L'immagine dei giovani passa attraverso i social network, non vogliono passare per beoni - Queste possibilità stanno diminuendo a livello generale, ha aggiunto Schmid, che spiega: "Sono sempre più rare le occasioni in cui non vi è nessuna alternativa all'alcool". E chi si rifiuta di bere alcool non viene più guardato storto come una volta. Per i giovani il consumo regolare di alcool e tabacco è diventato meno interessante. Kuntsche: "Sono dei veri e propri esperti di social network, si impegnano costantemente nel migliorare la loro immagine su Facebook o su Instagram. Perciò non vogliono rovinarsi la reputazione e passare per beoni".

Il binge drinking esiste ancora - Secondo gli studi effettuati, quando i giovani bevono, lo fanno per fare festa ed è ancora diffuso il binge drinking. Sono relativamente pochi coloro che bevono per far fronte ai propri problemi. Kuntsche: "Poiché l'alcool fa soltanto dimenticare la propria situazione difficile, ma non riesce ad eliminarla, è quest'ultima la categoria che più ci preoccupa".