Rassegna del 5 Agosto 2016

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

 UNA RIFLESSIONE

 http://www.andrialive.it/rubriche/4238/articoloDett.aspx 

…DALLA TERRAZZA AI VICOLI

ALCOL, DROGA, E SESSO

VENERDÌ 5 AGOSTO 

a cura: Geremia Acri

Il disagio e il desiderio di fuga delle nuove generazioni o dei Teenager trovano una porta spalancata nell'alcol, nella droga e nel sesso , che producono danni terrificanti in tutti i sensi ed in ogni dimensione dell’esistenza ma molti di loro non sono coscienti dei pericoli a cui vanno incontro.

La nostra è, ormai, una società: deviata e deragliata, malata e malandata, una società che non confida più nei valori, in ciò che conta davvero.

Società confusa e mescolata, società sformata e deturpata da figure e modelli sempre più false ed ipocrite, sempre più contraffatte e superficiali.

Società stanca del troppo benessere, società sgretolata e frantumata, società stanca e scocciata persino di quelle agiatezze tanto bramate.

Società frustata e incattivita; società aggressiva e fredda. Società infuriata e imbestialita contro se stessa; società che non si sopporta più.

Società che vive di noia. La noia questo il punto o il problema?

La droga: sostanza con proprietà stupefacenti, allucinogene o eccitanti, che con l’andare del tempo provoca dipendenza e il bisogno di assumere quantità sempre maggiori . Può provocare la morte dell’individuo.

Basterebbe questo per comprendere che la droga è qualcosa a cui non bisognerebbe nemmeno avvicinarsi, eppure tantissime persone, giovani e adulti, ne fanno uso. Anche l’alcol, dotato della stessa pericolosità, è assunto sempre più da quella gente che una volta beveva Coca-Cola.

Com’è noto l’alcol e la droga arrecano danno alla salute e alla vita sociale della persona, allora come mai così tanti ne fanno uso?

Come mai non basta il pericolo della morte e della perdita dell’uso della capacità dell’intendere e del volere a fermarli?

Probabilmente trasgredire le norme, le regole e trascorrere, assieme, una serata “da sballo” possono in parte rispondere a queste domande.

Ciò che è proibito affascina, rispetto a quanto si può avere nella normalità e quotidianità.

Passare una serata o un sabato sera sballati, affumicati e ubriachi, in compagnia di amici, fare le cose più inimmaginabili e addirittura ‘proibite’ ed al limite, è quello che i giovani cercano come forma di svago, di alternativo, di divertimento.

Non è fondamentale come ci si diverte, l’importante è che sia diverso dal solito, qualcosa sopra le righe, per poi farsi vanto quando si trona in se e alla normalità.

Malauguratamente quando il gioco si prolunga in modo sovrabbondante, la situazione diventa più seria.

La canna, la sbornia ed il sesso animalesco della serata non soddisfano più perché rientra in gioco la noia e quindi si ha bisogno di più e poi ancora di più e di più e sempre di più.

Il tutto, ovviamente, è fatto e vissuto all’insaputa dei genitori ed è fondamentale che i genitori non sappiano e neppure sospettino nulla. Questo sostanziale aspetto forse è la chiave di lettura di questo fenomeno ‘alla moda’.

Spesso, fa uso di droga o alcol non ha una famiglia alle spalle che lo educa e lo mantiene sulla retta via, e perciò si abbatte su di lui il desiderio di adattarsi alla gente che, a suo parere, è importante, alla moda. Altri ancora, trascurati e lasciati in un angolo dai propri affetti, tentano di usare questi mezzi autodistruttivi per richiamarne l’attenzione.

La volontà di imitare certi esempi è tale da essere disposti a qualunque cosa pur di essere considerati come loro.

Noi come Comunità, Istituzioni cosa facciamo?

 LA SITUAZIONE ALCOLOGICA IN ITALIA

 http://www.ok-salute.it/diagnosi-e-cure/piu-di-8-milioni-di-italiani-bevono-troppo-boom-del-binge-drinking/ 

8 MILIONI DI ITALIANI BEVONO TROPPO. BOOM DEL BINGE DRINKING

Francesco Bianco 

Oltre otto milioni di consumatori di alcol che hanno più di 11 anni di età bevono troppi alcolici: 720.000 di loro vengono definiti heavy drinker, ovvero bevitori pesanti, capaci cioè di bere una quantità di alcolici dannosi per la salute. Secondo i parametri dell’Organizzazione Mondiale della Salute i consumi giornalieri dannosi sono di oltre 40 grammi per le donne e di più di 60 per gli uomini. Una bevanda alcolica al 5%, come ad esempio una birra, contiene 40 grammi di alcol in un litro.

Gli italiani comunque bevono in media sei litri di alcolici l’anno. C’è stato un aumento dell’1,4% rispetto all’anno precedente, anche se il consumo di alcol è in diminuzione negli ultimi 10 anni. Il modello di consumo tradizionale – basato sulla consuetudine di bere vino durante i pasti con frequenza giornaliera – sta progressivamente cambiando e quote sempre maggiori di popolazione consumano alcolici al di fuori dei pasti. Il consumo giornaliero resta stabile (22,2% degli italiani) ma cresce quello occasionale, come aperitivi e dopocena. Soprattutto nella fascia benestante e con livello culturale elevato. I giovani preferiscono la birra al vino. Il luogo dove si eccede di più è casa propria.

I dati arrivano dall’Osservatorio Nazionale Alcol in occasione della Giornata di Prevenzione dell’Alcol. Il 90% dei forti bevitori non viene allo scoperto e non fa ricorso ai servizi di diagnosi, cura e riabilitazione. Sono soprattutto uomini, anche se in diverse regioni, come in Liguria,Toscana, Umbria, Lazio e Sicilia, ormai non ci sono grandi differenze di genere.

Aumentano anche gli italiani che consumano occasionalmente bevande alcoliche fuori pasto e cresce il fenomeno del binge drinking, una sorta di abbuffata alcolica per ubriacarsi, che prevede l’ingestione in poco tempo di almeno sei bicchieri di alcol. Colpisce soprattutto tra le donne tra i 25 e i 44 anni. I dati mostrano che mediamente 3.300.000 persone nel corso degli ultimi anni ha dichiarato di bere sino all’intossicazione.

 PURTROPPO FINCHE’ LO STATO SI PREOCCUPA SOLO DELL’ABUSO….

 http://www.ok-salute.it/curiosita/ministero-salute-parte-la-campagna-estate-sicura-2016/ 

MINISTERO SALUTE: PARTE LA CAMPAGNA ESTATE SICURA 2016

Al centro dell'attenzione l'abuso di alcol da parte dei giovanissimi e la tutela degli anziani

4 agosto 2016

Difesa degli anziani e mano dura contro l’abuso dell’alcol nei giovani. Sono questi i due pilastri della campagna ‘Estate sicura 2016’. Voluta del Ministero della Salute prevede un rafforzamento dei controlli nei centri per anziani e nelle strutture assistenziali, ma anche un giro di vite su locali, bar e discoteche per prevenire la vendita di alcolici ai minorenni. Nelle intenzioni del ministro Beatrice Lorenzin la necessità di contrastare il fenomeno del ‘binge drinking’, moda degli ultimi anni in cui si fanno vere e proprie abbuffate alcoliche al solo scopo di andare fuori di testa. 

«I controlli saranno stringenti su tutte le strutture che somministrano alcol – ha spiegato Lorenzin – ma il nostro obiettivo è anche sostenere le famiglie rispetto ad un fenomeno che non va sottovalutato, considerando l’aumento dei casi di coma etilico e di incidenti stradali a seguito di consumo di alcol anche tra i più giovani». Il ministro ha evidenziato che ci sono dati «sull’abuso di superalcolici anche tra bambini di 12 anni e casi di coma etilici tra i giovanissimi».

Non solo repressione però ma anche prevenzione. «Bisogna far capire ai giovani – ha spiegato il ministro – che il consumo di alcol fa male e mette a rischio la vita».

Mano pesante poi per i controlli delle strutture che accolgono anziani, dopo che dai controlli dei carabinieri del Nas ne sono risultati irregolari tre su dieci. Numerose le violazioni, tra cui maltrattamenti, lesioni e sequestri di persona.

 …ED I SINDACI PROMUOVONO SIMILI MANIFESTAZIONI... 

 http://www.vastonotizie.it/wp/notte-bianca-testimonianza-incivilta-alcol-musica-assordante/ 

NOTTE BIANCA?: “TESTIMONIANZA DI INCIVILTÀ”, TRA ALCOL E MUSICA ASSORDANTE

4 agosto 2016 

Critica l’associazione ‘Centro Storico’ di Vasto e lettera aperta

al sindaco Francesco Menna

Lettera aperta al Signor Sindaco del Comune di Vasto “Egr. sig. Sindaco, leggiamo una Sua dichiarazione : “… chiuse le questioni preliminari ora possiamo cominciare a governare a pieno regime per costruire la Vasto del futuro…”. Ma quale futuro? Mentre scriviamo siamo nella bagarre più assurda che si possa immaginare nella fatidica “Notte Bianca”. Una iniziativa nata come momento di incontro, di cinema, teatro, musica seria, letteratura, cultura, non come è divenuto uno stupido strumento per i birraioli. La Notte Bianca è diventata un momento di frastuono, complessi e dj che tambureggiano ad altissimo volume, a distanza di metri l’uno dall’altro che si accavallano e gareggiano a chi emette più decibel dai loro impianti di amplificazione sempre più potenti. Giovani e non che vengono istigati a bere sino ad ubriacarsi, storditi dalla musica assillante e senza fine per avere l’ebbrezza dello sballo, mettendo a repentaglio la propria vita e quella degli altri nel mettersi in auto. I vicoli del centro storico divenuti di nuovo urinatoi a cielo aperto, comprese le pareti e gli ingessi delle chiese, con non rare chiazze di vomito, sporcizia ed odori nauseabondi. Ci domandiamo: è compito educativo del Comune farsi promotore di simili iniziative? Con quali costi? Con quali ritorni? Con quali controlli? Ignorando completamente anche le autorevoli sollecitazioni espresse dai parroci che, solo alcuni giorni fa, sollecitavano l’amministrazione ad una accorta gestione di eventi di questo genere. Qual è la progettualità sociale che sottintende a simili iniziative? Non si faccia riferimento al Turismo! Il Turismo è tutt’altra cosa e Lei lo sa benissimo. Per costruire la Vasto del futuro abbiamo bisogno di legalità! Lotta all’inquinamento acustico, rispetto delle norme, dell’ambiente e del decoro urbano, rispetto degli orari per l’apertura e la chiusura degli esercizi commerciali. Certamente in questa occasione abbiamo dato vera testimonianza di inciviltà, soprattutto per i volumi assordanti sino all’inverosimile e protrattisi oltre l’alba e la mancanza di interventi da parte della Polizia Municipale, pur presente, in barba alle norme sulle emissioni acustiche, che al riguardo sono ben chiare, ed al decoro urbano. Signor Sindaco, molto vi è da lavorare ma ritengo necessario riconsiderare i veri valori sociali ed intervenire per non vergognarsi di essere Vastesi. Molti auguri”.

Associazione Centro Storico di Vasto

 ...AVREMMO SEMPRE LE SOLITE CONSEGUENZE:

  TUMORI…

 http://percontodismith.blogautore.repubblica.it/2016/08/04/alcol-e-rischio-tumore-come-non-perdere-il-piacere-di-bere-in-sicurezza/ 

ALCOL E TUMORE, COME NON PERDERE IL PIACERE DI BERE IN SICUREZZA

4 AGO 2016

L'altro giorno mi sono concesso una pausa pranzo al mare per rigenerarmi da una mattinata pesante. Prima di stendermi sulla sdraio sono passato al bar a prendere una birra gelata che pregustavo giá nel tragitto verso la spiaggia. Io, la mia birra e l'i-pad per leggere le notizie: un'ora di relax! "L'alcool causa il cancro" mi ė apparsa così questa frase su uno dei tanti articoli che mi arrivano per mail. Ho guardato la mia birra e l'ho posata senza bere chiedendomi dov'è il limite, dove ci si deve fermare per non rischiare di compromettere il benessere fisico?

Evidenze epidemiologiche supportano un'associazione tra alcool e comparsa di numerose neoplasie, i dati sono presenti in letteratura scientifica ed esiste un consenso fra gli oncologi, ma la percezione di questo rischio fra i non addetti ai lavori é meno forte rispetto al risaputo rischio del cancro del polmone legato al fumo di sigarette, anche perchè c'è molta meno informazione di massa dovuta all'ovvio conflitto di interesse con le aziende che producono e vendono alcolici.

Ha affrontato il problema la dottoressa Connor (rivista Addiction 2016, "Alcohol consuption as a cause of cancer") dell' università di Otago, Nuova Zelanda. L'articolo conferma che le evidenze epidemiologiche possono supportare l'affermazione che l'alcol causa il cancro dell'orofaringe, laringe, esofago, fegato, colon retto e mammella. Per fortuna vi sono evidenze che il rischio - per cancro di laringe, faringe e fegato - sia reversibile e la sospensione del consumo di alcool può riportare il rischio a livelli accettabili.

Il problema rimane dunque chiedersi quanta quantità di alcool si può bere senza aumentare in maniera esponenziale il rischio di cancro, nel dubbio e in attesa dei prossimi dati però, io un sorso l'ho bevuto prima di tirarmi su e tornare a lavoro. Essere attenti alla propria salute significa che se compri un cartone di birra evita di consumarlo da solo e se apri un buon vino a tavola dividilo con chi è con te, anche perchè bere in compagnia è più divertente.

 GUIDA IN STATO DI EBBREZZA…

 http://roma.repubblica.it/cronaca/2016/08/05/news/ardea_scontro_frontale_-145403801/ 

ARDEA, SCONTRO FRONTALE: UN MORTO. CONDUCENTE POSITIVO A ALCOL TEST: ARRESTATO

La vittima aveva 58 anni ed era residente ad Aprilia

di FLAMINIA SAVELLI

05 agosto 2016

Scontro mortale ad Ardea: due le auto coinvolte, arrestato uno dei conducenti per omicidio stradale risultato positivo all’alcol test. La vittima è un uomo di 58 anni residente ad Aprilia. Il terribile impatto è avvenuto in via Montagnano alle 22.30, la dinamica è ancora da accertare. Da quanto è stato possibile ricostruire comunque, la vittima si trovava a bordo della sua Fiat Panda e stava procedendo in direzione Roma quando l’altro conducente, al volante di una Mercedes Classe A, arrivando in direzione opposta a elevata velocità l’ha travolto.

Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia stradale di Albano, i medici del 118 ed è stato necessario l’intervento di due squadre dei vigili del Fuoco. I due uomini infatti sono rimasti incastrati tra le lamiere. Il 58enne era già privo di coscienza quando è stato estratto dalle lamiere. Inutile la corsa

 in ospedale: è morto durante il trasporto. Il conducente della Mercedes invece, un giovane di 39 anni residente ad Ariccia, non ha riportato ferite grave ed è risultato positivo al test dell’alcol. Per lui è scattata subito l’accusa di omicidio stradale. Entrambi i veicoli sono stati sequestrati e proprio in queste ore si procederà con ulteriori indagini per stabilire la velocità a cui procedevano le auto ed accertare le responsabilità.

 http://www.ilgiornaledivicenza.it/territori/arzignano/camionista-ubriaco-abbatte-capitello-e-scappa-denunciato-1.5048457 

CAMIONISTA UBRIACO ABBATTE CAPITELLO E SCAPPA, DENUNCIATO

05.08.2016

Un camionista polacco ieri sera intorno alle 23, alla guida di un autoarticolato, ha urtato ed abbattuto un capitello presente in piazza a Crespadoro. Rintracciato da una pattuglia della polizia intercomunale Vicenza Ovest è risultato positivo all’alcol test e quindi denunciato. Questa mattina l’autista, seppur senza chiavi, ha rimesso in movimento il camion andando a fermarsi contro un platano. L’alcol test ha dato ancora esito positivo e quindi è scattata una seconda denuncia. G.Z.

 http://www.notiziaoggi.it/pages/alcol-quattro-volteconsentito-addio-patente-7300.html 

ALCOL QUATTRO VOLTE IL CONSENTITO, ADDIO PATENTE

Articolo pubblicato il 05-08-2016 

Trovato con un tasso alcolico quattro volte il consentito, a un 30enne residente a Gozzano è stata immediatamente ritirata la patente di guida. L'uomo era uscito di strada lungo la provinciale e si era capottato. Un incidente rocambolesco dal quale lui era però uscito illeso: non ha scampato però il controllo della polizia stradale, che l'ha beccato ubriaco fradicio.

 VIOLENZE…

 http://www.vicenzatoday.it/cronaca/alcol-aggressione-genitori-crespadoro-arresto-1-agosto-2016.html 

DA SECCHIONA A UBRIACONA, AGGREDISCE I GENITORI: ARRESTATA E COSTRETTA AL REHAB

Avrebbe raggiunto mamma e papà nell'abitazione di Crespadoro e avrebbe usato violenza nei loro confronti. Fortuito l'intervento del fratello che avrebbe allertato i carabinieri

Redazione

05 agosto 2016 10:42

In preda ai fumi dell'alcol aggredisce i genitori. Come riportano i quotidiani locali, la vicenda vedrebbe protagonista M.B., 38enne residente nel Trevigiano, con un passato da studentessa modello deviato da frequentazioni sbagliate che l'hanno portata ad avere il "vizio della bottiglia"(*). La donna, nella giornata di lunedì, avrebbe usato violenza nei confronti dei genitori residenti a Crespadoro.

Fortuito sarebbe stato l'intervento del fratello della 38enne che avrebbe allertato i militari. La donna sarebbe stata arrestata dai carabinieri in seguito all'ennesimo episodio di violenza nei confronti dei famigliari. Il giudice del tribunale di Vicenza Deborah De Stefano avrebbe poi disposto nei confronti della donna il divieto di avvicinarsi alla casa dei genitori con l’obbligo frequentare un corso per disintossicarsi dal vizio dell’alcool.

 (*)NOTA: più che di “vizio” sarebbe bello parlare di “stile di vita”

 DIPENDENZE…

 http://www.vecchiasignora.com/topic/304397-drogati-di-cibo-alcol-e-sostanze-a-12-anni/ 

DROGATI DI CIBO, ALCOL E SOSTANZE A 12 ANNI

PAOLO RUSSO

La Stampa 

5.8.16

Si abbassa drasticamente l’età in cui si sviluppano le dipendenze e i disturbi alimentari. Gli esperti: “Dietro c’è il desiderio di autodistruzione generato da un senso di abbandono”

A soli 13 anni un adolescente su cento sperimenta lo stordimento da binge drinking, la bevuta compulsiva di 6 o 7 shot nel giro di un’ora. E a 14 anni i casi sono già raddoppiati

Baby dipendenti da tutto: droga, alcol e anche da cibo, con il «binge eating», le grandi abbuffate compulsive fatte a tempo di record. Sommando i dati di studi e statistiche sono ben 2 milioni gli adolescenti italiani dai 12 ai 19 anni che si fanno di sostanze ed alcolici o che soffrono di disturbi alimentari. E chi il problema lo affronta sul campo, nei pronto soccorso o nei centri di neuropsichiatria infantile, denuncia che l’età si sta pericolosamente abbassando, con ragazzini di appena 12 anni, a volte anche meno, che accusano disturbi del comportamento causati da qualche forma di dipendenza.

Partiamo dai numeri. Il 26% degli studenti tra 15 e 19 anni fa uso di cannabis, un quarto di loro quasi quotidianamente e con un trend in costante crescita, rivela uno studio del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa condotto in oltre 400 istituti scolastici. Il 4% ha ammesso di aver provato almeno una volta la cocaina, mentre il 2,3% manda giù di tutto, erbe e pasticche, senza sapere cosa siano.

E non è che con l’alcol le cose vadano meglio. L’Istat rileva che già ad 11 anni oltre il 5% ha alzato il gomito e a 15 anni la percentuale è del 41% per i maschietti, del 33 per la ragazzine. A soli 13 anni un adolescente su cento sperimenta lo stordimento da binge drinking, la bevuta compulsiva di 6 o 7 shottini nel giro di un’ora. E a 14 anni i casi sono già raddoppiati.

Sono invece 600 mila gli adolescenti in trattamento per dipendenza da cibo.

Un quadro impressionante, con fenomeni di dipendenza che riguardano oramai più bambini che veri adolescenti. A raccontare questa fuga nello stordimento dei nostri giovanissimi e i perché di un disagio montante sono gli operatori sanitari e scolastici che il dramma lo vivono sul campo.

Lauro Quadrana, dirige la psicodiagnostica del day hospital psichiatrico per adolescenti del Policlinico Umberto I a Roma, un centro di riferimento nazionale per i giovanissimi con disturbi del comportamento. «Ne arrivano sempre più anche della fascia tra i 12 e i 14 anni, spesso afflitti da ansia e depressione. Dopo un po’ - racconta - si aprono e confidano di fare abuso di sostanze. Cannabis innanzitutto, ma anche droghe sintetiche, funghi allucinogeni, ultimamente eroina fumata e cocaina». Con una dipendenza da cocktail micidiali di cannabis, cocaina e ketamina è arrivata così con gravi disturbi depressivi una ragazzina di 14 anni, che l’impatto con la droga l’ha avuto ancora prima, nell’età in cui si gioca con le bambole. 

«A volte – spiega Quadrana- ci sono fattori genetici ereditari, ma spesso dietro questa ricerca dello stordimento c’è una voglia di autodistruzione generata da una sensazione di abbandono: non merito l’attenzione degli altri, la famiglia, la scuola e allora mi rifugio in un mondo anestetizzato». Insomma, dietro c’è l’inadeguatezza di famiglie e scuola, dove non di rado questi ragazzini hanno difficoltà di apprendimento. Troppo spesso scambiata per svogliatezza.

Non è andata così in una scuola media dell’hinterland milanese. Anna, il nome dell’insegnante è di fantasia perché la privacy è d’obbligo, si accorge che qualcosa non va in un suo alunno di soli 11 anni. «Veniva in classe sempre con gli occhiali da sole e quando li ha tolti ho capito perché. Poi la psicologa scolastica attraverso le testimonianze dei suoi compagni ha ricostruito una storia di abuso di cannabis che partiva dalla quinta elementare».

Poco più grandi, ma mica tanto, gli adolescenti che finiscono in coma etilico nei pronto soccorso. «Arrivano sempre più numerosi con intossicazioni acute da alcol anche a soli 13-14 anni», racconta Maria Pia Ruggieri, presidente del Simeu la società scientifica della medicina d’emergenza-urgenza. «Tanti dobbiamo trasferirli in rianimazione per coma etilico. Rischiano la vita senza saperlo ma dietro c’è un disagio più profondo perché spesso scopriamo che oltre all’alcol fanno uso di sostanze». E le famiglie? «Quando arrivano a riprenderli non credono siano i loro figli». Che stentano a conoscere oltre che a riconoscere.

 …E LA PUBBLICITA’ CHE SPINGE AL BERE!

 http://www.winenews.it/news/42886/pubblicit-di-alcolici-giovani-europei-e-media-secondo-uno-studio-pubblicato-sulla-rivista-scientifica-addiction-il-rapporto-tra-esposizione-e-consumo-c-travalica-culture-e-norme-nazionali-e-pone-il-problema-di-una-nuova-legislazione-europea 

PUBBLICITÀ DI ALCOLICI, GIOVANI EUROPEI E MEDIA: SECONDO UNO STUDIO PUBBLICATO SULLA RIVISTA SCIENTIFICA “ADDICTION”, IL RAPPORTO TRA ESPOSIZIONE E CONSUMO C’È, TRAVALICA CULTURE E NORME NAZIONALI E PONE IL PROBLEMA DI UNA NUOVA LEGISLAZIONE EUROPEA

Roma - 04 Agosto 2016, ore 15:37

Nonostante il fatto che esista una normativa europea che disciplina il marketing delle bevande alcoliche, la “Audio Visual Media Services Directive”, essa riguarda solo il contenuto dei messaggi promozionali, e non la loro quantità. E, stando a uno studio pubblicato sulla rivista scientifica “Addiction”, la pubblicazione ufficiale della “Society for the Study of Addiction” (http://goo.gl/vf9CXY), e dalla metodologia innovativa sotto più punti di vista, la necessità di regolare anche la quantità di questi messaggi è decisamente necessaria, dato che gli autori hanno rilevato una correlazione positiva tra l’esposizione ai messaggi promozionali di bevande alcoliche e il loro consumo da parte dei teenager europei - e questo indipendentemente dalle culture e delle normative nazionali.

Lo studio è stato condotto su un campione di 9.075 adolescenti, provenienti dalle scuole statali di quattro paesi europei: l’Italia, con le province di Milano e Cuneo, ne ha fornito la maggioranza relativa, con il 31%, seguita dalla Polonia (27%), dai Paesi Bassi (22%) e dalla Germania (20%), l’età mediana dei partecipanti era di 14 anni circa e il 49.5% erano maschi. E sono tre i fattori che lo rendono di particolare interesse, ovvero questa sua transnazionalità, la sua durata nel tempo - tre fasi distinte, dal novembre del 2010 all’aprile del 2012, e questo “coprendo” cumulativamente anche i vari tipi di media utilizzati per la promozione - e infine il fatto che lo studio ha analizzato sia l’effetto che il marketing ha sul consumo che la possibilità che possa avvenire anche il contrario.

I ricercatori, capitanati da Avalon de Bruijn, membro dello “European Centre for Monitoring Alcohol Marketing”, hanno preso atto del fatto che la promozione online ha un peso sempre più rilevante, visti i cambiamenti nella dieta mediale delle nuove generazioni europee, e hanno anche sottolineato il ruolo crescente degli oggetti “brandizzati” come veicolo associativo, includendo anche social media e eventi sportivi (come un campionato di calcio) all’elenco dei fattori che, direttamente o meno, sono considerabili come marketing degli alcolici. 

Dato non da poco, i ragazzi del campione tendevano a sottostimare la quantità di stimoli ricevuti in relazione alla promozione e al consumo di birra, vino, spirits, soft drink alcolici e così via, e i dati relativi alle tredici categorie di veicolo promozionale considerate lasciano poco spazio all’immaginazione, con oltre i due terzi del campione totale che ha ad esempio notato costantemente, nel corso dei diciotto mesi coperti dallo studio, pagine web contenenti pubblicità di questo tipo, mentre oltre il 40% ha ricevuto oggetti promozionali con brand del mondo dell’alcol, e quasi il 40% ha ricevuto offerte promozionali su prodotti alcolici.

Queste sono solo le cifre più notevoli dello studio, ma le conclusioni del team di ricercatori non lasciano molto spazio all’immaginazione. Le prove empiriche di una correlazione fra messaggi promozionali specificamente dedicati ai prodotti alcolici, e il loro consumo da parte dei giovani facenti parte del campione, ci sono, sono positive e sono relative a una correlazione univoca; e inoltre, l’esposizione a questi messaggi (e non, puntualizzano i ricercatori, a quelli promozionali tout court) può anche ingenerare una “spirale regressiva” nella quale i due fenomeni si autoalimentano a vicenda, specialmente se il giovane destinatario già beve. 

Nelle conclusioni dello studio, gli autori tornano all’unica direttiva europea che disciplina la materia, la “Audio Visual Media Services Directive”, e indicano che i risultati del loro studio confermano la necessità che sia necessario non solo moderare il contenuto dei messaggi promozionali di questo tipo, ma soprattutto la loro quantità, per diminuire l’esposizione dei cittadini europei di domani a questo tipo di pubblicità, in tutte le sue variegate forme. Nelle parole, di certo non ambigue, di de Bruijn, “non è più questione di limitare le sole pubblicità televisive: gli attori politici devono prendere in considerazione i piani di marketing dell’intera industria dell’alcol nella loro totalità, e creare misure che riducano tutti i tipi di messaggi promozionali di questo tipo”.