Rassegna del 27 Luglio 2016

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

STRILL.IT 

Reggio – Al Calajunco l’evento “Mocktail Party – No Alcol” organizzato da Attendiamoci O.n.l.u.s.

Divertirsi senza aver bisogno dell’alcol.

27.07.2016 - Al Calajunco giovedì 28 luglio si terrà l’evento “Mocktail Party. No Alcol, it’s easy to enjoy”, serata di beneficenza organizzata dall’Associazione Attendiamoci ONLUS. Sotto la direzione organizzativa del gruppo “Mood” e “Gold Room”, si svolgerà un evento che punta a sensibilizzare i giovani in una duplice direzione: svincolarsi dalla dipendenza dell’alcol, fenomeno che colpisce i ragazzi in modo preoccupante, e allo stesso tempo, proseguire la campagna volta alla riqualificazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, gestiti dall’associazione e destinati ad una nuova vita.

Infatti, l’evento si pone nel filone di iniziative promosse dall’associazione Attendiamoci per testimoniare come sia possibile divertirsi senza assumere alcool; un divertimento sano e genuino, che nasce dalla passione per la musica e dalla voglia di stare insieme.

Attendiamoci, realtà sociale operante sul territorio nazionale per la prevenzione del disagio giovanile e la promozione delle risorse personali, utilizzerà l’incasso della serata (al netto degli oneri) per supportare la rete di beni confiscati alla criminalità organizzata gestiti a Reggio Calabria (www.villaggiodeigiovani.it) e Milano (www.viamassena4.it), strutture nelle quali si stanno realizzando centri di aggregazione e formazione, anche residenziale, giovanile, e nelle quali si confisca il male, restituendo alla collettività luoghi rigenerati ed orientati al bene. L’appuntamento è quindi per giovedì 28 luglio dalle 22.30 al lido Calajunco per il “Mocktail party”.

Per maggiori info: www.attendiamoci.it.

http://www.strill.it/citta/2016/07/reggio-al-calajunco-levento-mocktail-party-no-alcol-organizzato-da-attendiamoci-o-n-l-u-s/

IL MATTINO 

Alcol killer, ecco la nuova scoperta choc

26.07.2016 - Abusare delle bevande alcoliche non fa bene, ma uno studio pubblicato sulla rivista 'Addiction', a firma di ricercatori dell'università di Otago in Nuova Zelanda, mostra che troppi drink esporrebbero al rischio di ben 7 tipi diversi di tumore, e probabilmente anche di altre neoplasie.

Secondo il team guidato da Jennie Connor, si può stimare che l'alcol abbia causato circa mezzo milione di morti per cancro nel solo 2012, pari al 5,8% dei decessi per cancro in tutto il mondo.

Si tratta di un revisione della letteratura scientifica, focalizzata sui tumori della bocca e della gola, della laringe, dell'esofago, del fegato, del colon e della mammella, evidenzia l'Independent online.

"C'è una forte evidenza che l'alcol provoca il cancro in sette organi diversi e forse anche in altri. Non credo sia necessaria una conferma dei meccanismi biologici specifici per dire che l'alcol è la causa di queste neoplasie", spiega l'autrice principale del lavoro. Convinta, fra l'altro, che sulla base dei dati attualmente disponibili non esista un livello sicuro di consumo di alcolici per quanto riguarda il pericolo di ammalarsi.

http://www.ilmattino.it/societa/piaceri/alcol_cancro_drink-1878185.html

ANSA.IT 

Auto ribaltata, guidava ubriaco a 120km/h

26.07.2016 - Nicholas Lucchini, aostano di 29 anni, guidava ad almeno 

120 km/h

 (50 più del consentito) e con un tasso alcolemico di 1,4 g/l (quasi tre volte il limite) quando si è reso protagonista dell'incidente costato la vita a Matteo Guerrisi (26) di Aosta, suo passeggero. Così la consulenza del geometra Luigi Bracci, chiesta dal pm Carlo Introvigne (nella foto), che indaga per omicidio stradale. L'incidente alle 5.50 di domenica 15 maggio, quando l'Opel Corsa diretta verso Aosta si era ribaltata autonomamente sulla statale 

26 a

 Saint-Christophe. Entrata ad alta velocità (calcolata con i frame di una videocamera installata in quel tratto) nella rotatoria dell'ex area Sogno, l'auto si era rovesciata su un lato dopo l'urto con un cordolo, compiendo un giro e mezzo su se stessa. Il veicolo era senza airbag laterali e montava gli pneumatici invernali. Guerrisi, che non indossava la cintura, è morto quattro giorni dopo in ospedale, dove era giunto in condizioni gravissime. I familiari sono assistiti dall'avvocato Davide Sciulli.

QUOTIDIANO DI PUGLIA 

Schianto, morti due giovani. Arrestato l'amico che guidava: positivo all'alcol test 

27.07.2016 - L’alcol e l’eccessiva velocità hanno fatto altre due giovani vittime sulle strade del tarantino. E anche un altro arresto per omicidio stradale. È Andrei Nicolae, ventunenne di nazionalità romena ma residente a Crispiano che guidava la macchina ed è risultato positivo all’alcoltest.

Con lui c’erano altri tre ragazzi, due dei quali sono morti, tra cui la sua fidanzata diciassettenne, mentre una terza persona, Elisabeta Apostulescu, sorella del ragazzo deceduto, versa in gravissime condizioni nella rianimazione dell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto.

Nella stessa terapia intensiva è sottoposto ai domiciliari anche il presunto omicida. Le vittime sono Victor Apostolescu, rumeno di 24 anni, domiciliato a Crispiano e Florina Neagu di diciassette anni, anche lei proveniente dalla Romania ma abitante a Grottaglie. La comitiva di amici viaggiava a bordo di un’Alfa Romeo 147 guidata da Andrei Nicolae che su un rettilineo della strada provinciale Crispiano Montemesola ha perso il controllo del mezzo per cause quasi sicuramente legate all’alta velocità e all’effetto dell’alcol. L’autovettura si è girata più volte su sé stessa e dopo una serie di carambole si è fermata in un uliveto dopo aver scavalcato un muretto a secco della recinzione di un’abitazione rurale.

Nel terribile impatto contro gli alberi la macchina si è accartocciata sbalzando all’esterno due degli occupanti mentre gli altri due sono rimasti intrappolati nell’abitacolo. Fuori è rimasto il corpo della ragazza rimasta ferita e finita in rianimazione in condizioni disperate e quello senza più vita del fratello che è rimasto schiacciato sotto i rottami dell’Alfa. I due all’interno erano quelli del guidatore arrestato e della fidanzata diciassettenne che è morta.

La scena che si è presentata ai primi soccorritori è stata choccante. La macchina era irriconoscibile così come i corpi straziati dei due ragazzi morti sul colpo. Per estrarre i due rimasti incastrati nella vettura son dovuti intervenire i vigili del fuoco che hanno tagliato le lamiere consegnando il ferito al personale del 118. Due ambulanze sono partite alla volta dell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto con i due feriti mentre un medico è dovuto tornare sul luogo dell’incidente per redigere i certificati di morte. La minorenne non aveva documenti per cui la sua identificazione è avvenuta solo dopo alcune ore.

I carabinieri del comando provinciale di Taranto hanno dovuto avvertire i parenti del ragazzo deceduto che vivono in Romania mentre non è stato facile risalire all’identità della minorenne che in un primo momento era stata scambiata per la guidatrice dell’Alfa Romeo 147. Il conducente è stato dichiarato in arresto su disposizione del pubblico ministero di turno Remo Epifani che ha disposto gli arresti domiciliari nello stesso nosocomio dove è ricoverato.

http://www.quotidianodipuglia.it/taranto/taranto_incidente_morti_crispiano_montemesola-1874650.html

QUOTIDIANO DI RAGUSA

Vittoria, arrestato extracomunitario ubriaco e violento (*)

27.07.2016 - Ieri sera, intorno alle 19,30, una chiamata telefonica al 113 della Questura 

la Polizia

 ha segnalato la presenza nel quartiere Trinità di Vittoria di due persone in evidente stato di ebbrezza alcoolica che creavano pericolosi disordini. Sul posto sono subito intervenuti gli agenti delle Volanti del Commissariato di Polizia di Vittoria che constatavano la presenza di due extracomunitari che in modo confuso e violento scaraventavano verso i passanti, fossero essi pedoni o automobilisti, i sacchi di rifiuti che prelevavano da terra dopo avere ribaltato uno dei grandi contenitori di rifiuti solidi urbani. Addirittura lanciavano in varie direzione alcuni cartelli di segnaletica stradale per l’esecuzione di lavori di scavo, rappresentando un grave pericolo per le persone che si trovavano a transitare da quella strada. Alla vista dei poliziotti l’atteggiamento dei due violenti piuttosto che acquietarsi si esacerbava. Uno di loro estraeva un grosso coltello dalla tasca, l’altro frantumava la bottiglia di birra che teneva in mano ed entrambi tentavano di scaraventarsi contro gli agenti che si schivavano e tentavano di immobilizzarli. Sul posto, in ausilio ai primi, sopraggiungevano le Volanti della Polizia di Comiso e Ragusa oltre ad una pattuglia dei Carabinieri di Vittoria. Solo grazie all’intervento del nutrito gruppo di agenti si riusciva ad immobilizzare il soggetto armato di bottiglia che, nonostante fosse rinchiuso all’interno della A.R. 159 di Volante, scalciava violentemente danneggiandone dall’interno lo sportello e colpiva alla gamba anche un militare dei carabinieri che era poi costretto a recarsi al pronto soccorso per le cure e dove per i traumi agli arti subiti riceveva una prognosi di guarigione di nove giorni. Proprio in tali concitate fasi di immobilizzazione del primo soggetto, l’altro riusciva a fuggire. Il soggetto immobilizzato, condotto in Commissariato era foto segnalato dalla Polizia Scientifica e identificato per Mohamed Gader, tunisino 22enne. L'uomo è stato tratto in arresto per il reato di violenza, resistenza e minaccia ad un Pubblico Ufficiale, danneggiamento di beni dello Stato, lesioni personali e porto abusivo di oggetto atto ad offendere. Su disposizione del sostituto Procuratore della Repubblica dr.ssa Giulia Bisello, veniva condotto presso il carcere di Ragusa. Sono in corso gli accertamenti volti all’adozione di un eventuale provvedimento di espulsione del soggetto. L’altro extra comunitario e attivamente ricercato.

TREVISO TODAY 

Rientra fuori orario e ubriaco, profugo malmena responsabile del centro Caritas (*) 

L'episodio lunedì alle 23 presso la struttura di via Verona. Senegalese di 26 anni aggredito a calci e pugni da un 20enne nigeriano, richiedente asilo che non accettava di essere rimproverato

SAN BIAGIO DI CALLALTA, 26.07.2016 - Attimi di tensione lunedì sera, poco dopo le 23, al centro di accoglienza della Caritas di via Verona a San Biagio di Callalta. Un richiedente asilo nigeriano di 20 anni, ospite della struttura, ha aggredito il responsabile della struttura, un cittadino senegalese di 26 anni. Questi aveva appena rimproverato animatamente il profugo perché era rientrato oltre l'orario previsto dal regolamento e per giunta completamente ubriaco.

Il 20enne, alterato dall'alcool, ha picchiato a calci e pugni il ragazzo senegalese che ha replicato a sua volta menando le mani. Per calmare gli animi dei due africani sono dovuti intervenire i carabinieri di San Biagio di Callalta. Sul posto è arrivata anche un'ambulanza del Suem118. Gli infermieri hanno dovuto medicare entrambi sul posto. I protagonisti della rissa decideranno se querelarsi reciprocamente per quanto accaduto lunedì sera.

ROVIGOOGGI

Intervento richiesto dai passanti, allarmati per la situazione alla quale si erano trovati davanti. Denunciato

Straniero ubriaco armato di bastone minaccia tutti al parco (*) 

E' stato un intervento impegnativo, quello gestito dai carabinieri di Badia Polesine in un parco pubblico dove uno straniero stava, secondo le prime ricostruzioni, minacciando tutti con un bastone, ubriaco...

Badia Polesine (Ro) - I carabinieri si sono sentiti richiedere l'intervento da numerosi passanti che, in un parco di Badia Polesine, si vedevano minacciati da uno straniero che, secondo le prime ricostruzioni, visibilmente ubriaco brandiva contro di loro un bastone. Uno scenario inquietante. La pattuglia non ha perso tempo, riuscendo a bloccarlo.

E' risultato trattarsi di un 31enne che, per precedenti problemi con la giustizia, era anche sottoposto a una misura di prevenzione disposta dalla questura. Dopo averlo calmato, i carabinieri hanno proceduto con la denuncia a piede libero a suo carico, sequestrando il bastone.

IL GAZZETTINO 

Ubriachi al parco nella notte litigano e si picchiano: un ferito, denuncia (*)

BASSANO, 27.07.2016 – (Vb) Nuova lite tra extracomunitari nel quartiere Firenze, con i residenti sempre più preoccupati e arrabbiati. Nel fine settimana più cittadini con casa sul parco tra le via Toscana e Galilei sono balzati dal letto nel cuore della notte per gli schiamazzi provenienti dalla strada. Sul posto sono giunti gli agenti della polstrada che hanno trovato nel parco a muoversi in modo inconsulto sette giovani, tra algerini e marocchini, tutti in evidente alterazione alcolica e reduci da una lite scoppiata tra loro. Iniziata quando K.L., marocchino 31enne residente in città, armato di una catena per legare le biciclette aveva colpito un connazionale, ferendolo a un orecchio. Per lo stato d’alterazione alcolica gli agenti hanno impiegato circa un’ora per riportare la calma e procedere all'identificazione. Per K.L. è scattata una denuncia per lesioni e per i sei africani una sanzione amministrativa per ubriachezza molesta.

BLITZ QUOTIDIANO 

Genova, migranti ubriachi lanciano sassi sui bagnanti che li “arrestano” (*)

GENOVA, 27.07.2016 – Hanno lanciato sassi contro i bagnanti e poi li hanno minacciati puntando cocci di bottiglia alla gola di chi si ribellava. Una domenica di paura quella del 24 luglio per i bagnanti di Punta Vagno, a Genova, che sono riusciti a far arrestare i tre giovani nordafricani ubriachi che hanno seminato il panico in spiaggia.

Tommaso Fregatti sul Secolo XIX scrive che i tre uomini sono stati bloccati e consegnati ai carabinieri da un gruppo di cittadini. Due di loro sono stati arrestati e sono stati denunciati a piede libero con le accuse di minacce, ubriachezza molesta, resistenza e lesioni, mentre un terzo è riuscito a fuggire:

“Tutto succede intorno alle 4 di domenica pomeriggio in una delle principali e più frequentate spiagge libere del quartiere della Foce. I tre nordafricani hanno alzato troppo il gomito. Arrivano sull’arenile pubblico e scatenano il panico. Prima lanciano pietre contro i bagnanti sfiorando mamme e bambini. Poi urlano e gridano frasi sconnesse in arabo. La gente protesta, ha paura. Anche se fortunatamente nessuno resta ferito. Intervengono due giovani che tentano di calmare i tre nordafricani invitandoli a lasciare la spiaggia. Ma non riescono nel loro intento. Anzi, i tre prendono dei cocci di bottiglia e minacciano i “rivali”. Subito dopo si dileguano.

Ma non finisce qui. Mezz’ora dopo i nordafricani si ripresentano a molestare i bagnanti. Stesse modalità di prima. Questa volta a reagire sono molti più bagnanti e i tre vengono bloccati e disarmati. Parte una richiesta di intervento alla centrale operativa dei carabinieri.

Nel frattempo, però, uno dei tre giovani riesce a fuggire e dileguarsi. I militari arrivano sul posto e bloccano i due. Entrambi vengono accompagnati in caserma. Non senza difficoltà. Dal momento che i nordafricani aggrediscono e malmenano anche i carabinieri stessi nel tentativo di riuscire a scappare. Per questo nei loro confronti scattano anche altre accuse. A finire nei guai sono un marocchino di 24 anni e un algerino di 26, entrambi senza fissa dimora. Sono già noti alle forze dell’ordine. Uno ha alle spalle una decina di provvedimenti di espulsione non ottemperati, l’altro è uscito dal carcere di Marassi da poche settimane.

I militari del nucleo radiomobile – diretti dal capitano Corrado Pirrè – hanno avviato accertamenti per risalire alla terza persona che si trovava con loro. Per riuscire a rintracciarlo potrebbe essere questione di ore”.

(*) Nota: difficile dire se la prevalenza dei problemi di ordine pubblico causati da extracomunitari sotto effetto di alcolici siano maggiori che nel resto della popolazione. Potrebbero essere solamente più visibili o più evidenziati. In ogni caso non occorrono provvedimenti ad hoc, la soluzione è uguale per tutti: ridurre l’offerta di alcolici. 

IL SECOLO D’ITALIA 

David ucciso dal marocchino ubriaco: lo Stato nega indennizzo alla famiglia

26.07.2016 - È troppo “ricca” per accedervi e così la famiglia di David Raggi, il 27enne di Terni ucciso nel marzo 2015 da un marocchino ubriaco, non potrà avere alcun indennizzo nell’ambito del fondo per le vittime di reati intenzionali e violenti, istituito dalla legge 122 dello scorso 7 luglio. Il giovane, che aveva cominciato a lavorare da un anno, aveva infatti un reddito di 13.500 euro, mentre la normativa italiana – che, in ritardo, ha recepito una direttiva europea in materia che risale al 2004 – ha fissato come soglia di accesso al fondo quella degli 11.500 euro.

E’ l’ultimo, ignobile, paradosso di una burocrazia stupida e feroce, nemica dei cittadini.

David venne sgozzato con un colpo di bottiglia al collo da Aassoul Amine, detto Aziz, mentre stava seduto a un tavolino, poco prima di mezzanotte. Nessun motivo particolare. Aziz era ubriaco fradicio e incrociando lo sguardo di David ritenne che quel suo coetaneo lo stava guardando troppo. E per questo lo sgozzò. Figlio di un operaio delle acciaierie di Terni in pensione e di una dipendente di una casa di cura, David viveva con la famiglia nelle case popolari a ridosso del polo siderurgico. Si stava laureando in biotecnologie farmaceutiche e parte del suo tempo libero lo dedicava al volontariato nel 118. Un figlio d’oro, insomma. David capì subito che era spacciato. Al medico che lo stava soccorrendo disse, prima di morire: «Non arrivo in ospedale, questa è un’emorragia arteriosa. Vi voglio bene, dite a mamma, papà e Diego che gli voglio bene». Aziz, irregolare e già espulso nel 2007 per una serie di furti compiuti nelle Marche, era rientrato in Italia nel 2014 e aveva fatto richiesta di asilo politico, richiesta che era stata respinta. Aziz aveva fatto ricorso al Tribunale. Che aveva di nuovo respinto la richiesta. A settembre di un anno fa è arrivata la condanna di Aziz per l’omicidio di David Raggi: 30 anni. Sembrava che giustizia, in qualche maniera, fosse stata fatta. Oggi lo schiaffo a freddo dello Stato. David era troppo “ricco”, guadagnava 13.500 euro l’anno, poco più di 1.000 euro al mese. Troppo perché la sua famiglia possa avere diritto al risarcimento dal fondo per le vittime di reati intenzionali e violenti.

Parla di «limitazione gravissima e incostituzionale» il legale della famiglia Raggi, l’avvocato Massimo Proietti, che assiste anche i parenti, che si trovano in situazioni analoghe, di Pietro Raccagni, il commerciante della provincia di Brescia ucciso durante una rapina in villa da una banda di albanesi nel luglio 2014, e di Carlo Macro, il 33enne trafitto al cuore con un cacciavite da un indiano clandestino, a Roma, nel febbraio dello stesso anno.

Anche per le famiglie di queste ultime due vittime non è previsto infatti al momento alcun risarcimento, sempre per motivi reddituali. «Questa norma è contraria ai principi costituzionali interni ed europei», dice ancora il legale, annunciando che solleverà una questione di legittimità costituzionale nell’ambito della causa civile già intentata davanti al tribunale di Roma dalla famiglia Macro contro lo Stato, per la mancata protezione di un proprio cittadino, e la cui prima udienza è fissata per il 12 dicembre prossimo (anche le altre due famiglie hanno intentato la causa, ma l’atto di citazione a giudizio è stato già notificato).

Per l’avvocato Proietti la nuova legge presenta inoltre un’altra anomalia, relativa all’entità del fondo. «Quest’ultimo – spiega – è stato accorpato al già esistente fondo per le vittime dei reati di mafia, estorsione ed usura, con un’integrazione di appena 2 milioni e 600 mila euro l’anno. Si tratta di una cifra insufficiente a soddisfare tutte le richieste e, tra l’altro, al momento non ci sono previsioni né sull’entità dell’indennità, né sulle modalità e i tempi di erogazione. È quindi un fondo che di fatto non risarcirà nessuno, una presa in giro e un’elemosina». Secondo il legale, dunque, «la legge, passata in sordina, non sortirà alcun effetto e non avrà alcun beneficio per la maggior parte dei danneggiati».

RAVENNA NOTIZIE 

Ubriaco, minaccia con il coltello il figlio al culmine di una lite. 

La Polizia

 lo blocca e lo indaga

Questa notte 

la Polizia

 di Stato è intervenuta in un appartamento in centro a Ravenna dove un padre, completamente ubriaco, ha minacciato con un coltello a serramanico il figlio. Tutta la famiglia con le mogli e le fidanzate dei figli si era riunita a casa di F.P. 49enne rumeno per una festa in famiglia in cui le abbondanti libagioni sono state accompagnate evidentemente da innumerevoli brindisi e il padrone di casa ha alzato troppo il gomito.

 L’alcol ha presto avuto il sopravvento sulla ragione tanto che il capofamiglia al culmine di una discussione per futili motivi ha estratto il coltello scagliandosi contro il figlio maggiore. A nulla sono valsi i tentativi dei familiari di fare da pacieri e cercare di contenere l’uomo che sempre più agitato inveiva contro tutti. L’intervento degli agenti di una volante unitamente a personale medico del 

118 ha

 convinto F.P. a salire sulla autoambulanza e a farsi prestare le cure del caso al Pronto Soccorso. Smaltiti i fumi dell’alcol F.P. è stato indagato per minacce gravi e denunciato alla Autorità Giudiziaria.

L’ADIGE 

Ubriaco alla guida del Tir Autista fermato dai vigili

26.07.2016 - Aveva un tasso alcolemico di 

3,24 grammi

 di alcol per litro di sangue l’autista straniero fermato nei giorni scorsi dagli agenti del Corpo di polizia locale di Rovereto e delle Valli del Leno. Ben oltre la soglia di tolleranza fissata dalla legge (l’articolo 186 del Codice della strada), che per chi si mette alla guida abitualmente è di 

0,5 grammi

 per litri. Non per lui però che, essendo al volante di un autotreno, di alcol non avrebbe dovuto berne nemmeno un sorso. Il limite per i professionisti infatti è fermo allo 0, proprio come per gli autisti del trasporto pubblico.

L’autista è un uomo croato e si trovava alla guida di un autotreno con targa slovacca. È stato notato in città e quando i vigili si sono messi sulle sue tracce, seguendolo con la pattuglia, hanno notato che si stava dirigendo verso l’autostrada del Brennero. Lo hanno fermato, fortunatamente, poco prima che varcasse il casello per immettersi in A22. I vigili sono riusciti ad intercettare il mezzo ed a fermare l’autista per sottoporlo all’alcol test grazie ad una segnalazione. È stato un cittadino a chiamare il comando di via Parteli per segnalare il Tir pericoloso che era stato notato in città. Del resto non è pensabile che le forze dell’ordine riescano ad essere ovunque ed in qualsiasi momento, ma il fatto che diventino il punto di riferimento di cittadini attenti come colui che ha chiamato l’altro giorno è rassicurante. E rappresenta anche un ottimo esempio per chi, alle volte, pensa che una telefonata del genere sia solo tempo perso.

Tornando al fatto in questione, all’autista straniero dopo il risultato dell’alcol test è stata revocata la patente. Con un valore che supera di 

1,5 grammi

 per litro scatta l’ammenda da 

1.500 a

 6 mila euro e l’arresto fino a sei mesi. Non è stato l’unico, in questi giorni. Purtroppo proprio gli agenti della polizia locale hanno dovuto comminare una serie di sanzioni per guida in stato d’ebbrezza negli ultimi giorni. È indubbiamente il risultato di controlli mirati, anche fuori dall’autostrada del Brennero, e di un’attenzione particolare in questi giorni d’estate che molti dedicano alle ferie. Ma fermare persone brille al volante è sempre e comunque un allarme sociale. Significa che c’è chi sottovaluta il «bicchierino» in più o chi non ha ancora compreso, nonostante la continua informazione, la pericolosità di un gesto del genere.

NEWSGO 

Si ubriaca e prende a pugni una poliziotta a San Lorenzo, arrestata

Una 38 enne colombiana è stata bloccata a fatica dopo aver danneggiato anche una volante.

26.07.2016Una 38 enne di nazionalità colombiana è stata arrestata con le accuse di resistenza, violenza e danneggiamento. La donna ha iniziato a litigare con il compagno a viale di Porta Tiburtina, a San Lorenzo.

Quando si è accorta di una volante della Polizia è letteralmente impazzita e ha colpito una poliziotta con un pugno in faccia molto violento. Era probabilmente ubriaca e ha anche cercato di sfondare il vetro dello sportello posteriore della volante, danneggiando la portiera.

Con l’arrivo dei rinforzi è stato possibile far scattare le manette, nonostante la 38 enne abbia continuato a insultare e minacciare gli agenti. Il compagno è stato multato per ubriachezza molesta.

AVELLINO TODAY 

Bevande ai minori, la polizia municipale sanziona i trasgressori

26.07.2016 - Il comandante Arvonio comunica che sono una quindicina i verbali di illecito amministrativo elevati a carico dei gestori dei pubblici esercizi

Primo bilancio dell’attività svolta dalla polizia locale alla guida del Colonnello Michele Arvonio.

Lo scorso week end nelle zone in cui la città è particolarmente frequentata da giovani attratti dai locali e luoghi di incontro, dopo la prima fase di prevenzione, preliminare ad ogni altra attività, per poter incidere in maniera fattiva sulla consapevolezza dei rischi derivanti dall’abuso di alcool, si è passati alla fase sanzionatoria per il rispetto delle norme di tutela dei minori che vietano la somministrazione dell’alcool, e per il consumo delle bevande, in contenitori diversi dal vetro così come previsto dalla vigente ordinanza, prevenendo in tal modo fenomeni ricollegati direttamente o indirettamente all’abuso di alcool (risse e litigi; danneggiamenti di beni privati e pubblici; violenze; incidenti stradali; schiamazzi e disturbi alla quiete pubblica; malori per coma etilico; imbrattamenti di muri, strade, palazzi ecc.).

Il comandante Arvonio comunica che sono una quindicina i verbali di illecito amministrativo elevati a carico dei gestori dei pubblici esercizi e che almeno fino a fine settembre saranno svolte attività di vigilanza, tese al contrasto di fenomeni che contribuiscono a creare degrado urbano e turbamento alla civile convivenza dei cittadini.