Rassegna del 1 Luglio 2016

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

 VERSO L'ESTATE CON UNA RIFLESSIONE

 http://agensir.it/italia/2016/07/01/ognuno-si-aliena-o-si-dissocia-come-vuole-e-la-radicalizzazione-del-nostro-del-tempo/ 

OGNUNO SI ALIENA, O SI DISSOCIA, COME VUOLE. È LA RADICALIZZAZIONE DEL NOSTRO TEMPO

1 luglio 2016

Tonino Cantelmi

È in atto, nella nostra società, una radicalizzazione tra due spinte psicosociali opposte: alexitimia e sensation seeking. Mi spiego meglio. Da un lato dobbiamo essere efficienti, rapidi, produttivi e per esserlo dobbiamo sopprimere le emozioni (alfa privativo, lexis: parola, thymos: emozione, ovvero alexitimia, incapacità di riconoscere e verbalizzare le emozioni). E dall'altro, mettiamo in campo la sregolatezza della ricerca di emozioni forti

Si avvicina l’estate e torna in scena il vortice della nevrosi da prenotazione delle vacanze. Però per favore, liberateci da Formentera. E da Ibiza. E da tutti i turistifici che offrono euforia artificiale a buon mercato. In Italia, per i giovani e non solo, va di moda la Puglia, in Grecia qualche isola.

Non facciamo finta di non saperlo: branchi di ragazzine e ragazzini appena maggiorenni, o forse neanche, migrano d’estate verso questi non luoghi, che promettono euforia, sballo, alcol, droghe, discoteche, locali, sesso e emozioni: un frullato di alienazione concentrata. E con loro branchi di adultescenti: trentenni, quarantenni e oltre, eterni adolescenti mentali in corpi ormai adulti.

Per carità nulla (o quasi, se si esclude spaccio, turismo sessuale, qualche rissa e dintorni) di illegale o di illecito.

Ognuno si aliena come vuole.

In fondo c’è chi lo fa con faceboock, chi con il lavoro, chi con la ricerca esasperata di bellezza artificiale (e arricchisce astuti chirurghi plastici), chi con movide locali e squallidi tour alcolici. Ma tutta questa ricerca esasperata di euforia artificiale, di eccesso di emozioni, di superamento dei limiti del piacere, proprio non ci interroga per nulla? Il fenomeno dell’euforia artificiale, che trova il suo picco settimanale nel fatidico week end e il suo picco annuale nei riti delle vacanze nei mega-turistifici, non vi sembra collegato a qualcosa di più profondo, ad una sorta di spinta psicosociale sempre più impellente verso forme di disinibizione a tempo? Certo, possiamo utilizzare categorie morali per giudicare e, inevitabilmente, condannare inorriditi (magare con un po’ di invidia). Oppure categorie relative alla salute: l’uso di alcol e di sostanze, troppo precoce e troppo pervasivo, espone i cervelli in fase di sviluppo degli adolescenti a non pochi rischi.

Io vorrei affrontare il fenomeno alla luce di una radicalizzazione nella nostra società tra due spinte psicosociali opposte: alexitimia e sensation seeking. Mi spiego meglio. Da un lato dobbiamo essere efficienti, rapidi, produttivi e per esserlo dobbiamo sopprimere le emozioni (alfa privativo, lexis: parola, thymos: emozione, ovvero alexitimia, incapacità di riconoscere e verbalizzare le emozioni). Penso, da psichiatra, ad una paziente, spietata manager, capace di percorrere le capitali europee e di chiudere affari sulla testa di migliaia di persone, determinata, capace, rapidissima, abile e imperturbabile. E poi la stessa manager, regolarmente sposata e madre, si trasforma in una adultescente emotiva in un mega-raduno rock al di là dell’Atlantico: cocaina, musica, rapporti promiscui, sballo. Una volta ogni 5-6 mesi, precisa in una seduta.

Solo quattro-cinque giorni di folle euforia. E sì, perché quel senso di vuoto emotivo, da qualche parte deve essere colmato.

Ecco quindi come. alla ricerca di emozioni, la super manager si trasforma in una implacabile sensation seeker. Ma questa radicalizzazione coinvolge anche l’operaio di Bergamo (penso ad un’altra persona concreta), che tutta la settimana si alza presto, lavora intensamente e fa più turni, e che poi nel week end percorre un po’ di chilometri per andare nella sua discoteca hardcore e sballarsi (un giorno solo però e dormendo in macchina, non ha certo i soldi della manager). Siamo percorsi da due spinte dissociate ed opposte: l’efficienza dell’alexitimia e la sregolatezza della ricerca di emozioni forti. Tutti efficienti dal lunedì al venerdì e tutti sensation seekers il sabato notte. In giacca e cravatta o in eleganti tailleur di inverno e legati ad un elastico per gettarsi nel vuoto durante un fantastico ferragosto esotico in preda al demone del bungy jumping (che è sempre meglio del binge drinking nostrano). Ovviamente estremizzo anche io un po’: per fortuna c’è ancora posto per la moderazione, l’equilibrio, il sano divertimento e il giusto lavoro. O no?

 LE PENE ALTERNATIVE 

 http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2016/07/01/ASkNvZKD-lavorare_condannati_seicento.shtml 

ALCOL-TEST, SEICENTO CONDANNATI A LAVORARE

01 luglio 2016

Newsletter Il Secolo XIX

Seicento genovesi (in sei anni) sorpresi a guidare dopo aver bevuto qualche bicchiere di troppo, senza fare incidenti. E condannati pene da una settimana fino a sei mesi per chi supera 0.8 grami di alcol per litro, da sei mesi a un anni se il tasso etilico supera 1.5 grammi per litro. Per evitare la detenzione, “lavare” la fedina penale e riavere l’auto sequestrata, hanno deciso di una via d’uscita prevista dalla legge.

Giardinieri e uscieri per caso

Seicento persone in sei anno dal 2011 a oggi, più professionisti e commercianti che operai e studenti, chiamati a fare l’erba nei giardini di qualche associazione o svolgere lavori di segreteria o portierato ad ore, o mettere a frutto le loro abilità da idraulici o elettricisti: eccolo, il quadro del popolo degli autisti traditi dalla bottiglia o dall’aperitivo che hanno accettato di pagare il loro debito con la giustizia aderendo al progetto “Ripara e impara” di Arcat, associazione dei club degli alcolisti in trattamento.

La statistica sorprendente emerge nel giorno in cui la Regione annuncia di aver creato (prima in Italia) un rete che mette insieme Asl 3, Ircs San Martino, associazionismo e procura per combattere l’alcolismo,

Una premessa: basta essere sorpresi una volta alla guida in stato di ebbrezza per trovarsi nel tunnel della giustizia penale. E proprio da Arcat Liguria era nata nel 2010 l’idea di proporre al parlamento l’introduzione dei lavori di pubblica utilità per pagare il debito con la giustizia nei casi di guida in stato di ebbrezza.

La statistica

Il primo anno erano state 101 le persone che avevano colto l’occasione e l’andamento è stato più o meno costante: 123 nel 2012, 124 nel 2013, 98 nel 2014, circa 120 nel 2015 (un dato che comprende anche le persone sottoposte alla nuova condizione di “messa alla prova”) e sono già una sessantina dall’inizio del 2016. Molti più maschi (la popolazione femminile del campione oscilla tra l’11 e il 12%), giovani ma non troppo (il 60% ha meno di quarant’anni), istruiti (il 68% ha una laurea o un diploma). Il “peso” della condanna, tradotto non in giorni di detenzione ma in ore di lavoro e lezioni sui danni dell’alcol, è progressivamente diminuito fino a dimezzarsi: era mediamente di 145 ore nel 20111, si è attestato a 77 ore.

La strada della prevenzione

Lavorare sui giovani e sui giovanissimi anche attraverso le scuole è indispensabile per la prevenzione delle patologie: Asl3 annuncia che, dalla collaborazione tra il centro alcologico del San Martino e i Sert partirà a breve un programma di screening per le malattie epatiche delle persone a rischio-alcol. «E lo è per la sicurezza stradale – dice l’assessore alla Salute , Sonia Viale - si può fare festa senza esagerare e usare la testa prima di mettersi alla guida, anche se l’obiettivo resta quello del tasso alcolico zero». Su iniziativa dell’Asl 3, durante le serate organizzate al Porto Antico di Genova nell’ambito di Body worlds saranno distribuiti test monouso per la verifica del tasso alcolico.

 OMICIDIO STRADALE

 http://www.today.it/citta/fidanzati-morti-incidente-santa-severa-pirata-della-strada.html 

FIDANZATI UCCISI A SANTA SEVERA: PIRATA DELLA STRADA POSITIVO AD ALCOL E DRUG TEST

Nell'incidente avvenuto sulla via Aurelia alle 2 e 30 del mattino del 28 giugno sono morti Matteo Carta e Alessandra Grande. Il 45enne arrestato ha ammesso le proprie responsabilità

Redazione

30 giugno 2016 14:40

ROMA - Ha ammesso pienamente le proprie responsabilità il giardiniere 45enne accusato di "omicidio stradale plurimo pluriaggravato" e "fuga a seguito di omicidio stradale". Si è chiuso così il cerchio, drammatico, intorno alla morte di Matteo Carta e Alessandra Grande, travolti e uccisi alle 2:30 del mattino del 28 giugno al chilometro 53 della via Aurelia, all'angolo con viale del Tirreno a Santa Severa.

L'uomo è risultato positivo al test alcolemico e di rilevazione di sostanze stupefacenti.

L'INCIDENTE - I due fidanzati, lui 25enne di Nuoro e lei 22enne romana, a bordo del loro Scarabeo sono stati travolti da una Kia Sorento nera. Il conducente del suv, dopo lo scontro, era poi scappato a piedi. Inutili i soccorsi per i due fidanzati. A ricostruire la vicenda sono stati i carabinieri di Civitavecchia coordinati dal comandante Piero Orlando. I militari sono giunti sul posto poco dopo l'evento e hanno trovato, abbandonato a ridosso della siepe di un villino adiacente la via Aurelia, sulla corsia di marcia opposta, la Kia Sorento quasi distrutta dall'impatto. Nelle vicinanze è stato trovato ciò che rimaneva dello Scarabeo e i corpi priva di vita dei due giovani.

LE INDAGINI - Nei minuti successivi, vista la gravità del fatto, sono intervenuti sul posto anche i carabinieri della stazione di Santa Severa per la ricostruzione della dinamica e l'individuazione del responsabile della morte dei due giovani, che si era dato alla fuga facendo perdere le proprie tracce. Dalla prima ricostruzione dell'incidente si è potuto accertare che il conducente della Kia procedeva a forte velocità sull'Aurelia in direzione Civitavecchia e, giunto al Km 53 circa, aveva iniziato una manovra di sorpasso nei confronti di un'altra auto che percorreva la stessa via, invadendo completamente la corsia opposta e impattando frontalmente contro lo Scarabero con a bordo Matteo e Alessandra.

LA FUGA DEL PIRATA DELLA STRADA - A seguito dell'urto il motorino è andato completamente distrutto e i due giovani erano deceduti sul colpo. Il suv, invece, aveva terminato la sua folle corsa a ridosso di una siepe di recinzione di un villino posto a circa cento metri dal luogo dell'impatto. Da lì, probabilmente, il conducente, dopo essere uscito dall'auto passando dal finestrino, era fuggito a piedi facendo perdere le proprie tracce.

 http://www.asaps.it/55396-_schianto_mortale_sulla_gvt__arrestato_il_conducente_dellauto_contromano_.html 

SCHIANTO MORTALE SULLA GVT: ARRESTATO IL CONDUCENTE DELL'AUTO CONTROMANO

01/07/2016

Il Gip di Trieste ha convalidato la richiesta di carcerazione per l'automobilista che lo scorso 20 giugno, guidando in stato di ebbrezza, ha causato la morte di due persone

Accolta la richiesta di carcerazione fatta dal Pm del Tribunale di Trieste per Iosif Jitariu Celestin, il cittadino romeno di 33 anni che nella notte del 20 giugno scorso con un tasso alcolemico di 3,14 g/litro (limite legale massimo 0,5 g/litro, n.d.r.), aveva percorso per più di due chilometri contromano la Grande viabilità triestina.

La Volkswagen Golf guidata a forte velocità dall'uomo si era schiantata frontalmente contro la Nissan Qashqai guidata da Luca Sussich, triestino di 35 anni, morto sul colpo insieme alla 36enne triestina Valentina Gherlanz, ferendo gravemente gli altri tre passeggeri a bordo.

Inutili erano state le segnalazioni di un'auto della Guardia di Finanza che aveva tentato di fermarlo, ma addirittura Iosif Jitariu Celestin aveva spento i fari della propria auto cercando di non farsi identificare.

Ora il 33enne è in carcere a disposizione della Magistratura. Rischia una condanna fino a 18 anni.(*)

Enrico Ferri

da triesteprima.it

 (*) NOTA DELL’ASAPS: E’ il minimo. Il conducente cittadino romeno aveva un tasso alcolemico di ben 3,14 g/l e aveva già percorso 2 km contromano. La Guardia di Finanza aveva tentato di fermarlo ma lui aveva spento i fari per non farsi riconoscere. Una tragedia assurda. Pena ora prevista in questi casi da 8 a 18 anni. Siano 18! Impediamo di guidare per sempre a soggetti simili. (ASAPS)

 INIZIATIVE DI PREVENZIONE E INFORMAZIONE

 http://www.ilgiorno.it/legnano/legnano-droga-1.2301065 

LEGNANO, DROGA E ALCOL: LA PREVENZIONE ARRIVA NELLE STRADE

Costituita con il progetto "Jump around" un'Unità mobile dedicata

di LUCA DI FALCO

30 giugno 2016

Legnano (Milano), 30 giugno 2016 - Con il progetto "Jump Around" partono gli interventi a favore di giovani che abusano di sostanze e rischiano di finire in situazioni di marginalità. L’iniziativa calza a pennello nel periodo estivo quando la Legnano del divertimento rischia di offrire occasioni di eccesso. "La strada della prevenzione è sempre quella maestra – ha dichiarato l’assessore ai servizi sociali Giampiero Colombo - e dunque ben venga questo progetto per limitare i rischi legati ai comportamenti di abuso e avvicinare a chi ne ha bisogno le istituzioni sociosanitarie competenti".

Tra droghe e alcol le minacce sono sempre dietro l’angolo e secondo i dati raccolti dall’allora Asl Milano 1 nel 2015 e presentati dal dottor Renato Durello, responsabile del servizio dipendenze Ats Città Metropolitana Milanese, su 5788 giovani monitorati dall’unità mobile sul territorio, il 67% per cento ha ammesso di aver fatto uso di droghe e il 31% nell’arco dell’ultimo mese, senza contare che il 37,4% ha dichiarato di avere avuto rapporti sessuali non protetti e il 19,9 di essersi sottoposto al test per l’Hiv.

Non si scherza nemmeno per il tasso alcolemico con la media che ha dato un esito dello 0,61 g/l contro lo 0,51 permesso. Sulla scorta di questi dati il progetto Jump Around viene promosso dal comune con la Cooperativa Sociale Albatros e Comunità Nuova Onlus e si rivolge per un’opera di sensibilizzazione ai giovani dai 16 ai 35 anni. "Un’unità mobile - spiega Marco Cribioli, psicologo e psicoterapeuta, presidente di Albatros - stazionerà nei pressi dei principali locali e luoghi di divertimento, informando rispetto ai rischi connessi al consumo e abuso di sostanze. L’essere presenti in strada consente di creare un ponte tra giovani e istituzioni, agganciando e prendendo in carico soggetti e gruppi a rischio".

 CONSEGUENZE DEL CONSUMO DI VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI:

HA PERSO IL FIGLIO E NON SI DA PACE!

 http://www.ilrestodelcarlino.it/ravenna/notte-rosa-vadim-piccione-1.2305125 

IL FIGLIO MORÌ ALLA NOTTE ROSA: "TORNO IN AIUTO DEI GIOVANI SBALLATI"

Il padre del 22enne, deceduto durante la festa, sarà a Riccione

30 giugno 2016

Ravenna, 1° luglio 2016 - Giuseppe Piccione questa sera e domani sarà a Riccione, negli stessi luoghi in cui il figlio Vadim perse la vita quattro anni fa, durante la Notte rosa. Il ragazzo, di appena 22 anni, fu trovato morto nel canale Marano di Riccione la mattina dell’8 agosto del 2012.

Era arrivato lì la sera prima per festeggiare con gli amici. «Anche lo scorso anno, in occasione della Notte rosa sono andato a Riccione», dice Piccione. Voleva rendersi conto, capire cosa succede quella notte, come si divertono i ragazzi. «Non si rendono conto di quanto a volte possa essere imprudente il loro comportamento – aggiunge – e della gravità di certi atteggiamenti. Vedendo cosa mi accadeva attorno mi è tornato alla mente mio figlio, ho pensato che quello che è accaduto a lui non deve capitare più».

Lo scorso anno Piccione ricorda di aver visto diversi ragazzi che si sentivano male, avevano bevuto troppo, non erano coscienti. «Avrò chiamato il 118 almeno quattro volte – racconta – e prima avevo insistito con gli amici perché avvisassero qualcuno. Loro mi rispondevano che non era niente, che sarebbe passato tutto, invece l’ambulanza quando è arrivata se li è portati via. Significa che tanto bene non stavano».

Piccione, a quattro anni dalla morte del figlio, non si arrende e continua a chiedere la verità, perché è convinto che qualcuno avrebbe dovuto vedere cosa stava accadendo a Vadim e assisterlo. «Vorrei solo sapere cos’è successo a Vadim – continua a ripetere – perché se fosse stato un malore, un incidente, allora me ne sarei fatto una ragione. Ma così no».

Trascorrerà le prossime due sere lungo le strade secondarie di Riccione. «È lì infatti che possono capitare cose brutte – prosegue – e non nelle strade principale piene di gente e di forze dell’ordine. Io stasera e domani sarà lì, probabilmente con un amico. Ma ho anche postato una locandina su facebook e invito chiunque voglia ad unirsi a noi, per controllare, vedere cosa accade, essere d’aiuto se ce n’è bisogno».

Giuseppe Piccione ha scritto ai sindaci di Ravenna, Riccione e Rimini. «Volevo spiegare a loro la mia decisione – conclude – e chiedere aiuto nel sensibilizzare maggiormente le persone sui pericoli a cui possono andare incontro i giovani in queste situazioni. Non si può fare finta di niente, non si può ignorare che durante una manifestazione come questa girano anche tanto alcol e tanta droga. Non si può pensare solo al busines e ignorare i problemi certo non aiuta a superarli. Io non voglio che ad un altro accada quello che è accaduto a Vadim».

 IL LAVORO DELLE FORZE DELL’ORDINE

 http://www.agrigentonotizie.it/cronaca/Licata-4-denunce-per-guida-ubriachi.html 

GUIDAVANO UBRIACHI, 4 VENTENNI DENUNCIATI A LICATA E PALMA

I carabinieri hanno fermato i quattro giovani ai posti di blocco istituiti nei due centri. L'alcol test, al quale sono stati sottoposti, ha dimostrato che tutti avevano alzato il gomito. Ritirata la patente

Redazione

30 giugno 2016 19:36

I carabinieri della compagnia di Licata hanno denunciato a piede libero quattro ventenni sorpresi ubriachi alla guida.

Tre di questi sono stati "beccati" al volante delle loro auto a Licata, uno a Palma di Montechiaro. L'intervento è stato coordinato dal capitano Marco Currao che guida la compagnia cittadina dell'Arma.

I militari hanno istituito, ieri, numerosi posti di blocco nelle vie del centro di Licata e Palma di Montechiaro, e sono venti gli automobilisti multati perchè avevano violato il codice della strada. I quattro ventenni sono stati fermati, in momenti diversi, dalle pattuglie e sottoposti all'alcol test.

I carabinieri hanno deciso di eseguire l'esame sui conducenti delle auto dopo aver visto, una volta che i giovani erano scesi dalle auto, che barcollavano. L'alcol test ha dimostrato che avevano alzato il gomito. I militari hanno segnalato i quattro giovani ai magistrati agrigentini, gli hanno ritirato la patente di guida e sequestrato l'auto.

 GLI ESERCENTI ED I GESTORI DI PUBBLICI SERVIZI DEVONO ESSERE FORMATI

 http://www.barsport.net/attualita/articolo-aperitivo-cena-e-dopo-cena-quando-bevono-gli-italiani-_20166301614 

APERITIVO, CENA E DOPO CENA: QUANDO BEVONO GLI ITALIANI?

30 GIUGNO 2016

di Redazione

Pranzo, aperitivo, cena e dopo cena: sono tante le occasioni (in realtà non solo quelle citate) per consumare bevande alcoliche.

Ma quando, nell’arco della giornata, noi italiani beviamo di più? Secondo i dati Fipe, Federazione Italiana Pubblici Esercizi, il 42,9% del consumo avviene durante l’aperitivo (nel 90,1% dei casi nei bar) e il 25,3% dopo cena. Durante la settimana la “classica” pausa pranzo avviene prevalentemente in bar/caffè per una spesa media di 11 euro, contesto in cui il consumo di alcolici è moderato con poca distinzione tra birra e vino. Il consumo sale nelle occasioni conviviali del fine settimana e, generalmente, aumenta significativamente durante la cena, sia nel corso della settimana che nel week end.

 “I consumi di alcolici nel nostro Paese - ha dichiarato Maurizio Cibrario, delegato di presidenza Federvini e vice presidente di Federalimentare - risultano in contrazione da 20 anni e, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, il consumo pro-capite (6/10 litri all’anno) è tra i più bassi nell’Unione Europea. Secondo quanto rilevato da una recente indagine Nielsen, solo nell’ultimo quinquennio 2011-2015 in Italia quasi 2 milioni di consumatori hanno ridotto o abbandonato il consumo di bevande alcoliche. Tra coloro i quali continuano a consumare le bevande alcoliche si è davanti, invece, ad una diminuzione della frequenza del bere che passa da 4 volte a 3,6 a settimana”.

Non bisogna comunque dimenticare che esistono situazioni di uso/abuso di alcool. Per questo la Fipe, Federazione Italiana Pubblici Esercizi, e Federvini, la Federazione Italiana Industriali Produttori, Esportatori ed Importatori di Vini, Vini Spumanti, Aperitivi, Acquaviti, Liquori, Sciroppi, Aceti ed Affini, hanno lanciato il progetto #Beremeglio, che ha l’obiettivo di promuovere una cultura del bere di qualità su tutto il territorio nazionale. 

Un consumo di bevande alcoliche di qualità significa prima di tutto consumo di qualità, consapevole e responsabile, "bere mediterraneo", dove l'abuso si previene puntando sulla diffusione di buone pratiche di servizio, conoscenze professionali e "cultura del bere". Bere meglio infatti significa puntare sulla qualità piuttosto che sulla quantità del bere e apprendere l'arte della convivialità e dello stile mediterraneo, che si accompagna sempre al bere moderato, di qualità e al buon cibo.

Il progetto #Beremeglio vuole essere un nuovo modo di vivere le bevande alcoliche e prende forma proprio nei luoghi del “bere”: al bancone del bar oppure nelle tante vinerie, trattorie, osterie, ristoranti ed enoteche di cui il nostro Paese è ricco. É "innanzitutto - ha dichiarato Lino Enrico Stoppani, presidente di Fipe e vice presidente di Confcommercio-Imprese per l’Italia - la corretta risposta da parte delle Associazioni degli imprenditori della filiera dell’Alcol alle sollecitazioni ricevute dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin che, informando del preoccupante aumento di fenomeni di uso da parte di adolescenti e di uso scorretto soprattutto da parte dei quarantenni, invitava le Federazioni interessate a prendere iniziative di presidio del fenomeno”.

Le due federazioni si fanno così carico insieme di un progetto di responsabilità sociale, diventando promotrici di una cultura del bere meglio, e quindi responsabilmente, attraverso l'attivazione di specifici corsi di formazione per i gestori e gli addetti nei pubblici esercizi dello Stivale.(*)  Fipe e Federvini mettono a disposizione delle istituzioni e del Ministero della Salute questo progetto che, quando avrà ricevuto il patrocinio a livello governativo, potrà incrementare la propria portata coinvolgendo oltre 360mila operatori su tutto il territorio italiano che diventeranno di fatto "Master del consumo responsabile e di qualità” nei confronti della clientela, aggiornando le proprie competenze professionali imparando anche a gestire situazioni potenzialmente critiche, legate ad un consumo eccessivo di bevande alcoliche all'interno dei propri locali.

Vedremo se i consumatori sapranno far propria la cultura del bere responsabilmente, con particolare riferimento ai giovani, una delle categorie più sensibili al consumo, spesso sgregolato, delle bevande alcoliche fuori casa.

 (*)NOTA: per i gestori sarebbe importante applicare la legge già esistente: 

- somministrazione a minori di bevande alcoliche. art. 689 C.P.

- DETERMINAZIONE in altri dello stato di ubriachezza. art. 690 C.P.

- somministrazione di bevande alcoliche a persona in stato di manifesta ubriachezza. art. 691 C.P.

 GUIDA IN STATO DI EBBREZZA

 http://www.ansa.it/toscana/notizie/2016/06/30/ferma-auto-e-tenta-fuga-positivo-alcol_7ce7acc3-7c9b-4f0f-b5c7-ca64e01df8e0.html 

FERMA AUTO E TENTA FUGA, POSITIVO ALCOL

A Poggibonsi, denunciato da polizia stradale

Redazione ANSA

SIENA

30 giugno 2016

 (ANSA) - SIENA, 30 GIU - Si è fermato con l'auto in prossimità di una curva sulla corsia di marcia dell'Autopalio e, dopo aver tentato la fuga alla vista della polizia stradale, ha preso a calci la macchina degli agenti. E' accaduto all'altezza di Poggibonsi. Un 38enne senese, risultato positivo all'etilometro, è stato denunciato per danneggiamento e guida in stato di ebbrezza. L'uomo, alla vista degli agenti, ha oltrepassato il guardrail e si è addentrato nella vegetazione.

 E' stato poi bloccato dai poliziotti che, con un verricello, sono riusciti in poco tempo a trainare il suo veicolo fino allo svincolo di Colle Val D'Elsa, mettendolo in sicurezza. Il 38enne è stato quindi sottoposto ad etilometro risultando positivo ed è stato trovato in possesso di metadone. Ha reagito al test prendendo a calci l'auto della polizia. Gli agenti lo hanno denunciato per danneggiamento e guida in stato di ebbrezza, sequestrandogli l'auto e ritirandogli la patente.

 http://www.viveresenigallia.it/2016/07/01/ubriaca-lanziana-che-marted-28-giugno-aveva-travolto-una-bici-in-via-raffaello-sanzio/596354/ 

UBRIACA L'ANZIANA CHE MARTEDÌ 28 GIUGNO AVEVA TRAVOLTO UNA BICI IN VIA RAFFAELLO SANZIO

di Nicolò Rocchetti 

redazione@viveresenigallia.it

1.7.2016

Guidava in stato di ebbrezza la 69enne che nella mattinata di martedì si era scontrata con una donna in bicicletta rimasta ferita. 

Lo scontro, avvenuto in via Raffaello Sanzio nei pressi degli incroci con via Settembrini e via Annibal Caro, aveva coinvolto un'anziana 69enne alla guida di una Ford Ka e una donna 49enne in bicicletta.

I successivi accertamenti avrebbero riscontrato che la donna al volante aveva un livello di alcool tre volte superiore ai limititi consenti dalla legge e probailmente le cause dell'incidente sono riconducibili proprio alla sua alterazione alcolica.

L'anziana, denunciata per guida in stato di ebbrezza, rischia ora di subire un'ulteriore denuncia per lesioni gravissime qualora alla donna rimasta ferita non sarebbero sufficienti i 40 giorni di prognosi refertati dall'ospedale di Torrette dopo l'incidente.

Secondo una prima ricostruzione sarebbe stata proprio la 69enne al volante a non aver dato la precendenza alla donna in bicicletta.

 IL LAVORO DELLE FORZE DELL’ORDINE

 http://www.radiogold.it/notizie/5-cronaca/81630-un-mercoledi-di-controlli-massicci-nei-punti-sensibili-di-alessandria 

UN MERCOLEDÌ DI CONTROLLI MASSICCI NEI PUNTI SENSIBILI DI ALESSANDRIA

Un mercoledì di controlli massicci nei punti sensibili di Alessandria 

Giovedì, 30 Giugno 2016 12:26

ALESSANDRIA - I cittadini di Alessandria ieri hanno potuto toccare con mano la forte presenza delle forze dell'ordine in città. Una presenza massiccia disposta anche in seguito agli ultimi eventi avvenuti nel centro di Alessandria. Il Comando provinciale dei Carabinieri ha infatti eseguito un marcato controllo in diversi punti sensibili come la stazione, piazza della Libertà, piazza Garibaldi, piazza Santo Stefano, piazza Matteotti, Borgo Rovereto, giardini Pittaluga e le aree di parcheggio degli ospedali.

I militari hanno agito in punti nevralgici del territorio e nelle maggiori arterie di comunicazione della città, anche "in movimento". Il risultato finale è stato di 185 persone controllate, molte delle quali pregiudicate e già ben conosciute dai militari, 56 veicoli fermati, e verifiche in sette locali pubblici con identificazione di tutti gli avventori. In tutto sono state due le persone denunciate e otto le sanzioni per violazioni del codice della strada.

In particolare un cittadino italiano di 30 anni è stato fermato in Spalto Rovereto per la sua guida non lineare. I Carabinieri di Solero hanno appurato che l'automobilista aveva bevuto troppo e per questo il cittadino si è visto ritirare la patente. Non contento però l'automobilista ha reagito con veemenza ai rilievi dei militari e ha strappato il verbale appena compilato. La sua reazione gli è costata una denuncia per distruzione di atti oltre a quella per guida in stato di ebbrezza.

Nell'ambito dei controlli i Carabinieri hanno anche fermato un cittadino romeno di 23 anni, pluripregiudicato, residente a Torino. Il giovane era in spalto Gamondio a bordo di un'auto all'interno della quale aveva nascosto un tronchesino normalmente utilizzato per tagliare gli antitaccheggio nei supermercati.

Per due volte inoltre le pattuglie sono anche intervenute in forze in piazza Santo Stefano, dove hanno controllato tutti i presenti, e in piazza della Libertà per contrastare il fenomeno della sosta selvaggia nei pressi dei bar, con cinque sanzioni elevate per sosta vietata.

Complessivamente hanno operato 8 pattuglie con l’impiego di 16 militari. Il servizio è stato svolto da personale della Compagnia di Alessandria con l’impiego delle pattuglie dell’Aliquota Radiomobile, del Nucleo Operativo con personale in borghese, delle Stazioni Alessandria Principale, San Giuliano e Solero, con l’ausilio di altre quattro pattuglie giunte in rinforzo dalle Compagnie di Acqui Terme, Casale Monferrato, Novi Ligure e Tortona.

Le operazioni di monitoraggio del territorio, da parte delle Forze dell'ordine, continueranno anche nelle prossime ore.