Rassegna del 30 Giugno 2016

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

REGIONE LIGURIA 

ALCOL E PATOLOGIE CORRELATE: NASCE IN LIGURIA LA PRIMA RETE INTEGRATA OSPEDALE/TERRITORIO

30.06.2016 - Il consumo di sostanze alcoliche rappresenta la terza causa di disabilità/morte nella nostra regione. L'appello dell'assessore Viale: "Non bisogna bere, soprattutto prima di mettersi alla guida. Bisogna usare la testa per evitare drammi irreparabili"

Presentata stamattina la prima rete integrata ospedale /territorio, iniziativa frutto della collaborazione tra Asl 3 genovese e San Martino - Ist. Una novità assoluta a livello nazionale: il progetto coinvolge anche il mondo dell'associazionismo, gli operatori privati e la Procura.

Il tutto per operare in maniera integrata ed efficace per prevenire l'abuso di alcol, l'alcolismo, le patologie e le problematiche umane e sociali ad esso legate: il consumo di alcol rappresenta la terza causa di disabilità/morte in Liguria, la prima per gli under 25. L'alcol favorisce 60 tipi di patologie, e ogni anno bel l'1,5% del Pil viene speso per intervenire sui danni provocati da abuso di alcol.

http://www.regione.liguria.it/regione-liguria/ente/giunta/item/5607-alcol-e-patologie-correlate-nasce-in-liguria-la-prima-rete-integrata-ospedale-territorio.html

GENOVA 24.IT 30.06.2016

Alcol, è allarme bambini: binge drinking anche a Genova

Genova. Il consumo di alcol tra gli adulti non è una novità. Lo dicono i numeri: in Liguria e in provincia di Genova, il dato risulta ancora una volta costante. Ma c’è un altro dato, ancora più drammatico. Direttamente dall’Istituto Superiore di Sanità: tra i giovani, parliamo anche di bambini, si registrano “troppi casi di consumo di alcol”.

E più precisamente: tra la popolazione giovanile, il 40% sotto i 18 anni ha già consumato bevande alcoliche. Un fenomeno allarmante se si considera, tra l’altro, che ai minori ne è vietata la vendita. “Ed è un dato che non ci possiamo permettere”, ha stigmatizzato Gianni Testino, responsabile del Centro Alcologico Regionale presso l’Ospedale San Martino, oggi in Regione Liguria per la presentazione di “Alcol e patologie correlate. Rete integrata ospedale/territorio”.

Una fotografia inquietante: bambini tra gli 11 e i 15 anni fanno già uso di alcol. Inoltre, l’1,5% ha già utilizzato la sostanza secondo le modalità del binge drinking, la moda giovanile, nata oltre Manica, di bere quanto si può (nel fine settimana soprattutto) per ubriacarsi e perdere il controllo.

“Ricordiamo che un bambino assumendo alcol rischia più di altri – ha spiegato Testino – al di sotto dei 18 anni abbiamo infatti un 38% di probabilità in più di evolvere verso la dipendenza, oltre ai danni arrecati al sistema nervoso centrale”. Perché se è vero che data la giovane età il recupero è possibile, l’avvertimento del professore, è altrettanto vero che “se la modalità di consumo prosegue per uno o due anni le lesioni cerebrali diventano irreversibili”.

L’alcol c’è da sempre, e ormai è anzi un consumo normalizzato nella società contemporanea. “Questo consente ai ragazzi di accedere senza problemi alle bevande – ha concluso Testino – e poi c’è tutta una serie di messaggi da scalfire, che legano alcol e salute, alcol-sport, alcol-successo e che spingono i giovani a usare la sostanza per acquisire una (finta) leadership nel gruppo”.

http://www.genova24.it/2016/06/alcol-e-allarme-bambini-binge-drinking-anche-a-genova-110326/

LEGGIOGGI 

Guida in stato di ebbrezza: ecco i 3 nuovi reati. Cosa si rischia?

29.06.2016 - La Suprema Corte in questo periodo ha emesso alcune sentenze la quali hanno affrontato tre fattispecie diverse di reato previsto dall’art. 186 Codice della Strada.

Nella prima sentenza si è discusso sull’accertamento ematico effettuato a distanza di tempo e se lo stesso è da ritenersi valido.

Nella successiva gli Ermellini hanno sentenziato sulla mancata verifica dell’ etilometro non inficia l’ utilizzabilità delle prove, mentre, nella terza, gli stessi giudici hanno sentenziato sulla particolare tenuità del fatto è sempre esclusa dalle aggravanti.

Ma vediamo con ordine le tre fattispecie di reato.

Accertamento ematico effettuato a distanza di tempo

Come si legge nella sentenza 21 giugno 2016, n. 25706, i giudici con motivazione congrua e aderente a criteri di logicità, la Corte di merito ha argomentato che, pur a fronte della distanza temporale intercorsa fra il sinistro e il prelievo eseguito sul conducente, è in primo luogo da escludere che egli possa avere assunto successivamente all’incidente, essendo egli stato ricoverato subito in ospedale; inoltre, il dato alcolimetrico (in sé assai eloquente) si salda con gli elementi sintomatici derivanti dalla puntuale descrizione dell’incidente suddetto fornita nella motivazione della sentenza impugnata, che depongono per una condotta alla guida altamente sconsiderata da parte dell’odierno esponente, sicuramente dovuta alle sue condizioni di alterazione.

In aggiunta ai detti elementi sintomatici, ricavati dal comportamento alla guida dell’odierno ricorrente, è stato debitamente considerato il superamento della soglia di rilevanza penale, assai ampio in relazione al tasso alcolemico riscontrato, ma in ogni caso valutato dalla Corte territoriale nella sua oggettività, con conseguente qualificazione del fatto ex art. 186, comma 2, lettera b), Cod. Strada.

Si deve aggiungere che all’art. 186, comma 5, del C.d.S., prevede: “ Per i conducenti coinvolti in incidenti stradali e sottoposti alle cure mediche, l’accertamento del tasso alcolemico viene effettuato, su richiesta degli organi di Polizia stradale di cui all’articolo 12, commi 1 e 2, da parte delle strutture sanitarie di base o di quelle accreditate o comunque a tali fini equiparate. Le strutture sanitarie rilasciano agli organi di Polizia stradale la relativa certificazione, estesa alla prognosi delle lesioni accertate, assicurando il rispetto della riservatezza dei dati in base alle vigenti disposizioni di legge. Copia della certificazione di cui al periodo precedente deve essere tempestivamente trasmessa, a cura dell’organo di polizia che ha proceduto agli accertamenti, al prefetto del luogo della commessa violazione per gli eventuali provvedimenti di competenza. I fondi necessari per l’espletamento degli accertamenti di cui al presente comma sono reperiti nell’ambito dei fondi destinati al Piano nazionale della sicurezza stradale di cui all’articolo 32 della legge 17 maggio 1999, n. 144. Si applicano le disposizioni del comma 5-bis dell’articolo 187.”

Un passaggio interessante sotto l’aspetto giurisprudenziale, sempre della medesima sentenza, è questo. “Ma soprattutto va aggiunto che, secondo la giurisprudenza di legittimità, nel caso di guida in stato d’ebbrezza aggravato dall’aver provocato un incidente, è legittima la rilevazione strumentale del tasso alcolennico (quale che ne sia la metodologia: prelievo ematico ovvero accertamento etilometrico), anche a distanza di qualche ora dall’evento, alla duplice condizione che venga stabilita un’apprezzabile connessione tra incidente stradale e condotta del conducente e che non vi sia soluzione di continuità tra l’incidente ed il materiale reperimento del soggetto da sottoporre ad esame (Sez. 6, Sentenza n. 35594 del 16/06/2015, Morotti, Rv. 264665): condizioni che, come convenientemente sottolineato nell’impugnata pronunzia, sussistevano entrambe nel caso di specie”.

Mancata verifica dell’etilometro non inficia l’utilizzabilità delle prove

Nella sentenza 21 giugno 2016, n. 25704, gli Ermellini, hanno giudicato sul difetto di funzionamento dell’etilometro, il quale deve essere provato dall’imputato, anche se l’apparecchio non è stato sottoposto a revisione.

Innanzitutto, l’art. 186 del codice della strada, ai commi 3 e 4 così recita:

Al fine di acquisire elementi utili per motivare l’obbligo di sottoposizione agli accertamenti di cui al comma 4, gli organi di Polizia stradale di cui all’articolo 12, commi 1 e 2, secondo le direttive fornite dal Ministero dell’interno, nel rispetto della riservatezza personale e senza pregiudizio per l’integrità fisica, possono sottoporre i conducenti ad accertamenti qualitativi non invasivi o a prove, anche attraverso apparecchi portatili.

Quando gli accertamenti qualitativi di cui al comma 3 hanno dato esito positivo, in ogni caso d’incidente ovvero quando si abbia altrimenti motivo di ritenere che il conducente del veicolo si trovi in stato di alterazione psicofisica derivante dall’influenza dell’alcool, gli organi di Polizia stradale di cui all’articolo 12, commi 1 e 2, anche accompagnandolo presso il più vicino ufficio o comando, hanno la facoltà di effettuare l’accertamento con strumenti e procedure determinati dal regolamento

Inoltre, nel dettato di cui all’art. 379. Regolamento di Attuazione (D.P.R. 495/92), Guida sotto l’influenza dell’alcool, è previsto che l’accertamento dello stato di ebbrezza ai sensi dell’articolo 186, comma 4, del Codice, si effettua mediante l’analisi dell’aria alveolare espirata: qualora, in base al valore della concentrazione di alcool nell’aria alveolare espirata, la concentrazione alcoolemica corrisponda o superi 0,5 grammi per litro (g/l), il soggetto viene ritenuto in stato di ebbrezza.

La concentrazione alcolica dovrà risultare da almeno due determinazioni concordanti effettuate ad un intervallo di tempo di 5 minuti.

L’apparecchio mediante il quale viene effettuata la misura della concentrazione alcoolica nell’aria espirata è denominato etilometro. Esso, oltre a visualizzare i risultati delle misurazioni e dei controlli propri dell’apparecchio stesso, deve anche, mediante apposita stampante, fornire la corrispondente prova documentale.

Gli etilometri devono rispondere ai requisiti stabiliti con disciplinare tecnico approvato con decreto del ministro dei Trasporti e della Navigazione di concerto con il ministro della Sanità. I requisiti possono essere aggiornati con provvedimento degli stessi ministri, quando particolari circostanze o modificazioni di carattere tecnico lo esigano.

Gli etilometri in uso devono essere sottoposti a verifiche di prova dal Csrpad secondo i tempi e le modalità stabilite dal ministero dei Trasporti e della Navigazione, di concerto con il ministero della Sanità. In caso di esito negativo delle verifiche e prove, l’etilometro è ritirato dall’uso.

Le motivazioni adottate nella sentenza sono:

Il primo motivo di ricorso è inammissibile, perché manifestamente infondato.

E’ ius receptum che, in tema di guida in stato di ebbrezza, l’esito positivo dell’alcoltest costituisce prova della sussistenza dello stato di ebbrezza; non solo è onere dell’imputato fornire eventualmente la prova contraria a tale accertamento dimostrando vizi od errori di strumentazione o di metodo nell’esecuzione dell’aspirazione, non essendo sufficiente la mera allegazione della sussistenza di difetti o della mancata omologazione dell’apparecchio; ma, oltre a ciò, l’art. 379 Reg. esec. Cod. strada si limita ad indicare le verifiche alle quali gli etilometri devono essere sottoposti per poter essere adoperati ed omologati, ma non prevede alcun divieto la cui violazione determini l’inutilizzabilità delle prove acquisite (Sez. 4, n. 17463 del 24/03/2011, Neri, Rv. 250324). Perciò, a nulla rileva il fatto, dedotto dal ricorrente a sostegno del motivo, che in base al verbale di accertamenti urgenti del 4 aprile 2010 risulterebbe che l’apparecchio usato per la rilevazione eseguita sullo stesso non sarebbe stato sottoposto a revisione periodica.

Parimenti inammissibile per manifesta infondatezza è il secondo motivo di ricorso, nella parte in cui esso contesta l’accertamento delle condizioni d’ebbrezza dell’imputato. Al di là delle argomentazioni ulteriormente spese dalla Corte di merito per spiegare lo stato d’ebbrezza dello stesso, risultano accertati sia il superamento della soglia di rilevanza penale (attraverso una rilevazione strumentale che, lungi dall’essere invalida, risulta per quanto già detto pienamente utilizzabile), sia l’elemento sintomatico costituito dall’alito vinoso, quali che siano le modalità d’assunzione di alcolici da parte dello stesso prima di mettersi alla guida: è del resto costante la giurisprudenza nell’affermare che fini della prova della sussistenza dello stato di ebbrezza del conducente di autoveicoli, non è necessario che l’accertamento strumentale effettuato mediante l’etilometro trovi conferma anche in dati sintomatici riguardanti il comportamento del soggetto interessato. Gli artt.186 del codice della strada e 379 del relativo regolamento richiedono, infatti, soltanto che l’accertamento tecnico venga eseguito con le modalità prescritte e che la concentrazione alcoolemica, superiore al limite massimo consentito, risulti da almeno due determinazioni concordanti effettuate ad intervalli di tempo di cinque minuti (Sez. 4, n. 41846 del 29/09/2009, Miccoli, Rv. 245788).

Particolare tenuità del fatto è sempre esclusa dalle aggravanti

Nella sentenza 21 giugno 2016, n. 25699, i giudici hanno affrontato l’ipotesi di reato di stato di ebbrezza nella fascia oraria notturna. L’aggravante in questione (reato commesso dopo le ore 22 e prima delle ore 7) denota un elevato grado di colpa nella condotta del reo e pertanto contrasta con lo spirito dell’istituto di favor introdotto con D.lgs. 16 marzo 2015, n. 28.

Prima di analizzare la sentenza, il codice della strada all’art. 186 commi 2 sexies e 2 septies, prevede:

2-sexies. L’ammenda prevista dal comma 2 è aumentata da un terzo alla metà quando il reato è commesso dopo le ore 22 e prima delle ore 7.

2-septies. Le circostanze attenuanti concorrenti con l’aggravante di cui al comma 2-sexies non possono essere ritenute equivalenti o prevalenti rispetto a questa. Le diminuzioni di pena si operano sulla quantità della stessa risultante dall’aumento conseguente alla predetta aggravante.

Il caso in esame vede un accertamento in stato di ebbrezza conseguente all’uso di sostanze alcoliche, evidenziata, oltre che alitosi da alcool, da due prove effettuate con etilometro dalla P.G. operante, da cui risultavano valori di concentrazione dell’alcool pari a 1,70 g/L ed a 1,66 g/L. Con l’aggravante dell’avere commesso il fatto in orario compreso tra le 22.00 e le 7.00.

I giudici della Corte di Cassazione, hanno deliberato che sebbene, quindi, la causa di non punibilità per la “particolare tenuità del fatto” possa essere applicata anche agli illeciti penali definiti anche attraverso la tecnica delle soglie di punibilità, qual è la contravvenzione di guida in stato di ebbrezza alcolica, nella specie non ne sussistono i presupposti. In vero, emergono dagli atti elementi che attestano una condivisibile valutazione del giudice nel senso di una non particolare tenuità del fatto. Nella specie, infatti, è contestata la contravvenzione di cui all’articolo 186, comma 2, lettera c), del codice della strada, essendosi apprezzato il tasso alcolernico di 1,70 g/I alla prima prova e di 1,66 g/I alla seconda prova, ossia valori non proprio prossimi alla soglia della fascia di minore gravità. Per quanto riguarda, poi, le modalità della condotta è evidente che il richiamo ai criteri di cui all’art. 133, comma 1, c.p., consente di prendere in considerazione, ai fini del giudizio di irrilevanza, anche l’elemento soggettivo del reato e, segnatamente, il grado della colpa (sez. 3, n. 47039 dell’08/10/2015).

Nel caso che occupa, contestualizzata la condotta dell’imputato, deve ritenersi sussistente un cospicuo grado della colpa oltre che – come detto in sentenza di merito- dell’aggravante dell’orario notturno “circostanze che, nel complesso, hanno semmai esaltato i profili di pericolosità insiti nella condotta”, alla stregua dei parametri di valutazione previsti dall’art.133, comma 1, c.p. e in particolare di quelli indicati ai numeri 2) e 3) del comma citato. Ne deriva che va esclusa l’applicabilità dell’istituto di cui all’art. 131-bis c.p., posto che dalla motivazione delle sentenze di merito emergono elementi, quali la gravità del pericolo e (come sopra detto) un cospicuo grado della colpa, chiaramente indicativi di un apprezzamento sulla gravità dei fatti addebitati che consentono di ritenere non configurabili i presupposti per la richiesta di applicazione dell’istituto in parola (sez. 4, n.44136 del 27/10/2015; sez. 3, n. 15449 del 08/04/2015).

Per tutte e tre le fattispecie, i Giudici della quarta sezione penale della Corte di Cassazione hanno rigettato, ovvero dichiarato inammissibili, i ricorsi presentati da rispettivi conducenti, confermando il reato di “guida sotto l’influenza dell’alcool”, previsto e disciplinato dall’art.186 C.d.S.

http://www.leggioggi.it/2016/06/29/guida-in-stato-di-ebbrezza-ecco-i-3-nuovi-reati-cosa-si-rischia/

BLITZ QUOTIDIANO 

Passeggero ubriaco a bordo, atterraggio d’emergenza a Danzica 

29.06.2016 - Un passeggero ubriaco che si trovava a bordo di un volo partito da Londra e diretto a Lima in Lettonia è stato costretto a fare un atterraggio di emergenza a Danzica in Polonia. Qui, un cittadino lettone di 46 anni, dopo il suo continuo rifiuto a stare calmo e seduto, è stato fatto scendere dall’aereo ed è stato prelevato da alcuni agenti di polizia armati e mascherati.

L’uomo, secondo quanto raccontano gli altri passeggeri era volgare e disturbava le altre persone a bordo. Era aggressivo e si rifiutava di obedire alle indicazioni fornite dal personale di bordo.

Dopo essere stato trascinato fuori, l’uomo è stato messo in una stanza a smaltire la sbornia. Nonostante il comportamento aggressivo non ha opposto resistenza e dopo aver dormito per qualche ora, il 46enne è stato multato. Per aver arrecato disturbo ad un aereo in volo costetto inoltre a compiere un atterraggio di emergenza, ora dovrà pagare 260 euro.

RAVENNA TODAY 

Ubriaco pretende di salire a bordo del bus con una birra e blocca la corsa per un'ora

29.06.2016 - Nonostante l'avviso dell'autista, che gli aveva riferito il divieto a viaggiare con la bevanda alcolica, lo straniero ha insistito nella sua condotta

Ha tenuto bloccato un'ora l'autobus che collega Cervia con Savio perchè pretendeva di viaggiare con una birra in mano. Un 52enne bosniaco, in Italia senza fissa dimora, irregolare e già noto alle forze dell'ordine, è stato denunciato a piede libero dai Carabinieri della Compagnia di Cervia e Milano Marittima con le accuse di interruzione di un pubblico servizio e ubriachezza molesta. L'episodio si è verificato nel tardo pomeriggio di martedì, intorno alle 19.

Ubriaco fradicio, è salito a bordo del mezzo, pretendendo di viaggiare con una birra al seguito. Nonostante l’avviso dell’autista, che gli aveva riferito il divieto a viaggiare con la bevanda alcolica, lo straniero ha insistito nella sua condotta, provocando il ritardo di un’ora della partenza dell’autobus. È stato necessario l’intervento dei carabinieri che, una volta sul posto, hanno accompagnato l’ubriaco in caserma e proceduto, oltre alle denunce del caso, all’applicazione di una sanzione pecuniaria e l’avvio dell’iter per l’allontanamento dello straniero irregolare dal territorio nazionale.

CORRIERE ADRIATICO 

Ubriaco lascia libero il suo pitbull in un bar: sbranato un chihuahua

TREVISO 29.06.2016 - Ha colpito con calci e pugni il suo pitbull per... punirlo: lo aveva lasciato libero in un locale pubblico e il cane aveva aggredito e ferito gravemente un piccolo chihuahua che è stato soppresso ieri dal suo padrone, per mettere fine alle sue sofferenze.

A finire nei guai è un romeno di 37 anni che è stato denunciato dalla polizia per maltrattamento di animale, omessa custodia e ubriachezza molesta. L'episodio che lo ha visto come protagonista è avvenuto ieri sera: accompagnato dal suo pitbull, è entrato, completamente ubriaco, in un locale di via Sant'Ambrogio, lo snack bar «Fiera», sedendosi nel plateatico.

Nonostante i ripetuti inviti della cameriera a legare il suo animale, l'uomo (dopo aver reagito al rimbrotto scagliando una sedia), ha pensato di liberare il suo animale. Il pitbull, istintivamente, ha aggredito un altro cagnolino, «Ciccio», chihuahua di un trevigiano di 65 anni. Anche lui, come la dipendente del bar, aveva avvertito il 37enne. «Prendi quel cane e legalo che non ammazzi il mio»: erano state le sue parole.

RIMINI TODAY 

Vacanza macchiata di sangue: ubriaca accoltella il marito al torace

Mercoledì mattina è comparsa davanti al pubblico ministero di turno per chiarire il perchè dell'accoltellamento.

30.06.2016 - In preda ai fumi dell'alcol ha accoltellato al torace il marito disabile. Sanguinoso episodio alle prime luci dell'alba di mercoledì in un'abitazione a Bellaria Igea Marina, dove una coppia di turisti monzesi sta trascorrendo un periodo di villeggiatura. A chiedere l'intervento dei soccorritori è stato l'uomo stesso, 53 anni. Tempestivo l'arrivo dei sanitari del 118, che hanno provveduto a stabilizzare il paziente per poi trasportarlo col codice di massima gravità all'ospedale "Infermi" di Rimini.

L’uomo è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico ed è ora ricoverato in prognosi riservata, ma non in pericolo di vita. La donna, una 45enne straniera, è stata arrestata dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Rimini, che hanno proceduto ai rilievi di legge. Al momento dell'arresto era ubriaca. Per aggredire l'uomo, presumibilmente per futili motivo, è stato utilizzato un coltello da cucina. L'arma è stata sequestrata. Mercoledì mattina è comparsa davanti al pubblico ministero di turno per chiarire il perchè dell'accoltellamento. Quindi si sono spalancate le porte del carcere di Forlì con l'accusa di tentato omicidio.

IL SOLE 24 ORE 

Alcol, ecco come prevenire l'hangover

Il modo migliore è non esagerare, ma anche altri piccoli accorgimenti possono aiutare a evitarlo

30.06.2016 - Il mal di testa è pulsante, la nausea sembra inarrestabile e la voglia di scendere dal letto è nulla: quando si è alle prese con l’hangover si vivono alcune fra i peggiori risvegli della propria vita. Il modo migliore per evitarlo è senza dubbio non esagerare con l’alcol, ma è inutile negare che in alcune occasioni speciali si inizia la serata con la certezza di contravvenire a questo sano principio. Come fare, allora, per prevenire gli effetti deleteri di una sbronza?

La chiave per non ritrovarsi alle prese con un hangover è l’idratazione. L’alcol, infatti, ha un effetto diuretico e, quindi, promuove la perdita di fluidi attraverso le urine. Di conseguenza compaiono sintomi come sete, capogiri e una sensazione come di avere la testa leggera. Per evitarlo è bene bere acqua sia prima che durante l’occasione in cui si consumeranno alcolici. Fra i consigli sul tema c’è la raccomandazione di berne un bicchiere tra un drink e l’altro, una strategia che a quanto pare può aiutare anche a ridurre il consumo di alcolici C’è anche chi consiglia di bere un ultimo bicchiere d’acqua prima di coricarsi e di tenerne uno a portata di mano vicino al letto per berlo appena svegli o nel caso la sete si facesse sentire durante il sonno.

>Un altro aiuto può arrivare dal cibo. L’alcol viene infatti assorbito più velocemente a stomaco vuoto; per questo fare il pieno di macronutrienti (carboidrati, proteine e grassi) prima di consumare alcolici può aiutare a limitare l’hangover. Gli esperti consigliano però di evitare dolci e, più in generale, zuccheri: il loro effetto sui surreni può ridurre la pressione del sangue e portare a ipoglicemia, pressione bassa e affaticamento. Fra i nutrienti consigliati è invece incluso il magnesio, minerale che può aiutare a combattere il mal di testa. Per di più l’effetto diuretico dell’alcol porta anche alla perdita di questo, di altri minerali e di vitamine; è quindi meglio fare il pieno non solo di magnesio, ma anche di vitamine B e C.

Infine, anche l’alcolico scelto può fare la differenza. Ad entrare in gioco sono le altre sostanze presenti al suo interno oltre all’alcol, quei prodotti secondari della fermentazione da cui dipendono il colore e il sapore della bevanda. Ne sono ad esempio ricchi i liquori scuri, come il whiskey, ma anche il vino rosso. Meglio, quindi, non indulgere nel loro consumo e, più in generale, limitare le quantità di alcolici consumate anche nelle occasioni speciali, di sicuro la strategia migliore per evitare che testa e stomaco chiedano il conto la mattina successiva ai bagordi.

REPUBBLICA 29.06.2016

Matera, investe e uccide in moto un passante: 18enne arrestato, senza patente e positivo ad alcol e droga

Nell'incidente a Scanzano Jonico ha perso la vita un operaio 51enne di San Roberto (Reggio Calabria). Un collega della vittima è ricoverato nell'ospedale di Policoro: le sue lesioni non sono gravi

Un operaio di 51 anni di San Roberto (Reggio Calabria) è morto dopo essere stato investito da un moto a Scanzano Jonico (Matera). Nell'incidente sono rimasti feriti - e sono ricoverati nell'ospedale di Policoro (Matera) con lesioni non gravi - un collega della vittima e il motociclista, il diciottenne G.P., per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari con l'accusa di omicidio colposo.

Il giovane - rimasto anch'egli ferito nell'incidente - non aveva ancora conseguito la patente e guidava sotto l'effetto di alcol e sostanze stupefacenti. Sul luogo dell'incidente non sono state rilevate tracce di frenata. L'operaio era con due colleghi (uno è rimasto illeso) quando è stato investito dalla moto, per cause imprecisate, nella zona di Lido Torre a Scanzano.

LEGGO.IT 

Stuprano ragazza svenuta e pubblicano il video su WhatsApp, poi si giustificano: "Era ubriaca"

29.06.2016 - Trovano in strada una ragazza senza sensi, la stuprano e poi condividono le immagini su WhatsApp. Jesse Burgoine, di 28 anni, e Artjom Nepryahin, di 25, sono accusati di violenza sessuale nei confronti di una 24enne con l'aggravante di aver condiviso le immagini di un filmato della violenza in rete.

I due universitari inlgesi, nella squadra dei vogatori, sono apparsi davanti alla Corte di Nottingham giustificando i fatti accaduti quella notte del 2014 sostenendo che la ragazza era ubriaca. I due ragazzi sostengono di essere stati provocati durante tutta la sera dalla donna durante una festa e che lei li abbia toccati e baciati più volte.

L'eccesso di alcol le ha fatto perdere i sensi, ma loro hanno pensato che lei fosse consenziente, riferiscono in tribunale, stando a quanto riporta Metro. 

La vittima ha replicato dicendo di ricordare di averli allontanati, anche se in evidente stato di alterazione. Ad incastrare i giovani c'è anche il video, condiviso sul gruppo WhatsApp 'The Gruesome Trio', in cui i due ridono come se si trattasse di un gioco, non mostrando alcun rispetto per la ragazza. 

http://www.leggo.it/news/esteri/stupro_whatsapp_jesse_burgoine_artjom_nepryahin-1826117.html, 

IL MESSAGGERO 

La polizia ferma un'auto di ragazzi ubriachi, ma li lascia andare: un'ora dopo lo schianto mortale

MISSOURI - Quando hanno visto che la polizia li stava lasciando andare hanno pensato che quella doveva essere la loro serata fortunata. Non sapevano ancora che su quell'auto stavano andando incontro alla morte.

Lunedì, alle prime luci dell'alba, la macchina sulla quale viaggiavano Anthony Dunlap, 19 anni, Michael Smith, 17, e altri due amici stava sfrecciando verso casa a Independence, nel Missouri, quando è stata fermata dalla polizia: gli agenti sono stati attirati da quei ragazzi che urlavano con le teste fuori dal finestrino e agitavano le mani. Erano di ritorno da una festa in cui avevano alzato il gomito. Tutti tranne Anthony, che quella sera aveva il compito di riportare gli amici sani e salvi a casa.

Secondo quanto riferito dalla polizia, il ragazzo è stato sottoposto all'alcol test dal quale è emerso che il tasso alcolemico rientrava nei valori consentiti. L'ufficiale di polizia che ha fermato i ragazzi ha detto che Anthony si era dimostrato molto collaborativo e aveva promesso di bloccare i finestrini per impedire agli amici di sporgersi fuori dalla macchina. Un'ora dopo il controllo lo schianto: l'auto sulla quale viaggiava il gruppo di amici ha preso fuoco dopo aver impattato un muretto di cemento.

Nell'incidente hanno perso la vita Anthony e Michael, che era seduto accanto a lui. Feriti, ma non in pericolo di morte, gli altri passeggeri che sono ancora ricoverati in ospedale. Per adesso l'ipotesi più concreta è che il ragazzo possa essersi addormentato al volante, ma bisognerà attendere l'indagine della polizia per capire cosa sia successo. Alle famiglia rimane un senso di vuoto incolmabile e la devastante sensazione che, forse, quei ragazzi potevano salvarsi.

BLITZ QUOTIDIANO 

Russi a secco di alcolici? Mancano i nuovi bolli delle accise

ROMA, 30.06.2016 - Quel bollo sugli alcolici che, come sulle sigarette, certifica l’accisa e la regolarità fiscale dell’importazione rischia di far rimanere a secco i consumatori russi. Il vecchio bollo, che è stato già una volta prorogato (fino a settembre 2016), infatti è praticamene esaurito mentre il nuovo praticamente non esiste, perché non è stata ancora lanciata la gara pubblica per stamparli.

Una botta che si aggiunge alle sanzioni e al forte deprezzamento del rublo che hanno drasticamente ridotto l’importazione di alcolici stranieri: nel 2015 si registrò un tracollo con un calo del 22% del whisky, del 35% del rum, del 23% della tequila e del 32-34% del vino.

I rappresentanti di alcuni grossi fornitori, come per esempio Bacardi, hanno dichiarato di aver già avuto problemi con le consegne. Se il problema non verrà risolto entro la fine di luglio, il rischio è di perdere la stagione ottobre-dicembre con danni anche alle casse della confederazione dovuti alla riduzione delle entrate dei dazi doganali e delle tasse su import e vendita. Secondo il quotidiano Kommersant gli importatori stanno preparando un appello al primo vicepremier Igor Shuvalov. (La Stampa)

A proposito di alcol e russi, va ricordato che non necessariamente un aumento dei prezzi genera una ricaduta positiva per far scendere il numero dei bevitori: problema enorme in Russia, i governanti (fin dal socialismo reale) sanno che ad ogni aumento corrisponde un innalzamento delle misture, spesso letali, fatte in casa. Oggi, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, un russo su cinque muore per cause legate al’’abuso di alcolici, nel resto del mondo è il 6,2%.