Rassegna del 29 Giugno 2016

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

 UN BELL’ ESEMPIO DI PREVENZIONE E PROMOZIONE DELLA SALUTE

 http://www.lultimaribattuta.it/49265_islanda-lotta-a-droga 

ISLANDA, LA LOTTA ALL’ALCOL DIETRO IL MIRACOLO SPORTIVO

Salute Sport 29/06/2016 7 minuti fa - Luca Cirimbilla

Il miracolo Islanda vola nel campionato Euro 2016: un successo che può essere interpretato anche in maniera paradigmatica se si analizzano le cause che vi sono alla base. Prime tra tutte la lotta all’alcol e la valorizzazione dei propri giovani.

Non sarà sfuggito come una nazione di 300 mila cittadini è riuscita a mettere in pericolo potenze calcistiche come Portogallo e Inghilterra che negli ex paesi coloniali pescano continuamente nuove stelle, spesso giovanissime, strappandole dalle loro terra d’origine per farne dei calciatori su cui investire. Prima il pareggio contro la squadra del gioiello Cristiano Ronaldo, poi addirittura l’eliminazione di Rooney e soci: la realtà Islanda non solo ha avverato il sogno di qualificarsi per le fasi finali dell’europeo che si sta disputando in Francia, ma è arrivata anche ai quarti.

Come mai un Paese dove a causa delle temperature molto rigide si praticava lo sport solo 4 mesi all’anno, non solo si sta imponendo a livello calcistico, ma si sta guadagnando le simpatie dei tifosi europei? Oltre a limitare fortemente le attività sportive tra i giovani, l’ostilità del territorio e del clima nel tempo hanno creato un grosso problema tra gli adolescenti, come la diffusione dell’alcolismo e del tabagismo. Non erano molte le alternative alla birra da bere nei locali già dal primo pomeriggio per combattere il freddo, dal momento che gli unici impianti dove praticare il calcio erano all’aperto e quindi inutilizzabili per la maggior parte dell’anno.

Così, per limitare una piaga che ha conosciuto i suoi picchi nei primi anni del 2000, è intervenuta con successo la Politica delle istituzioni, quella con la “P” maiuscola che antepone gli interessi e la salute dei propri cittadini ai facili guadagni per pareggiare i conti di bilanci perennemente in negativo. Per capire meglio, in Islanda c’erano solamente 12 campi da gioco, di cui 5 di calcio a 11: per rispondere alle esigenze di chi voleva praticare sport, era presente solo una struttura al coperto. Negli anni la tendenza si è letteralmente invertita e si contano 159 strutture all’aperto e ben 19 sono quelle indoor.

Contemporaneamente, per crescere nuovi talenti, è stata introdotta l’obbligatorietà del patentino UEFA B per allenare sia le prime squadre che le categorie giovanili precedenti. In questo modo il calcio è riuscito a crescere nel giro di dieci anni in maniera importante.

Senza fuoriclasse, con una popolazione totale che è pari a quella di due municipi di Roma, il miracolo Islanda è riuscito a far fuori la corazzata inglese. Mettendo in crisi gli stereotipi che vedono la società multirazziale e il melting pot come unico modello vincente, anche nello sport.

 DIVERSI STUDI CONFERMANO CHE IL CONSUMO DI VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI PUO’ CAUSARE SERI GUAI FISICI!

 http://www.ladyblitz.it/salute/tumori-bere-alcolici-anche-poco-aumenta-il-rischio-di-cancro-1630269/ 

TUMORI, BERE ALCOLICI (ANCHE POCO) AUMENTA IL RISCHIO DI CANCRO

Pubblicato il 28 giugno 2016 13.30 | Ultimo aggiornamento: 29 giugno 2016 10.38

W ELLINGTON – Bere alcolici aumenta davvero il rischio di tumore, anche se ne consumano in quantità moderata. L’allerta è stato lanciato da uno studio della Università di Otago, in Nuova Zelanda, che ha notato come bastano due drink al giorno per aumentare le probabilità di ammalarsi di cancro al seno, ma anche per essere più esposti al rischio di tumore alla bocca, al fegato, all’esofago, all’intestino, alla faringe e alla laringe.

I ricercatori hanno scoperto che proprio l’alcol era la causa di 236 casi di tumore letale in persone sotto gli 80 anni in Nuova Zelanda nel 2012.

La professoressa Jennie Connor, autrice dello studio, sostiene che soprattutto i risultati relativi al cancro al seno sono particolarmente preoccupanti.

 “Circa il 60 per cento di tutti i tumori legati al consumo di alcol in Nuova Zelanda era di donne con cancro al seno. Noi stimiamo che 71 casi di morte per questo tumore nel 2007 e 65 casi nel 2012 sono stati causati proprio dal bere alcolici, e un terzo di questi casi era correlato a quantità di alcolici inferiori a due drink al giorno. Nonostante il rischio di cancro sia più alto in chi beve molto, ci sono anche casi di donne che bevevano poco ma che per questo si sono ammalate”.

Lo studio, condotto in collaborazione con il Global Burden of Disease Alcohol Group e pubblicato sulla rivista Drug and Alcohol Review, si basa su alcune ricerche precedenti che hanno identificato che un terzo delle morte legate all’alcol in Nuova Zelanda avevano associazioni con il cancro più che con altre patologie.

I tumori che sono noti per essere causati dall’alcol sono quelli al seno e all’intestino, ma ci sono stati anche casi di cancro alla bocca, alla faringe, all’esofago, alla laringe e al fegato.

 http://www.cufrad.it/news-alcologia/alcol-alcolismo/gli-effetti-dell-alcol-sul-cuore/33479 

GLI EFFETTI DELL'ALCOL SUL CUORE

28-06-2016

In molti sanno quanto le malattie cardiache siano diffuse nella popolazione: circa 1 persona su 12 ne soffre. Quello che non sempre sappiamo è che le malattie del cuore possono essere causate dall’alcol. I ricercatori sanno da secoli che il consumo eccessivo di alcol può danneggiare il cuore. Bere molto e per un lungo periodo di tempo o bere troppo in una sola occasione può mettere il cuore e la vostra vita a rischio. D’altra parte, i ricercatori ora hanno capito che bere moderate quantità di alcol può proteggere il cuore(*) di alcune persone dai rischi di malattia coronarica.

Decidere quanto alcol, e se sia il caso, è giusto ingerire può essere complicato. Per prendere la decisione migliore, è necessario conoscere come stanno le cose e poi consultare il proprio medico.

Conoscere la funzione del cuore

Il sistema cardiovascolare è costituito dal cuore, dai vasi sanguigni e dal sangue. Questo sistema lavora costantemente, ogni secondo della nostra vita, fornendo ossigeno e sostanze nutritive alle cellule e portando via anidride carbonica e altri materiali non più necessari.

Il cuore guida questo processo idraulico. Si tratta di un muscolo che si contrae e si rilassa più e più volte, pompando il sangue lungo il percorso dei vasi sanguigni. Il cuore batte circa 100.000 volte al giorno, pompando l’equivalente di 2.000 litri di sangue in tutto il corpo.

Le due parti, o camere, del cuore ricevono dal corpo e pompano il sangue nuovamente in esso. Il ventricolo destro del cuore pompa il sangue nei polmoni per lo scambio di anidride carbonica che viene dalle cellule con ossigeno che viene dall’esterno. Il cuore si rilassa per consentire al sangue di tornare di nuovo nella sua camera di sinistra. E poi pompa il sangue ricco di ossigeno ai tessuti e agli organi. Il sangue che passa attraverso i reni, permette al corpo di liberarsi dei rifiuti. I segnali elettrici mantengono il cuore in pompaggio continuo e alla forza appropriata per sostenere questa routine.

Conoscere i rischi:

Cardiomiopatia alcolica

A lungo termine bere pesantemente indebolisce il muscolo cardiaco, causando una condizione chiamata cardiomiopatia alcolica. Un cuore indebolito ha delle fibre più deboli e allungate che non possono contrarsi in modo efficace. Di conseguenza, il cuore non può pompare sufficiente sangue per nutrire a sufficienza gli organi. In alcuni casi, questa carenza di flusso sanguigno provoca gravi danni a organi e tessuti. I sintomi della cardiomiopatia comprendono respiro corto e difficoltà respiratorie, stanchezza, gonfiore alle gambe e ai piedi, battito cardiaco irregolare. Questa condizione può anche portare all’insufficienza cardiaca.

Aritmie

Sia un abuso a breve che a lungo termine può influenzare la velocità con cui il cuore batte. Il cuore dipende da un sistema di pacemaker interno che mantiene costantemente il pompaggio alla giusta velocità. L’alcol disturba il sistema del pacemaker e fa sì che il cuore batta troppo rapidamente, o irregolarmente. Queste anomalie della frequenza cardiaca sono chiamate aritmie. Due tipi di aritmie alcol-indotte sono:

Fibrillazione atriale – In questa forma di aritmia, della parte superiore del cuore, o atriale, le camere cardiache vibrano debolmente e troppo velocemente e non riescono a contrarsi. Il sangue si può raccogliere e coagulare negli atri e se uno di questi coaguli di sangue si stacca dal cuore e arriva al cervello, può verificarsi un ictus. Se il coagulo viaggia verso altri organi come i polmoni, provocherà un’embolia o potrà verificarsi il blocco dei vasi sanguigni.

Tachicardia ventricolare – Questa forma di aritmia si verifica nelle camere cardiache più basse, i ventricoli. I segnali elettrici viaggiano in tutto il muscolo del cuore, innescando le contrazioni che fanno sì che il sangue scorra al ritmo giusto. Il danno indotto dall’alcol alle cellule del muscolo cardiaco possono far sì che questi impulsi elettrici passino attraverso il ventricolo più volte, causando contrazioni troppo frequenti. Il cuore batte così troppo velocemente, non riuscendosi a riempire di una quantità di sangue sufficiente tra ogni battito. Come risultato, il resto del corpo non riceve abbastanza sangue. La tachicardia ventricolare provoca vertigini, stordimento, perdita di coscienza, arresto cardiaco e morte improvvisa.

Bere in eccesso in una particolare occasione, soprattutto quando non sì è soliti consumare alcol, può innescare una di queste irregolarità. Il disturbo è soprannominato “holiday heart syndrome”, perché colpisce la gente che di solito non beve e potrebbe consumare troppo alcol alle feste, durante, per esempio, le festività natalizie o estive.

Nel lungo termine, l’alcol provoca dei cambiamenti cronici del corso degli impulsi elettrici che guidano il battito del cuore, creando aritmie.

Ictus cerebrale

Un ictus si verifica quando il sangue non raggiunge il cervello. In circa l’80 per cento degli ictus, è un coagulo di sangue ad impedire il flusso di sangue al cervello. Questi sono chiamati ictus ischemici. A volte il sangue, a causa di lesioni nei vasi, si accumula nel cervello, o negli spazi che lo circondano. Ciò causa un ictus emorragico.

Sia grandi quantità di alcol che l’uso a lungo termine possono portare a ictus anche nelle persone che non hanno malattie coronariche. Recenti studi hanno dimostrato che le persone che bevono molto alcol hanno circa il 56 per cento in più di probabilità rispetto alle persone che non bevono di andare incontro ad un ictus ischemico nei 10 anni successivi. I grandi bevitori hanno anche circa il 39 per cento in più di probabilità di soffrire di qualsiasi tipo di ictus rispetto alle persone che non bevono molto.

Inoltre l’alcol aggrava i problemi che spesso portano all’ictus, come l’ipertensione, le aritmie e la cardiomiopatia.

Ipertensione

L’uso cronico di alcol, così come l’abuso, possono causare l’aumento della pressione del sangue, o ipertensione. La pressione del sangue è una misura della pressione creata dal cuore mentre batte, e della pressione all’interno delle vene e arterie esercitata dal sangue. Un tratto sano dei vasi sanguigni si comporta come un elastico: come il cuore pompa sangue attraverso di loro questi si allargano, per poi tornare alle dimensioni di riposo. L’ipertensione si sviluppa quando i vasi s’irrigidiscono, diventando meno flessibili. Il consumo di alcol stimola il rilascio di ormoni dello stress che a loro volta restringono i vasi sanguigni. Ciò eleva la pressione sanguigna. Inoltre, l’alcol può influenzare la funzione dei muscoli all’interno dei vasi sanguigni, causando una loro costrizione eccessiva e la conseguente elevazione della pressione sanguigna.

 (...omissis...)

copia integrale del testo si può trovare al seguente link:

http://mens-sana.biz/disturbi-psichiatrici/2367/gli-effetti-dellalcol-sul-cuore/ 

 (Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.alcolnews.it)

 (*)NOTA: attraversare un’autostrada a piedi è un rischio per la tua incolumità. Attraversarla tutti i giorni si avrà un maggior rischio che non attraversarla una volta al mese, ma comunque è sempre un rischio!

 http://www.cufrad.it/news-alcologia/alcol-alcolismo/alcol-gli-effetti-a-livello-dell-intestino/33478 

ALCOL: GLI EFFETTI A LIVELLO DELL'INTESTINO

28-06-2016

BERE, ANCHE POCO, FA MALE ALL’INTESTINO

Gli alcolici sono nemici dell'intestino, anche se non si esagera con il loro consumo.

L'alcol infatti causa un malassorbimento di nutrienti e vitamine e, nei forti bevitori, distrugge lentamente le pareti intestinali. Nelle diete per alleviare fastidiosi disturbi come la sindrome dell'intestino o colon irritabile, bisogna fare attenzione a limitare il consumo di alcolici.

Uno studio statunitense della Rush Univeristy di Chicago ha indagato se e in quale proporzione l'assunzione regolare di alcolici possa amplificare i sintomi delle più comuni forme di disturbo intestinale.

E' stato osservato che l'alcol fa male a tutti, anche a chi non soffre di sindrome da colon irritabile o morbo di Crohn, perché causa diarrea e disturbi intestinali generici. In più, per chi ha problemi preesistenti bere troppo può peggiorarne i sintomi: ben il 75% dei pazienti con malattia infiammatoria intestinale e il 43% di quelli con sindrome da colon irritabile hanno accusato un peggioramento del dolore e dei sintomi a causa di un maggiore consumo di alcol.

Tuttavia, non sembra che bere poco o bere troppo abbiano effetti diversi, pertanto, anche se il vizio dell'alcol non è cronico, l'intestino può risentirne ugualmente.

(...omissis...)

copia integrale del testo si può trovare al seguente link:

http://www.benefibra.it/news/entry/201010271 

 (Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.alcolnews.it)

 INSERISCO QUESTO ARTICOLO PER FAR VEDERE COME NONOSTANTE LE EVIDENZE SCIENTIFICHE SOPRA RIPORTATE, QUALCUNO CERCHI ANCORA DI SALVARE IL VINO DA UNA ORMAI INEVITABILE CAPITOLAZIONE!

 http://www.civonline.it/articolo/%E2%80%9Cvino-e-salute%E2%80%9D-bracciano-il-piacere-del-buon-vino 

“VINO E SALUTE” A BRACCIANO: IL PIACERE DEL BUON VINO

28 Giu 2016 - Ore 23:01

BRACCIANO - Il vino è una passione che non conosce età, soprattutto in un paese che lega alla produzione e al consumo di esso gran parte della propria tradizione. Eppure tale consumo non sempre è condotto con coscienza: per questo motivo, a Bracciano si terrà un evento che avrà come focus principale il rapporto fra vino e salute, e gli effetti che l'abuso del vino può avere sul nostro organismo. 

Vino e Salute: un rapporto di amore e odio

Il 29 giugno 2016, a Bracciano, si terrà un evento denominato 'Vino e Salute', durante il quale la dottoressa dietista Marica Mamone illustrerà ai presenti come intraprendere un rapporto di successo con il vino, sfruttandone tutte le potenzialità ed evitandone al tempo stesso l'abuso. Durante l'incontro verranno discussi soprattutto i temi relativi al metabolismo dell'etanolo, alle caratteristiche del vino, alle patologie legate al consumo ossessivo dell'alcool e agli effetti benefici del Resveratrolo sulle patologie cardio-vascolari, sul cancro e sull'arteriosclerosi. Un'occasione molto utile per comprendere quanto il vino faccia buon sangue(*), a patto di non abusarne. Una volta conclusa la manifestazione, i partecipanti avranno anche l'occasione di degustare 3 vini.

Il vino? Un ottimo investimento

Il vino non è solo una grande passione degli italiani ma negli ultimi anni per molti si sta anche rivelando come un’occasione di business vincente. Grazie alla rete, agli e-commerce e allo sviluppo di soluzioni smart per il packaging e la distribuzione, oggi dare nuova vita a un negozio di vini è un’impresa alla portata anche dei commercianti più piccoli.

Si può scegliere di affiliarsi a qualche shop più grande e già presente sul mercato oppure fare tutto in proprio: basta creare un sito internet dove vengono raccolti i propri prodotti in una vetrina virtuale e dotarsi di elementi che servano a differenziare il proprio brand da quelli già presenti sul mercato. Da questo punto di vista siti come Eurofides si rivelano ottimi partner per chi vuole dedicarsi a questa attività: c’è infatti una vasta selezione di borse shopper di carta personalizzate che si possono acquistare online a prezzi vantaggiosi, ricevendo tutto il materiale direttamente presso la propria enoteca ed essendo subito pronti a spedire il vino in ogni parte del mondo e avendo così come potenziale clientela ogni amante del buon vino italiano da New York a Tokyo.

Come scegliere il vino da regalare?

Il vino si rivela un ottimo regalo non solo per noi stessi e per la nostra salute, ma anche per i nostri amici e familiari. E non è un caso che le bottiglie di vino vengano sempre più spesso acquistate per fare un piacevole dono alle persone cui teniamo di più. Si tratta, infatti, di un ottimo metodo per testimoniare il nostro affetto, attraverso un regalo di qualità e prestigioso, che sicuramente sarà particolarmente apprezzato durante le cene in famiglia

Il vino è un regalo brillante, ma anche molto complesso. Per riuscire a fare un regalo davvero apprezzato, soprattutto se il destinatario è un conoscitore di questo settore, occorre selezionare il vino più adatto ai suoi gusti e al suo carattere. Per prima cosa, dunque, dovrete comprendere a fondo la sua personalità e le sue abitudini in fatto di vino, così da capire anche in quali occasioni potrebbe stappare il vostro regalo. Inoltre, assicuratevi sempre di sapere se avete di fronte un amante del rosso o del bianco: in tal senso, stando a una ricerca di Vinitaly il rosso è il vino che viene maggiormente apprezzato dagli italiani, siano essi uomini o donne. Infine, per quanto riguarda il prezzo, tutto dipende da voi: il nostro consiglio è di acquistare un vino pregiato nel caso in cui sia necessario fare un regalo a un vostro superiore, oppure a una persona particolarmente cara. E anche di scegliere un vino che abbia un'etichetta consona al destinatario.

 (*)NOTA: …sulle strade e nelle violenze!!!

 LE PREOCCUPAZIONI DELL’ASAPS SULLE CREPE NELLA SICUREZZA STRADALE RILANCIATE DA REPUBBLICA.IT/MOTORI. TROPPA ELETTRONICA E POCHI AGENTI IN DIVISA SULLE STRADE: IL COSTO DELLE SPENDING REVIEW E DELLA RIDUZIONE NEI TURN OVER SI FANNO SENTIRE. OLTRE ALLA CRIMINALIZZAZIONE DEI SISTEMI DI CONTROLLO CON GLI AUTOVELOX CHE RICHIEDONO PREAVVISI ORMAI AD PERSONAM, PER NON PARLARE DEGLI ETILOMETRI SEMPRE PIÙ SPESSO DISCUSSI CON ARGOMENTI “DISCUTIBILI”. (ASAPS)

 http://www.asaps.it/55362-_sicurezza_stradale_a_rischio_troppe_carenze_.html 

SICUREZZA STRADALE A RISCHIO, TROPPE CARENZE

da repubblica.it/motori

Mercoledì, 29 Giugno 2016 

Ancora una tragedia della strada. L’ennesima “strage” in cui hanno perso la vita sei giovani vittime e che ha gettato nella disperazione i loro familiari. La sciagura avvenuta nel tarantino, lungo la statale 7 fra Castellaneta e Laterza, solleva nuovamente l’attenzione sul problema della sicurezza stradale, con particolare riferimento alla mortalità giovanile che nemmeno l’introduzione del reato di omicidio stradale sembra poter arrestare.

 “Nessuno si poteva fare illusioni che l’omicidio stradale da solo potesse incidere in modo determinante sulla sinistrosità mortale e grave, semmai la legge inciderà progressivamente sulla vera giustizia applicata ai colpevoli dei più gravi delitti della strada – sottolineano all’Asaps – Però questa situazione impone alcune doverose domande. Come mai dopo il rallentamento del trend positivo del 2014 dal 2015 e 2016 assistiamo ad una negativa inversione di tendenza dei dati della sinistrosità stradale anche mortale? Crediamo che alcune risposte possano essere trovate. Innanzi tutto gli incidenti di questi mesi segnalano in modo evidente che attribuire un ruolo determinante di contrasto al solo utilizzo dell’elettronica sia col preziosissimo tutor, sia con gli autovelox e i misuratori di velocità o con l’elettronica in contrasto alle violazioni semaforiche non basta. E’ netta la sensazione che la stagione del cosiddetto accertamento delle violazioni “a remoto” o a distanza che dir si voglia, abbia fatto il suo tempo e non può assolutamente bastare”.

Le riflessioni dell’Associazione sostenitori amici polizia stradale si soffermano, con una sottile ironia, su quelle che sono le violazioni più frequenti e che l’elettronica da sola non può certo fermare: “La musica della sicurezza stradale non può essere a prevalenza elettronica, servono solisti in divisa capaci di intercettare le violazioni che a remoto non saranno mai certificate – aggiungono all’Asaps – come la guida in stato di ebbrezza (le cui verifiche con gli etilometri ci sembrano in deciso calo) o quella sotto l’effetto di stupefacenti, verifica complessa e saltuaria, per non parlare del dilagare incontrastato dell’uso del cellulare alla guida ormai anche nel più pericoloso utilizzo in messaggistica, di fatto impunito, o il mancato uso delle cinture. Anche per intercettare gli sforamenti dei tempi di guida, dei salti di riposo per i conducenti dei veicoli pesanti e i taroccamenti dei cronotachigrafi servono schiere di agenti qualificati in divisa e sulla strada. Le spending review degli anni scorsi hanno aperto vuoti e innalzato età medie fra le varie forze di polizia che ora cominciano a lasciare il segno dal punto di vista dell’efficacia operativa. Le pattuglie – è sotto gli occhi di tutti – sono sempre meno presenti e nel contempo il personale deve fare i conti prima con la criminalizzazione degli stessi autovelox il cui utilizzo ormai richiede filtri di preavviso che rasentano ormai la comunicazione diretta e personale al singolo automobilista, e anche la continua messa in discussione dei limiti sull’uso dell’etilometro, non “affidabile” quando è troppo freddo, troppo umido o troppo caldo. Tutto questo solleva perplessità e crescente demotivazione fra il personale delle forze di polizia”.

L’attenzione dell’Asaps si sofferma anche sulla inspiegabile carenza al Sud delle campagne informative e di dissuasione dei comportamenti a rischio legati al triste fenomeno conosciuto con il nome di “stragi del sabato sera” come invece è avvenuto nelle regioni del Nord:

“L’incidente della statale 7 fra Castellaneta e Laterza, evidenzia anche il contributo al verificarsi di un evento tragico del sistema strada, ancora molto insidioso in particolare su alcune arterie del sud. Un discorso a parte meriterebbero poi le cosiddette stragi del fine settimana e del sabato sera in particolare, un tempo prerogativa dei territori de elezione come la riviera romagnola, di quella veneta o della zona dei laghi, oggi invece molto frequenti anche nelle regioni del sud, dove il modello del divertimento esasperato del tirar tardi e poi ripartire e della confidenza con gli alcolici è arrivato più tardi e inserito in una rete stradale che drammatizza l’errore. Sono inoltre mancate al sud le specifiche campagne comunicative di contrasto come quelle attivate nelle indicate regioni del nord. I gravi incidenti e il loro lievitare del 2015 e 2016 ci dicono che il sistema della sicurezza stradale ha bisogno di una precisa revisione e correzione nelle sue modalità di contrasto e questo si può fare solo con le maglie più fitte degli agenti sulle strade, ormai sempre più occasionali. Diversamente dovremo rassegnarci a questo evitabile e colpevole incremento di vittime”.

Insomma, come abbiamo sempre sostenuto, i moderni strumenti di monitoraggio elettronici sono sicuramente efficaci nel rilevamento di vari tipi di infrazioni ma la presenza delle pattuglie delle forze dell’ordine sulle nostre strade resta insostituibile e andrebbe sicuramente incrementata e dotata di idonee apparecchiature.

Per i cittadini e gli utenti della strada, imbattersi più frequentemente con le pattuglie delle forze dell’ordine significa anche avere la percezione di un maggiore senso di protezione oltre a rappresentare un efficace deterrente per tutti quelli che non intendono rispettare le regole del Codice della strada. (m.r.)

 QUALCHE PATTUGLIA E’ ANCORA IMPEGNATA NEL CONTRASTARE LA GUIDA IN STATO DI EBBREZZA

 http://www.torresette.it/ultima-ora-campania/2016/06/29/salerno---guida-sotto-effetto-di-alcol-e-droga-maxi-operazione-della-polstrada 

SALERNO - GUIDA SOTTO EFFETTO DI ALCOL E DROGA, MAXI OPERAZIONE DELLA POLSTRADA

mercoledì 29 giugno 2016 

A cura della Redazione 

Il luogo individuato per il servizio, disposto dal Ministero dell’Interno, è stato in via Wenner a Salerno ed ha visto impegnate 6 pattuglie della Polizia Stradale e personale medico della Polizia di Stato.

L’operazione ha portato al controllo di 76 veicoli e dei relativi conducenti, dei quali il 95 per cento di sesso maschile, il 75 per cento compresi nella fascia d’età tra 18 e 35 anni, ed il 25 per cento compresi tra 36 e 53 anni d’età.

Sono state contestate 24 infrazioni al codice della strada, di cui cinque per guida sotto l’effetto di alcol e una per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, nella fattispecie cocaina, con conseguente denuncia in stato di libertà di quattro persone.

 http://www.targatocn.it/2016/06/29/leggi-notizia/argomenti/cuneo-e-valli/articolo/sei-patenti-ritirate-dai-carabinieri-nella-notte-per-guida-in-stato-di-ebbrezza.html 

SEI PATENTI RITIRATE DAI CARABINIERI NELLA NOTTE PER GUIDA IN STATO DI EBBREZZA 

mercoledì 29 giugno 2016, 08:21

A Trinità un operaio romeno 26enne alla guida ubriaco provoca un incidente e non si ferma a prestare i soccorsi

Notte di controlli serrati quella appena trascorsa per i carabinieri in provincia di Cuneo.

A Trinità, lungo la strada che conduce a Sant’Albano Stura, i carabinieri dell’aliquota radiomobile della Compagnia di Fossano sono intervenuti per un sinistro stradale. Una Volkswagen aveva urtato una moto ed il conducente dell’auto, incurante di quanto era accaduto, si era subito allontanato senza minimamente fermarsi per richiedere i soccorsi od aiutare la controparte. Sul posto restavano un 26enne di Sant’Albano Stura che era alla guida della moto e la passeggera, una ragazza 22enne anche lei di Sant’Albano Stura, che richiedevano i soccorsi e l’intervento dei carabinieri. Entrambi finivano al Pronto Soccorso in quanto, a causa del sinistro stradale, avevano riportato lesioni giudicate dai sanitari guaribili entro dieci giorni.

I militari dell’Arma fossanese, tempestivamente intervenuti sul luogo dell’incidente, grazie alle testimonianze dei due ragazzi sulla moto, riuscivano a risalire alla Volkswagen ed all’identità del conducente. Si tratta di un operaio 26enne romeno che vive a Trinità mentre l’auto era intestata a sua madre.

Il giovane, una volta rintracciato dai carabinieri, è stato immediatamente sottoposto alla prova dell’etilometro ed è risultato positivo con un tasso di alcolemia pari ad 1,54%, più di tre volte oltre il limite consentito.- Al termine degli accertamenti è stato quindi denunciato per il duplice reato di guida in stato di ebbrezza alcolica ed omissione di soccorso, fattispecie di reato quest’ultima resa ancora più grave dalle recenti novità introdotte dalla legge sull’omicidio stradale.

Ad Alba, Cuneo e Savigliano, invece, sono state ritirate, sempre tra la tarda serata di ieri e questa notte, altre sei patenti di guida ad altrettanti automobilisti che avevano bevuto un po’ troppo e sono stati tutti denunciati all’Autorità Giudiziaria per il reato di guida in stato d’ebbrezza alcolica. In particolare ad Alba e Cuneo sono stati sopresi alla guida ubriachi dai Carabinieri due giovani neopatentati, rispettivamente di 20 e 19 anni, a loro carico oltre alla denuncia ed al sequestro delle auto è scattata la decurtazione doppia dei punti perché avevano conseguito la patente da meno di un anno. 

 CONSEGUENZE DEL CONSUMO DI VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI

 http://www.ottopagine.it/sa/cronaca/83054/si-ubriaca-e-annega-risolto-il-mistero-del-cadavere-a-mare.shtml 

SI UBRIACA E ANNEGA, RISOLTO IL MISTERO DEL CADAVERE A MARE

OTTOPAGINE.IT 28.06.2016

Si tratta di un cittadino 40enne dello Sri Lanka, riconosciuto da due connazionali

Beve, alza il gomito e poi va al mare. Svelato nella tarda serata il mistero del cadavere rinvenuto nello specchio d’acqua antistante il Grand Hotel Salerno da alcuni bagnanti poco dopo le 17,30 di oggi. L’uomo, di circa 40 anni era originario dello Sri Lanka e a far cadere i dubbi sulla dinamica della sua morte sarebbero stati due connazionali con cui si era intrattenuto poco prima in spiaggia. I tre, secondo il racconto dei due connazionali, avrebbero ecceduto con l’alcol, prima che la vittima si allontanasse per una nuotata. Che alla resa dei conti è stata fatale, visto che in acqua il 40enne si è subito sentito male, non avendo addirittura il tempo per chiedere aiuto. I suoi compagni non avevano sospettato nulla, scoprendo della morte dell’amico quando il cadavere è stato depositato sulla banchina. Il corpo, ormai senza vita, è stato recuperato da una motovedetta della Capitaneria di Porto che ha trasferito la salma al Molo Beverello. Negli uffici della Capitaneria salernitana il rito del riconoscimento con il mistero che è stato ben presto svelato proprio grazie alla collaborazione dei due extracomunitari.

 http://www.cronachemaceratesi.it/2016/06/28/picchiato-e-sfregiato-4-condanne/827311/ 

PICCHIATO E SFREGIATO, 4 CONDANNE

CRONACHE MACERATESI 

28.06.2016

Accusati di aver picchiato e sfregiato un loro connazionale che aveva preso male il fatto che si fossero presentati a casa sua ubriachi e nel cuore della notte. Quattro tunisini sono stati condannati con rito abbreviato dal gup Enrico Zampetti del tribunale di Macerata.

Era il 9 novembre dello scorso anno quando quattro tunisini, Mbarek Ben Khemais, 40 anni, Sami Ben Side, 28, Issam Ben Jafer, 27, e Ramadane Arbi, 25, si erano presentati a casa di un loro connazionale che vive in un appartamento all’Hotel House di Porto Recanati. L’uomo si era lamentato che fossero le 2 di notte e che fossero ubriachi e avessero bussato a casa sua. Questi però, dice l’accusa, avrebbero reagito colpendolo al volto e facendogli cadere un dente. Poi avrebbero continuato a picchiarlo mentre si trovava a terra con pugni, calci alla testa e al volto. Non solo, l’avrebbero tenuto fermo mentre uno di loro, con i vetri di un paio di bicchieri rotti, lo avrebbe sfregiato. Poi avrebbero cercato di farlo inginocchiare ma l’uomo era fuggito di casa. Questi lo avrebbero raggiunto e nuovamente picchiato, facendogli cadere tre denti. Per questi fatti questa mattina si è svolto il processo con rito abbreviato al tribunale di Macerata. Il pm Enrico Riccioni ha chiesto la condanna a 4 anni e sei mesi per tutti. Il gup Zampetti ha condannato a tre anni Mbarek Ben Khemais, Sami Ben Side, Issam Ben Jafer (tutti difesi dall’avvocato Simone Matraxia) e Ramadane Arbi (assistito dall’avvocato Domenico Biasco).