Rassegna del 28 Giugno 2016

A cura di Roberto Argenta, Guido Dellagiacoma, Alessandro Sbarbada

 RETEVENETA 27.06.2016

SCHIANTO MORTALE: OMICIDA UBRIACA 4 VOLTE OLTRE IL LIMITE

Questa strada Paola Rosa Tanga la conosceva bene, la percorreva ogni mattina per andare a scuola a Giarre dove la attendevano i suoi alunni. Ma qui per un destino beffardo e crudele sabato pomeriggio ha perso la vita, centrata pieno da un’auto guidata da un’altra donna Sara Paccagnella che non doveva affatto guidare perchè in corpo aveva un tasso alcolemico quattro volte superiore il limite del consentito, quasi da coma etilico. A Limena nella casa dove Paola Rosa viveva con il marito Tarcisio e le due figlie è il momento del dolore e del ricordo. Non se la sentono di parlare davanti alle telecamere, ma Lucia ed Elisa 29 e 28 anni ci raccontano com’era la loro mamma, una persona allegra, disponibile, che aveva insegnato loro che bisogna essere liberi di scegliere. Una vita dedicata al volontariato, in croce rossa e al teatro don Bosco, la parrocchia di Padova alla Paltana dove la maestra 59enne fino all’anno scorso viveva. Qui entro fine settimana verranno celebrati i funerali. Sara Paccagnella la 51enne di Abano che guidava ubriaca invece si trova agli arresti domiciliari con l’accusa di omicidio stradale. Si attende a giorni l’esito dell’esame tossicologico. Sabato pomeriggio era diretta verso Padova a bordo della sua Bmw e lungo la nuova bretella che collega Corso Australia ad Abano si è schiantata contro l’auto di Paola Rosa Tanga che stava andando al matrimonio di un amico. Secondo la nuova legge chi guida in stato di ebbrezza o dopo aver assunto stupefacenti e causa la morte di qualcuno rischia 5 a 12 anni di reclusione. Niente e nessuno però potrà restituire Paola Rosa alla sua famiglia che ora spera solo nella giustizia.

 http://www.reteveneta.it/googlenews/2016-06-27-PADOVATG-SCHIANTO-MORTALE-OMICIDA-UBRIACA-4-VOLTE-OLTRE-IL-LIMITE.html

 LA CITTA DI SALERNO 27.06.2016

Giovane di Polla accusato di omicidio stradale

Un trentaduenne ha travolto con la propria auto una vettura con a bordo un lucano, morto sul colpo, e la madre

Con l’accusa di omicidio stradale un trentaduenne di Polla si trova ora piantonato presso l’ospedale di Villa d’Agri, in provincia di Potenza, in quanto ritenuto responsabile dell’incidente stradale che ha causato la morte di Franco Apa, 38 anni, di Tramutola in provincia di Potenza, e il ferimento della madre del ragazzo che è ricoverata in gravi condizioni. Il trentaduenne è risultato positivo al test per verificare la presenza di alcool nel sangue. Alcool che è risultato in un quantitativo superiore al limite consentito e per questo motivo nei suoi confronti, su disposizione dell’autorità giudiziaria competente è scattato l’arresto: in base a quanto previsto dalla nuova legge sull’omicidio stradale, rischia una pena che va da un minimo 5 a un massimo di 12 di reclusione. Il giovane tra l’altro già in passato aveva avuto il ritiro con sospensione della patente di guida per violazione di norme del Codice della strada.

L’incidente è avvenuto domenica poco dopo le 23 sulla Statale 598, meglio conosciuta come Fondovalle Val d’Agri, all’altezza del comune di Marsico Nuovo, in provincia di Potenza. Il ragazzo di Tramutola era alla guida di una Renault Cactus e insieme a lui c’era la madre quando si è scontrato frontalmente con un’auto di grossa cilindrata, un’Audi, a bordo della quale viaggiava il trentaduenne di Polla insieme alla sua fidanzata. L’impatto è stato violentissimo tant’è che la Cactus ha letteralmente preso il volo superando il guard-rail per poi precipitare giù dal cavalcavia. Alcuni automobilisti in transito hanno subito allertato i soccorsi e sul posto dopo pochi minuti sono arrivate le ambulanze del 118 e i vigili del fuoco. I sanitari con l’ausilio dei vigili hanno estratto la madre del ragazzo ancora in vita invece per il trentottenne non hanno potuto fare altro che constatare il decesso.

Le operazioni di soccorso sono state particolarmente complicate a causa delle difficoltà per raggiungere l’auto precipitata dal cavalcavia e si è reso necessario chiudere al traffico per diverso tempo il tratto di strada dove è avvenuto l’incidente.

È andata meglio invece alle altre due persone che erano bordo dell’auto. Entrambe hanno riportato delle ferite ma le condizioni della coppia di fidanzati non destano preoccupazione.

 http://lacittadisalerno.gelocal.it/salerno/cronaca/2016/06/27/news/giovane-accusato-di-omicidio-stradale-1.13732392

 ASAPS.IT

Spagna, tutti i dati minuto per minuto

Mentre in Italia si brancola nel buio, nei Paesi più virtuosi dell'UE ogni giorno si fa i conti con qualcosa. Nel caso spagnolo, ecco tutti i dati settimanali di etilometro e narcotest

Di Lorenzo Borselli

(ASAPS) MADRID, 28 giugno 2016 – Domanda: quante patenti vengono ritirate in Italia per guida in stato di ebbrezza da alcol o da stupefacenti? Risposta: “quien sabe?”.

 Ve lo diciamo in spagnolo, per introdurre l'argomento, perché se “in spagnolo” aveste posto la domanda, qualcuno della DGT, la Direzione Generale del Traffico (struttura interministeriale), la risposta vi sarebbe stata data all'istante. In Italia, per il momento, possiamo fornire solo i dati raccolti dalla Polizia di Stato e pubblicati sul proprio sito, che ci danno uno spaccato molto parziale dell'attività di contrasto: 18.595 accertamenti positivi sull'ebbrezza alcolica e 1.215 su quella da stupefacenti, relativamente al 2015.

Ma se in Italia la mancanza di un organismo interministeriale che raccolga i numeri della strada si sente ogni giorno di più, in Spagna, il lavoro di coordinamento della DGT si avverte in ogni fase dell'azione di contrasto alla violenza stradale. 

 Per esempio, il lavoro della settimana dal 6 al 12 giugno di Guardia Civil, Policia Nacional e di tutte le Policias Autonomicas (come ad esempio la catalana Mossos d'Esquadra o quella basca Ertzaintza) è confluito all'istante in un unico database e così, lunedì mattina, la Direzione è stata in grado di diffondere i dati, che vi raccontiamo subito: 2.283 conducenti denunciati (667 per droga e 1.616 per alcol), 145.636 prove effettuate, di cui 1.872 narcotest. I positivi sono risultati essere il 36%, di cui 497 da cannabis, 202 da cocaina e 79 da anfetamina: se i conti non tornano è perché alcuni soggetti sono risultati positivi a più sostanze contemporaneamente.

 In Italia, come noto, denunciare un conducente ex art. 187 CDS equivale spesso a compilare carta straccia, buona (purtroppo) solo per complicare il lavoro di pubblici ministeri e giudici e rimpinguare invece il contro in banca degli avvocati, visto che per arrivare ad una condanna deve essere provata la circostanza dell'ebbrezza nel momento stesso della guida.

In Spagna il problema è stato risolto così: chiunque venga colto alla guida con “presenza” di sostanze stupefacenti nell'organismo, viene sanzionato con 1.000 euro di ammenda e con decurtazione di 6 punti dal carnet della patente (che di punti ne ha in tutto 12).

Chi invece risulti circolare “sotto l'effetto” va dritto davanti al giudice, che può condannare l'imputato a pene da 3 a 6 mesi di carcere, alla “multa” da 6 a 12 mesi (la multa è una sanzione che aggredisce il patrimonio del reo e che viene graduata in base alle sue possibilità economiche, normalmente applicata quando non si pagano le ammende o in caso di condanne detentive a pene inferiori a 24 mesi, ndr) o in alternativa ad un periodo di lavoro socialmente utile da un minimo di 30 ad un massimo di 90 giorni, oltre alla “privazione” del diritto alla guida da uno a quattro anni.

 I narcotest effettuati dalle forze di polizia sono di tipo salivario e il progressivo aumento del loro impiego risponde ad una precisa direttiva della DGT, finalizzata ad estendere progressivamente le prove a tutti i conducenti sottoposti a controllo, senza cioè che emergano condizioni per la loro effettuazione (incidente stradale, infrazione o sintomatologia), come nel caso dell'etilometro. E proposito di alcol, le prove effettuate nella settimana dal 6 al 12 giugno sono state in tutto 143.764, di cui 1.616 positive: tra queste, 1.418 sono state effettuate a random, con pura casualità, mentre solo 97 all'esito dell'accertamento di un'infrazione, 93 a seguito si sinistro e solo “8” per manifesta sintomatologia. Dei positivi, 1.361 sono risultati avere un tasso inferiore a 0,6 g/l e per questo sanzionati amministrativamente: coloro che sono risultati avere un tasso tra 0,25 (limite minimo) e 0,5, sono stati sanzionati con 500 euro di ammenda e 4 punti in meno dalla patente; chi è risultato avere alcol nel sangue tra 0,5 e 0,6 g/l, invece, la multa rimediata è stata di 1.000 euro e la decurtazione di 6 punti. Chi invece è risultato aver superato la soglia penale di 0,6 g/l è stato denunciato e sarà il giudice a determinare, in relazione al tasso risultante ed alle condizioni dell'accertamento (incidente, infrazione o recidiva) pene comprese tra i tre ai sei medi di prigione, tra i 6 e i 12 mesi di “multa” o del lavoro socialmente utile da 30 a 90 giorni, con perdita del diritto alla guida da uno a quattro anni. (*) Nel corso delle operazioni, i militari della Guardia Civil hanno bloccato nella cittadina di Cee, in Galizia, uno scuolabus con a bordo 35 bambini di ritorno da scuola, il cui conducente, un 33enne del posto, è stato trovato positivo a Cocaina e anfetamine, finendo subito in manette. A Valdepeñas invece, è stato denunciato il conducente di un'ambulanza, che stava effettuando un trasporto non urgente di infermi. (ASAPS)

 (*) Nota a cura di ASAPS: oggi anche l’ASAPS parla della Spagna. Attenzione non sono i dati della partita di ieri sera contro l’Italia, quelli li conoscete bene... Sono i dati dei controlli con l’etilometro e narcotest resi noti settimana per settimana e in questo gli spagnoli ci battano ancora alla grande! (ASAPS)

 WINENEWS

Le strade di Gianni Zonin e di Zonin1821, realtà privata più importante del vino italiano, si dividono definitivamente: con un “patto di famiglia”, riporta il “Corriere della Sera”, Gianni Zonin ha ceduto tutte le sue quote di proprietà ai figli

Il passaggio generazionale di una delle più importanti aziende del vino italiano la Zonin1821 (oltre 2.000 ettari di vigneto in 9 tenute in 7 regioni del Belpaese, dal Piemonte alla Sicilia, oltre alla americana Barboursville Vineyards in Virginia, export in 110 Paesi nel mondo, che vale l’85% del fatturato, nel 2015 a 186 milioni di euro, +16% sul 2014, ndr), in atto da tempo, si è concretizzato nella sua completezza il 23 marzo, giorno in cui la stessa azienda ha comunicato il nuovo assetto della governance che vede Domenico Zonin diventare presidente Zonin1821 al posto del padre Gianni, con i fratelli Francesco e Michele, e Giuseppe Zonin, vicepresidenti, e Massimo Tuzzi nuovo amministratore delegato, come annunciato in una lettera inviata dalla famiglia Zonin ai collaboratori dell’azienda, è solo l’ultima tappa di un percorso iniziato nei primi anni 2000 (www.zonin1821.it ). Così, ha riportato il “Corriere della Sera” del 25 giugno, nelle pagine economiche, in un pezzo a firma di Mario Gerevini, le vicende dell’azienda vinicola, fino ad allora guidata da Gianni Zonin, e quella della Banca Popolare di Vicenza presieduta dallo stesso Gianni, si sono scisse in maniera completa, come si evince dal documento, riportato dal quotidiano “Corriere della Sera”, depositato dal notaio Giovanni Rizzi di Vicenza: ““il sig. Zonin Cav Lav. dr. Giovanni - è scritto - dichiara di trasferire ai propri figli la propria quota di partecipazione sia per la piena proprietà che per il diritto di usufrutto vitalizio, e ciò mediante la stipula di un patto di famiglia”, istituto giuridico disciplinato dal Codice Civile. Sulle quote delle due società viene stabilito un valore di 12,5 milioni che però resta sulla carta, non è una contropartita. Di fatto è come una donazione e Gianni Zonin garantisce che le sue azioni sono “libere da pegni, oneri, sequestri, pignoramenti e vincoli di qualsiasi genere”.

 Il destino del colosso vinicolo, fondato da Domenico Zonin nel 1921, è su un cammino che sembra definitivamente separato da quello di Gianni Zonin, che ne è stato presidente dal 1967. Un percorso di crescita, quello della Zonin, partito dal Veneto, dalla tenuta storica di Gambellara, e che ha iniziato a svilupparsi in maniera organica nel 1970, con l’acquisto della Tenuta Ca’ Bolani, in Friuli Venezia Giulia, proseguito poi in Toscana, nel 1979 con Castello d’Albola, nel Chianti Classico, e poi con Abbazia Monte Oliveto a San Gimignano, terra della Vernaccia. Senza dimenticare, nel frattempo, l’acquisizione di Barboursville, in Virginia (Usa), nel 1976. A cui poi sono seguite il Piemonte, nel 1985, con Castello del Poggio ad Asti, la Lombardia, nel 1987, con la Tenuta il Bosco, nell’Oltrepò Pavese. Poi la Zonin ha guardato al Sud Italia, prima con Feudo Principi di Butera, in Sicilia, nel 1997, e poi in Puglia, nel 2000, con Masseria Altemura, nel Salento, con in mezzo l’acquisto della terza realtà toscana del gruppo, Rocca di Montemassi, in Maremma. E oggi è la prima realtà privata del vino italiano.

 GROSSETO NOTIZIE 27.06.2016

Ubriaco picchia la compagna: in manette grossetano

Notte movimentata per i militari della Stazione di Porto Santo Stefano che alle 03:30 di domenica hanno ricevuto la visita di una donna 33enne cubana in lacrime che con la sua bambina di appena due mesi era scappata da casa inseguita dal convivente. Qualche bicchiere di troppo per l’uomo, 38enne grossetano, che vive a Porto Santo Stefano da qualche tempo, e che, da quando ha intrapreso la convivenza con la sudamericana, sfoga lo stress della routine quotidiana bevendo e picchiando la compagna, senza tener contro neanche della presenza della loro neonata. Immediatamente sono scattate le manette ai polsi dell’uomo che è stato messo agli arresti domiciliari, mentre la donna e la bambina, dopo esser state visitate e curate presso l’Ospedale di Orbetello per le percosse subite, sono state prese in carico da una struttura protetta che le terrà al sicuro dalle mani di quell’uomo.

La donna, dopo mesi di maltrattamenti, per paura che il compagno potesse far male alla loro figlia, ha finalmente avuto il coraggio di denunciare il dramma che viveva nelle quattro mura domestiche e le misure adottate dalla Stazione di Porto Santo Stefano e dallo staff del Codice Rosa hanno consentito anche questa volta di evitare il peggio.

 http://www.grossetonotizie.com/ubriaco-maltrattamenti-compagna-grosseto-porto-santo-stefano/

 RAVENNA TODAY 27.06.2016

Ubriaco picchia brutalmente la moglie e minaccia di darle fuoco

Sul posto si è precipitata una pattuglia dell'Aliquota Radiomobile: la vista degli uomini dell'Arma ha accesso ancor di più l'ira dell'uomo

Prima ha minacciato di dar fuoco alla consorte; poi ha aggredito i Carabinieri intervenuti in soccorso della donna. Un romeno di 45 anni è stato arrestato nella tarda serata di sabato con l'accusa di maltrattamenti in famiglia. L'episodio di violenza si è consumato in un popoloso quartiere del Ravenna. L'allarme al 112 è giunto intorno alle 23,30, quando la vittima, 50enne, ha segnalato di esser stata picchiata durante l'ennesima lite.

La donna era stata colpita al volto e al capo in presenza della figlia adolescente, venendo minacciata anche di morte con un coltellaccio da cucina. Quindi aveva cercato di trovare riparo richiudendosi con la figlia nel bagno, da dove con il cellulare aveva richiesto l’intervento dei carabinieri. L’uomo in evidente stato di agitazione, dovuto alla massiccia assunzione di alcol, ha tentato di dar fuoco alla porta del bagno, incendiando una maglietta.

Sul posto si è precipitata una pattuglia dell'Aliquota Radiomobile: la vista degli uomini dell'Arma ha accesso ancor di più l’ira dell’uomo, che ha tentato di scagliarsi contro i militari. Solo grazie ad una manovra fulminea, i carabinieri sono riusciti a disarmarlo ed ammanettarlo. Dalle dichiarazione della vittima è emerso un quadro di pregresse e ripetute aggressioni, sino a sabato mai denunciate. Ora si trova in carcere in attesa del processo (durante l'udienza di convalida sono stati chiesti i termini a difesa).

 http://www.ravennatoday.it/cronaca/donna-picchiata-arresto-romeno-25-giugno-2016.html

CORRIERE DELLA SERA 28.06.2016

Bambina di dieci anni violentata da un indiano «Ubriaco, non ricordo»

Il fatto nel Vicentino, vittima la figlia dei vicini. Arrestato

VICENZA In preda ai fumi dell’alcol si sarebbe appartato in garage con una bambina di dieci anni, sua vicina di casa, e avrebbe approfittato di lei. Arrivando a sfilarle i pantaloncini lontano da occhi indiscreti, a molestarla e baciarla sulle labbra. Abbastanza, per i carabinieri, per arrestarlo con la pesante accusa di violenza sessuale su minore. Prima di domenica la fedina penale di questo cittadino indiano di 26 anni (non pubblichiamo il nome per tutelare la vittima), era pulita. Un lavoro da operaio in una fabbrica della zona, viveva in un paese dell’Ovest Vicentino, sotto lo stesso tetto del fratello. Un «ragazzo integrato», così come viene descritto da chi lo conosce; una vita altrettanto normale tra casa, lavoro e amicizie. Nessun precedente, mai un colpo di testa. Fino a domenica pomeriggio quando, complice probabilmente l’alcol, non avrebbe saputo tenere a freno i propri istinti nei confronti di una bimba, figlia di una coppia italiana. Lui però non ricorda nulla di quanto accaduto una volta aver preso per mano la piccola che abita a poca distanza e averla accompagnata nel garage dell’abitazione di lei, per spogliarla e allungare le mani.

Almeno così sostiene l’immigrato 26enne. «Avevo bevuto tanto, non ho ricordi di quanto sia successo, ma sono certo di non aver abusato della piccola, di non aver compiuto atti sessuali con lei» sono state le prime ammissioni dell’uomo, che si trova rinchiuso da domenica in carcere a Vicenza e che martedì mattina verrà sottoposto a interrogatorio di convalida. E solo quando comparirà con l’avvocato Michele Vettore davanti al giudice Massimo Gerace si scoprirà se l’indiano avrà voglia di chiarire la sua non facile posizione o si trincererà dietro un muro di silenzio. Che domenica il giovane operaio avesse bevuto, e tanto, lo ha confermato anche il fratello che ha aperto la porta di casa ai carabinieri della Compagnia di Valdagno arrivati per arrestare il presunto violentatore. Secondo il familiare, il 26enne si era scolato più di mezza bottiglia di whisky comperata poco prima al supermercato.

Da quanto ricostruito, la mattina i due erano stati nel Cremonese a trovare i genitori, quindi rientrando a casa avevano fatto un po’ di spesa. L’indiano si era così «dissetato» con il superalcolico e, poco lucido, avrebbe avvicinato la piccola a pochi passi da casa. Stando a quanto è stato possibile ricostruire ci aveva già parlato in altre occasioni e proprio per questo per lui non sarebbe stato difficile attirare la piccola nella trappola. Una volta rimasti soli l’avrebbe spogliata e l’avrebbe toccata e baciata. Almeno questo è quanto gli viene contestato dal sostituto procuratore di Vicenza Alessandro Severi che ha immediatamente disposto il sequestro degli abiti della bimba, portata dai genitori in ospedale, per essere sottoposta a tutti gli accertamenti del caso.

 http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2016/28-giugno-2016/bambina-dieci-anni-violentata-un-indiano-ubriaco-non-ricordo-240611942276.shtml

 LA SPEZIA CRONACA 27.06.2016

Va a prendere il figlio ubriaco dopo la festa dei pirati: finisce nei guai anche il padre, pure lui sotto l’effetto dell’alcol

LA SPEZIA – Padre e figlio, vezzanesi, sono finiti nei guai perché sorpresi dalla Polizia di Stato positivi all’alcoltest. Il primo a cadere nella rete degli agenti il figlio, un ventiduenne finito in un posto di controllo alle tre di notte al rientro dalla festa dei pirati di Cadimare: lui era in sella ad uno scooter.

I poliziotti hanno subito notato l’alitosi per cui sottoposto al test, i risultati davano prima 1,33 per grammo/litro, quindi 1,35, per cui al giovane veniva ritirata la patente e sequestrato il mezzo. Ma i guai non sono finiti qui in quanto il giovane, rimasto a piedi, ha dovuto chiamare il padre per farsi dare un passaggio verso casa.

Quando il genitore, 49 anni, è giunto sul posto, è stato sottoposto anche lui al test alcolemico che ha dato esito positivo. Il primo rilevamento è stato di 0.92 g/l, il secondo 0.89. Anche nei confronti del padre è dunque scattato il ritiro della patente, oltre alla denuncia per guida in stato di ebbrezza.

 http://laspezia.cronaca4.it/2016/06/27/va-prendere-figlio-ubriaco-la-festa-dei-pirati-finisce-nei-guai-anche-padre-pure-leffetto-dellalcol/40501/ 

 OTTOPAGINE 28.06.2016

Ubriaco prende a calci e pugni i carabinieri

E' stato arrestato a Marigliano dove infastidiva i clienti di un noto pub

Attimi di paura, ieri sera, a Marigliano in Corso Umberto I. Nei pressi di un noto pub della zona, il 10 HP, un 31enne moldavo, già noto alle forze dell'ordine, ha preso ad infastidire un gruppo di giovani che se ne stavano comodamente seduti a consumare. L'uomo era visibilmente ubriaco. I titolari dell'esercizio, temendo che la situazione potesse degenerare, si sono affrettati a chiamare i Carabinieri. Intorno alle 2:15, sul posto intervengono due gazzelle dei carabinieri e quasi contemporaneamente arrivano anche due ambulanze. Alla vista dei militari Heorhiy Kortak, queste le generalità del 31enne, è andato ancora di più su di giri. Ai carabinieri che cercavano di convincerlo a salire in ambulazione, il moldavo ha opposto una strenua resistenza. E li ha aggrediti con calci e pugni. Un militare è dovuto ricorrere alle cure dei sanitari, perché l’uomo gli ha provocato contusioni guaribili in due giorni. Nonostante la resistenza, l’uomo è stato immobilizzato ed arrestato. Sarà giudicato con rito direttissimo.

http://www.ottopagine.it/na/cronaca/82938/ubriaco-prende-a-calci-e-pugni-i-carabinieri.shtml 

 STATE OF MIND 28.06.2016

IL POTERE DEI SOCIAL MEDIA NELL’INDURRE L’USO DI ALCOOL

E' stato dimostrato che la visione di annunci pubblicitari su bevande alcoliche induce un maggior desiderio di assumere alcol. 

Uno dei poteri innegabili dei social media è la loro capacità di influenzare le persone e i loro comportamenti. Questo è particolarmente vero quando si tratta dell’uso di alcol.

I ricercatori dell’Università del Michigan hanno scoperto che quando gli individui venivano esposti ad annunci pubblicitari sulla birra, in opposizione ad annunci che pubblicizzavano acqua in bottiglia, erano più inclini a pensare di bere alcolici. (*)

L’obiettivo di questo studio era valutare se la sola esposizione a messaggi pubblicitari sull’alcol attraverso i social creasse una differenza nell’esprimere l’intenzione di consumare alcolici da parte dei partecipanti o nella volontà di impegnarsi in comportamenti connessi al consumo di alcol.

Nello studio, 121 partecipanti sono stati esposti agli annunci pubblicitari su Facebook, un gruppo ha visualizzato annunci su una determinata marca di birra, mentre l’altro gruppo è stato esposto ad una pubblicità di acqua in bottiglia. Alla fine dello studio, come incentivo per la partecipazione alla ricerca, i partecipanti potevano scegliere una tra le due carte regalo offerte, una per un bar e l’altra per un negozio di caffè.

Dei partecipanti che hanno visto l’annuncio della birra, il 73 per cento ha scelto la carta regalo per il bar. Di quelli che hanno visto l’annuncio sull’acqua, circa il 55 per cento ha scelto la tessera regalo bar.

Questo suggerisce che c’è un effetto, un’influenza e che può essere attribuito alla pura e semplice esposizione a messaggi pubblicitari che innescano nei partecipanti il pensiero dell’alcol.

Tale studio solleva ulteriori future domande ed approfondimenti sui social media e la loro capacità di influenzare le persone, in particolar modo rispetto al consumo di alcol nei minorenni.

Inoltre, i messaggi inerenti l’alcol sono spesso mascherati ed inviati tramite i messaggi personali su Facebook. Una persona può inviare o pubblicare una foto di se stesso mentre sta bevendo un drink in un bar, senza pensare che, ad esempio suo nipote di tredici anni potrebbe visionare tale foto!

Queste attività e comportamenti che noi tutti effettuiamo sui social media sono ormai automatici ed abituali. Purtroppo, molto spesso non si prendono in considerazione le conseguenze di tali azioni, come la sottile promozione e persuasione al consumo di alcolici nei minorenni o al mettersi alla guida sotto l’influenza dell’alcol.

Tutto ciò è parte di un problema più ampio, in quanto vi è poca o nessuna regolamentazione in merito alla pubblicità e al marketing dell’alcol sui media. Su Facebook, una persona è obbligata ad indicare la sua età, ma questo non implica che tali dati siano veritieri.

I propositi futuri potrebbero essere quelli di limitare tale contenuto ai giovani minorenni verificando più accuratamente la veridicità dei dati e creando regole più specifiche in merito a questo delicato tema che potrebbe prendere in causa ciascuno di noi.

 http://www.stateofmind.it/2016/06/social-media-uso-alcol/

 (*) Nota: la famosa scoperta dell’acqua calda. 

O del vin brulè.

 LIGURIA24.IT 27.06.2016

Alcol e guida, “strage” di patenti nel sabato sera del Levante

Levante. Stragi “di patenti” del sabato sera. Nella notte tra il 25 e 26 giugno a Santa Margherita Ligure i carabinieri hanno denunciato per “guida in stato di ebbrezza” due milanesi di 30 e 28 anni e una genovese di 23 anni. Sottoposti all’etilometro, erano alla guida delle proprie auto con un tasso alcolemico non consentito. Patenti ritirati.

A Chiavari, nel corso di un posto di controllo vicino ai locali notturni, i militari dell’aliquota Radiomobile della ha sorpreso altre due persone alla guida con un tasso alcolico non consentito: per due 48enni abitanti a Ne e Chiavari sono scattate le denunce per “guida in stato di ebbrezza” e il ritiro della patente.

 http://www.liguria24.it/2016/06/27/alcol-e-guida-strage-di-patenti-nel-sabato-sera-del-levante/11430/

 IL GIORNO 28.06.2016

Alcol al volante e stanchezza: Ugo, al via la startup anti incidenti

Hai bevuto troppo o sei stanco? Non guidare, ci pensa 'Ugo'

Fedina penale pulita, patente da tre anni, almeno 20 punti. Un papillon azzurro, «sintesi di eleganza e tecnologia». È l’identikit di Ugo, una rete di circa 50 autisti creata per cercare di ridurre incidenti stradali con vittime e feriti. «L’idea arriva dalla Corea», spiegano cinque milanesi di 26 anni che hanno trasformato un progetto nato in università in una startup. Ugo è il nome dell’applicazione disponibile per gli smartphone con sistemi operativi Ios e Android. Basta attivarla e in ogni momento è possibile chiedere l’intervento del «guidatore sostitutivo». Il servizio da oggi attivo a Milano e nei Comuni dell’hinterland porta la firma di quattro giovani ingegneri e un designer/art director milanesi: Francesca Vidali, Alessandro Zaccaria, Matteo Ganassali, Andrea Pezzoni e Michela Conti. «Nasce per garantire la massima sicurezza a chi esce in auto», spiegano i fondatori della startup avviata all’interno di Polihub, incubatore del Politecnico, e accolta da FabriQ, incubatore di innovazione sociale del Comune di Milano. «È pensato per tutte le occasioni in cui non si ha la forza per mettersi al volante: dopo un paio di bicchieri di vino a cena o quando si è molto stanchi. Ma Ugo è anche la risposta alle situazioni di difficoltà che persone non vedenti, anziane o con disabilità motorie affrontano ogni giorno: fornisce loro un accompagnamento».

Il servizio è disponibile 24 ore su 24, su prenotazione (con un giorno di anticipo) o senza preavviso. Basta scaricare l’app, registrarsi e chiedere l’intervento di un Ugo. Il sistema individua l’autista più vicino e il conducente viene accompagnato nel luogo da cui proviene la chiamata. Da qui l’autista con il papillon azzurro accompagna a casa la persona da soccorrere e riporta l’auto in garage. «Appena il nostro personale sale sulla vettura di chi ha richiesto l’intervento - spiegano i fondatori della startup finanziata da una cordata di tre privati - si attiva un’assicurazione Kasko che tutela il cliente da ogni imprevisto». Il costo è di 45 centesimi al minuto a Milano e 1,20 euro verso i Comuni dell’hinterland. Solo il 15% viene trattenuto per coprire parte delle spese. Da oggi il servizio sarà disponibile in città e nelle zone limitrofe, ma l’obiettivo è estendere la copertura in Lombardia e in Italia (a breve sarà attivo a Roma), con un percorso graduale di crescita che garantirà nuovi posti di lavoro.

«Il grande valore di Ugo è l’estemporaneità: avere l’auto a volte può diventare un problema non previsto», spiegano i giovani promotori. «Il nostro obiettivo è diffondere un sistema agile e sicuro per prevenire i fattori di rischio sulle strade». In base agli ultimi dati, in Lombardia si sono verificati 33.170 incidenti: 45.750 i feriti, 450 i morti. «Il 10% dei sinistri ha interessato le strade di Milano», osserva il team di Ugo. «Nella nostra regione ci sono 90 incidenti al giorno con 125 feriti e un morto. Troppi».

 http://www.ilgiorno.it/milano/ugo-startup-1.2295763

 ANSA.IT 27.06.2016

Alcol alla guida, patente dura 10 giorni

Un ventenne nel Forlivese, fermato dalla Polizia Stradale

Dieci giorni per perdere la patente di guida. Un ventenne residente a Meldola, nel Forlivese, l'aveva ritirata il 16 giugno, ma domenica sera ha già dovuto riconsegnare il documento. E' infatti risultato positivo all'alcol durante un controllo nei pressi di Forlimpopoli da parte degli agenti della Polizia Stradale di Forlì, distaccamento di Rocca San Casciano.

Per il giovane è scattato il ritiro della patente per quattro mesi, 708 euro di multa e la decurtazione di 20 punti.

 http://www.ansa.it/emiliaromagna/notizie/2016/06/27/alcol-alla-guida-patente-dura-10-giorni_154500a7-c8f4-4b6b-8d56-953fe1a0488d.html

 LA NAZIONE 27.06.2016

Drug e alcol test sugli automobilisti anche di mattina

Cambio di strategia rispetto ai tradizionali controlli solo notturni

Controlli al casello: in entrata in città, al casello autostradale di Firenze Sud, gli automobilisti sono sottoposti a 'drug' e 'alcol test' già a partire dalle prime ore del mattino. 

Rispetto ai tradizionali controlli solo notturni, spiega Paolo Pompolio, dirigente del compartimento di Firenze di Polstrada Toscana, rappresentano "un cambio di strategia" rispetto ai tradizionali controlli nelle ore notturne, che pure proseguono, per verificare le condizioni fisiche dei conducenti anche in orari diversi. I controlli, che proseguiranno per tutta la mattinata, hanno lo scopo di verificare le condizioni fisiche dei conducenti.

Le verifiche, che prevedono l'ispezione di auto a campione, sono condotte anche con cani antidroga e antiesplosivo. I conducenti, oltre ad effettuare l' 'alcol test', vengono sottoposti al 'drug test' effettuato sul posto da un medico della polizia di Stato.

L'operazione, eseguita in collaborazione col Servizio polizia stradale del Dipartimento di pubblica sicurezza prevede anche l'utilizzo del drogometro, un apparecchio che rende possibile l'immediata verifica, attraverso un prelievo di saliva mediante tampone, della presenza di stupefacenti nel sangue.

http://www.lanazione.it/firenze/controlli-polizia-1.2293588

 CITTA DELLA SPEZIA 27.06.2016

Cinquecento firme per cercare l'equilibrio nella movida

Il Comitato per la tutela del centro storico ha presentato una petizione popolare, con 500 firme, indirizzata a sindaco e questore: "Non abbiamo ricevuto risposta".

La Spezia - Alla fine è successo. E' arrivata la prima petizione popolare per cercare di capire cosa fare con questa movida. A mettere nero su bianco una serie di richieste, che si riassumono sostanzialmente in controlli più massicci perchè la convivenza si sta facendo difficile. Nessuno condanna la vita notturna di un centro storico rinato ma i problemi ci sono già e sono troppi. La convivenza con la movida non è facile e CDS aveva recentemente affrontato la questione, leggi qui. Le richieste dei residenti, in questo caso, almeno sul punto per aumentare i controlli sono concordi. 

A farsi portavoce di questa petizione è il Comitato per la tutela del centro storico che ha redatto il testo, raccolto cinquecento firme tra commercianti e residenti.

Il passo successivo, datato 11 giugno, è stato depositare il testo indirizzandolo al sindaco della Spezia Federici e al questore della Spezia Vittorino Grillo. 

A detta del Comitato e messo nero su bianco in una nota, alla richiesta di un incontro non hanno ancora ricevuto risposta. Quello che segue è il testo del Comitato per la tutela del centro storico. 

 PETIZIONE POPOLARE

I sottoscritti cittadini e commercianti del centro storico,

preso atto che la vivacizzazione del centro storico (zona pedonale) quale luogo di aggregazione e di svago nelle ore serali del fine-settimana deve conciliarsi con il rispetto delle regole della civile convivenza e con le esigenze di vivibilità dei quartieri; 

Convinti che tutelare le regole dell’ordine pubblico e della sicurezza, le esigenze del decoro urbano, il bisogno di quiete dei cittadini siano compito inderogabile delle Pubbliche Autorità e debbano essere obiettivo riconosciuto con volontà chiara da parte degli amministratori. 

Considerato che nella città della Spezia il crescere dell’animazione sociale si sta caratterizzando come un fenomeno disordinato, nel quale la ricorrente degenerazione in comportamenti oltremodo ineducati, incivili e irrispettosi delle regole ha dato luogo al riproporsi di situazioni di forte disagio per commercianti e residenti, nonché danni a beni privati e pubblici segnalano, in particolare, i seguenti problemi

Eccessiva rumorosità di vari locali,Uso eccessivo di alcool,spaccio di sostanze stupefacenti, comportamenti inqualificabili ( fare pipì per strada è qui un fenomeno già vecchio e costante a cui si aggiungono vomito ed escrementi vari, rifiuti di ogni genere sui portoni e davanti ai negozi),atti di vandalismo (due bombe carta, risse, accoltellamenti,lancio di bottiglie, schiamazzi continui fino a tarda notte),distruzione dell’arredo urbano, imbrattamento dei muri con conseguente degrado della zona , come dimostra il mercato vendite-affitti,in forte discesa nel centro storico, carenza di controlli e di repressioni da parte delle forze dell’ordine.

Pertanto chiedono alle Autorità in indirizzo:

Più presenza delle forze dell’ordine di notte, prevedendo una pattuglia notturna della polizia municipale con un numero dedicato e pubblicizzato per segnalazioni e richieste di intervento, più attenzione, nell’ambito di una attività di controllo e presidio che deve essere rafforzata, alle problematiche inerenti in particolare agli esterni dei locali che producono rumori molesti, garantendo limiti precisi di orario, controlli dei permessi, insonorizzazioni,nonchè alcool-test volanti, sgombero di eventuali bivacchi di persone in stato di ebbrezza,infine una responsabilizzazione dei gestori anche sugli schiamazzi che si verificano all’esterno dei locali, compresi eventuali richiami da parte degli organi di controllo per i genitori dei minorenni,rilevati in atteggiamenti sconvenienti.”

Detta petizione è stata presentata a Sindaco e Questore il giorno 11/06/2016, ma ad oggi non è stata ricevuta alcuna risposta nè accolte le richieste di colloquio .

Il Comitato inoltre, pur prendendo atto con soddisfazione della nuova sorveglianza notturna nella zona del centro storico da parte della polizia municipale, si domanda però come mai il pattugliamento sia stato assente in alcune vie della zona pedonale che invece erano state evidenziate come le più pericolose per l’ordine pubblico e le più colpite dall’eccessiva rumorosità dei locali notturni , come evidenziano per altro i numerosi esposti e le numerose richieste di intervento alle forze dell’ordine in tal senso. 

Il Comitato auspica,pertanto, un intervento più mirato ed incisivo, che tenga conto anche delle indicazioni suggerite da chi nella zona vive, dorme ( o almeno lo vorrebbe), e permane in stato di allerta costante, certo che la collaborazione tra Istituzioni e cittadini possa portare a risultati positivi e costruttivi al fine comune a tutti di eliminare il degrado dilagante di questa parte così bella e anche turisticamente importante della città.

Il Comitato per la tutela del centro storico

 http://www.cittadellaspezia.com/La-Spezia/Attualita/Cinquecento-firme-per-cercare-l-211394.aspx

 IL PICCOLO 27.06.2016

Il tossico amore di Amy Winehouse, che dal paradiso l’ha trascinata all’inferno

Nella breve vita di Amy Winehouse, morta a 27 anni nel 2011 per colpa di un'intossicazione da alcool, molti individuano una presenza nefasta: l'ex marito Blake Fielder-Civil (sono stato sposati dal 2007 al 2009, ma avevano a lungo continuato a frequentarsi), un tossicodipendente più volte finito in prigione che avrebbe iniziato la cantante all'eroina e al crack, trascinandola in una spirale inarrestabile di eccessi. Una coppia descritta come “maledetta”, sui quali prova a portare una nuova luce, non senza una dose massiccia di realismo e autocritica, “Amy & Blake” scritto dalla ex suocera della cantante, Georgette Civil, con il supporto di uno specialista in biografie come John McDonald. Il 18 luglio esce in Italia per Chinaski Edizioni ed è già un best seller nel Regno Unito (titolo originale “Letting Blake go”).

Una figura, quella di Amy Winehouse, che continua ad essere ricordata libro dopo libro: in Inghilterra è uscito anche quello della mamma di Amy, Janis Collins Winehouse, “Loving Amy, a mother's story”. Un racconto in prima persona, nel quale Georgette ripercorre le fasi della vita del figlio (con il quale non ha più rapporti, da quando si è dichiarata favorevole all'affidamento ai servizi sociali dei due bambini, avuti da Blake con una nuova compagna, anche lei tossicodipendente) e del rapporto con Amy. Una relazione quasi materna, almeno all'inizio, grazie all'istintiva confidenza fra le due donne (Amy Winehouse la chiamava “momsie”, un soprannome affettuoso dato spesso alle suocere). Ad unirle l'innamoramento per Blake, instabile, quanto generoso e pieno di vita, ma soggetto a frequenti momenti di depressione, che lo portano a continue ricadute nell'abuso di sostanze. Un uomo fragile che la madre ha provato costantemente (fin troppo, dice ora) a proteggere, dandogli sempre nuove possibilità.

Georgette Civil fa una cronaca molto diretta anche delle fragilità e dei momenti di crisi violente della Winehouse. Ad aggravarle c'era l'atteggiamento dittatoriale verso di lei del padre Mitchell, che da subito è stato ostile a Blake. L'«amour fou» dei due ragazzi, secondo la madre di lui, sembrava prima salvifico, ma poi si è rivelato per entrambi sempre più distruttivo, come una nuova dipendenza. La notizia della morte di Amy Winehouse è per Georgette Civil, che oggi lavora in un ostello per i senzatetto, uno shock doloroso e inaspettato.

 http://ilpiccolo.gelocal.it/tempo-libero/2016/06/27/news/il-tossico-amore-di-amy-winehouse-che-dal-paradiso-l-ha-trascinata-all-inferno-1.13734379