Rassegna del 15 Giugno 2016

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

BIMBISANIEBELLI

Alcol: quanto si beve in Italia?

Mentre il consumo pro capite di alcolici è in generale diminuzione, i forti bevitori corrono rischi seri perché non ricevono cure adeguate

Alcol: quanto si beve in Italia?

Secondo il Rapporto Istisan 2016, 720mila italiani sono “forti consumatori” di alcol e solo il 10% riceve un trattamento adeguato erogato dal Servizio sanitario nazionale, con gravi ricadute e complicazioni che possono provocare l’insorgenza di malattie molto più gravi. Sarebbero invece 8 milioni in Italia le persone a rischio con età superiore agli 11 anni.

Rischi per gli heavy drinkers In base ai dati raccolti nel 2014, l’Italia ha ridotto di molto il consumo pro capite, con soli 6,10 litri di alcol a persona. Tuttavia, la diminuzione non toccherebbe gli heavy drinkers, i bevitori pesanti, che superano i limiti stabiliti dall’Oms: 40 g di alcol per le donne e 60 g per gli uomini, su base giornaliera. L’identikit del forte bevitore è di sesso maschile, residente soprattutto nel Nord-ovest e nell’estremo Sud Italia. A primeggiare, su un podio non proprio positivo, vi sono gli uomini molisani, che condividono i gradini più alti con Basilicata, Valle d’Aosta, Abruzzo e Sardegna, mentre le “medaglie” femminili vanno alle donne piemontesi e toscane.

Molti ancora senza assistenza Come afferma Emanuele Scafato, direttore dell’Osservatorio “bisogna andare a recuperare quel 90 per cento di alcolisti che non sono in carico ai servizi per il recupero dell’alcoldipendenza, anche se il ricorso ai servizi di alcologia e di assistenza territoriali è aumentato”. Soprattutto tenendo a mente che “i danni derivanti dall’abuso di alcolici producono effetti non solo sul bevitore (e sulla sua salute), ma anche sulle famiglie e sul contesto sociale allargato, a causa di comportamenti violenti, abusi, abbandoni, perdite di opportunità sociali, incapacità di costruire legami affettivi e relazioni stabili, invalidità, incidenti sul lavoro e stradali”.

Identikit dei bevitori L’indagine dell’Osservatorio ha rilevato che sono circa 8 milioni gli italiani a rischio, in base alle dichiarazioni di intossicazione episodica ricorrente (binge drinking). I dati mettono in rilievo che 1,5 milioni di questi 8 hanno un’età compresa tra gli 11 e i 25 anni, mentre 2,7 milioni hanno più di 65 anni. Questo pone una seria riflessione su come affrontare il problema dell’alcol, promuovendo campagne nelle scuole e sensibilizzando attraverso programmi televisivi soprattutto gli anziani, che rappresentano un costo maggiore per il Servizio sanitario nazionale. L’eccessiva assunzione di alcol, infatti, provoca danni molto seri per la salute, come intossicazioni, vuoti di memoria, cefalee, nausee e, in ultimo stadio, coma etilico. Senza trascurare i numerosi incidenti stradali dovuti a stati di alterazione alcolica che ogni anno seminano morte sulle strade.

Lo sapevi che? 34 milioni di persone nel 2014 hanno consumato al minimo una bevanda alcolica, il 76,6% di sesso maschile e il 50,4% di sesso femminile. Di questi il 22% beve quotidianamente vino e birra (ogni giorno), il cui consumo è in crescita, mentre il consumo di vino è diminuito. (*)

 (*) Nota: solo il 22% degli italiani acquista vino e lo beve quotidianamente, la restante parte dei bevitori beve quando le viene offerta l’occasione. Questo significa che ridurre le occasioni di bere alcolici influirebbe sui consumi della maggior parte dei bevitori. 

LIVESICILIA

SICULIANA

"Niente alcol ai migranti" Lo stop del sindaco (*) 

Per porre un freno alle risse.

di Alan David Scifo

SICULIANA (AGRIGENTO)- A Siculiana il sindaco Leonardo Lauricella vuole porre un limite alle risse che troppo spesso si accendono tra i migranti ospiti nell’ex hotel Villa Sikania (nella foto) tra le strade della cittadina costiera nelle ore di permesso. Molto spesso alla base delle risse c’è l’alcool, comprato dai richiedenti asilo nei bar del paese o nei supermercati. Il primo cittadino ha emesso così un’ordinanza che vieta la vendita di alcolici ai migranti della struttura. A supporto di questa ordinanza è stata emessa dal sindaco Lauricella una seconda direttiva nella giornata di ieri, la quale vieta a supermercati e bar di vendere alcolici a coloro che non sono muniti di documento di identità. La misura è stata emessa – si legge nell’ordinanza pubblicata sull’albo pretorio – “considerate le numerose segnalazioni da parte dei cittadini” e altre segnalazioni arrivate anche dai carabinieri di Siculiana riguardanti le “condizioni igienico-sanitarie in cui versano le aree pubbliche comunali, a causa dell’abbandono incontrollato di considerevoli quantità di rifiuti urbani (bottiglie di vetro e plastica).

(*) Nota: vietare la vendita di alcolici a una categoria di persone mi sembra poco etico, e probabilmente non è neppure costituzionale. Un bel gesto sarebbe stato che nell’intera zona interessata si fossero posti dei limiti all’accesso agli alcolici. Limiti validi per tutti, ovviamente. 

 METEO.IT 

Sbronza: i miti da sfatare e i consigli utili (*) 

Eccedere con l'alcool è un vizio che accomuna uomini e donne: cosa fare il giorno dopo per mitigare i malesseri della sbronza? Ecco alcuni miti da sfatare che non fanno altro che peggiorare la situazione

14.06.2016 - Succede sempre più spesso che dopo una notte di baldoria si finisce con l’abusare di alcool e il giorno dopo gli effetti della sbronza sono difficili da sopportare. 

Mal di testa, gambe molli, stomaco sottosopra, sono i malesseri che vanno per la maggiore e la situazione non sembra migliorare neanche il giorno dopo. Cosa fare in questi casi? E soprattutto quali sono i miti da sfatare?

C’è chi sostiene, erroneamente, che bere una piccola quantità di alcool al risveglio aiuti il corpo a mitigare i malesseri della sbronza. Niente di più sbagliato. Questo potrebbe apparentemente sembrare un consiglio risolutore che potrebbe rivelarsi utile nell’immediatezza, ma che in realtà porta innumerevoli danni alla salute generale dell’organismo.

Gli esperti sottolineano infatti che l’ubriacatura non è altro che una vera e propria intossicazione da etanolo, che viene smaltito per il 90% dal fegato. Per aiutare il nostro organo a smaltire meglio l’alcool è consigliabile bere, piuttosto che una ennesima birra, qualche bicchiere d’acqua in più.

Altro mito da sfatare: colazione pesante. Fegato e stomaco sono già intasati di alcool e aggiungere zuccheri e grassi in eccesso non faciliteranno la già gravosa situazione, meglio agevolare il processo digestivo consumando cibi che siano leggeri e genuini. Indicati in questi casi cereali, marmellata o frutta fresca.

Uno studio pubblicato sul British Medical Journal ha rilevato che nessun farmaco è veramente in grado di alleviare i malesseri della sbronza, nè pastiglie nè pillole. Al massimo è più appropriato scegliere medicinali a base di bicarbonato di sodio che aiutano lo stomaco a contenere l’acidità gastrica.

Che dire poi del caffè? Un altro consiglio sbagliato che aggrava ulteriormente la situazione. Il caffè infatti contiene la caffeina che è un vasocostrittore capace di aumentare la pressione sanguigna: se fino a un primo momento il mal di testa poteva essere sopportabile, dopo aver bevuto il caffè il dolore si acuirà maggiormente.

Infine fare sport non sarà neanche la scelta più azzeccata, il corpo è troppo debilitato per sopportare altre fatiche, quindi niente corsa, ma solo relax e assoluto riposo.

(*) Nota: è appena il caso di accennare che evitando di bere alcolici si evita di dover ricorrere a espedienti, tra l’altro perlopiù inefficaci. 

ILGAZZETTINO VESUVIANO 

Ercolano, Fiengo: “La droga e l’alcool non valgono una vita”

Il vice sindaco di Ercolano Luigi Fiengo lancia un appello alle nuove leve locali perché prevalgano buon senso e moderazione

15.06.2016 - Luigi Fiengo“Godiamoci la vita senza eccessi pericolosi: una bravata di troppo scaturita dall’uso di sostanze stupefacenti o dall’abuso di alcol non vale mai una vita”: ad un passo dall’estate il vice sindaco di Ercolano Luigi Fiengo, da sempre impegnato sul delicato tema sociale dei pericoli legati al mondo dei giovani, lancia un appello alle nuove leve locali perché prevalgano buon senso e moderazione sulle effimere e distruttive logiche dello “sballo”.

“Non dobbiamo mai abbassare la guardia – ha precisato Fiengo – nella tutela dei giovani e della loro formazione . La crisi di valori e lo sbandamento sociale fungono da catalizzatori negativi per i nostri ragazzi che pur di emergere nel gruppo assumono spesso atteggiamenti opposti al loro normale comportamento.

Attraverso lo sport e la sana aggregazione sociale è possibile motivare le nuove leve spronandole al confronto sano e al superamento dei propri limiti , ovvero al raggiungimento di un equilibrio interiore tale da desiderare solo di essere se stessi. Ognuno deve piacere così come è senza dover somigliare ad alcuno : con i propri pregi e difetti che lo rendono unico e quindi speciale a monte”.

Professionista cresciuto nelle arti marziali, Fiengo si rivolge ai giovani ercolanesi con pacatezza e decisione al tempo stesso: sempre visibile tra la gente di Ercolano va dato merito al vice sindaco di Ercolano di non aver mai cercato la notorietà mediatica ne allori di sorta per i numerosi interventi filantropici di cui si è fatto promotore nel tempo sul territorio.

Vicino alle associazioni e ai giovani talenti locali senza mai pretendere nulla in cambio e ricevendo di contro in alcuni casi persino ingratitudine. “Non cerco applausi ne riconoscenze alcune – ha precisato il tal senso Fiengo – mi basta sapere di aver nel mio piccolo cercato di contribuire al benessere dei giovani ercolanesi. Ognuno , nel rispetto dei ruoli e delle competenze specifiche , deve supportare il rinnovamento di una comunità dalle potenzialità produttive appena scalfite.

Pensiamo all’occupazione e alla crescita sociale del nostro territorio. Rivolgo un appello ai giovani ercolanesi perché agiscano sempre con giudizio anche nel rispetto di chi in pena li attende a casa. Non tentiamo di emulare nessuno ragazzi, non ne abbiamo bisogno : chi ci stima realmente ci accetta così come siamo. Fate onore alla vostra città sempre fieri di essere ercolanesi”.

IL GIORNO 14.06.2016

In Valtellina l’alcol è pop: "Piaga devastante per i giovanissimi"

Basti pensare che l’anno scorso la Valtellina è stata «eletta» la provincia lombarda dove i giovani abusano maggiormente dell’alcol

Scuole chiuse: è la corsa allo sballo. La città si sveglia sporca e malandata

Il «post festa» per la fine della scuola, con la città di Sondrio che si è risvegliata malandata e sporca a causa degli eccessi di diversi ragazzi, ha ancora una volta messo in evidenza un problema molto serio, quello dell’abuso di alcolici, soprattutto tra i più giovani. E in provincia di Sondrio, purtroppo, questo problema è tutt’altro che marginale. Basti pensare che l’anno scorso la Valtellina è stata «eletta» la provincia lombarda dove i giovani abusano maggiormente dell’alcol. A dirlo è il Dipartimento per le dipendenze della Asl di Sondrio tramite la pubblicazione previsionale 2015, in cui è stato analizzato l’andamento del fenomeno mettendo in luce l’aumento dei giovani che si presentano a chiedere aiuto per problemi di alcol.

Una percentuale, quella dei ragazzi che chiedono aiuto (o vi sono costretti, pena l’impossibilità di utilizzare la patente di guida), che certamente non rispecchia la dimensione reale del fenomeno. E se il problema è diffuso su tutto il territorio lombardo, Sondrio e la Valtellina sono al primo posto della triste classifica: su 7 zone e province campionate, il 73,4% dei giovani afferma di avere fatto binge drinking (la cosiddetta «abbuffata alcolica» in cui un grande quantitativo di alcol viene assunto continuativamente in tempi molto brevi) più di 4 volte in un mese.

«Parlando di alcol - spiega il direttore del Dipartimento per le dipendenze dell’Asl, Massimo Tarantola - sembra utile sottolineare come si abbia a che fare della più facilmente reperibile ed economicamente accessibile tra la sostanze che danno dipendenza. Sistematicamente sottostimata a causa del suo radicamento storico-culturale, viene oggi rilanciata pesantemente dalle multinazionali, attraverso prodotti concepiti “ad arte” per reclutare le nuove leve dei consumatori più giovani». Il direttore del Sert punta il dito in particolare sulla birra e sui nuovi «alcolpop», le bottigliette fatte apposta per attirare sull’alcol in maniera induttiva e subliminale il target giovani.

«L’alcolismo a Sondrio è un fattore trascurato ma devastante - spiegano poi gli esperti in disintossicazione del centro “Il gabbiano” -. In queste zone si beve moltissimo. Un tempo l’abitudine al vino era socialmente integrata, correlata allo sforzo fisico, alla comunicazione tra gli esseri umani; ora la bottiglia è spesso un facile tentativo per sfuggire alla complessità della vita e alle sofferenze interiori. E pensare che la Valtellina, e Sondrio il suo capoluogo, ogni anno sono anche ai primi posti nelle classifiche di benessere, qualità della vita e tranquillità sociale. Si rende sempre più necessario risolvere la dipendenza dall’alcol, insieme a tutte quelle situazioni che le classifiche non riescono a fotografare e che si ripercuotono ad ogni livello nel tessuto sociale di Sondrio».

BRESCIA OGGI 

Ordinanza anti-alcol: proroga fino a settembre

15.06.2016 - Lo aveva promesso, lo ha fatto. Se l’ordinanza che vietava la vendita e l’asporto di bevande alcoliche in zona Stazione avesse dato gli esiti sperati, ai primi di aprile il sindaco Emilio Del Bono l’avrebbe prorogata. Le risse sono calate, di bottiglie rotte in giro se ne vedono meno... la proroga arriva.

L’ordinanza è scaduta domenica, e ieri il sindaco ha annunciato che si va avanti. Le 70 attività incluse nella «zona rossa» non potranno vendere alcolici, e analcolici in vetro, dalle 18 alle 6 del mattino fino alla fine di settembre. Il comandante della Locale Roberto Novelli conferma che i risultati ci sono, ma vanno consolidati. «È stata una delle ordinanze maggiormente rispettate - sottolinea Novelli -, abbiamo eseguito numerosi controlli durante le ore del divieto e abbiamo verificato che gli esercizi della zona non vendevano alcolici». Anzi, «alcuni avevano anche sigillato le apparecchiature self service». Per il comandante è visibile il miglioramento della vivibilità, ma «due mesi sono troppo pochi - aggiunge - e bisogna consolidare i comportamenti auspicati». Tanto più che si va (o almeno si dovrebbe andare) verso l’estate e il consumo di alcolici potrebbe aumentare. «Proseguire con il divieto - dice Novelli - non solo è positivo, ma è anche apprezzato dai cittadini».

DUNQUE, fino alla fine si settembre resta «rossa» la zona compresa tra via Fratelli Ugoni nel tratto tra via Cassala e piazzale Repubblica, via Folonari, piazzale Repubblica, via Corsica tra piazzale Repubblica e via Sostegno, viale Stazione, vicolo Stazione, via Togni tra viale Stazione e via Folonari, via XX Settembre tra piazzale Repubblica e via Saffi, via Foppa, via Romanino, via Solferino tra viale Stazione e via Saffi, via Lattanzio Gambara tra viale Stazione e via Saffi, via Sostegno tra via Corsica e il cavalcavia Kennedy e via Privata De Vitalis nel tratto compreso tra via Sostegno e via Sardegna. Per bere bisognerà sedersi ai plateatici dei bar, come prescrive il Regolamento di polizia municipale

LA STAMPA 14.06.2016

Ubriaco percorre contromano una rotonda: fermato e denunciato

Delicato intervento di una pattuglia della Guardia di Finanza

Contromano in una rotonda, dopo aver percorso a zig zag una delle rampe di accesso alla tangenziale di Bra: manovre che non potevano passare inosservate alla pattuglia del Nucleo Mobile della Compagnia di Bra della Guardia di Finanza che lo ha fermato, dopo un breve inseguimento, e denunciato per guida in stato di ebbrezza. È successo nei giorni scorsi a Bra. Dopo essere riusciti a fermare l’automobilista, in condizioni di sicurezza per gli altri veicoli, i finanzieri lo hanno sottoposto all’alcol test. È risultato avere un tasso alcolemico nel sangue pari a 1,63 g/l, ossia superiore di oltre tre volte a quello consentito dalla legge. 

I militari hanno quindi proceduto all’immediato ritiro della patente di guida, al sequestro del veicolo, alla contestazione dell’inosservanza all’invito a fermarsi e, quindi, alla segnalazione del conducente alla Procura della Repubblica per guida in stato di ebbrezza. 

“I servizi svolti dalla Guardia di Finanza nel comparto - sottolineano dal Comando provinciale - sono rivolti non solo a verificare il rispetto della normativa inerente alla circolazione delle merci ma anche a far rispettare le norme del codice della strada poste a presidio della sicurezza dei cittadini.

PADOVA OGGI 

Alla guida del camion ubriaco, è la seconda volta in una settimana: patente ritirata

14.06.2016 - Il conducente, residente a Vicenza, è stato pizzicato dalla polizia locale in via Crescini a Padova, con un tasso di alcol quasi tre volte superiore al limite consentito: oltre alla sospensione della patente è stato denunciato E' stato pizzicato in zona Ospedali a Padova mentre si trovava alla guida di un camion ubriaco e per lui, invitabile, è scattato il ritiro della patente e la denuncia.

FERMATO. L'episodio lo scorso week-end in via Crescini a Padova: il conducente dell'autocarro di sette tonnellate e mezzo, un italiano residente a Vicenza, stava facendo manovra quando è stato notato dalla polizia locale che ha deciso di procedere con dei controlli, tra cui l'alcoltest. L'uomo è risultato avere un tasso alcolemico pari a 1,15 grammi per litro nella prima prova con etilometro e di 1,33 nella seconda: tre volte, insomma, il tasso di alcol consentito nel sangue. Con le aggravanti relative al mezzo professionale su cui si trovava alla guida per lui è scattata la denuncia, il ritiro immediato e la sospensione della patente e la decurtazione di dieci punti. Non solo. Gli agenti al termine degli stessi controlli hanno appurato un particolare: lo stesso camionista era già stato fermato e sanzionato una settimana prima. Anche in quell’occasione gli era stato rilevato un tasso alcolico sopra la norma.

IL FRIULI 

Ubriaca sfascia il bar 'Sport' e inveisce contro i carabinieri

14.06.2016 - Una donna di 23 anni è stata denunciata la notte scorsa a Gorizia per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Completamente ubriaca ha sfasciato un locale gestito da un cittadino cinese, il bar Sport di via Brigata Pavia, ed è stato necessario l’intervento dei carabinieri del Norm per calmare la furia devastatrice della donna.

La giovane, che risiede nel comune di Gorizia e ha già dei precedenti penali, mentre veniva identificata ha reagito male, rivolgendo frasi oltraggiose nei confronti dei militari operanti. E’ stata quindi accompagnata presso gli uffici del comando compagnia di Gorizia, per il compimento degli atti di rito, dove, vista la situazione di grave alterazione, è stato richiesto l'intervento del personale del 118.

La ventitreenne è stata sedata e accompagnata all’ospedale per ulteriori accertamenti.

CORRIERE DELLA ALPI 

Dà da bere al cliente ubriaco denunciata una barista

BELLUNO, 14.06.2016 - Nonostante il cliente fosse palesemente in preda ai fumi dell’alcol si è guardata bene dal rifiutarsi di somministrargli un’altra birra. Altro “carburante” che ha alimentato lo stato di ebbrezza dell’avventore, che aveva cominciato a infastidire pesantemente gli altri avventori del locale.

Una situazione risolta solamente dall’arrivo dei carabinieri, che effettuate le verifiche del caso hanno denunciato la barista del locale per somministrazione di bevande alcoliche a persone in stato di manifesta ubriachezza.

E successo sabato notte in un bar del centro città, intorno all’una di notte, dove dopo aver chiaramente alzato troppo il gomito un uomo si è presentato al banco del locale chiedendo una birra.

Richiesta assecondata senza troppi scrupoli dalla barista che ha servito il cliente, in barba alla vigente normativa che qualifica appunto come reato la somministrazione di alcolici a minori, infermi mentali o ubriachi.

METROPOLIS 

Il voto più alto a chi beve più alcool: professore sospeso

15.06.2016 - Un esame decisamente insolito e che ha sollevato non poche polemiche: gli studenti dovevano infatti consumare bicchieri di baijiu, un tipico superalcolico cinese, e i voti venivano dati in base a quanto liquore riusciva a bere. La spiegazione del professore è che l’esame di resistenza alcolica ha l’obiettivo di “avvicinare i giovani alla vita reale”: nelle vendite infatti è molto frequente che i contratti con i clienti si accompagnino con un bicchiere di baijiu, ed è quindi importante che il venditore sia in grado di consumarlo adeguatamente: non mostrare apprezzamento, bere solo una parte o addirittura lasciare lì del tutto l’alcolico potrebbe facilmente essere preso come un’offesa e quindi fare sfumare il contratto che si stava per siglare. Il baijiu abbia un tasso alcolico tra i 40 e i 60 gradi.