Rassegna del 10 Giugno 2016

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

IL RESTO DEL CARLINO

‘Happy hour alcool free’, la prevenzione premia

Sono sempre di più i giovani, spesso minorenni, che abusano degli alcolici. Per contrastare questo fenomeno l’associazione A.Ri.A.E. ha ideato ‘Happy Hour alcool free’, un progetto di educazione alla salute che ha l’obiettivo di informare i ragazzi delle scuole sui pericoli per la salute rappresentati dall’uso di sostanze alcoliche in età adolescenziale.

Il 29 maggio scorso si è svolta al parco della Montagnola la cerimonia conclusiva nell’ambito dell’iniziativa Benessere e Divertimento ‘Datti una mossa’.

Nella circostanza è stato premiato l’elaborato presentato dalle classi dell’istituto Manfredi-Tanari sul tema del divertimento libero da alcol. Targhe ricordo sono state consegnate dalle autorità intervenute agli istituti che hanno aderito al progetto.

Dodici in tutto: Fermi, Minghetti, Manfredi- Tanari, Ist. Prof:le Lavoratori Edili, Crescenzi-Pacinotti, Serpieri, Liceo S. Luigi, Aldini –Valeriani, Liceo Sabin, IPAA Ferrarini, Salvemini e Leonardo da Vinci di Casalecchio di Reno. Quarantasei le classi protagoniste degli incontri di quest’anno.

Il progetto ‘Happy Hour Alcool Free’ è stato promosso dall’associazione A.Ri.A.E. con l’essenziale collaborazione del centro di Alcologia Fontana del Policlinico Sant’Orsola Malpighi diretto dal professor Bernardi, del servizio di Psicologia e Psicoterapia cognitivo comportamentale del Dipartimento di psicologia dell’Alma Mater diretto dalla professoressa Grandi e dell’Azienda U.S.L U.O.S. Promozione della Salute del Dipartimento di Sanità Pubblica diretto dal dottor Pandolfi.

L’iniziativa ha avuto il patrocinio del Comune di Bologna, della Regione Emilia Romagna, dell’azienda ospedaliera Universitaria Policlinico Sant’Orsola Malpighi, del Dipartimento di Psicologia, del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Alma Mater Studiorum di Bologna e dell’Ufficio Regionale Scolastico.

http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/happy-hour-alcool-free-1.2238387

CORRIERE QUOTIDIANO 

Usa, ubriaco al volante per la nona volta: condannato a ergastolo

Una sentenza così severa non è comune per la guida in stato d'ebbrezza, scrive il New York Times. Il quotidiano sottolinea che il caso dell'uomo evidenzia un altro problema: Middleton aveva ancora la patente

09.06.2016 - I primi otto arresti non lo avevano convinto a desistere dal mettersi alla guida da ubriaco. 

Al nono, il giudice non ha mostrato clemenza: Donald Middleton, 56 anni, è stato condannato al carcere a vita da un tribunale del Texas, negli Stati Uniti. L'uomo non potrà ottenere la libertà condizionale prima di 30 anni. Una sentenza così severa non è comune per la guida in stato d'ebbrezza, scrive il New York Times.

Il quotidiano sottolinea che il caso dell'uomo evidenzia un altro problema: Middleton aveva ancora la patente. "Quante volte bisogna essere trovati in stato d'ebbrezza al volante - si legge - prima di non poter più legalmente guidare?".

L'ultimo arresto di Middleton risale al maggio dello scorso anno, quando provocò un incidente frontale con un'altra vettura guidando contromano; il suo ultimo precedente risaliva al 2008, quando poi fu condannato a 13 anni di carcere, di cui solo quattro, alla fine, passati in prigione

http://www.corrierequotidiano.it/1.47414/esteri/news/usa-ubriaco-al-volante-la-nona-volta-condannato-ergastolo

(*) Nota: in questa rassegna abbiano già rendicontato casi di guidatori italiani che hanno violato per quindici volte l’art. 186 del codice della strada senza fare un giorno di carcere. 

IL CENTRO 

Ubriaco uccide ciclista e fugge, arrestato

La vittima aveva 47 anni: è stata travolta lungo la circonvallazione tra lo svincolo di Pescara Colli e la galleria San Giovanni

PESCARA. Con la bicicletta lungo la circonvallazione, chissà dove doveva arrivare alle due di ieri notte Ion Vlad, romeno di 47 anni, travolto e lasciato esanime a terra dall’automobilista, risultato ubriaco, che dopo averlo travolto e ucciso tra lo svincolo di Pescara Colli e la galleria San Giovanni, ha proseguito in macchina con il parabrezza in frantumi senza neanche chiamare i soccorsi per provare a salvarlo. Ma tentando, invece, di fingere un banale incidente.

Da ieri Ion Vlad è nella cella frigorifero dell’obitorio dell’ospedale di Pescara in attesa di un amico o di un familiare che vada a fare il riconoscimento ufficiale. Chiuso invece a casa, agli arresti, è l’automobilista che presumibilmente l’ha travolto e ucciso, scappando subito dopo.

Si tratta di un 41enne di origine napoletane, da tempo residente a Pescara, zona Santa Filomena: Giorgio Luongo, incensurato, operatore nel settore del packaging (tovagliolini, posate e piatti di carta). Per lui, una volta individuato e rintracciato, è scattato l’arresto obbligatorio previsto dal reato di omicidio stradale, di cui è accusato (per la guida in stato di ebbrezza e la fuga) secondo quanto formulato dal pm Gennaro Varone che coordina le indagini della polizia stradale diretta da Silvia Conti. Un’indagine lampo, quella degli uomini dell’infortunistica della Stradale, visto che il presunto responsabile è stato intercettato e arrestato, con uno stratagemma, nel corso della stessa notte.

Dalla ricostruzione della polizia stradale, l’investimento avviene lungo la circonvallazione, in direzione nord, verso le due di notte quando una macchina travolge l’inaspettato ciclista (che sulla circonvallazione non poteva circolare). Nell’urto, violentissimo, l’uomo finisce contro il parabrezza, lasciato in frantumi, e poi da qui rimbalza a terra. Un evento inaspettato quanto tragico a cui il conducente della Fiat Punto reagisce fuggendo, mentre chi lo segue poco dopo vede alcuni pezzi di carrozzeria a terra, guarda meglio e si accorge di quel corpo a terra. E chiama i soccorsi. Nel frattempo, il responsabile va avanti per quanto può, e dopo circa un chilometro, considerando la visuale pessima che il parabrezza gli consente, accosta sotto la galleria e si allontana, chiamando con il telefonino un carroattrezzi.

All’operatore l’uomo riferisce di aver fatto un incidente, gli dà le coordinate su dove trovare la macchina e gli chiede di riportargliela prima in una zona di un’altra provincia dove il carroattrezzi non può andare e poi a Santa Filomena. Nel frattempo sul posto della tragedia sono arrivati 118 e stradale a cui qualche automobilista racconta di un altro uomo in bicicletta che dopo essere tornato indietro ad accertarsi delle condizioni di quello a terra, si allontana verso lo svincolo dei Colli. La polizia stradale viene messa al corrente anche di quest’auto incidentata nello stesso tratto stradale della tragedia, s’insospettisce e va a verificare. Ma con uno stratagemma. Alcuni poliziotti salgono infatti sul carroattrezzi per scenderne solo quando il mezzo riporta l’auto incidentata all’automobilista, che ne ha fatto richiesta. Che a quel punto, di fronte alla polizia che di certo non si aspettava, inizia a balbettare una serie di scuse che però, secondo l’accusa, non gli lasciano scampo. L’alito è vinoso, e a maggior ragione i poliziotti procedono con l’alcoltest che dà risultati quasi il triplo del limite consentito. Luongo viene arrestato. Tra oggi e domani, durante l’udienza di convalida, darà la sua versione dei fatti.

MILANO TODAY 

Ubriaco e a piedi in autostrada: grave uomo travolto al casello di Sesto S. Giovanni sull'A4

Sull'episodio, avvenuto intorno alle ventuno e trenta indaga la polstrada di Novate, che ha gestito la situazione durante i soccorsi

10.06.2016 - Girava in autostrada a piedi. Era ubriaco. Così è stato travolto e ridotto in fin di vita da un'automobile di passaggio. 

Resta in gravi condizioni dopo l'incidente, avvenuto la sera di mercoledì, un uomo di cinquantasei anni investito sull'Autostrada A4 (Torino-Trieste), nel tratto tra Sesto San Giovanni e la Barriera Milano Est, nei pressi dei caselli autostradali.

A darne notizia è l'Azienda regionale emergenza urgenza che sul posto ha inviato un'automedica e un'ambulanza in codice giallo, poi trasformato in rosso, viste le condizioni del ferito. La vittima dell'incidente è stata trasportata all'ospedale Niguarda.

Non è chiaro come l'uomo fosse finito lì. Sull'episodio, avvenuto intorno alle ventuno e trenta indaga la polstrada di Novate, che ha gestito la situazione durante i soccorsi.

TORINO TODAY 

Aggressione in metropolitana, una donna e un controllore picchiati da un ubriaco

09.06.2016 - L'uomo è stato fermato dagli addetti alla sicurezza Telecontrol, poco prima dell'uscita della stazione XVIII Dicembre

Ancora un'aggressione in metropolitana. Ieri pomeriggio un uomo, visibilmente ubriaco, ha malmenato una donna e un assistente alla clientela a bordo di uno dei treni diretti al Lingotto.

Il battibecco è iniziato alla stazione Principi d’Acaja dove l'uomo ha messo le mani addosso ad una signora di 36 anni. Non contento l'aggressore si è ripetuto poco dopo prendendosela con un agente, entrato nel vagone per chiedere spiegazioni. Quando il controllore ha fermato il romeno, quest'ultimo ha dato di matto ed è stato necessario l'intervento di altre tre agenti del Gtt per provare a calmarlo.

L’uomo è stato poi ufficialmente fermato dagli addetti alla sicurezza Telecontrol, poco prima dell'uscita della stazione XVIII Dicembre. Sul posto è arrivata anche una pattuglia di carabinieri che ha fermato l’aggressore denunciandolo a piede libero. Il controllore aggredito, invece, è stato accompagnato al Maria Vittoria.

BRINDISI REPORT 

Ubriaco e armato di coltello minaccia passanti e poliziotti: arrestato

Ubriaco e armato di coltello ha minacciato i passanti e gli stessi poliziotti che hanno cercato di boccarlo. "Venite che vi ammazzo, non mi fate paura"

MESAGNE – Ubriaco e armato di coltello ha minacciato i passanti e gli stessi poliziotti che hanno cercato di boccarlo. “Venite che vi ammazzo, non mi fate paura”. È così che un 30enne di Mesagne, Angelo Calia, già noto alle forze dell’ordine per reati di natura predatoria, contro la persona ed in materia di stupefacenti, è stato arrestato per violenza, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale oltre che denunciato per minacce gravi ai danni di tre persone. È accaduto nella tarda serata di ieri, mercoledì 8 giugno, a Mesagne.

L’arresto è stato operato dagli agenti del locale commissariato di polizia, diretto dal vice questore Rosalba Cotardo, intervenuti su segnalazione di alcuni cittadini. Precisamente alle 22.25 è stato richiesto l’intervento dei poliziotti per una persona che si aggirava nel centro storico ubriaco che aveva assunto atteggiamenti preoccupanti. Poco dopo alle 22.45, invece, altri utenti hanno riferito di un uomo armato di coltello che minacciava i passanti. Si trattava della stessa persona, Angelo Calia. È stato trovato nei pressi di un ristorante con un coltello di circa 15 centimetri, aveva minacciato tre trasfertisti di origini campane che avevano appena cenato in un ristorante del posto. Le vittime non hanno esitato a mettersi al riparo e chiamare la polizia. Nemmeno la vista dei poliziotti ha placato l’animo del 30enne. Portato negli uffici del commissariato, poco prima di entrare, ha minacciato e offeso gli agenti con frasi del tipo: “venite che vi ammazzo, non mi fate paura”. Riuscendo a divincolarsi e darsi alla fuga in direzione stazione. Bloccato, ha poi spintonato gli operatori cercando di aggredirli fisicamente e procurando loro lesioni giudicate guaribili in 7 giorni (contusioni delle dita della mano, del polso e trauma contusivo con sospetta lussazione).

AFFARI ITALIANI 

Elezioni Roma, presidenti di seggio ubriachi o addormentati. Il caos

Municipi in alto mare: alle 12.30 di giovedì 9 al seggio del IV, 32 sezioni contestate

Si conta e si riconta ormai da tre giorni e mezzo dentro i padiglioni dell'ex Fiera di Roma, decine e decine di scrutatori “danno i numeri” sistemati su banchi di scuola, accerchiati da rappresentanti di lista e candidati ancora in attesa che barrano caselle, prendono appunti, riempiono pagine di commenti e segni rossi. Ogni tanto, qualcuno dà in escandescenza e deve intervenire la Polizia a placare gli animi. L'elenco dei verbali non compilati, delle tabelle scarabocchiate, delle somme sbagliate è drammaticamente lungo e il rischio è che non si faccia in tempo a verificare le anomalie entro i termini previsti per permettere di stampare le nuove schede per il ballottaggio; termini che scadono sabato mattina.

Ad oltre 84 ore dall'inizio dello spoglio, entrare nella cittadella elettorale è come immergersi in un girone infernale. Una città nella città, in cui la presenza ad ogni incrocio delle camionette dell'Esercito e delle auto della Guardia di Finanza, non basta a scacciare l'impressione di essere capitati in un limbo con regole tutte sue.

“Se i seggi nella notte dello scrutinio sono terra di nessuno, al seggio centrale sembra di stare nella terra di Mordor come nel Signore degli Anelli”, dice un rappresentante di lista con parecchie tornate alle spalle.

Alle 12 di giovedì 9 giugno almeno in diciassette sezioni lo spoglio delle schede per il consiglio comunale è ancora aperto: in pratica è come se i seggi non si fossero mai chiusi. I verbali sono stati consegnati ma non erano compilati, sono stati inviati in bianco per “sopravvenuta stanchezza”, o per “improvviso malore del presidente” oppure per “l'impossibilità di far tornare i conti”. In più di un caso i presidenti di seggio che hanno “abbandonato”, sono stati letteralmente prelevati da casa e “deportati” dalla polizia locale per verificare cosa è accaduto. “”E' successo di tutto”, racconta un rappresentante di lista delegato al seggio centrale. “D'altra parte è assurdo far lavorare la gente per trenta ore consecutive. I seggi dovevano essere chiusi e riaperti la mattina seguente”.

Eppure il minimo comune denominatore del gran caos sembra essere, a detta di tutti gli addetti ai lavori, una inammissibile inefficienza e impreparazione dei presidenti di seggio. “Ho visto con i miei occhi in un seggio del II municipio, un presidente che ha dormito per ore”, racconta un candidato. E una signora di mezza età rappresentante di lista aggiunge: “Il presidente del mio seggio si è scolato diverse bottiglie di birra e poi si è accasciato sotto il banco”.

In molti sembra non avessero nemmeno sfogliato il vademecum del Ministero indispensabile per capire come compilare i registri e il verbale. “Alle 4.30 di mattina si sono accorti che i conti dovevano essere fatti in un modo diverso e che mancava la somma dei voti assegnati ad un singolo candidato sindaco, estrapolata dai voti di lista”, racconta una ragazza.

E se lo spoglio del Consiglio Comunale è ancora lungo, infinito sembra essere quello per i Municipi: nei padiglioni predisposti alle operazioni si respira lo sconforto.

Alle 12.30 al seggio del IV municipio, su 154 sezioni, 32 sono contestate. Al II municipio i rappresentanti della lista Noi con Salvini sono sul piede di guerra: è testa a testa tra Movimento 5 Stelle e Meloni per aggiudicarsi il ballottaggio con il centrosinistra. Con un'istanza bipartisan, escluso M5s, i rappresentanti chiedono la sospensiva per 21 sezioni per gravi irregolarità: assenza di verbali o verbali firmati a matita, non timbrati, mancanza dei voti di lista e delle tabelle scrutinate.

“Nel caso in cui i verbali sono mancanti, incompleti o dubbi bisogna richiedere il secondo verbale, depositato negli uffici di via Petroselli”, spiega un delegato di lungo corso. “Ma quando non ci sono nemmeno quelli, e sembra che in parecchi casi sia così, allora è un problema. E' il magistrato che interviene e deve decidere cosa fare, il rischio è che sia necessario riconteggiare le schede”. Che nel frattempo, però, sono state ammucchiate in un gigantesco capannone, dentro migliaia di buste e scatoloni.

TUTTO OGGI 

Terni, ragazza si ubriaca alla festa della scuola e accusa malore

Una festa di fine anno scolastico decisamente movimentata per una 16enne di Terni che, durante una serata in discoteca, ha accusato un malore per abuso di alcol.

La sicurezza del locale, accortasi di quanto stava avvenendo, ha allertato la Polizia che è prontamente giunta sul posto. Arrivati presso il locale, gli agenti hanno prestato i primi soccorsi alla giovane, per poi indagare su chi avesse somministrato le bevande alcoliche alla minore.

Dopo una prima ricostruzione dei fatti, è emerso che la 16enne avesse introdotto autonomamente una bottiglia di vodka all’interno del locale. Una volta che le sue condizioni sono migliorate, i poliziotti hanno provveduto a riconsegnare la giovane ai propri genitori

REPUBBLICA.IT 

Bologna, si ubriaca e picchia la moglie: arrestato

E' stata la donna a denunciare ai carabinieri il marito di 34 anni

09.06.2016 - Prima si è ubriacato ed è stato fermato dai carabinieri mentre era alla guida. Poi ha picchiato la moglie, andata a prenderlo in caserma. È il modo in cui un 34enne italiano che vive nel Bolognese ha "festeggiato", venerdì scorso, il proprio compleanno, finendo arrestato per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate.

A denunciarlo è stata la donna, 31 anni, che di notte si è presentata nella caserma della Tenenza di Medicina, dicendo che il marito l'aveva malmenata. È stato così ricostruito che la vettura dell'uomo

 era stata sequestrata qualche ora prima a Castenaso, quando lui era stato trovato positivo all'alcol test. Non avendo più l'auto, aveva dovuto telefonare alla moglie, che lo aveva raggiunto insieme alla suocera: durante il tragitto per rientrare a casa, però, è nata una discussione e lui ha colpito con pugni in testa la donna: portata al pronto soccorso di Imola, ha avuto una prognosi di 15 giorni; per il marito è stato invece disposto il carcere.

CREMA ONLINE 

Crema. Abuso di alcool, tre minorenni finiscono in ospedale. Sgomenti i genitori

09.06.2016 - Verso le ore 23 di ieri, i carabinieri del nucleo radiomobile sono stati chiamati ad un intervento presso una discoteca di Bagnolo cremasco “dove erano stati segnalati alcuni giovani avventori ubriachi”. Come riferisce il responsabile della compagnia di Crema, Giancarlo Carraro, “all’esterno del locale è stata trovata una ragazza di 15 anni di Casale cremasco. Era accasciata a terra e semi incosciente a causa di un evidente abuso di sostanze alcoliche e il personale addetto alla vigilanza le stava prestando le prime cure”.

Le indagini dei carabinieri Ai militari è stata segnalata anche un’altra ragazza di Orzinuovi, soccorsa poco prima per il medesimo motivo. Per entrambe si è reso necessario il trasporto in ambulanza all’ospedale Maggiore di Crema. Ricostruito quanto accaduto, i carabinieri di Crema hanno appurato che un’altra quindicenne di Mozzanica era appena arrivata in ospedale per eccesso di alcol. 

Controlli regolari Ripresi i sensi, le testimonianze delle ragazze, studentesse in differenti istituti superiori di Crema, che peraltro non si conoscevano – specifica Carraro – hanno permesso ai carabinieri di accertare che avevano abusato di alcool prima di entrare nel locale”. I controlli eseguiti all’ingresso e nei bar hanno dimostrato che il personale della discoteca “opera in modo scrupoloso, evitando di somministrare alcolici a minorenni o a quanti non esibiscono la carta di identità. Nessuna responsabilità veniva quindi rilevata a carico dei titolari del locale”. Le tre ragazze sono state riaffidate ai genitori che, sgomenti per l’accaduto, sono stati chiamati in pronto soccorso.

LA STAMPA

Dire ai veneti “popolo di ubriaconi” non è reato

La Cassazione archivia la denuncia contro Oliviero Toscani. I giudici: «Non è istigazione al razzismo: alzare un po’ il gomito è un comportamento, non una qualità personale»

DAVIDE LESSI

TORINO 09/06/2016 - Oliviero Toscani quando disse che «i veneti sono degli ubriaconi» non ha commesso reato. A stabilirlo è stata oggi la Cassazione che ha confermato l’archiviazione della denuncia presentata da quattro abitanti della regione che si erano offesi dopo aver sentito un’intervista al noto fotografo in radio. 

A scatenare il caso giudiziario erano state le parole pronunciate da Toscani a «La Zanzara» su Radio 24, nel febbraio del 2015. «Un popolo di ubriaconi e alcolizzati», aveva detto il fotografo. E aveva rincarato: «I veneti sono un popolo di ubriaconi. Alcolizzati atavici, i nonni, i padri, le madri. Poveretti i veneti non è colpa loro se uno nasce in quel posto, è un destino. Basta sentire l’accento veneto: è da ubriachi, da alcolizzati, da ombretta, da vino». 

LE MOTIVAZIONI DELLA CORTE 

Ad avviso dei giudici della Cassazione «Toscani ha fatto affermazioni del tutto generiche, indubbiamente caratterizzate da preconcetti e luoghi comuni ma prive di specifica connessione con l’operato e la figura di soggetti determinati o determinabili». Né, tantomeno, nelle parole di Toscani - per la Suprema Corte - è ravvisabile l’incitazione all’odio etnico verso i veneti. I quattro denuncianti, invece, avevano invocato nei confronti del fotografo l’applicazione della legge Mancino, quella che si adotta per gli ultrà del calcio, o i militanti più accesi della destra xenofoba. 

ZAIA: “ORA SI POTRA’ DARE DELL’UBRIACONE A CHIUNQUE” 

«Mi pare evidente che d’ora in avanti tutti potranno dare dell’ubriacone a chiunque», ha commentato a caldo il governatore del Veneto Luca Zaia. Il leghista quando si era scatenato il caso aveva chiesto a Oliviero Toscani di scusarsi pubblicamente. Il fotografo però aveva replicato: «Era una battuta divertente. Se gli unici a non divertirsi sono alcuni veneti mi dispiace. C’è qualche veneto che ci cade sempre». «L’offesa ai veneti - ha aggiunto Zaia, sentito dall’ANSA - mi pareva indubbia e chiara. Così come da quelle parole traspariva poco rispetto per un intero popolo. Tuttavia, r ibadisco che prendo atto che la Cassazione legittima la possibilità di dare dell’avvinazzato a chi che sia». 

IL SENSO DELL’ARCHIVIAZIONE 

In realtà i giudici hanno confermato che parlare per luoghi comuni non è diffamatorio , almeno quando non si fa riferimento a persone specifiche, e meno che mai è istigazione al razzismo. In proposito, i giudici fanno presente che «la discriminazione per motivi razziali è quella fondata sulle qualità personali del soggetto non, invece, sui suoi comportamenti», come quello di alzare un po’ il gomito. Prosit! 

IBTIMES 10.06.2016

Euro 2016, notte di follia a Marsiglia: inglesi ubriachi inneggiano all’Isis, violenti scontri con gli ultras (*) 

Euro 2016 non inizia sotto una buona stella. Tifosi ubriachi inglesi e francesi hanno messo a ferro a fuoco Marsiglia, dopo che i primi inneggiavano all’Isis. Quindi scontri con la polizia, costretta a ricorrere a gas lacrimogeni per ristabilire l’ordine.

È accaduto nelle vicinanze del porto vecchio della città, dove si erano radunate alcune centinaia di tifosi inglesi. Secondo quanto riferito da alcuni fan della nazionale di Roy Hodgson, sarebbero stati attaccati da un gruppo di francesi, probabilmente ultras dell'Olympique. L’Inghilterra debutterà sabato contro la Russia e la tensione è già le stelle.

Già in occasione del Mondiale francese del 1998 Marsiglia finì nel mirino degli hooligans: il bilancio fu di 25 arresti e 35 feriti. 

(*) Nota: ubriachi inneggiano all’Isis. Un adagio dice: Dio quando vuole punirci soddisfa i nostri desideri.