Rassegna del 9 Giugno 2016

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

 RIPORTO UN ARTICOLO CHE MI DA L’OCCASIONE PER RIBADIRE ALCUNI CONCETTI MOLTO IMPORTANTI SULLA SALUTE

 OSSERVATORIO VINO E SALUTE (*) 

http://www.osservatoriovinoesalute.it/la-verita-sul-vino.html 

“VINO E SALUTE” OSSERVATORIO NAZIONALE SUL CONSUMO CONSAPEVOLE DEL VINO

Che il bere un buon bicchiere di vino sia un piacere, tutti sono d’accordo.

Per contro, pochi sanno che bere vino con moderazione non solo non fa male, ma addirittura allunga la vita e riduce il rischio di sviluppare varie malattie. Quindi bere vino in modo corretto e consapevole rappresenta un vantaggio salutistico rispetto all’essere astemi.

Appare doveroso sottolineare questi concetti proprio adesso, epoca nella quale si assiste ad una criminalizzazione indiscriminata di tutte le bevande alcoliche in virtù degli effetti nocivi sulla salute e sulla guida automobilistica.

A questo riguardo occorre effettuare un duplice distinguo.

In primo luogo bisogna rimarcare che l’abuso di alcolici, indistintamente dalla loro natura, è sempre nocivo, sia per i danni dell’assunzione acuta (ebrezza, torpore, incoerenza logica) sia per quelli correlati all’eccesso cronico (etilismo, malattie del fegato e altri organi).

In seconda istanza è bene ricordare la differenza tra vino e altre bevande alcoliche. Tutti sappiamo infatti che le stragi del sabato sera non sono certo dovute ad un buon bicchiere di vino consumato durante la cena!

Il messaggio nuovo è legato a molti studi scientifici e osservazioni epidemiologiche sugli effetti benefici del consumo abituale e moderato di vino. Il vino è stato studiato sia come bevanda che mediante analisi dettagliata dei molti composti bioattivi ivi contenuti.

Fra i vari principi attivi identificati nel vino, quello più noto è il resveratrolo(**). Questa sostanza è un antiossidante presente soprattutto nel vino rosso, che avrebbe la capacità di migliorare l’efficienza cellulare attraverso il potenziamento dell’attività mitocondriale, la “centralina” energetica delle cellule.

Alcune ricerche sugli animali sembrano dimostrare che il resveratrolo favorisce la longevità, migliora il controllo del diabete, ritarda la comparsa del morbo di Alzheimer e produce un effetto protettivo su cuore e circolazione.

A Newcastle, in Inghilterra, è in corso uno studio sperimentale volto proprio a verificare l’effetto del resveratrolo in pillola su pazienti affetti da gravi disturbi mitocondiali, ma altri studi sono all’orizzonte per valutare la possibilità di rallentamento dell’invecchiamento umano.

Sul tema dell’invecchiamento, grande scalpore fece la pubblicazione di un importante studio realizzato nel 1995 a Copenhagen. Questa ricerca, conosciuta come “studio danese”, è stata effettuata su più di 6000 maschi e 7000 femmine in età adulta ed ha dimostrato che il rischio di morire si abbassa fra chi consumava vino con moderazione, rispetto agli astemi e ai forti bevitori. Ma ciò che è altrettanto importante è che questo vantaggio non si verifica fra chi consumava birra o superalcolici.

La ricchezza del vino in polifenoli, dotati di spiccata azione antiossidante (ovvero della capacità di bloccare i radicali liberi nocivi che si formano nell’organismo), costituisce un’importante barriera di difesa nei confronti dei danni cardiovascolari. Gli effetti sono rappresentati innanzitutto dalla riduzione della formazione di placche arteriosclerotiche nelle arterie e di conseguenza minor rischio di malattia delle coronarie e infarto cardiaco.

Fra i vari polifenoli sono le procianidine i primattori presenti nel vino. Il loro effetto è talmente significativo che questi composti sono oggi utilizzati dalla industria farmaceutica per la preparazione di farmaci attivi nelle malattie vascolari , sia venose che arteriose.

A questo risultato benefico partecipa anche l’aumento della produzione di ossido nitrico osservata in chi beve abitualmente vino. L’ossido nitrico riduce l’aggregazione delle piastrine, rendendo difficile la formazione di trombi e l’“occlusione” delle arterie.

Il vino poi aumenta la formazione di colesterolo buono (HDL) e riduce la presenza e la attività del colesterolo LDL (quello “cattivo”), con innegabili effetti benefici in campo cardiovascolare.

Un’altra area di grande interesse è rappresentata dalle problematiche neurologiche. Il consumo corretto e abituale di vino appare statisticamente correlato ad una riduzione del rischio di sviluppare ictus, cioè infarto cerebrale, e TIA (episodi di ischemia cerebrale transitoria, con perdita per tempo molto breve di alcune funzioni motorie o della capacità di parlare correttamente). Altri interessanti dati in corso di analisi sono quelli legati alla possibilità di ridurre il rischio di gravi degenerazioni cerebrali (morbo di Alzheimer, demenza senile). Numerose ricerche documentano che il regolare consumo di vino ha effetti favorevoli sia sulla frequenza con cui il morbo di Alzheimer si manifesta, sia sull’età di insorgenza ,che viene ritardata di almeno tre anni (in un importante studio condotto sull’argomento).

Il vino, quindi, non per curare le malattie, ma per prevenire e ridurre il rischio di sviluppare molti gravi disturbi cardiovascolari e neurologici. Per ottenere questi effetti, certo è che il consumo abituale e corretto di vino è ampiamente da preferire al ricorso ad una pillola contenente principi attivi derivati dal vino.

Resta il problema della giusta dose di vino, volta a garantire gli effetti ora menzionati. A questo riguardo i ricercatori impegnati nel settore hanno identificato in due bicchieri al giorno la quantità ottimale per la popolazione di sesso maschile. Il vino, coniugato al femminile, prevede invece una dose leggermente inferiore (un bicchiere), in virtù di differenze metaboliche ed epidemiologiche.

Il vino dunque, non solo come bevanda ricca di gusto e piacere, ma anche come fonte di salute e di potenzialità preventiva. Il vino che non solo non fa male, ma addirittura fa bene.

Bere vino dunque, anziché essere astemi, se si vuole proteggere la salute, ma ricordando sempre di evitare abusi e di tenere in debito conto le norme legislative che impongono sobrietà alla guida, garantita da un valore etilometrico inferiore allo 0,5 g di alcol etilico per litro di sangue.

Questo è il messaggio che il nostro libro vuole diffondere, illustrando con rigore i dati della ricerca medica e scientifica sulle correlazioni fra il consumo consapevole del vino e la salute.

 (*) NOTA: L’Osservatorio è composto da produttori di vino che cercano di difendere il loro prodotto, nonostante le ultime ricerche scientifiche affermino che l’alcol contenuto nel vino è un cancerogeno e che qualsiasi quantità assunta è sempre un rischio per la salute dell’uomo! 

RIPORTO L’ARTICO 4 DELLO STATUTO CON GLI SCOPI DELL’OSSERVATORIO VINO E SALUTE COSI’ POTETE CAPIRE MEGLIO IL SIGNIFICATO DI QUANTO SOPRA SCRITTO ..

Articolo 4 - Oggetto sociale

Vino e Salute - Osservatorio nazionale sul consumo consapevole del vino intende operare affinché: 

venga promossa una corretta comunicazione verso il grande pubblico ed i consumatori sulle proprietà salutistiche del consumo moderato e consapevole del vino; 

siano attivate ricerche scientifiche epidemiologiche, biologiche e cliniche per implementare le conoscenze dei principi attivi presenti nell’uva e nel vino; 

sia favorito sempre di più un consumo consapevole del vino, unendo ai consolidati valori della piacevolezza della degustazione, una maggiore conoscenza sulle potenzialità benefiche e preventive di molti composti contenuti nell’uva e nel vino; 

sia contrastata ed evidenziata ogni illogica equiparazione del vino con i superalcolici e/o con le droghe; 

si contribuisca attraverso le azioni sopradescritte a tutelare e valorizzare il lavoro di tanti viticoltori ed aziende vinicole impegnate in una costante azione a ricerca della qualità; 

sia affermato, anche attraverso documentate ricerche scientifiche, il rilievo e la dignità che la viticoltura italiana ha nella tradizione rurale del Paese, come bene e valore condiviso da molti territori da sempre dediti alla coltivazione della vite.

 (**)NOTA: ECCO COSA DICONO DEL RESVERATROLO CHI NON HA INTERESSI ECONOMICI DA DIFENDERE:

 IL FATTO ALIMENTARE.IT

BUFALA RESVERATROLO: ESPERTI OTTIMISTI PER LA CURA DELLE MALATTIE, MA NESSUN BENEFICIO CON IL VINO ROSSO. 

Bisognerebbe berne 80 litri al giorno!

Pubblicato da Redazione Il Fatto Alimentare il 10 ottobre 2013

Il resveratrolo è un polifenolo estratto dalla buccia degli acini d’uva

È un falso mito. O una mancata promessa, per dirla con le parole del farmacologo Silvio Garattini che, a proposito del resveratrolo (polifenolo estratto dalla buccia degli acini d’uva), ha espresso una posizione chiara nel suo ultimo libro, “Fa bene o fa male?” (Sperling & Kupfer): «I dati disponibili non sono per nulla favorevoli, considerando che i possibili effetti antitumorali richiedono almeno un grammo al giorno di resveratrolo, pari alla dose contenuta in ottanta litri di vino».

Questione chiusa, si potrebbe dire: almeno a tavola. Facendo la tara con i rischi correlati agli elevati consumi di alcol, non c’è nemmeno da discutere. Rispetto alla quantità di resveratrolo consigliata (un grammo al giorno), un litro di vino ne contiene appena 12,5 milligrammi. Restano sulla carta, pertanto, le proprietà antiossidanti del composto, scoperto per la prima volta nel 1976 nella vite e da quel momento sempre più studiato per i presunti effetti benefici sulla salute.

Sull’argomento, facilmente fuorviante per il consumatore, sono tornati alcuni ricercatori dell’Università di Leicester che, in uno studio condotto sui topi e pubblicato su Science Translational Medicine, hanno evidenziato come il composto sia risultato più attivo dopo essere stato metabolizzato. «Nel passaggio da resveratrolo solfato a resveratrolo, successivo alla digestione, la molecola si è rivelata più attiva e in grado di rallentare la divisione di alcune cellule tumorali. Il nostro studio è il primo a dimostrare che il resveratrolo può rigenerarsi in cellula e diventare così utile per l’uomo nel trattamento di un’ampia varietà di malattie».

Molte ricerche utilizzano chicchi di uva che, erroneamente, i media associano al consumo di vino, mentre l’alcol pregiudica l’assorbimento della molecola

Nulla da eccepire sulle proprietà intrinseche della molecola che, in futuro, potrebbe avere un ruolo da protagonista nel campo della ricerca medica. Ma se si considera che, a oggi, tra le principali fonti alimentari c’è il vino, si capisce subito perché il sillogismo – chi ha detto che bere alcolici faccia soltanto male? – sia dietro l’angolo. «L’effetto del resveratrolo in vivo non è mai stato provato né alcuno studio ha evidenziato l’effettiva riduzione del rischio – precisa Emanuele Scafato, direttore dell’Osservatorio Alcol dell’Istituto Superiore di Sanità e presidente della Società Italiana di Alcologia -. Molte ricerche utilizzano chicchi di uva che, erroneamente, i media associano al consumo di vino. Ma è proprio la presenza dell’alcol a pregiudicare l’assorbimento della molecola. Un consumo contenuto di bevande alcoliche può apportare benefici rispetto ad alcune malattie, ma al contempo ne incrementa il rischio per altre sessanta: tra cui diversi tipi di cancro. L’effetto protettivo non sarebbe dovuto ai polifenoli, ma alla modalità di consumo durante i pasti e a un regime alimentare di tipo mediterraneo».

I possibili effetti antitumorali richiedono almeno un grammo al giorno di resveratrolo, pari alla dose contenuta in ottanta litri di vino

Se si considera che alcuni ricercatori, per anni, hanno truccato i dati relativi agli studi sul resveratrolo (come riferito anche in un articolo de Il fatto Alimentare) e che una recente pubblicazione ha escluso qualsiasi effetto del composto, se assunto da donne sane e attraverso integratori, è chiaro perché fin troppo spesso si parli dei presunti benefici dell’antiossidante per non dare una spallata al mercato del vino. Negli Stati Uniti, poi, il mercato degli integratori sta facendo leva su questi riscontri inattendibili, sebbene finora nessun trial clinico abbia evidenziato l’importanza di una supplementazione della dieta a base di resveratrolo.

«Chi sceglie di bere un bicchiere dovrebbe esser reso consapevole di tutte le conseguenze insite nel consumo di una bevanda che contiene alcol – chiosa Scafato -. Bere per piacere è una scelta individuale che non dovrebbe mai essere sollecitata attraverso messaggi ingannevoli, rivolti a supportare improbabili aspettative legate alla prevenzione di alcune malattie».

Fabio Di Todaro (Twitter: @fabioditodaro)

 PER PAR CONDICIO RIPORTO ALCUNI ARTICOLI DI NOTI SCIENZIATI ESPERTI ANCHE IN PROBLEMI ALCOLCORRELATI CHE NON HANNO NESSUN INTERESSE ECONOMICO DA DIFENDERE.

 RECENTI PROGRESSI IN MEDICINA

 Il Pensiero Scientifico Editore downloaded by IP 93.70.123.99 Tue, 29 Apr 2014, 11:14:43 

ALCOL, PREVENZIONE CARDIOVASCOLARE E CANCRO

Gianni Testino1,2, Silvia Leone1,2, Valentino Patussi2,3, Emanuele Scafato2,4

E-mail: gianni.testino@hsanmartino.it

1Centro Alcologico Regionale – Regione Liguria, IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria San Martino, Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro, Genova;

2World Health Organization Collaborative Centre for Health Promotion and Research on Alcohol and Alcohol related Health Problems;

3Centro Alcologico Regionale, Regione Toscana;

4Istituto Superiore di Sanità, Roma.

 Alcohol, cardiovascular prevention and cancer.

Summary. It is well known that light to moderate drinking (10-25 g/day) has a protective effect on ischaemic heart disease.

This effect seems independent of the type of alcoholic beverage. Recently, the International Agency for Research on Cancer (World Health Organization) stated that alcoholic beverages are carcinogenic for human (oral cavity, pharynx, larynx, oesophagus, colorectum, liver and breast). There is a dose-response relationship between alcohol and cancer in that the risk of cancer increases proportionally with alcohol consumption. Low doses of alcohol (10 g/day) are associated with an increased risk for oral cavity, pharynx, larynx, oesophagus and breast cancer. Therefore, a physically active lifestyle and a healthy diet are more effective in preventing ischaemic heart disease than a low level of alcohol consumption.

 Le recenti acquisizioni scientifiche ci impongono di rivedere alcune posizioni mediche nei confronti delle bevande alcoliche. L’evidenza scientifica in questi anni ha riscontrato come bassi dosaggi di etanolo (10-25 g/die) possano comportare una riduzione del rischio di insorgenza della patologia ischemica coronarica1-3. L’effetto protettivo è stato messo in relazione per diverso tempo alla presenza di resveratrolo e polifenoli contenuti nel vino rosso. Tali sostanze hanno un’azione antiossidante,

antinfiammatoria, antifibrotica e anticancerogena.

Più recentemente è stato dimostrato come la quota di tali sostanze disponibile per l’assorbimento sia in quantità non sufficiente per gli effetti preventivi4. In realtà, l’effetto benefico è stato riscontrato per tutti i tipi di bevande alcoliche e, quindi, l’azione di prevenzione sarebbe da ricondurre all’etanolo stesso. Il consumo di una “moderata”

quantità di alcol aumenta la quota di high density lipoprotein (HDL), riduce le low density lipoprotein (LDL), l’aggregabilità piastrinica e l’attività di coagulazione, favorisce la vasodilatazione, sfavorisce la cascata di eventi che conducono all’aterosclerosi, riduce la gravità di vasculopatia diabetica, esercita un effetto protettivo nei confronti del danno tissutale da ischemia-riperfusione1. 

Sebbene questa relazione tra bassi livelli di consumo di alcol e la riduzione del rischio di cardiopatia coronarica risulti da molti studi, non la si riscontra nella totalità delle ricerche. Inoltre, l’azione protettiva riguarderebbe solo la popolazione oltre i 35 anni5. In ogni modo, nonostante alcuni limitazioni metodologiche e nonostante la non univocità dei risultati, a oggi possiamo affermare che una quota rilevante di lavori scientifici è a favore di un effetto protettivo di alcol (circa 10 g/die) nei confronti della patologia ischemica coronarica.

In realtà la valutazione costo-beneficio ci indica come il rischio minimo di mortalità è pari a 0 g/die al di sotto dei 34 anni sia per i maschi sia per le femmine, intorno ai 5 g/die per gli uomini di mezza età e meno di 10 g/die per quelli oltre i 65 anni. Per le donne, invece, è prossimo a 0 g/die per un età inferiore di 65 anni e meno di 5 g/die oltre i 65 anni5,6. È noto come gli stessi dosaggi accettati, o addirittura consigliati, favoriscano parallelamente 60 patologie differenti e in particolare, nel settore cardiologico, l’ipertensione arteriosa e le aritmie in modo dose-dipendente, con un incremento del rischio sin da modiche quantità5.

Recentemente, inoltre, l’International Agency for Research on Cancer (IARC) – Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha concluso che il consumo di bevande alcoliche, l’etanolo e l’acetaldeide hanno un rapporto causale con l’insorgenza del cancro nell’uomo (Gruppo 1 – IARC)7-9. Ricordiamo che in questo gruppo di cancerogeni sono presenti sostanze come l’asbesto, le radiazioni, il fumo di sigaretta, ecc. In particolare, l’alcol favorisce questi tipi di tumore: cavità orale, faringe, laringe, esofago, intestino, fegato, pancreas e mammella.

Nell’alcoldipendente l’insorgenza di cancro aumenta in tutti i distretti dell’organismo. Tali affermazioni sono state riportate nella Monografia IARC 56 del 2010 e successivamente riaffermate con maggior forza nella Monografia 100 E del 20127,8. Inoltre, l’OMS chiede alla classe medica di essere maggiormente efficiente nel contrastare il consumo di bevande alcoliche e raccomanda di non utilizzare più la parola “abuso”, sostituendola con il termine “consumo”. Non può essere eticamente giustificato il dosaggio moderato di una sostanza tossica e cancerogena.

È stato, infatti, dimostrato che in Europa (Danimarca, Germania, Grecia, Italia, Spagna e Gran Bretagna) può essere attribuito al consumo di alcol il 10% dei casi di tumore nei maschi e il 3% nelle femmine. In entrambi i generi la frazione attribuibile è più alta per i tumori del tratto aereo-digestivo superiore (44% nei maschi, 25% nelle femmine), seguiti dalle neoplasie del fegato (33% nei maschi, 18% nelle femmine), del colon-

retto (17% nei maschi, 4% nelle femmine) e della mammella (5-6%). La percentuale cresce se il dosaggio quotidiano supera i 24 g/die per l’uomo e i 12 g/die per la donna: 10% dei cancri colon-retto, 27% dei cancri epatici e 38% dei cancri del tratto aereo-digestivo superiore9,10. Per alcuni tipi di tumore il rischio relativo aumenta in modo significativo già a dosaggi inferiori ai 10 g/die (cavità orale, faringe, esofago, mammella). L’alcol, quindi, è una sostanza tossica e cancerogena il cui consumo non comporta rischi solo per gli alcoldipendenti, ma anche per i cosiddetti bevitori “moderati” o “sociali”11-14.

Per tali ragioni non esistono i presupposti scientifici per qualificare né sostenere l’uso dell’etanolo come sostanza preventiva o come farmaco.

Piuttosto, come suggerisce l’OMS, sarebbe conveniente ridurre i decessi per ischemia coronarica attraverso indicazioni di buon senso: regime alimentare equilibrato e personalizzato, riduzione del sale, movimento fisico, riduzione del peso15. Un consequenziale e corretto comportamento da parte dei professionisti della salute dovrebbe essere quello non di incentivare il consumo di bevande alcoliche, bensì di informare i pazienti che l’alcol, anche a bassi dosaggi, può favorire insorgenza di tumore. Appare evidentemente irrazionale consigliare un consumo alimentare per l’eventuale prevenzione di una sola patologia, sapendo che in tal modo ne favoriamo numerose altre.

Dopo l’azione dello studio legale Conte e Giacomini di Genova, il Parlamento Europeo ha considerato ricevibile la proposta di inserire sulle etichette l’informazione che l’alcol (vino, birra o superalcolici) può favorire l’insorgere di cancro. Alla luce di questa valutazione e in relazione all’evidenza scientifica sul rapporto alcol e cancro, è bene ricordare come sia inopportuno consigliare modiche quantità di alcol: e questo sia per motivi di ordine etico che per possibili ripercussioni di ordine medico-legale 16,17.

È necessario, infine, precisare come non vi potrà mai essere una modalità di studio adeguata a dare una risposta definitiva sugli effetti protettivi di quantità moderate di alcol, poiché sarebbe necessario ricorrere a uno studio caso-controllo, alla misurazione diretta dei consumi alcolici (in tutti gli studi sempre auto-dichiarati), alla registrazione puntuale nel corso degli anni degli stessi e alla valutazione, nel lungo periodo, delle variabili di esito. Occorre, dunque, piuttosto, in una prospettiva di salute pubblica, applicare il principio di cautela o di precauzione e segnalare il possibile

rischio incrementato di insorgenza di neoplasie.

 Bibliografia

Krenz M, Korthuis RJ. Moderate 1. ethanol ingestion and cardiovascular protection: from epidemiologic associations to cellular mechanisms. J Molecular Cell Cardiol 2012; 52: 93-104.

2. Di Minno MND, Franchini M, Russolillo A, et al. Alcohol dosing and the heart: updating clinical evidence. Semin Thromb Hemost 2011; 37: 875-84.

3. Ronksley PE, Brien SE, Turner BJ, et al. Association of alcohol consumption with selected cardiovascular disease outcomes: a systematic review and metaanalysis. BMJ 2011; 342: d671.

4. Lachenmeier DW, Godelmann R, Witt B, et al. Can resveratrol in wine protect against the carcinogenicity of ethanol? A probabilistic dose-response assessment. Int J Cancer 2014; 134: 144-53.

5. Scafato E, Gandin C (a cura di). L’alcol e l’assistenza sanitaria primaria. Istituto Superiore di Sanità. Osservatorio Nazionale Alcol, Centro Collaboratore OMS per la Ricerca e la Promozione della Salute su Alcol e Problemi Alcol-Correlati, Roma 2010.

6. White IR, Altmann DR, Nanchahal K, et al. Alcohol consumption and mortality: modeling risks for men and women at different ages. BMJ 2002; 325: 191-98.

7. IARC. Alcohol consumption and ethyl carbamate. IARC Monogr Eval Carcinog Risks Hum 2010; 96: 1-1428.

8. IARC. A review of human carcinogens. IARC Monogr Eval Carcinog Risks Hum 2012; 100: e377.

9. Testino G, Ancarani O, Scafato E. Bevande alcoliche e cancro: uso, abuso o consumo? Recenti Prog Med 2011; 102: 399-406.

10. Schutze M, Boeing H, Pischon T, et al. Alcohol attributable burden of incidence of cancer in eight European countries based on results from prospective cohort study. BMJ 2011; 342: d1584.

11. Testino G, Borro P, Ancarani O, Sumberaz A. Human carcinogenesis and alcohol in hepato-gastroenterology. Eur Rev Med Pharmacol Sci 2012; 16: 512-8.

Le sperimentazioni su tessuti e su animali da esperimento hanno fornito dati inequivocabili e le successive valutazioni epidemiologiche e correlative hanno raggiunto una precisa conclusione e cioè che l’etanolo contenuto in qualiasi tipo di bevanda

alcolica ha un rapporto causale con il cancro nell’umano

Testino G. Alcol: bugie e verità. Tutti i rischi del bere. Roma: Il Pensiero Scientifico Ediotre, 2013

Alcohol in the European Union. 

12. Chen WY, Rosner B, Hankinson SE, et al. Moderate alcohol consumption during adult life, drinking patterns, and breast cancer risk. JAMA 2011; 306: 1884-90.

13. Allen NE, Beral V, Casabonne D, et al. Moderate alcohol intake and cancer incidence in women. J Natl Cancer Inst 2009; 101: 296-305.

14. Bagnardi V, Rota M, Botteri E, et al. Light alcohol drinking and cancer: a meta-analysis. Ann Oncol 2013; 24: 301-8.

15. Consumption, harm and policy approaches. World Health Organization, Regional Office for Europe, 2012. 

16. Testino G, Patussi V, Scafato E, Ancarani O, Borro P. Alcohol, cardiovascular disease and cancer. Alcohol Alcohol 2013; 48: 627-8

17. Testino G, Patussi V, Leone S, Scafato E, Borro P.Moderate alcohol use and health: a nonsense. Nutr Metab Cardiovasc Dis 2014; 24: e4-5.

  GUARDIAN.CO.UK/SCIENCE

Traduzione di Roberto Argenta 

Non esiste un livello di sicurezza nel consumo di alcolici

L’idea che bere piccole quantità di alcolici non faccia alcun male è un mito. Lo afferma il professor David Nutt. I cibi e le bevande che fossero contaminati con la quantità di acetaldeide prodotta da una unità di alcool verrebbero proibiti.

Di David Nutt *

La scorsa settimana ho partecipato a un gruppo di discussione sulla salute presieduto dall’observer's health correspondent Denis Campbell, dove uno degli esperti, un medico del servizio sanitario pubblico, ha affermato che l'alcol deve essere trattato diversamente da tabacco (e dalle altre droghe) perché per il tabacco non esiste un dosaggio sicuro, mentre l'alcol esiste una soglia di sicurezza fino a che non si supera un certo livello. I suoi benefici per la protezione del sistema cardiovascolare sono spesso utilizzati a sostegno dell'affermazione che in basse dosi l'alcol è sicuro. Quale garanzia migliore per un protettore della salute? 

Il pregiudizio della esistenza di un livello di bere sicuro è una questione importante. È ciò che molti operatori sanitari sembrano credere e anche quello che l'industria delle bevande alcoliche usa per difendere la sua strategia di rendere questa droga a basso prezzo disponibile. Tuttavia la questione è sbagliata e gli elementi di prova viziati. 

Non vi è alcuna dose sicura di alcol per questi motivi: 

• L'alcol è una tossina che uccide i microrganismi quali sono le cellule. È il motivo per cui lo usiamo per conservare la pelle, il cibo e per la sterilizzazione di aghi ecc L’alcol uccide anche l'uomo. Una dose di solo quattro volte superiore ai limiti di alcolemia consentiti nel Regno Unito può uccidere. La tossicità di alcol è aggravata dal fatto che per essere eliminato dall’organismo deve essere metabolizzato in acetaldeide, una sostanza ancora più tossica. Se i cibi o le bevande fossero contaminati con la quantità di acetaldeide prodotta da una unità di alcool verrebbero proibiti perché considerati un rischio inaccettabile la salute.

• Sebbene la maggior parte delle persone non diventi dipendente dall’alcol, su alcuni il primo drink ha già un effetto. Come psichiatra clinico che ha lavorato con gli alcolisti per più di 30 anni, ho visto molte persone che hanno sperimentato una forte attrazione verso l’alcol già al loro primo approccio e poi hanno continuato fino a diventarne dipendenti. Non possiamo al momento prevedere chi saranno queste persone, sappiamo però che in alcune persone qualsiasi esposizione all'alcol rischia di produrre dipendenza. 

• I presunti benefici cardiovascolari di un basso livello di assunzione di alcol, in alcuni uomini di mezza età, non possono essere presi come prova dei benefici dell'alcol. Occorrerebbe una ricerca randomizzata, in cui una parte del campione non beve alcolici, altri lo bevono in piccole quantità e altri più pesantemente. Fino a quando questo studio sarà fatto, non avremo la prova che l'alcol abbia effetti benefici sulla salute. Un esempio recente, in cui si è scoperto che una associazione epidemiologica era falsa, è stato quando si è testato adeguatamente la terapia ormonale sostitutiva. Alcune osservazioni sulla popolazione avevano suggerito che la TOS fosse positiva per le donne in post-menopausa, ma quando sono stati condotti degli studi controllati si è scoperto che fa più male che bene. 

• Per tutte le altre malattie alcol correlate non ci sono prove di qualsivoglia vantaggio con un consumo moderato - i rischi di incidenti, tumori, ulcere, ecc aumentano inesorabilmente con l'assunzione. 

Spero che queste osservazioni contribuiscano a portare una certa onestà intellettuale al dibattito su alcol. Alcol che uccide quasi 40.000 persone l'anno nel Regno Unito e oltre 2.250.000 in tutto il mondo, secondo l'ultimo rapporto 2011 dell'OMS. 

Non dobbiamo permettere agli apologeti di questa industria tossica di gettare fumo negli occhi con il mito della dose sicura di alcolici. Potrebbe essere utile, per tutti i cosiddetti bevitori "sicuri", ricordare le parole di un uomo la cui grande ricchezza e influenza famigliare è stata costruita sull’alcol illegale: "Il grande nemico della verità, molto spesso, non è la menzogna - deliberata, artificiosa e disonesta - ma il mito -. La persistente, persuasiva ed irrealistica credenza nel pregiudizio che ci permette la comodità di avere un parere senza il disagio di pensare". (John F Kennedy) 

* David Nutt è professore di Neuropsicofarmacologia presso l'Imperial College di Londra e presiede il Comitato scientifico sulla droga.

 LA MOZIONE IMPEGNA LA GIUNTA REGIONALE AD “AMPLIARE L’ATTENZIONE E L’ALLARME SOCIALE INTORNO AL PROBLEMA DELL’ABUSO DI ALCOL DA PARTE DEI MINORENNI

 http://www.maremmanews.it/index.php/dalla-regione/35544-abuso-alcolici-piu-informazione-e-controlli-a-difesa-minorenni 

ABUSO ALCOLICI: PIÙ INFORMAZIONE E CONTROLLI A DIFESA MINORENNI

Categoria: DALLA REGIONE 

Pubblicato: 08 Giugno 2016 

Passa una mozione presentata dal vicepresidente Marco Stella: “Dati allarmanti,

informiamo bene i nostri ragazzi e puniamo chi vende alcolici al di fuori delle regole” 

Firenze: Campagne di sensibilizzazione e più controlli per arginare il fenomeno dell’abuso di alcolici da parte di minorenni. Il Consiglio regionale ha approvato una mozione presentata dal vicepresidente Marco Stella in merito “all’allarme alcol per i minorenni”. La mozione impegna la Giunta regionale ad “ampliare l’attenzione e l’allarme sociale intorno al problema dell’abuso di alcol da parte dei minorenni, aumentando i livelli di informazione dei cittadini in generale, e dei genitori, insegnanti ed educatori in particolare, attraverso campagne informative, di prevenzione e di sensibilizzazione nelle scuole, nelle parrocchie, ed in tutti quegli ambienti sociali frequentati dai giovani”. La Giunte è chiamata anche a individuare “ulteriori modalità e provvedimenti, tempestivi e urgenti, insieme agli altri soggetti istituzionali competenti, per incentivare i controlli sul consumo dell’alcol ed anche sul comportamento illegale di una parte degli esercenti”.

 “I dati sono veramente allarmanti – ha spiegato Stella nell’illustrazione in Aula –. Solo a Firenze abbiamo 700 accessi ai pronto soccorso ogni anno, 150 dei quali riguardano minorenni con età media sotto i 16 anni. Dobbiamo muoverci su due direttrici: da un lato informare bene i nostri ragazzi e dall’altro premiare quegli esercenti che rispettano le regole sulla somministrazione di alcolici e punire severamente chi li vende in modo illegale o abusivo. Credo che come Regione abbiamo lasciato un po’ soli i Comuni”.

Voto favorevole a nome del proprio gruppo di appartenenza è stato annunciato in aula dal consigliere Paolo Sarti secondo il quale “siamo davanti a un fatto di costume che va combattuto” e Enrico Sostegni, che ha ricordato come “la Giunta regionale ha di recente finanziato un progetto che prevede la presa in carico da parte dei servizi sociali di quelle persone che si presentano al pronto soccorso con problemi legati all’alcol”.

 CON QUESTO PROVVEDIMENTO TUTTI POSSONO BERE ALCOLICI UGUALMENTE!

 http://www.tvqui.it/video/home/139034/MOVIDA--PROVVEDIMENTO-ANTI-ALCOL-UN.html 

MOVIDA, PROVVEDIMENTO ANTI ALCOL UN MESE IN ANTICIPO

Sarà in vigore da sabato prossimo, con oltre un mese di anticipo rispetto allo scorso anno, la nuova ordinanza del Comune di Modena contro l’abuso di alcolici in centro storico

08 Giugno 2016

I primi caldi e le prime giornate da vivere più a lungo. Segnali chiari di un’estate ormai dietro l’angolo. Così vicina che il Comune di Modena ha deciso di anticipare di oltre un mese il provvedimento di restrizione per ogni genere di bevanda alcolica in centro storico nelle aree della movida. Sarà in vigore da sabato 11 giugno, la nuova ordinanza che conferma le regole dell’estate 2015. Vietata dunque la vendita di bevande di ogni gradazione alcolica, compresa la famosa bionda chiamata birra, dalle 20 alle 7 del giorno successivo. A chi è destinato il provvedimento e qual è l’area interessata? Andiamo per ordine. Il divieto di vendita di alcolici, nell'orario stabilito, coinvolge le attività commerciali, mentre è possibile la somministrazione, ma non l’asporto, per i pubblici esercizi, per i circoli e le associazioni private. Discorso simile per le attività artigianali come ad esempio le pizzerie al taglio, che però tra le 20 e le 22 possono vendere bevande alcoliche di gradazione inferiore a 6 gradi, purché il cliente decida di acquistare nel locale una pizzetta o un panino. L’area interessata è tutta quella del centro storico a cui si aggiungono due zone della cosiddetta movida: San Faustino e la zona di Pio X. E infine il discorso delle multe. Le sanzioni per chi vende vanno da 75 a 450 euro e da 50 a 300 euro per la mancata esposizione dell’avviso. Attenzione però perché nel caso di violazione del provvedimento per due volte nel corso dell’anno, è prevista la chiusura dell’esercizio commerciale per tre giorni. Confermato anche il divieto a utilizzare di notte le gradinate del Novi Sad il cui accesso viene proibito dalle 23 alle 7 del mattino.

 ANCHE IN QUESTA ORDINANZA IL DIVIETO RIGUARDA SEMPRE E SOLO I NEGOZI!

 http://www.abruzzoweb.it/contenuti/pescara-nuovi-orari-per-la-movida-in-piazza-muzii-stop-alcol-alle-22/601956-4/ 

PESCARA: NUOVI ORARI PER LA MOVIDA IN PIAZZA MUZII, STOP ALCOL ALLE 22

08 giugno 2016 -

PESCARA - Nuova ordinanza di sicurezza urbana su Piazza Muzii e vie limitrofe.

Il provvedimento firmato dal sindaco di Pescara, Marco Alessandrini, disciplina orari di apertura e chiusura degli esercizi e somministrazione di bevande.

In particolare, le chiusure fino al giovedì compreso saranno all'una mentre le notti del venerdì e del sabato saranno alle 2,00. Resta alle 22,00 il limite per la vendita di bevande alcoliche e superalcoliche in qualsiasi contenitore; sempre alle 22,00 il divieto di vendere o somministrare o consumare bevande in contenitori di vetro, ad esclusione del servizio di somministrazione al tavolo, o del consumo immediato al bancone dentro gli esercizi autorizzati.

Divieto a partire dalla mezzanotte e mezza di consumo di bevande alcoliche su strada e aree esterne che non siano di pertinenza dei luoghi di somministrazione.

Confermato anche il divieto di bivacco e di altre attività contrarie alla quiete pubblica.

Richiesta infine alle attività commerciali non solo la pulizia delle aree antistanti i locali, ma anche la sicurezza della zona, come accade in altri luoghi della città.

"Su questo - dice il Comune - i commercianti si sono dimostrati disponibili e nel fine settimana implementeranno con la vigilanza privata". 

 GUIDA IN STATO DI EBBREZZA

 http://www.corriereadriatico.it/pesaro/pesaro_ubriachi_motorini_denunciati_6_giovani-1784339.html 

PESARO, UBRIACHI IN SELLA AI MOTORINI

DENUNCIATI 6 GIOVANI, TRA LORO UN 16ENNE

Mercoledì 8 Giugno 2016, 16:48 - 

PESARO - Dieci i provvedimenti per guida in stato di ebbrezza che i carabinieri di Pesaro hanno verbalizzato nell'ultimo weekend, a cavallo del ponte del 2 giugno. Sei denunce per guida in stato di ebbrezza e quattro provvedimenti amministrativi. I giovani sorpresi alla guida soprattutto di scooter, in centro città andavano dai 20 ai 36 anni, fra loro, pizzicato in sella al suo scooter, in evidente stato di ubriachezza anche un ragazzino di 16 anni. Alla prova del palloncino, il minore è stato trovato con un tasso molto alto per la sua giovane età pari a 1,40 microgrammi litro. Oltre alla denuncia e alla segnalazione in Prefettura, per lui potrebbero allungarsi i tempi per la patente di guida. La nuova normativa del codice della strada prevede infatti che nel caso di minori in stato di ebbrezza, l'esame sia posticipato ai 19 o 21 anni. Anche gli altri giovani controllati sono risultati positivi all'alcol test, tutti con tassi piuttosto elevati fra 1,40 e 1,60 microgrammi litro. Tre invece i giovani ai quali i carabinieri hanno verbalizzato provvedimenti di tipo amministrativo, per atteggiamenti sopra le righe nel parco pubblico di via Gattoni, in Soria, sempre dovuti all'abuso di alcol. I tre amici due 20enni e un 42enne sono stati sorpresi dai residenti del quartiere, mentre alle 8 di sabato mattina, si dimenavano a terra con schiamazzi e comportamenti soliti di chi abusa di alcol. 

 IL VINO, LA BIRRA E LE ALTRE BEVANDE ALCOLICHE COME POTETE LEGGERE, GENERANO VIOLENZA!

 http://www.lecceprima.it/cronaca/arresti-maltrattamento-donne-cerfignano-lecce-8-giugno-2016.html 

VIOLENZA SULLE DONNE, DUE GLI ARRESTI NEL SALENTO IN POCHE ORE

Un 51enne di Cerfignano e un 29enne di Lecce sono stati fermati dalla polizia: entrambi rispondono di lesioni sulle rispettive ex compagne

08 giugno 2016 11:28

CERFIGNANO (Santa Cesarea Terme) – Piene le pagine delle testate giornalistiche italiane. Da giorni, non si parla che di recrudescenza del fenomeno del femminicidio e dei maltrattamenti nei confronti delle donne. L’assassinio della giovane Sara Di Pietrantonio a Roma prima, i numerosi omicidi-suicidi delle ultime ore, compresi quelli avvenuti a Pordenone e poi anche in Puglia, nella città di Taranto. Dal Salento intanto giungono due nuovi arresti, in poche ore, nei confronti di altrettanti individui fermati dalla polizia, rispettivamente a Cerfignano e a Lecce. Nel primo episodio, la telefonata al numero di pronto intervento è arrivata nella notte scorsa, segnalando una violenta lite in famiglia.

Quando gli agenti del commissariato di Otranto sono giunti sul posto, hanno trovato per strada una donna zoppicante, la quale ha dichiarato di essere stata picchiata poco prima dal proprio convivente. Secondo il racconto, quest’ultimo le avrebbe chiesto del denaro per poter comprare l’alcol e le sigarette. Ma davanti al rifiuto, l’uomo è andato su tutte le furie: dapprima avrebbe offeso la compagna, per poi minacciarla di distruggere l’abitazione. “Promettendole” persino che l’avrebbe ammazzata. A quel punto, la malcapitata ha ceduto, consegnando all’uomo una somma di 10 euro.

Ma rientrato dopo la scorta di alcol e nicotina, palesemente ubriaco, l’uomo ha nuovamente offeso la vittima, chiedendole persino un rapporto sessuale. Davanti al rifiuto da parte della donna, ha impugnato il manico di una scopa e ha cominciato a distruggere mobili e suppellettili. Colpendo, infine, la stessa donna all’altezza della gamba, procurandole una ferita profonda. I poliziotti idruntini hanno rintracciato il responsabile dell’accaduto all’interno della stessa abitazione: si tratta di C.M., di 51 anni, che si trovava in evidente stato di ubriachezza. In casa, completamente a soqquadro, erano stati rotti i vetri, sparsi sul pavimento, e diversi mobili erano ormai visibilmente danneggiati.Accompagnati entrambi presso gli uffici del commissariato, la donna ha raccontato che, anche in passato, era stata vittima di analoghi episodi da parte del compagno. Sentito il pm di turno presso la Procura della Repubblica di Lecce, Paola Guglielmi, alla luce del quadro indiziario raccolto, il 51enne è finito in manette in flagranza per maltrattamenti in famiglia, lesioni e atti persecutori.

Non è andata diversamente anche nel capoluogo salentino, dove il personale della questura ha arrestato P.A., un ragazzo di 29 anni. Nel pomeriggio di ieri, alcuni cittadini avevano segnalato l’aggressione ai danni di una giovane, in una via del centro storico. Sul luogo segnalato, gli agenti hanno rintracciato due giovani donne, in evidente stato di agitazione, con ferite sugli avambracci. Una delle due, in particolare, ha riferito che, poco prima, si era presentato alla sua abitazione l’ex ragazzo. Il quale, trovando la porta dell’ingresso principale chiusa, dapprima ha suonato insistentemente il campanello e poi, non ricevendo risposta, si è introdotto nella palazzina facendosi aprire da altri. Raggiunto l’appartamento della malcapitata, ha continuato a pigiare il tasto del campanello.

Noncurante dell’invito, da parte della vittima, ad allontanarsi, il 29enne avrebbe riservato alle inquiline parole offensive e minacce. Poi ha sfondato con un calcio la porta in legno, danneggiando il montante e la serratura, riuscendo in quel modo ad accedere all’abitazione. Le ragazze, conoscendo il carattere violento dell’uomo, più volte denunciato per comportamenti simili, sono scappate nascondendosi dietro una porta a vetri del corridoio. Anche questa frantumata con un pugno, che ha provocato una pioggia di vetri addosso alle due giovani donne e procurando loro dei tagli. Una delle vittime è riuscita a scappare e ha chiesto aiuto. Il 29enne, temendo l’intervento delle forze dell’ordine, si è a quel punto dileguato. Non prima di aver insultato le altre studentesse, e sferrato un pugno anche a un’auto parcheggiata nelle vicinanze. 

“Grazie” al Pit Bull di colore marrone che si trovava in compagnia del ricercato, è stato facile per i poliziotti, stanare il ragazzo: trovato poco dopo senza il cane, in una via periferica della città, è stato accompagnato in pronto soccorso per la cura della ferita all’avambraccio e poi in questura. Alla luce di quanto accaduto e degli episodi già denunciati in altre occasioni dalla sua compagna, sentito il pm di turno, P.A. è stato arrestato , per atti persecutori, lesioni colpose e danneggiamento aggravato e ristretto ai domiciliari presso l’abitazione del padre. Cure in ospedale anche per le due vittime, le quali hanno rimediato alcune ferite giudicate guaribili in 5 giorni.

 http://www.lanuovaprimapagina.it/news/cronaca/14953/Cerca-di-far-bere-alcol-a.html 

CERCA DI FAR BERE ALCOL A UN BIMBO DI POCHI ANNI: SCATTA LA VIOLENZA NEL MARKET, NIGERIANO NEI GUAI

La polizia municipale in via Crispi. La lite tra il 21enne e una quindicina di stranieri

08/06/2016 

Erano in servizio appiedato nella zona della stazione ferroviaria per i consueti controlli, gli agenti della polizia municipale che sono intervenuti per sedare un diverbio degenerato in danneggiamenti, che ha visto protagonista un giovane africano corpulento e ubriaco.

I fatti sono avvenuti alle 16 di lunedì in un negozio etnico di viale Crispi dove è sorto un litigio tra il nigeriano e una quindicina di stranieri presenti a vario titolo. Dalle prime ricostruzioni effettuate dai vigili, ancora da confermare ufficialmente, pare che il giovane avesse cercato di far bere un superalcolico a un bimbo di pochi anni, scatenando la reazione della ghanese titolare dell’esercizio commerciale, madre del bambino. Al culmine del diverbio, a cui hanno preso parte gli altri stranieri presenti, il nigeriano ha scagliato un pugno contro la vetrina del negozio danneggiandola.

I vigili in servizio a piedi sono subito sopraggiunti sul posto, hanno cercato di calmare gli animi e, con l’ausilio di pattuglie di rinforzo inviate dal comando, hanno bloccato il nigeriano che proprio ieri ha compiuto 21 anni.

Mentre la titolare si è recata al posto di polizia decentrato di viale Molza per presentare denuncia contro l’uomo; lui, privo di documenti e in visibile stato di ebbrezza, è stato portato al comando per l’identificazione. Ma nemmeno nella cella di sicurezza di via Galilei si è placato: qui ha infatti tentato di smurare un lavabo e non riuscendovi, ha rotto lo sportello dell’annesso mobiletto in metallo, con cui ha cercato di infrangere i vetri della porta fino a ferirsi.

Chiamato il personale sanitario del 118 è stato, a fatica, sedato e portato al pronto soccorso per essere medicato. Il nigeriano è stato denunciato a piede libero per danneggiamento, resistenza a pubblico ufficiale e inosservanza alle norme sugli stranieri.