Rassegna del 5 Giugno 2016

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

IL RESTO DEL CARLINO 

Studenti ubriachi, locale devastato. "Il ballo della scuola è diventato un inferno"

Reggio Emilia, 4 giugno 2016 - "Sedie rotte, segnaletica lanciata nel lago, tendaggi dei separé strappati, bottiglie di vetro scagliate contro un cigno, rimasto ferito". Uno scempio che va ben oltre la maleducazione, quello avvenuto, tra fiumi di alcolici, nella notte fra giovedì e venerdì all’agriturismo La Prateria di Bagno.

Un piccolo mondo immerso nel verde, «che i ragazzi delle classi quinte dell’istituto Bus Pascal di Reggio avevano scelto per il loro ballo di fine anno», spiega il titolare dell’azienda agricola, che comprende anche una fattoria didattica. Una moda che si sta diffondendo da tempo anche nella nostra città, quella della serata danzante di fine anno, alla stregua dei telefilm americani. Ma qualcosa, stavolta, è andato storto.

«Il branco». Li definisce così quei 120 ragazzi che «si sono presentati la sera del 2 giugno in abito da sera», con tanto di giacche e strascichi; «mi sembravano educati e allora ho dato loro fiducia; ma ho sbagliato di grosso», sbotta Flavio Bursi, 54 anni. Perché dopo la mezzanotte, «complice l’alcol che scorreva senza fine, la situazione è sfuggita di mano e in quaranta minuti si è scatenato l’inferno».

L’area di via Cigarini 4/1, che comprende anche una fattoria didattica, a un chilometro dalla via Emilia, si è presto trasformata in un caos.

Bursi, che cosa è successo.

«Ieri sera (giovedì per chi legge, ndr) abbiamo avuto la festa da ballo delle classi quinte del Bus. Non è la prima volta che giovani fanno eventi di questo tipo e già in passato avevo avuto problemi con altri gruppi, perciò avevo deciso di non ospitarli più. Ma questi ragazzi si erano presentati in maniera molto garbata quando sono venuti per prendere accordi. Allora mi ero detto che in fondo non sono tutti uguali, per questo ho deciso di ospitarli».

E se ne è pentito?

«Molto. Fino a mezzanotte avevano avuto un comportamento dignitoso, sobrio, c’era anche molta eleganza. Poi gli effetti delle bevute si sono fatti sentire. In un attimo tutto è degenerato».

Cosa ha visto?

«Sedie rotte lanciate nel lago, un cartello di segnaletica stradale per l’accesso pedonale che pesa 40 chili trascinato nell’acqua; separé calpestati, stoffe strappate. Bottiglie rotte e lanciate ai cigni. Uno è rimasto ferito e oggi zoppica».

Quanti erano?

«Circa 120 ragazzi. E sa qual è la cosa peggiore? Chi non era ubriaco era indifferente e si faceva i selfie. E le ragazze erano anche più moleste dei maschi: non mangiano, bevono e basta e vanno subito fuori».

Lei è intervenuto?

«All’una e un quarto ho fatto spegnere la musica e li ho mandati tutti a casa. Ma in meno di un’ora si era già scatenato l’inferno. Anche nei bagni».

Ha avuto molti danni?

«Saranno poche centinaia di euro, per questo non farò nemmeno denuncia. Non vale la pena. Ma il danno peggiore è che questi giovani dopo 15 anni di scolarizzazione si comportino così. Io mi preoccupo per il futuro di tutti... Ho figli anch’io».

Chi ha organizzato la serata?

«Hanno fatto tutto in maniera autonoma. Hanno preso la sala ricevimenti, poi cibo e alcol erano gestiti da un catering. Non so dire esattamente quanto abbiano bevuto, ma mi hanno parlato di 120 bottiglie di prosecco più il resto: cocktail e amari. Se la matematica non è una opinione è almeno una bottiglia a testa. La scuola però non era stata coinvolta».

Nessuno le ha chiesto scusa?

«Il ragazzo che ha organizzato tutto è venuto a dirmi che era deluso dai suoi amici, ma anche lui faceva fatica a ragionare a una certa ora. Il mio bilancio? Ballo di quinta Bus: tutti bocciati».

di BENEDETTA SALSI

MONZATODAY

Follie alcoliche a Monza e Seregno, due ragazzini in coma etilico

I soccorsi del 118 sono intervenuti alla 1 di sabato notte a Seregno dove un 16enne era in coma etilico a causa dell'alcol assunto e a Monza, in Autodromo, poco prima delle 24 dove in gravi condizioni c'erano altri due minorenni

Redazione MonzaToday

05 giugno 2016 - Una corsa a sirene spiegate in Pronto Soccorso e un brutto spavento. Aver alzato un po' troppo il gomito nella notte tra venerdì e sabato a un ragazzino di 16 anni a Seregno è costato un ricovero in ospedale.

Poco prima della 1 di sabato notte infatti un'ambulanza del 118 è intervenuta in via allo Stadio a Seregno dove a terra, incosciente, c'era un minorenne di 16 anni. Il giovane è stato soccorso dai sanitari che lo hanno trasferito in codice rosso, in coma etilico, all'ospedale di Desio.

Questo però non è stato il solo episodio di "follia" alcolica che ha coinvolto giovanissimi nel weekend in Brianza. Sabato sera, poco prima di mezzanotte, anche altri due ragazzini di 15 e 16 anni sono stati soccorsi in gravi condizioni a causa del troppo alcol ingerito.

Le ambulanze del 118 sono intervenute in Audromo dove hanno soccorso i giovani completamente ubriachi. Mentre uno dei due ragazzi rispondeva alle domande ed era ancora cosciente per l'amico è stato necessario il trasporto d'urgenza all'ospedale San Gerardo in codice rosso perchè in coma etilico. Sempre a Monza il 118 domenica notte è intervenuto anche in via Azzone Visconti dove, questa volta, vittima dell'alcol è stata una ragazzina di 16 anni che è stata accompagnata in ospedale in codice verde per accertamenti.

OTTOPAGINE

Si revochi divieto alcolici, più controlli

Moriello per il Pd di Telese Terme esprime preoccupazione per le attività commerciali si revochi divieto alcolici piu controlli

Telese Terme. Il Partito Democratico di Telese Terme, a seguito dell'intrepida Ordinanza Commissariale n. 18 del 31/05/2016 è fortemente preoccupato per l'andamento delle attività commerciali nei prossimi mesi estivi.

«L'incauta ordinanza, a nostro avviso, mette in commistione problematiche del tutto differenti, senza peraltro incentivare l'azione di prevenzione e di controllo, alla base di tutto il ragionamento di settore».

Così la nota a firma di Gianni Moriello che prosegue: «Telese Terme, a differenza di altre realtà territoriali è una Città turistica, ove nei fine settimana e nei mesi estivi, soprattutto, accoglie, fortunatamente, numerosi visitatori e turisti.

Una fonte di reddito primaria, che molti cittadini sottovalutano.

Le nuove norme, tra l'altro, potrebbero innescare procedimenti per lite temeraria laddove si colgono i disagi affrontati per effetto di tale iniziativa, con tutti i relativi danni agli operatori del settore.

Al contempo, siamo consapevoli che il vivere civile impone il rispetto delle regole e, pertanto, siamo solidali con tutti coloro che hanno manifestato il diritto, come residenti, a vivere in tranquillità, senza il timore di veder deturpato o vandalizzato un proprio bene privato.

Riteniamo che tali significative considerazioni dovevano essere affrontate, preventivamente, con tutti gli operatori e i cittadini interessati, attraverso un livello di audit amministrativo, prima di indicare la scelta. Scelta rivelatasi, nei fatti, inconcludente e fortemente penalizzante senza risolvere in alcun modo la questione di ordine pubblico.

Il livello della nostra proposta coincide con il buon senso già manifestato da alcuni autorevoli rappresentati politici della lista Vince Telese e, nel prendere atto dell'incontro che si terra? il 7 giugno con il Commissario Muccio, riteniamo utile e sostanziale revocare, in primis, l'Ordinanza n. 18, ripristinando le regole esistenti in precedenza ed auspicando un maggiore numero di unita? delle forze dell'ordine, con relativi oneri economici, per l'attuazione dei controlli anche in notte tarda.

Per quanto attiene gli orari di chiusura e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche invochiamo, oltre il semplice buon senso, la normativa attiva e vigente in tutte le città italiane a vocazione turistica».

GAZZETTA DI MODENA

Picchia a sangue la convivente: è arrestato per maltrattamenti

I carabinieri fanno irruzione in casa e trovano la donna atterrita e ferita con il volto tumefatto Il pestaggio davanti ai figli che hanno cercato invano di placare l’ira del 52enne ora in carcere

di Stefano Totaro

I figli di 17 e 18 anni terrorizzati, lei, la madre, con il volto tumefatto e sanguinante, che a malapena riusciva a parlare per la serie di colpi che aveva ricevuto. Lui era visibilmente alterato e probabilmente la sua ira era alimentata anche dall’alcol: all’arrivo dei militari dell’Arma ha placato la sua furia rimanendo in stato confusionale tanto da essere portato per accertamenti sanitari al pronto soccorso dell’ospedale. Stessa meta anche per la sua convivente, ma per altri evidenti motivi. La donna, 52 anni come il suo aggressore, non è stata ricoverata ma medicata. I carabinieri, dopo aver sentito i presenti e raccolto le loro testimonianze, hanno arrestato il 52enne per lesioni e maltrattamenti in famiglia. Quanto è emerso sin dalle prime indagini è una lunga storia di botte, di vessazioni, di violenze psicologiche e fisiche alle quali la donna era sottoposta dal convivente di pari età: un italiano senza precedenti penali e che spesso cambiava lavoro. Il quadro che i carabinieri hanno ricostruito è quello purtroppo diffuso, tipico dei casi dei maltrattamenti in famiglia, quello del padre padrone che, per sua natura propria, per indole e a volte aiutato dall’alterazione dell’alcol che alimenta l’aggressività, sfogava in casa il suo “carattere” picchiando, imponendosi con violenza, rendendo via via impossibile la vita di chi aveva di fianco, in questo caso la convivente e i due figli adolescenti. L’altra sera alla centrale erano giunte più chiamate: erano quelle dei vicini che sentivano provenire dall’appartamento urla, rumori di oggetti che si rompevano, rumori che facevano pensare a colluttazioni in atto. E, dicendo che non era la prima volta che sentivano tutto ciò, avevano paura che stesse succedendo qualcosa di grave. I militari pertanto sono accorsi e una volta arrivati all’interno dell’appartamento hanno trovato una scena inequivocabile: alcune stanze messe a soqquadro, la donna ferita e sanguinante per terra. I due figli, come hanno riferito i carabinieri, avevano cercato di placare l’ira dell’uomo, ma sono stati colpiti pure loro. Quanto a cosa avesse acceso la miccia di questo litigio non ha importanza, come del resto non lo aveva anche in occasione degli altri litigi: banali motivi, un minimo screzio e la violenza si scatenava.

Non c’era un motivo di fondo: non era per gelosia e nemmeno per insoddisfazioni o preoccupazioni legate al lavoro da sfogare. Già in passato c’erano state segnalazioni, non denunce formali, da parte della donna: queste assieme ad alcuni referti medici hanno confermato il quadro generale di maltrattamenti che duravano da tempo. L’arresto è stato convalidato.

LA TRIBUNA DI TREVISO

Maltrattava l’anziana madre, arrestato

 Perseguitava e maltrattava l’anziana madre per ottenere i soldi da spendere in alcol e videopoker. Un disoccupato di 36 anni, P.P., è stato arrestato dai carabinieri di Casale sul...

CASALE SUL SILE. Perseguitava e maltrattava l’anziana madre per ottenere i soldi da spendere in alcol e videopoker. Un disoccupato di 36 anni, P.P., è stato arrestato dai carabinieri di Casale sul Sile per non essersi attenuto alla misura cautelare del giudice che gli imponeva il divieto di avvicinarsi alla madre. L’ordine di custodia cautelare in carcere gli è stato notificato mentre era ricoverato all’ospedale.

I fatti risalgono allo scorso mese di marzo quando l’anziana madre, stanca di essere maltrattata e perseguitata dal figlio, che continuava a “battere cassa” da lei per avere i soldi da scialacquare in alcol e videopoker, decide di chiedere aiuto ai carabinieri di Casale. La donna, in una dettagliata denuncia, dopo l’ennesima aggressione fisica, aveva deciso di raccontare le violenze subite in casa quando si rifiutava di dare i soldi al figlio.

La sua denuncia era stata poi trasmessa in procura e poche settimane più tardi, ad aprile, il giudice delle indagini preliminari del tribunale di Treviso emetteva una misura interdittiva nei confronti del 36enne, imponendogli l’allontanamento da casa e il divieto di avvicinarsi all’anziana madre. Un divieto che P.P. ha più volte infranto. Da qui la decisione della procura di chiedere al gip una misura cautelare restrittiva in carcere. Una richiesta che è stata accolta. Nei giorni scorsi i carabinieri hanno notificato il provvedimento al 36enne mentre si trovava ricoverato in ospedale.

ESTENSE

In preda all’alcol, rapina un minimarket e danneggia gli uffici della questura

Arrestato un 33enne, bloccato nel negozio dal titolare che voleva derubare

Aveva alzato un po’ troppo il gomito e, in preda ai fumi dell’alcol, aveva deciso di derubare un negozio di alimentari. La tentata rapina non è andata a buon fine ed è finita in questura dove ha danneggiato alcuni arredi degli uffici e procurato lesioni ad un agente.

Il soggetto, un tunisino di 33 anni, è stato tratto in arresto per tentata rapina e denunciato per resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento. E’ accaduto la scorsa notte quando gli agenti delle volanti sono intervenuti presso un negozio di alimentari in viale Po, angolo via Barriere.

Il titolare del minimarket, aiutato da due avventori che si trovavano per caso nel locale, era riuscito a bloccare il tunisino di 33 anni che, insieme ad un’altra persona, era entrato nel negozio con l’intento di prendere il registratore di cassa.

Per evitare di essere derubato dei soldi guadagnati durante la giornata, è nata una colluttazione all’interno del negozio dove il titolare e i due clienti hanno bloccato il 33enne, mentre il complice è riuscito a dileguarsi.

Avvertita la polizia, il soggetto è stato accompagnato in questura dove, in evidente stato di agitazione dovuto all’alcol, ha danneggiato alcuni arredi degli uffici e si è scagliato contro un agente, procurandogli alcune lesioni per fortuna lievi.