Rassegna del 26 Maggio 2016

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

IL GIORNO 

Dà alcol e psicofarmaci alla coetanea poi la stupra: denunciato un 16enne

VERCELLI - Le ha fatto assumere una dose massiccia di psicofarmaco ben consapevole del fatto che, reagendo con il vino (*) che lei aveva bevuto in precedenza, le avrebbe determinato uno stato di incoscienza in modo da consentirgli di abusare sessualmente di lei. Un piano agghiacciante ma che assume contorni ancora più cupi se si pensa che a idearlo è stato un ragazzino non ancora diciassettenne e che la vittima, che vive in un centro della Lomellina, è una sua coetanea. Tutto è accaduto a Varallo (Vercelli) nell’abitazione del ragazzo. Non è chiaro se i due ragazzi si frequentassero o se tra loro ci fosse soltanto un rapporto di amicizia. Quello che è certo è che il ragazzo, che non ha una occupazione fissa e che alle spalle ha dei precedenti per reati contro il patrimonio e per droga, voleva rendere quella frequentazione molto più intima. Un pensiero che, considerato come sono andate le cose, è lecito pensare che la studentessa lomellina non condividesse in pieno. E così lui ha messo a punto la trappola.

Si è procurato due pastiglie di Rivotril, uno psicofarmaco a base di benzodiazepine che viene utilizzato prevalentemente per evitare attacchi epilettici e per il cui acquisto è necessaria la prescrizione del medico, con l’intento di farlo ingerire di nascosto alla ragazzina. Per essere sicuro di ottenere l’effetto desiderato, cioè impedirle di opporsi ai suoi turpi propositi, le ha fatto bere del vino. A quel punto sarebbe stata solo questione di attesa: il tempo necessario perché l’alcol e il principio attivo del medicinale si combinassero in modo da creare una forte sonnolenza. E poi la strada sarebbe stata spianata.

Le cose sono andate effettivamente in quel modo. L’unico aspetto che il sedicenne non aveva messo in conto era la possibilità che qualcuno tra i vicini, richiamato dal trambusto che deve esserci stato, si preoccupasse al punto da chiedere l’intervento dei carabinieri. Cosa che è avvenuta proprio in questi termini: un residente della palazzina dove vive il ragazzo ha chiesto l’intervento dei militari che a loro volta hanno fatto lo stesso con il personale medico del 118 visto che quando sono intervenuti hanno trovato la studentessa lomellina in stato di incoscienza. Per fortuna la ragazza si è ripresa poco dopo e per lei non è stato necessario il ricovero in ospedale. I carabinieri hanno perciò avviato gli accertamenti del caso per fare luce sulla vicenda e già il giorno successivo al fatto, grazie a una visita alla quale la giovanissima vittima è stata sottoposta all’ospedale Maggiore di Novara, hanno potuto avere conferma sia del farmaco utilizzato per stordire la diciassettenne sia del fatto che tra i due ci sono stati atti sessuali contro la volontà della vittima. Alla luce di tutti questi riscontri il sedicenne piemontese è stato denunciato a piede libero per i reati di violenza sessuale e detenzione e cessione di sostanze stupefacenti.

(*) Nota: fino a qualche anno fa negli articoli si nominavano vino e birra solamente se associati a notizie positive, si parlava invece genericamente di alcol quando associato a fatti negativi. Da qualche tempo invece registriamo sempre più che gli alcolici vengono chiamati col loro nome in ogni caso. 

OGGI TREVISO 

Tumori: fumo, alcol e sedentarietà i principali fattori di rischio

Altro fattore l'invecchiamento della popolazione secondo lo studio “Profilo di Salute” del dipartimento di prevenzione Usl9

TREVISO, 26.05.2016 - Nel 2045, nell’azienda Usl 9 di Treviso gli anziani con più di 64 anni saranno il doppio dei ragazzi minori di 15 anni: 217 anziani ogni 100 ragazzi minori di 15 anni. Nel 2011, gli anziani over 64 che vivevano soli erano 19.000, 5mila in più di 10 anni prima. Questo è uno dei tanti dati del documento “Profilo di Salute” dell’azienda sanitaria trevigiana redatto dal rispettivo dipartimento di prevenzione e presentato dal direttore generale Francesco Benazzi insieme al direttore Sanitario Domenico Scibetta, al direttore della funzione territoriale Pier Paolo Faronato e a Mauro Ramigni del Dipartimento di Prevenzione.

Il compito di un “Profilo di Salute” è quello di fornire notizie sui determinanti di salute sia “distali” (di natura socio-economica e ambientale) che “prossimali” (i comportamenti individuali legati alla salute) oltre a descrivere le principali cause di morte e malattia, conseguenze dell’effetto combinato di questi determinanti e di fattori di natura genetica ben più difficilmente modificabili.

Per quanto riguarda i vizi più comuni come “fumo” e “alcol” tra gli utenti dell’Usl trevigiana sono in calo i fumatori, anche se si comincia a fumare sempre prima, la media è 14 anni e 10 sigarette al giorno. Mente due persone su 3 consumano alcol e circa un quinto di coloro che sono tra i 50 e i 69 anni ne fa un consumo elevato; in circa un terzo dei giovani tra i 20 e i 34 anni si registra però un consumo “Binge”, ovvero l’assunzione di più bevande alcoliche in un intervallo di tempo breve.

Per quanto riguarda l’attività fisica e le malattie legate all’obesità, invece, il 44% dei trevigiani dichiara di fare buona attività fisica ma più del 27% si dichiara sedentario. Le cardiopatie ischemiche continuano ad essere la prima causa di morte ma la demenza e l’Alzheimer sono cresciute più del doppio rispetto a 10 anni fa. Tra i decessi precoci per tumore collegati a fattori di rischio, 1 su 2 sono attribuibili al fumo, 1 su 5 al sovrappeso.

Sul fronte ricoveri nel 2015 sono state 7655 le persone ricoverate per malattie cardiovascolari, è previsto che nel 2015 saranno 9179. Mentre la spesa farmaceutica totale per i medicinali è di 88.153.346 annui con un 45% che riguarda gli ultrasettantenni. Più che dimezzate le morti per incidente stradale dalle 139 del 2001 alle 57 del 2015 e gli incidenti sul lavoro calati del 33% dal 2008 al 2013.

“La disponibilità di queste informazioni - spiega il direttore generale Benazzi – da un supporto fondamentale a noi addetti ai lavori e a tutta la comunità nel definire le priorità, assumere decisioni, pianificare e realizzare le strategie che consentano di raggiungere un migliore livello di salute. La classica definizione dell’OMS che descrive la salute come stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia, infatti, anche se accusata di essere utopistica, rimane il punto di riferimento verso cui orientare gli sforzi di una comunità che promuove la salute e che quindi vuole intervenire sui suoi determinanti”.

“Il risultato finale di questo processo – prosegue - dovrebbe essere la stesura di un Piano per la Salute della comunità che veda impegnata l’intera società in un’azione di promozione della salute. Un profilo di salute redatto all’interno di un’azienda sanitaria locale, però, diventa necessariamente anche un punto d’appoggio per lo sviluppo della programmazione aziendale. Grazie ad esso potrà essere elaborata una visione comune degli obiettivi da raggiungere; punto d’arrivo (ma anche di partenza) per un processo di pianificazione e di azione che identifichi le strategie a breve e medio termine, le azioni mirate, gli eventuali nuovi modelli organizzativi”.

http://www.oggitreviso.it/tumori-fumo-alcol-sedentariet%C3%A0-principali-fattori-di-rischio-136619

IL GIORNO 

Pizza d'asporto, alcol e kebab. Cosa mangiano gli studenti universitari

Troppa università, poca cucina. E l'alcol non manca. Dicono questo i dati della indagine condotta sulle abitudini alimentari - e non solo - di un campione di 256 studenti fuori sede tra i 19 e i 27 anni dell'Università Cattolica del Sacro Cuore e dell'Università degli Studi di Pavia. La giornata a tavola di chi si trova a studiare lontano da casa è così programmata: quasi il 10% degli intervistati salta il pasto più importante della giornata, la colazione. E, tra quelli che la fanno, solo una minoranza privilegia gli alimenti più salutari come yogurt (23%), cereali (quasi il 31%) e succhi di frutta (30%). Per lo spuntino, mentre i più virtuosi prediligono la frutta (30%), molti si limitano a mangiare quello che trovano al momento (17,5%).

A pranzo, il 73% dei fuori sede, che proviene in maggioranza dal Sud, predilige la “schiscia”, ma quasi la metà non rinuncia a ricevere, mediamente una volta al mese, cibo da casa: si tratta, quindi, di una sorta di “contaminazione” della tradizione del Nord con quella delle culture regionali di provenienza, in primis Puglia (16% degli intervistati), Sicilia (13%) e Campania (10%). La sera, il frigorifero è spesso desolatamente vuoto e una cena decente diventa un miraggio, per la felicità degli esercizi che offrono cibi da asporto: oltre il 60% del campione ricorre al take away almeno una volta la settimana e pizza e kebab sono gli alimenti più ordinati.

L'indagine è stata condotta dai due atenei in partnership con la Fondazione Istituto Danone. “I giovani studenti che affrontano per la prima volta il problema della loro alimentazione possono incorrere nel rischio di cattive abitudini - spiega Lorenzo Morelli, presidente della Fondazione e preside della facoltà di Scienze agrarie della Cattolica -. Dobbiamo sensibilizzare i giovani e informarli sul ruolo della nutrizione e degli stili di vita”

Altra abitudine, l'alcol. Più del 70% beve, soprattutto nel weekend e quasi il 35% lo fa anche durante la settimana, sia durante che dopo i pasti. Irrinunciabile l'happy hour con gli amici, per il 74% degli intervistati. Allarmante l'eliminazione di alcuni cibi dalla condotta alimentare, una volta emigrati a Milano o Pavia: il cibo più facilmente eliminato è il pesce (19,5%), soprattutto per ragioni di budget e di tempo. la questione borsello incide anche sugli acquisti al supermercato: 4 su 10 confessano che il protafoglio guida le scelte. In primis si cercano le offerte più convenienti.

http://www.ilgiorno.it/milano/studenti-alimentazione-1.2193988

NAPOLI TODAY 

Prende a calci la madre sotto effetto dell'alcol: in manette 32enne

25.05.2016I - Carabinieri di Vico Equense sono intervenuti nel cuore della notte in casa di un 32enne del luogo, già noto alle forze dell'ordine, allertati dai vicini di casa.

L’uomo in evidente effetto di sostanze alcoliche e impugnando un coltello da cucina, stava minacciando di morte la madre e l’aveva aggredita a calci.

I Militari dell'Arma lo hanno velocemente disarmato e lui ha tentato di darsi alla fuga, ma è stato bloccato e tratto in arresto.

Dopo le formalità di rito, l'uomo è stato poi tradotto presso il carcere di Poggioreale. La donna è stata, invece, portata in ospedale e guarirà in pochi giorni per le contusioni procurate dal figlio.

SWISSINFO.CH 

Automobilista ubriaca finisce in un ruscello 

25.05.2016 - Un'automobilista ubriaca è finita in un ruscello ieri a Cheiry, nel canton Friburgo, dopo una sbandata di 35 metri. La donna di 47 anni ha lasciato la vettura dov'era ed è rincasata a piedi, informa la polizia oggi.

Gli agenti l'hanno trovata ferita nella sua abitazione, con un tasso di alcolemia superiore all'1,8 per mille. L'automobilista è stata ricoverata all'ospedale e si è vista ritirare la patente. (*) 

IL MESSAGGERO 25.05.2016

Fano, ubriaco sperona uno scooter e fugge: inchiodato da due moldave 

FANO (Pesaro e Urbino) - Arrestato pirata della strada, un fanese di 35 anni, che poco prima aveva speronato un ragazzo in motorino sulla strada provinciale Flaminia a Rosciano e si era dato alla fuga con la sua auto. Decisiva la testimonianza di due donne moldave: hanno dato l’allarme chiamando i carabinieri e assistito il ferito fino all’arrivo dell’ambulanza. Il giovane ciclomotorista di 17 anni, residente a Bellocchi, è stato curato per alcune contusioni al pronto soccorso dell’ospedale Santa Croce e guarirà in una decina di giorni.

L’investitore vive a Sant’Orso e quando i carabinieri si sono presentati alla sua porta, nella notte fra venerdì e sabato scorsi, la sua situazione è addirittura peggiorata, da grave che già era. Appena aperta la porta, dopo che il campanello era squillato più volte senza risposta, l’uomo ha investito di insulti i militi e opposto una resistenza piuttosto tenace ai loro tentativi di farlo salire sulla macchina di servizio. Nella caserma di Fano è stato sottoposto al test dell’alcool e il risultato ha confermato i sospetti: era ubriaco e parecchio. (*) Per i carabinieri, coordinati nelle ricerche dal capitano Alfonso Falcucci, non è stata una sorpresa: già in passato lo avevano pizzicato al volante dell’auto sotto l’effetto di droga e liquori. Era tenuto sotto controllo, inoltre, per questioni riguardanti i reati contro il patrimonio. Nei suoi confronti è stato disposto l’arresto per violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Il trentacinquenne di Sant’Orso è stato inoltre deferito per guida sotto effetto dell’alcool e per l’omissione di soccorso. L’autorità giudiziaria ha poi convalidato il provvedimento e rimesso in libertà l’uomo, in attesa del processo. Il padre del giovane ferito ha rivolto il proprio sentito ringraziamento alle due donne moldave, che sono le protagoniste positive di un episodio ad alto rischio. Le indicazioni precise e dettagliate fornite al centralino del 112 (dinamica dell’incidente e numero di targa) hanno consentito ai carabinieri di individuare subito il pirata della strada e di rintracciarlo nella sua abitazione a Sant’Orso. Sotto casa l’auto con il paraurti ammaccato in più punti e la targa staccata in parte.

(*) Nota: queste due notizie, una svizzera e una italiana, sono accomunate dal fatto che il controllo dell’alcolemia è stato effettuato dopo qualche ora dall’incidente. Vi possiamo anticipare che la guidatrice svizzera verrà sanzionata per guida in stato di ebbrezza, l’italiano no. 

TRIBUNA TREVISO 

Non soffia nell’etilometro: rinite Gli ridanno l’auto dopo 18 mesi

Non riusciva a emettere aria, dopo sette tentativi a vuoto sequestrata la Bmw a Wilmer Archiutti L’imprenditore è stato assolto: ha dimostrato che all’epoca era malato. E ora chiederà i danni

TREVISO 26.05.2016 - Soffia nel “palloncino” una, due, tre volte. È arrivato a sette, senza mai riuscire a metterci abbastanza fiato per ottenere un risultato leggibile. Per i carabinieri si trattava di un banale trucchetto per tentare di evitare la multa: da lì sanzione e denuncia penale. Non solo: è scattato il sequestro ai fini della confisca dell’auto, una splendida Bmw 640 cabrio. Peccato che l’automobilista, Wilmer Archiutti, 42 anni, fosse affetto da rinite con tanto di certificato medico: davanti al giudice ha persino portato lo pneumologo a testimoniare. Ieri l’automobilista, difeso dall’avvocato Fabio Crea, è stato assolto.

Lieto fine? Più o meno. Il controllo dei carabinieri e il sequestro dell’auto risalgono al 2 dicembre del 2014, l’assoluzione e il dissequestro del mezzo invece sono freschi freschi di ieri mattina. In pratica, l’imprenditore è rimasto un anno e mezzo senza la propria auto, che tra l’altro stava cercando di vendere (valore stimato: centomila euro). E ora è intenzionato a chiedere i danni per questo motivo.

Wilmer Archiutti è un imprenditore molto noto: è titolare, con la famiglia, della Archiutti Spa di San Biagio di Callalta. Lo zio Giacomo Carlo, inoltre, è il fondatore della Veneta Cucine. Wilmer è noto anche per una sua passione molto particolare: i mattoncini Lego. È sua, infatti, la mega collezione che ha dato vita a una vera e propria città fatta con i Lego, visitata da oltre diecimila appassionati nell’esposizione che si è tenuta tra dicembre e gennaio nella chiesetta di San Gregorio, a Treviso.

Il controllo con l’etilometro è stato effettuato la sera del 2 dicembre 2014 a Conegliano. Secondo i militari, spazientiti dopo il settimo tentativo andato a vuoto, si configurava la violazione del codice della strada, nello specifico dell’articolo 186 comma 7, ovvero rifiuto di sottoporsi all’alcoltest. Il reato non c’è, come ha dimostrato l’imprenditore tramite il proprio legale: non era un rifiuto, era un’impossibilità fisica a soffiare nell’etilometro.

La casistica legata ai controlli con l’alcoltest è ormai ricchissima di curiosità. C’è chi si è salvato perché la sera del controllo c’era nebbia (l’umidità eccessiva può influire sui risultati) e chi ha dimostrato che non aveva alzato il gomito prima di mettersi al volante, bensì aveva utilizzato del colluttorio. Caso più recente: il manager della Porsche salvato dalla dissenteria. Proprio così: Luca Baldin, 42 anni, montebellunese, viene fermato dalla polizia dopo una fuga ai 220 all’ora in autostrada, alla guida di una potente Porsche Carrera. Ammette di essere stato a una cena con i colleghi e l’etilometro indica un tasso di 0,60 (il limite è 0,50). Lì però il manager si sente male e viene portato in ospedale. Viene dimesso qualche ora dopo, ha avuto un attacco di dissenteria. Il ricorso al giudice di pace è vincente proprio per questo: l’esito dell’alcoltest potrebbe essere stato falsato dalla disidratazione.

IL GAZZETTINO 

Ubriaco chiede informazioni alla polizia locale: denunciato

VICENZA 26.05.2016 – Quando si eccede nel consumo di alcol è facile cacciarsi da soli in qualche guaio. Così è accaduto l’altra sera al 39enne vicentino M.A., protagonista di un caso emblematico, da film della migliore commedia italiana. Verso le 19 l’uomo alla guida di una Fiat Panda transita in contrada Canove Vecchie, vede ferma in strada una pattuglia della polizia locale berica, si ferma, scende dal mezzo e si reca dagli agenti a chiedere cosa accade per legge a un automobilista che si fa trovare ubriaco al volante. Ottenuta la risposta M.A. sale in auto e riparte. Sospettando nell’uomo un’alterazione alcolica gli agenti decidono di seguirlo e una volta fermato alla richiesta di fornire le generalità vengono insultati. Con il rifiuto di sottoporsi al test alcolemico gli agenti ricevono altre offese e decidono di fare intervenire un’altra pattuglia. Una volta identificato in M.A., l’uomo è stato denunciato per rifiuto di sottoporsi ad alcoltest e per i reati di violenza e resistenza a pubblico ufficiale, con ritiro della patente. L’iniziale curiosità dell’uomo è stata appagata, ma a caro prezzo. 

LA NUOVA SARDEGNA 

Insulti razziali, ubriaco in manette

Un uomo di 39 anni ha aggredito un ragazzino di colore sull’autobus

Bottiglia di birra in mano, in evidente stato di ebbrezza, se l'è presa con un ragazzino di colore. Prima lo ha ricoperto di insulti razzisti, e poi gli si è avvicinato minaccioso. Tutto questo all'interno dell'autobus dell'Atp che ieri pomeriggio transitava in via Brigata Sassari. Il conducente ha allertato i vigili urbani che sono intervenuti prima che la situazione degenerasse. I passeggeri erano nel panico. Gli agenti della stazione mobile di piazza Castello con non poche difficoltà hanno fatto scendere P.B, 39 anni, sassarese dal mezzo pubblico, il quale ha opposto resistenza al fermo.

L'uomo è stato denunciato per resistenza, oltraggio, violenza e insulti razziali e portato al comando di via Carlo Felice, dove sarà a disposizione dell'autorità giudiziaria.

AGI.IT 26.05.2016

Vino,caffe' e te' fanno bene a salute batteri intestinali

Boston - Bere vino, caffe' e te' aiuta a mantenere sani i batteri intestinali "buoni". Lo ha scoperto un gruppo di ricercatori dell'Universita' di Groninga, nei Paesi Bassi, in uno studio pubblicato sulla rivista Science. E' noto da tempo che quello che una persona mangia o beve influenza i batteri intestinali. Quelli "buoni" hanno effetti anti-infiammatori, contrastando l'azione dei batteri "cattivi" che promuovono invece l'infiammazione. Mantenere l'equilibrio tra i batteri "buoni" e "cattivi" nell'intestino diventa quindi importante per la salute. Ora i ricercatori olandesi hanno scoperto che una tazza di te' o di caffe', e un bicchiere di vino puo' aiutare a mantenere sani i batteri "buoni". Mentre le persone che consumano regolarmente yogurt o latticello hanno anche una maggiore diversita' di batteri intestinali. Mentre, il latte intero e le diete ad alto contenuto di calorie possono compromettere questa diversita'. Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori hanno coinvolto persone sane, anziche' malate.

In particolare, si sono focalizzati sulle risposte a questionari sulla dieta, sulle prescrizione di medicine e sulla salute di 1.100 persone. I ricercatori hanno inoltre analizzato il Dna del loro intestino da campioni di feci. "Normalmente i ricercatori studiano solo una particolare regione del Dna in cui si possono distinguere diversi gruppi di batteri", ha spiegato Cisca Wijmenga, che ha coordinato lo studio. "Noi abbiamo mappato tutto il Dna batterico - ha continuato - per ottenere informazioni piu' dettagliate su tutti i tipi di batteri. Si puo' vedere, per esempio, l'effetto della dieta nell'intestino". L'analisi del Dna ha permesso di esaminare quali fattori possono avere un impatto sulla diversita' del microbioma. "In totale abbiamo trovato 60 fattori dietetici che influenzano la diversita", ha spiegato Alexandra Zhernakova, altra autrice dello studio. "Che cosa significa esattamente e' ancora difficile da dire. Ma c'e' - ha aggiunto - una buona correlazione tra diversita' e salute: una maggiore diversita' e' meglio".

Aldila' della dieta', i ricercatori hanno scoperto che almeno 19 diversi tipi di medicine, alcune delle quali sono ampiamente utilizzate, hanno un impatto sulla diversita' del microbioma. Uno studio precedente ha mostrato che gli antiacidi diminuiscono questa diversita', mentre gli antibiotici e la meformina possono influenzarla. "Le malattie spesso si verificano come risultato di molti fattori", ha sottolineato Wijmenga. "La maggior parte di questi fattori, come i geni o l'eta', non sono cose che si possono cambiare. Ma si puo' cambiare - ha proseguito - la diversita' del microbioma adattando la dieta o i farmaci. Quando capiremo come funziona, si avra' questa possibilita'"

http://www.agi.it/salute/2016/05/04/news/vino_caffe_e_te_fanno_bene_a_salute_batteri_intestinali-744558/

AGI.IT 

Gb: ogni scozzese in un anno beve equivalente 116 bottiglie vino

Ha sorpreso persino gli statistici l'ultimo dato sul consumo di alcool in Scozia, considerando che ogni cittadino britannico che vive a nord del Vallo di Adriano compra e beve, in un anno, l'equivalente di 116 bottiglie di vino, oppure di 41 bottiglie di vodka o di 477 pinte di birra (ogni pinta e' poco piu' di mezzo litro). Il dato, che ha mandato nel panico l'Nhs, il servizio sanitario nazionale, e' infatti molto piu' alto di quello relativo ai britannici nella loro interezza: ogni scozzese compra e beve ogni anno bibite alcoliche che contengono un totale di 10,8 litri di alcool puro. Il dato e' decisamente in aumento e corrisponde a 20,5 unita' alcoliche a testa a settimana, contro le massimo 14 suggerite dalle autorita' sanitarie. Nel Regno Unito si misura appunto l'alcool consentito in unita', una misura che corrisponde a 10 millilitri o 8 grammi di alcool puro. Le vendite in Scozia sono piu' alte del 20% rispetto a quelle registrate in Inghilterra e Galles. Il servizio sanitario nazionale ha definito il dato "sconcertante" e "pericoloso". (AGI)

SPORT FAIR 

Gascoigne, ancora…: così Gazza si procura gli alcolici

Nuovi problemi di alcool per Paul Gascoigne: ecco come l’ex centrocampista della Nazionale inglese si procurava bevande alcoliche

25.05.2016 - La vita di Paul John Gascoigne, ex giocatore della Lazio è sempre stata fuori dagli schemi. Maestoso in campo, da imitare quasi, ma fuori dal rettangolo di gioco un vero disastro. Gascoigne è fatto così: a suo modo… molto errato. Infatti, l’ex centrocampista dell’Inghilterra ha un problema serio con l’alcool. Sin da atleta, quando giocava, spesso, si recava nei campi di allenamento in stato di ebrezza o peggio veniva trovato in quale panchina che dormiva con accanto svariate bottiglie vuote. Leggende che poi tanto leggende non sono.

Più volte messo in riabilitazione, più volte aiutato, con risultati spesso al di sotto dello zero. Gascoigne è fatto a suo modo, non lo cambi, non lo fai ragionare. Il Sun ha portato alla luce l’ennesimo problema di alcool: due uomini sono stati scoperti a comprare bevande dall’alto tasso alcolico, mandati da Paul: Justin Wallage, non proprio una navigata persona positiva, è stato sorpreso in un supermercato a comprare del gin, mentre ieri è toccato ad un altro uomo, non ancora identificato, a comprare dell’alcool. Un paragone con Best scomodato da molti, sperando per Gazza che l’epilogo sia ben differente.