Rassegna del 19 Maggio 2016

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

 ALCOL E SPORT: UN BINOMIO IMPOSSIBILE

 http://www.cufrad.it/news-alcologia/alcol-alcolismo/alcol-e-sport-un-binomio-impossibile/33141 

PROPORRE LA BIRRA AL POSTO DELL'ACQUA DOPO L'ATTIVITÀ FISICA È SCIENTIFICAMENTE DISCUTIBILE E INSOSTENIBILE PER L'AMBITO SPORTIVO. I CONSUMATORI HANNO BISOGNO DI UN'INFORMAZIONE VALIDA E COMPLETA

18-05-2016

L'occasione fornita dal Centro di Ricerca per l’Economia in Agricoltura (Crea), organo di consulenza tecnico-scientifico del Ministero per le Politiche Agricole e Forestali, che oggi ha ospitato un convegno sull'uso della birra per reidratare lo sportivo dopo lo sforzo agonistico, concludendo che il suo apporto è identico a quello garantito dall’acqua, fornisce alla Società Italiana di Alcologia (Sia) l'occasione di sottolineare le evidenze legate a numerose pubblicazioni di pari livello, trascurate dall'evento, che negano e ribaltano tali effetti. L’etanolo è un composto tossico e cancerogeno e - in accordo a quanto ribadito dall'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (Iarc) - il consumo di qualunque bevanda alcolica, in funzione delle quantità e della frequenza di consumo e considerando tutti gli effetti sull'organismo, comporta svantaggi netti e danni per la salute ed è incompatibile con lo sport.

La «practice» proposta - il ricorso a 660 millilitri di birra al posto di quantità adeguate di acqua e sali minerali - è stata contestata, come riportato sui media, da ricercatori indipendenti e dagli stessi ricercatori che al Crea lavorano seriamente e hanno valutato discutibile l'opportunità di organizzare un evento basato su una «non-evidenza» scientifica, molto più ispirato a una presentazione commerciale e di marketing che di confronto scientifico e di contraddittorio che caratterizza la vera anima di un centro pubblico di ricerca. Ha generato stupore che a tecnici che hanno il privilegio e la missione di tutelare campioni nazionali, di tutelare la salute e diffondere un’informazione valida e completa, sia sfuggita la necessità di prendere in considerazione, nella valutazione del profilo e dell'impatto dell'uso di integratori nel post-esercizio, l'esigenza di escludere l'uso di sostanze dotate di nota tossicità ben evidenziata da esplicite indicazioni sull'inopportunità dell'uso di alcol nelle documentazioni tecniche della Federazione Italiana Gioco Calcio (Figc) e della Federazione Medici Sportivi Italiani (Fmsi) che sottolineano l'insostenibilità per l'organismo di uno sportivo, che si allena anche per bruciare calorie, di garantirsene incongruamente in evitabile eccesso - sette per ogni grammo di alcol - in particolare se già consumatore, rispetto alla sua giustificata, opportuna assenza nella pratica sportiva. 

In funzione delle variabili che potrebbero impattare negativamente sull'organismo, i ricercatori, gli scienziati i medici sanno che le conclusioni di tutte le evidenze di settore sono ispirate al principio di precauzione, ben noto alla comunità scientifica, che sollecita studi controllati, randomizzati e in doppio cieco per il controllo di variabili che non si esauriscono in quelle prodotte su base sperimentale in piccoli campioni, ma su un ventaglio di elementi e un periodo di osservazione molto più ampi che possano con ragionevolezza giungere a suggerire una pratica sicura anche nel pieno rispetto delle linee guida per una sana alimentazione. La pratica, allo stato attuale, non appare dotata di basi ampie e necessarie per essere definita vantaggiosa e tanto meno essere proposta al pubblico attraverso una comunicazione che deve ispirarsi a certezze che non possono derivare da esperienze preliminari che ha più senso condividere con la comunità scientifica per opportuno vaglio. Dunque è fonte di perplessità la ricerca in un settore nobile come quello dello sport di nuovi prodotti definiti "analcolici", ma nei fatti risultanti gravati dal tre per cento di alcol - la legge quadro 125 del 2001 stabilisce che si può definire bevanda alcolica ogni prodotto che contiene alcol con gradazione superiore a 1,2 gradi - di cui non solo la gradazione, ma anche la quantità e la frequenza di alcol consumato possono fare la differenza sulla salute dello sportivo. Evidenze queste che non possono trovare generalizzazione all'intera popolazione degli sportivi, senza messaggi adeguati di cautela e di accompagnamento rispetto alle controindicazioni che impediscono l'uso di tale pratica (dall'età minima legale, all'uso di farmaci non infrequente nello sportivo, presenza di condizioni e di malattie che sconsigliano l'uso di alcol) nella consapevolezza che i messaggi diffusi sulla rete raggiungono prevalentemente i giovani influenzandone mode e tendenze. 

Una ricerca mirata a stimolare le catechine o a diminuire il colesterolo attraverso molecole veicolate da etanolo non ha molto senso da un punto di vista di salute rispetto a tante pratiche cliniche in uso, validate ed efficaci che propongono prodotti e pratiche il cui profilo di tossicità non è peggiorato dalla presenza di un cancerogeno. Lo stress ossidativo, così come l'infiammazione, sono condizioni cliniche oggetto di studi ma anche di qualificate misure d'intervento rigorosamente sanitarie, esulanti dalla ricerca e di buona pratica medica che, opportunamente, non introducono alcolici nel contesto di una pratica sportiva, sana e salubre per definizione. Un medico, anche sportivo, non usa e non consiglia l'alcol come presidio terapeutico (antinfiammatorio) né per modificare processi ossidativi (antiossidanti), potendo ricorrere a prodotti naturali (alimentazione) o commerciali (migliaia di prodotti antiossidanti non veicolati da etanolo) che riescono a raggiungere la quantità idonea di principio attivo utile ed efficiente. Ciò anche in omaggio a regole di deontologia professionale ispirate a perizia, prudenza e diligenza, secondo i pilastri della medicina legale e anche dell'etica.

Lo sport dovrebbe supportare il valore dell'indipendenza da qualunque sostanza che possa pregiudicare la salute e la pratica di stili di vita sani per i quali l'alcol non può né potrebbe esser usato come molecola «farmacologica» per la quale la stessa Alta Corte di Giustizia Europea in una sentenza afferma che non è lecito vantarne, nella comunicazione delle caratteristiche, proprietà salutistiche che non sono mai attribuibili ad una sostanza tossica e cancerogena, dannosa per la salute. Se si ricercano e comunicano proprietà terapeutiche, come nel caso specifico, non può non affacciarsi alla mente che la Legge 125/2001 (art.13, comma b) richiama che è vietata la pubblicità di bevande alcoliche e superalcoliche che attribuisca efficacia o indicazioni terapeutiche che non siano espressamente riconosciute dal Ministero della Sanità. 

Ne deriva che nessuna proprietà salutistica o terapeutica di una bevanda alcolica può essere attribuita in assenza di valutazione della consistenza dell'evidenza scientifica specifica. Il sostegno a politiche di prevenzione passa attraverso una comunicazione valida e oggettiva che insieme ai vantaggi indichi chiaramente gli svantaggi. A livello europeo si parla di «health in other policy» per richiamare ciascun settore di competenza alle rispettive responsabilità. Senza elencare le pubblicazioni scientifiche, comunque reperibili sul web, che smentiscono l'opportunità di usare la birra o l'alcol dopo lo sport in sostituzione dell'acqua, ci si può limitare a riportare per il grande pubblico le osservazioni di libero dominio sui siti web, evidentemente prive di pregiudizi che potrebbero essere attribuite al ricercatore che sa e che basa le opinioni su dati veri e validati.

L'alcol, a qualunque quantità, e in funzione di un’azione che è quantità dipendente, ma che parte da quantità bassissime di alcol consumato, agisce in maniera differente su ciascun individuo su:

a) metabolismo dei carboidrati: provoca inibizione della glicogenosintesi e stimolazione della gliconeolisi con conseguente depauperamento precoce delle scorte glucidiche.

b) Sistemi tampone: l'alcol favorisce la produzione e l'accumulo di composti acidi come il lattato e i corpi chetonici abbassando, di conseguenza, il pH del sangue. Ricordiamo che l'acidosi metabolica (abbassamento del pH ematico) è responsabile di sintomi come stanchezza, cefalea, nausea, vomito e può condurre al coma.

c) Sangue: l'alcol diminuisce l'efficienza nel trasporto ematico del ferro, un minerale coinvolto nei processi di produzione dell'Atp e nel trasporto dell'ossigeno. In particolare con la sua azione altera la sintesi delle diverse isoforme di transferrina. Tale proteina è coinvolta nel trasporto del ferro dalla sede di assorbimento a quella di utilizzo o di deposito (in particolare il fegato).

d) L'alcol causa un minor assorbimento della vitamina B12 e dei folati. Queste due sostanze sono fondamentali perché regolano alcuni processi fisiologici importanti. Una loro carenza implica un aumento di volume delle emazie (globuli rossi) e predispongono il soggetto all'anemia megaloblastica e a danni al sistema nervoso.

e) L'alcol è particolarmente tossico per i mitocondri, gli organuli cellulari che producono energia. Tra l'altro i mitocondri sintetizzano l'eme un complesso chimico presente nell'emoglobina in grado di legare l'ossigeno. Associando il declino nella produzione di eme al ridotto assorbimento della vitamina B12 e all'alterazione della transferrina il trasporto di ossigeno ai tessuti viene seriamente compromesso.

f) Tale alterazione influenza negativamente la prestazione sportiva soprattutto nelle attività di resistenza, come la corsa ed il ciclismo.

 (...omissis...)

Emanuele Scafato

copia integrale del testo si può trovare al seguente link: http://www.fondazioneveronesi.it/i-blog-della-fondazione/il-blog-di-emanuele-scafato/alcol-e-sport-un-binomio-impossibile#commenti 

 (Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.alcolnews.it)

 SABATO 21 MAGGIO GIORNATA DEL TUMORE ALLA BOCCA: L’ALCOL CONTENUTO NEL VINO, NELLA BIRRA E NELLE ALTRE BEVANDE ALCOLICHE E’ CANCEROGENO.

 http://www.tempostretto.it/news/sabato-21-maggio-giornata-tumore-bocca-messina-stand-piazza-cairoli-informare-sui-rischi.html 

GIORNATA DEL TUMORE ALLA BOCCA. A MESSINA UNO STAND A PIAZZA CAIROLI PER INFORMARE SUI RISCHI

Questa grave forma tumorale colpisce ogni anno 6.000 persone con un tasso di mortalità a 5 anni dalla diagnosi di oltre il 70%. Tra i fattori di rischio: fumo, alcol, cattiva igiene orale, papilloma virus, protesi dentarie incongrue, dieta povera di frutta e verdura

Giovedì, 19. Maggio 2016 - 9:12

Sabato 21 maggio si svolgerà in tutta Italia l’”Oral Cancer Day”, una manifestazione che ha lo scopo di informare i cittadini sulla prevenzione e sulla diagnosi precoce del carcinoma orale. Anche a Messina i dentisti aderiscono all’iniziativa con uno stand, che sarà installato a piazza Cairoli, angolo via Dogali, sabato 21 maggio, dalle 9 alle 13, per informare i cittadini sui rischi a cui si può andare incontro non curando per tempo le patologie della bocca.

I professionisti illustreranno come si previene il carcinoma orale soprattutto con la diagnosi precoce. Questa grave forma tumorale colpisce ogni anno 6.000 persone con un tasso di mortalità a 5 anni dalla diagnosi di oltre il 70%. Tra i fattori di rischio: fumo, alcol, cattiva igiene orale, papilloma virus, protesi dentarie incongrue, dieta povera di frutta e verdura. Purtroppo l’incidenza della malattia è in lento e costante aumento, tuttavia un trattamento tempestivo può salvare la vita. I Dentisti Andi effettuaranno visite gratuite che sarà possibile prenotare telefonando al numero verde 800911202 dal 24 maggio al 24 giugno. L’evento è stato organizzato dall’Associazione Nazionale Dentisti Italiani - la più importante associazione nazionale cui aderiscono più di 24000 odontoiatri - in sinergia con la Commissione Albo Odontoiatri, il Cenacolo Odontostomatologico Italiano e la Società di Patologia e Medicina Orale.

 AMERICAN SOCIETY OF HYPERTENSION: IL CONSUMO DI ALCOL NEGLI IPERTESI PUÒ CAUSARE DANNI AL CUORE

 http://www.cufrad.it/news-alcologia/alcol-alcolismo/american-society-of-hypertension-il-consumo-di-alcol-negli-ipertesi-pu-causare-danni-al-cuore/33143 

IPERTENSIONE, CONSUMO DI ALCOL E DANNO CARDIACO

Alcol alcolismo18-05-2016

Uno studio italiano condotto presso l'università di Udine e presentato al meeting annuale dell'American Society of Hypertension ha evidenziato come il consumo di alcol nelle persone ipertese, può determinare danni al cuore alterandone la funzionalità.

Lo studio in questione non è riuscito a trovare una relazione di causa-effetto fra ipertensione, consumo di alcol e danneggiamento della funzionalità cardiaca e non è riuscito a trovare neppure il meccanismo secondo il quale l'alcol, nelle persone ipertese, potrebbe danneggiare tale funzionalità, ma anche tenendo conto dei fattori di rischio, il consumo di alcol sembra poter aumentare il rischio di mal funzionamenti cardiaci nei pazienti ipertesi.

Gli autori dello studio sono arrivati a queste conclusioni dopo aver reclutato 335 pazienti ipertesi, ma nessuno affetto da disturbi cardiaci.

Quelli che hanno segnalato il maggior consumo di alcolici hanno anche evidenziato di avere un ventricolo sinistro più spesso del dovuto e quindi meno funzionante.

 (...omissis...)

copia integrale del testo si può trovare al seguente link: http://www.sanihelp.it/news/24172/alcol-consumo-funzionalit--studio/1.html 

 (Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.alcolnews.it)

 E’ AUSPICABILE UN'EDUCAZIONE ALLA SALUTE PIU' CHE ALLA CULTURA DEL BERE PRODOTTI CANCEROGENI

 http://www.winenews.it/news/42241/sempre-meno-consumatori-e-consumi-di-vino-birra-e-spirits-in-italia-ma-cresce-la-consapevolezza-della-cultura-mediterranea-del-mangiare-e-bere-e-leducazione-preferita-ai-divieti-contro-gli-eccessi-cos-la-ricerca-nielsen-by-federvini 

SEMPRE MENO CONSUMATORI E CONSUMI DI VINO, BIRRA E SPIRITS IN ITALIA. MA CRESCE LA CONSAPEVOLEZZA DELLA CULTURA MEDITERRANEA DEL MANGIARE E BERE, E L’EDUCAZIONE È PREFERITA AI DIVIETI CONTRO GLI ECCESSI. COSÌ LA RICERCA NIELSEN BY FEDERVINI

Roma - 17 Maggio 2016, ore 12:13

Cresce la consapevolezza della cultura mediterranea del mangiare e bere, e l’educazione è preferita ai divieti contro gli eccessi Sempre meno consumatori e consumi di bevande alcoliche (vino, birra e spirits) in Italia, dove però cresce la consapevolezza della cultura mediterranea del mangiare e bere, e dove l’eccesso è sempre meno di moda, con le persone che preferiscono di gran lunga la cultura dell’educazione a quella divieto. Ecco, in estrema sintesi, gli atout della ricerca Nielsen per Federvini, nell’assemblea di scena oggi a Roma. Da cui emerge che i consumi di bevande alcoliche in Italia (vino, birra e alcolici) in 10 anni, tra il 2005 ed il 2015, sono diminuiti del 25%, da 31,1 milioni di ettolitri a 22,9 milioni di ettolitri. E questo a causa di cambiamenti di varia natura: demografici (la popolazione italiana invecchia), sociali (sono cambiati momenti e luoghi di consumo), economici, ma anche per nuovi atteggiamenti alimentari sempre più orientati al salutismo e, non ultimo, per una sempre maggiore competizione con gli altri settori del beverage.

In pochi anni, dal 2011 al 2015, i consumatori di bevande alcoliche sono diminuiti di 1,8 milioni di unità, dai 34 milioni del 2011 ai 32,2 del 2015, con un percentuale di penetrazione sulla popolazione scesa dal 65% al 61%. Tra i bevitori si è registrata anche una diminuzione della frequenza media di consumo, da 4 volte a settimana del 2011 a 3,6 del 2015. Con il consumo che è nettamente diminuito nel momento del pranzo (nel 2011 beveva in questo pasto il 60% dei consumatori, oggi il 52%), mentre è cresciuto nell’aperitivo serale (dal 12% al 19%), nella cena (dal 74% all’80%) e nel dopo cena (dal 20% al 25%). Nello stesso tempo, sono tornati a crescere i consumi fuori casa in ristoranti, pizzerie, bar e pub.

Si è consolidato anche l’approccio “mediterraneo” al consumo di vino e alcolici, visto che crescono le persone che dicono di bere per accompagnare il pasto (74%) e perché gli piace assaporare e degustare le bevande (60%). Anche perché in Italia l’84% degli intervistati da Nielsen è d’accordo nell’affermare che sia forte la cultura enogastronomica mediterranea, che vede nel bere accompagnato i pasti uno dei suoi “pilastri”. Una consapevolezza che cresce (era il 78%, nel 2011), come cresce il numero delle persone (83% sul 73% del 2011) che ritengano che bere in eccesso e perdere il controllo sia sbagliato e fuori moda. E per limitare quei comportamenti sbagliati nell’approccio al vino e alle bevande alcoliche, che pure esistono, l’85% degli italiani sostiene che sia più utile investire nella formazione alla cultura del bere(*), che puntare sulla logica del divieto. Anche perché, spiega la ricerca, un consumatore più responsabile diventa più attento agli stimoli della comunicazione, e ne esce rassicurato: il 67% (sul 60% del 2013) dice di aver notato una maggiore presenza di messaggi sul “bere responsabile”, il 53% (sul 45% del 2013) cerca di tenerne conto, e il 69% (sul 65% del 2013) ritiene che la salute del consumatore sia più tutelata dai limiti suggeriti per il consumo di alcolici.

Tutti aspetti da tenere in considerazione per un settore, come quello del vino e del beverage che, forte dei successi dell’export degli ultimi anni (non ultimo il record di 5,4 miliardi di euro di esportazioni enoiche nel 2015), sembra voler tornare ad investire anche sul fondamentale mercato nazionale, che vale da solo la metà del business, e dove sono tanti gli sforzi da mettere in campo per invertire, o quanto meno fermare, una tendenza al ribasso che, fino ad oggi, in molti hanno ritenuto inarrestabile.

 (*)NOTA: è più utile investire sulla salute delle persone e quindi sensibilizzarle alla sobrietà e non alla cultura del bere alcolici. L’alcol è un prodotto cancerogeno e quindi se si vuole vivere in salute è da evitare.

 UN CALO DEI CONSUMI DI BEVANDE ALCOLICHE ANCHE IN INGHILTERRA E NEL MONDO!

 http://www.ilfoglio.it/winey/2016/05/19/sbronza-da-brexit___1-vr-142174-rubriche_c207.htm 

SBRONZA DA BREXIT

di Edoardo Narduzzi | 19 Maggio 2016 ore 06:13

E’ e sarà un testa a testa fino all’ultimo voto. Il referendum sulla cosiddetta Brexit per decidere la permanenza o meno del Regno Unito nell’Unione europea è entrato nel vivo del confronto politico. Nonostante tutte le previsioni catastrofali dei sostenitori del no all’uscita dalla Ue, la vittoria del campo pro Brexit non sarebbe il terremoto raccontato. Il Regno Unito diventerebbe una maxi Svizzera con una qualche forma di trattato speciale che ne regolerebbe le sue relazioni, anche economiche, con l’Europa continentale. Un aggiustamento, forse, come tanti altri già registrati nel corso della storia.

Nel frattempo la tensione ha portato al calo, per la prima volta in questo secolo, dei consumi di alcol anche da parte dei sudditi di Elisabetta. Lo scorso anno il consumo complessivo di bevande alcoliche nel mondo è diminuito di 1,7 miliardi di litri pari allo 0,7 per cento del totale del 2014. Un altro segnale debole per interpretare le molte volatilità che stanno da qualche tempo dominando la politica globale: crisi cinese, crisi dell’euro, crollo del petrolio, Siria e Libia e così via. Tengono solo i consumi premium di whiskey giapponese e irlandese e di gin britannico, mentre è letteralmente crollato il consumo mondiale di vodka e di rum a fronte della tenuta della tequila. Nel 2016 i consumi di alcol nel mondo dovrebbero aumentare di nuovo dell’1,3 per cento e raggiungere i 251,3 miliardi di litri. Fiumi di alcol per festeggiare la Brexit nei pub britannici?

 GUIDA IN STATO DI EBBREZZA

 http://www.tusciaweb.eu/2016/05/bus-autista-positivo-allalcol-test/ 

BUS, AUTISTA POSITIVO ALL’ALCOL TEST

19 maggio, 2016 

Viterbo – Controlli bus, autista trovato positivo all’alcol test dalla polstrada.

Gli uomini della polizia stradale di Viterbo e dei distaccamenti di Monterosi e Tarquinia in questi giorni sono impegnatissimi nello svolgere i previsti controlli mirati sugli autobus gran turismo che vengono utilizzati dai vari istituti e scuole provinciali per effettuare le gite scolastiche.

Il protocollo di collaborazione sottoscritto dal dipartimento della polizia stradale – servizio polizia stradale e il Miur, il ministero dell’istruzione, università e ricerca, come noto, è finalizzato a svolgere il maggior numero possibile di verifiche sui mezzi adibiti al trasporto collettivo di persone che vengono usati per percorrere talvolta anche tratte di centinaia o migliaia di chilometri al fine di effettuare le tanto attese, dagli studenti, “gite scolastiche”. La revisione, le dotazioni di sicurezza, l’efficienza generale del veicolo, i tempi di guida, le condizioni psico-fisiche del conducente sono aspetti che la polstrada di Viterbo verifica pressoché ogni giorno, visto il periodo propizio per le gite.

E proprio durante una di queste verifiche, il personale di pattuglia intervenuto ha avuto modo di rilevare, tramite l’etilometro, come l’autista, che stava caricando i bagagli degli studenti sul pullman, si trovasse in stato di alterazione psico-fisica. “L’autista – come si legge in una nota della polstrada – ha immediatamente ammesso di essersi mangiato due cioccolatini ripieni di rhum poco prima dell’arrivo degli Agenti. Ovviamente, allo stesso è stato inibito di mettersi alla guida fintanto che non avesse smaltito l’alcool: per gli autisti professionisti, infatti, il tasso alcolemico deve sempre essere pari allo zero.

Nell’ambito di ulteriori controlli ai bus scolastici, un’altra pattuglia della polstrada ha intimato al titolare del pullman di sostituire un pneumatico perché gravemente deteriorato, cosa che avrebbe messo a repentaglio la sicurezza dei viaggiatori.

Questi episodi testimoniano il fatto che sia di gran lunga preferibile una verifica in più, magari un piccolo ritardo nell’inizio del viaggio, ma che questo viaggio poi si svolga in modo tranquillo e sicuro.

Gli agenti della polstrada vigilano affinché tutti gli studenti e le loro famiglie possano godersi una gita piacevole ed un ritorno a casa privo di preoccupazioniP.

 http://mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/2016/05/18/news/troppi-ubriachi-alla-guida-1.13497592 

«TROPPI UBRIACHI ALLA GUIDA»

La Polstrada di Padova avvia una campagna si sensibilizzazione

18 maggio 2016

La polizia stradale di Padova lancia un allarme: nei primi mesi dell’anno sono ancora molti gli incidenti stradali successi perché gli automobilisti si mettono alla guida ubriachi o drogati. Ci sono cinque casi emblematici che sono le fondamenta per avviare un progetto di sensibilizzazione.

Il conducente di una Peugeot 407, B.A., 53 anni, residente in provincia di Padova, coinvolto in un incidente stradale perché percorreva la strada in contromano. Al momento dell’incidente è risultato positivo all’alcoltest con un tasso alcolemico pari a 2.81. Altro caso con un uomo di 45 anni alla guida di una Nissan Primera che si lancia in sorpasso di due auto e causa uno schianto: positivo all’alcoltest con un tasso alcolemico pari a 2.61.

Nemmeno i motociclisti rinunciano a bere, lo dimostra il caso di un quarantasettenne della provincia di Verona che, in sella a una Kawasaki, ha perso il controllo del bolide in autostrada ed è finito a terra: tasso alcolico di 1,05.

Alcol, certo ma anche droga. Una quarantacinquenne della provincia di Padova, alla guida di una Lancia Y, ha causato un incidente saltando di netto uno stop. Si era messa alla guida dopo aver sniffato cocaina.

Poi c’è chi rifiuta di sottoporsi a tutti gli accertamenti sullo stato psicofisico, ben sapendo di essere ben oltre le soglie di tolleranza previste per legge. L’automobilista in questione ha percorso un tratto in contromano, di notte, con la pioggia e la visibilità limitata, fino a causare un frontale con un’altra vettura.

Gli agenti della polizia stradale tengono d’occhio costantemente le statistiche ed è per questo motivo che cinque incidenti con conducenti fuori controllo per alcol o droga destano un certo allarme.

Il dirigente della Sezione di Padova, Sabato Riccio, oltre alla normale attività di prevenzione e repressione ha impegnato il personale anche in un’opera di sensibilizzazione degli utenti della strada.

Con una certa frequenza vengono organizzati i posti di blocco con tutte le strumentazioni fornite dal Ministero. Ma oltre a questo c’è anche l’opera di sensibilizzazione con incontri nelle scuole e con altre realtà del mondo del lavoro.(e.fer.)

 ALCOL E LAVORO

 Potete vedere ed ascoltare un video qui:

https://spisal.ulss20.verona.it/iweb/262/filmato.html 

 Durante lo svolgimento del proprio lavoro è necessario essere sobri. Dopo l'ultima serie di incidenti causati dall'assunzione di alcol è stato rafforzato il controllo per le professioni a rischio. Per la sicurezza di tutti

 INIZIATIVE DI INFORMAZIONE E PREVENZIONE

 http://www.oggitreviso.it/piazza-borsa-aperitivo-analcolico-con-gli-studenti-dellalberghiero-135906 

IN PIAZZA BORSA APERITIVO ANALCOLICO CON GLI STUDENTI DELL'ALBERGHIERO

19.5.16

I ragazzi dell'istituto Alberini giovedì dalle 17 presentano ai cittadini il progetto "Meno Alcol Più Spirito”

TREVISO - “Meno Alcol Più Spirito”, è il titolo del concorso che ogni anno l’Istituto Alberghiero Alberini di Villorba riserva ai suoi studenti e agli studenti degli istituti alberghieri d’Italia, con l’obiettivo di educare alla conoscenza del beverage e del corretto modo di proporre bevande, per accrescere consapevolezza e senso responsabilità rispetto al ruolo futuro che gli studenti assumeranno diventando gestori di locali.

L’iniziativa, condotta con la collaborazione dei gruppi Fipe e Ortofrutta di Confcommercio, di Ulss 9 con il patrocinio del Comune di Treviso, sarà presentata domani, giovedì 19 maggio, in Piazza Borsa a Treviso dove, dalle ore 17, gli studenti dell’Alberini incontreranno li cittadini facendo assaporare cocktail analcolici con caratteristiche salutari, creati al momento, per contribuire a contrastare il culto dello sballo e promuovere cultura del bere senza alcol e del mangiar sano. “Fit&Good” è dunque non solo il potenziale successore “bio” e “genuino” del radicatissimo spritz, ma il nuovo concorso analcolico-salutare, per il quale gli studenti esprimeranno il meglio della loro creatività, delle loro competenze agroalimentari e salutistiche in materia di beverage. I protagonisti in piazza Borsa saranno dunque gli studenti, supportati dai loro docenti e dagli operatori dell’Usl 9 coinvolti nella realizzazione del progetto.

La manifestazione sarà divisa in due parti: la prima dalle 17 alle 18,30 nella quale verrà offerto l’aperitivo analcolico e l’avvio del laboratorio di confronto creativo aperto a tutti denominato World cafè, la seconda, dalle 18,30 alle 20,30 con lo svolgimento del concorso “Fit&Good” che vedrà gareggiare gli studenti nella realizzazione di cocktail analcolici con caratteristiche salutari.

La Giuria sarà composta da rappresentanti della Usll9, Fipe e mondo sportivo, e dovrà valutare la qualità tecnica, salutare ed estetico/gustativa dei prodotti, risultati dalle diverse performance. Testimonial d’eccezione, medaglia olimpica del Volley - Londra 2012, sarà Dante Boninfante e la squadra del Volley Treviso. Ospiti particolari saranno alcune associazioni sportive della rete ”Lasciamo il segno” ed i ragazzi di altri progetti educativi che porteranno le loro performance sul palco per dire insieme che il protagonismo e la voglia di stare insieme possono diventare cultura, innovazione, integrazione, sia sociale come anche nel fare formazione e impresa.

Il cocktail vincitore si potrà degustare nei prossimi giorni nei locali aderenti a Fipe.

In caso di maltempo, l’evento si svolgerà all’interno della Camera di Commercio.

 http://www.ilnotiziariodicortina.com/?p=8067 

DOMANI, A RA CIASA DE RA REGOLES, RIFLESSIONI SUI PROBLEMI LEGATI ALL’ALCOL NEI GIOVANI

18 MAGGIO 2016 AT 10:21

Feliciana Mariotti 

Riflessioni sul problema dell’alcool nei giovani (WWW.ilnotiziariodicortina.com)

Domani, giovedì 19 maggio, dalle 20.30, a ra Ciasa de ra Regoles, avrà luogo il primo dei due appuntamenti con la popolazione sul tema della prevenzione dell’alcol tra i giovani.

L’evento dal titolo: “Fai attenzione – Riflessioni sui problemi legati all’alcol nei giovani” è organizzata da Michele Gaspari del Club “Il Passo”, presieduto da Barbara Frena.

Le due serate saranno condotte dall’infermirera professionale Mary Kariuki del Reparto Alcologia di Auronzo.

“L’intento spiega Gaspari – intende coinvolgere gli adulti in una sana riflessione su un problema da sempre sottovalutato, ma che sta facendo danni all’interno del tessuto sociale di tutta la comunità”.

L’incontro è aperto a tutta la cittadinanza. Prossimo appuntamento il 26 maggio, alle 20.30 a ra Ciasa de ra Regoles.

 CONSEGUENZE DEL CONSUMO DI VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI

 http://www.legalitaorganizzata.it/ultime/2016/05/roma-minaccia-di-incendiare-negozio-per-farsi-consegnare-bottiglie-di-alcol/ 

ROMA: MINACCIA DI INCENDIARE NEGOZIO PER FARSI CONSEGNARE BOTTIGLIE DI ALCOL

di REDAZIONE

Roma, 18 mag. (AdnKronos) - Momenti di panico nella serata di ieri in via Cartagine, al Tuscolano. Un tunisino di 41 anni, nella Capitale senza fissa dimora e con precedenti, è entrato in un negozio di generi alimentari gestito da un bengalese di 38 anni e improvvisamente ha afferrato una bottiglietta che portava con sé e ha iniziato a cospargere il pavimento del minimarket con del liquido infiammabile, con cui è riuscito a bagnare anche il gestore. Poi ha estratto un accendino dalla tasca minacciando di appiccare il fuoco per costringere la vittima a consegnargli delle bottiglie di alcolici. Alcuni passanti, udite delle urla, hanno contattato il Numero Unico di Emergenza 112 e le pattuglie del Nucleo Radiomobile di Roma sono intervenute sul posto in pochi minuti riuscendo a bloccare il tunisino. I carabinieri hanno sequestrato due accendini e la bottiglia contenente il liquido infiammabile, trovati ancora tra le mani del 41enne, che è stato trattenuto in caserma, in attesa del rito direttissimo. Dovrà rispondere delle accuse di tentata estorsione e tentato incendio. (Laf/AdnKronos)