Rassegna del 18 Maggio 2016

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

CORRIERE.IT

Quando il vino fa bene alla ricerca weekend in 750 cantine per l’Airc

Raccolta fondi organizzata dal Movimento Turismo del Vino: il 28 e 29 maggio ogni bicchiere servirà a finanziare gli studi. Contucci (Airc): «Fondamentali le iniziative sul territorio che sostengono il lavoro di 5 mila ricercatori per vincere il cancro»

di Luca Zanini

17 maggio 2016 - Quando il vino fa bene. No, non parliamo della disputa sul rosso che aiuterebbe il cuore o sulle presunte virtù del resveratrolo. Questa volta il vino fa bene (anzi fa del bene), perché finanzia la ricerca sul cancro: nel fine settimana del 28 e 29 maggio, grazie alla manifestazione «Cantine aperte 2016», ben 750 aziende vinicole italiane raccoglieranno fondi destinati all’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (Airc). Acquistando un calice per le degustazioni, gli enoappassionati contribuiranno a finanziare la ricerca oncologica.

Il contributo sociale dei vignaioli

Vino, territori, arte, gusto e solidarietà. La partnership con Airc del Movimento Turismo del vino (Mtv), che organizza il weekend enologico, si chiama «Un bicchiere per la ricerca»: uno slogan semplice per invitare i wine lover di tutte le regioni italiane a sostenere la ricerca a suon di brindisi. La due giorni è sostenuta anche da Intesa Sanpaolo. «Avere partner come Airc e come Intesa Sanpaolo dimostra tutto il valore delle nostre iniziative in favore dell’enoturismo – rivendica Carlo Pietrasanta, presidente del Movimento Turismo del Vino –. Abbiamo voluto fortemente questa nuova collaborazione con Airc perché siamo convinti che il vino, grazie al suo potenziale attrattivo, possa dare un contributo importante anche sul piano sociale».

In Umbria, dove sono 57 cantine aderenti a Mtv, oltre alle degustazioni tra i vigneti, e al «bicchiere per la ricerca», i visitatori delle aziende vinicole troveranno l’«enometro», uno strumento empirico (un «conta bicchieri», non un etilometro) per controllare la quantità di alcol assunta e imparare a bere con consapevolezza. In Sardegna (7 cantine) i viticoltori sveleranno i segreti della longevità dei centenari sardi e di quelli dell’isola di Okinawa. In Friuli Venezia Giulia (65 cantine aderenti) verrà presentata anche «Bambini in pericolo» con il kit Cantine Aperte Unicef: una raccolta fondi parallela che finanzia una campagna contro la malnutrizione infantile condotta dall’organizzazione delle Nazioni Unite.

Ricercatori al lavoro senza sosta

«Ogni giorno grazie agli oltre 4 milioni e mezzo di sostenitori che hanno scelto di essere al nostro fianco possiamo garantire a circa 5.000 ricercatori di proseguire senza sosta nel loro lavoro, per rendere il cancro sempre più curabile — sottolinea Niccolò Contucci, direttore generale Airc —. Insieme ai nostri tradizionali appuntamenti di piazza per noi sono fondamentali anche le tante iniziative che si svolgono sul territorio e che ci consentono di promuovere la missione di Airc presso un pubblico sempre più ampio. Per questo siamo grati al Movimento Turismo del Vino per la collaborazione che ci hanno offerto nell’ambito della manifestazione Cantine aperte».

Non più di un bicchiere a pasto

Quanto a vino e benessere, l’Airc ricorda — nell’elencare sul suo sito «gli ingredienti della salute» — che «il vino rosso contiene moltissimi composti benefici, tra i quali spicca il resveratrolo che, in laboratorio, ha dimostrato di essere efficace sia nel bloccare la progressione dei tumori sia nel prevenirne la comparsa». Ma raccomanda: «Non bisogna mai superare un bicchiere di vino a pasto per gli uomini e uno al giorno per le donne, ricordando, tra l’altro, che il vino bianco e gli altri alcolici non hanno lo stesso effetto preventivo. Il resveratrolo è infatti concentrato soprattutto nella buccia degli acini, il che spiega la sua scarsa concentrazione nel vino bianco». (*) 

Per informazioni su tutti gli appuntamenti del weekend di cantine Aperte: www.movimentoturismovino.it

(*) Nota: leggendo la notizia che l’Airc si finanzia con la vendita di un cancerogeno si rimane sbigottiti, vedendo il livello scientifico con cui si parla del vino si comincia a capire meglio. 

VIVERECAMERINO

Non fare lo sbronzo alla Corsa alla Spada! Partono le iniziative anti-alcol

"Non fare lo sbronzo" è la nuova iniziativa che vedrà nella tre giorni finali della Festa della Spada a Camerino, 19, 20 e 21 maggio 2016, la presenza del servizio etilotest gratuito e anonimo fino a notte fonda e la possibilità da inizio serata di sperimentare i pericoli della guida in stato di ebbrezza grazie al "tappeto al volante", una simulazione live ideata dal Team Stammibene. 

Altro elemento fondamentale dell'iniziativa è la possibilità di usufruire di bevande analcoliche e acqua a prezzo scontato in tutti i bar e le taverne aderenti, cioè quelli che recano la locandina del progetto.

"Non fare lo sbronzo!" debutta in questo 2016 proprio grazie alla sensibilità dei gestori, delle associazioni Scacco Matto, Glatad e Pars e all'organizzazione del Comune di Camerino, in special modo dell'Ass. Antonella Nalli, e del Dipartimento Dipendenze Patologiche AV3 Asur Marche, diretto da Gianni Giuli. Una ampia collaborazione che è solo all'inizio di un lungo percorso culturale da fare proprio sul fenomeno alcol, che fin da questa prima tappa non aspira solo a contrastare l'abuso e i pericoli per la salute ad essi legati, ma a promuovere stili di vita sempre più votati al divertimento sano e a una socialità basata su relazioni autentiche.

Per garantire il servizio etilotest nelle tre serate gli operatori del Team stammibene si alterneranno a quelli di "Alza la testa non il gomito" e dell'ass. Scacco Matto. Lo stand con l'etilotest e la simulazione "Tappeto al volante" sarà in piazza Garibaldi a partire dalle 21.30. Come di consueto saranno disponibili gadget e materiali stampati non solo riguardanti l'alcol, ma ogni tipo sostanza d'abuso, e in particolare riguardanti la crescente emergenza del gioco d'azzardo patologico, grazie alla collaborazione con il Progetto ALL IN.

PRIMAPAGINAREGGIO

NIENTE ALCOL, ANCHE SE IN PLASTICA

Mag 18, 2016 - Vietare il consumo di alcolici in città, anche se contenuti in bicchieri di plastica. Questo il progetto su cui stanno lavorando gli uffici dell’assessorato al Commercio e alla Sicurezza.

La bozza a cui si sta dedicando Natalia Maramotti dopo aver ascoltato e accolto le rimostranze di alcuni comitati cittadini, e in particolar modo quelli sorti nelle zone “rosse” di Reggio, sarà illustrata ai consiglieri comunali la settimana prossima e richiederà, per diventare operativa, una modifica del regolamento di polizia locale.

Fino a oggi il divieto di consumare bevande alcoliche è stato imposto dall’amministrazione tramite ordinanza. Si è trattato però di provvedimenti urgenti che hanno avuto una durata limitata nel tempo e nello spazio. L’intenzione dell’assessore è invece dare una risposta strutturale al problema del degrado causato dai gruppi di ubriachi che si aggirano per le strade.

Il progetto in cantiere mira quindi a sanzionare coloro che berranno alcolici, a meno che non si trovino all’interno di un locale o di una distesa. Il provvedimento varrà per tutto il territorio comunale e non soltanto per il centro storico e andrà ad aggiungersi al divieto, già oggi in vigore, di allontanarsi dai locali con contenitori in vetro.

Trattasi di soluzione drastica a un problema che quasi quotidianamente viene portato sul tavolo dell’amministratore da quei residenti che si lamentano per gli schiamazzi notturni, le risse sotto casa e i cumuli di rifiuti abbandonati la mattina lungo le strade.

Il provvedimento, che di certo risulterà indigesto ai gestori dei bar cittadini, è già in vigore sia a Modena che a Torino. Per capirne meglio i contorni e le sanzioni a cui sarà sottoposto chi sarà pescato a zonzo con un alcolico “in plastica”, non resta che attendere la presentazione della bozza in Consiglio comunale. Passaggio che l’assessore intende compiere per raccogliere pareri ed eventuali controproposte.

IL SOLE 24ORE

Il peso del fisco rallenta il mercato delle bevande alcoliche (*) 

di Emanuele Scarci 

18 maggio 2016 - Consumi stanchi e peso delle accise sulle bevande alcoliche hanno zavorrato il mercato italiano nel 2015 mentre l’export è rimasto positivo per vino, aceti ed alcolici: è la sintesi tracciata ieri durante l’assemblea di Federvini, la Federazione delle imprese di vini, liquori e aceti. Dal fronte governativo però sembrano profilarsi delle aperture sul fronte fiscale, ma bisogna attendere il decreto fiscale.

Mentre per l’anno in corso i dati sull’export sembrano confermare il quadro del 2016. «Il 2015 è stato un altro anno complesso per tutto il comparto agroalimentare in Italia - ha detto il presidente di Federvini, Sandro Boscaini, in occasione dell’assemblea generale di ieri - I consumi hanno ancora una volta stentato. Sebbene l’export ha rappresentato una boccata di ossigeno per il settore, occorre ridare dignità al mercato interno e ai consumi domestici e riconoscere alle produzioni di vini, di spiriti e di aceti un ruolo strategico nell’economia nazionale». La stagnazione del mercato domestico è posta da Federvini direttamente in relazione al peso crescente degli aumenti d’accisa sulle bevande alcoliche e da altre criticità legate alla percezione delle stesse.

“Il 2015 è stato un altro anno complesso per tutto il comparto agroalimentare in Italia ”

I primi inasprimenti fiscali delle accise sugli alcolici (nel decreto Cultura e decreto Scuola del Governo Letta) sono scattati nel 2013 e poi si sono ripetuti nel 2014 e nel 2015 con un balzo del 30%. «Alla fine - ribadisce Boscaini - si sono depressi i consumi del 5% e le entrate del fisco sono scivolate dell’1,5%. Non mi sembra un’operazione riuscita».

(…) 

Uno studio condotto da Nielsen sul consumo delle bevande alcoliche in Italia ha inoltre rilevato che nel quinquennio 2011-2015 si sono persi 1,8 milioni di consumatori (-5%) a 32,2 milioni. Tra coloro che invece continuano a consumare bevande alcoliche la frequenza del bere è passata da 4 volte a 3,6.

Nel corso dell’assemblea di Federvini, il sottosegretario all’Economia Paola De Micheli ha lasciato intendere che all’interno del processo di armonizzazione delle accise potrebbero esserci delle novità. «Il decreto fiscale è in costruzione - ha detto De Micheli - e lì dentro ci sono 4 - 5 cose che riguardano la filiera del vino».

Il vino rimane il prodotto più diffuso e con la frequenza di consumo più alta, ma subisce uno dei cali più marcati: -5%. In calo anche il trend dei liquori (-30%), dei distillati (-17%) e dei cocktail alcolici (-31%). Tengono invece i consumi di champagne, spumante e prosecco e quelli di aperitivi alcolici.

Diversa la musica per l’export. Nel 2015 l’Italia ha esportato vini e mosti per 5,5 miliardi (+4,8%) e in volume per 21 milioni di ettolitri (-2,3%): gli Stati Uniti sono il mercato extra Ue più premiante con 1,2 miliardi; in Europa invece la Germania si conferma leader e precede il Regno Unito.

Gli spumanti hanno trascinato da soli l’export, altrimenti fermo: +28% a valore per 194 milioni. Risultati eccellenti in particolare in Germania (+2,9% a valore) e nel Regno Unito (+46%).

In retromarcia invece i vini aromatizzati (-12,6% a 148 milioni) e fermi i vini liquorosi (+0,8% a 57 milioni).

Performance positive per gli aceti che hanno registrato una mini crescita dell’11% a 245 milioni. Tra i mercati più importanti, gli Stati Uniti con oltre 71 milioni, la Germania con 43 e la Francia con 20,6. E nel 2016? «È presto per dirlo - osserva Boscaini - nei primi mesi abbiamo visto un andamento vivace degli ordini di spumanti e rosati, ora si passa agli altri vini. Direi però che si profila una conferma del quadro del 2015».

(*) Nota: l’aumento del prezzo degli alcolici è un utile deterrente per il loro consumo. I recenti incrementi delle accise, tuttavia, (da cui è escluso il vino) sono stati al di sotto della soglia di percezione. Il principale fattore di riduzione dei consumi è la sempre più evidente incompatibilità degli alcolici con la maggior parte delle attività umane. 

GARDAWEEK

Alcool test dopo l'aperitivo: "Lo fate solo per fare cassa"

Alcool test dopo l'aperitivo, infuria la polemica 

18/05/2016 - Un alcool test decisamente fuori orario. Un posto di blocco che ha scatenato l'ira dei social network e dato vita a un vespaio di polemiche sul ruolo delle forze dell'ordine.

E' accaduto nella serata di ieri a Bussolengo, nel veronese, dove le segnalazioni per la curiosa richiesta di soffiare nel palloncino hanno animato il dibattito sui Facebook.

Di ritorno dalla lunga ed estenuante giornata lavorativa, alcuni operai sarebbero stati infatti "pizzicati" dalle autorità di poco oltre il limite consentito. Un aperitivo di troppo, nella maggioranza dei casi, che rischia di avere conseguenze nefaste, sia per il portafoglio che per le patenti dei protagonisti.

A far infuriare la popolazione - di cui una larga fetta considera comunque controlli di questo tipo necessari a garantire una maggior sicurezza sulle strade - c'è la linea dura con cui le autorità avessero dato il via a controlli di questo tipo volti, secondo i più, a "fare cassa sulle spalle dei lavoratori" piuttosto che garantire un effettiva maggiore sicurezza.

"In un contesto in cui i furti sono all'ordine del giorno - spiega un utente - vedere le autorità dispiegate sul territorio nel tentativo di acciuffare chi ha bevuto una semplice birra dopo il lavoro fa ribrezzo." (*) 

Una disputa che capita di certo in un periodo difficile, e che alza ancor più il vespaio delle polemiche.

(*) Nota: leggendo l’articolo sembra che il test con l’etilometro sia stato fatto all’uscita di un bar. Era invece un normale controllo dell’alcolemia ai guidatori. 

NEWSRIMINI

ALCOLICI AI MINORI. 17MILA € DI MULTA PER MINIMARKET A BELLARIVA

CONTROLLO POLIZIA MUNICIPALEMINIMARKET CRONACARIMINI

17 maggio 2016 – I controlli sono partiti dopo la segnalazione di alcuni residenti che avevano notato che il minimarket vendeva alcolici anche ai minori. Diverse le violazioni contestate al gestore di un minimarket di Bellariva da parte della Polizia Municipale di Rimini che gli ha contestato una multa di 17mila euro. Partita anche una denuncia penale.

Il quadro – spiega la PM – è desolante: dalla mancanza dei prezzi esposti, alla mancanza delle indicazioni sulla provenienza delle merci alimentari, alla mancata revisione dei mezzi antincendio fino a un abuso di natura edilizia. Ma la violazione più grave è stata riscontrata in materia di privacy in quanto, pur essendo presente un sistema di videosorveglianza, la raccolta e la gestione dei dati personali non era assicurata in alcuna forma.

Simona Mulazzani

LEGGO.IT 

ARRIVA A 18 ANNI SENZA BERE ALCOLICI:

HA VINTO UNA SCOMMESA FATTA CON SUO ZIO

INGHILTERRA Martedì 17 Maggio 2016 - Ha compiuto 18 anni e, prima di quel giorno, non ha toccato alcolici. Mai in vita sua e così Nicole Taaffe ha vinto una scommessa fatta qualche anno prima con suo zio 29enne Myles. (*) 

Quando aveva soltanto 8 anni, infatti, suo zio volle fare una scommessa con la bimba, poichè nel loro paese natale, Rochester (Inghilterra) c'erano molti adolescenti alcolisti. Per assicurarsi che Nicole non toccasse alcolici fino al suo 18esimo compleanno, ha promesso che le avrebbe pagato una somma di 600 euro se si fosse mantenuta alla larga da gin e compagnia bella.

E così è stato: Nicole ha mantenuto la promessa e ha vinto la scommessa: Ho pensato che la scommessa sarebbe servita a ridurre il rischio che Nicole potesse entrare in qualche cerchia sbagliata - ha ammesso suo zio Myles -. Ma non ha commesso errori. E' stata una scommessa di famiglia: non pensavo che ce l'avrebbe mai fatta e sono davvero fiero di lei".

"All'inizio la cosa è partita come uno scherzo - ha ammesso Nicole -. Ma poi man mano che crescevo, ho iniziato a prendere la questione molto seriamente e ci sono riuscita". Ora è tempo di festeggiare però. Con responsabilità.

(*) Nota: in Inghilterra, come da noi, il limite per consumare alcolici è 18 anni. Sarebbe stato più educativo considerare normale non bere da minorenne, piuttosto che ingaggiare una sfida. Chissà se Nicole spillerà altre sterline allo zio scommettendo di non passare col rosso o cose simili.