Rassegna del 16 Maggio 2016

A cura di Roberto Argenta, Guido Dellagiacoma, Alessandro Sbarbada

 IL TABLOID

Tuscolano – Omicidio nella notte, sotto i fumi dell’alcol uccide la cognata dopo una lite

E’ accaduto verso le 23 di ieri in via Sinopoli, al Tuscolano. Le grida provenienti da un’abitazione sita al civico 43 hanno richiamato l’attenzione di alcuni vicini che hanno chiamato il numero di soccorso pubblico.

In breve sul posto sono giunte le pattuglie del Reparto Volanti, che hanno individuato e tratto in arresto il responsabile, identificato per G.G., moldavo 41enne che si aggirava in strada con uno zaino sulle spalle, presumibilmente pronto a dileguarsi.

Gli agenti hanno accertato che poco prima l’uomo, sotto i fumi dell’alcol, aveva avuto una lite con la cognata, N.G., anche lei moldava, di 38 anni, al culmine della quale aveva l’aveva colpita alla gola con un coltello e poi con un martello alla testa.

Sul posto gli agenti hanno rinvenuto e sequestrati gli arnesi utilizzati per l’omicidio.

Le indagini in corso cercheranno di appurare i motivi che hanno determinato la lite, anche se a far degenerare la situazione sembrerebbe aver avuto un ruolo determinante lo stato di ebbrezza dell’uomo.

 CORRIERE DELLA SERA (16.05.2016)

Ubriaco in auto travolge uno scooter

Morto un sacerdote di Monteverde

Padre José Palma Battioli, 51 anni, stava tornando nella sua parrocchia dopo una visita ai Castelli. Il conducente, per ora solo denunciato, rischia l’arresto per omicidio stradale

di Rinaldo Frignani

È morto dopo una notte di agonia in ospedale. Padre José Palma Battioli, sacerdote messicano di 51 anni, molto conosciuto a Monteverde dove svolgeva la sua opera pastorale, è deceduto domenica mattina nel nosocomio di Velletri dove era stato portato in ambulanza la notte di sabato in seguito a un incidente stradale avvenuto in via di Santa Anatolia, alle porte della cittadina dei Castelli. Il sacerdote , in sella alla sua Vespa, è stato investito da una Ford Fiesta condotta da un quarantenne risultato positivo all’alcoltest. Sull’auto c’era anche la figlia di sei anni, rimasta illesa. I carabinieri della compagnia di Velletri hanno denunciato l’automobilista per guida in stato di ebbrezza.

Sulla Fiesta c’era anche la figlia di 6 anni dell’automobilista

Secondo la ricostruzione dei militari il religioso stava tornando da una visita che aveva fatto a Velletri quando è stato colpito in pieno dalla Fiesta: il conducente aveva invaso la corsia opposta e l’aveva travolto facendolo volare per alcune decine di metri. Fin dall’inizio le condizioni di don José sono apparse molto gravi. I medici dell’ospedale di Velletri hanno tentato di salvagli la vita, ma nella prima mattinata di domenica è sopraggiunto il decesso. Ora la posizione dell’automobilista si è aggravata: potrebbe essere arrestato per omicidio stradale visti i risultati positivi dell’alcoltest.

 http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/16_maggio_15/ubriaco-auto-travolge-scooter-morto-sacerdote-monteverde-153a7296-1aaa-11e6-bdfe-4c04a6b60821.shtml 

 REPUBBLICA (16.05.2016)

Milano Marittima, pugile stende un ubriaco: è gravissimo

Un 23 enne di Zola Predosa , boxeur amatoriale ed ex guardia giurata al Marconi, ha colpito un 40enne forlivese dopo una lite fuori da una discoteca mandandolo all'ospedale in prognosi riservata con un trauma cranico. Il picchiatore è stato arrestato e rischia l'accusa di tentato omicidio

RAVENNA. Forse perché infastidito dal suo stato di ebbrezza, lo ha colpito con un pugno in faccia fuori da una nota discoteca di Milano Marittima, sul litorale ravennate, riducendolo in gravissime condizioni. Per quanto accaduto all'alba, i carabinieri hanno arrestato per lesioni personali gravissime un 23enne di Zola Predosa (Bologna), finora incensurato, pugile amatoriale e in passato guardia giurata all'aeroporto bolognese 'Marconi'.

L'uomo colpito - un 40enne forlivese - è stato ricoverato in prognosi riservata all'ospedale 'Bufalini' di Cesena con un trauma cranico commotivo. Secondo la prima ricostruzione, poco dopo essere uscito dalla discoteca, il giovane ha iniziato a discutere con il 40enne forse perché quest'ultimo, in stato di grave ubriachezza stava orinando sulla strada. Di sicuro il 23enne lo ha steso con un unico pugno al volto.

Si trova ora in cella a disposizione del Pm di turno Lucrezia Ciriello. La Procura ravennate sta valutando se cambiare l'accusa in tentato omicidio alla luce della presunta consapevolezza che il 23enne aveva della capacità offensiva del proprio pugno.

 http://bologna.repubblica.it/cronaca/2016/05/15/news/milano_marittima_pugile_stende_un_ubriaco_e_gravissimo-139855933/ 

 ANSA.IT (15.05.2016)

Ubriaco tenta strangolare moglie, preso

Allarme lanciato da alcuni vicini di casa

 (ANSA) - GENOVA, 15 MAG - Trentottenne ubriaco al termine di una lite per gelosia ha tentato di strangolare la moglie stanotte in un'abitazione di San Quirico, in Valpolcevera, nella periferia di Genova. I carabinieri del nucleo radiomobile sono giunti nell'appartamento mentre l'uomo stava ancora stringendo le mani intorno al collo della moglie, una badante di 34 anni. A lanciare l'allarme alla centrale operativa del 112 erano stati alcuni vicini di casa della coppia che avevano udito le urla provenire dall'abitazione. L'arrestato, di nazionalità ecuadoriana come la moglie, è stato accusato di tentato omicidio.

 http://www.ansa.it/liguria/notizie/2016/05/15/ubriaco-tenta-strangolare-moglie-preso_1b6e2677-4c48-4f7a-8c61-716a5733262a.html 

 QUOTIDIANO PIEMONTESE (15.05.2016)

Ubriaco danneggia 13 auto in piazza Rivoli, arrestato 23enne

Torino Ha dato in escandescenza quando la polizia l’ha fermato. Lui è un uomo di 23anni, italiano: la polizia l’ha arrestato dopo che ha danneggiato 13 auto di fila in un parcheggio, vicino piazza Rivoli. Il 23enne, incensurato e residente a Rivalta, è stato sorpreso dagli agenti con uno specchietto retrovisore ancora in mano: è stato fermato e arrestato dagli agenti per danneggiamento aggravato, resistenza e minacce a pubblico ufficiale: l’uomo, infatti, quando è stato fermato dalla polizia ha dato in escandescenza opponendo resistenza all’arresto.

 http://www.quotidianopiemontese.it/2016/05/15/ubriaco-danneggia-13-auto-in-piazza-rivoli-arrestato-23enne/#_ 

 CORRIERE ADRIATICO

Jesi, perde il controllo dell'auto

Feriti i familiari, picchiato dai parenti (15.05.2016)

JESI - Ieri intorno alle 18,30 in via Ancona nel rettilineo al confine con Monsano poco prima dell'impianto del metano, una Opel con a bordo una famiglia di Polverigi di ritorno da una cerimonia (*), ha perso il controllo, uscendo di strada e andando a urtare contro un muretto.

Il conducente (un 45enne di Polverigi), la moglie, le due figlie (di cui una minorenne) e un nipote se la sono cavata con escoriazioni e lievi contusioni.

Ma la situazione s'è aggravata in un secondo momento. Infatti stando alla ricostruzione fatta da alcuni testimoni increduli, dietro all'utilitaria viaggiava un codazzo di altre vetture di parenti, che si sono fermate. Ma anziché prestare soccorso si sarebbero scagliati contro il conducente, non solo verbalmente, accusandolo di essere stato imprudente e di essersi messo alla guida ubriaco, avendo così messo a rischio tutta la famiglia.

Momenti di tensione in crescendo fino a quando al Pronto soccorso dell'ospedale di Jesi sono arrivati altri parenti che le hanno suonate di santa ragione al 45enne.

Sul posto oltre all'automedica del 118 e la Croce verde di Jesi anche i Vigili del fuoco. Dinamica e responsabilità saranno chiarite nelle sedi opportune.

 http://www.corriereadriatico.it/ancona/jesi_auto_cerimonia_parenti_familiari-1735423.html 

 (*) Nota: le nostre cerimonie ricche di brindisi e povere di abbracci portano anche a questo!

 IL GAZZETTIVO NUOVO

SETTE PERSONE IN OSPEDALE PER INTOSSICAZIONE DA ALCOL

In ben sei casi, le sirene delle ambulanze, urlavano per portare in ospedale persone che avevano ecceduto nel bere. Sono sette i ricoveri per intossicazione da alcol registrati in un solo fine settimana, nella provincia di Brescia. Tre ragazzi ed una ragazza sono stati portati ai nosocomi di Chiari ed Iseo, la zona dove si sono registrati più casi di ubriachezza, è proprio la Franciacorta.

In un caso, nella zona di via Dalmazia, a Brescia, i giovani si sono anche azzuffati. Gli uomini delle forze dell'ordine hanno pacificato un giovane di diciassette anni ed uno di diciotto, che erano venuti alle mani. Il maggiorenne è stato anche portato alla Poliambulanza, per smaltire l'alcol.

 GAZZETTA DI PARMA (16.05.2016)

Neopatentato ubriaco provoca un tamponamento

Da viale Pier Maria Rossi ha imboccato la rotonda del Petitot come una scheggia impazzita. Ha tamponato una familiare, ma si è ben guardato dal fermarsi. Ma la corsa è durata poco: si è schiantato contro due auto, un Suv Fiat e una Ford Fiesta, parcheggiate in via Pelacani. E non è finita qua: l’automobilista, un giovane di origini moldave, neopatentato, è risultato positivo all’alcoltest.

 http://www.gazzettadiparma.it/news/news/354314/Neopatentato-ubriaco-provoca-un-tamponamento.html 

 GIORNALE DI BRESCIA (15.05.2016)

Al volante ubriachi? Roba da uomini: ritirate 8 patenti

Non si ferma l'azione delle forze dell'ordine per contrastare i comportamenti a rischio alla guida. Per limitare la guida sotto l'effetto dell'alcol e degli stupefacenti anche la scorsa notte la Polstrada ha piazzato posti di controlli lungo le principali vie di comunicazioni delle provincia.

In particolare tre pattuglie hanno presidiato uno snodo della Bassa Valtrompia e, tra le 62 persone controllare a bordo di 52 veicoli ben 8 sono state quelle con un tasso alcolemico nel sangue superiore a quello fissato dalla legge. In un caso si è trattato di un neopatentato, in un altro di un ragazzo tra i 28 e i 32 anni e in tutti gli altri di persone più avanti con l'età. Tutti comunque erano uomini. 

Rischiano la sospensione della patente fino a 2 anni.

 http://www.giornaledibrescia.it/valtrompia-e-lumezzane/al-volante-ubriachi-roba-da-uomini-ritirate-8-patenti-1.3086853 

 IL MESSAGGERO (15.05.2016)

Ancona, 500 ubriachi alla festa universitaria i residenti del centro in rivolta

ANCONA Cinquecento ubriachi tra i circa studenti universitari che nella notte tra venerdì e sabato hanno messo a soqquadro il centro di Ancona. La festa universitaria ha svegliato mezzo quartiere. Si tratta del party abruzzese andato in scena nella facoltà di Economia, a Villarey . Un evento che si è trasformato in un incubo per i residenti. Tanti i giovani ubriachi che hanno invaso piazza Martelli e le vie vicine, con grida e pugni nei cofani delle auto parcheggiate. Due sono stati addirittura portati con l'ambulanza all'ospedale di Torrette per aver bevuto troppo. Una festa open air, targata Gulliver e giunta all'11esima edizione, con centinaia di studenti sbronzi che non hanno mostrato nessuna preoccupazione di sorta. «Il problema - spiega Carlotta Gadda, presidente Gulliver - è che tanti partecipanti erano arrivati alla festa già ubriachi. Avevano bevuto a casa e poi hanno continuato perché si sono portati dietro delle bottiglie di plastica piene di alcool per non spendere».

 http://ilmessaggero.it/marche/ubriachi_alla_festa_universitaria_centro_ancona-1734909.html 

 CORRIERE.IT

la maxi truffa 

Broni, la maxi truffa del vino

Trecento indagati

Il capo dell’antifrode che insabbiava le segnalazioni. E tutto è partito da un anonimo. Sono quasi 300 gli avvisi di garanzia ad ex amministratori e produttori 

di Ermanno Bidone

«Registrate tutti i carichi di uva, almeno in questo periodo». A parlare è l’ex direttore della Repressione frodi di Milano (Icqrf), Piero Maria Meregalli. Estate 2014. All’altro capo del telefono c’è il direttore generale e amministratore delegato della cantina Terre d’Oltrepo Livio Cagnoni, preoccupatissimo per alcune «cineprese» comparse attorno all’azienda a poche settimane dalla vendemmia: «non vorrei che fosse un magistrato». Solo a novembre, con il primo blitz che porta a Broni 270 agenti della forestale per una serie di perquisizioni a tappeto, i due scopriranno che era proprio così: la Procura di Pavia stava indagando su una truffa del vino da 20 milioni di euro all’anno, tra il 2010 e il 2014. Dopo la pensione, l’ex funzionario del ministero dell’Agricoltura era diventato consulente della coop vinicola, la più grande della Lombardia con un fatturato da oltre 40 milioni: con la sua esperienza i registri dovevano apparire inattaccabili ma, secondo l’accusa, non era così e l’ex direttore dell’Icqrf aveva tenuto comportamenti «gravissimi» anche in passato. Come nel 2008, quando a capo dell’ufficio di Conegliano (Tv) tentò di insabbiare segnalazioni su presunte irregolarità commesse a Broni. Secondo gli inquirenti, accanto alla contabilità ufficiale, c’era quella parallela che permetteva di alimentare la truffa, pagando i soci complici e acquistando mosti concentrati, zucchero (per 1 milione di euro) e altri prodotti: servivano ad «aggiustare il vino», venduto sfuso in cisterne a importanti clienti, come Cavit, Enoitalia, Zonin, Losito e Verga, Cantine Palazzo e Pirovano. Tutti estranei all’indagine. 

La truffa, secondo la Procura, consisteva nel colmare il potenziale dell’uva meglio pagata, il Pinot grigio Igp (200 quintali per ettaro di vigneto), nonostante la produzione reale fosse molto più bassa. Le «sete» di questo vino, che finiva soprattutto negli Stati Uniti, era schizzata alle stelle dal 2010, e le quotazioni arrivavano a 65 euro al quintale contro i 40 di altre varietà. Per arrivare alla massima quantità consentita c’erano due strade: portare uva diversa o non portare proprio nulla, emettendo documenti di consegna falsi. Centinaia di tonnellate di uva inesistente. Poi in cantina si metteva tutto a posto. Messo alle strette durante gli interrogatori, l’enologo trevigiano Giovanni Menini parla di «tagli» anche oltre il 50%, quando il limite è del 15: «Non condividevo questo sistema, ma sapevo di non incidere sulla salute dei consumatori». I 25 euro in più venivano quindi divisi: 15 tornavano alla cantina, 10 restavano all’agricoltore. E così, quasi un terzo degli 800 soci si sarebbe prestato al giochetto: pochi spiccioli per molti, creste di oltre un milione per altri. Nel corso di una perquisizione, in casa di Piercarla Germani, braccio destro del direttore, i forestali trovano 250 mila euro in un borsone. 

 Il 19 luglio 2014 arriva in Procura un esposto anonimo. Poche pagine in cui si parla di disciplinari di produzione «pilotati» per gonfiare le rese, di aziende che per anni alla cantina consegnano solo carta, di partecipazioni dei vertici di Broni in società venete e siciliane in cui figura una vecchia conoscenza della giustizia: il «re del mosto concentrato» Vincenzo Melandri, imprenditore romagnolo condannato a quasi 6 anni per associazione a delinquere nell’ambito di un’inchiesta della Dda di Bari, che con l’operazione «Baccus» indagava su come la mafia foggiana riusciva a riciclare denaro attraverso le aziende vinicole. Accuse rimaste estranee all’indagine appena conclusa, ma che, a Pavia, devono aver fatto saltare sulla sedia più di una toga. 

 L’inchiesta che ha mandato tutto all’aria si è chiusa con una lista di 297 indagati, la gran parte per semplice frode in commercio, 20 con le accuse più gravi di associazione a delinquere, truffa aggravata per ottenere contributi pubblici, emissione di fatture false, contraffazione di indicazioni geografiche dei prodotti. Una pioggia di addebiti che stanno mettendo a dura prova la credibilità di un territorio che, con i suoi 13.500 ettari vitati e 1.700 aziende agricole (moltissime estranee alla vicenda), fa del vino la sua bandiera e il suo pane quotidiano. E il lavoro della Guardia di finanza, per nulla ostacolato da un misterioso furto di pc dagli uffici della cantina, non è ancora finito: al setaccio ci sono i documenti contabili delle annate precedenti al 2010. 

 In molti, dal braccio destro del ministro Martina, Angelo Zucchi, fino alla Provincia di Pavia, hanno chiesto un netto segnale di rottura col passato, che però è arrivato solo a metà. Il consiglio della cantina ha annunciato le proprie dimissioni entro il 29 giugno, data delle nuove elezioni. «Troppo tardi», hanno ribattuto un centinaio di soci appena riunitisi per chiedere i danni alla dirigenza. «La vendemmia sarà ormai alle porte e forse anche i rinvii a giudizio. In che clima si voterà?». 

 Intanto, mentre la tempesta non accenna a placarsi, il Consorzio di Tutela Vini prova a gettare acqua sul fuoco, assicurando che una profonda riforma è alle porte: «Vogliamo modificare le rese dei vigneti in base a criteri scientifici - ha spiegato il presidente Michele Rossetti, agricoltore, anch’egli indagato nell’inchiesta come il suo predecessore - e dare più rappresentanza alle aziende di filiera». 

 Ermanno Bidone

 MET.IT (15.05.2016)

Raffica di incidenti nella notte a Firenze

La Polizia Municipale denuncia due automobilisti per guida in stato di ebbrezza

Ieri notte, complice anche la pioggia, si sono verificati diversi incidenti che hanno visto l’intervento della Polizia Municipale. Per due automobilisti sono scattati il ritiro della patente e la denuncia per guida in stato di ebbrezza. 

Quattro i rilievi effettuati nella prima della sera: uno con soli danni in via Bolognese e tre con feriti tra cui un sinistro che ha riguardato anche un bambino investito sulle strisce pedonali in via del Ponte alle Mosse. Inizialmente classificato come codice rosso, l’incidente è risultato meno grave anche se il ragazzino ha riportato varie fratture. 

Altri quattro gli incidenti rilevati dalla Polizia Municipale in orario notturno con tre conducenti “beccati” con tasso alcolemico superiore al limite: per due di loro sono scattati la denuncia e il ritiro della patente. Il primo sinistro, avvenuto intorno all’una e mezzo, ha visto il cappottamento di una Smart in viale Belfiore all’altezza di via Guido Monaco: il veicolo è andato a urtare contro la segnaletica del cantiere della tramvia. Nessuna conseguenza al conducente che, sottoposto all’etilometro al Comando di Porta a Prato, è risultato negativo. 

Un’ora dopo, intorno alle 2.30, è stata la volta di uno scontro auto/ciclomotore in via Circondaria. I due conducenti, ambedue del 1997, si conoscevano: l’uomo, che era a bordo del ciclomotore, è rimasto ferito ma si è allontanato lasciando il mezzo sul posto e rifiutando le cure nonostante fosse arrivata l’autoambulanza. La giovane, neopatentata (patente conseguita marzo 2016), è stata accompagnata al comando per prove con etilometro: è risultata positiva in tre verifiche con livelli gravi (tra le tre e le quattro volte il limite). Per lei è scattato il ritiro della patente, la denuncia per guida in stato di ebbrezza e il fermo del veicolo (portato in depositeria a disposizione della madre proprietaria). 

Mezz’ora dopo, alle 3 circa, altro incidente tra auto e motociclo con due feriti in zona stadio (via Carnesecchi). I due conducenti sono stati ricoverati con iniziale codice rosso e sono state chieste le verifiche del tasso alcolemico e dell’assunzione di sostanze stupefacenti. I risultati non sono ancora stati comunicati alla Polizia Municipale. 

Dopo mezz’ora ancora un incidente, questa volta uno scontro tra due auto per presunto passaggio con il semaforo rosso di fronte al comando di Porta a Prato. Sottoposti alla prova dell’etilometro i conducenti sono risultati ambedue positivi: per uno, nato nel 1956, il superamento era di lieve entità tanto da prevedere soltanto una violazione amministrativa. A questa si è aggiunta una multa perché l’auto è risultata priva di copertura assicurativa: il mezzo è stato per questo sequestrato. 

Più grave la situazione per il conducente del secondo veicolo, nato nel 1994: per lui l’etilometro ha segnalato un superamento di quattro volte il limite. Inoltre il giovane è risultato senza documenti. Perciò è stato sottoposto a identificazione per la denuncia di guida in stato di ebbrezza, ritiro della patente e fermo del veicolo. 

 http://met.provincia.fi.it/news.aspx?n=220068 

 SANIHELP.IT (16.05.2016)

Ipertensione, consumo di alcol e danno cardiaco

Uno studio italiano condotto presso l'università di Udine e presentato al meeting annuale dell'American Society of Hypertension ha evidenziato come il consumo di alcol nelle persone ipertese, può determinare danni al cuore alterandone la funzionalità.

Lo studio in questione non è riuscito a trovare una relazione di causa-effetto fra ipertensione, consumo di alcol e danneggiamento della funzionalità cardiaca e non è riuscito a trovare neppure il meccanismo secondo il quale l'alcol, nelle persone ipertese, potrebbe danneggiare tale funzionalità, ma anche tenendo conto dei fattori di rischio, il consumo di alcol sembra poter aumentare il rischio di mal funzionamenti cardiaci nei pazienti ipertesi.

Gli autori dello studio sono arrivati a queste conclusioni dopo aver reclutato 335 pazienti ipertesi, ma nessuno affetto da disturbi cardiaci.

Quelli che hanno segnalato il maggior consumo di alcolici hanno anche evidenziato di avere un ventricolo sinistro più spesso del dovuto e quindi meno funzionante.

La funzionalità del ventricolo si è rivelata inferiore per i soggetti più anziani e gravati da più problematiche di salute, tuttavia il consumo di alcol si è rivelato un fattore di rischio per lo sviluppo della condizione.

Secondo i ricercatori questo studio rafforza le evidenze che consigliano ai soggetti ipertesi di limitare al minimo possibile il consumo di alcol. 

 http://www.sanihelp.it/news/24172/alcol-consumo-funzionalit--studio/1.html 

 IL MESSAGGERO (16.05.2016)

Alticci al volante, più controlli fuori dai locali

Quando l’alba è alle porte, si aggirano per le strade come zombie, barcollando e cercando di non cadere, appoggiandosi, qui e lì, ai muri o alle spalle di qualche amico più lucido di loro. Non è difficile incontrarli, da Ponte Milvio all'Ostiense, da Trastevere al Portonaccio. Basta aspettare le 5, quando i locali hanno iniziato a chiudere i battenti e questo piccolo e pericoloso esercito di campioni dello sballo alcolico – per fortuna una minoranza - inizia a sciamare verso le proprie auto. Sono potenziali killer – sì, degli assassini – spesso ignari delle loro precarie condizioni psicofisiche, che decidono di mettersi alla guida, rischiando di provocare incidenti mortali.

Un problema, anzi, un’emergenza, che riguarda tutti. «Sì, ho bevuto, ma ce la faccio a guidare», è il ritornello che (si) raccontano dopo il quinto drink, per tranquillizzarsi. Le tabelle esposte nelle discoteche con i valori alcolemici delle diverse bevande, neanche le consultano – leggerle, da ubriachi, è arduo. Meglio risparmiare i soldi del taxi, magari «sono solo pochi chilometri per arrivare a casa». Un fenomeno che può essere arginato solo con controlli mirati nelle zone più a rischio, anche con personale in borghese. Non tanto con posti di blocco randomici – che lasciano sempre il tempo che trovano - ma attraverso un’attività di vigilanza mirata intorno alle discoteche, coinvolgendo la stessa security dei locali, per evitare che quegli zombie possano anche solo infilare la chiave nel cruscotto e mettere a repentaglio la vita di altre persone.

 http://www.ilmessaggero.it/roma/senzarete/alticci_volante_piu_controlli_fuori_locali-1735462.html 

 LA NUOVA DI VENEZIA E MESTRE (16.05.2016)

Ordinanza anti-movida 30 verbali in tre settimane

Campo Santa Margherita. Dimezzato il numero di giovani che porta alcolici da casa, ma venerdì sera ne sono stati multati otto. 

Mentre la protesta contro la cosiddetta movida continua con raccolte di firme in rete e invio di mail di protesta a Comune, Prefetto, polizia e carabinieri, la polizia municipale si fa forte dei dati di Campo Santa Margherita per dire che in quindici giorni la situazione in campo è stata portata alla normalità, o meglio alla vivibilità.

In tre settimane, da quando cioè è in vigore l’ordinanza contro l’alcol bevuto in campo, sono state trenta le contravvenzioni fatte a più o meno giovani che si portavano da casa birra o vino da bere. Solo venerdì sera ne sono state staccate otto. La presenza in campo di otto agenti, tra uomini del servizio sicurezza urbana e della sezione di Dorsoduro, tre giorni la settimana per far rispettare l’ordinanza, ha dimezzato la presenza di frequentatori. Praticamente spariti, dicono al Comando della Polizia locale, gli spacciatori. Infatti i servizi degli agenti vengono svolti anche con l’impiego di unità cinofile. Sempre il comando della caserma Poerio è convinto che i giovani che frequentavano campo Santa Margherita non si sono spostati in altre aree del centro storico.

Intanto una settimana fa è stata lanciata sulla piattaforma web Change.org, una petizione per raccogliere firme con lo scopo di «Salvare Venezia dalla movida incivile». Petizione che a ieri sera aveva raccolto 214 firme.

Scrive Luca Moioli, primo firmatario, nella lettera che sarò inviata a sindaco, prefetto, polizia locale e stampa: «Venezia è una città tanto meravigliosa quanto delicata. È un patrimonio dell'umanità eppure quasi ogni sera al calare delle tenebre la città cambia faccia: arrivano gli spettri e lo scempio riprende nella più totale indifferenza – è sottolineato – La città è abbandonata a se stessa come una nave alla deriva. Senza nessuna vigilanza l'antica città è costretta così a subire l'insulto degli incivili, che lasciano dietro di loro vetri rotti, spazzatura, vomito, urine ed escrementi. Alla mattina un esercito di spazzini cerca affannosamente di ripulire le tracce di questo scempio affinchè la città si presenti ai turisti con una faccia diversa, apparentemente pulita e civile. Quanto potrà resistere ancora Venezia a questo insulto?

Chiediamo all'amministrazione veneziana di multare pesantemente e sistematicamente i responsabili dei danni e dei disturbi. Le segnalazioni dei cittadini dovrebbero poter indicare all'amministrazione dove avviene questo scempio affinchè le multe possano arrivare precise e puntuali».

Moioli nella petizione poi fa precise accuse: «Gli esercenti sono i principali responsabili e dovrebbero rispondere del comportamento incivile dei loro clienti, sia per quanto riguarda i danni causati al patrimonio e sia per il mancato rispetto nei confronti della cittadinanza». (c.m.)

 http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2016/05/15/news/ordinanza-anti-movida-30-verbali-in-tre-settimane-1.13483794 

 GAZZETTA DI MANTOVA

Viadana

Il lambrusco riscalda il weekend

La festa vince sul maltempo: in tanti in fila per le degustazioni

Nonostante il meteo non proprio clemente, specie sabato, gli organizzatori della Festa del lambrusco a Viadana possono dirsi soddisfatti. L'evento, promosso dalla Pro Loco in collaborazione con il Comune e l’Osservatorio del lambrusco, ha animato il centro cittadino per il fine settimana, già da venerdì pomeriggio. Al taglio del nastro erano intervenuti tra gli altri il sindaco Giovanni Cavatorta, il presidente del consiglio comunale Ivan Gualerzi, gli assessori Ilaria Zucchini e Massimo Piccinini, l'assessore regionale Gianni Fava e il presidente Confcommercio Ercole Montanari. La serata inaugurale, nonostante la temperatura non proprio accogliente, ha poi visto cittadini e turisti trattenersi in piazza sino a notte. Nel lungo weekend, le piazze e vie del centro hanno ospitato gli stand di 75 cantine, provenienti da quattro province ed animate da esperti in grado di consigliare il pubblico nelle scelte d'assaggio. Allestita inoltre una dozzina di food-truck, furgoni-ristorante ambulanti. Gli esercizi aderenti a Confcommercio, e non solo, sono rimasti aperti, offrendo anche proposte a tema (la sangria di lambrusco nei bar La Perla, Lu&Giò, Matisse, Style&Coffee Drinks, Tiffany, Caffè del Borgo, Caffè Viadana e La Gatta Vecchia; i menù a tema dei ristoranti Locanda del Ginnasio, Osteria Da Bortolino, Da Guido, Jolly e Trattoria Boccabassa, i dolci all'uva dell'alimentari Acquolina in bocca, gli assaggi di Maestri e dell'Albero della Natura). Tra gli eventi collaterali: un convegno su “Vino e territorialità” - moderato da Claudio De Felice - con la giornalista televisiva Tessa Gelisio. La Gelisio, conduttrice del programma tv “Cotto e mangiato”, ha poi condotto uno show-cooking incentrato sullo zabaione di lambrusco con granella di sbrisolona; Pessina una degustazione guidata del rosso con le bollicine. Coinvolte le scuole (*) e la cittadinanza con intrattenimenti per tutti i gusti. 

Riccardo Negri

 (*) Nota: la promozione del vino nei luoghi frequentati prevalentemente da minori – come le scuole – è proibita dalla legge. C’erano tante autorità, ma nessuno si è accorto di questa violazione. Anzi, erano tutti contenti, con il loro bicchiere in mano.

 REPUBBLICA (16.05.2016)

I carabinieri gli hanno ritirato la patente: il suo tasso alcolemico era oltre tre volte il consentito. 

Bilancio dei controlli del weekend in centro: altri quattro automobilisti positivi all'alcol

Ubriaco e neopatentato, ha imboccato con l'auto una scalinata del parco del Valentino: «Credevo fosse una strada» si è giustificato con i carabinieri della compagnia San Carlo. E' stato quello il "momento clou" dei controlli in centro, in particolar contro droga e abuso di alcol, decisi dall'Arma torinese per il fine settimana. Particolare attenzione è stata posta nei luoghi della movida torinese. L’attività dei militari ha permesso di denunciare otto persone e di recuperare 112 grammi di hashish trovato abbandonato tra i cespugli del Valentino. Due immigrati africani di 23 anni sono stati denunciati per possesso di marijuana. Un italiano di 41 anni è stato invece denunciato per il possesso di un coltello a serramanico. Sono state controllate 156 persone e 69 auto. Cinque automobilisti sono risultati positivi all’alcoltest con il conseguente ritiro della patente. Uno di loro, un italiano di 18 anni, ha imboccato con la sua Alfa Romeo la scalinata del Parco del Valentino, credendo che si trattasse dell'accesso al parco. Fortunatamente in quel momento non stava passando nessuno: l'auto, dopo aver percorso qualche gradino, si è incastrata. Ai carabinieri il ragazzo ha spiegato: "Non l'ho fatto apposta, credevo fosse una strada". Sottoposto ad alcoltest, il giovane è risultato positivo con tasso alcolemico di 1,65 grammi per litro - tre volte oltre il massimo che è di 0,50 - con conseguente ritiro della patente di guida.

 http://torino.repubblica.it/cronaca/2016/05/16/news/torino_18_anni_e_ubriaco_giu_con_l_auto_sulla_scalinata_del_valentino_credevo_fosse_una_strada_-139898081/ 

 ESTENSE (16.05.2016)

Doveva essere espulso, era in giro completamente ubriaco

Era stato accompagnato in pronto soccorso per una intossicazione alcolica

polizia pronto soccorso 2La Polizia di Stato ha denunciato per inottemperanza all’ordine del questore un giovane di 25 anni di nazionalità ucraina.

Il 25enne era stato accompagnato in pronto soccorso durante la notte per una intossicazione alcolica. A suo carico però risultava un espulsione decisa dal prefetto di Ferrara e relativo ordine del questore emessi entrambi nel settembre 2014.

L’uomo, una volta ristabilitosi, è stato accompagnato in questura dal personale delle volanti e munito nuovamente di decreto di espulsione.

 http://www.estense.com/?p=548255