Rassegna del 15 Maggio 2016

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

 “PUÒ DARSI CHE NON SIATE RESPONSABILI PER LA SITUAZIONE NELLA QUALE VI TROVATE. MA LO SARETE SE NON FARETE NULLA PER CAMBIARLA” (Martin Luther King).

 http://www.lagone.it/2016/05/14/ladispoli-lagone-nuovo-organizzatore-dellevento-del-13-maggio-su-sicurezza-e-omicidio-stradale/ 

LADISPOLI. L’AGONE NUOVO ORGANIZZATORE DELL’EVENTO DEL 13 MAGGIO SU SICUREZZA E OMICIDIO STRADALE

Articolo di Federica Sbrana e Giovanni Furgiuele

14 maggio 2016

Ladispoli. L’Agone Nuovo organizzatore dell’evento del 13 maggio su sicurezza e omicidio stradale

All’Istituto Alberghiero di Ladispoli, l’On. Emiliano Minnucci spiega i contenuti e l’iter di approvazione della Legge sull’omicidio stradale, recentemente approvata dal Senato.

 “Può darsi che non siate responsabili per la situazione nella quale vi trovate. Ma lo sarete se non farete nulla per cambiarla” (Martin Luther King). Deve essere stato questo lo spirito di chi ha lottato per anni al fine di rendere finalmente giustizia alle vittime della strada: padri, madri, fratelli, amici, cittadini comuni, tutti uniti dal desiderio di dare una risposta al destino, ma anche e soprattutto alla colpa.

Il 2 Marzo 2016 è stato definitivamente approvato dal Senato, con voto di fiducia, il D.D.L. 859 (Omicidio stradale): 149 sì, 3 voti contrari e 15 astenuti: questo l’esito della votazione. Inasprite le pene per chi provoca morti o feriti sulle strade. Per l’omicidio stradale è previsto il raddoppio dei termini di prescrizione e l’arresto obbligatorio nei casi con aggravante (droga e alcool ‘pesante’).

Se ne è parlato venerdì 13 Maggio, nella Sala Conferenze dell’Istituto Alberghiero di Ladispoli.

Primo relatore l’Onorevole Emiliano Minnucci, membro della Commissione Trasporti della Camera, che ha seguito dalla nascita il contrastato percorso di approvazione del provvedimento.

Ad aprire i lavori, la Preside dell’Alberghiero di via Federici, Prof.ssa Vincenza La Rosa e la Vicepreside Prof.ssa Lucia Lolli. “L’educazione alla sicurezza stradale e alla salute è un dovere istituzionale della scuola – ha dichiarato la Dirigente scolastica – e, per quanto riguarda il nostro Istituto, costituisce da sempre un elemento qualificante dell’offerta formativa. Quello di “salute” è un concetto complesso, ma concreto: è una risorsa che va guadagnata e mantenuta attraverso scelte consapevoli. Compito della scuola è di moltiplicare gli interventi informativi di educazione e di promozione della salute e della vita”.

 “Abbiamo dedicato a questi temi un ciclo di incontri che hanno visto intorno a questo tavolo Agenti della Polizia Stradale, Carabinieri ed esperti del settore. – ha aggiunto la Vicepreside Lucia Lolli – I dati dimostrano l’incidenza delle campagne di informazione, sensibilizzazione e prevenzione sulla riduzione del numero delle vittime. Continueremo su questa strada, certi di perseguire una strategia efficace e vincente”.

Il primo intervento è stato quello della Prof.ssa Avv. Claudio Amoroso, Docente di Diritto Civile e Aeronautico all’Istituto Superiore “Salvo D’Acquisto” di Castel Giuliano. L’Avv. Amoroso ha delineato l’iter legislativo che ha portato all’approvazione della Legge 41 del 23 Marzo 2016 sull’omicidio stradale, comparando l’ordinamento giuridico italiano con i quadri normativi di altri Paesi europei e soffermandosi in modo particolare sul caso della Spagna.

 “L’omicidio stradale è legge e per me, – ha dichiarato l’Onorevole Emiliano Minnucci – così come per tutti i familiari delle vittime e dei cittadini impegnati nelle Associazioni che si sono battute su tale questione, è una grande soddisfazione. E’ stato un successo importante anche per tutti quelli che hanno lavorato per giungere a questo obiettivo che possiamo tranquillamente dire, senza enfasi, può valere un’intera legislatura”. “Questa norma – ha aggiunto Minnucci – permette, infatti, due precise risposte: da un lato, rende giustizia alle vittime dei pirati della strada, a tutti coloro cioè che hanno subito un danno fisico o nei loro affetti più cari; dall’altro, sviluppa un’azione concreta di deterrenza, poiché questa normativa tanto attesa si pone anche un compito pedagogico ed educativo. Ora è nostro dovere informare e divulgare i contenuti della nuova Legge, a cominciare dalle scuole. Continueremo questa battaglia, che è una battaglia di civiltà. A tal fine ho deciso di presentare una proposta legislativa sull’istituzione di una Giornata della memoria per le vittime della strada, che potrebbe diventare, già dal prossimo Novembre, la Giornata Nazionale dedicata all’Educazione Stradale”.

Allarmanti i dati divulgati dall’Osservatorio dell’ASAPS (Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale): ogni anno, una media di circa 10 morti al giorno; alcol e droga le cause, nel 25% dei casi. L’Osservatorio Europeo vede l’Italia collocarsi al secondo posto nella classifica degli incidenti mortali (dopo la Francia). La tendenza a superare il limite di velocità è, in Italia, del 20% mentre in gran parte dell’Europa si ferma al 10%. Inoltre, i dati Istat relativi al primo semestre del 2015 indicano una inversione del trend di diminuzione della mortalità in atto dal 2001, con un aumento dell’1,0 % del numero delle vittime. In particolare, fra i giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni, l’incidente stradale è la principale causa di morte. L’incremento della mortalità, che si riscontra anche in altri Paesi come Francia, Germania e Gran Bretagna vede dunque allontanarsi l’obiettivo europeo di dimezzare il numero delle vittime per incidente nel 2020, rispetto al 2010.

A prendere la parola è stato quindi Federico Ascani, Consigliere della Città Metropolitana di Roma Capitale, che ha invitato gli studenti a “selezionare” sempre le esperienze, cercando di vigilare costantemente sulla propria condotta ed imparando, in ogni contesto, ad evitare gli eccessi.

A spiegare agli allievi i concetti di ebbrezza alcolica e di alterazione psico-fisica, è stata, invece, la Dott.ssa Cinzia Cocilovo della ASL Roma F. Oscillazioni e restringimento del campo visivo, fenomeni di distorsione spazio-temporale, mutata percezione dei contorni e dei colori, rallentamento dei riflessi, riduzione del livello di attenzione, sopravvalutazione delle proprie capacità, sottovalutazione delle situazioni di pericolo: questi solo alcuni degli effetti delle sostanze psicotrope sulle capacità visive, percettive e attentive di chi si mette alla guida.

I dati statistici, anche in questo caso, parlano chiaro: secondo l’Istat, il 63% della popolazione italiana maggiore di 11 anni consuma bevande alcoliche almeno una volta nell’arco di 12 mesi. La popolazione più a rischio per il cosiddetto “binge drinking”(in altri termini, l’ “abbuffata di alcolici”, l’ubriacatura alla ricerca di una perdita di controllo immediata) risulta quella giovanile (18-24). Di pochi giorni fa è la notizia di un raddoppio del numero di quindicenni che fanno un uso continuato di eroina. Va anche peggio per la cannabis, la droga più diffusa, per il basso costo e la facile reperibilità: in Italia hanno fumato spinelli, almeno una volta nella vita, 5 milioni di giovani fra i 15 e i 34 anni (quasi il 40%).

Ha preso quindi la parola il Generale Giuseppe D’Accolti: “Ho pilotato aerei da guerra e in 40 anni di volo ho maturato un rapporto che definirei di familiarità con la morte, – ha dichiarato il Generale – ma colpisce anche me l’assoluto silenzio che accompagna un incidente stradale. Tutto tace nel luogo in cui fino ad un attimo prima c’era la vita. Ho vissuto questa tragica esperienza con la perdita del figlio di mio fratello, ucciso da un uomo che aveva percorso 20 km contro mano. Chi rimane è condannato all’ “ergastolo”: un padre, una madre, un familiare, che hanno perso un congiunto e gli sopravvivono, sono condannati all’ “ergastolo dell’impotenza e del dolore”. “Perché il male trionfi è sufficiente che i buoni rimangano inattivi” diceva Oscar Wilde. Non andate forte, – ha concluso il Generale D’Accolti, rivolgendosi agli studenti – andate oltre, fatevi cittadini, rendetevi promotori della sicurezza stradale ed educatori dei vostri coetanei. Difendete la vita”.

E’ intervenuta successivamente la Prof.ssa Clelia Formiconi, Coordinatrice del Movimento “Strada alla vita”, che riunisce 60 Associazioni (www.stradaallavita.it), accompagnata da Claudio Martino, Addetto-Stampa AIFVS (www.vittimestrada.eu) e Presidente AUFV, Associazione Unitaria Familiari e Vittime (www.aufv.it). “In Italia manca una vera “cultura della strada” – ha sottolineato la Prof.ssa Formiconi – Ho elaborato un progetto dedicato alle scuole, in cui ho insegnato per trent’anni, finalizzato a promuovere il valore insostituibile della qualità della vita. La strada è il primo spazio delle relazioni sociali. Dobbiamo fare in modo che diventi una palestra di civiltà e non un luogo di morte”.

A chiudere i lavori, il Presidente dell’Associazione Culturale “L’Agone Nuovo”, Giovanni Furgiuele, organizzatore del convegno: “Fate tesoro dell’esperienza degli adulti – ha detto rivolgendosi agli studenti – Non dobbiamo solo reclamare i nostri diritti, ma anche e soprattutto meditare sui nostri doveri. L’Italia ha bisogno di regole certe. Saperi, cultura, informazione e tecnologia sono a nostra e a vostra disposizione. Impariamo ad usarli per promuovere la vita”.

 IL VINO, LA BIRRA E LE ALTRE BEVANDE ALCOLICHE MODIFICANO IL FUNZIONAMENTO DEL CERVELLO E POSSONO CREARE VIOLENZA

 http://www.corriere.it/cronache/16_maggio_13/coniugi-uccisi-cagliari-strade-diverse-due-fratelli-igor-alessio-fc7c27ea-18f6-11e6-a60e-5fac25fd8ba7.shtml 

CONIUGI UCCISI A CAGLIARI: LE STRADE DIVERSE DEI DUE FRATELLI IGOR E ALESSIO

13 maggio 2016 

Adottati da piccoli in Russia dai coniugi Diana: Igor, il maggiore, ha confessato, senza una lacrima, il delitto dei genitori. Alessio è nell’Esercito: ha dato lui l’allarme dopo giorni in cui non riusciva a parlare con la madre e il padre

di Alberto Pinna

«Si, sono stato io. Abbiamo avuto un litigio e ho perso la testa». Poche parole, ancora scosso dopo la cattura, ferito al braccio, ieri notte in una stanzetta dell’ospedale di Iglesias, sottovoce ma senza una lacrima. Igor Diana ha confessato di aver ucciso i genitori adottivi al magistrato. Li ha bastonati con una mazza da baseball e poi li ha finiti colpendoli alla gola con un coltello. La mazza (spezzata in due: ha infierito con feroce violenza) e il coltello sono stati trovati dalla polizia nella villetta di Settimo San Pietro.

Igor Diana, chi è il figlio della coppia uccisa a Cagliari

Al bar e in spiaggia dopo il delitto

Lite e delitto domenica pomeriggio. Igor è rimasto almeno un giorno in casa, accanto ai cadaveri, si è ripulito del sangue che aveva addosso; è uscito all’alba di lunedì sul fuoristrada del padre ed è andato in un bar vicino a giocare con le slot machine. «Non sembrava uno che avesse ucciso i genitori - ha riferito il barista – era sereno». Poi è andato al Poetto, spiaggia di Cagliari, ha cominciato a bere birra e, ubriaco, ha telefonato a un amico chiedendogli di procurargli marijuana. Infine ha cercato di nascondersi in un casolare di campagna fra Iglesias e Carbonia. Ma l’auto è stata individuata da un elicottero dei carabinieri. Inseguito da pattuglie della polizia ha urtato contro un guard rail ed è stato infine catturato.

Da due anni Igor non era più lo stesso

La confessione di Igor ha risolto il «giallo»: nessuna rapina, una tragedia familiare. Giuseppe e Luciana Diana stavano per andare a dormire – addosso avevano il pigiama, lei era semisvestita in camera da letto - quando Igor ha cominciato a bastonarli. La storia della vita bruciata di un ragazzo precipitato nella depressione, prigioniero nel tunnel alcool-droga-gioco, aiutato invano dai genitori adottivi che lo adoravano. «Igor non era più lo stesso da due anni» racconta un amico dai tempi del liceo. Come suo fratello Alessio, finiti gli studi, si era arruolato nell’esercito. «Ma non sopportava la disciplina e si era congedato» ha raccontato un cugino agli inquirenti. Poi l’incidente stradale: aveva urtato un motociclista che cercava di superarlo, la moto era stata spinta fuori strada, il ragazzo era morto schiacciato. Da allora Igor aveva cominciato a bere e a fare uso di droghe, a pretendere soldi dai genitori. «Loro cercavano di dargli una mano, il padre gli aveva cercato un posto in una pizzeria - è sempre uno dei parenti che parla – ma lui non sopportava i rimproveri e reagiva con violenza»

La mamma della sua bambina: «Con me era violento»

Chiuso bruscamente anche il rapporto con Vanessa. È durato dieci anni, si erano conosciuti a scuola: una storia intensa, alti e bassi, grande amore e, anche con lei, liti. Due anni fa sembrava che la nascita di una bimba avesse dato serenità a Igor. «Ma per poco tempo – ha raccontato Vanessa – lui spariva per settimana, voleva sempre soldi. Mi picchiava e aveva minacciato anche mio padre e mia madre. È finita, gli ho detto un giorno. Da allora l’ho visto sempre più raramente. Veniva soltanto a incontrare la bambina»

Igor e Alessio, due fratelli molto diversi

Il fratello buono e il fratello «cattivo». Alessio, il fratello, 24 anni, è tutt’altra persona. Prelevati da Giuseppe e Luciana Diana da un asilo per bimbi abbandonati di San Pietroburgo e adottati, hanno avuto in Sardegna pari opportunità. Studente modello al liceo scientifico di Assemini, Alessio si è arruolato – come Igor – come volontario nell’esercito ed era di stanza nella base di Teulada. «È tranquillo, riflessivo, generoso, rispettoso delle regole; stimato dai compagni d’arme e dai superiori» così dicono gli zii. Per il fine settimana era a Settimo San Pietro a casa dei genitori. Era presente quando il fratello ha alzato la voce e ha minacciato i genitori. «Ho cercato di metter pace, sembrava tutto tranquillo. Domenica pomeriggio sono partito per Roma» ha detto alla polizia. Lunedì mattina doveva riprendere servizio al corso di specializzazione. È stato Alessio a cercare al telefono i genitori, ma per due giorni non ha avuto risposta. Neanche con Igor riusciva a parlare. Così ha chiamato una zia: «Ho paura, vai a casa per vedere che cosa è accaduto».

 GUIDA IN STATO DI EBBREZZA

 http://www.ilsitodifirenze.it/content/596-firenze-neopatentata-risulta-positiva-allalcol-test-di-4-volte-il-limite 

FIRENZE: NEOPATENTATA RISULTA POSITIVA ALL'ALCOL TEST DI 4 VOLTE IL LIMITE

Dom, 2016-05-15 00:01 — La Redazione

Venerdì notte a Firenze, complice anche la pioggia, si sono verificati diversi incidenti che hanno visto l’intervento della Polizia Municipale.

Per due automobilisti sono scattati il ritiro della patente e la denuncia per guida in stato di ebbrezza. 

Quattro i rilievi effettuati nella prima parte della sera: uno con soli danni in via Bolognese e tre con feriti tra cui un sinistro che ha riguardato anche un bambino investito sulle strisce pedonali in via del Ponte alle Mosse. Inizialmente classificato come codice rosso, l’incidente è risultato meno grave anche se il ragazzino ha riportato varie fratture.

Altri quattro gli incidenti rilevati dalla Polizia Municipale in orario notturno con tre conducenti “beccati” con tasso alcolemico superiore al limite: per due di loro sono scattati la denuncia e il ritiro della patente. Il primo sinistro, avvenuto intorno all’una e mezzo, ha visto il cappottamento di una Smart in viale Belfiore all’altezza di via Guido Monaco: il veicolo è andato a urtare contro la segnaletica del cantiere della tramvia. Nessuna conseguenza al conducente che, sottoposto all’etilometro al Comando di Porta a Prato, è risultato negativo.

Un’ora dopo, intorno alle 2.30, è stata la volta di uno scontro auto/ciclomotore in via Circondaria. I due conducenti, ambedue del 1997, si conoscevano: l’uomo, che era a bordo del ciclomotore, è rimasto ferito ma si è allontanato lasciando il mezzo sul posto e rifiutando le cure nonostante fosse arrivata l’autoambulanza. La giovane, neopatentata (patente conseguita marzo 2016), è stata accompagnata al comando per prove con etilometro: è risultata positiva in tre verifiche con livelli gravi (tra le tre e le quattro volte il limite). Per lei è scattato il ritiro della patente, la denuncia per guida in stato di ebbrezza e il fermo del veicolo (portato in depositeria a disposizione della madre proprieria).

Mezz’ora dopo, alle 3 circa, altro incidente tra auto e motociclo con due feriti in zona stadio (via Carnesecchi). I due conducenti sono stati ricoverati con iniziale codice rosso e sono state chieste le verifiche del tasso alcolemico e dell’assunzione di sostanze stupefacenti. I risultati non sono ancora stati comunicati alla Polizia Municipale.

Dopo mezz’ora ancora un incidente, questa volta uno scontro tra due auto per presunto passaggio con il semaforo rosso di fronte al comando di Porta a Prato. Sottoposti alla prova dell’etilometro i conducenti sono risultati ambedue positivi: per uno, nato nel 1956, il superamento era di lieve entità tanto da prevedere soltanto una violazione amministrativa. A questa si è aggiunta una multa perché l’auto è risultata priva di copertura assicurativa: il mezzo è stato per questo sequestrato.

Più grave la situazione per il conducente del secondo veicolo, nato nel 1994: per lui l’etilometro ha segnalato un superamento di quattro volte il limite. Inoltre il giovane è risultato senza documenti. Perciò è stato sottoposto a identificazione per la denuncia di guida in stato di ebbrezza, ritiro della patente e fermo del veicolo.

 http://verbanonews.it/index.php/categorie/primo-piano/8014-rifiuta-l-alcol-test-e-morde-la-mano-a-un-carabiniere-camionista-denunciato 

RIFIUTA L'ALCOL TEST E MORDE LA MANO A UN CARABINIERE, CAMIONISTA DENUNCIATO

14 MAGGIO 2016

VERBANIA - Resistenza, oltraggio a pubblico ufficiale e rifiuto di sottoporsi all’alcol test sono gli addebiti di cui dovrà rispondere un camionista di 52 anni colto dai Carabinieri in evidente stato di ebbrezza a bordo della sua automobile.

L’episodio risale alla serata di ieri, quando un uomo, ha avvisato il 112 poiché alla rotonda di Zoverallo aveva visto due uomini litigare violentemente. Quando la pattuglia dei Nor è arrivata sul posto, dei due litiganti non v’era più traccia, ma ecco che qualche decina di minuti dopo, i militari individuano a Postaccio un auto in sosta dalla caratteristiche corrispondenti a quelle segnalate dal testimone. A bordo il 52enne che dava segni evidenti di ebbrezza alcolica. Alla richiesta dei carabinieri di sottoporsi all’alcol test l’uomo però, non solo s’è rifiutato ma è passato ad aggredire, mordendo anche un carabiniere ad una mano. Il camionista, che risiede nel Verbano ed ha diversi precedenti, è stato sottoposto agli arresti domiciliari. Non è la prima volta che gli viene ritirata la patente. 

 http://www.ecodibergamo.it/stories/bassa-bergamasca/alcol-e-droga-al-volante-notte-di-controllinei-guai-cinque-giovani-via-la-pate_1182782_11/ 

ALCOL E DROGA AL VOLANTE, NOTTE DI CONTROLLI

Domenica 15 maggio 2016

Nei guai cinque ragazzi: via la patente

Controlli nella notte tra il 14 e il 15 maggio a Fara Olivana con Sola, sulla statale 11 nei pressi della discoteca «Prima Stella». La polstrada ha reso noto il bilancio.

In azione tre equipaggi della polizia stradale di Treviglio e Bergamo, un equipaggio della Questura di Bergamo e un medico della polizia di Stato (con al seguito precursore per l’accertamento sperimentale della guida sotto l’effetto di stupefacenti). Quarantuno le persone controllare, con 5 patenti ritirate ,80 punti decurtati. Quattro persone sono state denunciate per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti: si tratta di una donna di 25 anni di Paderno Ronchielli (Cremona), risultata positiva alla cocaina e all’alcol (è stata denunciata anche per questo); un giovane di 29 anni di Fara Olivana con Sola, positivo alla cocaina, un ragazzo di 20 anni di Gavardo (Brescia), positivo a cocaina e metamfetamina un giovane di 25 anni di Bagnolo Mella (Brescia), positivo a cocaina e cannabis. Un giovane di 23 anni di Ghisalba è stato invece denunciato per guida in stato d’ebbrezza (fascia intermedia 0,8 - 1,5 g/l).

 QUESTO E’ UN PATTO PER LA SICUREZZA: A QUANDO UN PATTO PER LA SALUTE?

 http://lanuovasardegna.gelocal.it/nuoro/cronaca/2016/05/14/news/discoteche-e-sale-da-ballo-un-patto-per-la-sicurezza-1.13475313 

DISCOTECHE E SALE DA BALLO, UN PATTO PER LA SICUREZZA

La Confcommercio presenta il codice etico sottoscritto da quindici imprese «Vogliamo creare un modello di intrattenimento all’insegna della qualità»

di Stefania Vatieri

14 maggio 2016

NUORO. Discoteche e locali da ballo firmano un codice etico in nome della sicurezza. L'idea di fondo è quella di congiungere sotto la stessa bandiera il mondo del divertimento con la tutela del cliente, attraverso un vero codice di comportamento firmato e condiviso da ben quindici imprese del divertimento notturno del territorio camerale nuorese, associate al Silb Confcommercio Nuoro - Ogliastra. L'iniziativa è stata presentata ieri mattina dal presidente e dal direttore della Confcommercio nuorese Agostino Cicalò e Gianluca Deriu e da alcuni rappresentati dell'associazione italiana imprese di intrattenimento da ballo e spettacolo del territorio Giovanni Campus (Pata Club di Agrustos), Cristina Bullitta ( Ambra Night, Luna e Ripping di San Teodoro ) e Salvatore Cossu ( Kill Time di Nuoro ).

«Oggi la sfida è quella di creare un modello di intrattenimento all’insegna della qualità e che sia realmente un’opportunità per valorizzare il territorio assieme al tessuto economico e sociale — ha commentato Agostino Cicalò —. Una lodevole iniziativa voluta e promossa dalle stesse imprese intenzionate a offrire un divertimento “sicuro e pulito» ha concluso Gianluca Deriu. Il testo di autoregolamentazione e comportamento prevede alcune e importanti prescrizioni alle quali attenersi : Lotta alla tossicodipendenza In collaborazione con le istituzioni sarà incentivata la formazione del personale che sarà in grado di offrire un primo soccorso sanitario ; sarà inoltre garantito il massimo controllo del locale, segnalando ogni irregolarità alle forze dell'ordine; saranno inoltre favorite e incentivate le campagne di informazione e prevenzione in tema di droghe e tossicodipendenze.

Attraverso un severo controllo sarà ostacolato e vietato il consumo di alcool ai minori di 16 anni(*); le persone in stato di ebrezza non saranno serviti con alcolici e sarà inoltre vietato introdurre alcol da parte dei clienti; sarà invece promosso il consumo di bevande analcoliche favorendo un prezzo inferiore rispetto a quelle alcoliche. Sul tema della sicurezza, il codice vuole promuovere all'ingresso del locale l'identificazione del guidatore designato che si impegna quindi a non bere alcolici, con biglietti omaggio e sconti sulle consumazioni analcoliche. Condizioni di accesso della clientela.

Con l’obiettivo di garantire sicurezza e tranquillità il locale può rifiutare l'accesso a persone che precedentemente abbiano creato disturbi, che presentino segni d'ebrezza o stati di alterazione psicofisica ; a chiunque indossi abbigliamento o segni distintivi che incitano all'odio razziale. Tutela del lavoro minorile Le imprese si impegnano a non adibire minori di 18 anni alla mescita di alcolici e ad attività spettacolistiche. Sicurezza e prevenzione incendi

Seguire la normativa prevenzione incendi e favorire la formazione in collaborazione con le istituzioni. Un ruolo fondamentale per la riuscita del progetto è rappresentato dalla collaborazione con le forze dell'ordine per tutti gli aspetti che riguardano l'ordine pubblico e la sicurezza».

 (*)NOTA: Art. 689 C.P. 

è vietato vendere e somministrare sul posto bevande alcoliche a minori degli anni 18; 

nel caso di vendita di bevande alcoliche a minori degli anni 18, è prevista una sanzione pecuniaria da 250 a 1.000 euro; 

la somministrazione di bevande alcoliche a minori degli anni 16 è punita con la sanzione dell’arresto fino a un anno; 

la somministrazione di bevande alcoliche a minori degli anni 18, ma maggiori degli anni 16, è punita con la sanzione pecuniaria da 250 a 1.000 euro. 

http://business.laleggepertutti.it/3611_somministrazione-di-alcolici-a-minori-o-ubriachi-scatta-la-sospensione-dellattivita 

 INIZIATIVE DI INFORMAZIONE E PREVENZIONE

 http://www.genova24.it/2016/05/gli-studenti-genovesi-diventano-attori-per-dire-no-a-cyberbullismo-alcol-e-droghe-108046/ 

GLI STUDENTI GENOVESI DIVENTANO ATTORI PER DIRE NO A CYBERBULLISMO, ALCOL E DROGHE

di Redazione - 14 maggio 2016 - 17:52 

Genova. Gli studenti genovesi dicono no al cyberbullismo e alle dipendenze da alcol, droga e mezzi tecnologi. Per farlo diventeranno attori sul palco del Teatro Verdi di Sestri Ponente, quando lunedì alle 11 andrà in scena la seconda edizione di “Insieme per Te”, un progetto di prevenzione delle dipendenze promosso dalla questura di Genova in collaborazione con il Miur, il Dipartimento di Alcologia dell’Ospedale San Martino di Genova, il Sert, l’Associazione “Genitori Insieme” e “Armito Teatro”.

Scopo dell’iniziativa sensibilizzare gli studenti delle scuole secondarie di primo grado, gli insegnanti e le famiglie sui pericoli derivati dall’abuso della tecnologia, di alcol, di droghe e del bullismo e del cyberbullismo.

Al progetto hanno aderito 250 ragazzi di 5 istituti genovesi. Terminato il percorso informativo dedicato ai ragazzi, i genitori e gli insegnanti degli studenti hanno incontrato esperti come Gianni Testino, primario del Centro Alcologico del San Martino e i responsabili del Sert e della Polizia Postale e delle Comunicazioni.

Gli alunni che hanno partecipato hanno preso parte ad uno stage teatrale durante il quale hanno preparato una breve rappresentazione sulle tematiche del progetto che metteranno in scena lunedì al Teatro Verdi.

 …E INTANTO I PRODUTTORI ED I RIVENDITORI DI BEVANDE ALCOLICHE SI FREGANO LE MANI…

 http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2016/05/15/news/drink-e-balli-ecco-il-weekend-esagerato-1.13477774 

DRINK E BALLI: ECCO IL WEEKEND ESAGERATO DI LIGNANO

I ragazzi fanno rifornimento al supermercato e consumano nei bar. Ma c’è chi si è ribellato e ha chiuso il locale per protesta

di Viviana Zamarian

15 maggio 2016

LIGNANO. Ballano. In piazza, sulla spiaggia, nei locali, in strada, nelle terrazze degli hotel. Bevono. Tanto e tutto il giorno. Le scorte le hanno portate da casa per riempire i frigoriferi degli appartamenti. E il rifornimento si fa al primo supermercato che si trova. Senza contare i drink con cui brindano nei locali.

Dove - spesso - fanno danni. Loro, i giovani austriaci della Pentecoste. Loro ragazzi e ragazze che vivono questa tre giorni di alcol e - per loro - di divertimento come fosse un vero “battesimo” di iniziazione. Ma c’è chi ha detto basta. Ha detto basta perché si sente indignato. E sabato ha chiuso il bar del suo hotel “Capanna d'oro” «per Pentecoste». Carlo Caoduro, dal ’54 gestisce insieme alla famiglia l'albergo sul lungomare Trieste. Ma ora non ci sta più. L’ha scritto sul suo profilo Facebook, ce lo ribadisce al telefono.

«Ho preso questa decisione - spiega - per il rispetto che ho verso i miei clienti austriaci storici, i quali si siedono per bere un cappuccino o un caffè, o come i nostri amici Mario e Pieri di Lignano, che vengono a trovarci per scambiare due parole finito il lavoro. Perché loro non vogliono vedere, come accaduto ieri, giovani completamente ubriachi entrare nel bar, giovani che poi si stavano prendendo a botte disturbandoli. Io, d’altro canto non voglio questo per loro».

Vuole dare un segnale alla città. «Perché io - continua poi Carlo - voglio contribuire a fare bella Lignano, a renderla ospitale a misura di bambini e famiglie come le è stato riconosciuto con le bandiere verde e blu. Io non voglio in alcun modo contribuire a vederla ridotta così durante il fine settimana di Pentecoste. E non è per le piantine che mi hanno divelto o per il loro costo, è perché non è più possibile andare avanti in tale maniera».

Un segnale forte il suo, una scelta coraggiosa. Perché, lo si sa, Pentecoste vuol dire incassi importanti per i locali di Sabbiadoro.

Oggi con molta probabilità riaprirà il bar ma solo per i clienti storici e per le famiglie che vengono a Lignano per trascorrere un fine settimana di serenità.

Sabato, intanto, la festa è ripresa. In spiaggia così come nei bar. Nella notte tra venerdì e sabato la presenza massiccia delle forze dell’ordine in città ha consentito di controllare gli eccessi dei ragazzi e delle ragazze d'Oltralpe. Certo, bicchieri di plastica, cannucce e bottiglie di vetro sparsi per la città non sono mancati, in quantità minore, va detto, rispetto allo scorso anno.

Pochi - a confronto con le precedenti annate - anche gli interventi della polizia locale per schiamazzi negli appartamenti. Qualche ora di sonno e poi via, dal pomeriggio, di nuovo tra locali, spiaggia e appartamenti trasformati in disco. Nell’attesa dell’appuntamento di punta di questi tre giorni, l’arrivo sul palco nella tarda serata di ieri del dj set di Umek, produttore e deejay sloveno che nel 2014 è stato nominato miglior artista techno-tech house. Sarà un’altra lunghissima notte per Lignano.

Un’altra lunga notte anche per le forze dell'ordine e per la vigilanza privata assunta per controllare i giovani in festa. Venerdì mattina intanto massimo è stato il lavoro del personale della Lignano Sabbiadoro Gestioni che ha pulito la spiaggia dall’alba. Alle sette l’arenile era stato rimesso a nuovo. Anche lunedì inizieranno le operazioni di ripristino alle 5, in modo da concluderle entro le 7.30 al massimo.