Rassegna del 13 Maggio 2016

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

 SENZA PAROLE!!!

 http://retesei.com/19603-2/ 

L’EBBREZZA AL VOLANTE NON SI PUNISCE PIÙ? INDETTA RIUNIONE TRA GIUDICI

12 MAGGIO 2016 .

La piacevole compagnia di una donna in una calda notte di mezza estate beneventana, un bicchiere di troppo ed al rientro in Valle Caudina un giovane come tanti non ha avuto scampo al controllo della Polizia Stradale di Benevento. All’esito dei controlli di rito, un giovane caudino è risultato positivo all’alcotest. E così quella che avrebbe dovuto essere una romantica serata da ricordare, si è trasformata, in un attimo, in grande preoccupazione per Pisaniello Roberto, di anni 28, residente a San Martino Valle Caudina, il quale da lì a pochi mesi si è visto recapitare, come è prassi in questi casi, il decreto penale di condanna per il reato di guida in stato di ebbrezza, aggravato anche dall’aver commesso il fatto in orario notturno. Oggi si è tenuta udienza innanzi al Giudice dell’udienza preliminare presso il Tribunale di Benevento – dott.ssa Loredana Camerlengo – , chiamata a giudicare l’imputato che aveva chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato. All’esito della discussione, però, il giudice, saggiamente ha ritenuto di non poter decidere. A trovare il giusto grimaldello è stato l’avvocato Giusida Sanseverino del Foro di Benevento, che ha offerto al giudice interessanti argomentazioni alla luce delle quali ha efficacemente sostenuto che la condotta del giovane, seppur aggravata dalla circostanza di essersi posto alla guida ubriaco in orario notturno, non può essere punita. In particolare, il difensore ha fatto leva su una recentissima sentenza della Cassazione, depositata pochi giorni orsono, che ha stabilito che la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto è compatibile anche con il reato di guida in stato di ebbrezza aggravato.

Sia durante la discussione orale sia con articolata memoria difensiva, il difensore ha fortemente sostenuto la innovativa tesi: il legale ha valorizzato che il tasso alcolemico accertato al proprio assistito, è rimasto invariato tra la pima e la seconda prova, non è aumentato come sovente accade; che la condotta non ha posto in pericolo né la regolarità della circolazione, né la salvaguardia della sicurezza stradale, beni tutelati dalla norma; che non sono stati arrecati danni a cose e/o persone; in uno alla importante circostanza che il comportamento dell’imputato non può ritenersi abituale, considerato che l’imputato non ha commesso, neanche successivamente, più reati della stessa indole, oltre quello oggetto del procedimento.

Dopo aver ascoltato l’avv. Giusida Sanseverino, il giudice ha assunto un provvedimento eccezionale: ha informato sia il presidente dell’Ufficio G.i.p. che la Procura, chiedendo di indire una riunione congiunta dei due Uffici, giudicante ed inquirente, per poter stabilire delle linee – guida per l’applicazione della non punibilità anche per la guida in stato di ebbrezza, pure aggravata.

L’udienza è stata, quindi, aggiornata al 9 giugno 2016, data in cui, se condivisa la innovativa testi difensiva, positive saranno le conseguenze per tutti coloro che sono indagati o imputati di essersi messi alla guida in stato di ebbrezza in orario notturno, in quanto alla Procura non resterà che archiviare ed ai Giudici non resterà che assolvere .

 ALTO ADIGE: ABBIAMO UN PROBLEMA!

 http://www.altoadigeinnovazione.it/alcol-si-muore-3-volte-in-piu-rispetto-alla-media/ 

ALTO ADIGE, PER ALCOL SI MUORE 3 VOLTE PIÙ DELLA MEDIA. BOOM FRA I GIOVANI

Pubblicato il 13 maggio 2016 

Un bevitore su quattro è un binge drinker, un fenomeno che colpisce sempre di più i giovani e consiste nell’abuso di sostanze alcoliche in maniera smodata e continuativa. E in provincia di Bolzano si muore per l’alcol tre volte tanto rispetto al resto del Paese. Alto Adige, abbiamo un problema. L’abuso di alcolici è testimoniato dal rapporto Istisan, ovvero dell’Istituto Superiore di Sanità.

Cominciamo dalla mortalità dovuta all’alcol. Peggio dell’Alto Adige fa solo la Valle d’Aosta. L’analisi della mortalità alcol attribuibile a livello regionale fa emergere una variabilità piuttosto elevata. Le regioni che nel 2012 – anno preso in considerazione dalla ricerca – hanno fatto registrare il numero maggiore di decessi in rapporto alla popolazione (tasso grezzo) sono state la Valle d’Aosta (8,23 decessi ogni 100.000 abitanti) e la provincia autonoma di Bolzano (7,54 decessi ogni 100.000 abitanti) con valori quasi tre volte superiori alla media nazionale (2,55 decessi ogni 100.000 abitanti); valori estremamente elevati sono stati registrati anche nella provincia autonome di Trento (5,37 29 Rapporti ISTISAN 16/4 30 decessi ogni 100.000 abitanti), in Molise (4,37 decessi ogni 100.000 abitanti), Basilicata (3,20 decessi ogni 100.000 abitanti) e Calabria (3,09 decessi ogni 100.000 abitanti). Le regioni in cui si riscontrano il minor numero di decessi in rapporto alla popolazione sono invece state la Sicilia (1,64 decessi ogni 100.000 abitanti), la Toscana (1,71 decessi ogni 100.000 abitanti) e la Campania (1,78 decessi ogni 100.000 abitanti).

C’è poi un altro allarme, legato ai giovani e – appunto – al binge drinking. Bolzano è al primo posto in classifica, con oltre il 25% dei giovani – su quelli che bevono – portati ad esagerare. O meglio: uno su quattro fra i maschi, una su dieci fra le donne. Per capirci: la seconda regione in classifica è ben sotto il 20%. Ma ecco come il rapporto descrive la Provincia di Bolzano.

Per il terzo anno consecutivo nel 2014 la prevalenza delle consumatrici di almeno una bevanda alcolica risulta la più elevata di tutte le regioni italiane (68,8%) così come quella delle consumatrici di aperitivi alcolici (41,0%), di amari (33,2%) e superalcolici (26,2%); sempre tra le donne risultano inoltre superiori alla media nazionale le prevalenze di consumatrici di vino e birra. Tra gli uomini la prevalenza di consumatori di almeno una bevanda alcolica, così come quella dei consumatori di birra e aperitivi alcolici e superalcolici risulta più elevata della media nazionale. I dati che si riferiscono alle abitudini di consumo delle bevande alcoliche mostrano che in questa Provincia Autonoma si registrano per entrambi i sessi i valori più elevati di tutte le altre realtà territoriali della prevalenza dei consumatori di bevande alcoliche in modalità binge drinking (M: 25,5%; F:10,4%) e delle consumatrici fuori pasto (F: 39,5%); sono infine superiori alla media nazionale i valori di prevalenza dei consumatori a rischio ISS per entrambi i generi e dei consumatori abituali eccedentari tra le donne. Non si registrano infine variazioni percentuali significative rispetto alla precedente rilevazione delle prevalenze delle diverse bevande alcoliche e delle abitudini di consumo.

 MOLISE: SIAMO AD ALTO RISCHIO!

 http://www.primonumero.it/attualita/primopiano/articolo.php?id=21954 

FESTE A BASE DI COCKTAIL A 11 ANNI E MORTI PER ABUSO DI ALCOL: MOLISE REGIONE AD ALTO RISCHIO

(Pubblicato il 12/05/2016) 

I dati dell’Istituto superiore di Sanità confermano l’allarme per l’abuso di alcol: il Molise è la quarta regione d’Italia per numero di morti in percentuale legati all’eccesso di bevute. Poco cambia quando si guarda lo studio sul fenomeno delle abbuffate alcooliche: i maschi molisani eccedono ben oltre la media nazionale e anche in età giovanissima.

Secondo l’Istituto superiore della Sanità il Molise è una delle regioni italiane col più alto numero di morti provocati dai danni dell’alcool. La nostra è una zona considerata ad alto rischio di decessi, addirittura il 4,37 per cento ogni 100mila abitanti. Il Molise è tristemente ai primi posti anche della classifica nazionale sulle “abbuffate alcoliche” o come viene definito questo fenomeno, del “bringe drinking”. Un’usanza molto diffusa soprattutto fra i giovani e i giovanissimi, addirittura fra gli 11 e i 14 anni.

In che consiste? Nel bere fino a stare male. In qualche caso solo con un paio di shot, i cicchetti di rhum o vodka. In altre circostanze, i ragazzi si riempiono di cocktail a base di superalcolici per ore, qualche volta per giorni. Fino a che non cedono, vomitano, non stanno in piedi e in qualche caso hanno persino bisogno dell’aiuto di un medico. Casi di coma etilico non sono così infrequenti nei nostri ospedali, anche fra i giovanissimi. 

Secondo quanto riporta l’Istat «nel 2014, il 63 per cento della popolazione di 11 anni e più ha consumato almeno una bevanda alcolica nell’anno». È un dato non così recente, ma adesso i numeri forniti dall’Istituto superiore di Sanità confermano in pieno. La fascia d’età più colpita è infatti quella che va dai 18 ai 24 anni, un’età nella quale i ragazzi italiani coinvolti nelle abbuffate alcooliche sono il 21 per cento, mentre le donne sono il 7,6 per cento. Ma la vera sorpresa è quando si guarda la fascia d’età 11-15 anni, nella quale la differenza di genere quasi non esiste: bambini e bambine che rientrano nel fenomeno bringe drinking sono rispettivamente l’1,4 e l’,12 per cento.

Come detto il Molise è fra le prime regioni per diffusione di questa pericolosa pratica. Nei maschi la percentuale supera quella nazionale di 17,9 punti percentuali.

Peggio di noi solo il Friuli. Nelle donne è invece leggermente inferiore, dell’1,6. Non meno preoccupante è la classifica dei morti per abuso di alcool. In questo caso non si fa certo riferimento solo ai ragazzi, visto che i danni al fegato e ad altri organi si sentono soltanto dopo qualche anno, a furia di serate a base di cocktail, le continue bevute al bar, la gare a chi trangugia più birra o vino per anni. 

Per questo il dato comprende l’intera popolazione e mette il Molise al quarto posto nazionale dopo Val d’Aosta, province di Trento e Bolzano e Friuli. In Molise 4,37 persone ogni cento muoiono per i danni da alcool. In una mappa diffusa sempre dall’Isistat, la nostra è una regione rossa, cioè ad alto rischio decessi. Cifre che confermano l’allarme lanciato già in altre occasioni e che rimettono in evidenza la necessità della prevenzione e di una maggiore informazione su una forma di distruzione del nostro corpo che però è facilmente reperibile, dal bar sotto casa al supermercato del quartiere.

 HO TROVATO QUESTO ARTICOLO DI 10 ANNI FA CHE PARLA SEMPRE DEL MOLISE: NON SEMBRA CAMBIATO MOLTO! 

 http://www.primonumero.it/attualita/primopiano/articolo.php?id=2476 

GIOVANI, MOLISANI, E ALCOLISTI

“LA MIA DROGA È LA BIRRA”

(Pubblicato il 24/04/2006) 

Secondo un’indagine dell’Eurispes il Molise detiene il primato delle ‘sbronze’ giovanili. “Il problema” dicono gli esperti “è che nessuno considera vodka, gin e birra una sostanza che dà dipendenza”. Da record anche il numero di bar a Termoli e nel Basso Molise. Gianni Figliola, che segue gli alcolisti di Termoli, lancia l’allarme: “Uscirne è difficilissimo”.

di Monica Vignale

Cristina abita a Termoli, ha 17 anni e fa la normalissima vita della studentessa: scuola, amici, palestra e uscite serali nel fine settimana. Niente spinelli, poche sigarette. «Se bevo? Sì, la birra, la vodka al melone e alla liquirizia». Quando? «Al pub, il venerdì e il sabato». Ti capita mai di esagerare? Ridacchia, si nasconde il volto fra le mani. «Ogni tanto mi ubriaco – ammette – poi vomito e mi passa tutto…». Credi di essere un caso isolato? «E perché? Mica faccio niente di male! Succede anche alle mie amiche, è un modo per divertirsi quando andiamo in giro…». 

Francesco vive a Guglionesi, ha 25 anni e fa una vita completamente diversa. Cinque giorni a settimana lavora come muratore in un’impresa edile. «Il venerdì sera esco, tanto il giorno dopo non mi devo svegliare presto. Dove vado? Al bar». Come passi il tempo? «Bevo». Cosa? «Birra, soprattutto. Ma anche superalcolici». Il vino? «Quello lo bevo a tavola oppure quando si organizza una giornata di relax, come a Pasquetta». Ti ubriachi? «Capita, certo. Di solito però riesco a smettere in tempo, prima di stare male». 

«E’ un’illusione – spiegano gli psicologi – perché man mano che aumenta il bisogno di alcol dell’organismo, si riduce la capacità di poter decidere che è arrivato il momento di smettere. L’alcol dà assuefazione, e il fatto che sia legale, associato a modelli positivi quali ad esempio quelli proposti dalle pubblicità, peggiora solo le cose». 

Che la droga preferita dai giovani molisani sia l’alcol l’aveva già detto l’Eurispes nel 2002. Il famoso istituto di ricerche e analisi sociologiche aveva assegnato alla nostra regione il poco gratificante primato delle ‘sbronze giovanili’, tracciando anche l’identikit del bevitore nostrano: età tra i 15 e i 29 anni, senza particolari problemi in famiglia e poco consapevole degli effetti nocivi dell’alcol. 

La conferma che un problema di abuso esiste arriva anche dalla cronache locali. Gli ultimi ricoveri per coma etilico, che si sono registrati a Termoli e nell’hinterland fra Pasqua e Pasquetta, confermano: l’età dei consumatori si abbassa, il fenomeno aumenta. «Il problema – sostengono i medici e gli operatori del sociale – è che i superalcolici, a differenza della cocaina e dell’ecstasy, non sono considerati affatto una droga». Risultato: se ne abusa, senza la paura di venire scoperti e puniti. «Al massimo – commenta un dottore del Pronto Soccorso del San Timoteo – si rischia il ricovero da noi, ma chiaramente non è una prospettiva che terrorizza gli adolescenti così come, per esempio, il carcere…». 

Non è un caso nemmeno se i paesi del Basso Molise hanno un numero di bar di gran lunga superiore alla media nazionale, che calcola una rivenditoria di alcolici ogni mille abitanti. San Martino in Pensilis per esempio, che non arriva a cinquemila abitanti, ha ben dodici bar: una specie di primato, seguito a ruota da Guglionesi dove i bar sono dieci per seimila abitanti. Ma il dato davvero significativo non è il numero, bensì il costo dell’alcol. In molti locali si vendono birra e superalcolici a prezzi decisamente ‘competitivi’, dimezzati rispetto al più raffinato pub. Tavoli di formica e arredamenti dozzinali non bastano a scoraggiare i bevitori, che escono di casa col chiaro intento di alzare il gomito. 

«Si inizia al bar, in compagnia, e si finisce con la bottiglia sotto il letto e l’inferno fra le mura domestiche». Gianni Figliola, di Termoli, è uno di quelli che il problema non lo sottovaluta affatto. Lavora come volontario al Centro di recupero per le tossicodipendenze “Il Noce”, dove vengono ospitati soprattutto giovani con un problema di droga. Ma la struttura accoglie anche, una volta a settimana, un gruppetto di alcolisti, l’unico nella città adriatica coinvolto in un progetto di recupero. «Provengono sia da Termoli che dai Comuni limitrofi – spiega Gianni, responsabile del Cat, centro alcolisti in trattamento – e hanno un’età variabile, che va dai 32 fino ai 60 anni». 

Adolescenti però non ce ne sono… 

«Da giovani il problema dell’alcol non è percepito come tale. Il bere è ancora un fenomeno sociale, associato al divertimento e a modelli di riferimento vincenti. E’ solo più tardi, col trascorrere degli anni, che l’abuso di alcol diventa un fenomeno solitario, un rapporto conflittuale con una sostanza che distrugge i rapporti familiari, crea problemi sul posto di lavoro. Insomma, il bere diventa un motivo di vergogna e di emarginazione. Non a caso i nostri alcolisti ripetono sempre la stessa cosa: ‘a me bere fa schifo’. Il dramma è che non possono farne a meno». 

Quando e perché decidono di curarsi? 

«Quando l’alcol diventa fonte di sofferenza, trasforma la vita in un inferno. Il nostro metodo, che si chiama Udolin, coinvolge direttamente le famiglie, quindi sono i familiari dell’alcolista che riconoscono il problema e lo convincono a uscirne fuori. E’ difficile, anche perché abitualmente è proprio la famiglia che tenta di soffocare il problema.

 Ma grazie alla sensibilizzazione siamo passati, nel giro di pochi anni, da un gruppo costituito da una sola persona a un gruppo di venti persone, metà alcolisti e metà parenti o amici(*). Di più non possiamo essere, altrimenti si rischia di disperdersi troppo e invece questo metodo prevede un contatto diretto fra i partecipanti. Le riunioni del venerdì sera sono un confronto aperto alle quali l’alcolista partecipa sempre affiancato dal familiare che lo segue. E lo aiuta durante la settimana». 

Di cosa si parla in queste riunioni? 

«Della vita, del lavoro, dei problemi. Di tutto. Ci si mette in gioco, è un piccolo gruppo che però riflette la società nel suo complesso, quindi è costituito da persone diverse: ci sono uomini e donne, ricchi e poveri, gente colta e gente che non ha studiato. Guardi, chiunque può essere un alcolista. Ci sono alcolisti fra gli avvocati, i giornalisti, i poliziotti. E’ definitivamente tramontata l’epoca in cui abusavano di alcol i senzatetto e gli emarginati della società: oggi, e soprattutto nelle nostre zone, gli alcolisti fanno i mestieri più disparati e spesso hanno posizioni sociali di rilievo che poi rischiano di perdere proprio a causa del bere. Ho visto fior di professionisti rovinarsi per colpa dell’alcol». 

In Basso Molise che proporzioni ha il fenomeno? 

«A mio avviso proporzioni allarmanti, tremende. Purtroppo non esiste un censimento, non ci sono dati come ad esempio accade in Trentino, un’area geografica dove il bere è molto diffuso. Ma in base alla mia esperienza e a quella di altri operatori che lavorano in questo campo posso dirle che l’abuso di alcol a Termoli e nell’hinterland è frequentissimo. Del resto, se pensiamo che bastano un paio di euro per acquistare una bottiglia in qualsiasi supermercato, ci rendiamo conto che è un fenomeno pericoloso». 

Una droga legale, secondo lei? 

«Assolutamente sì. E, proprio come la droga, dà dipendenza e tolleranza. L’alcol fa perdere la dignità al pari dell’eroina. Solo che è un fenomeno ancora più sommerso…» 

E le percentuali di recupero come sono? 

«Bassissime. E’ difficile uscire dall’alcol, ed è facilissimo ricadere nella trappola. L’alcol è ovunque: sulle nostre tavole, nei nostri bar, al supermarket. Devono passare anni di astinenza dalla bottiglia prima di poter dire di essere guariti».

 (*)NOTA: speriamo che in questi 10 anni i Club siano aumentati!

 INUTILE DIFENDERE IL VINO, L’ALCOL E’ SEMPRE CANCEROGENO!

 http://www.anconatoday.it/cronaca/prevenire-tumori-limitare-carne-rotary-ancona.html 

«I TUMORI SI POSSONO PREVENIRE LIMITANDO LA CARNE MA IN EUROPA SE NE MANGIA ANCORA TROPPA»

Il nutrizionista di fama mondiale Maurizio Battino al Rotary di Falconara spiega la necessità di mangiare bene: «Non sono vegetariano ma questa dieta è protettiva»

Cronaca / Falconara Marittima

Redazione

12 maggio 2016 12:51

Mangiare parecchia frutta e verdura, fare attività fisica, non fumare. Sono tre delle regole d'oro dettate da Maurizio Battino, docente di biochimica presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università Politecnica delle Marche, ai soci del Rotary Club di Falconara ieri sera durante la serata dal tema "I tumori si possono prevenire? Regole di buona alimentazione e stili di vita". Ospite della presidente rotariana Francesca Porcedda, Battino è uno dei massimi esperti mondiali nel campo della nutrizione. Lo scorso gennaio il suo nome è stato inserito nella lista delle "menti più influenti del mondo", stilata dalla prestigiosa agenzia di revisione scientifica Thomson Reuters, che identifica gli accademici che hanno apportato il maggior contributo all'interno dei diversi campi di ricerca.

«Il 90% dei casi di tumore – ha spiegato lo studioso - dipende da fattori ambientali e da stili di vita errati. La dieta è molto importante: consumare almeno 5 porzioni al giorno di frutta e verdura, preferire i cereali integrali ai raffinati, prediligere il consumo grassi insaturi come l’olio di oliva e scegliere prodotti lattiero-caseari a basso contenuto di grassi, limitare il consumo di cibi ad alta densità calorica ed evitare il consumo di bevande zuccherine e di alcol, scegliere pesce e pollame limitando il consumo di carne rossa e carne lavorata. L'allarme dell'Oms dello scorso ottobre? Lo si sapeva da 10 anni».

Poi occorre mantenere un sano peso corporeo, fare attività fisica e, ovviamente, non fumare. Nelle Marche, secondo i dati elaborati dall'Associazione Italiana Registri Tumori i tumori più diffusi sono alla mammella per la donna (1310) e alla prostata per l'uomo (1210), al colon (905 uomini e 743 donne) e al polmone (590 uomini e 300 donne). Dunque, a dieta. «Personalmente non sono vegetariano – ha detto Battino – ma le diete vegetariane sembrano conferire protezione contro il cancro. Per gli onnivori le linee guida parlano di un consumo di cibo a base vegetale (anche la pasta, per dire) pari all'81%. Tuttavia in Europa siamo al 55%, non tanto meglio dei nordamericani al 52%. Al mondo la spesa per diabete e obesità è seconda solo a quella per guerre e terrorismo». E il vino? «Consumarne poco e di ottima qualità – conclude lo scienziato - Quando sono venuto qui nelle Marche, 25 anni fa, il vino era tossico. Oggi vince premi nel mondo. Per fortuna i nostri produttori hanno intrapreso la strada della qualità»(*) ha concluso Battino.

 (*)NOTA: l’alcol che c’è nel vino non è cambiato ed è una sostanza cancerogena: come mai sopra dice di evitare l’alcol e sotto dice di consumarne? L’alcol è sempre alcol sia esso nel vino o nella birra o nelle altre bevande alcoliche!

  ARMA A DOPPIO TAGLIO: 

DIMINUISCE DEL 20% IL RISCHIO DI MALATTIA CORONARICA MA AUMENTA DEL 30% IL RISCHIO DI CANCRO AL SENO

 https://latestnewsresource.com/it/news/breaking-news-nazvana-optimalnaja-portsija-alkogolja-dlja-profilaktiki-boleznej-serdtsa 

NOMINATO OTTIMALE PORZIONE DI ALCOL PER PREVENIRE LE MALATTIE CARDIACHE

I medici hanno chiamato ottimale porzione di bevande alcoliche, che consentirà di evitare lo sviluppo di malattia coronarica. Di questa edizione di The Telegraph ha riferito il medico Dame Sally Davies dalla Danimarca.

Per la prevenzione della malattia è possibile prima di coricarsi bere un paio di bicchieri di vino o boccali di birra. Questo è l'equivalente di un settimanale di porzioni di volume, 14 unità di bevande alcoliche per gli uomini e le donne.

Alle loro conclusioni, gli scienziati sono venuti nel corso di osservazioni per 22 migliaia di danesi donne che hanno raggiunto il periodo post-menopausa. Il consumo di loro di bevande alcoliche nelle summenzionate porzioni per cinque anni ha portato ad una riduzione del 20 per cento di rischio di malattia coronarica e di aumentare del 30 per cento il rischio di sviluppare il cancro al seno.

Gli scienziati raccomandano di non abusare di alcol e l'uso di altri metodi per la prevenzione della malattia coronarica. Solo nel regno Unito, l'abuso di alcol è la causa di un 11 per cento di mortalità da cancro al seno. Tutto l'anno in un paese di circa 80 mila persone muoiono a causa di malattie cardiovascolari.

http://lenta.ru

 INIZIATIVE DI INFORMAZIONE E PREVENZIONE

 http://laprovinciapavese.gelocal.it/pavia/cronaca/2016/05/12/news/alcol-e-salute-due-incontri-per-le-famiglie-medici-e-associazioni-a-confronto-1.13463525 

ALCOL E SALUTE, DUE INCONTRI PER LE FAMIGLIE MEDICI E ASSOCIAZIONI A CONFRONTO

12 maggio 2016

“Alcol e salute: miti, pregiudizi e stili di vita”: è il titolo del ciclo di incontri organizzato dai club alcologici territoriali di Pavia Mimosa, Cometa, Girasole e Fiordaliso. Gli incontri sono aperti al pubblico e hanno lo scopo di sensibilizzare la più ampia fascia di popolazione sul problema di dipendenza dall’alcol che colpisce non solo gli adulti ma anche i giovani. Il primo incontro si terrà martedì 17 alle 21 nella scuola elementare di Torre d’Isola. Relatore è Augusta Bianchi , psichiatra-psicoterapeuta, servitore-insegnante del Club Pavia 2 Melograno-Massaua di Torre d’Isola. Interverranno Elena Costantino del servizio Dipendenze del Asst e le famiglie del club Melograno. Il secondo incontro venerdì 20 maggio alle 21 nel salone dell’oratorio di San Lanfranco “Giovanni Piemontesi”. Interverranno le famiglie che partecipano agli incontri dell’Acat di Pavia e Maria Vittoria Murone, medico del servizio dipendenze dell’azienda socio sanitaria assistenziale. Per informazioni è possibile contattare gli organizzatori al numero

327-3824958. Alla realizzazione degli incontri partecipano la parrocchia di San Lanfranco, la consulta comunale del volontariato cittadina, il liceo delle scienze umane “Cairoli”, l’Ordine dei medici della provincia, la comunità “Crescere insieme” e il Centro servizi volontariato. (m.g.p.)

 CONSEGUENZE DEL CONSUMO DI VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI

 http://laprovinciapavese.gelocal.it/pavia/cronaca/2016/05/12/news/beve-per-dimenticare-la-lite-con-la-moglie-poi-si-schianta-in-auto-1.13463831 

BEVE PER DIMENTICARE LA LITE CON LA MOGLIE POI SI SCHIANTA IN AUTO

Tortona, 45enne denunciato per guida in stato di ebbrezza Finisce contro un palo della luce, intervengono i carabinieri

Paola Dellagiovanna 

12 maggio 2016

TORTONA. Ha litigato con la moglie, poi è andato in un bar a «bere per dimenticare» l’accaduto. E’ riuscito nel suo intento, ma ha anche ha esagerato con l’alcol: e così quando è uscito dal locale era completamente inadatto a mettersi alla guida dell’auto. Sottovalutando le sue condizioni il tortonese si è messo comunque al volante per tornare alla sua abitazione, ma ha fatto poca strada: a causa dello stato di ubriachezza ha provocato un incidente stradale. Come era inevitabile i carabinieri sono intervenuti, lo hanno denunciato per guida in stato di ebbrezza, gli hanno ritirato la patente e gli hanno confiscato a titolo definitivo l’automobile, una Nissan Micra.

Protagonista dell’episodio è stato un uomo di 45 anni, residente a Tortona, che prima di oggi non aveva mai avuto problemi con la legge. L’incidente si è verificato l’altro pomeriggio, verso le 18. La Nissan è andata a sbattere violentemente contro un palo della luce, lungo la salita Santa Barbara, in prossimità del cimitero comunale di Tortona. Il luogo dell’incidente si trova a poche centinaia di metri dal centro commerciale Iper Oasi e dalla strada provinciale per Viguzzolo. Una strada dritta, non particolarmente pericolosa se percorsa a bassa velocità, ma molto trafficata. All’incidente hanno assistito alcuni passanti, che hanno poi telefonato al 112 per segnalare l’accaduto. Sul posto sono arrivati i carabinieri di Tortona, per i rilievi. I militari hanno trovato il 45enne in stato confusionale: a causa dell’incidente, ma soprattutto per l’alcol. L’uomo non aveva infatti ferite. I carabinieri hanno quindi deciso di sottoporre l’automobilista al test con l’etilometro. L’esame ha dimostrato che il 45enne aveva un valore di 2,15 grammi di alcol per litro di sangue: e cioè più di quattro volte il limite massimo consentito. Parlando con il tortonese, i carabinieri hanno ricostruito l’accaduto. Il 45enne ha detto che si era allontanato da casa dopo un violento litigio con la moglie. Era andato al suo solito bar, a bere qualcosa: ma aveva esagerato. Nel tragitto verso casa, il 45enne aveva perso il controllo del mezzo e si era schiantato contro un palo della luce: per un vero miracolo non aveva investito nessuno. I carabinieri, dopo aver ritirato la patente all’automobilista, hanno contattato la moglie alla quale è stata affidata l’auto incidentata. Quando il conducente ha un valore superiore a 1,5 grammi di alcol per litro di sangue, però, scatta la confisca definitiva del mezzo: a maggior ragione in caso di incidenti. Per rimuovere il mezzo dalla carreggiata, è stato necessario ricorrere al senso unico alternato.

 http://gazzettadimodena.gelocal.it/modena/cronaca/2016/05/12/news/rissa-urla-e-pugni-in-piazza-mazzini-tra-due-ubriachi-1.13463198 

RISSA: URLA E PUGNI IN PIAZZA MAZZINI TRA DUE UBRIACHI

12 maggio 2016

Rissa con urla e pugni scoppiata per futili motivi alimentati dall’alcol tra due rumeni nei pressi del negozio di generi alimentari in via Coltellini, laterale di piazza Mazzini. Uno si

è preso un pugno e, cadendo, ha rovesciato per terra la merce esposta. Nel frattempo è arrivata la polizia che stava presidiando il centro storico: il giovane colpito allora si è alzato, è fuggito di corsa ma, in breve, è stato preso nelle vie vicine. L’altro si era da subito dileguato.

 GUIDA IN STATO DI EBBREZZA

 http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2016/12-maggio-2016/auto-zig-zag-poi-si-schianta-tasso-alcol-8-volte-sopra-limite-240421946336.shtml 

AUTO A ZIG ZAG, POI SI SCHIANTA:

TASSO ALCOL 8 VOLTE SOPRA IL LIMITE

Denunciata per guida in stato di ebbrezza 

una 37enne di San Pietro in Casale

12 maggio 2016

BOLOGNA - Aveva un tasso di alcol nel sangue quasi 8 volte sopra il limite di legge una 37enne di San Pietro in Casale, nel Bolognese, denunciata per guida in stato di ebbrezza dai carabinieri che le hanno anche ritirato la patente e sequestrato la macchina, una Volkswagen Polo. L’intervento dei militari è scattato dopo che la donna ha avuto un incidente via Savena Vecchia a Baricella, probabilmente causato dallo stato di semincoscienza per l’abuso di alcol.

A chiamare il 112 è stato un altro automobilista, preoccupato perché la Polo che lo precedeva aveva un’andatura a zig zag. Pochi istanti dopo, lo stesso automobilista ha richiamato i carabinieri per segnalare che l’utilitaria era andata a schiantarsi contro un muretto e dal posto di guida era scesa una donna che barcollava. Trasportata all’ospedale di Bentivoglio, la 37enne non ha riportato ferite nell’incidente, ma è stata sottoposta alle analisi del sangue che hanno accertato un tasso di alcol di 3,89 grammi/litro.

 http://lanuovaferrara.gelocal.it/ferrara/cronaca/2016/05/12/news/tampona-un-auto-fugge-ma-viene-preso-1.13464289 

TAMPONA UN’AUTO, FUGGE MA VIENE PRESO

12 maggio 2016

COPPARO. Ha tamponato un’auto in sosta e poi è fuggito m la sua corsa è durta poco in quanto è stato rintracciato dai carabinieri vicino alla propria abitazione ed è riksultato avere un tasso alcolemico superiore di oltre il triplo rispetto ai limiti onsentiti dalla legge ragion per cui la patente di guida è stata immediatamente ritirata mentre l’autoveicolo è stato sottoposto a sequestro amministrativo. Il fatto è avvenuto l’altra sera a Copparo. I militari della compagnia copparese che comprende, oltre al capoluogo, anche le stazioni di Ambrogio, Berra, Jolanda di Savoia, Ro, Tresigallo, Massa Fiscaglia, stavano svolgendo servizi di controllo del territorio e attività di vigilanza alla circolazione stradale. Nel corso di un apposito servizio i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile hanno denunciato a piede libero per fuga ed inottemperanza all’obbligo di fermarsi dopo un incidente, e guida in stato di ebbrezza alcolica, un quarantenne del luogo che, alla guida della propria autovettura Ford Focus. dopo aver tamponato un’auto Mercedes in sosta lungo la centrale via Garibaldi, urtava la fiancata sinistra con un’altra auto che lo precedeva e si allontanava senza fermarsi dopo l’incidente. La sua fuga però è durata pochissimo tempo in quanto i carabinieri in men che non si dica lo hanno rintracciato vicino alla sua casa e lo hanno fermato. Aver alzato troppo il gomito gli è costato decisamente caro ed ora si trova senza automobile e patente di guida e per riaverle entrambe dovrà pagare un conto che si preannuncia alquanto salato.

 L’ANGOLO DELLE RICERCHE

 http://www.nutrieprevieni.it/la-soddisfazione-che-viene-dal-bere-alcolici-dura-poco-ID7023 

LA ‘SODDISFAZIONE’ CHE VIENE DAL BERE ALCOLICI DURA POCO

10 maggio, 2016 

Ilarità, ebbrezza e piacere di stare in compagnia, sono le emozioni e i comportamenti che spesso e quasi automaticamente vengono associate al bere alcolici. Ma si tratta di effetti solo momentanei, come sottolinea uno studio britannico pubblicato sulla rivista Social Science & Medicine che pone l’accento sul fatto che il bere non offre soddisfazioni a lungo termine né tanto meno benessere.

Lo studio

Nonostante sia responsabile di circa 88.000 decessi ogni anno solo negli Usa, l’alcol è comunque considerata una fonte di piacere. Per questo un gruppo condotto da Ben Bamburg Geiger, presso l’Università di Kent, nel Regno Unito, ha utilizzato la app per smartphone realizzata dalla London School of Economics ‘Mappiness’ per misurare come l’alcol possa influenzare la felicità. La soddisfazione di vita dei soggetti è stata monitorata attraverso un questionario che ha chiesto loro di valutare se sono soddisfatti rispetto alla loro vita in una scala da 0 a 10. L’applicazione chiede in modo casuale due volte al giorno quanto sono felici in quel momento esatto, chi sono e che cosa stanno facendo; bere alcolici è una delle opzioni disponibili per la selezione. I ricercatori hanno valutato le risposte di oltre 31.000 utenti dal brevetto britannico tra il 2010-2013. Dall’analisi smartphone-based, hanno scoperto che le persone che consumano alcol sono in gran parte più felice ‘nel momento’, ma nel corso del tempo, la loro felicità svanisce.