Rassegna del 8 Maggio 2016

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

FACABOOK - POST DI EMANUELE SCAFATO

Un bicchiere per la Ricerca? La comunicazione per la prevenzione del cancro tra etica, pratica e evidenza scientifica

Il Codice Europeo contro il Cancro (http://cancer-code-europe.iarc.fr/i... ) recita testualmente "Se bevi alcolici di qualsiasi tipo, limitane il consumo. Per prevenire il cancro è meglio evitare di bere alcolici"

SABATO 7 MAGGIO 2016 

AIRC è l'Associazione Italiana Ricerca sul Cancro. 

Nel corso degli anni la Società Italiana di Alcologia ha già avuto modo di segnalare l’esigenza di ispirare le iniziative di comunicazione relative all'alcol alle buone pratiche di informazione completa, valida e corretta , l’unica validamente strumentale anche alla necessaria, coerente distanza da possibili interessi commerciali che connotano la mission delle associazioni no-profit di tutela della salute e di prevenzione del cancro . 

Dovere etico oltre che scientifico e di correttezza nei confronti dei sostenitori che hanno diritto a ricevere informazioni che possano garantire scelte informate e ad essere stimolati da idonee iniziative.

La SIA nel rilevare iniziative proposte quali "Un bicchiere per la ricerca" sollecita una riflessione sull’impatto di possibile confondimento connessa ad una dinamica comunicativa che da un lato supporta incondizionatamente la Ricerca e la prevenzione del cancro e contemporaneamente accetta come compromesso lo "scambio" di buoni propositi di sostegno alla ricerca con il consumo pur simbolico di alcol, cancerogeno, non cogliendo, l'occasione di usare il canale di promozione dell'associazione per diffondere la cultura prevista dal CODICE EUROPEO contro il CANCRO : 

Per prevenire il cancro è meglio evitare di bere alcolici.

Nel caso specifico il collegamento insito nella dinamica della comunicazione, abbinata all’apprezzata reputazione dell'Associazione, rende questo tipo di iniziativa conflittuale e oggettivamente non completamente coerente con la mission di una associazione no-profit che ha come finalità statutarie :

"diffondere principalmente tra i propri associati, la conoscenza delle attività di studio e di ricerca oncologica che vengono svolte in campo nazionale ed internazionale, svolgendo ogni attività idonea a far conoscere i problemi connessi allo studio, alla cura e alla prevenzione dei tumori, nonché i risultati ed il progresso della ricerca, anche mediante l'edizione e la diffusione di pubblicazioni periodiche".

L'idoneità delle iniziative non può non passare attraverso le considerazioni inerenti una giusta valutazione dell’approccio che può dare adito a considerare esclusivamente una logica di convenienza trascurando quella dell'opportunità e della diffusione della conoscenza. 

Nello specifico, è nelle competenze e nelle finalità della SIA favorire la disseminazione delle evidenze scientifiche di settore che suggeriscono l’adozione di sostanziali integrazioni sulla conoscenza disponibile delle attività di studio e di ricerca oncologica alcolcorrelate da diffondere per la prevenzione specifica del cancro . A tale riguardo , riferendo della prevenzione specifica del cancro appare inappropriato per contesto il consiglio proposto dall'AIRC (http://www.airc.it/media/Animazioni...) che suggerisce come "mossa" di prevenzione oncologica la moderazione del consumo di uno o due bicchieri al giorno di vino, birra o liquori che non è in linea con le indicazioni sostanziate da 480 pagine di evidenze , scientificamente valicate, dalla IARC e dall'Organizzazione Mondiale della Sanità supportate e promosse in Italia dalla SIA, Società italiana di Alcologia e esposte nel 

CODICE EUROPEO CONTRO IL CANCRO :

"Se bevi alcolici di qualsiasi tipo, limitane il consumo. 

Per prevenire il cancro è meglio evitare di bere alcolici" che indicano espressamente l'esigenza di astensione SE la persona volesse SCEGLIERE di contribuire alla prevenzione del cancro nella consapevolezza da creare che NON esistono livelli sicuri di consumo alcolico e che comunque , come indicato dalle campagne SIA e in numerosi Stai europei ed extraeuropei , possono partire già dal primo bicchiere. 

In tale prospettiva proporre come idonea da parte dell’AIRC l’iniziativa un bicchiere per la Ricerca merita profonda e accurata riflessione per ciò che quel bicchiere si propone di comunicare e per quello che in tale occasione l’AIRC dovrebbe proporre in termini di prevenzione del cancro attraverso messaggi necessariamente differenziati per sesso e per età e non generalizzabili perché un bicchiere potrà essere per l’AIRC anche per la Ricerca MA è un bicchiere che non è per tutti e di questo l’AIRC, coerentemente con le evidenze pubblicate sul sito, dovrebbe farsi carico, come previsto dalle sue finalità, in particolare rivolgendosi alle donne notoriamente più vulnerabili ma in generale a tutti i consumatori a cui vanno fornite indicazioni .

LA NUOVA SARDEGNA

Cresce l’abuso di alcol tra i giovanissimi

Il caso del minore in coma etilico è solo la punta dell’iceberg: la denuncia della responsabile del servizio Rosalba Cicalò

di Francesco Cabras

NUORO 07 maggio 2016 - Se il bere una birra o un bicchiere di vino può accompagnare momenti conviviali (il cosiddetto bere sociale), tra i giovanissimi è sempre più diffuso l’approccio alle sostanze alcoliche quale strumento utile solo a raggiungere lo “sballo” il prima possibile. Alla stregua di un qualsiasi stupefacente, ma low cost. Nuoro e provincia non fanno eccezione al fenomeno, come dimostra la vicenda del quindicenne finito in coma etilico dopo una colossale bevuta di birra insieme a un suo coetaneo, che ha riportato alla ribalta la problematica dell’assunzione di bevande alcoliche da parte dei giovanissimi.

Alla ribalta dell’opinione pubblica, ma non tra chi del problema si occupa tutti i giorni. In prima linea, gli operatori del Serd.

La responsabile del servizio, Rosalba Cicalò, non è per nulla stupita da quanto accaduto al ragazzino. «Purtroppo – spiega – non si tratta che di uno dei tanti casi di abuso di alcoolici da parte di adolescenti con cui abbiamo a che fare sempre più spesso. L’unica differenza è che questo si è venuto a sapere perché i genitori hanno presentato una denuncia contro chi avrebbe venduto la birra al figlio. Ma quanti sono quelli che rimangono nascosti?». Tanti, se come assicura la direttrice, il fenomeno è lontano da una soluzione.

«Al contrario, è in preoccupante e costante aumento», sottolinea. Proprio in questi giorni gli operatori del Serd sono impegnati in una campagna di sensibilizzazione contro il consumo di alcolici tra gli studenti delle terze classi delle scuole medie e il quadro che sta emergendo non è certo rassicurante. «I ragazzi intervistati – dice infatti Rosalba Cicalò – hanno risposto che molti dei loro amici coetanei assumono già sostanze alcoliche».

Cosa si può fare allora per arginare il problema, oltre alle opere di prevenzione messe in campo da Asl e da chi opera nel sociale? Per la direttrice le prime azioni devono venire dalla famiglia, che definisce «la prima scuola di vita». «L’alcool è parte integrante della nostra cultura – afferma Cicalò – e molto spesso nelle famiglie ne viene tollerata l’assunzione da parte dei più giovani». Un atteggiamento che si scontra con le iniziative di prevenzione, quando non le rende del tutto inefficaci. Eppure ormai tutti dovrebbero essere coscienti che le conseguenze che un adolescente può riportare a causa delle bevande alcoliche sono tante e gravi.

«In una persona nel pieno del suo sviluppo – spiega ancora la responsabile del Serd - si va dai danni organici, soprattutto al fegato, a quelli neurologici, con l’insorgere di disturbi comportamentali che si possono manifestare, ad esempio, con la disattenzione a scuola». Per questo, sostiene con forza la direttrice, i genitori devono monitorare i figli, prima che i problemi diventino insormontabili.

«A volte – continua – capita che passino anni prima che la famiglia si accorga che il figlio abusa di alcoolici. Solo allora si rivolgono a noi, ma a quel punto il nostro intervento risulta molto più difficoltoso».

RAVENNANOTIZIE

Rissa in un bar di Lido di Classe: barista contro tre nordafricani ubriachi, ci scappa un ferito (*) 

Domenica 8 Maggio 2016 - La notte scorsa c'è stata rissa presso un bar di Lido di Classe. Al centro della querelle un barista che non ha voluto servire alcolici a tre extracomunitari già ubriachi. Da qui il diverbio fra l'uomo al bar e i tre uomini in preda all'alcol. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri di Savio e Cervia - Milano Marittima. 

Secondo una prima sommaria ricostruzione della vicenda, pare che 3 nordafricani, tutti ubriachi o quasi, siano andati al bar in questione per consumare alcolici. Il barista ha opposto un netto rifiuto e ha chiamato il 112. I 3 si sono prima allontanati ma poi sono tornati e uno di loro era "armato" con un corpo contundente. Il barista pare si sia difeso a questo punto con il bastone metallico che di solito viene utilizzato per abbassare le serrande. Alla fine uno dei marocchini è stato colpito alla testa ed è stato richiesto l'intervento dei sanitari. Il ferito è stato trasportato all'ospedale di Ravenna e medicato: ha riportato solo ferite lievi e presto dimesso. Tutte le persone coinvolte nella rissa sono state denunciate, i 3 marocchini dovranno rispondere anche per il loro stato di ubriachezza e per le molestie. 

UDINETODAY

Ubriaco, orina in pubblico e insulta i carabinieri (*) 

E' successo a Codroipo: nei guai un 35 enne della zona che ha inveito contro i militari

08 maggio 2016 - In preda all'alcol ha orinato in pubblico e si è messo a insultare i carabinieri. Così un uomo di 35 anni Codroipo è stato deferito in stato di libertà per ubriachezza, atti osceni e oltraggio a pubblico ufficiale. Per placarlo sono intervenuti i carabinieri della stazione di Codroipo ma l'uomo, alla vista dei militari, ha iniziato a rivolgere frasi irriguardose nei loro confronti.

Nelle ultime 24 ore i carabinieri della provincia di Udine hanno effettuato diversi controlli soprattutto per contrastare il fenomeno dell'alcol. I militari della stazione di Remanzacco hanno deferito in stato di libertà un 43 enne della zona per guida in stato di ebbrezza: all'uomo è stata sottoposta la prova dell'etilometro alla quale è risultato positivo. Sequestrato, inoltre, il suo veicolo.

IL MESSAGGERO

«Ubriaco, patente ritirata» e lui prende a calci i poliziotti (*) 

PERUGIA. Domenica 8 Maggio 2016 - Sorpreso dalla polizia stradale alla guida di un'auto sul raccordo Perugia-Bettolle con un tasso alcolemico superiore al consentito, un camerunense di 36 anni si è poi rifiutato di allontanarsi dalla strada aggrappandosi a un segnale stradale: è stato quindi denunciato per guida in stato di ebbrezza e per oltraggio, resistenza e minacce a pubblico ufficiale.

Lo straniero è stato fermato nel corso dei servizi di vigilanza volti a contrastare il cosiddetto fenomeno delle «stragi del sabato sera». All'altezza dello svincolo di Prepo del raccordo una pattuglia della stradale ha fermato la vettura perchè procedeva in maniera pericolosa. Il camerunense è quindi risultato alla guida con il tasso alcolemico superiore alla norma. Dopo che gli agenti gli hanno comunicato che sarebbe stato denunciato, con il ritiro della patente, lo straniero ha reagito - riferiscono gli investigatori - con minacce, calci e pugni ai poliziotti. È quindi intervenuta anche una volante e il camerunense denunciato.

VENEZIATODAY

Ubriachi sul battello, attaccano i carabinieri: uno fugge a nuoto, due in ospedale (*) 

Un 27enne polacco in arresto sabato sera: insieme a due amici stava molestando i passeggeri di un mezzo Actv. È risultato con un tasso alcolemico superiore a 2

La Redazione, 08 maggio 2016 - Ubriachi fradici sul battello Actv, si scagliano contro i carabinieri intervenuti per bloccarli. Violenta colluttazione a Venezia sabato sera, protagonisti tre polacchi completamente fuori controllo su un mezzo Actv della linea 5.2 proveniente dal Lido. La segnalazione arriva alle 19 da parte dei passeggeri: il vaporetto viene intercettato dai militari del nucleo natanti lungo canale della Scomenzera, all’altezza dell’imbarcadero di piazzale Roma Sant’Andrea.

Gli agenti fanno scendere i passeggeri, dopodiché salgono a bordo e si ritrovano davanti tre giovani visibilmente alterati: portati sull'imbarcadero, quest'ultimi cominciano a imprecare in polacco contro i militari, dopodiché passano ai fatti. Due di loro spintonano i carabinieri e tentano di colpirli con calci e pugni. Uno, per evitare l'arresto, si tuffa in canale e raggiunge a nuoto l’altra sponda, riuscendo a dileguarsi. L’altro invece ingaggia una violenta colluttazione con i militari, ferendone gravemente uno. Il terzo ne resta fuori.

Finalmente l’esagitato viene bloccato e ammanettato, poi accompagnato in caserma e infine al pronto soccorso. In ospedale anche il carabiniere ferito, cui viene diagnosticato il distacco di un tendine dell’avambraccio, con una lunga prognosi e la necessità di sottoporsi nei prossimi giorni a un intervento chirurgico per consentirgli di riprendere la piena funzionalità dell’arto. Va meglio allo straniero, che se la cavava con qualche escoriazione giudicata guaribile in sei giorni. All’esito delle visite mediche risulta avere un tasso alcolemico superiore a 2. Terminate le formalità di rito il giovane (A.D., 27 anni) viene tratto in arresto per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. L'udienza di convalida è prevista per lunedì.

(*) Nota: molte persone - dopo aver sperimentato la sobrietà, a volte non per scelta – non riprendono a bere: trovano più piacevole vivere senza alcolici. Lo stesso accadrebbe se, per ipotesi, per un periodo di tempo non ci forse la possibilità di bere. Molte persone scoprirebbero che senza vino e birra il mondo sarebbe migliore.

RAISPORT

Festa e birra a Leicester, molti ricoveri

La maggior parte dei malori causati dall'abuso di alcol

Leicester, festa e birra, molti ricoveriFiumi di birra hanno accompagnato i festeggiamenti dei tifosi del Leicester per il trionfo in Premier League: ieri il pronto soccorso cittadino ha registrato un’affluenza doppia rispetto al solito per malori causati dall’abuso di alcol. Dopo la certezza aritmetica della conquista del titolo, giunta lunedì scorso con il pari del Tottenham, ieri le Foxes hanno festeggiato davanti al proprio pubblico, in occasione dell’ultima gara casalinga della stagione contro l’Everton.

Andrea Bocelli ha cantato prima del fischio d’inizio, ma i festeggiamenti sono proseguiti nei pub della città anche dopo la larga vittoria sui Toffees. Costringendo medici ed infermieri del Leicester Royal Infirmary - scrive oggi il sito della Bbc - agli straordinari per rispondere alla richieste di soccorso da parte di tifosi che evidentemente avevano alzato troppo il gomito.