Rassegna del 29 Aprile 2016

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

IL CAFFE’ VITRUVIANO

Binge Drinking: nuovi studi e ricerche di un fenomeno in crescita

Il Binge Drinking letteralmente “abbuffata alcolica”, è l'assunzione di più bevande alcoliche in un intervallo di tempo più o meno breve ed è praticato generalmente in occasione di feste o durante il fine settimana, è un fenomeno molto diffuso tra gli adolescenti la cui finalità è il rapido raggiungimento dello stato di ebbrezza.

Secondo recenti studi volti ad arginare questo fenomeno, ricercatori statunitensi hanno identificato un circuito nel cervello che potrebbe essere manipolato in modo da controllare il desiderio di bere in modo smodato.

I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Biological Psychiatry, i ricercatori della University of North Carolina a Chapel Hill hanno identificato questo circuito localizzato tra due aree del cervello - l'amigdala estesa e l'area tegmentale ventrale - già collegate in passato per avere uno stretto rapporto con l’alcolismo. Tuttavia, questa è la prima volta che entrambe vengono identificate proprio come un circuito funzionale.

L'amigdala estesa è infatti nota da tempo per la sua risposta all’ansia ed allo stress psicologico tipico nei soggetti che hanno perso un lavoro o una persona cara; mentre l’area ventrale tegmentale risponde alle proprietà gratificanti indotte dal cibo, incluso l'alcol.

La ricerca dimostra che l'alcol - fattore di stress fisiologico - attivi i neuroni nell'amigdala estesa, innescando di conseguenza l'area tegmentale ventrale. Le osservazioni sui topi hanno di fatto dimostrato che, nel momento dell’assunzione di alcol, l’amigdala estesa impatti in modo significativo sulla zona ventrale tegmentale promuovendo la voglia di continuare a bere. Lo "spegnimento" di questo circuito potrebbe in sostanza ridurre questo fenomeno.

Todd Thiele, del dipartimento di UNC-Chapel Hill di psicologia e neuroscienze, spiega di essere arrivato ora a comprendere maggiormente il funzionamento di queste regioni del cervello e di come la modulazione di stress e ricompensa siano parte di un circuito funzionale che controlla il binge drinking: manipolando il sistema CRF, l'ormone di rilascio della corticotropina, aprirà nuove vie per il suo trattamento. Thiele è infatti convinto che questi risultati potranno aiutare a scoprire terapie efficaci atte ad impedire in futuro la dipendenza all’alcol, soprattutto nella fase di adolescenza in cui la probabilità di diventare alcolista-dipendente è molto più alta.

Intanto in Italia il Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Milano - Bicocca in collaborazione con lo University College London (Ucl) ha sviluppato un App per smartphone, una sorta di guardiano anti-binge drinking e pensata per proteggere i ragazzi dai suoi pericoli. Si chiama D-Arianna ed è in via di sperimentazione nei luoghi della movida milanese. Una Healt App che parla italiano e inglese, e promette di dimezzare in 2 settimane il rischio di abbuffate alcoliche nei giovani.

Si definisce binge drinking - ricordano dalla Bicocca - l'assunzione consecutiva di più di 5 bevande alcoliche per gli uomini e 4 per le donne. L'efficacia del nuovo 'guardiano digitale' è stata dimostrata in uno studio pubblicato sul Journal of Adolescent Health, che ha coinvolto 507 giovani tra i 18 e i 24 anni (264 donne e 243 uomini), reclutati vicino a pub, discoteche e aree concertistiche dell'area metropolitana di Milano.

Tra le domande proposte dall'app, il rapporto con alcol, fumo e droghe a livello personale e nella propria cerchia di amici, l'età in cui si è iniziato a fare uso di alcol e altre sostanze, il successo negli studi, l'attività lavorativa svolta, il background familiare e sociale, le convinzioni riguardo agli effetti, anche sociali, prodotti dall'uso dell'alcol.

Sulla base delle risposte, combinando i pesi relativi dei fattori correlati al binge drinking, derivanti dalla meta-analisi, attraverso un'equazione di stima del rischio, si è ottenuto un unico punteggio complessivo e sono stati individuati tre livelli di rischio: basso (0-43%), moderato (43.1-82%), alto (82.1-100%). Dopo 2 settimane è stato fatto ripetere il test, ed eseguendo lo stesso calcolo è emerso che il fenomeno del binge drinking tra i partecipanti si è più che dimezzato, passando dal 37% al 18%.

L'applicazione è stata messa a punto nell'ambito di una ricerca condotta da Giuseppe Carrà e Massimo Clerici, rispettivamente ricercatore e professore associato di psichiatria in Bicocca, insieme a Paul E. Bebbington, professore emerito di psichiatria presso l'Ucl ed è stata sviluppata dalla software house Eikondata in due versioni, rispettivamente in lingua italiana (Android, iPhone) e inglese (Adroid, iPhone). La ricerca è stata finanziata dalla Fondazione della comunità Monza e Brianza onlus, sostenuta dalla Fondazione Cariplo.

"La combinazione tra il rigore metodologico della ricerca sulla prevenzione dei fattori di rischio con la tecnologia - commentano Carrà e Clerici - si è dimostrata efficace e interessante per la popolazione giovanile, che ha molta dimestichezza con gli smartphone".

L’App è scaricabile gratuitamente da Google Play e Apple Store, D-Arianna è stata inserita nella National Health Apps Library del Regno Unito.

RSVN

Abuso di alcool tra i giovanissimi Particolari rischi per le ragazze

Ed il SERT dell’ASL2 lancia l’allarme abuso di alcool tra i giovanissimi.

SAVONA - Secondo i dati, l’età del primo abuso scende addirittura ad 11 anni, sempre più donne cedono al vizio e si fa strada il fenomeno del cosiddetto “binge drinking” ossia le serate in cui si passa da un cocktail all’altro fino a perdere il controllo.

Nella ricerca sono stati coinvolti anche quasi 500 studenti dell’istituto Ferraris – Pancaldo di Savona, scuola in prima linea per cercare di conoscere e combattere questo preoccupante fenomeno, una vera e propria piaga anche per i giovanissimi.

Ieri in Comune c’è stata una tavola rotonda per analizzare i dati.

«Solo il 10 per cento di chi ha problemi di dipendenza dall’alcol si rende conto di avere un problema, e chiede aiuto. Questo dato rivela l’enorme difficoltà a risolvere le situazioni, che degenerano. Tra l’altro sono in costante aumento le donne alcolizzate e basta pensare alla gravidanza per capire quanti e quali rischi possano provocare sul nascituro», spiega Livia Macciò del Sert.

Scorrendo i dati si nota che ad abusare maggiormente sono i ragazzi fra i 19 e i vent’anni, che in media, quando bevono, consumano 3-4 cocktail. Questo succede in media dalle 2 alle 4 volte al mese ma una volta al mese capita la serata dello sballo fuori controllo, quello che rischia seriamente di far provocare incidenti e gravi conseguenze.

LA STAMPA

Alcol già a undici anni, il Sert lancia l’allarme

Un sondaggio fotografa il fenomeno fra adulti e giovani. Intervistati anche quasi 500 studenti dell’Itis di Savona

L’età del primo abuso di alcol scende a 11 anni in provincia, sempre più donne cadono nel vizio e aumenta il fenomeno del binge drinking, le serate di sballo in cui si consumano diversi cocktail, uno dopo l’altro, fino a perdere il controllo. 

Sono solo alcuni degli aspetti dell’allarme lanciato dal Sert dell’Asl2 e fotografati da un sondaggio Audit a cui hanno preso parte anche 463 ragazzi del Ferraris-Pancaldo, l’Istituto tecnico di Savona che è in trincea per tentare di conoscere, per poi combattere, questa piaga che fa sempre più vittime fra i giovanissimi. Ieri in Comune si tentato di inquadrare il problema, anche con l’aiuto del Cesavo, partendo dal sondaggio e dalle indicazioni che sottende. 

«Solo il 10 per cento di chi ha problemi di dipendenza dall’alcol si rende conto di avere un problema, e chiede aiuto. Questo dato rivela l’enorme difficoltà a risolvere le situazioni, che degenerano. Tra l’altro sono in costante aumento le donne alcolizzate e basta pensare alla gravidanza per capire quanti e quali rischi possano provocare sul nascituro», spiega Livia Macciò del Sert. 

Capire di cosa si parla, per poi prendere provvedimenti: parte da questa considerazione il sondaggio analizzato dalla psicologa Silvia Angelicchio. L’alcol, intanto, si conferma la sostanza maggiormente abusata e le interviste condotte via Internet da Audit su un test sviluppato dall’Oms (651 soggetti, di questi 568 studenti in totale) ha portato a risultati sorprendenti. Ad abusare maggiormente sono i ragazzi fra i 19 e i vent’anni, che in media, quando bevono, consumano 3-4 cocktail. Questo succede in media dalle 2 alle 4 volte al mese ma una volta al mese capita la serata dello sballo fuori controllo, quello che rischia seriamente di far provocare incidenti, quello che in questi anni aveva fatto apprezzare il servizio dell’autobus che portava i ragazzi in discoteca della Riviera, progetto naufragato per mancanza di fondi. Il fenomeno racconta ance le idee di giovani e meno giovani sulle soluzioni anti-alcol. Se la maggioranza è favorevole alla tolleranza zero se si viene pizzicati alla guida e la maggiore età per consumare alcol, arriva un coro di no sull’innalzamento dell’età dei consumi a 21 anni e delle tasse sugli alcolici. «Crediamo che i messaggi debbano essere lanciati ai ragazzi da altri ragazzi. Noi siamo pronti a elaborare un progetto», ha detto il preside Alessandro Gozzi. 

CAGLIARIPAD

Intossicazione da alcol, 15enne in ospedale. Market sanzionato

Ha venduto 18 lattine di birra a due minorenni, uno dei quali, un 15enne, è finito nell'ospedale San Francesco di Nuoro per intossicazione da alcolici. Ieri al gestore del market Ld di piazza Mameli a Nuoro gli agenti della Questura hanno contestato l'illecito amministrativo

Ha venduto 18 lattine di birra a due minorenni, uno dei quali, un 15enne, è finito nell'ospedale San Francesco di Nuoro per intossicazione da alcolici. Ieri al gestore del market Ld di piazza Mameli a Nuoro gli agenti della Questura hanno contestato l'illecito amministrativo di vendita di alcolici a minori e gli è stata elevata una sanzione di 333 euro. Il fatto è avvenuto il 29 marzo scorso quando è arrivata alla Questura la denuncia da parte del genitore del 15enne finito in ospedale, il quale aveva segnalato anche la presenza di un altro minorenne, sempre di 15 anni, amico del figlio il giorno dell'acquisto degli alcolici. Il ragazzino ha confermato di aver comprato 18 lattine di birra e ha spiegato di aver trascorso la giornata consumando gli alcolici in piazza Mameli. Il genitore ha anche denunciato la condotta negligente del titolare del market il quale in caso di dubbio sull'età dell'acquirente avrebbe dovuto chiedere la carta di identità. La vicenda è stata oggetto anche di una segnalazione al Sindaco.

STADIO24

"Alcol ai minorenni" Sigilli al Reloj e al Country

La polizia ha chiuso due locali perché somministravano alcol anche a minorenni, tra cui ragazzi di età inferiore ai 16 anni. Così, dopo una serie di indagini partite lo scorso dicembre, per due note discoteche di Palermo, il Reloj e il Country, sono scattati i sigilli.

Inoltre, nel caso specifico del Reloj, sarebbero state anche riscontrate "parziali carenze strutturali".

Gli agenti hanno accertato dalle indagini che in entrambe le discoteche è stata violata la normativa che regola la somministrazione di alcolici ai minori. A Palermo, secondo i rilievi del 118, il fenomeno dell'alcolismo nei minori è cresciuto del dieci per cento nell'ultimo anno.

PALERMOMANIA

Alcol servito ai minorenni, dissequestrata la discoteca Country Club

Dopo i sigilli scattati ieri, il Country club di Palermo è stato dissequestrato perché ha cambiato gestione. A essere accusato di aver somministrato superalcolici a minorenni era, infatti, il vecchio legale rappresentante. Così, la procura ha accolto la richiesta dell'avvocato Giovanni Di Benedetto ed è stato chiesto al gip il dissequestro e i sigilli al locale sono stati già tolti. (*) 

(*) Nota: et voila, trovato l’escamotage per aggirare la sanzione della chiusura del locale. 

ESTENSE 

Alcol dopo l’orario, maxi multa di 7mila euro a titolare bar

Denunce anche per ubriachezza molesta e guida in stato di ebbrezza durante i controlli dei carabinieri di Portomaggiore

Una maxi multa di 7mila euro al titolare di un bar e denunce per guida in stato di ebbrezza e ubriachezza molesta. E’ il risultato dell’intensificazione dei controlli sul territorio da parte dei carabinieri del Norm di Portomaggiore, che hanno avuto lo scopo di prevenire e contrastare reati predatori e lo spaccio nelle zone di Portomaggiore e Migliarino.

La maxi multa di circa 7mila euro è stata elevata dai militari a carico del titolare di un bar di Migliarino che aveva somministrato bevande alcoliche dopo l’orario di chiusura adottato (le ore 3). Nello stesso tempo, a un avventore del luogo, di origini marocchine, è stata elevata la sanzione amministrativa di 120 euro dopo essere stato colto in flagranza di ubriachezza molesta.

I carabinieri hanno poi denunciato in stato di libertà,per rifiuto dell’esame alcolimetrico, un 27enne di Migliarino che alla guida di un’auto è stato fermato e controllato dopo aver effettuato una manovra sospetta e, constatandone l’evidente stato di ebrezza alcolica, regolarmente invitato a effettuare l’esame alcolimetrico, ha rifiutato la prova. Al 27enne, inoltre, è stata contestata anche una violazione amministrativa di oltre 500 euro e ritirata immediatamente la patente di guida.

Inoltre sono stati segnalati alla Prefettura di Ferrara, per uso personale non terapeutico di sostanze stupefacenti (art. 75 D.P.R. 309/90), un 37enne, un 17 enne e un 21enne trovati in possesso di modeste dosi di cocaina, hashish e marijuana. Nel corso dei controlli delle ultime 48 ore, complessivamente, sono state identificate 121 persone e controllati 86 veicoli.

REGIONI.IT

Giannini su Riprendiamoci il divertimento: "Divertirsi senza sballarsi"

 “Dobbiamo fare il possibile perché nella testa dei nostri ragazzi si rafforzi l’idea che è possibile divertirsi senza sballarsi, senza cioè ricorrere all’uso né di l’alcol, né di droghe. Su queste tematiche la Regione Puglia è impegnata da tempo a sensibilizzare le giovani generazioni ed è per questo che accogliamo con molto favore le iniziative, come questa che presentiamo stamattina, che si propongono di modificare gli stili di vita dei nostri giovani”.

Così l’assessore ai Trasporti della Regione Puglia Giovanni Giannini questa mattina in conferenza stampa presentando il progetto “Riprendiamoci il divertimento”, realizzato dall’Associazione Giovani Professionisti Italiani e finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. L’iniziativa si è concretizzata in un tour tutto italiano e nella organizzazione di 4 serate evento svolte nelle più importanti discoteche a Padova, Roma, Torino e Milano. La quinta ed ultima serata si svolgerà in Puglia domani sera presso la discoteca Industrie Musicali di Maglie. Nel corso della serata sarà possibile sperimentare, in tutta sicurezza, la percezione sensoriale distorta, tipica dell’ubriacatura, grazie ad uno speciale “percorso ebbrezza”. Il progetto Riprendiamoci il divertimento dunque nasce per promuovere una modalità di svago che esclude l’uso di alcol, favorendo l’aumento della consapevolezza sui rischi invece connessi alla guida in stato di alterazione psico-fisica.

“I dati sono allarmanti – ha detto Giannini – siamo di fronte a cifre negativamente notevoli. In Puglia quasi 10mila incidenti con oltre 200 morti. Sicuramente ciò che porta i nostri ragazzi a problemi di dipendenza da alcol e droghe, trova le radici proprio nel tipo di società di oggi. Una società – ha continuato l’assessore – molto individualista, che spinge sempre di più ad apparire piuttosto che ad essere, e con una infelicità costante, determinata da un contesto sociale che crea una serie di problemi, dalla difficoltà di trovare lavoro a quella di inserirsi in dinamiche positive”.

 Giannini ha anche ricordato il progetto della Regione Puglia, tuttora in corso, “La strada non è una giungla” che si rivolge a studenti di scuole secondarie di secondo grado.

“Il progetto – ha detto Giannini – è in sinergia con l’Ufficio scolastico regionale proprio per contribuire a costruire una cultura giovanile della prevenzione che preservi i nostri ragazzi dai rischi rappresentati dall’utilizzo smodato dell’alcool”.

Alla conferenza stampa hanno partecipato anche Luigi Bartone, presidente Associazione Giovani professionisti italiani, Felice Castrignanò, responsabile del progetto “Riprendiamoci il divertimento” e Emanuele Caroppo, Direttore del Centro di Ricerca universitario HERA dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Tra le novità del progetto infatti, anche il coinvolgimento dell’aspetto scientifico che, attraverso un questionario sul grado di felicità di ciascun ragazzo distribuito all’entrata delle cinque discoteche, aiuterà a comprendere meglio i bisogni e le necessità delle nuove generazioni, per poter declinare conseguentemente le offerte del divertimento.

Giannini ha infine invitato gli organizzatori a presentare i dati della ricerca scientifica (finora 1000 questionari raccolti) proprio in Puglia, in occasione della presentazione dei risultati del progetto regionale “La strada non è una giungla”. (s.n.)

Note sul progetto Riprendiamoci il divertimento e i numeri pugliesi

In Europa le morti provocate da incidente stradale hanno superato le centomila unità annue con più di 2 milioni di contusi, la cui età media non supera i 25 anni. Nel 2014, in Italia si sono registrati 177mila incidenti stradali che hanno provocato più di 3mila morti ed oltre 250mila feriti. Nello stesso periodo in Puglia si sono registrati 9.499 incidenti stradali di cui 208 con conseguenza mortale; il numero dei morti è pari a 230 mentre i feriti ammontano a 15.919. Rispetto al 2013, si riscontra una diminuzione del numero degli incidenti stradali (-7,6%) e del numero dei feriti (-7,7%); gli incidenti mortali registrano una riduzione del 2,8% mentre, purtroppo, non diminuisce il numero dei morti (+3,1%). Sono queste le dimensioni di un fenomeno su cui è opportuno concentrare particolare attenzione ed intervenire con soluzioni preventive che possano favorire una riduzione della mortalità.

Tra le politiche di prevenzione, i progetti di sicurezza stradale rivolti ai giovani svolgono un ruolo fondamentale sia per la formazione dei nuovi utenti della strada sia per la riduzione dell’incidentalità stradale. Su tali temi la Regione Puglia è sempre stata molta attenta seguendo pedissequamente le linee guida indicate del Governo nazionale ed europeo, ed avviando attività specifiche di monitoraggio dell’incidentalità stradale e di progettazione sperimentale sulla sicurezza stradale.

Il progetto “Riprendiamoci il divertimento”, realizzato dall’Associazione Giovani Professionisti Italiani e finanziata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, evidenzia una problematica socio-culturale del nostro Paese secondo cui il divertimento è associato alla perdita del controllo dovuto all’assunzione di alcool e/o di droga. Molto spesso i giovani vengono influenzati dalla diffusione di “stili di vita” che alterano la percezione dei corretti comportamenti da attuare nel rispetto della collettività. L’obiettivo, dunque, è quello di favorire l’adozione di stili comportamentali che abbiano al centro il rispetto per le persone e per la vita.

Tale progetto consolida e prosegue il percorso che la Regione Puglia ha intrapreso - in materia di prevenzione ed educazione alla sicurezza stradale - con il progetto sperimentale “La strada non è una giungla”. Per la prima volta, con la collaborazione dell’Ufficio Scolastico Regionale, è stato realizzato un campionato sulla sicurezza stradale che ha coinvolto più di 2mila studenti delle scuole secondarie di II° grado di tutta la Regione e che è finalizzato a contribuire alla formazione di una generazione di cittadini responsabili che acquisiscano la consapevolezza delle proprie capacità in funzione di specifiche situazioni ambientali.

Nel prossimo futuro la Regione Puglia, con l’ausilio dell’Agenzia regionale per la mobilità, intende proseguire le attività di sensibilizzazione ed informazione sul territorio promuovendo la realizzazione di una campagna di comunicazione volta ad avviare la cittadinanza verso comportamenti di prudenza alla guida e di rispetto delle norme di circolazione stradale.

SIRACUSA TIMES

Siracusa, ubriaco al volante si oppone ai Carabineri, arrestato

News Siracusa: i Carabinieri della Stazione di Cassibile hanno tratto in arresto, nella flagranza del reato di oltraggio e resistenza a Pubblico Ufficiale, nonché danneggiamento aggravato, BURGARETTA Domenico, classe 1968, già noto alle forze dell’ordine per svariati precedenti di polizia. L’uomo, in evidente stato di ebbrezza alcolica, veniva sorpreso dai militari dell’Arma alla guida della propria autovettura, una Citroen C3, mentre percorreva le vie di quel centro abitato. Immediatamente fermato, all’atto della contestazione della grave infrazione al Codice della Strada dovuta al suo stato di alterazione da abuso di sostanze alcoliche, il BURGARETTA ha tentato invano di spintonarli e colpirli con pugni, inveendo nei loro confronti e proferendo frasi minacciose e lesive dell’onore e prestigio personali. La reazione dell’uomo è stata motivata dal tentativo di evitare la contestazione della violazione che comporta, oltre al sequestro per la confisca del veicolo, anche un’ammenda fino ad euro 6.000, l’arresto fino ad un anno e la sospensione della patente di guida fino a due anni. Condotto in caserma, il BURGARETTA, oltre a rifiutare di essere sottoposto all’accertamento per la determinazione del tasso alcolemico, dava in escandescenza danneggiando con calci e pugni la maniglia di una porta, venendo immediatamente immobilizzato. Lo stesso, su disposizione dell’A.G. di Siracusa, veniva poi tradotto presso la Casa Circondariale “Cavadonna” di questo capoluogo. 

SPORT E VAI

Hackett ha vergogna ora: Voglio smetterla con l’alcol

Dopo lo scandalo provocato su un aereo, quando due settimane fa è stato beccato a pizzicare ubriaco i capezzoli di una passeggera, Grant Hackett ha dichiarato di provare profonda vergogna per l’accaduto. L’ex recordman dei 1500 sl ha detto: “Ho deciso di dire basta all’alcol, non voglio incorrere in altre situazioni del genere, chiedo aiuto”. Hackett si era scusato già all’indomani dell’episodio, avvenuto sull’aereo che lo ha portato ad Adelaide per le selezioni australiane in vista di Rio 2016. Il 35enne nuotatore era già entrato in cura per disintossicarsi dalla dipendenza da sonniferi nel 2014.