Rassegna del 28 Aprile 2016

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

 APRILE MESE DELLA PREVENZIONE ALCOLOGICA

 http://www.nurse24.it/mese-prevenzione-alcologica/ 

APRILE MESE DELLA PREVENZIONE ALCOLOGICA, LE INIZIATIVE DELL’ASP DI POTENZA

Continua l'impegno nella prevenzione dell'abuso di alcol nel potentino.

Posted by Redazione 

Date: aprile 27, 2016 

POTENZA. L’Azienda Sanitaria Locale di Potenza chiude il mese della prevenzione alcologica con una iniziativa a Potenza. Il 29 Aprile 2016 alle ore 18.30 presso l’Aula Borsellino dell’Associazione Insieme Onlus, in viale del Basento 102, sarà presentato il cortometraggio “The Strange Tour”, da un’idea di Tonino Centola e con la regia di Giuseppe Gallucci. Seguirà un talk show con gli esperti e un happy hour analcolico.

L’Azienda Sanitaria di Potenza continuerà la prevenzione alcologica per mezzo dei contributi offerti ed espletati presso i Servizi per le Dipendenze e il Centro di Riabilitazione Alcologica, consultabili sul sito www.aspbasilicata.it

I Servizi per le Dipendenze dell’ASL di Potenza si rivolgono alla popolazione della Provincia di Potenza, costituita da circa 376.000 abitanti residenti in 100 Comuni. I Servizi, oltre alle attività di cura, riabilitazione e prevenzione delle dipendenze patologiche, intendono rappresentare un punto di riferimento individuale e familiare per i cittadini con problematiche alcol-correlate; il tutto grazie a personale dedicato, in possesso di una formazione specifica in continuo aggiornamento. Nella fattispecie, i servizi per la cittadinanza sono rappresentati dai quattro Ser.D., Potenza, Melfi, Villa d’Agri e Lagonegro e dal Centro di Riabilitazione Alcologica di Chiaromonte.

Gli obiettivi e le attività dei Ser.D. e del CRA riguardano sia l’attuazione di interventi di cura e riabilitazione tarati sulle problematiche e sui bisogni specifici di ciascun utente alcolista, sia lo svolgimento di attività di prevenzione primaria finalizzata al contrasto dell’alcolismo. Tra queste attività in particolare ricordiamo quelle rivolte alla prevenzione in ambito scolastico: ”Cosa c’è dentro la bottiglia?”, messo in atto dal Ser.D. di Villa d’Agri; ancora “Bevi la vita !”, svolto dal Ser.D. di Lagonegro e dal CRA di Chiaromonte; “Adolescenti a Rischio…”, ad opera degli operatori del Ser.D. di Melfi; infine “Porte aperte alla sobrietà”, sviluppato dal Ser.D. di Potenza.

Tutti questi progetti hanno la finalità di accompagnare gli adolescenti verso un adeguato livello conoscitivo riguardo i rischi legati all’uso di alcol favorendo una loro consapevole partecipazione al fine di promuovere e valorizzare le loro abilità personali acquisite (“life skill”) e le loro capacità in termini di stima ed autotutela della salute.

Per la prevenzione verso la popolazione generale citiamo le attività svolte attraverso incontri negli ambiti aggregativi di Associazioni o in luoghi di aggregazione predisposti con la collaborazione dei Comuni: il progetto “La mongolfiera”, per quanto riguarda l’ambito del Ser.D. di Villa d’Agri; ancora “Le giornate di prevenzione alcologica” e “Gli Open Day”, ad opera degli operatori del CRA di Chiaromonte. Infine “Gli Open Day” al SerD. Di Potenza.

Tutte queste attività hanno creato i presupposti (grazie ad alcuni incontri frontali e ad altre attività interattive come letture di brani e proiezioni video) per interessare anche gli adulti sia agli aspetti informativi-preventivi sull’alcol, sia sul coinvolgimento del loro ruolo formativo nei confronti dei giovani.

Tutte le attività di prevenzione dei Ser.D. e del CRA di Chiaromonte dell’ASP di Potenza sono state completate dalla continua collaborazione, in una ottica di “rete dei servizi” con le Associazioni di Volontariato di settore (Club Alcologici Territoriali e Alcolisti Anonimi), con le Strutture del Privato Sociale, ancora con le Istituzioni e con gli Enti Locali.

 NONOSTANTE LA DIMINUZIONI DEI FUMATORI E DEI CONSUMATORI DI BEVANDE ALCOLICHE…

 http://www.famigliacristiana.it/articolo/cala-l-aspettativa-di-vita-degli-italiani.aspx 

CALA L'ASPETTATIVA DI VITA DEGLI ITALIANI

27/04/2016 

Secondo l'indagine di OsservaSalute 2015 per la prima volta da anni si registra una diminuzione dell'aspettativa di vita che è di 80,1 anni per gli uomini e 84,7 per le donne. Una delle ragioni è che si tagliano i consumi alimentari di prodotti cardine della dieta mediterranea, come l’olio d’oliva e il pane fresco.

Fulvia Degl'Innocenti

La vita media si accorcia: di poco, certo, ma è comunque un segnale che merita attenzione. Secondo OsservaSalute 2015, un’analisi dello stato di salute della popolazione e della qualità dell’assistenza sanitaria nelle regioni presentata al Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma, nel 2015 la speranza di vita degli italiani è stata di 80,1 anni per gli uomini e 84,7 per le donne, con una flessione rispetto all’anno precedente rispettivamente di 0,2 e 0,3. Una tendenza che riguarda tutte le regioni. Anche se ci sono sempre delle differenze abbastanza sostanziali tra quelle del Nord e quelle del Sud, infatti i più longevi sono gli abitanti della provincia autonoma di Trento (81,3 maschi e 86,1 anni le femmine), mentre fanalino di coda è la Campania, 78,5 anni per gli uomini e 83,3 per le donne. 

Walter Ricciardi, direttore dell’Osservatorio sulla Salute delle Regioni, individua tra le cause principali di questa tendenza la diminuzione della spesa destinata alla prevenzione a sua volta causata dai tagli alla spesa sanitaria pubblica, che è passata dai 112,5 miliardi di euro del 2010 ai 110,5 del 2014. E non è un caso se la più bassa spesa sanitaria pubblica pro capite è proprio in Campania, che nel 2014 è stata di 1.689 euro contro i 1.817 euro della media nazionale. Le principali cause di mortalità sono i tumori e le malattie cardiovascolari, fortemente influenzate dagli stili di vita e dall’incidenza della diagnosi precoce con relativi screening. Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, ha rilevato che questi dati evidenziano «la necessità di investire di più in prevenzione, in tutte le regioni, a partire dai corretti stili di vita: mangiare in modo sano, evitare il consumo di alcol, no al fumo e alle sostanze stupefacenti, eseguire vaccinazioni e screening secondo i consigli della scienza». Altro fattore può essere individuato nella crisi economica che ha tagliato i consumi alimentari di prodotti cardine della dieta mediterranea come l’olio d’oliva e il pane fresco, come attesta un’indagine della Coldiretti. «Il crollo più pesante», evidenzia la Coldiretti, «si è avuto per l'olio di oliva, con acquisti in calo del 25 per cento e consumi a persona scesi a 9,6 chili all' anno, dietro la Spagna 10,4 chili e la Grecia che con 16,3 chili è in testa alla classifica».

C’è da registrare qualche segnale positivo: diminuiscono i fumatori, che sono il 19,5% della popolazione oltre i 14 anni, così come è aumentata la percentuale di italiani che non bevono alcol, il 35,6% degli individui sopra gli 11 anni. Ma ancora troppe persone sono in sovrappeso, più di un terzo della popolazione adulta (36,2%), e per quanto sia diffuso il messaggio sulla necessità di consumare 5 razioni giornaliere di frutta e verdura, solo uno striminzito 4,9% osserva questa regola. Sempre nell’indagine della Coldiretti si legge che nell’ortofrutta c’è stato un calo del 7 per cento nei consumi per persona, pari poco più di 130 chili all'anno che equivalgono a non più di 360 grammi al giorno rispetto ai 400 grammi consigliati dall'organizzazione mondiale della Sanità.

Gli stili di vita corretti sono sicuramente uno dei segreti della longevità che riguarda un numero sempre crescente di connazionali. Gli ultracentenari sono più che triplicati dal 2002 al 2015, passando dai 5.650 del 2002 agli oltre 19mila del 2015, con una netta prevalenza di donne che rappresentano ben l’83,8% del totale. 

 ALCUNI DATI SUL CALO DEL CONSUMO DI VINO

 http://giovanimpresa.coldiretti.it/pubblicazioni/attualita/pub/consumatori-mondiali-di-vino-litalia-scende-dal-podio/ 

CONSUMATORI MONDIALI DI VINO, L’ITALIA SCENDE DAL PODIO

martedì 26 aprile 2016

di STAFF GIOVANI IMPRESA

L’Italia per la prima volta nel 2015 viene raggiunta sul podio dei principali paesi consumatori mondiali di vino dalla Germania con 20,5 milioni di ettolitri, preceduta dalla Francia con 27,2 milioni di ettolitri e dagli Stati Uniti, che conquistano il primato con 30,1 milioni di ettolitri. È quanto emerge da un’analisi di Coldiretti sulla base dei dati dell’Organizzazione mondiale del Vino e della Vite (OIV), che ha evidenziato peraltro una sostanziale stabilità nei consumi mondiali in quantità a 240 milioni di ettolitri, erano 239 nel 2014.

Il cambiamento della classifica dei consumatori mondiali di vino è stato determinato da:

l’aumento dell’1% dei consumi negli Usa 

il calo dell’1,2% dei consumi in Francia 

il debole aumento in Italia (+0,3%) 

incremento più consistente della Germania (+1,1%).

Negli ultimi anni si è verificata una vera rivoluzione del mondo del vino a partire dall’Italia, dove i consumi interni sono scesi al minimo dall’Unità d’Italia, anche se nel 2015 hanno registrato una debole inversione di tendenza, ma gli italiani hanno detto addio a quasi 1 bicchiere di vino su 4 negli ultimi dieci anni. Il risultato è che la quantità di vino Made in Italy consumato in Italia è risultata addirittura inferiore di quella bevuta fuori dei confini nazionali con l’Italia.

Secondo l’Organizzazione mondiale del Vino e della Vite infatti l’Italia nel 2015 è il primo produttore mondiale di vino con 49,5 milioni di ettolitri, davanti alla Francia con 47,5 milioni di ettolitri, con la produzione mondiale che è salita del 5,4% a 274,4 milioni di ettolitri. Nel 2015, rispetto all’anno precedente, le vendite di vino italiano all’estero hanno raggiunto il record storico di 5,4 miliardi (+5%), per effetto di un incremento in valore di oltre 13% negli Usa, mentre nel Regno Unito l’export cresce dell’11% e la Germania rimane sostanzialmente stabile. In Oriente le esportazioni sono cresciute sia in Giappone sia in Cina, rispettivamente in valore del 2% e del 18%.

Negli Stati Uniti sono particolarmente apprezzati il Chianti, il Brunello di Montalcino, il Pinot Grigio, il Barolo e il Prosecco che piace però molto anche in Germania insieme all’Amarone della Valpolicella e al Collio. Lo spumante è stato il prodotto che ha fatto registrare la migliore performance di crescita all’estero nel 2015, con le esportazioni che con un aumento del 17% hanno raggiunto il record di 985 milioni di euro. Nella classifica delle bollicine italiane più consumate nel mondo ci sono nell’ordine il Prosecco, l’Asti, il Trento Doc e il Franciacorta che ormai sfidano alla pari il prestigioso Champagne francese.

Per quanto riguarda le destinazioni, la classifica è guidata dal Regno Unito con circa 250 milioni di euro e un incremento del 44% nel 2015, ma rilevanti sono anche gli Stati Uniti con circa 200 milioni e un aumento del 26% a valore. Preoccupante è invece il flop registrato in Russia, dove le esportazioni di vini e spumanti calano ulteriormente del 31% per effetto delle tensioni politiche e commerciali nonostante il vino non rientri tra i prodotti colpiti dall’embargo. Il successo del vino italiano all’estero ha spinto il fatturato del vino e degli spumanti, che cresce del 3% e raggiunge nel 2015 il valore record di 9,7 miliardi.

 http://giovanimpresa.coldiretti.it/pubblicazioni/attualita/pub/made-in-italy-consumi-vino-al-minimo-storico-addio-a-1-bicchiere-su-5/ 

MADE IN ITALY: CONSUMI VINO AL MINIMO STORICO ADDIO A 1 BICCHIERE SU 5

lunedì 23 marzo 2015

di STAFF GIOVANI IMPRESA

Dall’inizio della crisi è sparito dalle tavole degli italiani 1 bicchiere di vino su 5 e i consumi di vino sono scesi al minimo storico dall’Unità d’Italia, nel 1861. È quanto emerge da un’analisi della Coldiretti presentata al Vinitaly, presso lo stand della Coldiretti al Centro Servizi Arena – nel corridoio tra i padiglioni 6 e 7, dove sono stati esposti i falsi vini Made in Italy nell’angolo della vergogna.

Se all’estero i problemi derivano primariamente dalle imitazioni, in Italia ciò che preoccupa è il crollo degli acquisti di vino delle famiglie e i consumi nazionali, scesi attorno ai 20 milioni di ettolitri, dietro a Stati Uniti e Francia, con un taglio del 19% dall’inizio della crisi nel 2008. Se la media di consumo è al di sotto dei 37 litri a persona, solo il 21% degli italiani beve vino tutti i giorni e addirittura quasi la metà (48,4%) non lo beve mai durante l’anno, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Istat.

La geografia del vino sta cambiando, mostrando un consolidamento del consumo mondiale, stimato nel 2014 attorno ai 243 milioni di ettolitri, con un andamento non più trainato dai paesi tradizionalmente produttori e consumatori (quali Italia e Francia) e lo sviluppo di nuovi poli di consumo. In pochi anni, la Cina è diventata il quinto paese consumatore di vino e, ad oggi, circa il 39% del vino prodotto viene consumato in paesi non europei (rispetto al 31% del 2000).

In Italia si beve meno, ma si beve meglio: il formato più venduto è stato quello delle bottiglie da 0,75 litri a denominazione d’origine, che può contare su un’offerta Made in Italy di 74 etichette Docg, 341 Doc e 123 Igt. I vini più richiesti sono Chianti, Lambrusco, Vermentino, Barbera, Bonarda, Montepulciano d’Abruzzo, Nero d’Avola, Morellino e Dolcetto, ma crescono anche il Pecorino, l’Aglianico e il Pignoletto, a conferma del successo dei vini autoctoni.

Il risultato è che la quantità di vino Made in Italy consumato all’interno dei confini nazionali è risultata addirittura inferiore di quella consumata nel mondo. Nonostante l’aumento dello 0,8% nelle bottiglie esportate per un quantitativo di 20,4 milioni di ettolitri, l’Italia nel 2014 è stata sorpassata dalla Spagna (22,6 milioni di ettolitri, il 22% in più sul 2013), dopo essere stata infatti a lungo il primo fornitore mondiale. A trainare l’export sono le bollicine, che mettono a segno un aumento del 18,2% nel numero di bottiglie esportate nel 2014. Ad apprezzare il vino italiano sono soprattutto gli Stati Uniti, che ne hanno importato quasi 6 milioni di ettolitri, seguiti da Germania e Gran Bretagna, entrambi con quasi 3 milioni di ettolitri. In termini di valore, il vino resta la prima voce dell’export agroalimentare italiano, con un fatturato di 5,1 miliardi nel 2014, in crescita dell’1,4% rispetto al 2013, ma dietro la Francia che rimane in vetta in termini di fatturato legato all’export vinicolo con 7,7 miliardi di euro. La produzione di vino Made in Italy ha subito un calo del 12% nel 2014, con 41 milioni di ettolitri, causando la perdita del primato mondiale nella produzione di vino a vantaggio della Francia.

 INIZIATIVE DI INFORMAZIONE E PREVENZIONE A RISCHIO!

 http://atnews.it/istruzione/8386-in-astiss-il-momento-finale-del-progetto-scolastico-sui-danni-dell-alcol-del-lions-club-di-asti.html 

IN ASTISS IL MOMENTO FINALE DEL PROGETTO SCOLASTICO SUI DANNI DELL'ALCOL DEL LIONS CLUB DI ASTI

Pubblicato: 28 Aprile 2016

"Noi per Voi - Progetto Scuola" è il titolo del progetto di in-formazione e prevenzione dai danni causati dall'abuso di alcol in particolare nei giovani nell'ambito della scuola.

Una presentazione dei risultati del progetto con la premiazione dei vincitori del concorso bandito dal Lions Club Asti Host, Fondazione Cassa di Risparmio di Asti e Uni Astiss si terrà domani, venerdì 29 aprile, alle 10, nell'aula Magna di Uni Astiss, piazza Fabrizio De Andrè.

"Sorsi di informazione e gocce di educazione ai giovani per bere quando e come"(*) è lo slogan che accompagna la campagna sociale nelle scuole del Lions giunta alla quinta edizione.

L’ingresso è libero.

 (*)NOTA: “…per bere quando e come”: è sottinteso che è normale che i giovani debbano bere, invece dobbiamo insegnare ai giovani che si possono divertire e vivere meglio anche senza consumare vino, birra ed altri alcolici!!!

 SOMMINISTRAZIONE DI BEVANDE ALCOLICHE AI MINORENNI

 http://livesicilia.it/2016/04/28/alcol-ai-minorenni-sigilli-al-reloj-e-al-country_743051/ 

"ALCOL AI MINORENNI"

SIGILLI AL RELOJ E AL COUNTRY

di Monica Panzica

Giovedì 28 Aprile 2016 

PALERMO - Le indagini sono partite nel dicembre dello scorso anno, quando in un locale di via Faraone è stata accertata la somministrazione di alcolici a minorenni e l'attività è stata chiusa. Oggi il sequestro preventivo è scattato per le discoteche "Reloj" e "Country" a Palermo.

La polizia giudiziaria presso il Tribunale per i minorenni ha apposto i sigilli ai due noti locali, tappa della movida cittadina in via Pasquale Calvi e in via dell'Olimpo.

In base a quanto accertato dalle indagini in entrambi i casi è stata violata la normativa che regola la somministrazione di alcolici ai minori. Inoltre, nei locali della discoteca di via Pasquale Calvi sono state rilevate parziali carenze strutturali.

 NORMALITA’ MOLTO STRANA SE SIGNIFICA FREQUENTARE BAR, BERE ALCOLICI, FUMARE E BALLARE!!!

 http://www.tpi.it/mondo/siria/vita-notturna-giovani-damasco 

LA VITA NOTTURNA DEI GIOVANI DI DAMASCO, TRA GUERRA E VOGLIA DI NORMALITÀ 

A poca distanza dalla linea del fronte tra il governo e i ribelli, nella città siriana i giovani del luogo cercano di condurre un’esistenza quanto più possibile normale

Damasco, capitale della Siria, è da ormai cinque anni nota più che altro per essere il centro politico di uno stato che ha visto dal 2011 una guerra civile spietata, che secondo le stime più frequenti ha causato finora 250mila morti e 5 milioni di rifugiati.

A pochissima distanza dalla linea del fronte tra il governo e i ribelli, però, nella città siriana la vita va avanti giorno dopo giorno, e in un clima surreale i giovani del luogo cercano di condurre un’esistenza quanto più possibile normale, continuando a frequentare bar, bere alcolici, fumare e ballare.

Nella Città Vecchia, infatti, negli ultimi mesi hanno infatti aperto diversi bar, e per diverse notti a settimana capita di riuscire a dimenticare di trovarsi nella capitale di uno stato in guerra.

Naturalmente non è possibile escludere totalmente il pensiero della devastazione che circonda il divertimento di una sera, soprattutto per chi nel conflitto ha perso i propri cari o la propria casa, e nel caso dei più giovani, teme di essere arruolato nell’esercito.

Ma dopo la tregua parziale inaugurata di recente, a febbraio è stato possibile per molti ritrovare un po' di calma, e riscoprire uno stile di vita simile a quello di tante città occidentali non toccate da problemi del genere.

 RIFLESSIONI SUL VINO CHE NON ACCENNANO ALLA TOSSICITA’ DELL’ALCOL 

 http://www.winenews.it/news/42060/dallantica-grecia-a-oggi-riflessioni-sul-vino-sul-consumo-moderato-capace-di-rigenerare-corpo-e-mente-o-eccessivo-che-semplicemente-fa-male-tema-attualissimo-ma-dibattuto-fin-dallantichit-analizzato-dal-medico-e-filosofo-giorgio-cosmacini 

DALL’ANTICA GRECIA A OGGI, RIFLESSIONI SUL VINO, SUL CONSUMO MODERATO, CAPACE DI RIGENERARE CORPO E MENTE, O ECCESSIVO CHE, SEMPLICEMENTE, FA MALE. TEMA ATTUALISSIMO, MA DIBATTUTO FIN DALL’ANTICHITÀ, ANALIZZATO DAL MEDICO E FILOSOFO GIORGIO COSMACINI

Milano - 27 Aprile 2016, ore 13:06

Partiamo dalla morale: spesso ciò di cui si parla può sembrare di stretta attualità, ma, in realtà, specie per una bevanda dalla storia secolare com’è il vino, è argomento dibattuto da secoli. Il vino è una bevanda complessa, complesso è il suo consumo, e complesso è imparare a conoscerla. Ecco perché, per gli esperti ma anche per chi ancora non lo è, conoscere episodi e “parabole” legate alla sua storia, e tramandati nei secoli allo scopo di trarne un insegnamento morale, oltre ad incuriosire ed affascinare, può essere più efficace e chiarificante di qualsiasi altra cosa. Anche a proposito del suo consumo moderato. “Balnea vina Venus corrumpunt corpora nostra, sed vitam faciunt balnea vina Venus” è una famosa iscrizione tombale di un certo Tito Claudio Secondo, liberto dell’Imperatore Claudio, risalente al 50 d.C., diventata un motto tra gli antichi romani, che dice a chiare lettere e semplicemente che se da un lato bagni, vino e amore corrompono i nostri corpi, dall’altro sono la nostra vita, come ha ricordato Giorgio Cosmacini, medico, filosofo e saggista dell’Università Vita-Salute del San Raffaele di Milano, tra gli esperti a convegno su “Vino: raccontare la sua storia tra cultura, religione, medicina e musica”, il 20 aprile a Milano, con il Centro Studi Comunicazione sul Farmaco dell’Università degli Studi di Milano. “Una considerazione - ha detto il filosofo - per riflettere sull’ambiguità del vino, che a seconda della quantità e del modo di consumo, come ogni farmaco (dal greco pharmakon, che vuol dire medicinale, ma anche veleno), può essere benefico oppure no”.

Nella sua storia, il vino, oltre che bevanda, ha ricordato Cosmacini, “è stato considerato come liquido rosso che il Cristianesimo ha transustanziato nel sangue di Cristo, ma anche un medicinale, veicolo dell’eccipiente di altre sostanze usate a scopo farmacologico, per potenziarne l’efficacia. Pensiamo al “vino cordiale”, tra i tanti, indicato per le affezioni cardiache, da cui derivano i cordiali, o certi vini aromatizzati, come il Barolo chinato. Oggi sappiamo che il vino, rosso in particolare, contiene sostanze benefiche, antiossidanti, che aiutano ad abbassare il colesterolo, a prevenire l’arteriosclerosi, che hanno una portata medica certamente importante. Ma sappiamo anche che un bicchiere fa bene, due sono già al limite, tre sono troppo. Conosciamo cioè i rischi del suo abuso, e del raggiungimento, specie tra le giovani generazioni, di quella che un tempo i greci chiamavano estasi, una fittizia condizione somatopsichica nella quale si elabora un senso di indipendenza, di superpotenza, di negazione del sé, di evasione dalla vita, e che talvolta porta ad un danno irreparabile e qualche volta ad una vita perduta”.

“Non è eccesso bere tanto che si possa giungere a casa senza l’aiuto del servo”, è un frammento di Senofane di Colofone, in cui il filosofo greco indica il bere con moderazione, senza esagerare, per non perdere l’autocontrollo. Gli antichi greci, ha ricordato Giampiera Arrigoni, professore di Religioni del Mondo Classico dell’Università di Milano, conoscevano molto bene il vino: “come Omero, che ne indica anche le località di provenienza, racconta la vendemmia, spiega che i greci lo bevevano “tagliato” con l’acqua, mentre i barbari puro. Nell’Odissea sono gli esseri selvatici a berne troppo, come Polifemo, che fu accecato da Ulisse dopo averlo fatto ubriacare di vino. Ma c’è anche la maga Circe che per far dimenticare la patria ad Ulisse e compagni e trasformarli in porci, “formaggio e farina e giallognolo miele mescolò con vino di Pramno; e nell’impasto aggiunse veleni funesti”. Elena, invece, per lenire il dolore dell’esercito greco tornato in patria, dopo la presa di Troia, ma preso da sconforto e tristezza per l’assenza di Ulisse, del quale non si hanno notizie, mette di nascosto nel vino il nepente, un farmaco che ha le stesse proprietà di un sostenitore psichico”, e che è presente proprio in quell’unico passo dell’Odissea.

Nel dibattito attorno alle origini di Dioniso, di certo c’è che i Greci lo consideravano colui che, attraverso gli effetti del vino, la bevanda che aveva donato agli uomini, faceva dimenticare gli affanni, creava gioia nei banchetti, induceva al canto, all’amore, ma anche, se consumato in eccesso, portava alla follia e alla violenza.

 PER RIPORTARE IL VINO ALLA CRUDA REALTA’ HO TROVATO QUESTO DATATOARTICOLO CHE MI SEMBRA INTERESSANTE

 http://www.albanesi.it/dietaitaliana/blu/articoli/1omsgen.htm 

L’OMS CONTRO IL VINO

Ultimi aggiornamenti: 2014

Il titolo “L’OMS contro il vino” potrebbe sembrare un’esagerazione o al limite una forzatura, ma a ben vedere non lo è affatto.

Infatti l’Organizzazione mondiale della sanità (un organismo che riesce a mediare interessi commerciali e politici ed elabora spesso strategie alimentari decisamente pratiche e assennate) già dà tempo ha messo in guardia contro gli effetti negativi dell’alcol e, conseguentemente, contro il consumo di vino; basti pensare al Global Status Report on Alcohol 2004 o al più recente rapporto relativo al World Health Day 2012, documenti nei quali si raccomanda di “evitare l’abuso di alcol”. 

Certo, una volta tanto, conforta il fatto che almeno ai vertici ci sia un po’ di buon senso (ricordiamo anche l’esempio delle indicazioni sugli acidi grassi essenziali, peraltro perfettamente in linea con quelle della dieta italiana). Nel Global Status Report on Alcohol troviamo:

Che bere anche poco faccia bene è tutto da dimostrare; l’alcol aumenta il rischio di incidenti, è tossico per il fegato, è coinvolto nella comparsa di diversi tumori, altera i processi di memorizzazione…

Vediamo anche cosa dice la dieta italiana:

… (forse) il vino fa bene al cuore, ma sicuramente distrugge il fegato! 

Come non notare il perfetto accordo?

Intendiamoci, nessuno vuole demonizzare chi beve un bicchiere di vino saltuariamente, ma è sicuramente un’abitudine errata bere vino ai pasti tutti i giorni, tenendo anche conto che difficilmente è l’unico liquore che si gradisce.

Vediamo quindi un decalogo che dovrebbe disincentivare all’uso della bevanda.

Il nostro decalogo

1) Non esistono prove scientifiche che l’alcol faccia bene. Cioè che allunghi la vita. Le ricerche a favore riguardano campioni di soggetti limitati, quantità limitate e/o settori particolari (patologie cardiovascolari). Nessuna ricerca ha dimostrato che un insieme di bevitori normali vive più a lungo di un insieme di non bevitori equivalente (cioè con le stesse caratteristiche, alcol escluso). Anzi è vero il contrario.

2) Il paradosso francese non è mai stato provato e si deve considerare una bufala scientifica. Se il vino proteggesse veramente il cuore perché non viene impiegato nella cura delle patologie cardiache? L’indicazione di bere vino (fra l’altro, se forse protegge il cuore, sicuramente distrugge il fegato!) sa pertanto di rimedio della nonna.

3) L’alcol è sempre un sovraccarico per il nostro corpo. Pensiamo a tutti coloro che demonizzano l’aspartame e bevono vino. Durante il processo di assorbimento si formano acidi grassi che non vengono degradati a causa dell’effetto tossico dell’alcol sui mitocondri; da ciò deriva l’eccessiva presenza di grassi nel fegato dei bevitori.

Il processo è analogo a quello dell’aspartame, cioè la formazione di sostanze che devono essere espulse dal nostro organismo. Solo che la quantità di tali sostanze inquinanti in un mg di aspartame è un centesimo di quelle contenute in un bicchiere di vino.

4) Il vino non si può considerare una bevanda salutistica. Al più può essere considerato un alimento (infatti ha un contenuto calorico non trascurabile). Infatti una bevanda per definizione è una sostanza liquida che, fra l’altro, tende a spegnere la sete; ovvio che se si pensa di spegnere la propria sete con il vino si sfora da ogni limite salutistico.

5) Dal punto precedente discende che è assurdo pasteggiare a vino, abitudine che purtroppo molti hanno, anche per un solo pasto durante la giornata. Una frase del tipo: “a sera non posso rinunciare al vino” denota una scarsissima coscienza alimentare (oltre che una dipendenza non positiva).

6) Dal punto precedente discende (coerentemente con una delle indicazioni della dieta italiana) che il vino può essere abbinato a una sola portata (rimanendo così entro la dose salutistica). I consigli dei sommelier che abbinano a ogni portata un vino opportuno sono quanto di più salutisticamente sbagliato possa esserci. Sicuramente chi beve vino più del dovuto senza essere un alcolizzato in gioventù non avrà grossi problemi, ma la qualità della vita non si misura a 30 o a 40 anni, ma quando gli altri incominciano a invecchiare.

7) Ammesso che il vino contenga sostanze utili, visto che l’alcol è comunque dannoso perché non assumere tali sostanze come integratori? Poiché la dose perché tali sostanze possa essere utile è una dose da alcolizzato, risulterebbe oltremodo sensato l’impiego di integratori.

8) Nel vino sono contenuti spesso additivi che farebbero giudicare scadente, per esempio, un prodotto dolciario. Per legge possono non essere indicati, mentre devono esserlo su altri tipi di prodotto. Ma quanti sanno che in moltissimi vini ci sono quei conservanti che non si vogliono in yogurt, biscotti, formaggi ecc.?

9) La distinzione fra vino e superalcolici è stata fatta ad hoc per promuovere il prodotto nazionale a danno di liquori esteri. Quello che conta è la quantità di alcol. Un litro di vino equivale a circa 0,3 l di whisky; come definireste chi a pasto si fa un bel bicchiere di whisky (150 cc)? Lo stesso termine dovreste usarlo per chi a pasto si fa mezzo litro di vino.

10) Il vino (e gli alcolici) è uno dei responsabili del sovrappeso. Tre bicchieri di vino al giorno danno circa 400 kcal, una quantità impressionante, visto che spesso passano inosservate e hanno un bassissimo senso di sazietà.