Rassegna del 24 Aprile 2016

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

 VI SEGNALO QUESTO ARTICOLO PERCHE’ MI DA ANCORA LA POSSIBILITA’ DI RIBADIRE CHE SE OGNI CONSUMO E’ UN RISCHIO, SONO 34 MILIONI GLI ITALIANI A RISCHIO E NON 8 MILIONI O 750.000. 

INOLTRE IN FONDO ALL’ARTICOLO CI SONO ALCUNI LINK CHE VI PORTANO NOTIZIE UTILI ED INTERESSANTI

 http://www.tricasenews.it/2016/04/alcol-8-milioni-di-italiani-a-rischio-preoccupano-i-giovanissimi/ 

ALCOL: 8 MILIONI DI ITALIANI A RISCHIO. PREOCCUPANO I GIOVANISSIMI.

Sono circa 8 milioni in Italia i consumatori a rischio di età superiore agli 11 anni, stimati dall’ISTAT e dall’ISS. Di questi, 720 mila sono “heavy drinkers”, ossia bevitori pesanti,

 Allegati

1. Tabella sull’alcol in Italia [PDF – 390.80 kbytes]

2. Rapporto Istisan Epidemiologia e monitoraggio [PDF – 2248.12 kbytes]

3. Rapporto Istisan Identificazione precoce [PDF – 623.08 kbytes]

4. Piano di azione giovani [PDF – 321.03 kbytes]

5. Alcol e dipendenze [PDF – 674.96 kbytes]

6. Problemi di alcol nel sistema giudiziario [PDF – 1302.46 kbytes]

   INIZIATIVE DI INFORMAZIONE E PREVENZIONE

 http://firenze.repubblica.it/cronaca/2016/04/23/news/sorano_5_anni_dopo_il_regalo_di_due_donne_un_rave_per_riconciliarsi-138304329/ 

SORANO 5 ANNI DOPO IL REGALO DI DUE DONNE AI GIOVANI: UN "RAVE" PER RICONCILIARSI

L'iniziativa per ricordare l'alba tragica in cui due carabinieri furono aggrediti

LAURA MONTANARI

24 aprile 2016

L'HANNO CHIAMATO il "Rave della sostanza", è il tentativo di riconciliarsi con una ferita profonda. Un dolore che resterà per sempre nelle vite di chi c'era quel tragico giorno del 25 aprile 2011 a Sorano, nel Grossetano. Una pattuglia dei carabinieri ferma all'alba dei ragazzi reduci da un rave per un controllo, i militari vogliono sottoporre il guidatore all'alcol test, lui reagisce con un'esplosione di violenza. Uno dei due carabinieri, Antonio Santarelli, morirà dopo una lunga agonia, l'altro perderà un occhio. Il ragazzo di allora, si chiama Matteo Gorelli e oggi ha 25 anni: è in carcere nel milanese, condannato a vent'anni. Sua madre, Irene Sisi e la vedova di Santarelli, Claudia Francardi hanno cominciato un cammino di riconciliazione e dialogo. Insieme hanno creato l'associazione Amicainoabele e hanno organizzato per oggi un "rave" o meglio un'iniziativa che durerà dalle 17 a mezzanotte a Rispescia in provincia di Grosseto. «Sarà un rave di sostanza, non di sostanze — spiega Claudia — non si farà uso di droghe e alcol, ma di contenuti, storie, confronti. Si discuterà di mediazione: ci saranno, fra gli altri, l'ex magistrato Gherardo Colombo e Guido Bertagna, il gesuita... quello che ha scritto "Il libro dell'incontro" fra gli ex della lotta armata e i familiari delle vittime. Ci sarà la musica dei 99 Posse. Noi vogliamo parlare a tutti... soprattutto ai giovani».

Colombo e Bertagna si confronteranno alle 17 sulla mediazione penale, poi sarà presentato un film-documentario sulle tematiche giovanili con storie di vita e disagio. Alle ore 18,30 il dibattito «Il sesso dura qualche minuto, l'amore tutta la vita», sull'affettività negata nelle carceri. Partecipano Roberto Bezzi (educatore nel carcere Bollate di Milano), Matilde Corti (assistente sociale nel carcere di San Vittore a Milano), Giuseppe Battaglia (Associazione Mai dire mai) e Salvatore Striano  (ex detenuto, ora attore). Nella seconda tenda saranno presentati libri a cura della Fondazione Ema-Pesciolino rosso.

Alle ore 20 ci sarà la cena sociale "Seguendo i tuoi passi", in memoria di Antonio Santarelli il cui ricavato servirà per una borsa di studio. Alle ore 21,30 Letture per conoscere: Lorenzo Mori legge poesie e racconti provenienti dal carcere. Alle 22,30 il concerto dei 99 Posse col nuovo album "Il Tempo. Le Parole. Il Suono".

 PER SOTTOLINEARE CHE L’OMICIDIO STRADALE COLPISCE ANCHE CHI GUIDA SOBRIO

 LA TRIBUNA DI TREVISO

MARESCIALLO INVESTITO: È OMICIDIO STRADALE

Indagata la donna che ha travolto il carabiniere mentre stava facendo jogging. È il primo caso nella Marca

PEDEROBBA. È indagata per omicidio stradale la donna di 43 anni che guidava l’auto che giovedì ha travolto e ucciso Mariano Stefani, 51 anni, maresciallo dei carabinieri e comandante della stazione di Pederobba dell’Arma. È il primo caso nella Marca. Una contestazione pesante ma inevitabile dopo che è arrivato il via libera da parte del Parlamento al nuovo reato che inasprisce le pene precedentemente previste dal reato di omicidio colposo.

La novità principale contenuta nella legge è l'introduzione dei due nuovi reati di omicidio stradale e lesioni personali stradali. Per chi si mette alla guida in stato di ebbrezza o dopo aver assunto stupefacenti e causa la morte di qualcuno la pena della reclusione va da 5 a 12 anni. Se l’investitore si dimostra lucido e sobrio, ma la sua velocità di guida è il doppio del consentito, la pena va da 4 a 8 anni. In caso di omicidio multiplo, la pena può essere triplicata ma non superiore a 18 anni. È invece punito con la reclusione da 6 mesi a 2 anni chi, guidando non sobrio o non lucido, procura lesioni permanenti.

Giovedì mattina il maresciallo Stefani stava allenandosi e nell’unico tratto «non protetto» ha cercato di attraversare la strada ma è stato investito dalla Golf guidata dalla donna di 43 anni che stava portando a scuola il figlio. L’incidente è accaduto al confine tra Possagno e Pederobba, lungo la Provinciale 26.

La dinamica esatta dell’incidente è ora al vaglio della Polizia Stradale. Da una prima, ancora parziale, ricostruzione la donna stava viaggiando in direzione di Possagno e non ha potuto in alcun modo evitare lo scontro: probabilmente, all’origine di tutto, vi è stato un attimo di distrazione. L'impatto è stato tremendo, come testimoniano i danni rilevati sull’auto: il parabrezza è andato in frantumi, ammaccata la parte anteriore sinistra del mezzo.

La nuova legge sull’omicidio stradale ha mandato in pensione l'articolo 589 del codice penale, quello sull'omicidio colposo, secondo cui chiunque avesse causato la morte di qualcuno violando le norme del codice della strada era punito oggi con la reclusione da 2 a 7 anni. Da 3 a 7 anni se il soggetto era ubriaco o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope. In caso di più di una vittima la pena sarebbe stata aumentata del triplo ma senza superare i 15 anni. 

La necessità di istituire un reato specifico di omicidio stradale nasce proprio dal fatto che quando le forze di polizia identificano l’autore, sottoporlo a controllo alcolemico o narcotest non ha più molto senso essendo trascorse già ore o giorni dall’evento.

 CONSEGUENZE DEL CONSUMO DI VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI

 http://tribunatreviso.gelocal.it/treviso/cronaca/2016/04/23/news/escort-in-taxi-senza-soldi-pago-in-natura-1.13352963 

ESCORT IN TAXI SENZA SOLDI: PAGO IN NATURA

L’autista si rifiuta e chiama la polizia, avvenente prostituta di 34 anni multata dagli agenti per ubriachezza molesta

di Marco Filippi

23 aprile 2016

Dopo una notte brava a base di sesso e alcol in un’abitazione di Conegliano, un’escort italiana di 34 anni ha chiamato un taxi per farsi riaccompagnare nella sua casa sul Terraglio a Preganziol. Il punto è che, quando l’auto era nei pressi dell’aeroporto di Treviso, la prostituta ha detto all’autista di avere soltanto 20 euro e di non essere in grado di pagare la cifra del viaggio che, in quel momento, era di 55 euro. La passeggera ha così proposto di ripagare il viaggio in natura. Una proposta che il taxista di 66 anni ha respinto con sdegno. Ne è nato un acceso diverbio tra autista ed escort, interrotto soltanto dall’arrivo della polizia. Alla fine, la prostituta è stata multata per ubriachezza molesta mentre il taxista ha accettato i 20 euro che la donna aveva con sè, rinunciando a querelarla.

Il fatto è avvenuto nella mattinata di ieri nei pressi dell’aeroporto di Treviso. Erano da poco passate le 8 quando alla centrale operativa della questura è arrivata la richiesta di aiuto di un taxista. All’arrivo sulla Noalese, la polizia ha quietato una lite tra l’uomo ed un’escort 34enne di Preganziol. In altre parole mezz’ora prima la donna aveva preso il taxi, dopo una notte a base di sesso ed alcol in un’abitazione di Conegliano, ed aveva chiesto di essere riaccompagnata nella sua abitazione, sul Terraglio a Preganziol. Solo che quando l’auto era sulla Noalese, non lontano dall’aeroporto, la escort s’è accorta che il tassametro segnava la cifra di 55 euro. Troppo per le sue tasche. Almeno stando a quello che lei aveva detto. Per questo motivo la donna ha detto al tassista di avere soltanto 20 euro e gli ha proposto di pagare la differenza con una prestazione sessuale. La proposta è stata subito rifiutata dall’autista di 66 anni. A quel punto la donna, alterata dall’alcol, ha iniziato a insultare l’autista che è stato così costretto a far intervenire la polizia.

Il viaggio per l’escort è terminato negli uffici della questura di Treviso, dove gli è stata notificata una sanzione amministrativa di 51 euro per ubriachezza molesta mentre il taxista s’è accontentato dei 20 euro rimasta in tasca della donna, rinunciando a querelarla.

 http://laprovinciapavese.gelocal.it/pavia/cronaca/2016/04/23/news/abuso-di-alcol-53enne-sviene-in-via-viscontina-1.13352387 

ABUSO DI ALCOL 53ENNE SVIENE IN VIA VISCONTINA

L’hanno trovato in via Viscontina, privo di sensi, e qualcuno ha chiamato il 118. Un 53enne alle 2.45 dell’altra notte è stato soccorso dalla Croce Rossa di Voghera. All’ospedale gli hanno...

23 aprile 2016

L’hanno trovato in via Viscontina, privo di sensi, e qualcuno ha chiamato il 118. Un 53enne alle 2.45 dell’altra notte è stato soccorso dalla Croce Rossa di Voghera. All’ospedale gli hanno riscontrato una intossicazione acuta da alcolici.

 ECCO COME SI FA A COMPRARE ALCOLICI IN STRADA DOPO L’ORDINANZA DEL COMUNE

 http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/birra-piazza-verdi-1.2091343 

ALCOL ABUSIVO IN PIAZZA VERDI, IL NOSTRO TEST. GUARDA IL VIDEO

Viaggio notturno in zona universitaria dove, con i locali chiusi all’una, venditori ambulanti di birre e spacciatori fanno affari d’oro sotto gli occhi di tutti

di FRANCESCO PANDOLFI

Bologna, 24 aprile 2016 – Birra e fumo in piazza Verdi non mancano. A qualunque ora della sera e della notte si passi dalla zona universitaria un esercito di quindici venditori abusivi, quasi tutti pakistani o bengalesi, offre a chiunque birra, droga e in alcune occasioni anche superalcolici. 

È da poco passata la mezzanotte di venerdì sera, cinque ragazzi sono seduti in piazza Verdi a mangiare una pizza, come fanno tanti il fine settimana, quando uno dei venditori abusivi si avvicina. Parlottano un po’, contrattano il prezzo, poi l’uomo posa a terra lo zaino nero che porta in spalla da ore e prende cinque bottiglie di birra. Intascati i soldi dei ragazzi, facendo attenzione che nessuno lo noti, riprende a passeggiare per la piazza continuando a chiedere a tutti «Birra? Vuoi birra?».

Per gli abusivi, infatti, non c’è ordinanza del Comune che tenga. I locali devono chiudere a orari prestabiliti, ma per chi vende gli alcolici in strada la notte non finisce mai se non quando tutti i ragazzi tornano a casa. Tanti venditori abusivi girano con degli zaini neri, altri hanno delle semplici buste della spesa tutte piene di birra e non si curano per nulla della Municipale in presidio.

 http://iltirreno.gelocal.it/pisa/cronaca/2016/04/23/news/piazza-dei-cavalieri-un-arresto-e-sequestri-di-alcol-1.13348818 

PIAZZA DEI CAVALIERI: UN ARRESTO E SEQUESTRI DI ALCOL

Nuovo pattuglione anti-movida delle forze dell'ordine ieri notte, venerdì 22 aprile, nel centro cittadino. Fermato un uomo che spacciava, confiscati carrelli e bottiglie di birra ai venditori abusivi

23 aprile 2016

PISA. Un arresto per spaccio di droga, sequestri di carrelli e borsoni pieni di birre e alcol ai danni di venditori abusivi. Nuovo pattuglione anti-movida ieri sera, venerdì 22 aprile, delle forze dell'ordine nel centro cittadino. La Questura, insieme al personale della polizia municipale e dell’operazione Strade sicure dell’Esercito, i carabinieri e la guardia di finanza, ha svolto un servizio di prevenzione e repressione delle illegalità nelle aree cittadine interessate dal fenomeno della movida.

Gli agenti dalle 19 hanno pattugliato a piedi il centro cittadino, da piazza delle Vettovaglie a piazza della Berlina, Borgo Stretto, piazza dei Cavalieri e vicoli limitrofi. Alcuni giovanissimi sono stati redarguiti in quanto sorpresi ad accingersi ad urinare nei vicoli. Alle 22 un trentottenne marocchino è stato sorpreso da carabinieri e finanzieri in borghese a cedere una dose di marijuana ad una ragazza in piazza dei Cavalieri. Perquisito, è stato trovato con addosso altre dosi, alcune anche di hashish e soldi guadagnati probabilmente grazie all'attività di spaccio. L'uomo è stato arrestato. Stamani si terrà la direttissima in tribunale. A mezzanotte, in piazza dei Cavalieri sono stati sottoposti a sequestro tre carrelli del supermercato colmi di bottiglie di birra e dieci borsoni ad ignoti che li hanno abbandonati per sottrarsi alla identificazione. Intorno alle 2 sono stati sorpresi numerosi ambulanti in piazza dei Cavalieri, si sono diretti verso via Ulisse Dini dove per la presenza di personale in borghese si sono dati alla fuga costretti ad abbandonare altri 9 carrelli colmi di bottiglie di birra e 25 borsoni con birre e bevande alcoliche.

Complessivamente i risultati del servizio si possono riassumere con il sequestro di 12 carrrelli da supermercato che saranno restituiti appena individuato l’esercizio; 25 borsoni di birre e bevande alcoliche; 5 persone identificate nel centro storico.

 GUIDA IN STATO DI EBBREZZA

 http://www.bolognatoday.it/cronaca/molinella-argelato-controlli-alcol-volante.html 

UBRIACHI AL VOLANTE, DENUNCE E RITIRO PATENTI FRA MOLINELLA E ARGELATO

Carabinieri e controlli alla circolazione stradale in provincia: guida in stato di ebbrezza alcolica

Redazione

24 aprile 2016 08:27

Nella notte fra venerdì e sabato i Carabinieri di Molinella, durante un controllo alla circolazione stradale in via Carreggiata, hanno denunciato un 51enne di Argelato per guida in stato di ebbrezza alcolica. Il conducente, al volante di una Fiat 500, è risultato positivo all’alcol test con un valore di 0,94 g/l.

Anche a Castel d’Aiano, nella stessa notte, anche un 57enne è stato denunciato dai Carabinieri dopo che, durante un controllo alla circolazione stradale, un uomo nato in Slovacchia e residente a Montese (Modena) per guida in stato di ebbrezza alcolica. Il conducente, alla guida di un Mercedes Sprinter, si è visto ritirare la patente di guida poiché è risultato positivo all’alcol test.

 http://www.newsbiella.it/2016/04/23/leggi-notizia/argomenti/cronaca-5/articolo/al-volante-con-alcol-e-droga-in-corpo.html 

AL VOLANTE CON ALCOL E DROGA IN CORPO

sabato 23 aprile 2016, 10:02

Due biellesi sono stati denunciati dai carabinieri per guida in stato di ebbrezza e sotto l’effetto di stupefacenti. Il primo, un 55enne di Bioglio, è stato sorpreso al volante con un tasso alcolemico di quasi tre volte superiore al consentito, mentre la seconda, di 22 anni, è risultata positiva all’assunzione di stupefacenti. A entrambi è stata ritirata la patente.

 http://www.ilcaffe.tv/articolo/23439/guida-in-stato-di-ebbrezza-e-causa-incidente-i-residenti-vogliono-linciarlo 

GUIDA IN STATO DI EBBREZZA E CAUSA INCIDENTE, I RESIDENTI VOGLIONO LINCIARLO FOTO

24 aprile 2016, ore 10:17 Condividi

ALBANO, PADRE E FIGLIO FERITI

Nella notte di ieri in via Rufelli, tra Albano e Ariccia, una Fiat Punto guidata da un uomo di 28 anni di nazionalità rumena si è scontrata con una Opel Corsa, dove a bordo c'erano un uomo di 55 anni e il figlio 15enne. Pare che la Punto abbia sbandato e che il guidatore abbia perso il controllo del mezzo, finendo contro la seconda auto con un fortissimo impatto. Padre e figlio, feriti, sono stati portati nell'ospedale di Albano e lì ricoverati in osservazione, mentre il 28enne è stato "salvato" dalla Polizia stradale, che lo ha strappato dalla furia di alcuni residenti della zona che volevano linciarlo. Pare, infatti, che l'uomo fosse in evidente stato di ebbrezza alcolica. 

All'uomo, residente ad Ariccia, è stata tolta la patente ed è stato denunciato per guida in stato di ebbrezza. Inoltre gli è stata sequestrata la macchina, dove tra l'altro sono state trovate alcune bottiglie di vino. La strada è stata chiusa per diverse ore per consentire i rilievi e togliere i veicoli incidentati.

 http://www.ilmessaggero.it/rieti/rieti_ubriaco_auto_carabinieri-1689012.html 

RIETI, UBRIACO ALLA GUIDA DELL'AUTO

DI PRIMA MATTINA: ORA È NEI GUAI

Sabato 23 Aprile 2016 - Ultimo aggiornamento: 19:51

CITTADUCALE - Trovato alla guida della propria autovettura con un tasso di alcol nel corpo di ben quattro volte superiore al minimo consentito. I motivi che hanno portato alla denuncia per guida in stato di ebbrezza, con la patente ritirata e il sequestro del veicolo, di un 53enne reatino - V.M. le sue iniziali - fermato dai militari del Radiomobile della compagnia di Cittaducale nella frazione di Caporio, nelle prime ore del mattino.

La guida dell'uomo era visibilmente non consona ai normali canoni di circolazione e sta arrecando pericolo all'intera circolazione stradale in quel tratto.

 HA UCCISO DUE CONIUGI

 //www.ladige.it/news/cronaca/2016/04/23/contromano-bus-de-vela-condanna-confermata-4-anni  

CONTROMANO SUL BUS DE VELA CONDANNA CONFERMATA: 4 ANNI

Sab, 23/04/2016 - 15:42

I giudici della corte d’appello di Trento hanno confermato la condanna a quattro anni di reclusione per Patrizia Benedetti, la maestra 49enne di Cles che lo scorso 19 luglio, imboccando il Bus de Vela contromano, con un tasso alcolico cinque volte oltre il limite, si scontrò contro la Suzuki su chi viaggiavano marito e moglie di Cembra. Per Laura Nardon e suo marito Francesco Merz non ci fu nulla da fare: morirono entrambi sul colpo.

La donna, assistita dall’avvocato Paolo Chiariello, ieri non era in aula, come già era successo lo scorso dicembre per il processo in rito abbreviato: la maestra è infatti ancora ricoverata in una clinica, dove sta affrontando un difficile percorso di recupero per uscire dalla depressione, una bestia nera che quel terribile 19 luglio l’aveva portata a rifugiarsi nell’alcol. Un giorno che ha segnato per sempre la vita dei figli e dei famigliari dei coniugi di Cembra, ma anche quella di questa donna - un’insegnante, persona incensurata e una madre di famiglia - che da mesi vive in una condizione di profonda prostrazione.

Il legale, ieri mattina, davanti ai giudici di secondo grado, aveva chiesto uno sconto di pena, mentre il procuratore generale Giuseppe Maria Fontana, al termine della sua requisitoria, aveva concluso chiedendo conferma della sentenza pronunciata il 18 dicembre scorso dal giudice Guglielmo Avolio: 3 anni e 8 mesi per il duplice omicidio colposo e 4 mesi e mille euro di ammenda per la guida in stato di ebbrezza. Oltre alla revoca della patente. Ferma restando la possibilità che la difesa, una volta lette le motivazioni, decida di presentare ricorso in Cassazione, si può fino d’ora dire che la donna eviterà il carcere. La maestra, infatti, dal giorno dell’incidente mortale si trova agli arresti domiciliari: considerato il presofferto (ovvero la pena già scontata), dunque, appena la sentenza passera in giudicato, la difesa potrà chiedere l’affidamento in prova ai servizi sociali.

La tragedia costata la vita alla coppia di Cembra era successa lo scorso 19 luglio, pochi prima delle 17: la donna, alla guida della Suzuki Grand Vitara, dopo essere incredibilmente riuscita a percorrere due chilometri e mezzo contromano nel Bus de Vela, pochi metri fuori dalla galleria San Vigilio, si era scontrata contro la Yamaha Tdm 850 della coppia di Cembra, che stava rientrando a casa dopo un pomeriggio trascorso con altri amici. L’impatto era stato violentissimo e per Francesco Merz e Laura Nardon non c’era stato nulla da fare.

 MOVIDA: SENZA ALCOLICI CI SAREBBE MENO RUMORE?

 http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2016/04/23/ASaqHgTC-chiusure_anticipate_residenti.shtml 

MOVIDA, SCONTRO TRA BAR E RESIDENTI SULLE CHIUSURE ANTICIPATE ALLE 2

Newsletter Il Secolo XIX

23 APRILE 2016

Genova - Sulle ordinanze anti alcol valide nel centro storico e a Sampierdarena è scontro. Da una parte i titolari dei locali, che non hanno digerito i provvedimenti «troppo restrittivi e penalizzanti per chi fa mille sacrifici per portare avanti la propria attività». I baristi si apprestano a presentare un ricorso al Tar per ottenere la revoca delle misure e una segnalazione all’Antitrust per risolvere il problema della concorrenza tra locali (quelli soggetti ai nuovi orari di chiusura e quelli senza vincoli). Dall’altra c’è il Comune e, soprattutto, ci sono i cittadini che temono di perdere la partita giudiziaria e di ritrovarsi al punto di partenza, con l’annullamento delle norme appena entrate in vigore. «Da anni segnaliamo che la movida è incompatibile con il nostro territorio - dice Giancarlo Bertini, presidente di Assest - Di notte in alcuni vicoli il rumore supera quota 75 decibel, ben al di sotto del limite normativo. Se i titolari dei bar non trovano una soluzione, non vediamo altre possibilità se non le chiusure anticipate. Siamo disponibili a parlare con le associazioni di categoria, ma è ora di cambiare registro. Molte attività sono aperte solo per vendere alcol e di giorno rimangono chiuse. Così non si riqualifica il territorio».

Non sono d’accordo i titolari dei locali: «Se gli abitanti pensano che chiudendo i locali all’una durante la settimana e alle 2 il venerdì e il sabato si risolva il problema rumore, si sbagliano - dice Cesare Groppi di Fiepet Confesercenti - I decibel sono legati non ai bar ma al movimento delle persone. Chiuse le saracinesche il popolo della movida si sposterà, senza alcun controllo, tra i caruggi. E il baccano resterà. Il Comune dice di aver studiato la situazione per mettere a punto le ordinanze: peccato che molti dei dati raccolti non siano affatto recenti». L’unica soluzione, secondo i baristi, è quella di potenziare i controlli: «Siamo favorevoli alla chiusura dei minimarket alle 21, ma non possiamo accettare misure che colpiscono indiscriminatamente i bar che lavorano in modo corretto e le persone che, al rientro dal cinema o da teatro, vogliono trascorrere un po’ di tempo in un bar in piazza De Ferrari o alle Erbe - dice Alessandro Cavo di Fepag Ascom - Invece di imporre chiusure anticipate, peraltro favorendo i gestori non coinvolti nell’ordinanza come al porto antico e penalizzando gli altri, il Comune dovrebbe incontrare abitanti e baristi con regolarità e programmare una serie di controlli mirati nei punti vendita irregolari». È una questione di risorse: «Bisogna investire nei controlli. L’amministrazione non può scaricare sui gestori dei bar il problema della sua incapacità di presidiare il territorio - dice Groppi - Così non si va da nessuna parte».

 http://messaggeroveneto.gelocal.it/pordenone/cronaca/2016/04/23/news/movida-la-guerra-dei-vigili-nei-turni-di-notte-in-centro-1.13353277 

MOVIDA, LA “GUERRA” DEI VIGILI NEI TURNI DI NOTTE IN CENTRO

di Daniele Boltin

23 aprile 2016

Ieri pomeriggio, nell'auditorium della Regione di via Roma, il sodalizio “Aqua Nova”, presieduto da Arnaldo Grandi ha invitato diversi esponenti delle realtà cittadine, per fare il punto sulla situazione.

Che a Pordenone ci siano, a volte, eccessi l’ha dimostrato la testimonianza del comandante della polizia municipale, Arrigo Buranel: «Quando inizia il turno di notte per noi inizia la guerra. Riceviamo – ha spiegato – chiamate di ogni tipo: le lamentele riguardano i rumori creati da condizionatori, cancelli automatici, ascensori, frigoriferi, bambini, attività sportive, volumi alti della televisione e anche di chi fa l’amore».

Buranel ha sottolineato che i vigili operano sempre nel rispetto delle leggi vigenti, e non potrebbero fare altrimenti. Arrivando al problema rumori serali in centro, ha concentrato l'attenzione sull'impossibilità per una pattuglia di “bloccare” centinaia di persone che stanno parlando in una piazza.

Lo scenario attuale è stato delineato dall’amministrazione comunale, rappresentata dall'assessore all’Ambiente, Nicola Conficoni, che ha illustrato il piano di classificazione acustica che è stato di recente approvato in consiglio comunale.

«Questa misura – ha spiegato Conficoni – serve a prevenire conflittualità in molte aree cittadine. Il territorio è stato suddiviso in sei classi acustiche, e sono state individuate circa trenta aree da destinare agli spettacoli».

In questo piano, in particolare, sono state previste delle zone protette, tra cui scuole ospedali e parchi. E, come ha sottolineato Conficoni, la nuova divisione delle zone acustiche è stata fatta in modo parallelo alle linee del nuovo piano regolatore, fotografando la realtà cittadina attuale, ma con attenzione alle prospettive future.

All’intervento di Conficoni è seguito quello di Marco Musolla, tecnico di acustica ambientale, che ha analizzato alcuni dati raccolti sul campo.

Musolla, residente in piazza XX settembre, ha chiesto più controlli per limitare i rumori e auspicato l’organizzazione di un tavolo comune, residenti, attività commerciali e tecnici.

Il giudizio tecnico sulla situazione e sulle normativa vigente l’ha dato l'avvocato Francesco Longo. Il legale, tra i vari concetti, ha spiegato un punto importante che riguarda la vita notturna nel centro storico. Fuori dai locali – quindi in strada, che è zona di proprietà del demanio – la responsabilità non è dei titolari dei locali, che però sono tenuti a non incentivare la permanenza degli avventori all’esterno delle loro attività.