Rassegna del 21 Aprile 2016

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

 

ASAPS

Omicidio e lesioni stradali, perché bisogna spiegare bene...

Per mesi anche su questo portale e su queste pagine Facebook ne abbiamo parlato praticamente giornalmente, anche dopo l’approvazione della legge sull’Omicidio e lesioni stradali abbiamo illustrato analiticamente  tutte le novità, i meccanismi della legge e le relative perplessità. Sono convinto che abbiamo fatto molto bene, anzi bisogna spiegare questa legge ancora meglio. Lo faremo ancora qui e ora? No. I testi e i commenti sono sul nostro portale e in parte li riportiamo qui a seguire.

Ma perché bisogna insistere? Per il semplice fatto che in tanti non hanno ancora capito la portata di questa legge che ci riguarda molto, molto da vicino. Facciamo un esempio pratico sulle tipologie dei reati che possono intrecciarsi con la nostra vita.

Tutti siamo appassionati nel capire le modalità di tanti omicidi volontari che vengono giornalmente vivisezionati nella varie trasmissioni televisive che analizzano motivazioni, alibi e conseguenze, alla ricerca del possibile assassino (che noi siamo convinti di avere già individuato o quasi).

Ma diciamo la verità quanti di noi potranno essere protagonisti di un omicidio volontario, sì insomma quanti di noi potranno essere futuri assassini? Direi nessuno di quanti ci leggono. Quanti potrebbero essere vittime di un omicidio volontario? Nessuno o quasi (mi salta però in mente la percentuale ancora assurdamente elevata di vittime appartenenti al sesso femminile).

Guardiamo allora i reati predatori e i furti in particolare. Quanti di noi potranno essere autori di furti o rapine? Pochi pochissimi. Quanti potranno essere vittime di furti? In pratica nel corso della vita tutti, inevitabilmente e anche più volte. E matematico!

E veniamo all’Omicidio e lesioni stradali previsti e puniti dalla legge n.41 del 23 marzo 2016. Ecco un reato che si differenzia molto dagli altri. Perché? Perché è un reato del quali molti di noi potranno essere vittime se non mortali anche come possibili feriti e pure con lesioni gravi e permanenti, tanti di noi poi potranno essere autori più o meno consapevoli a un livello più o meno elevato di responsabilità dell’incidente. Considerate che ogni anno si verificano circa 180.000 incidenti con oltre 250.000 feriti e quasi 3.500 vittime, come dire che in soli 4 anni si conteranno in Italia oltre un milione di feriti e quasi 15.000 morti.

Ecco perché dobbiamo essere assolutamente consapevoli delle conseguenze della nostra condotta di guida, per il semplice fatto che sulla strada possiamo essere tutti vittime e tutti possibili “carnefici” ma ora le conseguenze per i conducenti colpevoli sono cambiate e molto.

Giordano Biserni

 

CRONACHEMACERATESI

Come dire no allo sballo?  L’esempio arriva dai film

SPETTACOLO – Gli alunni dell’istituto comprensivo Leopardi di Sarnano hanno messo in scena il musical “Come in un film” per parlare dell’importanza di un divertimento sano e dei valori della vita

21 APRILE 2016 - Il divertimento non è lo sballo, l’alcol o la droga. Lo dicono a gran voce i 450 studenti della scuola d’infanzia, primaria e secondaria di Sarnano, Gualdo, Monte San Martino e Penne San Giovanni. E lo fanno in grande stile attraverso un High school musical. L’Istituto comprensivo “Giacomo Leopardi” di Sarnano ha presentato nei giorni scorsi nel palazzetto dello sport lo spettacolo “Come in un film” realizzato per il progetto “Io non sballo” che da anni orienta i giovani verso un concetto sano di divertimento, lontano dai pericoli dell’alcol o delle droghe, promuovendo quei valori come l’amicizia, lo stare insieme e la legalità, che sono alla base del vivere civile e sociale.

Gli alunni, tramite lo spettacolo, hanno cercato di riflettere su quali messaggi positivi si potevano ricavare dalle vicende viste sul grande schermo. Da questo lavoro è nato lo spettacolo “Come in un film”, in cui i ragazzi stessi hanno presentato una serie di coreografie e di brani musicali ispirati a famose colonne sonore. Utilizzati i personaggi di Pinocchio, che rappresenta chi deve imparare a sue spese a distinguere le buone dalle cattive amicizie, le peripezie degli animali del film d’animazione L’era glaciale, l’eccezionale esperienza di Tarzan, quella di Jamal protagonista di The Millionaire.

E ancora si è parlato di legami familiari attraverso le vicende di Anna dai capelli rossi, di Frozen e de Il re Leone, e dell’importanza di avere un progetto di vita per ispirare e orientare il proprio agire nella società. È il caso di Kung-fu Panda che sfidando i pregiudizi impara a credere in se stesso e dei Blues Brothers che grazie alla musica riescono a togliersi dai guai. Infine il tema dell’amore, espresso tramite il musical Grease e quello della lotta per il bene come nelle saghe di Guerre stellari e dei Pirati dei Caraibi. Grande soddisfazione della dirigente Maura Ghezzi: «È stato davvero bello poter condividere questo momento. Ringrazio l’entusiasmo degli insegnanti che hanno saputo guidare i nostri insostituibili ragazzi verso questo splendido risultato».

 

ALESSANDRIANEWS

 “Creativamente senza alcol”: premiati 20 studenti e 10 scuole

Una giuria di esperti ha esaminato tutti gli elaborati (disegni, slogan, audiovisi) prodotti dai 1840 studenti di 34 scuole della provincia che hanno partecipato all’iniziativa

ALESSANDRIA – Tanti giovani, tanti disegni, tanti slogan contro l’abuso di alcol. Si è conclusa così la decima edizione di Creativamente senza alcol, il progetto contro l’alcolismo giovanile promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e dai Club Lions della provincia, in collaborazione con l’Azienda Sanitaria Locale di Alessandria – Dipartimento di Patologia delle Dipendenze - e l’Ufficio Scolastico Territoriale di Alessandria.

Sono stati venti gli studenti premiati per l’originalità dei loro elaborati, realizzati alcuni singolarmente e altri in gruppo e dieci le Scuole Secondarie di primo grado cui è stato destinato un assegno dell’importo di 250 euro per l’acquisto di materiale didattico. Una scelta impegnativa effettuata da una giuria di esperti che ha esaminato tutti gli elaborati (disegni, slogan, audiovisi) prodotti dai 1840 studenti di 34 scuole della provincia che hanno partecipato all’iniziativa.

Gli elaborati sono il risultato del programma di lezioni tenuto dagli esperti del Dipartimento di Patologia delle Dipendenze dell’Asl Al, con l’intervento di un professionista del settore – di norma uno psicologo. Non solo teoria, ma anche e soprattutto gioco, seguendo il principio dell’imparare giocando che, nel tempo, ha dimostrato di dare ottimi risultati e di riuscire a coinvolgere maggiormente i ragazzi.

(…)

Grande soddisfazione è stata espressa dai rappresentanti degli Enti organizzatori del progetto che, nel corso dei suoi dieci anni di vita, ha interessato oltre 18 mila studenti che sono stati sensibilizzati ai pericoli connessi all’abuso di alcol, una piaga che richiede tuttora grande impegno sia sotto il profilo educativo che sociale.

 

PARMATODAY

Niente alcolici in Piazza Garibaldi il 25 aprile

In vista della manifestazione per le celebrazioni del 25 aprile 2016, che si terrà a Parma in Piazza Garibaldi il prossimo 25 aprile, il comune al fine di prevenire possibili episodi di vandalismo, in particolare l’abbandono al suolo ed il lancio di bottigliette di vetro o lattine ai danni di automobilisti e passanti ha adottato apposita ordinanza con cui si ordina agli esercenti attività di somministrazione di alimenti e bevande, attività commerciali in sede fissa e in forma ambulante e attività artigianali di produzione e vendita di beni alimentari, operanti all’interno del perimetro delimitato dalle seguenti strade: B.go G. Tommasini, Via N. Sauro, Strada Cavestro, P.za della Steccata, Via Mameli, Via Mistrali, B.go XX Marzo, il divieto assoluto di somministrazione e vendita di bevande ed alimenti in contenitori di vetro e di latta di qualunque genere, prevedendo in sostituzione la somministrazione/vendita in contenitori di carta o plastica, fatta salva la somministrazione ad avventori seduti ai tavoli dei pubblici esercizi che si avvalgono di spazi esterni ai locali occupati in concessione, per tutto il periodo di durata della manifestazione di cui sopra e, precisamente, dalle ore 11,00 di lunedì 25 aprile 2016 fino alle ore 02,00 di martedì 26 aprile 2016.

Il provvedimento è adottato in base a quanto previsto dal vigente Regolamento per la convivenza tra le funzioni residenziali e le attività di esercizio pubblico e svago nei centri urbani. Sarà consentito agli esercenti la somministrazione di alimenti e bevande, la collocazione di erogatori di bevande alla spina all’esterno dei locali di esercizio, trattandosi di una particolare ricorrenza rilevante per un intero comparto;

La collocazione di erogatori di bevande alla spina all’esterno dei locali di esercizio è autorizzata nel rispetto del divieto assoluto di somministrazione e vendita di bevande ed alimenti in contenitori di vetro e di latta di qualunque genere, prevedendo in sostituzione la somministrazione/vendita in contenitori di carta o plastica.

L’inosservanza alla ordinanza rappresenta l’illecito amministrativo ed è punibile con la sanzione amministrativa pecuniaria da Euro 25,00 ad Euro 500,00, con pagamento in misura ridotta pari ad Euro 50,00.

La vigilanza sull’ottemperanza sarà effettuata dalla Polizia Municipale e dalle Forze di Polizia.

 

RAVENNANOTIZIE

LA POSTA DEI LETTORI

Tifosi ubriachi e molesti allo stadio: non è accettabile

Il 18 aprile 2016 ho assistito alla partita Cesena-Crotone presso lo stadio della città di casa. Era la prima volta che dopo anni tornavo a guardare un incontro di calcio dal vivo, da quando da piccola mio padre mi portava allo stadio con lui. Sono nata a Crotone e durante questo specifico evento si giocava per l’ingresso di questa squadra in serie A, un’occasione imperdibile per una città piena di contraddizioni e di problemi.

Con tutta la famiglia abbiamo allora deciso di non perdere un’opportunità così importante e così vicina a quella che adesso è la nostra città (Ravenna). Premetto che eravamo tre donne e un uomo e sprovvisti di tessere del tifoso, abbiamo deciso di assistere al match dai distinti.

Purtroppo, già dal nostro arrivo al parcheggio del Centro Commerciale di Cesena, l’entusiasmo che ci aveva invaso si è presto dissolto poiché per strada la gente ci inveiva contro a causa di una bandierina fai da te e di una sciarpa portata al collo.

Giacché siamo persone intelligenti abbiamo cercato di sdrammatizzare e durante la partita abbiamo stretto simpatie con alcuni tifosi della squadra di casa, che dopo un primo momento di esitazione, si sono dimostrati molto gentili e simpatici.

La partita purtroppo e meritatamente è stata vinta dal Cesena e dopo aver applaudito i vincitori abbiamo salutato anche la nostra squadra per il gioco che aveva condotto. A questo punto il clima è cambiato radicalmente ed un gruppo di tifosi ubriachi e non del Cesena hanno iniziato ad urlare contro di noi e a metterci le mani addosso mentre altri, i "veri tifosi" hanno preso le nostre difese e ci hanno scortati fuori.

Credevo che in un Paese civile queste cose non accadessero e che lo sport fosse un motivo di unione e di divertimento per le famiglie. Sono rimasta disgustata da tutto ciò e voglio condannare questi atteggiamenti. Sono una donna, siamo tre donne, di un’altra squadra, che hanno pagato il biglietto e si sono comportate come si deve per il rispetto dello sport. Vorrei che tutto questo non fosse considerato accettabile, come tale non è vendere alcool sugli spalti. Se basta tifare per un’altra squadra per arrivare alle mani siamo messi male. La diversità nello sport e nel resto delle cose ci rende quello che siamo ed il rispetto per l’altro non è una cosa di cui poter fare mai a meno.

Vorrei chiedere scusa ai figli di questi signori perché hanno dovuto assistere ad una scena pressoché ripugnante e vorrei che capissero che tutto ciò non è la normalità. Ringrazio chi ci ha aiutati e ci ha chiesto scusa a nome di quei pochi soggetti anomali. Voi tutti, piccoli ‘’eroi’’, siete invitati a visitare la nostra città dove sarete sicuramente accolti in una grande famiglia, con buon cibo e gente amica.

Rs

 

UDINETODAY

Ubriaco, litiga con la socia e aggredisce i carabinieri: arrestato

E' successo a Udine: protagonista un 60 enne che, in forte alterazione, stava anche danneggiando gli arredi del negozio

21 aprile 2016 - Una lite tra esercenti. Poi il danneggiamento al negozio e, infine, l'aggressione ai carabinieri. Il protagonista dell'intera vicenda è un uomo di 60 anni, di Udine, arrestato dai militari del Nucleo Radiomobile intervenuti per calmare gli animi.

L'uomo visibilmente alterato e in stato di ubriachezza, ha discusso con la socia: poi l'ha allontanata in malo modo, iniziando a danneggiare gli arredi del locale. Così sono intervenuti i carabinieri ma il 60 enne, invece di placarsi, si è scagliato fisicamente contro di loro. I militari lo hanno arrestato per l'ipotesi di reato di resistenza, oltraggio a pubblico ufficiale e rifiuto di fornire le generalità. E' stato condotto ai domiciliari in attesa del processo per direttissima.

 

WWW.TIO.CH

LONDRA

Gascoigne continua la sua battaglia contro l'alcool: «Non farò la fine di George Best»

L'ex stella della nazionale inglese ha parlato alla trasmissione "Good Morning Britain"

LONDRA (Gbr) - Solo poco tempo fa è stato fotografato dal "Sun" con il mento e il labbro spaccati dopo una caduta, la faccia stravolta e una bottiglia di gin in mano, ma Paul Gascoigne - tornato a parlare in Tv - nega di avere problemi con l'alcool e non vuole assolutamente arrendersi. «Ora sto bene, ho avuto una sola ricaduta poche settimana fa dopo undici mesi in cui sono stato pulito. Io come George Best? Lui è morto. Io non sono come lui, non voglio arrendermi», ha spiegato l'ex Lazio alla trasmissione "Good Morning Britain".

L’ex stella dell’Inghilterra ha poi parlato in modo approfondito della sua riabilitazione presso il Providence Projects, un centro di trattamento per l'alcolismo a Bournemouth, dove ha detto di aver ricevuto un "fantastico" supporto: «A volte vado lì per aiutare me stesso, ma anche per aiutare qualcun altro».