Rassegna del 16 Aprile 2016

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

L'ALLARME

Alcol, 8 milioni di italiani ne bevono troppo: occhi puntati su giovani e anziani

ROMA. 15 Aprile 2016 - Sono circa otto milioni i consumatori di alcol a rischio in Italia, di questi 720 mila sono «heavy drinkers», bevitori pesanti, che consumano una quantità di alcol dannosa per la salute (l'Oms definisce «dannosi» i consumi giornalieri di oltre 40 grammi di alcol per le donne e più di 60 per gli uomini). Solo il 10% di questi bevitori accaniti, poco meno di 73 mila, viene intercettato e avviato ai servizi alcologici del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Ma non è finita qui: ad alzare di più il gomito sono i ragazzini tra i 16 e 17 anni e gli anziani ultra 65 enni.

È questa la fotografia sul consumo di alcol in Italia, in particolare di quello dannoso alla salute, scattata dall'Istat e dall'Istituto Superiore di Sanità presentata, in occasione dell'Alcohol Prevention Day, in collaborazione con l'Osservatorio Nazionale Alcol (e Centro OMS per la ricerca e la promozione della salute su alcol e problematiche alcol correlate), con il sostegno del Ministero della salute. A sorpresa, secondo l'analisi 2011-2014, la prevalenza dei consumatori dannosi di alcol in Italia è più elevata tra gli uomini rispetto alle donne. In Italia, che pure ha ridotto significativamente i consumi, attestandosi a circa sei litri l'anno pro capite e la mortalità specifica, gli uomini rispetto alle donne bevono con una differenza significativa nell'Italia Nord-occidentale e nelle regioni del sud rispetto alla media nazionale.

 «Nel corso degli anni 2007-2014 non si sono osservate diminuzioni soddisfacenti e il confronto tra gli ultimi due anni non mostrano differenze - si legge nel report - statisticamente significative mostrandosi stabile il numero dei consumatori dannosi in necessità di trattamento». Dalle rilevazioni si evince poi che negli ultimi anni, il 15% circa degli uomini e il 6% circa delle donne, hanno dichiarato di aver abitualmente ecceduto quotidianamente nel consumare bevande alcoliche (nel 2014 per un totale di circa 5.800 mila persone).

Sempre un po' a sorpresa si scopre che l'anello debole del sistema sono adolescenti di età compresa tra 16 e 17 anni ed anziani ultra 65 enni. La percentuale più elevata per entrambi i sessi. I più consapevoli invece sono i ragazzi di età compresa tra 18 e 24 anni, che fanno segnare la percentuale più bassa.

Intanto ha fatto discutere l'ipotesi circolata tra gli esperti di innalzare l'età minima del bere a 25 anni, subito bocciata dall'Osservatorio Permanente sui Giovani e l'Alcool che ha definitivo - come ha spiegato il Presidente dell'Osservatorio Enrico Tempesta - un obiettivo immotivato, perchè l'abuso si contrasta con investimenti culturali e non con i divieti. Ed è anche alla luce di queste informazioni che l'Osservatorio Nazionale Alcol sostiene i progetti di sensibilizzazione promuovendo campagne di incremento della consapevolezza come quella del Ministero della salute, "Non perderti in un bicchiere".

POST DELL’ASSOCIAZIONE LORENZO GUARNIERI

Da omicidio colposo a omicidio stradale attraverso Lorenzo

16 APRILE 2016

Non solamente è interesse comune che non si commettano delitti, ma che siano più rari a proporzione del male che arrecano alla società ….. Dunque vi deve essere una proporzione fra i delitti e le pene. (Cesare Beccaria)

La dimensione del “male” che arreca alla società la violenza stradale è altissima ma spesso ce ne dimentichiamo. Quando un evento violento sulla strada accade spesso tendiamo a considerarlo parte della vita, ad accettarlo e spesso a giustificarlo tirando il ballo il “destino”. Ma quando l’evento ti tocca nel più grande degli affetti, tuo figlio, tutto cambia e improvvisamente ti accorgi che l’ambiente nel quale vivi sbaglia.

Nel momento in cui ti accorgi che tuo figlio giace, privo di vita e sfigurato, su una strada fredda e dura non pensi a cosa è successo. O meglio pensi alla possibilità di un miracolo, di un Dio che prenda la tua anima al posto di quella di tuo figlio di 17 anni in un baratto impossibile ma che in quel momento ti pare l’unica via d’uscita. Io mi sono steso accanto al corpo di Lorenzo. Non ricordo cosa pensavo. Piangevo e volevo forse capire come stava lui, quanto dolore aveva provato. 

Biologicamente siamo fatti per sopravvivere, soprattutto se hai la percezione che che altri affetti abbiano bisogno ancora di te. E il pensiero di mia figlia Valentina, di mia moglie Stefania, e di tutte le persone della comunità ti aiuta a andare avanti. 

E piano piano lentamente inizia una risalita, ricominci a pensare, e il primo pensiero ricorrente che hai è: “ma cosa è successo? come è morto Lorenzo?”

La parte razionale di te riprende a lavorare, forse più forte di prima per certi aspetti. E vuoi capire quello che è accaduto, chi ha la responsabilità della morte di tuo figlio, qual è stato il suo ruolo nella violenza che lo ha ucciso, chi era coinvolto. Nel caso di Lorenzo la dinamica e la colpa era chiara. Un proiettile umano pieno di alcol e cannabis lo aveva ucciso 

Non essendomi ancora “incrociato” sino a quel 10 dicembre 2010 con la giustizia italiana la parte razionale di me ragionava in maniera semplice e logica: 

Un criminale (colui che commette un crimine) in una notte d’estate uccide fisicamente tuo figlio di 17 anni guidando con 1,6 g/l di tasso alcolemico (3 volte il limite) e positivo alla Cannabis (valore superiore a 150 quando il limite è 50) deve essere arrestato e condannato in maniera giusta a un periodo di pena corrispondente al danno che ha fatto alla società, il più grande danno che può essere fatto. Privare della vita un essere umano. Niente di più, niente di meno. Tutto molto ovvio.

Tutto questo, che appartiene alla sfera razionale e logica, non accadeva nella realtà del nostro paese. Purtroppo ti accorgi che la civiltà che ti aspettavi non è della giustizia di questo stato. Il criminale non viene sottoposto a nessuna misura restrittiva (carcere, arresti domiciliari, obbligo di dimora, obbligo di firma, niente di niente). Non si farà mai, né durante né dopo, un giorno di carcere e dopo poco tempo (2 o 3 anni) tornerà a guidare (sbagliato). Poi piano piano i segnali che qualcosa non va nel nostro sistema cominciano ad arrivare sempre più chiari.

Tre mesi dopo l’omicidio di Lorenzo veniamo ricevuto dall’allora Procuratore Capo della Repubblica. Dopo i saluti di rito, ho esordito dicendo: “Procuratore, siamo qui per parlare dell’omicidio di nostro figlio Lorenzo” e il Procuratore ha immediatamente ribadito: “colposo, però, il vostro è colposo”. 

La precisazione mi colpisce e mi innervosisce. Colposo, cosa vuol dire colposo? forse, vuol dire che non è grave? Mio figlio è stato devastato da un individuo che ha tenuto una condotta criminale molto consapevole. Ha bevuto alcolici come una spugna. Si è drogato e si è messo alla guida. Sicuramente non voleva uccidere Lorenzo ma ha accettato il rischio che poteva uccidere qualcuno con la sua condotta. Questi erano i pensieri che mi balenavano nella testa. 

In quel momento ho immediatamente capito che per le procure quelli sulla strada sono omicidi di serie C. Certo dobbiamo usare delle gradazioni nelle pene ma dobbiamo chiamare le cose col loro nome: sono tutti omicidi! Riportiamo l’attenzione sul sostantivo e cambiamo l’aggettivo. Sono omicidi e quindi si tratta del reato peggiore che un uomo possa compiere a danno di un altro individuo. Poi, quando guidi nelle condizioni in cui guidava il Passerò la colpa c’entra poco! Chiamatelo come volete ma quando lo nominate non metteteci quell’aggettivo “colposo” accanto. Chiamiamolo Stradale come mi suggerì allora Giordano Biserni. 

Da quel momento per me partì la scintilla di un percorso, lungo, difficile e pieno di insidie. Cercare di cambiare il codice penale Italiano. In questo percorso abbiamo trovato con noi tanti compagni di viaggio, primi fra tutti l’Asaps e l’associazione Gabriele Borgogni e un mezzo di trasporto che si è rilevato poi determinante: Matteo Renzi, che ha sin dal primo ha sposato con passione questa battaglia e quando è diventato Presidente del Consiglio le ha dato una spinta essenziale attraverso la calendarizzazione della discussione parlamentare e il ricorso al voto di fiducia per ben due volete nel percorso parlamentare della legge. 

In questi giorni la legge sull’Omicidio Stradale entrerà in vigore, cambiano il lessico e le regole per un fenomeno quasi ignorato sino ad oggi da gran parte della magistratura. 

Per tutto questo dovrei ringraziare tante persone, almeno 85000, che hanno firmato la proposta di legge. Ma più di tutti devo ringraziare mia figlia Valentina e i ragazzi amici di Lorenzo che ci hanno creduto e non hanno mai smesso di lottare

“noi non saremo mai complici; chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso” dicono nella bellissima canzone scritta per il quinto compleanno dell’associazione (https://www.youtube.com/watch?v=ilVqRp_H_FA) 

E tutti noi che abbiamo lavorato per l’introduzione dell’omicidio stradale abbiamo lottato contro tante avversità e tanti “nemici” e abbiamo vinto. Una bella storia del quale dobbiamo esserne fieri: per Lorenzo, Gabriele, Andrea, Giuseppe, Valentina e tanti giovani. Avevamo il dovere di provare a riscrivere il finale di tante storie di ingiustizia; noi avevamo il tempo loro purtroppo no! 

Può darsi che non siate responsabili per la situazione nella quale vi trovate. Ma lo sarete se non farete nulla per cambiarla. (Martin Luther King)

Nota di Alessandro Sbarbada: la vostra vittoria, la nostra vittoria, è una vittoria di civiltà: è stata colmata una gravissima lacuna del nostro codice. Ora occorre tenere alta l'attenzione, pretendendo che le Forze dell'Ordine siano sostenute, siano messe in grado di fare il loro prezioso lavoro sulle strade. Uno degli obiettivi principali, per la prevenzione, è un uso sistematico degli etilometri. E non solo di notte.

UNIONESARDA

Perdaxius, Festa della Sobrietà: storie di persone che combattono l'alcol

Nel titolo, "La donna e la dipendenza. Disperazione, eroismo, amore", è contenuta tutta la forza e la passione di chi lotta quotidianamente contro il demone dell'alcol, spesso sconfiggendolo e riappropriandosi della propria vita e degli affetti più cari.

Una lotta senza sosta che, con gli esempi di chi è in prima linea e di chi ce l'ha fatta, è al centro della Festa della Sobrietà, l'appuntamento organizzato dall'associazione Amici della vita in collaborazione con il Comune e l'assessorato ai Servizi sociali di Perdaxius.

Scenario della giornata di festa in programma sabato 16 aprile sarà la sala convegni dell'albergo di Bacca Marronis, tra le colline del paese.

A fare gli onori di casa sarà il sindaco Gianfranco Trullu.

Seguiranno gli interventi di Germano Orrù, docente dell'Università di Cagliari (parlerà de "La tenacia e l'eroismo di Giuliana") e, alle 15, dopo il pranzo analcolico, ci sarà l'esibizione del "Coro dei sindaci del Sulcis".

CORRIERE DELLA SERA

Due ragazzini in ospedale per alcol: sospesa la licenza all’Albatros

Un 14enne e una 17enne al pronto soccorso a distanza di pochi giorni. Il titolare del locale chiudeva un occhio sull’età per incassare di più. Su Fb: «Problemi burocratici»

L’Albatros di Lonato rischia grosso per aver servito bevande alcoliche a due ragazzini. Non solo: le avrebbe servite a fiumi, visto che i minorenni sono finiti al pronto soccorso dopo due serate brave ben distinte. Il questore di Brescia ha deciso di sospendere la licenza per sei giorni ma resta ferma la possibilità che possa essere anche revocata in via definitiva per quanto successo.

Le indagini della polizia inchiodano il titolare

Il titolare del discopub, che ha aperto i battenti giusto nell’agosto 2015, è nella bufera per due episodi distinti. Il primo a sentirsi male è stato un 14enne che, dopo una festa studentesca, è stato accompagnato dai genitori in ospedale dove è rimasto sotto osservazione fino alla mattina. Pochi giorni dopo tocca a una 17enne, all’Albatros per un compleanno: è stata ricoverata all’ospedale di Desenzano per intossicazione alcoliche. A chiedere provvedimenti sospensivi è stato il Commissariato di Desenzano: dalle indagini degli uomini coordinati da Bruno Pagani emerge la responsabilità diretta del titolare. Avrebbe chiuso un occhio sull’età dei ragazzini che chiedevano cocktail a fiumi per incassare di più. E’ tutto spiegato dal Commissariato: «Ritenendo necessario prevenire il perpetuarsi di situazioni di pericolo e di arginare il fenomeno dell’illecita somministrazione di sostanze alcoliche ai minori, al fine di tutela nei confronti di questi ultimi, il Questore di Brescia ha adottato un provvedimento di sospensione della licenza del locale predetto per la durate di 6 giorni. La predetta norma consente infatti all’Autorità di Pubblica Sicurezza di interrompere temporaneamente l’efficacia del titolo autorizzativo di un esercizio che costituisce un pericolo per l’ordine pubblico, per la moralità pubblica ed il buon costume o per la sicurezza dei cittadini e nel caso si vadano a ripetere i fatti che hanno determinato la sospensione la licenza potrà essere revocata in via definitiva».

Il discopub: «Problemi burocratici»

La risposta del titolare del locale bresciano? Su Facebook ha scritto: «Per motivi burocratici, l’evento del 16 aprile verrà spostato al 23 aprile. Vi confermiamo anche la presenza dei Dj Nari&milani il 23 aprile. Domani il locale rimarrà chiuso. Scusateci L’inconveniente, ci vediamo 23 aprile con un super party». Chissà se avrà imparato la lezione.

LA NUOVA DI VENEZIA E MESTRE

Alcol e minori, qui si beve meno

I dati dell’Asl 13 confermano il trend positivo sul fronte dell’abuso

DOLO. Al via da stamattina nel territorio dell’Asl 13 una campagna per la prevenzione dell’abuso dell’alcol. Iniziative sono in programma coinvolgendo gli studenti delle scuole superiori a Dolo il 15 e a Mirano il 18 aprile. L’Asl 13 dà qualche dato dopo aver fatto nel corso degli anni diverse indagini: in questo territorio il 42,3% dei ragazzi di 15 anni dichiara di aver bevuto 5 o più bicchieri si bevande alcoliche nell’ultimo anno, il 12,7% di essersi ubriacato almeno due volte nel corso della vita e il 4,3% di essersi ubriacato due o più volte nel corso degli ultimo mese.

Si tratta sottolinea, l’Asl delle percentuali più basse di tutta la Regione dove rispetto al 12,7 % la media è quasi il doppio 21,4%. Per continuare sulla buona strada, l’azienda sanitaria, oggi alle 10.30 a Dolo, all’auditorium dell’istituto "Maria Lazzari", con la partecipazione prevista di oltre 200 studenti degli istituti Galilei, Lazzari e Musatti e lunedì 18 aprile a Mirano, all’auditorium degli istituti scolastici secondari, con la partecipazione di quasi 400 studenti del Majorana-Corner, 8 Marzo-Lorenz, Levi-Ponti, ha organizzato due incontri-dibattito sul tema della sicurezza stradale dedicati alla prevenzione degli incidenti legati all’assunzione dell’alcol. Attraverso filmati, sperimenti pratici e il racconto delle proprie esperienze professionali

e personali, i relatori stimoleranno gli studenti alla partecipazione e alla riflessione critica sui rischi che si corrono sotto effetto di alcool. A spiegare cosa succede quando si è ubriachi guidando ci saranno gli agenti della Polizia Stradale di Mestre .

CORRIERE DI BOLOGNA

Overdose con un mix di droghe e alcol

Morte cerebrale per lo studente di 19 anni Il ragazzo riminese, a Bologna dall’autunno per studiare a Medicina, era stato trovato privo di sensi dai coinquilini venerdì

BOLOGNA - È clinicamente morto P. L., lo studente riminese 19enne che venerdì era stato portato in gravi condizioni all’ospedale Sant’Orsola di Bologna, in seguito ad una sospetta overdose dovuta all’assunzione di un mix di cannabis con alcol e farmaci ansiolitici. I medici hanno avviato la procedura per dichiarare la morte cerebrale del ragazzo, che sarà ufficializzata entro la serata. Il giovane era stato trovato privo di sensi all’ora di pranzo da un coinquilino nell’appartamento che divideva con altri tre studenti in via Berengario da Carpi, zona Murri. Il 19enne era a Bologna dallo scorso autunno per studiare medicina all’università. La Procura aveva aperto un fascicolo a carico di ignoti per reati inerenti lo spaccio, per poter indagare su chi ha ceduto al giovane lo stupefacente. Sulla vicenda era intervenuto il procuratore aggiunto Valter Giovannini: «Con nessun tipo di droga si può ormai scherzare, comprese quelle che ancora vengono definite, secondo me non correttamente, droghe leggere». I primi accertamenti svolti dalla squadra mobile avevano escluso la responsabilità di altre persone nel causare il malore che ha colpito il 19enne. A quanto si apprende, il giovane aveva passato la serata precedente in casa, forse bevendo e fumando qualcosa. Il mattino successivo si sarebbe alzato, per poi tornare nella sua camera dove qualche ora dopo è stato trovato da uno dei coinquilini. Nella stessa stanza sarebbero stati trovati alcuni farmaci ansiolitici a base di benzodiazepine.

UDINETODAY

Contromano in autostrada con tasso di alcol 4 volte superiore al limite

L'episodio si è verificato nelle prime ore di oggi nei pressi dell'uscita di Latisana. Protagonista della vicenda un 49enne friulano.

Contromano in autostrada, per di più ubriaco. È quanto hanno constatato nelle prime ore di oggi gli agenti della Polstrada di Palmanova per quello che riguarda un 49enne friulano. Erano passate da poco le 5 quando gli operatori in servizio di pattuglia, fermi per un posto di controllo sul piazzale di uscita del casello di Latisana, hanno potuto ascoltare il suono prolungato del clacson di un mezzo industriale proveniente da Lignano, in procinto d’imboccare la A4. È bastato un attimo agli agenti per capire che un’auto, probabilmente arrivata nei pressi del casello pochi istanti prima, aveva invertito il senso di marcia e stava ritornando verso Lignano percorrendo contromano la bretella che collega la Regionale 354 al casello.

Saliti a bordo dell’auto di servizio, a sirene spiegate e con i lampeggianti accesi, gli agenti si sono lanciati, sempre contromano, all’inseguimento della vettura. Questa - una Seat Ibiza - mentre in senso contrario percorreva la corsia di sorpasso, è stata evitata all’ultimo istante da due auto provenienti da Lignano. L’abilità degli agenti, che hanno messo a rischio la loro stessa incolumità, ha fatto sì che il mezzo venisse bloccato senza alcuna conseguenza per gli utenti in transito.

A questo punto è emerso che il conducente della Seat Ibiza, residente in un centro del Medio Friuli e protagonista del movimentato episodio, stava guidando in stato d’ebbrezza alcolica, con un tasso di alcol di oltre quattro volte superiore al limite consentito. Nei suoi confronti sono subito scattati i provvedimenti previsti, con l’immediato ritiro della patente di guida, il sequestro del veicolo e la denuncia all’autorità giudiziaria.

PESCARA NEWS 

La Lilt all’Istituto Tecnico ‘Acerbo’ per l'incontro su ‘Fumo, alcol, Hpv nei tumori testa-collo’

 “Chi fuma fino a 15 sigarette al giorno ha 3-4 volte più possibilità di ammalarsi di tumore; per chi fuma più di 15 sigarette al giorno il rischio aumenta di 9-10 volte. Quando si associano fumo e alcol il rischio di contrarre un tumore aumenta di 100 volte. L’unica strada per non ammalarsi è quella di non fumare, non abusare di alcol e fare prevenzione, informarsi, conoscere, fare i controlli e non essere superficiali, ovvero se si hanno dei sintomi, raccontarli al proprio medico per individuare sin dai primi stadi una potenziale malattia”. (*) 

Lo ha detto il professor Claudio Caporale, primario del reparto di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale civile di Pescara, protagonista del terzo incontro con gli studenti dell’Istituto Tecnico ‘Acerbo’ di Pescara, nell’ambito del progetto ‘Sistema Salute’ promosso dalla Lilt, Lega Italiana Lotta ai Tumori-Sezione di Pescara. Al centro del nuovo appuntamento il tema ‘Fumo, Alcol, Hpv nei tumori testa-collo e la Prevenzione Oncologica’ e a incontrare i ragazzi nell’Aula magna della scuola sono stati, con il Presidente Marco Lombardo, Coordinatore della Lilt Abruzzo, e il professor Claudio Caporale, anche la psicologa Stella Mangiocco, la psiconcologa della Lilt Maria Di Domenico, la vicepresidente Lilt Milena Grosoli e la referente progetti scolastici Annamaria Melis.

 “Il Progetto, giunto al settimo anno consecutivo – ha spiegato il Presidente Lombardo – prevede una serie di incontri con i ragazzi coinvolgendo, ogni anno, almeno tre Istituti scolastici superiori e per l’edizione 2016 ricominciamo con l’Istituto ‘Acerbo’ che ha risposto con grande sensibilità alla nostra iniziativa rendendosi disponibile, attraverso la dirigente Annateresa Rocchi, ad avviare una collaborazione formativa con gli studenti. Al centro dell’incontro anche quest’anno abbiamo posto il tema della prevenzione, impartendo delle nozioni basilari su quei corretti stili di vita che permettono di abbattere l’incidenza delle malattie tumorali anche del 30-40 per cento, impedendo, in molti casi, che il cancro insorga. Con la docente Daniela Addari abbiamo individuato due classi, la IC e la ID, che stanno partecipando agli incontri laboratoriali, con i nostri volontari, tra cui psicologi e docenti, incontri che termineranno a maggio con la realizzazione di un prodotto che sarà ideato e confezionato direttamente dai ragazzi i quali sceglieranno, loro stessi, il tema da sviluppare, come già accaduto negli anni scorsi, e che verrà poi presentato a ottobre in occasione della seconda edizione del convegno medico che la Lilt-Pescara sta organizzando”.

 “Fumo, alcol e virus possono essere all’origine di una serie di tumori e purtroppo l’esperienza ci dice che sono molti i giovani che si ammalano – ha spiegato ai ragazzi il professor Caporale -. Con l’alcol non bisogna abusare e l’Istituto Nazionale di Ricerca ci dice che c’è un limite da non superare: se si beve fino a un bicchiere al giorno di vino, non ci sono grossi problemi, un bicchiere di birra va bene, superare quel limite espone a rischi seri. E l’alcol è la droga più diffusa al mondo. Poi, l’infezione da Hpv, il Papilloma virus, sicuramente c’è stata una minore incidenza grazie al vaccino, che però è stato genericamente un flop perché in Italia ci sono ancora troppi retaggi da superare. Il virus del Papilloma può causare lesioni benigne o maligne e nelle mucose può determinare alterazioni che possono portare al cancro. Per individuarlo ci sono due metodi: il pap-test a livello ginecologico, o la visita del cavo orale dall’otorinolaringoiatra. Per me il vaccino è fondamentale, è la nuova frontiera, anche perché vedo troppe giovani, sui 30-35 anni, che non bevono, non fumano, ma sviluppano il cancro del cavo-orale per colpa del papilloma e spesso non sanno neanche di essere state contagiate. In questo senso è fondamentale la tempestività: quando si hanno sintomi, come la difficoltà nella deglutizione, dolori persistenti, un abbassamento della voce, sintomi che non passano entro pochi giorni, occorre rivolgersi al medico”. Il professor Caporale ha poi messo in guardia i ragazzi anche dall’uso delle sigarette elettroniche: “Nella sigaretta elettronica la nicotina c’è, la dipendenza c’è tanto quanto nelle sigarette, prima si pensava che almeno non ci fossero le sostanze cancerogene, e invece la Food and Drug Administration ha effettuato un’indagine e ha scoperto che alcune delle più grandi aziende produttrici comunque inseriscono una percentuale minima di quelle sostanze anche nelle sigarette elettroniche, dunque l’unico modo per prevenire è smettere di fumare”.

(*) Nota: alcol e tabacco rafforzano reciprocamente il proprio potere cancerogeno. Viene sempre consigliato di non fumare e di ridurre il consumo di alcolici. Se si consigliasse di non bere e di fumare moderatamente il risultato sarebbe lo stesso.