Rassegna del 12 Aprile 2016

A cura di Roberto Argenta, Guido Dellagiacoma, Alessandro Sbarbada

 La rassegna stampa di oggi inizia con un gioco.

Si chiama “Trova la differenza”

Si tratta di un’impresa piuttosto difficile, perché occorre conoscere le lingue, ma per fortuna oggi ci si può avvalere dei servizi di traduzione presenti in Rete.

Buon divertimento!

 TROVA LA DIFFERENZA!

 1 - Istituto Australiano contro il cancro

“Even drinking small amounts of alcohol increases your cancer risk. 

The more you drink, the greater the risk.” 

“The type of alcohol you drink doesn’t make any difference. 

Beer, wine and spirits all increase your risk of cancer.”.

 2 - Istituto Francese contro il Cancro

“Aucun seuil de consommation sans risque n’a été identifié, et même une consommation faible ou modérée d’alcool augmente le risque de cancers”

“L’augmentation de risque est significative dès une consommation moyenne d’un verre par jour.”

“Tous les types de boissons alcoolisées ont le même effet Toutes les boissons alcoolisées (bière, vin, champagne, alcools forts…) augmentent le risque de cancers.”

 3 – IARC International Agency for Research on Cancer

“Alcohol consumption is carcinogenic to humans” (Group 1).

“Ethanol in alcoholic beverages is carcinogenic to humans” (Group 1).

“Acetaldehyde associated with the consumption of alcoholic beverages is carcinogenic to humans” (Group 1).

 4 – Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro

“Un bicchiere per la ricerca” per Cantine Aperte 2016: ecco la partnership tra il Movimento Turismo Vino e l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (Airc) 

Acquistando un calice per le degustazioni nelle cantine dello Stivale, gli enoappassionati potranno contribuire alla lotta contro i tumori e sostenere così la raccolta fondi a favore della ricerca oncologica.

  WINENEWS

“Un bicchiere per la ricerca” per Cantine Aperte 2016: ecco la partnership tra il Movimento Turismo Vino e l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (Airc), nell’evento top dell’enoturismo in Italia (28-29 maggio)

Dall’Etna alle Alpi, dalle vigne sul mare a quelle nell’entroterra, quest’anno Cantine Aperte scende in campo in tutta Italia al fianco di Airc con “Un bicchiere per la ricerca”, grazie alla partnership tra il Movimento Turismo Vino (www.movimentoturismovino.it ) e l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (www.airc.it ). Ad annunciarlo oggi a Vinitaly il presidente del Movimento Turismo Vino, Carlo Pietrasanta, e il dg Airc, Niccolò Contucci, alla presenza di Giorgio Barchesi, il “Giorgione” di Gambero Rosso Channel, testimonial di Airc.

E così “Un bicchiere per la ricerca” sarà il claim scelto per l’edizione n. 24 di “Cantine Aperte”, l'evento più importante del Movimento, che anche per il 2016 apre i battenti con un doppio appuntamento all’insegna della cultura del vino: sabato 28 e domenica 29 maggio, acquistando un calice per le degustazioni nelle cantine dello Stivale, gli enoappassionati potranno contribuire alla lotta contro i tumori e sostenere così la raccolta fondi a favore della ricerca oncologica. (*) E come da tradizione, non mancheranno le enoiniziative aperte a tutti, che spazieranno dai tasting ai banchi d’assaggio, dai trekking tra i filari alle visite guidate in cantina, dai pranzi alle cene con il vignaiolo, fino alle proposte all’insegna della musica e dell’arte.

 “Abbiamo voluto fortemente questa nuova collaborazione con Airc - ha detto il presidente del Movimento Turismo Vino, Carlo Pietrasanta - perché siamo convinti che il vino, grazie al suo potenziale attrattivo, possa dare un contributo importante anche sul piano sociale. Cantine Aperte, che da oltre vent’anni richiama migliaia di enoappassionati da tutta Italia, sarà una buona occasione per sostenere la ricerca sul cancro e per sensibilizzare l’opinione pubblica su questo tema”.

Per Niccolò Contucci, direttore generale Airc, “ogni giorno grazie agli oltre 4 milioni e mezzo di sostenitori che hanno scelto di essere al nostro fianco possiamo garantire a circa 5.000 ricercatori di proseguire senza sosta nel loro lavoro, per rendere il cancro sempre più curabile. (**) Insieme ai nostri tradizionali appuntamenti di piazza per noi sono fondamentali anche le tante iniziative che si svolgono sul territorio e che ci consentono di promuovere la missione di Airc presso un pubblico sempre più ampio. Per questo siamo grati al Movimento Turismo del Vino per la collaborazione che ci hanno offerto”.

 (*) Nota: mi è venuta un’idea, da proporre ad AIRC, magari potremmo decidere insieme di condividerla, scrivendo ciascuno una mail a questa meravigliosa Associazione…

Eccola di seguito:

 “Una sigaretta per la ricerca” sarà il claim scelto per l’edizione n. 1 di “Tabaccherie Aperte”: acquistando un pacchetto di sigarette nelle tabaccherie dello Stivale, i nicotinoapassionati potranno contribuire alla lotta contro i tumori e sostenere così la raccolta fondi a favore della ricerca oncologica.

 Che dite, gliela proponiamo?

 (**) Nota: il direttore generale Airc dovebbe preoccuparsi anche affinché sempre meno persone si ammalino di cancro, per esempio spiegando loro che “per la prevenzione del cancro non è consigliabile bere alcolici” (CODICE EUROPEO CONTRO IL CANCRO, punto 6 – dal sito airc.it

http://www.airc.it/prevenzione-tumore/per-tutti/codice-europeo-contro-il-cancro/ 

 WINENEWS

Tutti i numeri del vino italiano di oggi raccontati dall’Osservatorio del Vino di Unione Italiana Vini e Vinitaly, con l’analisi del passato e le tendenze del futuro. E la consapevolezza che dati concreti servono ad essere più competitivi sui mercati

“Sono 25 le aziende, a rappresentare il 20% del fatturato del vino italiano, che hanno aderito al progetto dell’Osservatorio del Vino e grazie a loro dopo almeno 20 anni di discussione siamo riusciti a costruire questo importante strumento, che aiuta le aziende fornendo i dati necessari per una pianificazione dei progetti di marketing più accurata, ma anche le istituzioni, fornendo un adeguato supporto di cifre necessario per prendere le decisioni migliori. Grazie all’Osservatorio del Vino e ai suoi partner potremo essere più puntuali e tempestivi nell’orientare le nostre aziende con dati certi e letture approfondite, per studiare strategie aziendali e attività istituzionali aderenti alle necessità del nostro mondo, con l’obiettivo di affrontare il mercato senza doverlo subire come, purtroppo, ancora in qualche caso avviene. Importante, in tal senso, il nuovo agreement che ci consentirà di essere ancora più efficaci: Verona Fiere, con Vinitaly, entra a pieno titolo tra i partner dell’Osservatorio del Vino. Da un lato, quindi, avremo l’Osservatorio quale primo e unico punto di riferimento istituzionale per la raccolta, l’analisi, il commento e la diffusione dei dati statistici del settore vitivinicolo, sia sul fronte produttivo che su quello dei mercati interno e internazionale. Dall’altro, con Vinitaly, potremo contare su uno strumento di estrema utilità ed efficacia per l’internazionalizzazione delle nostre aziende che avrà a disposizione dati certi per definire le migliori strategie da mettere a disposizione del vigneto Italia”. Così Domenico Zonin presidente dell’Unione Italiana Vini e dell’Osservatorio del Vino, dalla tavola rotonda “Cinquant’anni di vigneti e cantine fotografati dall’Osservatorio del Vino”, di scena oggi a Vinitaly (a Verona fino al 13 aprile, www.vinitaly.com ).

È ufficiale, così, l’accordo di collaborazione tra Vinitaly e l’Osservatorio del Vino promosso da Unione Italiana Vini (che annovera già come partner Ismea, Crea, Wine-management lab Sda Bocconi e Wine Monitor-Nomisma), che guarda con la concretezza dei numeri alle sfide sempre più impegnative specialmente provenienti dai mercati internazionali. “La firma di oggi - sottolinea Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere - costituisce un ulteriore passo in avanti nel gioco di squadra per far crescere il nostro sistema vitivinicolo nazionale. Il premier Renzi ha indicato l’obiettivo di 7,5 miliardi di export nel 2020. Per raggiungerlo, alle aziende del vino servono strumenti sempre nuovi ed efficaci. Vinitaly da 50 anni rappresenta la piattaforma di promozione all’estero per eccellenza. Ma per sviluppare il proprio business servono anche statistiche e dati di mercato sempre aggiornati. L’Osservatorio del Vino promosso da Uiv, in questo senso, costituisce una risposta concreta. E da oggi può contare anche sulla partnership di Vinitaly, aprendo una finestra di monitoraggio permanente sul comparto che ci aiuterà ad orientare le attività e le strategie a favore del vino italiano, con una voce univoca, autorevole ed internazionale”.

 Per Raffaele Borriello, direttore generale Ismea, “questa edizione di Vinitaly deve essere però anche l’occasione per una riflessione e non solo una celebrazione del vino. Va benissimo elogiare la forza dell’export del vino tricolore che, negli ultimi 15 anni, è cresciuto del 120%, ma dobbiamo anche monitorare bene questo fenomeno. Insomma, bisogna tenere alta la guardia. Perché se l’ulteriore exploit di quest’anno è realtà, è reale anche il fatto che è stato raggiunto quasi esclusivamente grazie ad un cambio favorevole. In Cina, poi, solo per fare l’esempio più eclatante - conclude Borriello - Cile e Argentina contano più dell’Italia e questo è davvero un dato curioso se confrontato con la storia e la tradizione che caratterizza la nostra produzione enologica”: 

 Nella tavola rotonda, a tracciare cinquanta anni di storia del vino italiano nei numeri ci ha pensato Fabio Del Bravo di Ismea: “negli anni Sessanta il vino in Italia era ancora un alimento, data la struttura sociale ancora sostanzialmente di impronta contadina. La produzione era in maggioranza non specializzata e la diffusione era prevalentemente locale e basata sullo sfuso. Gli ettari a vigneto nazionali erano 1,138 milioni, per una produzione di 66 milioni di ettolitri. Il consumo pro-capite annuo era di 90 litri e l’export incideva per una percentuale irrisoria di 2,1 milioni di ettolitri. Negli anni Settanta, lo sfuso comincia ad essere sostituito dall’imbottigliato, gli ettari vitati nazionali crescono ancora (a 1,22 milioni), insieme alla produzione che arriva a 72 milioni di ettolitri, e al consumo pro-capite che si attesta sui 94 litri all’anno. L’export comincia a muoversi ed arriva a 12,2 milioni di ettolitri. Negli anni Ottanta - prosegue il ricercatore - s’innesca una controtendenza, che accompagna una nuova strategia di branding e la crescita delle denominazioni: cala la superficie del Vigneto Italia (971.000 ettari) e la quantità di vino prodotta (69 milioni di ettolitri) insieme al consumo pro-capite che scende a 74 litri, mentre l’incidenza dell’export tocca i 14,3 milioni di ettolitri. Il segno inequivocabile che l’Italia del vino stava cambiando rotta. Poi lo scandalo del metanolo ad interrompere questo processo. Gli anni Novanta si possono allora etichettare come gli anni della ricostruzione dell’immagine enoica dell’Italia, e con un ulteriore specializzazione della produzione, con l’obbiettivo della qualità. Gli ettari complessivi arrivano a 836.000, la produzione a 59 milioni di ettolitri, il consumo pro-capite a 56 litri e l’export, in conseguenza della tragedia del metanolo, perde ma non molto (1%). Negli anni 2000, finalmente, l’affermazione. Gli ettari totali a vigneto arrivano a 710.000 per una produzione di 47 milioni di ettolitri, il consumo pro-capite scende a 46 litri ma l’export tocca i 17, 1 milioni di ettolitri. Il focus passa da un’economia di prodotto ad un’economia basata sull’esperienza. Le aziende diventano “fornitori” di emozioni ed esperienze. Oramai a creare valore non concorre solo il prodotto in sé, ma anche l’esperienza che permette all’utente di vivere. Il consumatore è alla ricerca delle emozioni e delle sensazioni che i prodotti possono suscitare. Non si vendono più solamente bottiglie di vino, ma si vende la cultura di quella produzione, la storia e l’immagine dei territori da cui provengono quelle etichette. Il prodotto diventa sempre di più la forma attraverso cui comunicare un messaggio culturale. Ed eccoci alla fotografia attuale del vino italiano - conclude Del Bravo - La superficie vitata nazionale è di 638.000 ettari, la produzione complessiva di 74 milioni di ettolitri. Le cantine sono 50.000, per un fatturato di 12,4 miliardi. Il consumo pro-capite è di 35 litri, ci sono 523 fra Dop e Igp, l’export vale 5,4 miliardi di euro e il suo trend dal 2000 ad oggi è +118%”. 

 Una storia non solo fatta di cifre, ma anche di un incrocio felice tra vitigni di antica coltivazione e territori di grande vocazione. “Sono 504 le varietà di uva da vino iscritte al Registro Nazionale delle Varietà - spiega Diego Tomasi di Crea-Vit - 350 di queste (pari al 70%) vengono annualmente moltiplicate e rese disponibili per il loro allevamento, mentre in Francia, comprese quelle da tavola, sono 324 e in Spagna 238. Per questo l’Italia ha un patrimonio ampelografico inestimabile che, per giunta, è cresciuto continuativamente dal 1970 al 2010 a favore proprie delle varietà tradizionali. Di più, in Italia, la superficie vitata si è dimezzata e si è concentrata nelle aree più vocate dove, grazie all’adozione delle norme sulla commercializzazione dei materiali di moltiplicazione della vite (1969), è possibile monitorare costantemente la composizione e l’evoluzione quali-quantitativa del vigneto Italia. Il gruppo dei vitigni internazionali non ha subito grandi variazioni nell’ultimo trentennio, mentre le varietà nazionali diffuse in più Regioni (Montepulciano, Sangiovese…), e le varietà tipiche di areali ben delimitati (Negroamaro, Corvina, Catarratto….) vedono un utilizzo costante e in alcuni casi crescente. Negli ultimi cinque decenni - prosegue il ricercatore - la richiesta di varietà da parte dei vivaisti, è variata in conseguenza al cambio di preferenze del consumatore che è passato da vini bianchi a vini rossi che oggi coprono oltre il 60% del ventaglio varietale. Nell’ultimo decennio, tuttavia, si sono avuti dei veri e propri fenomeni di tendenza che hanno inciso fortemente sulla produzione di barbatelle di vitigni autoctoni (vedi il caso Glera, Grillo…..) e di alcuni internazionali (vedi Pinot grigio, Chardonnay, Syrah). Con il risultare di invertire la tendenza generale per arrivare all’attuale prevalenza dei vitigni bianchi (57%) sui rossi (43%). Come non era mai capitato, una combinazione di più fattori (sociali, economici, climatici, ambientali, etc.) stanno dando un nuovo indirizzo e stimolo al rinnovo varietale - conclude Tomasi - la piattaforma varietale nazionale è in completa revisione, con trend più forti (Glera, Pinot Grigio, Syrah), il vigneto italiano non segue il trend di quello mondiale (grazie alle sue varietà autoctone), i vitigni a bacca rossa non sono più i preferiti e, infine, le varietà resistenti, che si stanno da pochissimo affacciando sul panorama enologico italiano, hanno bisogno di più tempo per essere accolte e ben utilizzate”. 

 Dal lato del mercato “che i consumi di vino in Italia abbiano intrapreso da diversi decenni una tendenza alla riduzione sostanzialmente ineludibile - afferma Denis Pantini di Wine Monitor Nomisma - è ormai risaputo (*) e i motivi alla base di questo calo sono altrettanto noti. Fino a tutti gli anni Ottanta, il vino ha rappresentato sostanzialmente un alimento (il 37% della popolazione italiana risiedeva nelle aree rurali, oggi meno del 30%). Con la fuga dalle campagne, la “destrutturazione” dei pasti e la riduzione del fabbisogno calorico medio, gli italiani, in particolare le nuove generazioni, hanno progressivamente abbandonato il consumo quotidiano di vino, per spostare le proprie attenzioni sia a bevande diverse ma soprattutto a differenti modalità di consumo dello stesso prodotto. Contestualmente sono cambiati i canali di vendita - prosegue Pantini - la Gdo ha acquisito sempre più peso nel mercato nazionale, l’export è diventato necessario, le imprese si sono prodigate nella vendita diretta e il commercio elettronico è oggi in fase espansiva. Più problematica la ristorazione e, più in generale il canale “on-trade”, sbocco indispensabile per le imprese più piccole e per la vendita dei vini premium che ha perso rilevanza soprattutto negli ultimi anni a causa della recessione economica. Se dal passato si volge uno sguardo al futuro, permangono molte incognite sull’evoluzione dei consumi di vino in Italia - aggiunge il ricercatore - e, di conseguenza, sui cambiamenti nei canali distributivi. Quello che è certo, è che dal punto di vista quantitativo i consumi continueranno a ridursi (**) e, più sicuro ancora, si modificheranno ulteriormente nelle tipologie di prodotti consumati. E i segnali di queste evoluzioni sono facilmente individuabili guardando alle rilevanti differenze che sussistono nelle modalità di consumo tra la generazione dei cosiddetti “Millennials” (fino a 34 anni) rispetto a quella dei “Baby Boomers” (50-65 anni): i primi più orientati a vini leggeri, con preferenza verso gli sparkling, da consumare fuori casa, mixati con altri alcoolici. I secondi ancorati a prodotti da abbinare ai pasti e da consumare soprattutto a casa”.

 (*) Nota: chi studia in modo scientifico l’andamento dei consumi di vino in Italia parla di una “riduzione sostanzialmente ineludibile”.

Dal punto di vista di chi si occupa delle sofferenze conseguenti al bere è una notizia meravigliosa, perché a una riduzione del consumo corrisponde sempre una riduzione dei problemi.

 (**) Nota: possono mandare il Presidente della Repubblica a inaugurare Vinitaly, il Presidente del Consiglio a celebrare il vino, possono mettere tutti i media ad amplificare queste celebrazioni, possono presentare in Parlamento progetti di legge per rendere obbligatorio l’insegnamento della storia del vino nelle scuole elementari e medie, ma… lo sanno bene, e lo ammettono loro stessi: “quello che è certo, è che dal punto di vista quantitativo i consumi continueranno a ridursi”.

Evviva.

 BLITZQUOTIDIANO

Ubriaco, picchia donna che guida: auto si schianta, un morto

TARANTO – Ubriaco, picchia la donna che guida l’auto, e che prima si è fumata della cannabis, lei perde il controllo dell‘auto, che finisce contro un albero: la passeggera seduta dietro, una ragazza di 19 anni, muore sul colpo, il figlio della donna al volante, un bimbo di due anni, resta gravemente ferito e viene ricoverato d’urgenza. E la donna e l’uomo seduti davanti, 20 e 38 anni, vengono arrestati con l’accusa di omicidio stradale. 

E’ successo nella tarda serata di domenica 10 aprile lungo la provinciale 112 che collega Lizzano a Pulsano, in provincia di Taranto. L’Alfa Romeo 156 su cui viaggiavano i quattro è uscita di strada e ha finito la sua corsa contro un albero. Nello schianto la donna sul sedile posteriore è morta sul colpo. Molto grave il bambino seduto al suo fianco.

Racconta Vittorio Ricapito sul quotidiano La Repubblica nell’edizione di Bari:

I quattro avevano appena trascorso la domenica sera in pizzeria, ma nel viaggio di ritorno a casa, a bordo di un’Alfa Romeo 156, è scoppiato un litigio sui sedili anteriori della macchina. Secondo quanto riferiscono i carabinieri, verosimilmente il passeggero ubriaco ha aggredito la ragazza al volante schiaffeggiandola e tirandole i capelli. La donna in corrispondenza di una curva, probabilmente affrontata anche a velocità elevata, ha perso il controllo dell’auto, che è finita fuori strada ribaltandosi. Nella carambola l’auto ha colpito prima il tronco di un albero e poi si è schiantata contro un ulivo.

Nell’impatto la passeggera ventenne che sedeva sul sedile posteriore ha perso la vita sul colpo mentre il bimbo seduto accanto a lei, figlio della conducente, ha riportato lesioni molto gravi. Anche la guidatrice, risultata positiva ai cannabinoidi, è ferita gravemente, mentre l’uomo che era accanto a lei sarà operato: non è in pericolo di vita. Entrambi sono piantonati in ospedale.

 ANSA.IT

Per guida ubriaco la pena è obitorio

In Thailandia, secondo paese al mondo per vittime

Per contrastare l'alto tasso di incidenti stradali, la Thailandia potrebbe spedire ai servizi sociali negli obitori chi verrà sorpreso al volante in stato di ebbrezza, oltre a guidatori che si sono macchiati ripetutamente di violazioni del traffico. Lo hanno annunciato le autorità di Bangkok alla vigilia della settimana di vacanza per il capodanno thailandese, che ogni anno miete centinaia di vittime sulle strade. La misura è stata approvata la scorsa settimana e ribadita ieri da Anurak Amornpetchsathaporn, direttore dei servizi di emergenza all'Ufficio della Sanità pubblica, che ha spiegato come i guidatori spericolati in obitorio "dovrebbero vedere i veri danni fisici e mentali", in modo da "sentire il dolore e schiarirsi le idee". La Thailandia ha il secondo più alto tasso di incidenti stradali al mondo, con 44 vittime ogni 100mila abitanti, contro una media mondiale di 18.

 VALLEDAOSTAGLOCAL

Vicecomandante Vigili urbani ubriaco alla guida farà 60 ore di lavoro in Caritas

Dovrà effettuare 60 ore di attività sociale alla Caritas il vice comandante della polizia locale di Aosta Fulvio Boero, sorpreso dai carabinieri a guidare in stato di ebbrezza nel marzo del 2015.

Lo ha stabilito oggi il giudice di Aosta Marco Tornatore, accogliendo la richiesta dello stesso Boero di 'messa alla prova' in sostituzione di eventuale pena detentiva. Il processo a suo carico è stato così sospeso in attesa dell'udienza fissata per il prossimo 26 novembre nel corso della quale il giudice si potrebbe pronunciare sull'eventuale estinzione del reato.

Boero era stato fermato di notte, in un comune della cintura di Aosta, a seguito di un incidente stradale. L'alcoltest era risultato positivo e la patente gli era stata ritirata.

 MARSALANEWS

Sfiorata la tragedia in un ristorante, un giovane ubriaco accoltella il cameriere

Serata movimenta sabato sera in un noto ristorante del centro storico di Trapani preso di mira da un giovane ubriaco, molesto che, dopo una lite, ritorna ed accoltella un cameriere. Secondo quanto è dato sapere, le indagini sono ancora in corso, il malvivente dell’apparente età di 20 e passa anni, dopo essere caduto dallo scooter su cui stava viaggiando, nei pressi del ristorante, ha iniziato ad inveire, disturbando gli avventori del locale pubblico e per tale motivo un cameriere lo ha invitato ad allontanarsi. Ne è scaturita una violenta colluttazione sedata grazie all’intervento di altre persone.

Dopo un pò, con meditazione, il giovane ubriaco ha fatto irruzione nel ristorante insultando i clienti e scagliando una bottiglia contro il titolare. A quel punto il cameriere, un uomo di 40 anni di cui non pubblichiamo le generalità ha di nuovo affrontato il ragazzo, ma veniva colpito da una coltellata alla testa.

Il dipendente del locale, ferito e sanguinante è stato avviato alle cure dei sanitari del Pronto Soccorso del Sant’Antonio Abate che gli hanno riscontrato e saturato una ferita di 17 centimetri dietro l’orecchio. Dopo aver trascorso la notte in ospedale, domenica mattina è stato dimesso con una prognosi di dieci giorni. Sull’accaduto stanno indagando i Carabinieri per pervenire all’identificazione, e quindi, all’arresto dell’aggressore.

 VARESENEWS

Picchia la madre e le distrugge la casa, arrestato 

L'uomo, a causa della dipendenza dall'alcol, da due anni terrorizzava la donna e la sorella. I carabinieri hanno messo fine al loro calvario

di Orlando Mastrillo

Era la tarda serata di ieri, quando, un pregiudicato 35enne, al culmine dell’ennesimo eccesso d’ira dovuto alla sua dipendenza dall’alcol, ha minacciato di morte la sorella e la madre, colpendo ripetutamente quest’ultima e distruggendole l’abitazione.

I carabinieri della Compagnia di Legnano, allertati dai vicini e prontamente giunti sul posto, hanno raggiunto in breve tempo l’abitazione delle due donne, terrorizzate, ed il violento, in preda all’agitazione e all’alterazione dovuta all’ubriachezza e alle sostanze stupefacenti. L’uomo, alla vista dei militari, li ha aggrediti ingaggiando una colluttazione, ma è stato subito immobilizzato e reso inoffensivo.

Riportata la calma, madre e figlia, rispettivamente di 56 e 32 anni, hanno raccontato una realtà fatta di angherie, minacce e botte mai denunciate, che tolleravano da circa due anni. Violenze che scoppiavano senza apparenti ragioni, quando il figlio era ubriaco.

I Carabinieri hanno posto fine all’incubo: il 35enne, disoccupato e già noto alle forze dell’ordine per reati contro la persona, è stato arrestato ed accompagnato presso la casa circondariale di Busto Arsizio; dovrà rispondere di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale. Per la madre è stato necessario il trasporto in ospedale, dove è stata curata per le contusioni riportate. Ne avrà per 5 giorni.

 GIORNALE DI BRESCIA

Il frigo resta chiuso: dalle 18 stop all'alcol in stazione

Conosce bene i suoi clienti: per questo un negoziante cinese di via Foppa alle 18 in punto di ieri, lunedì 11 aprile, ha messo una catena intorno al frigorifero pieno di birre, in bottiglia e in lattina; e un lenzuolo arancione per coprire gli scaffali con gli alcolici. «Anche se dicessi di no, li prenderebbero lo stesso» ha detto.

È questa una delle conseguenze dell’ordinanza del sindaco di Brescia che vieta la vendita di alcol da asporto in zona stazione dalle 18 alle 6 di mattina; e di qualsiasi bevanda analcolica in bottiglie di vetro.

Nella “zona rossa” ci sarebbero pressoché ogni giorno liti e risse che scoppiano per motivi banali, e che sono quasi sempre alimentate dall’alcol. La zona critica è quella attorno alla stazione ferroviaria: l’incrocio tra via Foppa e via Solferino, viale Stazione. L’ordinanza comprende anche via Corsica, via XX Settembre, via Ugoni. Allontanandosi dalla stazione, però, il clima sembra essere più tranquillo.

Da qui al 12 giugno quindi saranno quindi 70 i negozi e bar tenuti sotto controllo dalla polizia locale, soprattutto con servizi in borghese. Sorvegliata speciale anche l'autostazione.

 CORRIEREDISIENA

Festa studentesca e alcolici al Galilei, è polemica 

Il Movimento 5 Stelle annuncia una interrogazione in consiglio comunale

A lanciare l'interrogativo e la polemica è stato il popolare dj senese Ciccio Minucci, amministratore della discoteca Papillon e speaker di Antenna Radio Esse: "Non sapevo che ora i balli studenteschi si facessero dentro le scuole facendo pagare un biglietto e somministrando alcolici, e poi il problema sono i locali notturni eh... il mondo e' guasto". 

Il riferimento è ad un ballo organizzato al Liceo scientifico Galileo Galilei di Siena ed ad un video (registrato e pubblicato in internet qualche tempo fa) che sta girando sui social network e sui telefonini. A quanto pare, l'iniziativa non si sarebbe limitata soltanto ad una piacevole serata tra compagni di classe, ma avrebbe avuto tutti i crismi di un vero e proprio evento, con una organizzazione simile a quelle delle discoteche con tanto di ingresso (a pagamento) e banchi trasformati in piani-bar con somministrazione di alcolici e super-alcolici. La polemica è cresciuta su Facebook ed il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Michele Pinassi, annuncia una interrogazione al sindaco: "Depositerò proprio oggi una interrogazione per chiedere spiegazioni su come tutto questo sia potuto accadere. Senza voler passare da bacchettone, a quanto pare i tempi sono cambiati, tanto che un luogo deputato allo studio è diventato anche luogo di divertimento, dove gli studenti organizzano feste notturne e dove vengono somministrati soft drink alcolici senza controllo da parte delle autorità”.

Non è comunque la prima volta che il Liceo resta aperto fino a tarda notte per ospitare feste dei propri studenti.

 I-SIENA

Alcol e giovani. La lettera di un padre

Sul suo blog, il Santo, Federico Muzzi pubblica una lettera da padre. Giovani ed alcol, è allarme sociale?

Siena. Difficile girare la testa dall’altra parte, specie in certi casi. Il rapporto tra giovani ed alcol, sta diventando, se non lo è già, un vero e proprio allarme sociale. Dovunque.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera di un padre che affronta il tema:

”Oltre ad essere un blogger, sono un padre. Padre di un ragazzo che frequenta un Liceo senese. Ho molta stima di mio figlio, che fino ad oggi si è dimostrato un ragazzo quadrato. Con mia moglie abbiamo sempre cercato di insegnare ai nostri figli il rispetto per gli altri, l’educazione, insomma cerchiamo di fare bene il nostro lavoro di genitori. Non è sempre facile, perché 16 anni è un’età complicata e gli esempi da non seguire sono molti. Ci aiuta però in tutto questo anche lo sport che fanno i nostri figli, il judo. Che insegna ai ragazzi il rispetto verso gli altri e verso se stessi.

Come dicevo 16 anni sono un’età difficile nella quale i ragazzi non sono nè carne nè pesce, ed hanno voglia di crescere velocemente. La scuola dovrebbe essere un luogo dove i ragazzi imparano, ma anche un luogo dove si insegnano l’educazione e le regole.

Dal punto di vista educativo prettamente didattico, non ho assolutamente niente da contestare al Liceo che frequenta mio figlio, ottimi insegnanti con alti standard di preparazione.

La cosa che invece mi lascia perplesso sono le varie feste che si svolgono al Liceo ogni tanto. Feste che non ho ben capito, se sono auto gestite oppure organizzate insieme al Preside della scuola. Qualcuno dovrà pure dare i permessi per fare questi balli con la scuola aperta fino a tarda notte? Qualcuno dovrà pur controllare cosa fanno i ragazzi che sono per la maggior parte sotto i 18 anni. Chi apre la scuola dopo l’orario? Chi autorizza ad allestire banchini dove i ragazzi possono bere anche super alcolici, birra e quant’altro? Ricordo che la legge parla chiaro sulla vendita e la somministrazione di bevande alcoliche ai minori.

Ho accompagnato personalmente mio figlio a scuola durante queste feste e sono andato a riprenderlo. Non voglio fare il bacchettone, ma mi pare che gli eccessi si sprecano.

Fa bene Michele Pinassi a presentare un’interrogazione su quanto è accaduto, perché la scuola anche fuori orario delle lezioni deve essere un luogo protetto dove lasciare i figli.

Con questo non sono assolutamente contro le feste, ben vengano, la socializzazione fa bene!

Non fanno bene però i super-alcolici e gli alcolici in generale e più che altro chi autorizza queste cose deve far rispettare la legge italiana.

Ho poi una proposta, perché i ragazzi sanno ben poco delle sostanze che introducono nel proprio corpo, dagli alcolici, alle droghe etc. Non sarebbe male metterli a conoscenza di quello che queste sostanze possono causare un bel corso sulle SOSTANZE mi troverebbe favorevole”.

 TARGATOCN

A processo i gestori di una discoteca di Genola: avrebbero venduto alcolici a ragazzi non ancora sedicenni

La vicenda risale al 2012, gli studenti erano accompagnati da un insegnante di religione

Nel febbraio 2012 un gruppetto di ragazzi saviglianesi era andato in una discoteca di Genola. Erano quattro minori e un maggiorenne, ad accompagnarli c'era il professore di religione di una scuola secondaria fossanese. Era stato proprio lui a organizzare la serata e a prenotare un tavolino nel locale, raccogliendo i soldi per il biglietto d'entrata e consumazione. Ma quella sera due ragazzini si erano sentiti male dopo aver bevuto un cocktail alcolico finendo al pronto soccorso.

I quattro gestori del locale sono a processo per aver somministrato alcolici a minori di sedici anni. Gli studenti hanno testimoniato in tribunale: “Si era deciso di andare a ballare con il prof. Siamo entrati nella discoteca in gruppo, dietro di lui, nessuno ci ha chiesto i documenti. Al tavolo abbiamo ordinato gin lemon”. Due di loro non si erano sentiti bene, e usciti fuori dal locale, uno era svenuto. Entrambi avevano dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso.

Anche l'unico maggiorenne del gruppo ha confermato: nessuno aveva chiesto i documenti né prima di entrare né quando fu ordinata la bottiglia di gin.

Il processo è stato rinviato a fine giugno, per sentire i testi della difesa, fra cui dovrebbe esserci anche il professore, e per la discussione.

 4LIVE

Costantini (MGP): “Per l’abuso di alcol e stupefacenti servono più controlli nelle scuole”

“I controlli ci sono ma non bastano. Contro l’abuso di alcol e lo spaccio di stupefacenti nelle scuole, la parola d’ordine è prevenzione” queste le parole di Andrea Costantini, responsabile provinciale dell’MGP (Movimento Giovani Padani) di Forlì Cesena che sollecita “percorsi di sensibilizzazione, controlli a tappeto e un monitoraggio capillare negli istituti superiori del territorio. Obiettivo? Arginare una situazione che rischia di sfuggirci di mano. Oltre allo spaccio di sostanze, specie marijuana, infatti, tra gli studenti minorenni l’alcool la fa da padrone“.

Secondo i dati forniti dall’Ipsad ed Epsad i ragazzi sono sempre più attratti da alcol, cannabis ma anche da droghe pesanti. Lo stesso responsabile del Sert, Edoardo Polidori qualche giorno fa è intervenuto sull’argomento parlando di “troppa indulgenza su bicchieri e canne” e della necessità di “avviare percorsi educativi”.

“Non basta dire ai ragazzi che la cannabis, o l’alcool fanno male, serve maggiore informazione. Per farlo è necessario coinvolgere esperti e forze dell’ordine in cicli di incontri nelle scuole. Per quanto riguarda poi il commercio di alcolici, è necessario effettuare più verifiche anche nella vendita ai minori, con controlli più severi e continuativi”, continua Costantini che poi conclude: “La depenalizzazione dei reati di spaccio e consumo di droghe leggere si sono rivelati strumenti tutt’altro che efficaci. I rischi che queste persone corrono ora, infatti, sono molto più contenuti e in qualche modo giustificano consumatori e spacciatori nel proseguire su questa strada”.

 UMBRIAJOURNAL

Ventenne si sente male, mix di droga e alcol la manda in ospedale

Sul luogo della festa sono arrivati anche i carabinieri, con una pattuglia della compagnia di Città di Castello per cercare di capire cosa fosse accaduto

E’ finita all’ospedale di Città di Castello a soli 21 anni, con il codice di massima urgenza per un’overdose (sembrerebbe) provocata dall’assunzione di un mix di stupefacenti e alcol.

La ragazza sì è sentita male nella notte fra sabato e domenica, quando partecipava a una festa con una comitiva di giovanissimi amici, in un ex capannone affittato nella zona industriale Madonna del Moro di Umbertide. La ventunenne intorno all’una, residente nella zona nord del comune di Perugia ha iniziato a sentirsi molto male, perdendo i sensi.

A dare l’allarme al 118 gli amici. L’ambulanza è giunta nel giro di pochi minuti: ma quando sono arrivati, però, la ragazza aveva già ripreso conoscenza.

I medici, però, hanno deciso di trasportarla con il codice di massima urgenza in ospedale. Il malore della ragazza era legato ad un’overdose da stupefacenti (forse eroina insieme ad altre sostanze unite al troppo alcool) che l’hanno portata a sentirsi male e a svenire. La giovane è stata trasferita nel reparto di terapia intensiva e il suo quadro clinico è andato via via migliorando. Forse potrebbe uscire nelle prossime ore.

Sul luogo della festa sono arrivati anche i carabinieri, con una pattuglia della compagnia di Città di Castello per cercare di capire cosa fosse accaduto. Gli investigatori stanno cercando di capire bene quale sostanza abbia causato l’overdose, individuando anche se ci possano essere responsabilità di terze persone.

 IL TIRRENO

Alcol alla guida, ritirate sette patenti

Pistoia, controlli a tappeto della polizia stradale anche sul fronte delle cinture di sicurezza: 26 contravvenzioni

PISTOIA. Sette conducenti trovati positivi all’alcoltest, per i quali è scattato subito il ritiro della patente per la successiva sospensione. E tra questi, 5 sono anche stati denunciati all’autorità giudiziaria in quanto la quantità di alcol riscontrato nel loro sangue era superiore a 0,8 grammi per litro. Ad uno di loro è stato pure sequestrato il veicolo ai fini della confisca in quanto il test ha evidenziato un valore superiore a 1,5 g/l.

Questi i risultati sul fronte della lotta all'abuso di alcol dell'intensificazione dei servizi di controllo disposti dalla Polizia stradale nella settimana dal 4 al 10 aprile. Le pattuglie in servizio di vigilanza sulla nostra provincia hanno controllato, sottoponendole ad accertamenti con etilometro o precursore, 358 persone.

 Le infrazioni complessivamente contestate sono state 295, con 557 punti decurtati; le patenti di guida ritirate sono state 20, le carte di circolazione 9. Inoltre sono stati prestati 46 soccorsi a conducenti in difficoltà e rilevati 9 incidenti stradali, di cui 6 sulla viabilità autostradale, tutti con soli danni ai veicoli, e 3 sulla viabilità ordinaria, di cui 2 con lesioni per le persone coinvolte.

Nei giorni dal 5 al 7 aprile sono stati eseguiti dei servizi

a tappeto destinati a contrastare il fenomeno del mancato uso delle cinture di sicurezza, in modo tale da prevenire le gravi lesioni che, il mancato rispetto della normativa, isono inevitabili in caso di incidente stradale. In questi tre giorni, sono state elevate 26 contravvenzioni.

 GONEWS

Fa un incidente e scappa: 42enne ubriaco e senza patente alla guida del veicolo

Sabato mattina, alle 7, i carabinieri di Borgo San Lorenzo hanno ricevuto la segnalazione di un incidente stradale in via S.R. 65, località Cafaggiolo. Sul posto erano rimasti i passeggeri dei due veicoli, tutti illesi, mentre il conducente del mezzo che aveva causato l’incidente si era dato alla fuga nei campi. E’ quindi iniziata una caccia al fuggitivo che ha portato fino al suo rintraccio, avvenuto dopo una ventina di minuti a qualche chilometro di distanza dal punto dell’incidente, sulla via panoramica del lago, mentre si nascondeva tra alcune auto in sosta. L’uomo, un marocchino di 42anni, senza fissa dimora e già noto alle forze dell’ordine, è stato bloccato e condotto presso il Comando Compagnia di Borgo San Lorenzo. I carabinieri, nel corso della perquisizione, gli hanno anche trovato addosso due coltelli a serramanico. L’uomo è stato così denunciato per porto abusivo di coltello, guida in stato di ebbrezza alcolica e fuga a seguito di sinistro stradale. L’autovettura è stata sottoposta a fermo ed il suo proprietario è stato sanzionato per l’incauto affidamento del mezzo.

 QUICOSENZA

Cosenza, accoltella una donna al petto. Romeno ubriaco finisce in manette

I carabinieri sono intervenuti ieri sera in via Popilia, nei pressi dell’ex deposito Aci.

I carabinieri di Cosenza hanno arrestato M.I., 57 anni, incensurato di nazionalità rumena per il reato di lesioni pluriaggravate ai danni di una connazionale. E’ stata proprio la vittima, in lacrime, intorno alle 20 di ieri a richiedere l’intervento dei Carabinieri contattando il 112 e segnalando ai militari di essere stata ferita da un vicino di casa, con un coltello da cucina.

I militari hanno soccorso la donna e si sono immediatamente messi alla ricerca dell’uomo che è stato quasi subito rintracciato poco distante dal luogo del ferimento visivamente ubriaco. La vittima è stata portata al pronto soccorso dell’ospedale “Annunziata” di Cosenza per le cure del caso. Inoltre avrebbe raccontato agli inquirenti di non avere alcuna relazione con l’aggressore che l’avrebbe ferita perchè in preda all’alterazione da alcool e a seguito di un diverbio per futili motivi.

Secondo il racconto fornito dalla donna, le ha sferrato una coltellata per il solo fatto di aver trovato la porta della cucina chiusa. Dopo averla sfondata ha afferrato un coltello e l’ha colpita mentre lei era intenta a preparare la cena per il proprio figlio minore. Fortunatamente il colpo l’ha attinta di striscio ad un lato del petto procurandole una ferita lacerocontusa di alcuni centimetri. La successiva perquisizione locale ha permesso di rinvenire il coltello che è stato sottoposto a sequestro. L’uomo, dichiarato in stato di arresto e tenuto presso le camere di sicurezza a disposizione dell’A.G., dovrà ora rispondere del reato di lesioni personali aggravate dall’uso dell’arma e dai futili motivi.