Rassegna del 11 Aprile 2016

A cura di Roberto Argenta, Guido Dellagiacoma, Alessandro Sbarbada

 L’ARENA di Verona

Renzi: «Il vino italiano? Meglio di quello francese»

Molte strette di mano, alcune bordate di fischi e alcune grida "Verdinì ’Verdini" hanno accompagnato il presidente del Consiglio Matteo Renzi in alcune aree di Vinitaly che il premier sta visitando a Verona. Si è trattato di una contestazione messa in atto da alcune decine di giovani visitatori che non ha coinvolto operatori di settore ed espositori. Prima degli appuntamenti del pomeriggio Renzi è ospite a pranzo di un produttore veneto.

«Questo anniversario è bello tondo e come tutti gli anniversari tondi ci spinge a valorizzare le cose straordinarie che sono state fatte. Lo ha osservato il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, una volta giunto nei padiglioni di Verona Fiere, accolto dal presidente Maurizio Danese e dal direttore generale Giovanni Mantovani. «Diciamola tutta - ha proseguito Renzi - la pagina più bella del Vinitaly va ancora scritta come sanno gli imprenditori e le imprenditrici del vino, il momento del ricordo è molto suggestivo, ci sono un sacco di bei momenti da celebrare ma poi bisogna guardare avanti».

 Renzi ha ricordato quindi che «lo Stato ci crede, il ministro Martina è in prima fila in questa direzione. Credo che le prossime sfide che abbiamo di fronte - ha aggiunto Renzi - vedranno questo paese tornare a fare squadra anche sulle questioni dell’agroalimentare. Il nostro obiettivo per il 2020 è raggiungere i 50 miliardi di expo nell’agroalimentare. Eravamo a circa 30 mld di export di prodotti agroalimentari ora siamo a 36,9 mld.

 «Ero già venuto qua nel 2014 - ha ricordato il presidente del Consiglio - eravamo a 4,9 miliardi di export sul vino, avevamo detto che saremmo cresciuti e infatti siamo a circa 5,4 miliardi, il 10 per cento in più in due anni. L’obiettivo per il vino è di arrivare a 7,5 miliardi di export nel 2020». Secondo il premier «Vinitaly ha tutte le condizioni per essere una realtà straordinaria anche nel futuro. Noi ci stiamo lavorando. Per quanto riguarda l’agroalimentare anche gli accordi internazionali con America e Cina vanno nella direzione di un nostro sviluppo. Quindi - ha concluso Renzi - senza tregua avanti tutta. Questo è un settore che produce e garantisce posti di lavoro». (*)

Quindi il premier è stato protagonista di un incontro con Jack Ma, fondatore di Alibaba, il colosso di e-commerce, moderato da Mario Calabresi. «L'Italia negli ultimi venti anni ha perso troppe opportunità», ha detto, «oggi se non scommettiamo sull'innovazione non abbiamo futuro». «Il nostro vino è migliore di quello francese Jack - ha aggiunto Renzi -, quando l'ho detto a Hollande lui mi ha risposto: «ma il mio è più caro» e questo perchè la Francia ha saputo fare sistema, a noi è mancata una strategia comune come Paese ma ora ci siamo. Al lavoro perchè il futuro è meglio del passato».

«Qui ci sono imprenditori molto bravi - ha aggiunto Renzi, sempre rivolto all’ospite cinese - Quando assaggi il loro vino ti inebri. Però è mancata una strategia comune come Paese». «Noi adesso ci siamo - ha proseguito il premier -, e il fatto che ci creda gente come Jack Ma, che ha creato Alibaba, la realtà più importante nel settore dell’e-commerce, è una grande opportunità per voi. Al lavoro perchè il futuro è meglio del passato, però bisogna crederci».

«Occorre che l'Italia esca dal piagnisteo costante. Il mondo vuol bene all'Italia, il popolo che parla peggio degli italiani siamo noi», ha aggiunto il premier. «Smettiamo si piangerci addosso - ha aggiunto - guardate che il futuro sta dalla nostra parte, ma ci vuole anche voglia di metterci in gioco», ad esempio raccogliendo la sfida dell'e-commerce.

Quindi, una riflessione sulla grande distribuzione: «C’è una cosa che noi abbiamo perduto: l’Italia ha delle bellissime catene, organizzate dal punto di vista alimentare, ma sono tutte italiane. Cioè sono chiuse in Italia, mentre i francesi, da Carrefour ad Auchan e tutte le altre, sono andati nel mondo», ha spiegato il premier. «Le medie e piccole aziende - ha aggiunto Renzi - devono essere capaci allora di digitalizzarsi il più velocemente possibile, perchè l’unico modo che hanno per stare sulla competizione globale è il digitale».

In chiusura, il riferimento alle polemiche innescate dall'attacco di Salvini al capo dello stato Mattarella, dopo che ieri al Vinitaly aveva parlato della necessità del superamento delle frontiere: «Le polemiche di ieri e le accuse nei confronti del Presidente della Repubblica sono a mio avviso qualcosa di meschino. La frase che ha detto ieri il presidente Mattarella è sacrosanta. Il presidente della Repubblica - ha aggiunto - rappresenta tutti gli italiani e cogliere ogni considerazione per fare polemica ci differenzia dagli altri».

 (*) Nota: su questa dichiarazione, nessuno può contestare Matteo Renzi, nemmeno il suo più acerrimo avversario politico.

Il settore del vino produce posti di lavoro, soprattutto se consideriamo anche l’indotto: pensate ai sommelier, ai carrozzieri, ai giornalisti enogastronomici e a quelli di cronaca nera, pensate a quanti italiani lavorano nel produrre tappi di sughero, sedie a rotelle, bottiglie di vetro, farmaci chemioterapici…

 AGI.IT

Vinitaly: Codacons critica il premier Renzi. Nessun riferimento alle vittime dell'alcol, 40 mila ogni anno

Alcol prima causa di morte tra gli under 24 in Italia, Renzi lo sa? 

 (Codacons) - Non è possibile esaltare il vino e le produzioni italiane senza ricordare gli effetti pericolosi per la salute e, soprattutto, le tante vittime che l’alcol determina nel nostro paese. Lo afferma il Codacons, muovendo critiche al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che ha parlato oggi a “Vinitaly”.

“Giusto premiare le produzioni italiane e sottolineare la qualità dei nostri vini e del “made in Italy”, ma l’argomento vino non può mai essere separato dalla questione sanitaria – spiega il presidente Carlo Rienzi – Gli ultimi numeri ufficiali ci dicono che in Italia l’alcol è la prima causa di morte e disabilità tra gli under 24, mentre i decessi legati direttamente o indirettamente al consumo di alcol sono stimati tra i 30 mila e i 40 mila ogni anno. 8,2 milioni di persone nel nostro paese hanno superato i limiti del consumo abituale oltre i quali si rischia di incorrere in problemi di salute, e 800mila minori sono a tutti gli effetti “bevitori” – prosegue Rienzi – Di fronte a questi numeri, riteniamo sia un dovere ricordare sempre, e a maggior ragione nelle occasioni ufficiali dove sono coinvolti rappresentanti delle istituzioni, le conseguenze del consumo di alcol per la salute umana”.

 RAINEWS 10 aprile 2016

Mattarella inaugura Vinitaly: "Il destino dell'Italia è il superamento delle frontiere" 

L'obiettivo cui mirare per avere successo è "agire come una squadra coesa" che unisce pubblico e privato e si muove in Europa come in casa propria - ha detto il Capo dello Stato - La qualità italiana può diventare traino e traguardo

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Mattarella-il-boom-export-conferma-che-destino-italia-superamento-delle-frontiere-ff977a27-073c-46bc-9a5c-e53e2200cfe3.html 

Il destino dell'Italia è legato al superamento delle frontiere non al loro ripristino. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, aprendo Vinitaly a Verona. "Da prodotto antico a chiave di modernità: un esempio di valorizzazione di assetti esistenti che si è rivelato risorsa preziosa anche nelle fasi più dure della crisi. Il risultato è stato un successo parimenti nell'export. I numeri che, in questa giornata, sono stati ricordati ne sono testimonianza" ha sottolineato Mattarella, per il quale questo esempio "conferma di come il destino dell'Italia sia legato al superamento delle frontiere e non al loro ripristino". "Potete essere orgogliosi di questa storia, che avete contribuito a costruire con il progredire di Vinitaly" ha sottolineato. L'obiettivo cui mirare per avere successo è "agire come una squadra coesa" che unisce pubblico e privato e si muove in Europa come in casa propria - ha detto ancora il Capo dello Stato - La qualità italiana può diventare traino e traguardo: in questo modo, i nostri prodotti agiranno da termine di paragone e varranno sempre di più. Questo ci darà maggior forza anche nella giusta lotta alla contraffazione e nella tutela del made in Italy. Un modello italiano di gestione che, sorretto da una ricerca e da una produzione industriale dei mezzi di raccolta, trasformazione e conservazione di alto livello, puo' imporsi maggiormente sul mercato internazionale, in analogia ad altri comparti del settore cibo e bevande".

"Il vino è società" 

Tanti giovani "sono entrati nel settore portando competenze, entusiasmo e tecniche innovative: è importante condividere e trasmettere conoscenze con generosità, perché le nuove generazioni possano partire equipaggiate verso l'avventura della vita". Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. "Tante donne - ha sottolineato - sono imprenditrici e, opportunamente, Vinitaly ha deciso di accendere i riflettori su questa dinamica realtà. Tanti nuovi lavori, non soltanto hobby e conoscenze diffuse, si sono sviluppati attorno al vino di qualità. E ci sono - tengo a ricordarlo - belle esperienze di imprese in cui operano giovani disabili". "Vi sono - ha sottolineato Mattarella - autentiche rivincite della legalità, che hanno il nome dei vini prodotti nelle terre confiscate alla mafia". 

Decisivo sviluppare strategie educazione alimentare 

E' decisivo sviluppare strategie di educazione alimentare, spingere al consumo consapevole, spiegare la cultura vinicola del nostro Paese: è come la buona musica, si apprezza meglio se la si conosce di più". (*) Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo alla cerimonia inaugurale della 50ª edizione di Vinitaly. "Il buon vino chiama la buona alimentazione. La qualità ha a che fare con la salute - ha aggiunto - E' bene ricordare che ciò che fa bene all'uomo, che lo nutre meglio, è quasi sempre ciò che rispetta maggiormente e valorizza l'ambiente". (**)

 (*) Nota: il problema è che se aumenti la conoscenza sul vino, divieni consapevole che per la tua salute la scelta più sicura è non consumarne affatto.

 (**) Nota: industrie inquinante possono sfornare alimenti utili per la salute, esistono funghi e serpenti che rispettano e valorizzano l’ambiente, ma possono uccidere. Purtroppo il vino, quello buono e quello cattivo, contiene il tossico e cancerogeno alcol etilico, in grande quantità.

 Vi invito a leggere con molta attenzione il prossimo articolo, l’unico a dire la verità sulla crisi del vino, tra tante menzogne ed ipocrisie con cui ci stanno bombardando, nei giorni di Vinitaly. 

Vi troverete il senso del titolo che Baraldi e Sbarbada hanno voluto dare al loro libro “Bianco e rosso al verde” (dove per bianco e rosso, naturalmente, ci si riferisce al vino bianco e al vino rosso).

 WINENEWS

Il futuro del vino, o forse la sua stessa sopravvivenza, passa per la cultura, come raccontano dall’incontro “Conoscere per sapere ... Il vino come istruzione e cultura”, di scena a Vinitaly, il professor Mario Fregoni ed Angelo Gaja

Il futuro, o forse addirittura la stessa sopravvivenza, del vino italiano (*), passa per la cultura, intesa come legame tra mondo enoico consumatori, specie i più giovani, quei Millennials che in Usa rappresentano una solida realtà, e nel Belpaese, al contrario, una generazione particolarmente ostica. Da riconquistare coinvolgendola, come è negli obiettivi di Co. N. Vi Consulta del Vino Italiano, l’aggregazione di 15 diverse associazioni del mondo enoico (Agivi, Ais, Aspi, Donne del Vino, Cervin, Conaf, Donne della Vite, Fisar, Fivi, Movimento Turismo Vino, Oicce, Slow Food Italia, Sive, Onav, Vinarius), che supera gli interessi particolari per promuovere la cultura del vino, a partire dalle scuole. (**)

“Il percorso intrapreso vuole riavvicinare i giovani al consumo del vino, con consapevolezza, perché c’è la necessita di parlarne - spiega il coordinatore di Co. N. Vi. Vito Intini all’incontro “Conoscere per sapere ... Il vino come istruzione e cultura”, di scena a Vinitaly - seguendo il fil rouge della nostra storia e della nostra cultura, anche promuovendo il vino nelle scuole, raccontando cos’e realmente, da dove viene, quanto il passato sia legato con questa bevanda”. Che il terreno sia ormai fertile, e che ci sia sempre maggiore sensibilità, lo dimostra anche il fatto che ci siano ben “due proposte di legge in tal senso, una dell’Onorevole Sani, che si rivolge agli Istituti Professionali, ed una del Senatore Stefano, che renderebbe obbligatorio l’insegnamento del vino in ogni scuola di ordine e gradi: la nostra idea - continua Intini - è quella di unire i progetti, l’obbligatorietà lascia qualche dubbio, ma abbiamo già ottenuto una grande disponibilità. Vogliamo ottenere un risultato, non intestarci qualcosa, l’importante e che ne esca qualcosa di buono per il mondo del vino”. (***)

Prima che sia troppo tardi, viene da dire, perché, come ricorda il professor Mario Fregoni, ordinario di Viticoltura presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, “la cultura del vino è come una pianta di vite, che nasce, cresce, si alleva, produce, ma poi declina, e può anche morire. Noi, ad esempio, abbiamo perso la cultura etrusca. Ma da chi abbiamo ereditato la cultura del vino, e chi ne e depositario? Pensiamo davvero che questa società sia eterna? La viticoltura, classicamente, nasce 10.000 anni fa, con Noè che pianta la vite sul monte Ararat, per poi arrivare in Israele, dove nasce Cristo, e da lì inizia un’altra storia. La viticoltura e l’enologia - spiega ancora il professor Fregoni - sono state diffuse dai Greci nel bacino del Mediterraneo, ma si sta esaurendo, ed una botta importante gliela daranno i cambiamenti climatici che, secondo gli studi più recenti, uccideranno il 78% della viticoltura. Che si è spostata sempre da Oriente ad Occidente, dai Romani all’800.

Nel 1492 Colombo scopre l’America, e porta anche la viticultura in America: del resto, l’America, così come l’Asia, non hanno varietà da vino, hanno piantato quelle europee. Ma facciamo davvero di tutto per salvaguardarla? Io non credo. Avevamo 10 milioni di ettari di vigneto nel mondo, oggi sono 7,5 milioni di ettari, e li abbiamo persi tutti noi europei. L’Italia, che aveva 3,5 milioni di ettari un secolo fa, oggi ne ha 650.000, negli ultimi dieci anni abbiamo perso 8.500 ettari vitati l’anno, e da noi i consumi crollano: 37 litri pro capite contro i 120 di qualche decennio fa. (****) In Europa - continua l’Ordinario di Viticoltura della Cattolica di Piacenza - nessuno si preoccupa, prevale l’economia nordica, ma il pericolo reale alle porte è la perdita della cultura latina, che sta soccombendo a quella anglosassone, dove, ad esempio, del terroir non gliene importa niente a nessuno, la varietà è ciò che conta. Siamo su una strada, per diversi motivi, economici, storici e quant’altro, che rischia di farci perdere la civiltà del vino. Noi perderemo lentamente la cultura del vino - conclude Fregoni - e per evitarlo bisogna reagire, ad esempio dotandoci di una rivista scientifica, che non abbiamo. Ho anche dei dubbi sull’insegnamento della cultura enoica nelle scuole: chi se ne farebbe carico? Noi non abbiamo una laurea sulla storia e la cultura del vino e della sua sensorialità, attraverso la quale formare i professori del futuro.

Una cosa del genere esiste in Borgogna, una cattedra che fa esclusivamente cultura, dovremmo pensarci anche noi”.

 A fare il quadro del panorama all’interno del quale va necessariamente inserita ogni discussione sulla cultura enoica, è uno dei massimi produttori del Belpaese, Angelo Gaja. “L’economia vitivinicola italiana conta su 8 miliardi di fondi pubblici, portandosi dietro un enorme apparato burocratico, speriamo che il Testo Unico ci aiuti in questo: Einaudi - racconta Gaja - diceva che il denaro pubblico è più prezioso di quello privato. Nel mondo del vino ci sono funzioni diversi: gli affinatori, i commercianti, gli industriali, gli imbottigliatori, le cantine sociali e infine gli artigiani, ed è da loro che bisogna ripartire. Mi è successo spesso sentir dire che per uscire dalle crisi ci vogliono ricerca, innovazione e tecnologia, mentre gli artigiani camminano in direzione ostinata e contraria, come avrebbe detto De André. Non perché piccolo sia bello, ma perché piccolo è utile, cosi come pensare diversamente dalla massa. Come racconta il successo del vino naturale, che ha dato l’impulso, comunque la si veda, ad un approccio diverso alla vite, con indipendenza di pensiero. Come ha fatto chi ha sfidato climi e territori ostili. Del resto, il vino è capace come nessun altro prodotto alimentare di viaggiare nello spazio e nel tempo, è la bevanda culturale d’eccellenza frutto del genius loci. E proprio il territorio - continua Gaja - è diventata la parola magica, tutti lavorano per il territorio, facendo crescere l’enoturismo e portando a conoscenza la ricchezza delle province e dei loro prodotti. Il vino ha una forza enorme, che travalica lo spazio e la storia, alimentato proprio dai piccoli produttori”.

 Ma quali sono i punti sensibili da affrontare? È ancora Gaja a metterli in fila. Innanzitutto, “la gestione politicizzata, perché la politica pensa più al turismo che al vino, non capendo certe dinamiche: ad esempio, continuano a dirci di piantare solo varietà autoctone, ma non ha senso, anche le varietà internazionali fanno parte del nostro patrimonio, e contribuiscono alla grandezza dei nostri vini. Così come il vino in piazza nelle feste, va saputo approcciare e servire, con responsabilità”. E ancora, i media che, “per Umberto Eco contribuiscono alla falsificazione della comunicazione, spesso usati come strumenti di potere”. Un altro passaggio fondamentale, ribadito in più occasioni, è stato il 1986: “quella dell’etanolo è una frode che abbiamo sopportato per anni, con la frode commerciale cresciuta in modo pauroso. Poi l’Italia e uscita dall’inferno, rigenerandosi e ripulendosi, e cambiando la propria filosofia: non lavorare sulla leva del prezzo, ma della conquista dei mercati esteri”. Altro momento di svolta, sempre in senso negativo, è stata la crisi del 2009, “ con il blocco del mercato estero, da dove ad un certo punto non arrivavano ordini. E adesso dobbiamo fare i conti con il cambiamento climatico: può ostacolare la produzione, dobbiamo pensare a come operare per superarlo. Con la conoscenza e la sperimentazione”. Infine, qualche risorsa: “a partire dal marketing, che è ormai il terzo settore della viticoltura, ed è fondamentale. Ma per crescere davvero ci vogliono più inglese, più lettura e meno televisione”.

 (*) Nota: mentre tutti i potenti, amplificati dai media, celebrano i trionfi del vino italiano, nella sala di fianco le persone che conoscono la realtà del crollo verticale dei consumi interni si chiede se il vino in Italia sopravviverà. 

 (**) Nota: sono così disperati che stanno prendendo di mira i bambini, già nelle scuole, per farne i consumatori di domani.

 (***) Nota: non importa che ne esca qualcosa di buono per i bambini e per i ragazzi, “l’importante è che ne esca qualcosa di buono per il mondo del vino”.

 (****) Nota: siamo scesi ancora, attualmente stiamo sui 33 litri pro capite.

 MET.PROVINCIA.FI.IT

Alcol: incontro aperto alla cittadinanza all'Ospedale San Jacopo di Pistoia intervengono esperti locali e regionali

Dati ultima relazione sanitaria: bevono più le femmine che dei maschi, nel 2015 seguiti 360 pazienti nella provincia di Pistoia

Promosso dalle Associazioni di Volontariato ACAT (Associazione Club alcologici territoriali) e Solidarietà e Rinnovamento in collaborazione con AUSL Toscana Centro ed organizzato dal Punto Unico –che raggruppa associazioni di volontariato-, domani martedi 12 aprile dalle ore 9 alle ore 13 si svolge un incontro aperto alla cittadinanza su “Salute mentale e alcol”.

L’incontro, si svolgerà nella sede del Punto Unico al piano terra del presidio ospedaliero San Jacopo di Pistoia e interverranno insieme al responsabile del Sert pistoiese dottor Fabrizio Fagni, la responsabile dell’equipé alcologica dottoressa Graziella Soluri e la psichiatra del centro di salute mentale dottoressa Chiara Traverso.

Porteranno il loro contributo la responsabile del centro Alcologico regionale la dottoressa Valentina Patussi e la psicologa del centro alcologico regionale dottoressa Tiziana Fanucchi. Modera la volontaria Isa Vannucchi.

L’anno scorso il SERT ha seguito 360 pazienti che presentavano una problematica di dipendenza da alcol. L’intervento è a carattere multidisciplinare ed è quindi integrato tra il medico, lo psicologo e, se necessario, viene attivato anche il servizio sociale.

All’occorrenza viene fornito anche un sostegno alla famiglia.

Il SERT collabora con l’ACAT e l’Associazione Alcolisti anonimi e organizza periodici incontri di “educazione alcologica” a carattere preventivo e di sensibilizzazione.

Nelle situazioni più complicate sono possibili inserimenti in strutture residenziali.

L’alcol ha assunto un’importanza sempre maggiore soprattutto per le conseguenze che l’uso eccessivo di bevande alcoliche può avere sui consumatori (e sui giovani in particolare), tanto da rappresentare un grave pericolo per la salute individuale e collettiva.

Il consumo di bevande alcoliche è responsabile o aumenta il rischio dell’insorgenza di numerose patologie: cirrosi epatica, pancreatite, tumori, epilessia, disfunzioni sessuali, demenza, ansia e depressione. L’alcol è, inoltre, responsabile di molti danni indiretti (i cosiddetti danni alcol-correlati) quali: comportamenti sessuali a rischio, incidenti stradali, infortuni sul lavoro e episodi di violenza.

In Toscana la percentuale di persone intervistate che, nel mese precedente l’intervista, riferisce di aver bevuto almeno una unità di bevanda alcolica (pari ad una lattina di birra o un bicchiere di vino o un bicchierino di liquore) è risultata del 57%. Complessivamente quasi il 17% degli intervistati può essere ritenuto un consumatore a rischio (consumo fuori pasto e/o consumo abituale elevato e/o “binge”).

Circa il 7% della popolazione riferisce di aver bevuto nell’ultimo mese prevalentemente o solo fuori pasto. Circa l’8% è un bevitore “binge” (ha bevuto cioè nell’ultimo mese 5 o più unità alcoliche per gli uomini o 4 o più per le donne in una singola occasione).

Il 5,5% del campione può essere considerato un forte consumatore abituale (più di 2 unità alcoliche medie giornaliere per gli uomini; più di 1 unità alcolica media giornaliera per le donne).

Nella provincia pistoiese, secondo i dati forniti dall’ultima Relazione Sanitaria, i bevitori a rischio sono del tutto in linea con la media regionale nel sesso maschile, mentre la percentuale relativa alle femmine è superiore a quella media toscana; quattro su dieci gli adolescenti maschi con esperienze di Binge drinking (in linea con la media regionale), una su quattro le adolescenti (al di sotto della media regionale); le bevitrici a rischio sono, quindi, forti bevitrici o bevitrici fuori pasto.

 GIORNALE DI BRESCIA

Festa studentesca alcolica: finisce in ospedale a 14 anni

Prima è capitato a un ragazzino di 14 anni: qualche drink in compagnia, un malore a fine serata, il ricovero a Desenzano col tasso di alcol nel sangue pari a 2 microgrammi per litro. 

Poi è toccato a una sedicenne, finita in ospedale per una grave intossicazione etilica dopo una festa di compleanno con altri coetanei.

In entrambi i casi, il teatro delle bevute è stato un locale di Lonato per cui ora la Polizia chiede la sospensione delle attività. Non solo, il titolare è indagato per avere dato da bere al quattordicenne, come previsto dall’articolo 689 del codice penale.

 IL MATTINO DI PADOVA

Rumena ubriaca al volante con un tasso record di alcol

Record di sbronza per una donna fermata dai vigili alla guida della sua auto, appena uscita da un bar 

SAN GIORGIO DELLE PERTICHE. Record di sbronza per una donna fermata giovedì dai vigili alla guida della sua auto, appena uscita da un bar di Cavino: 2,85 g/l di tasso alcolemico rilevato, quasi sei volte superiore limite consentito dalla legge di 0,5 g/l. «È il valore più alto mai riscontrato dalla Polizia Locale del Camposampierese in una donna. L'intervento preventivo dei nostri agenti ha scongiurato

il concreto rischio di incidente, con grave pericolo per l'incolumità di tutti» ha spiegato il comandante Walter Marcato. La donna, rumena residente a Campodarsego, era talmente ubriaca da non riuscire a sottoporsi al secondo alcoltest. Portata all’ospedale e poi denunciata.

 CORRIEREADRIATICO.IT

Senigallia, vandali sul lungomare

Le denunce: "Sono le notti dell'alcol"

SENIGALLIA - Ancora una scorribanda, ancora danni, ancora un campanello di allarme sulle notti brave di gruppi di persone che eccedono poi con l'alcol. 

Vandali sul lungomare Italia a Marzocca sabato notte, dove è stata rotta una fioriera sul marciapiede nei pressi del ristorante La Madonnina del Pescatore. “Ci sono sabati di alcol”, lo sfogo di una ristoratrice su Facebook che, rivolta all’autore del gesto, aggiunge: “La forza usala diversamente. Ti senti bene stamattina?”. A Scapezzano invece una senigalliese ha trovato la macchina in sosta danneggiata nei paraggi della scuola elementare. 

 NURSE24.IT

Prevenzione alcolica a Potenza: iniziativa dell’Asl

I Servizi per le Dipendenze dell’ASL di Potenza si rivolgono alla popolazione della Provincia di Potenza, costituita da circa 376.000 abitanti residenti in 100 Comuni.

POTENZA. Aprile è il mese mondiale dedicato alla prevenzione Alcologica, conoscere ed evitare le conseguenze derivanti dall’uso di sostanze alcoliche, informando e discutendo dell’alcol come problema. L’Azienda Sanitaria Locale di Potenza, come ogni anno, metterà in atto tutta una serie di iniziative rivolte alla prevenzione dei problemi alcol correlati, queste attività vengono realizzate dai Servizi per le Dipendenze (Ser.D) e dal Centro di Riabilitazione Alcologica, i cui operatori quotidianamente sono al servizio dell’utenza.

I Servizi per le Dipendenze dell’ASL di Potenza si rivolgono alla popolazione della Provincia di Potenza, costituita da circa 376.000 abitanti residenti in 100 Comuni. I Servizi, oltre alle attività istituzionali di cura, riabilitazione e prevenzione delle dipendenze patologiche, si prefiggono lo scopo di rappresentare un punto di riferimento individuale e familiare per i cittadini con problematiche alcolcorrelate, questo grazie a personale dedicato e con una formazione specifica in continuo aggiornamento. Nello specifico questi sono rappresentati dai quattro Ser.D., Potenza, Melfi, Villa d’Agri e Lagonegro, e dal Centro di Riabilitazione Alcologica di Chiaromonte.

Gli obiettivi e le attività dei Ser.D. e del CRA riguardano sia l’attuazione di interventi di cura e riabilitazione calibrati sulle problematiche e sui bisogni specifici di ciascun utente alcolista (*) che lo svolgimento di attività di prevenzione primaria finalizzata al contrasto dell’alcolismo. Tra queste attività, volendo menzionare soltanto quelle più significative in corso di svolgimento ed in linea con quanto indicato in merito dalla Regione Basilicata, ricordiamo per la prevenzione in ambito scolastico: ”Cosa c’è dentro la bottiglia?” messo in atto dal Ser.D. di Villa d’Agri,; ancora “Bevi la vita!” svolto dal Ser.D. di Lagonegro e dal CRA di Chiaromonte; “Adolescenti a Rischio…” ad opera degli operatori del Ser.D. di Melfi; infine “Porte aperte alla sobrietà”, sviluppato dal Ser.D. di Potenza. Tutti questi progetti hanno la finalità di portare gli adolescenti ad un adeguato livello conoscitivo sui rischi legati all’uso di alcol favorendo un loro consapevole protagonismo al fine di promuovere e valorizzare le loro abilità personali acquisite (“life skill”) e le loro capacità in termini di stima ed autotutela della salute. Per la prevenzione verso la popolazione generale citiamo le attività svolte attraverso incontri negli ambiti aggregativi di Associazioni o in luoghi di aggregazione predisposti con la collaborazione dei Comuni: il progetto “la mongolfiera”, per quanto riguarda l’ambito del Ser.D. di Villa d’Agri, ancora “Le giornate di prevenzione alcologica” e “Gli Open Day”, ad opera degli operatori del CRA di Chiaromonte, infine “Gli Open Day” al SerD. Di Potenza. Tutte queste attività hanno creato i presupposti (con incontri frontali ed anche interattivi con letture di brani e proiezioni video) per interessare anche gli adulti sia sugli aspetti informativi-preventivi sull’alcol, sia sul coinvolgimento del loro ruolo formativo in ambito giovanile. Tutte le attività di prevenzione dei Ser.D. e del CRA di Chiaromonte dell’ASP di Potenza sono state completate dalla continua collaborazione, in una ottica di “rete dei servizi” con le Associazioni di Volontariato di settore (Club Alcologici Territoriali e Alcolisti Anonimi), con le Strutture del Privato Sociale, ancora con le Istituzioni e con gli Enti Locali.

 (*) Nota: se chi si occupa delle mie problematiche mi vede come un “utente alcolista” a me viene voglia di andare a bere.

Meglio sarebbe parlare di persone e di famiglie che stanno vivendo una sofferenza.

 TIBURNO.TV

Subiaco - Sotto l'effetto di alcol e droga forza un posto di blocco, carabiniere ferito

All'altezza del posto di blocco, ha cercato di eludere il controllo con una manovra azzardata. Dopo un breve inseguimento, una volta raggiunto dai carabinieri è iniziata una colluttazione dove sono volati calci e pugni. Un carabiniere è finito in ospedale con una prognosi di 7 giorni.

 Il fatto è accaduto nella corso della notte tra sabato 9 e domenica 10 aprile quando i carabinieri dell’Aliquota radiomobile della compagnia di Subiaco hanno tratto in arresto per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale C. G., 23enne, residente a Roiate, già noto alle forze dell'ordine.

Il giovane a bordo della propria autovettura, alla vista dei militari intenti ad eseguire un posto di blocco alla circolazione stradale, con una manovra repentina tentava eludere il controllo. Inseguito e raggiunto dagli operanti, l’uomo li aggrediva a calci e pugni, venendo comunque bloccato dopo breve ma violenta colluttazione.

Un brigadiere è stato medicato per lesioni guaribili in 7 giorni. Il 23enne portato al pronto soccorso dell’ospedale di Subiaco è risultato positivo agli accertamenti per l’uso di alcol, cocaina e cannabinoli. L’arrestato è in attesa di essere giudicato con rito direttissimo.

 FIRENZETODAY.IT

Via di Macci: aggredito perché rispetta l'ordinanza anti alcol

Il titolare di un minimarket si era rifiutato di vendere alcolici: in tre lo hanno colpito, rubandogli delle birre (*)

Gli hanno chiesto delle birre, ma erano passate le 21 e il titolare di un minimarket di via di Macci si è rifiutato di vendergliele, come impone l'ordinanza comunale anti alcol.

Come risposta tre persone, di origine nordafricana, lo hanno colpito con al volto, si sono presi due birre dal frigo e se ne sono andate. La vittima è un uomo di origini bengalesi di 38 anni. Sul posto è intervenuta la polizia.

 (*) Nota: così come a volte in questa rassegna documentiamo e critichiamo gli esercenti che non rispettano le leggi su vendita e somministrazione di bevande alcoliche, allo stesso modo è opportuno mettere in risalto come in alcuni frangenti, di fronte a persone alterate ed aggressive, possa essere difficile e pericoloso applicare il Codice.

 IRPINIANEWS.IT

Anziano alla guida: rifiuta alcol test, denuncia e patente ritirata

Nel weekend appena trascorso, i Carabinieri della Compagnia di Montella, su disposizione del Comando Provinciale di Avellino, hanno intensificato i controlli sia sulle principali arterie del territorio di competenza sia laddove sono presenti locali che attirano un maggior numero di persone.

In particolare i controlli hanno riguardato la circolazione stradale: a Montella, i mirati controlli posti in essere hanno permesso di deferire un 35enne ed un 28enne che si erano messi alla guida con tasso alcolemico pari al doppio del limite massimo consentito.

A Volturara Irpina un 63enne, invece, rifiutava di sottoporsi agli accertamenti etilometrici e, alla luce della evidente sintomatologia, veniva denunciato in stato per il rifiuto opposto.

Per tutti, oltre alla denuncia in stato di libertà, è scattato il ritiro della patente.

 DIREGIOVANI.IT

Newcastle: la città inglese con il numero più alto di donne ubriache

Roma – Non avrete avuto bisogno di guardare Geordie Shore, per sapere che Newcastle è una delle città più festaiole d’Inghilterra. La reputazione festaiola della città, rivela però, anche un pericoloso retroscena. Una nuova ricerca ha rivelato che la Northumbria Police – che si occupa di controllare e monitorare la città – rilascia più molte per disturbo della quiete pubblica alle donne, di qualsiasi altra città del Paese.

Lo studio, pubblicato sul Sunday People, mostra che il numero di multe rilasciate negli ultimi sei anni, dovute all’ubriachezza molesta di numerose donne, ammonta a 4.629, portando la città al primo posto, seguita dal Lancashire, 3.596 e dal Merseyside, 3.410. Le statistiche, sono state effettuate dopo l’avvertimento da parte di un esperto di alcool, sul fatto che, soprattutto le donne, possono essere soggette al fenomeno del binge drinking. Jackie Ballard, capo esecutivo dell’Alcohol Concern, in un’intervista per il Sunday People ha detto :”Bisogna che la società superi l’idea che bere fino all’eccesso equivalga ad una forma di divertimento. Per fare questo, bisogna diminuire la grande disponibilità di queste bevande e incoraggiare i pub e i club ad offrire interessanti alternative non alcoliche.”

 GIORNALE DI SICILIA

Droga e alcol a fiumi, allarme tra i minore nell'Ennese

ENNA. Fumano come turchi e bevono fiumi di alcolici. Maschi e femmine, già a quattordici anni, usano districarsi tra bottiglie di birra, sigarette e spinelli di marijuana e hashish, ma mettono dentro pure sostanze più forti, per un tourbillon di trasgressioni, vissute con lo spirito spensierato degli adolescenti.

È un fenomeno relativamente nuovo da queste parti, associato, in certi casi, a gravidanze indesiderate – frutto di rapporti occasionali – interrotte da ragazzine che in passato, a quell’età, giocavano con le bambole. È un quadro a tinte fosche ciò che emerge dalle testimonianze di alcuni (pochi) genitori, che a differenza degli altri non si limitano a negare l’evidenza. «Ho personalmente visto in estate un gruppo di ragazzine in un parco di Enna bere tre bottiglie di birra da 33 cc a testa – racconta un padre, che è anche in prima linea nelle forze dell’ordine – fumando una sigaretta dopo l’altra. Girano tantissimi spinelli, meno le droghe pesanti. I ragazzi, mi segnalano, già in seconda media fumano durante la ricreazione. E il sabato sera è un altro livello di sballo». Gli snodi strategici sono le aree di maggiore afflusso, dal Belvedere Marconi a piazza San Francesco, al parcheggio dietro la Prefettura e le adiacenze, solo per citarne alcuni.

 LADIGETTO.IT

Val Pusteria: controlli anti-alcol alla guida, ritirate 3 patenti

Il caso più grave del weekend a Brunico, dove i carabinieri hanno accertato che un giovane guidava con un tasso alcol emico di oltre 2 g/l

Controlli serrati effettuati nella notte del week-end in Val Pusteria dai Carabinieri delle Compagnie di Brunico e San Candido per garantire la sicurezza della circolazione stradale e scongiurare il verificarsi di gravi incidenti.

L’attenzione dei militari dell’Arma è stata rivolta in particolare verso le condotte di guida pericolose e l’abuso di alcol da parte degli automobilisti.

Alla fine il bilancio parla di 3 patenti ritirate ed altrettanti automobilisti deferiti in stato di libertà per guida in stato di ebbrezza alcolica: l’episodio più importante è avvenuto a Valle Aurina, dove i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Brunico hanno rilevato su un giovane della zona alla guida di una potente berlina un tasso alcolemico pari a 2.04 g/l.

Un’altra pattuglia dello stesso reparto ha invece sorpreso a Brunico un altro giovane del posto mentre guidava l’auto del padre con un tasso alcolico di 0.87 g/l.

A Rasun Anterselva, inoltre, una pattuglia del Nucleo Radiomobile di San Candido ha denunciato un automobilista 70enne della zona, il cui controllo all’etilometro ha fatto registrare un tasso pari a 1,88 g/l. 

 PADOVAOGGI.IT

I carabinieri di Abano e Piove di Sacco hanno pizzicato diversi automobilisti ubriachi alla guida: un 58enne di Solesino aveva nel sangue cinque volte il tasso di alcol consentito

Raffica di denunce nel week-end per guida in stato d'ebbrezza: in 6 finiscono nei guai.

DENUNCE. Lungo la statale 16, ad esempio, tre persone sono finite nei guai: un 37enne di Stanghella trovato con un tasso di alcol pari a 1,10, un 31enne di Solesino con alcol pari a 0,73 e un 58enne di Solesino con un tasso di alcol cinque volte oltre il limite consentito. A Conselve invece sulla Monselice mare trovato un ungherese residente a Bagnoli leggermente alterato. Infine, sempre durante i controlli per guida in stato di ebbrezza tra il 9 e il 10 aprile, i carabinieri di Piove di Sacco hanno denunciato, sulla strada Romea a Legnaro, un ragazzo del posto di 24 anni trovato con 1,19 di alcol nel sangue e, in via Valerio a Piove, un operaio del posto con quasi il doppio dell'alcol consentito nel sangue.“