Rassegna del 9 Aprile 2016

A cura di Roberto Argenta, Guido Dellagiacoma, Alessandro Sbarbada

 MAREMMA NEWS del 8 aprile 2016

Torneo di calcetto e maratona musicale per l'iniziativa “Yes! Sober Festival”

Domani, sabato 9 aprile, doppio appuntamento con il festival dedicato agli stili di vita. Alle 14.30 quadrangolare di calcetto agli impianti Uisp di viale Europa, con premiazione alle 16.30. Dalle 18, in piazza San Francesco, parte il Sober contest: cinque gruppi musicali a confronto. Presenta Valentina Cannavacciuolo, la grossetana che ha partecipato al talent show di Canale 5.

 Grosseto: Seconda giornata dell'iniziativa “Yes! Sober Festival”, promossa al Comune di Grosseto e dal Coeso Società della Salute, in collaborazione con le associazioni Acat, Oasi, istituto nazionale Giachery, Croce rossa italiana e del contributo della Uisp.

Domani, sabato 9 aprile, alle 14.30 appuntamento agli impianti Uisp di viale Europa per il quadrangolare di calcetto dedicato al progetto “Non bere! La vita ti (a)spetta”, promosso dall'amministrazione comunale per intervenire sugli stili di vita dei giovani. Quattro squadre si sfideranno per vincere il torneo dedicato alla salute. L'idea è quella di far capire l'importanza di comportamenti consapevoli attraverso diverse iniziative, dai momenti informativi alla musica, passando per lo sport. 

Dopo il torneo in cui i partecipanti saranno premiati intorno alle 16.30, appuntamento dalle 18 alle 22 in piazza San Francesco, per il Sober Contest: cinque gruppi musicali di giovani under 30, si esibiranno in una maratona musicale. 

In palio un premio fino a 500 euro da spendere in musica: potranno essere usati per la registrazione di una demo, la realizzazione di un video, o altre attività culturali. Si vota online, a questo link http://goo.gl/x3YB50 e in piazza, durante le esibizioni. Presenta l'evento Valentina Cannavacciulo, la giovane musicista grossetana che si è fatta apprezzare nel corso dell'ultima edizione talent show “Tu sì que vales”, di Canale 5, e che ha vinto nel 2014 il concorso “Io sono un cantautore”.

I gruppi che hanno aderito all'iniziativa e che si esibiranno con pezzi propri sono, nell'ordine seguente: Pentolari, Green Sox, Skull Blade, Lazy Project, Colonnelli. Chiudono la serata gli FML Tribute Band Godsmack.

 RIMINI CRONACA

Viaggio tra i negozi che vendono alcol ai minori

Rimini, 8 aprile 2016 - Fa il pieno di bottiglie di vodka e gin in tutti i minimarket dove la indirizziamo, come ‘inviata molto speciale’ alla scoperta dei venditori senza scrupoli. Perché la ragazzina, che chiameremo ‘Carlotta’, ha solo sedici anni. E li dimostra.

A venderle senza fare troppe domande (anzi nessuna) tantomeno chiederle - come prescrive la legge - un documento di identità, sono stati ben sei negozianti. Tutti, ma proprio tutti senza alcuna eccezione, quelli cui si è rivolta la nostra ‘inviata’. Carlotta ha fatto l’en plein, un vero ‘bingo’ alla scoperta del malaffare. Cinque negozianti sono originari del Sud-Est asiatico, bengalesi a pachistani. Uno è italiano.

Comune denominatore: se ne fregano delle normative che tutelano la salute dei minori. Il nostro mini-tour parte intorno alle 18 di mercoledì. A bordo dell’auto di un conoscente, amico di famiglia dei genitori di Carlotta. Con noi il fotografo, per documentare il commercio illegale. Cominciamo da un minimarket in viale Vespucci. Dietro al banco un immigrato asiatico.

«Vorrei una bottiglia di vodka», attacca Carlotta. «Bene, bevete stasera? Vi divertite», la risposta disarmante del negoziante. Mette la bottiglia in un sacchetto di nylon colorato. «Ne vuoi anche un’altra?», chiede il venditore. «No grazie, arrivederci». La vodka, di marca Keglevich, 38 gradi, è costata 11,50 euro. Perlomeno c’è lo scontrino. Un commerciante di abbigliamento che ha notato i nostri ‘strani movimenti’ attacca: «Riusciamo a fargli qualche cosa a ‘sta gente? Non è ora di dare un taglio?» La vergogna dei negozi che vendono alcolici e superalcolici anche a minorenni, a qualsiasi ora del giorno e della notte, è storia vecchia. Troppo.

Recenti casi di cronaca - come quello della 15enne collassata in piazza Cavour, in coma etilico dopo essersi scolata una bottiglia di vodka - non sembrano preoccupare i venditori. Continuiamo il tour anti-alcolico. Successivo stop and go sempre in viale Vespucci, nel cuore di Marina centro, poco distante dal primo ‘vu-trinkà’. «Se hai bisogno chiedi pure», attacca il negoziante, italiano. «Posso avere una bottiglia di vodka alla fragola?», chiede la ragazzina. «Serviti pure, è laggiù in fondo». Detto fatto: altro giro, altra bottiglia. La marca è sempre Keglevich, i gradi sono ‘solo’ 18 perché l’alcolico è fruttato (in realtà ancora più devastante se trangugiato in quantità). Costo: 12,90 euro. In questo caso niente scontrino, un optional.

Continuiamo, spingendoci un poco più a sud. Siamo in viale Regina Elena. Negozietto ‘multiservizi’. Nel senso che si possono comprare sia alcolici che occhiali, gadget, cinture, souvenir e quant’altro. Gestore di origine orientale. Qui Carlotta cambia superalcolico. «Per caso avete il limoncello?» «Sicuro, te lo prendo», risponde gentilissimo un ragazzo sulla trentina. Anche in questo caso finisce nel sacchetto di plastica colorata (così non è riconoscibile la bottiglia). Costo: 9 euro. Il negoziante prova a fare il furbo. Cerca di rifilare alla nostra ‘inviata’ uno scontrino usato.

Lei non ci sta, e ne chiede (coraggiosamente) uno nuovo di zecca. Detto fatto. Il tour prosegue, ancora sui viali delle regione. Altro negozio multiservizi. Dalle cover per cellulari agli adesivi, dal vino all’alcol. «Una bottiglia di vodka alla menta, grazie», ormai Carlotta ci ha preso la mano. Sacchetto colorato, scontrino, altra Keglevich (dev’essere una specie di monopolio). «Fanno 11 euro e 90 centesimi, serve altro?».

«A posto, grazie». Nella tappa seguente si va di Martini Rosso: 13,50, prezzo top. «Non mi ha chiesto l’età neanche questo, come tutti gli altri», sorride Carlotta uscendo dal bazar. Il venditore è bengalese. «Posso comprare una bottiglia di gin?», siamo all’ultima tappa. «Vuoi anche del Lemon soda?», dice il negoziante, che la sa lunga. «No, basta il gin». Dieci euro, 37,5 gradi. Abbastanza per farsi del male. (*)

 (*) Nota: ogni tanto troviamo sui media indagini di questo tipo, a dimostrare il mancato rispetto della legge che dieta di somministrare e vendere vino, birra e altri alcolici ai minori di 18 anni.

La percezione è che nulla cambi, ma, a dire il vero, nel redigere la nostra rassegna stampa troviamo sempre più anche articoli di esercizi pubblici sanzionati o chiusi per il mancato rispetto di questa normativa.

 ANSA

Vinitaly: Martina, vino italiano portabandiera del Paese

Primi in produzione, sfida è diventarlo anche nel valore

VERONA, 9 APR - "E' un compleanno da festeggiare guardando avanti e quindi pensando ai prossimi 50 anni". Lo ha detto il ministro per le Politiche agricole, Maurizio Martina, per la presentazione di "Opera Wine", la grande vetrina dei migliori 100 vini italiani selezionati dalla rivista 'Wine Spectator', che fa da anteprima alla 50/a edizione di Vinitaly, che sarà inaugurata domani mattina a Veronafiere. "Oggi - ha spiegato - il vino italiano è il portabandiera del nostro Paese in giro per il mondo, in questi anni abbiamo fatto passi da gigante: siamo primi nella produzione, adesso la vera sfida è diventare leader anche nel valore".

 LA PREALPINA

Troppe «abbuffate etiliche» tra i minori

Diminuiscono le morti correlate all’alcol e i bevitori «a rischio», aumentano i binge drinker (*), ovvero coloro che si dedicano ad «abbuffate etiliche», come indica il nome inglese, per fare baldoria. Sono stati ben 3 milioni e 300mila, nell’arco di un anno, gli italiani che non vi hanno rinunciato. Si tratta soprattutto di adolescenti e persino teenager tra gli 11 e i 17 anni, fascia di età in cui la somministrazione di alcol è vietata per legge. L’allarme arriva dal ministero della Salute e illustra anche come sono cambiati i gusti degli italiani in tema di alcol. Non più solo vino e birra, è il responso, poiché crescono le preferenze per superalcolici, aperitivi, amari, cocktail e alcopop, ovvero bevande zuccherate poco alcoliche e apparentemente innocue. Sono questi gli «strumenti del mestiere» di chi si dedica ad «abbuffate alcoliche» a stomaco vuoto, per sballarsi prima e più facilmente: il 10 per cento degli uomini e il 2,5 per cento delle donne con più di 11 anni hanno dichiarato di aver consumato sei o più bicchieri di bevande alcoliche in un’unica occasione almeno una volta negli ultimi 12 mesi. Le bevute esagerate sono, per il ministero della Salute, «un serio problema di sanità pubblica».

 (*) Nota: non è vero, lo abbiamo già scritto in altre occasioni. Basta confrontare il dato 2011 con il più recente del 2014 per accorgersene. Nel 2011, tra la popolazione superiore agli 11 anni, sono stati responsabili di binge drinking il 12,2% degli uomini e il 3,2% delle donne, contro il 10,0% e il 2,5% del 2014. Quindi in tre anni il fenomeno del binge drinking è diminuito del 20%”.

Ci sono certamente, in Italia, troppe abbuffate etiliche tra i minori, ma la situazione va migliorando.

 LUCCA IN DIRETTA

Movida, riparte la guerra: “Stop alcol dalle 21”

Far rispettare le ordinanze che esistono già e, in particolare, vietare la vendita e il consumo di alcol dopo le 21 fuori dai locali. E' questa la linea dura proposta dal comitato Vivere il Centro Storico dopo l'esposto di commercianti e residenti di piazza XX Settembre che si sono rivolti alle forze dell'ordine e al Comune per segnalare i problemi legati al degrado e agli schiamazzi davanti ai locali della zona. Ma come conferma il comitato dei residenti è solo un caso di un lungo elenco che interessa anche il “Portone dei Borghi, Piazza dell’Anfiteatro, Piazza San Frediano, Via Fillungo, Piazza S. Alessandro, Piazza San Michele, via Calderia, via S.Giorgio, Corso Garibaldi”, zone che per Vivere il Centro Storico sono “deturpate dagli effetti collaterali della cosiddetta movida” .

“La possibilità di utilizzare le strade e le piazze come aree di somministrazione, senza limite alcuno – spiegano dal comitato -, è una pratica incivile che contravviene le disposizioni vigenti, deturpa la zona dove si trova il locale ed in molti casi rende impossibile il riposo notturno di chi ci vive. Il fatto che un locale di 2 metri per 3 somministri bevande ad una esagerata moltitudine di persone rende insufficiente il piccolo servizio igienico di cui dispone, se ne dispone, e fa sì che tutta la zona circostante diventi una latrina. Se a questo si unisce che gran parte delle bevande sono di natura alcolica e che vengono somministrate senza alcun controllo, contravvenendo alle disposizioni del Codice Penale, ne consegue quello che è sotto gli occhi di tutti: Lucca è diventata una grande e rumorosa latrina”.

“Questo – aggiunge il comitato - è quello che abbiamo cercato di far capire all’assessore Raspini durante i numerosi ed infruttuosi colloqui che abbiamo avuto con lui, nel corso dei quali abbiamo fornito una consistente documentazione relativa a come altre città affrontano questi problemi. La soluzione è solo una: dopo le 21 non si devono servire bevande, alcoliche o analcoliche, da essere consumate al di fuori dell’area di somministrazione del locale e deve essere impedito il bivacco sulla pubblica via ai sensi del vigente regolamento di polizia urbana. Solo in tal modo si può realizzare quella civile convivenza necessaria affinché l’industria del divertimento possa convivere con i residenti in un contesto di civiltà. Abbiamo provato innumerevoli volte ad esporre questi concetti all’assessore Raspini senza mai riuscire ad ottenere alcun risultato. Dobbiamo rassegnarci a vivere nel degrado e nell’inciviltà, ponendo a carico dei cittadini il costo della riparazione dei danni provocati dai vandali ubriachi, almeno fino alla scadenza di questo mandato elettorale mentre, nel frattempo, ci auguriamo che la Prefettura voglia intervenire, per quanto di sua competenza, al fine di alleviare i problemi di una situazione che altrimenti è destinata a peggiorare giorno dopo giorno”.

 PADOVAOGGI

Ubriaco fradicio si mette a lanciare frecce con un arco professionale per strada

In mezzo alla strada, lanciare frecce a vuoto con un arco professionale. Mercoledì sera, la polizia locale è intervenuta ai Albignasego, dove era stato segnalato lo strano comportamento dell'uomo.

ARCO E FRECCE. Gli agenti, giunti sul posto, hanno trovato lungo la via un 54enne italiano, che, senza motivo, distante dalla propria abitazione, teneva con sé un arco professionale con frecce acuminate, di cui non sapeva giustificare il possesso. L'uomo, in evidente stato di ubriachezza, ha iniziato ad offendere e a minacciare gli agenti, che lo hanno perquisito, sequestrandogli arco e frecce.

RIFIUTA DI FARSI VISITARE. Il 54enne, accompagnato in comando, presentava evidenti segni di alterazione psocofisica dovuta all'assunzione di alcol (occhi rossi, alito alcolico, andatura barcollante, forte sudorazione, disarmonia nei movimenti, eccessiva loquacità e il proferire parole ingiuriose); per questo, è stato richiesto l'intervento del personale del 118: ma, all'arrivo dei sanitari, l'uomo ha rifiutato in maniera assoluta di farsi visitare, dando in escandescenze e tentando di allontanarsi dagli uffici.

FERISCE UN AGENTE. Preso da un impeto d'ira, dopo avere di nuovo minacciato gli operanti, ha colpito improvvisamente un agente, con un forte schiaffo al lato sinistro del volto. A quel punto, i colleghi hanno provveduto a bloccarlo; mentre l'agente ferito si è fatto visitare al pronto soccorso dell'Azienda ospedaliera di Padova, dove gli è stata diagnosticata una "contusione al volto con acufeni in aggressione", con prognosi di 3 giorni.

 TEATRO NATURALE

Il resveratrolo del vino rosso modifica la flora intestinale e protegge il cuore

Vi è una correlazione tra il microbioma e il rischio di malattie cardiache. Secondo una ricerca cinese la flora intestinale può diventare un bersaglio interessante per interventi farmacologici o dietetici per diminuire il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari

http://www.teatronaturale.it/tracce/salute/22705-il-resveratrolo-del-vino-rosso-modifica-la-flora-intestinale-e-protegge-il-cuore.htm 

Uno studio cinese ha rilevato che il resveratrolo, contenuto nel vino rosso, può influire sulla flora intestinale e, conseguentemente, proteggere il cuore.

"I nostri risultati offrono nuove informazioni sui meccanismi responsabili degli effetti anti-aterosclerosi del resveratrolo e indicano che la flora intestinale può diventare un bersaglio interessante per interventi farmacologici o dietetici per diminuire il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari", ha detto Man-tian Mi, autore dello studio e ricercatore presso il Centro di ricerca per la Nutrizione e la sicurezza alimentare, Istituto di Medicina preventiva militare, Terza Università medica militare, Chongqing, in Cina.

Nello studio i ricercatori hanno condotto una serie di esperimenti nei topi per determinare se l'effetto protettivo del resveratrolo contro l'arteriosclerosi era legato a cambiamenti nella flora nell'intestino. (*) Essi hanno scoperto che il resveratrolo riduce i livelli di trimetilammina-N-ossido (TMAO), un collaboratore noto allo sviluppo di aterosclerosi. Hanno anche scoperto che il resveratrolo inibisce la produzione TMA da batteri intestinali, ovvero il composto precursore del TMAO.

"Nel nostro studio, abbiamo scoperto che il resveratrolo può rimodellare la flora intestinale, inducendo l'aumento dei rapporti Bacteroidetes-Firmicutes, in modo significativo, inibendo la crescita di Prevotella, e aumentando la relativa abbondanza di Bacteroides, Lactobacillus, Bifidobacterium e Akkermansia nei topi," ha detto il Dott Mi. 

Secondo il Dott Mi, i risultati suggeriscono che un polifenolo naturale senza effetti collaterali potrebbe essere usato come trattamento per le malattie cardiovascolari. Il prossimo passo della ricerca è proprio replicare i loro risultati negli esseri umani.

 (*) Nota: ecco la solita vecchia tecnica di manipolazione dell’informazione. Ancora una volta l’esperimento con resveratrolo al topo, ancora una volta compare il vino rosso nel titolo, che lascia intendere che berne possa avere effetti protettivi sull’uomo. Questi articoli sono sempre corredati da fotografie raffiguranti bicchieri e bottiglie di vino. Non è mai il resveratrolo delle arachidi, o dei mirtilli, raramente è il resveratrolo dell’uva: quasi sempre è il resveratrolo del vino rosso. Chissà come mai.

 LA PROVINCIA DI COMO 

Como, l’ultima dei ragazzi: Ubriacarsi all’alba e uno finisce in ospedale

Ambulanza in via Magenta per soccorrere un giovane di 19 anni che ha accusato un malore a causa dell’alcol

Ubriaco all’alba, a 19 anni. L’ennesimo caso di un giovanissimo finito in ospedale a causa dell’alcol è di questa mattina - sabato 9 aprile - alle 6.24: l’ambulanza è intervenuta in via Magenta per soccorrere il giovane. Quest’ultimo non è grave, è stato valutato dai sanitari del Pronto soccorso del Valduce.

L’Istat, in prima linea nella creazione di una attenzione sociale sul fenomeno, rileva che nel periodo 2005 - 2014 c’è stata in ogni caso una diminuzione generale nel consumo di alcol, estesa anche alla fascia 11 - 17 anni. Nell’arco dell’anno nel 2005 gli adolescenti che facevano uso di alcol erano il 28,2%, nel 2014 sono scesi al 19,4%.

In realtà l’Italia è considerata dall’Oms un Paese modello rispetto al nord Europa, ma sono statistiche di consumo di alcol pro capite, una misura indicativa. Nei giovanissimi preoccupano le modalità con cui bevono: velocemente e lontano dai pasti, ad alto rischio di intossicazione alcolica.

 CORRIERE DELLA SERA Brescia

Alcol, gioco e droghe: quanto sono a rischio gli adolescenti bresciani 

Lo studio considera 423 studenti bresciani: un ragazzo su cinque si ubriaca almeno una volta al mese, il 2% ha fatto uso di cocaina, il 15% ha fumato cannabis nell’ultimo mese 

di Thomas Bendinelli 

Si ubriacano con una certa frequenza, usano antidolorifici e tranquillanti senza ricetta, hanno rapporti sessuali non protetti, giocano d’azzardo, hanno condotte autolesive. La fotografia degli adolescenti bresciani scattata dalla cooperativa sociale Il Calabrone per conto del Comune di Brescia nell’ambito del progetto «Principio attivo» non vuole creare allarmismi, ma prova a quantificare la dimensione di un fenomeno. «Per conoscere e intervenire con politiche efficaci», spiega l’assessore ai servizi sociali Felice Scalvini. 

Lo studio

La ricerca è stata presentata a palazzo Loggia e verrà illustrata nei dettagli in tre focus tematici in tre scuole superiori: al Lunardi (lunedì alle 14,30), al Gambara (il 20 aprile) e al Leonardo (il 9 maggio). Condotta lo scorso anno scolastico, la ricerca ha coinvolto 423 ragazzi e ragazze di quarta superiore di otto istituti tra licei, tecnici e professionali. Per scelta le scuole dove è stata realizzata la ricerca non vengono citate: «Per evitare allarmismi», spiegano Cristian Marmaglio e Massimo Ruggeri, due dei curatori. Prima di puntare il dito contro i ragazzi, prendere nota dell’osservazione in premessa alla ricerca: «Il contesto familiare e microsociale è un elemento che incide direttamente sui comportamenti degli adolescenti». Detta in altri termini, esiste una correlazione diretta tra quello che consumano i genitori e quanto fanno i figli. Seconda considerazione: la ricerca non si mette a giudicare, nè si occupa di stilare classifiche tra sostanze legali e illegali. 

Alcol 

L’alcol, che è legale e affonda le radici in una tradizione di cui andare giustamente orgogliosi, può assumere i connotati di un comportamento a rischio per la propria (e altrui) salute se diventa abuso (*). Ebbene, stando allo studio nell’ultimo mese più di un ragazzo su cinque si è ubriacato da una a cinque volte (14% tra le ragazze) e quasi il 6% (0,6 tra le ragazze) sei o più volte.

Farmaci 

Anche i farmaci sono di per sé legali, ma sempre negli ultimi trenta giorni sei ragazzi su cento (con una netta prevalenza femminile) hanno assunto tranquillanti senza prescrizione medica e uno su cento si è avventurato nel filone degli antidepressivi. Nel caso di antidolorifici, la percentuale cresce in modo significativo (poco meno di un ragazzo su tre li ha presi senza prescrizione). 

Gioco d’azzardo 

Sotto osservazione anche il gioco d’azzardo: elementi per affermare che abbia aspetti patologici già nell’adolescenza non ce ne sono, ma più che l’80% di adolescenti che afferma di aver giocato almeno una volta nella vita (è compreso anche il gratta e vinci venduto al supermercato) sicuramente colpisce quel 30% di adolescenti che afferma di averlo fatto una o più volte nell’ultimo mese. 

Droghe 

Se si parla di sostanze illegali, invece, si scopre che gli adolescenti maschi che hanno fatto uso di cannabis nell’ultimo mese sono uno su quattro (un po’ meno, il 15%, tra le ragazze) e arriva al 2% la percentuale di coloro che hanno fatto uso di cocaina e droghe sintetiche. A cascata, e in parte correlati, comportamenti quali rapporti sessuali non protetti e condotte autolesive. Adolescenti tutti a rischio? Ovviamente no, viene sottolineato nella ricerca del Calabrone: «I comportamenti a rischio non rappresentano la totalità dell’adolescente, ma se non riconosciuti ed accompagnati possono divenire pervasivi della loro identità, sia in termini di auto che di etero-rappresentazione». 

 (*) Nota: dunque secondo chi ha redatto l’articolo, se il problema è solo il cosiddetto “abuso”, ma allora esiste un “uso” corretto di alcol in adolescenza... Era scritto qualche riga sopra: “Il contesto familiare e microsociale è un elemento che incide direttamente sui comportamenti degli adolescenti”.

Se il contesto è che per i giornalisti dobbiamo andare “giustamente orgogliosi” della nostra tradizione alcolica, gli adulti vengono nelle scuole bresciane a promuovere il “Bere responsabile” di vino, se si pensa che esista un bere corretto di alcolici in età adolescenziale, come ci si può poi stupire se i giovani bevono?

 REGGIOSERA

Guastalla, droga e alcol sulle strade: cinque denunce

Controlli nella bassa reggiana nel weekend: patenti ritirate e droga sequestrata. Controllate 210 persone e 170 automezzi

GUASTALLA (Reggio Emilia) – Due conducenti sono stati sorpresi dai carabinieri della compagnia di Guastalla completamente ubriachi alla guida: a entrambi i militari hanno ritirato le rispettive patenti di guida procedendo alle sanzioni previste dalla legge. Un terzo conducente, oltre ad essere stato sorpreso ubriaco alla guida, era senza patente in quanto mai conseguita. Altri due conducenti sono stati trovati in possesso di sostanze stupefacenti ed ora rischiano la sospensione della patente.

E’ il bilancio dei controlli stradali eseguiti con l’approssimarsi del fine settimana dai carabinieri della compagnia di Guastalla per garantire maggior sicurezza sulle strade. In tutto i carabinieri hanno controllato 210 persone e 170 tra automezzi e motocicli nei posti di blocco e di controllo eseguiti nelle arterie stradali di maggior traffico dove hanno proceduto anche alla contestazione di alcune contravvenzioni al codice della strada in prevalenza per violazioni delle norme di sicurezza stradale.

In particolare i carabinieri del nucleo radiomobile di Guastalla hanno sorpreso 2 conducenti (un borettese 20enne ed un 45enne scandianese) alla guida dopo aver fatto uso smodato di bevande alcoliche: per loro ritiro della patente e denuncia alla Procura reggiana per guida in stato d’ebbrezza. Denuncia in stato d’ebbrezza e guida senza patente in quanto mai conseguita è stata contestata a un operaio 45enne di Gattatico dai carabinieri della Stazione di Castelnovo Sotto.

Un 33enne di Brescello e un 20enne di Bibbiano sono stati sorpresi rispettivamente il primo con un grammo di hascisc e il secondo con 5 di marjuana: trattandosi di detenzione per uso personale non terapeutico i due conducenti verranno segnalati alla prefettura reggiana che, sulla scorta del rapporto stilato dai carabinieri, potrà loro ritirare per la sospensione i rispettivi documenti di guida ed espatrio posseduti.

 PRIMONUMERO

Multe, patenti sospese e auto confiscate: "Noi avvocati lavoriamo grazie agli alcol-test"

Basta una birra a stomaco vuoto e si rischia già una multa salata e la sospensione della patente per tre mesi: il nuovo codice della strada ha inasprito pene e introdotto la confisca dell’automobile per i casi più gravi. In città nel fine settimana sono frequentissimi i posti di controllo, chi beve conosce a memoria la "mappa" delle aree in cui si rischia di essere fermati da polizia e carabinieri. I gestori dei locali notturni si lamentano, gli avventori evitano i bar che non possono raggiungere a piedi mentre gli avvocati hanno molti più casi da seguire legati alla guida sotto effetto di alcol.

Campobasso. Non è una convivenza facile quella tra le forze dell’ordine e i gestori dei locali notturni della città: da un lato c’è la necessità di garantire sicurezza e rispetto delle regole, soprattutto nei fine settimana, quando pub, bar e discoteche si riempiono di gente. Dall’altra c’è quella di lavorare e guadagnare denaro vendendo alcolici. In mezzo ci sono gli avventori e gli avvocati del foro campobassano come Gaetano Caterina che scherzando ammette: «Ormai lavoriamo solo grazie agli alcol test».

La battuta di Caterina non è poi tanto esagerata o lontana dalla realtà: da quando è entrato in vigore il nuovo codice della strada, nel 2008, le pene sono diventate più severe, le multe più salate e soprattutto è stato introdotta la confisca del veicolo che lo Stato può decidere di rottamare «se l’auto è stata immatricolata fino a dicembre 2007» o venduta all’asta «dopo quella data» come spiega il legale alle prese con l’ennesimo caso di patente sospesa.

In città i posti di controllo non sono mai stati tanto numerosi come negli ultimi due anni: Piazza Savoia (di fronte all’ex hotel Roxy), via Cavour (davanti la stazione), via Sant’Antonio Abate (zona Protezione civile), via Mazzini (chiesa dei frati Cappuccini) e, più in periferia, dallo svincolo della tangenziale a Selva Piana fino alla zona industriale (nei pressi di Meca Poce): la mappa per evitare di essere fermati dopo l’aperitivo o la cenetta tra amici la conoscono tutti quelli che guidano e bevono almeno una birra. «Perché basta davvero poco – come sottolinea l’avvocato Caterina – per rischiare una multa e la sospensione della patente, il minimo previsto quando si viene beccati con un tasso alcolemico superiore a 0,5 grammi per litri (e fino a 0,8)».

 Rispetto al vecchio testo di legge, che già vietava la guida in stato di ebbrezza, sono stati innalzati i mesi di reclusione (erano tre e sono passati a sei per chi guida con un tasso alcolemico tra 0,8 e 1,5 grammi per litro mentre erano fino a sei mesi e oggi possono arrivare fino a 12 se si supera 1,5 g/l). Le ammende sono sempre molto alte (fino a 6mila euro di multa) «ma si è aggiunta anche la confisca dell’autovettura se è di proprietà della persona che ha commesso il reato, cioè era alla guida con un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro».

Questo inasprimento delle pene giustifica, solo in parte, il malcontento diffuso tra i proprietari dei locali, soprattutto di quelli che sono irraggiungibili a piedi.

«Tanti miei clienti – ci racconta ancora Caterina che è originario di Montagano – non vengono più a Campobasso il venerdì o il sabato sera perché sanno che al ritorno troveranno sicuramente polizia o carabinieri». Lo stesso accade a Oratino, Ripalimosani, Ferrazzano o Mirabello, tanto per citare i paesi più vicini al capoluogo. Chi si mette alla guida dopo aver assunto alcolici «sa di rischiare» e quindi molti hanno rinunciato o hanno iniziato a organizzarsi reclutando l’astemio della comitiva costretto a scarrozzare per tutta la città amici alticci.

I tempi lenti della giustizia sono un altro problema: «Chi decide di fare opposizione al decreto penale (ammende e sospensioni o ritiro della patente viaggiano su binari separati, ndr) sperando di poter scontare la pena facendo lavori di pubblica utilità – sostiene ancora Caterina – il più delle volte non può farlo perché passeranno almeno due anni prima che un giudice si pronunci. Questo Codice della strada ha ridotto molto anche il ruolo degli avvocati che hanno ben poche soluzioni o cavilli a cui appigliarsi».

L’unica è contestare le forze dell’ordine se non ripetono il test a distanza di dieci minuti sul guidatore ubriaco «ma ormai sono diventati esperti e lo sanno benissimo che devono fare l’alcol test due volte per renderlo valido».

 FORLI’TODAY

Non impara la lezione: dopo due anni gli ritirano nuovamente la patente per alcol

Gli uomini della Polizia hanno ritirato due patenti: in entrambi i casi il tasso alcolemico era compreso tra gli 0.5 e gli 0.8 g/l, soglia che ha consentito ai due di evitare la denuncia.

La Polizia Stradale di Rocca San Casciano continua, giustamente, a fare strage di patenti di coloro che si mettono alla guida dopo aver alzato troppo il gomito. Come ogni venerdì sera che si rispetti, gli agenti in divisa hanno eseguito numerosi posti di controllo sulle strade del forlivese al fine di contrastare il troppo frequente fenomeno della guida in stato di ebbrezza alcolica.

Gli uomini della Polizia hanno ritirato così due patenti: in entrambi i casi il tasso alcolemico era compreso tra gli 0.5 e gli 0.8 g/l, soglia che ha consentito ai due di evitare la denuncia. Il primo ad essere fermato è stato un 32enne forlivese su una Fiat Punto: non aveva nemmeno le cinture di sicurezza, motivo per il quale sono stati tolti complessivamente 15 punti dalla patente. Alle 4 è stato invece pizzicato un forlivese di 23 anni su una Alfa Mito: il giovane era recidivo, visto che proprio la Polizia di Rocca gli aveva ritirato la patente per alcol due anni fa. In entrambi i casi, multa da 531 euro.

INCIDENTE - Gli agenti hanno inoltre eseguito i rilievi in un incidente stradale avvenuto sulla strada provinciale 60 bis, in località Castellaccio. Una ragazza di Bertinoro di 28 anni ha perso il controllo della propria Lancia Y e si è ribaltata più volte dopo aver abbattuto la segnaletica stradale. Auto distrutta, ragazza trasportata all’ospedale di Ravenna

 PARMAQUOTIDIANO

Vende alcol a minorenne: 633 euro di multa in Ghiaia

Intensa attività di controllo da parte degli agenti della Polizia municipale, che in borghese hanno pattugliato diverse zone del centro di Parma nella notte tra venerdì e sabato.

In piazza Ghiaia è finita sotto la lente d’ingrandimento dei vigili un esercizio che ha venduto alcolici a ragazzi minorenni. Erano da poco passate le 22 quando alcune persone hanno telefonato ai vigili per segnalare gente un po’ troppo alticcia. Gli agenti – senza divisa – hanno colto un’esercente della piazza mentre vendeva alcolici per asporto ad un ragazzo di 16 anni. A quell’ora il negozio era già chiuso, ma vendeva lo stesso con la serranda abbassata, attraverso i buchi della grata. Il giovane stava assieme ad un gruppo di sei ragazzi della stessa età: è stato affidato al padre, chiamato in Ghiaia dalla Municipale.

I vigili hanno dato al negoziante una multa da 633 euro, contestando la violazione del Regolamento sulla convivenza, che vieta la vendita per asporto di bevande alcoliche in qualsiasi contenitore dalle 22 alle 6 del mattino (con sanzione da 300 euro) e la violazione della norma che vieta la vendita di alcolici a minori (altri 333 euro).

Altri tre locali sono stati sanzionati in via Massimo d’Azeglio, tutti per aver venduto alcolici dopo le 23, orario del coprifuoco imposto dal Comune per l’Oltretorrente.

In questa zona i vigili sono passati verso le due del mattino, trovando quattro dei sette bar della strada chiusi, ma tre ancora aperti. Qui si continuava a bere birra. Ora i rispettivi gestori rischiano una chiusura forzata fino a 20 giorni. A due attività artigianali è stata contestata anche la vendita per asporto di bevande alcoliche, con multe da 300 euro ciascuno.

Limitare l’uso dell’alcol, soprattutto fra i minorenni, è una operazione giusta. Ma sul divieto di bersi una birra dopo le 11 di sera seduti all’interno di locali servirebbe un più ampio confronto. (*)

 (*) Nota: vedete tutto il limite della nostra cultura alcolica. Si scrive che è giusto limitare l’alcol, ma si contesta il divieto di bere la birra. Quasi qualcuno bevesse “alcol”: la gente lo assume attraverso la birra, il vino e gli altri alcolici. 

Proviamo a riscrivere la frase, invertendo i termini, e vediamo che effetto fa: “Limitare l’uso della birra, soprattutto fra i minorenni, è una operazione giusta. Ma sul divieto di bersi alcol dopo le 11 di sera seduti all’interno di locali servirebbe un più ampio confronto”.

Cambia, vero?

 LANAZIONE

Choc in via Palazzuolo, ventenne in coma etilico

Firenze, 9 aprile 2016 - Finiscono a terra uno dopo l’altro, come feriti di una guerra invisibile combattuta a suon di shottini, cocktail e bocce di vino. Alcuni si trascinano in ginocchioni per raggiungere gli scalini più vicini, altri non si reggono in piedi e collassano sull’asfalto. Il marciapiede assomiglia a un territorio fuorilegge di avanzi di cibo mal digerito e bicchieri di alcol abbandonati. Accade in via Palazzuolo, la strada dimenticata dal mondo, come la definiscono i residenti. 

Mercoledì, esterno notte, poco dopo le 2.30. Per una ragazza americana poi, quella che è partita come una delle tante serate un po’ sopra le righe, stava per finire quasi in tragedia. Troppo alcol anche per una ventenne in cerca di puro divertimento. La giovanissima, infatti, si è accasciata e ha perso conoscenza. Sul posto sono immediatamente intervenuti un’ambulanza della Croce Rossa, che ha portato la ragazza all’ospedale di Santa Maria Nuova, e una pattuglia dei carabinieri. Con la stagione del sole le notti si fanno sempre più bollenti. Decine di giovani incoscienti e devastati all’alba urlano e berciano a più non posso. Con gli occhi agonizzanti e gli sguardi persi nel vuoto vagano, all’uscita della serata in discoteca, nell’entroterra di via Palazzuolo. Fanno quasi paura. Le finestre dei residenti tornano così a spalancarsi su problemi vecchi e, se possibile, addirittura peggiorati.

Myriam M. che vive in via delle Caldaie lo sa bene. Lei ha un certificato medico da inviare a Palazzo Vecchio per insonnia causata "dai rumori molesti del locale" che ha praticamente sotto casa. "Non sono la sola – spiega – anche i miei vicini hanno preso appuntamento dal proprio medico: è diventata una questione di salute. Che qualcuno si attivi prima che sia troppo tardi perché noi non viviamo più: siamo vittime di un branco di balordi che si arroga il diritto di proprietà della strada". Un copione non nuovo nemmeno in via Borgo dei Grieci, a due passi da piazza Santa Croce.

Qui residenti a albergatori non ce la fanno proprio più. Un gregge di ubriachi, come vediamo dalle telecamere, in piena notte corre e bestemmia: a un certo punto prendono di mira un segnale stradale e lo portano via. Proprio così: uno dei ragazzi sradica il cartello e lo mette in spalla. Intorno non una fisiologica condanna, ma applausi a non finire.

 PIACENZASERA

Non gli vendono alcolici, ubriaco chiama la polizia: "Prendetemi voi la birra"

Un barista di Piazzale Roma a Piacenza ha rifiutato di vendergli alcolici e quindi l'uomo, palesemente ubriaco, ha chiamato la polizia; doveva aver alzato davvero troppo il gomito, visto che non ha esitato a far intervenire gli agenti, per poi chiedere loro di andargli comprare delle birre.

La chiamata al 113 è partita intorno alle 3 della notte di sabato 9 aprile dal giovane ubriaco, un 29enne romeno domiciliato in città. Il giovane, che barcollava e faticava a parlare correttamente, voleva acquistare una birra nel locale, ma il barista, viste le sue condizioni, ha ritenuto che non fosse il caso di servirgli alcolici, come ha spiegato lui stesso agli agenti della volante.

Lo straniero, convinto delle sue ragioni, ha quindi chiesto espressamente ai poliziotti di farsi avanti per comprargli la birra. Ovviamente la sua richiesta non è stata soddisfatta e in cambio ha ottenuto una sanzione per ubriachezza molesta.

 SIRACUSANEWS

Siracusa, Giro di vite da parte dei Carabinieri contro la guida senza casco o in stato di ebbrezza

Continuano i controlli alla circolazione stradale da parte dei Carabinieri di Siracusa con il preciso obiettivo di applicare la tolleranza zero nel contrasto del fenomeno del mancato uso del casco e della guida sotto l’influenza dell’alcool, violazioni al codice della strada particolarmente gravi perché minano la sicurezza di tutti coloro che si muovono nei centri abitati e degli stessi responsabili delle trasgressioni.

Solo nello scorso fine settimana durante i servizi alla circolazione stradale, i Carabinieri avevano elevato 32 contravvenzioni e sequestrato i rispettivi ciclomotori e motocicli di altrettanti centauri che guidavano il proprio mezzo senza l’uso del casco. Nella notte appena trascorsa i militari dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Siracusa hanno proceduto ad effettuare controlli con l’etilometro così da sanzionare coloro che imprudentemente, dopo una serata alcolica, decidono di mettersi alla guida della propria autovettura.

L’Arma di Siracusa è molto attenta a questo fenomeno tanto che nelle diverse conferenze fatte alle scuole vengono spiegati i rischi a cui si va incontro se si guida sotto l’effetto di sostanze alcoliche, i limiti previsti dalla legge oltre i quali è prevista una sanzione nonché cosa comporta consumare alcol in giovane età. Durante gli specifici servizi sono state controllati circa oltre 80 veicoli e circa un centinaio di persone.

Nell’occasione sono stati effettuati accertamenti con l’utilizzo dell’etilometro a 15 conducenti, alcuni dei quali sono stati trovati con tasso alcolemico molto vicino alla soglia oltre alla quale sarebbero scattate le sanzioni. Sono però state elevate 7 contravvenzioni al codice della strada per comportamenti particolarmente pericolosi alla guida tra le quali due per aver effettuato un sorpasso con grave rischio per la sicurezza degli utenti, con relativo ritiro delle patente di guida, una per non aver rispettato il semaforo rosso, tre per il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza e una per eccessiva velocità all’interno del centro abitato.

Altri 5 conducenti di ciclomotori sono stati trovati alla guida senza il casco comportando così nei loro confronti l’applicazione delle previste sanzioni. In totale sono stati decurtati 41 punti, contestate contravvenzioni per un ammontare di 817 euro e ritirate 2 patenti di guida.

 055FIRENZE

Firenze, scooterista ubriaco investe tre pedoni

L'uomo è stato rintracciato dal numero di targa

Tre pedoni sono stati investiti da un uomo ubriaco in motorino.

E' successo ieri, Venerdì 8 Aprile 2016, in Piazza dell'Unità Italiana a Firenze. L'uomo non si è fermato a prestare soccorso ed è scappato, ma alcuni testimoni sono riusciti a segnare il numero di targa.

La Polizia ha quindi rintracciato lo scooterista: si tratta di un uomo di 39 anni che è stato denunciato per i reati di omissione di soccorso, fuga da incidente con feriti e guida in stato di ebbrezza.

I pedoni, una donna di 39 anni e due anziani di 81 e 82 anni, sono stati soccorsi dai sanitari del 118 e portati in ospedale per accertamenti. Hanno riportato lievi ferite, giudicate guaribili in sette giorni.

 ANSA

A conclusione dell’indagine in Oltrepò Pavese su vendita di vino diverso da quello indicato in etichetta in particolare Pinot Grigio, Procura di Pavia ha emesso quasi 300 avvisi di garanzia. Coinvolta la cantina sociale Broni-Casteggio

Sono quasi 300 gli avvisi di garanzia emessi dalla Procura di Pavia a conclusione dell’indagine sul vino in Oltrepò Pavese. L’inchiesta ha coinvolto numerosi produttori e il vecchio consiglio di amministrazione della cantina sociale di Broni-Casteggio. Dagli accertamenti condotti dagli inquirenti, è emerso che sarebbe stato venduto un vino diverso da quello indicato sulle etichette: la contestazione riguarderebbe, in particolare, la vendita del Pinot Grigio.

Indagati anche i produttori che hanno conferito le uve alla cantina sociale: secondo la Procura sarebbero stati a conoscenza del presunto meccanismo fraudolento. Le ipotesi di accusa vanno dalla frode in commercio alla truffa, sino all’associazione per delinquere.