Rassegna del 6 Aprile 2016

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

ALBENGACORSARA

Alcol e dipendenze, Savona: “Insieme per una vita migliore”

Savona. L’uso di alcol è un problema per molte famiglie. In Liguria (terza regione italiana per consumo di alcol pro-capite, nella quale si inizia a bere già a 12 anni) si calcola che ci siano circa 40.000 fra alcolisti e bevitori già problematici e circa 1500 persone muoiono ogni anno a causa dell’alcol. Ma l’alcol non è solo un fattore di rischio sanitario: esso coinvolge gli affetti famigliari, l’ambito lavorativo, la giustizia.

Per affrontare questi problemi esistono i CAT – Club degli Alcolisti in Trattamento, comunità multifamigliari composte da famiglie con problemi alcol correlati e da un servitore-insegnante, fondati dallo psichiatra croato Vladimir Hudolin.

In vista dell’Alcohol Prevention Day, sabato 9 aprile alle ore 10 presso la Sala Rossa del Comune di Savona l’Acat – Associazione club degli alcolisti in trattamento di Savona e Genova organizza “Insieme per un a vita migliore” un incontro con la cittadinanza per spiegare il proprio funzionamento e per parlare dei problemi alcool correlati, con la partecipazione e le testimonianze delle famiglie dei Club degli alcolisti in trattamento

Sono stati invitati: Isabella Sorgini, assessore promozione sociale e pubblica istruzione del Comune di Savona; Sergio Lugaro, assessore al decentramento del Comune di Savona; Livia Macciò, responsabile S.S. Alcologia Ser.T. Savona. Al termine un buffet offerto dalle famiglie dei Club.

ILVOSTROGIORNALE

La Liguria è la terza regione per il consumo di alcol, un convegno a Savona

Esperti e amministratori a confronto sabato prossimo nella Sala Rossa del Comune

di Giò Barbera

Savona 06 aprile 2016 - L’uso di alcol è un problema per molte famiglie. In Liguria (terza regione italiana per consumo di alcol pro-capite, nella quale si inizia a bere già a 12 anni) si calcola che ci siano circa 40.000 fra alcolisti e bevitori già problematici e circa 1500 persone muoiono ogni anno a causa dell’alcol. Ma l’alcol non è solo un fattore di rischio sanitario: esso coinvolge gli affetti famigliari, l’ambito lavorativo, la giustizia. Per affrontare questi problemi esistono i CAT – Club degli Alcolisti in Trattamento, comunità multifamigliari composte da famiglie con problemi alcol correlati e da un servitore-insegnante, fondati dallo psichiatra croato Vladimir Hudolin.

In vista dell’Alcohol Prevention Day, sabato 9 aprile alle ore 10 presso la Sala Rossa del Comune di Savona l’Acat – Associazione club degli alcolisti in trattamento di Savona e Genova organizza “Insieme per un a vita migliore” un incontro con la cittadinanza per spiegare il proprio funzionamento e per parlare dei problemi alcool correlati, con la partecipazione e le testimonianze delle famiglie dei Club degli alcolisti in trattamento.

Sono stati invitati Isabella Sorgini, assessore promozione sociale e pubblica istruzione del Comune di Savona; Sergio Lugaro, assessore al decentramento del Comune di Savona e Livia Macciò, responsabile S.S. Alcologia Ser.T. Savona.

OKMUGELLO

I giovani e l’alcol. A Borgo una mostra, trekking urbano e altro

Con gli studenti del Giotto Ulivi e del Chino Chini. Il progetto, della ASL Toscana Centro, è nato dall’idea di intervenire sulle “rappresentazioni” che i giovani hanno sull’uso di sostanze alcoliche. “Divertirsi guadagnando in salute” si rivolge ai giovani fra i 12 e i 19 anni residenti nei comuni dell’Area fiorentina ed ha come obiettivo quello di attivare interventi di contrasto delle pratiche del bere in eccesso e portare attenzione e consapevolezza verso il consumo di cibi sani e verso pratiche di contrasto alla sedentarietà.

Il progetto prevede: la mostra a Borgo San Lorenzo “alcol in giro per il mondo”, dal 5 al 7 aprile presso Villa Pecori Giraldi, dove parteciperanno come guide studenti del Liceo Giotto Ulivi e Ipsia Chino Chini.

Il 7 aprile, alle ore 9:00, l’associazione UISP e i ragazzi dell’istituto tecnico del turismo guideranno un percorso di trekking urbano, alla fine del quale è previsto un aperitivo analcolico preparato dagli studenti dell’Ipsia Chino Chini.

La giornata si concluderà con la visione di un filmato “perché lo faccio”, realizzato con la collaborazione di giovani atleti. L’evento, “Divertirsi guadagnando in salute” si svolgerà anche a Firenze presso la Biblioteca delle Oblate dal 12 al 21 aprile, a Sesto Fiorentino presso la Biblioteca E. Ragionieri dal 3 all’8 maggio e a Impruneta dal 24 settembre a 3 ottobre presso la Biblioteca Comunale.

In riferimento al fenomeno del binge drinking (assunzione di più bevande alcoliche in un intervallo di tempo più o meno breve), secondo i risultati emersi dall’indagine “Epidemiologia dei determinanti degli incidenti in Toscana” il 35% dei giovani tra i 14 e i 19 anni residenti in Toscana sono incorsi in questo tipo di episodio nell’ultimo mese.

Spesso il consumo e le condotte di abuso di alcol negli adolescenti sono da collegare a forme di “protagonismo” nel divertimento, alternative alla vita sociale tradizionale quali la scuola, lavoro e famiglia. Tali modalità di consumo / divertimento, spiegano dal Dipartimento Dipendenze della ASL, rappresentano talvolta un modello di relazione tra pari che unisce gli adolescenti e i giovani nelle diverse forme di socialità.

Il progetto “DIVERTIRSI GUADAGNANDO IN SALUTE” è stato promosso e realizzato dagli operatori del Dipartimento Dipendenze della ASL Toscana Centro (Firenze) e da un gruppo di lavoro multidisciplinare (Sert, Eas, medicina dello sport e Sian) in collaborazione con i Comuni dell’Area Fiorentina, con le biblioteche: delle Oblate, di Sesto Fiorentino, di Impruneta e Villa Pecori Giraldi, gli istituti scolastici.

ADNKRONOS

Decoro e vendita di alcolici, da Firenze a Roma stretta sui minimarket

Stretta dei Comuni contro l'invasione dei minimarket nei centri storici. Controlli più stringenti, stop alle nuove aperture, regole più rigide per contrastare la vendita facile di alcolici soprattutto ai minori: sono alcune delle misure messe in campo da diversi sindaci contro il proliferare dei negozi di alimentari all'ombra di piazze storiche e monumenti.

06/04/2016 - A Firenze il primo cittadino Dario Nardella ha annunciato, una manciata di giorni fa, la chiusura di ben 13 minimarket, sottolineando che prosegue "il contrasto alla proliferazione dei negozietti che hanno soppiantato le botteghe storiche, non rispettano i criteri di tutela e valorizzazione del centro storico fiorentino e dispensano alcolici fuori dalle regole". Un'autentica 'guerra' quella ingaggiata dal capoluogo toscano che ha di recente approvato un pacchetto di misure per la tutela e il decoro del patrimonio culturale del centro storico, sorvegliato dall'Unesco.

Tra queste lo stop all'apertura in centro di nuovi minimarket ad eccezione delle attività che rispettano alcune condizioni. Vietato vendere alcolic i dalle 21 alle 6, pubblicizzarli e apporre pannelli luminosi. A Roma si studiano modifiche alle delibera sulla tutela delle attività commerciali e artigianali nel centro storico: il testo, che a giorni arriverà al vaglio dei municipi per un parere, prevede il divieto di nuove aperture per alcuni tipi di attività tra cui, appunto, i minimarket.

"La liberalizzazione ha creato una situazione di deterioramento del tessuto commerciale nei centri storici delle città, la crisi ha fatto il resto - osserva all'Adnkronos il sindaco di Pisa e delegato dell'Associazione nazionale dei Comuni italiani (Anci) alle Attività Produttive Marco Filippeschi - Questo deterioramento sta anche nella proliferazione dei minimarket, dove spesso si attinge per un abusivismo notturno legato alla vendita di alcolici e birra, alimentando la movida in città turistiche e universitarie".

"Come sindaci abbiamo cercato di 'mettere delle pezze' con delle ordinanze - spiega Filippeschi - Ma non è possibile che il legislatore non si sia accorto di ciò che sta accadendo nelle città. Senza mettere in discussione la liberalizzazione, che ha origine nelle direttive europee, serve una copertura legislativa che consenta ai sindaci, almeno nelle città con comprovate caratteristiche, di poter agire a tutela del decoro. Qualcosa è previsto nel decreto sulla sicurezza urbana, che aspettiamo venga approvato". Proprio a Pisa sono stati fatti controlli stringenti per il proliferare di minimarket e negozi di kebab, che vendono bevande alcoliche anche oltre la mezzanotte. E, sempre per far fronte ai problemi legati alla movida, anche a Bologna un'ordinanza anti-alcol del sindaco ha vietato, l'estate scorsa, ai negozi di alimentari della zona universitaria di vendere alcolici da asporto freddi.

"Partiamo dal presupposto che il problema non sono i minimarket in sé, imprese che, come tutte le altre, hanno piena dignità di stare sul mercato -sottolinea il presidente della Federazione italiana esercenti pubblici e turistici (Fiepet) Esmeralda Giampaoli - Il problema è che hanno poco dei minimarket mentre il loro 'core business' è proprio la vendita di alcolici".

Vendita di birra e alcolici, spesso sottocosto, di cui approfittano soprattutto i giovani. E ciò "crea tutta una serie di problemi di ordine pubblico e di decoro che si riflettono sui tessuto imprenditoriale della zona", continua Giampaoli.

"Le ordinanze fatte in alcuni Comuni sono un primo passo e le accogliamo perché dimostrano un'attenzione, ma sarebbe meglio rivedere la normativa generale sulla vendita di alcolici - conclude il presidente di Fiepet - Una proposta potrebbe, ad esempio, essere quella di far passare la vendita di alcolici attraverso requisiti professionali ben precisi".

QUIBRESCIA

Niente alcol in Stazione nelle ore serali

6 aprile 2016 - Nella zona della stazione ferroviaria di Brescia, dall’ 11 aprile al 12 giugno, dalle 18 alle 6, sarà vietata la vendita per asporto di bevande alcoliche in qualsiasi tipo di contenitore e di bevande analcoliche in contenitori di vetro.

Il provvedimento si è reso necessario per impedire l’abbandono nelle strade, nelle piazze e sotto i porticati pubblici di bottiglie e recipienti in vetro, spesso ridotti in frantumi, in un’area, quella della stazione, interessata da un notevole afflusso di persone.

Come risulta dagli interventi effettuati dalle Forze dell’Ordine e dalla Locale, in qualche occasione si sono verificate risse, nelle ore serali e notturne, causate anche dall’abuso di sostanze alcoliche e talvolta aggravate dalla circostanza che i contenitori in vetro utilizzati per il consumo di bevande da asporto sono stati utilizzati come strumenti di offesa.

L’amministrazione intende così eliminare una fonte di pericolo per l’incolumità delle persone, tutelare il decoro, l’igiene e la normale convivenza dei cittadini.

Saranno interessate dal provvedimento via Fratelli Ugoni nel tratto tra via Cassala e piazzale Repubblica, via Folonari, piazzale Repubblica, via Corsica nel tratto compreso tra piazzale Repubblica e via Sostegno, viale Stazione, vicolo Stazione, via Togni nel tratto compreso tra viale Stazione e via Folonari, via XX Settembre nel tratto compreso tra piazzale Repubblica e via Saffi, via Foppa, via Romanino, via Solferino nel tratto compreso tra viale Stazione e via Saffi, via Lattanzio Gambara nel tratto compreso tra viale Stazione e via Saffi, via Sostegno nel tratto compreso tra via Corsica e il cavalcavia Kennedy, via Privata De Vitalis nel tratto compreso tra via Sostegno e via Sardegna.

LA STAMPA

“Alcol, sesso e pura follia”. La Catalogna si ribella ai festival dei più giovani (*) 

La stagione è solo all’inizio. Ma c’è già un caso vicino a Terragona. I residenti insorgono ma il Comune dice di non poter intervenire

FRANCESCO OLIVO

06/04/2016 - La Spagna batte record su record, i numeri del turisti in visita nella penisola iberica crescono di anno in anno: nel 2015 sono stati 68 milioni, cifra destinata ad aumentare viste le disgraziate vicende mediorientali. Ma tra i tanti turisti ce ne sono alcuni poco gradevoli e poco graditi. Le località turistiche catalane della Costa Brava, oltre al normale flusso di visitatori, accolgono carovane di giovanissimi in cerca di sballo. Stesso problema lo vivono le isole Baleari, specie a Ibiza e Maiorca. Con il caldo che arriva, torna il solito problema di ogni estate: masse di ragazzi pronti a vacanze a base di droga e alcol, e residenti che protestano per una quiete assente almeno cinque mesi all’anno. I nomi delle località invase sono più o meno sempre gli stessi: Lloret de Mar (tra Barcellona e il confine con la Francia), Blanes, Calella, Pineda e Salou. 

Proprio in quest’ultimo paese sta andando in scena la prima polemica stagionale. Salou (cento chilometri a sud di Barcellona, nella zona di Tarragona), infatti, ospiterà ai primi di marzo il Karibean Spring break, un festival destinato a giovani francesi, inglesi e olandesi, che si presenta così: «Il sesso e l’alcol hanno sempre la meglio in un’atmosfera di pura follia. Con la scusa dell’ubriacatura, è l’opportunità per la tua prima orgia in Spagna». Il pacchetto prevede biglietto per quattro giorni, più tre notti in un residence a 275 euro. Raccomandazione degli organizzatori: portate i preservativi, tenete a portata di mano una bottiglia ed evitate (bontà loro) il coma etilico. 

LE CONTROMOSSE Viste le premesse, è ovvio che in molti si comincino a preoccupare: il Comune di Salou le sta tentando tutte, ma non può proibire l’evento e per il momento ha ottenuto soltanto di togliere il nome della località dalla promozione del festival. Sempre nella stessa località del sud della Catalogna è previsto un’altra kermesse dello stesso tenore, il Saloufest, che ha diviso autorità locali, contrarie, agli imprenditori coinvolti, favorevoli, visto il giro d’affari milionario. Il dilemma, soldi o rispetto della quiete, coinvolge molte parti di Spagna, vista nel Nord Europa, ma non solo, come la patria della movida senza regole. 

I BOAT PARTY Altro capitolo di questo modello di vacanza riguarda i boat party. Le feste sulle barche, a base di musica e tanto alcol. Punto di partenza più classico è il porto di Ibiza. Il Comune di Formentera, l’isola di fronte, sta tentando di proibirne l’attracco, visto che le sue spiagge sono una riserva naturale. Mentre la capitaneria di Porto di Barcellona ha tolto le licenze, ritenendo pericoloso far navigare imbarcazioni dove la gran parte dei passeggeri è ubriaca. 

(*) Nota: il nostro Paese ha spesso scopiazzato le mode della movida straniera, in particolare dalla Spagna. Vediamo ora che pare esserci un’inversione di tendenza se seguiremo ancora l’esempio. 

IL GIORNALE D’ITALIA

India: il Bihar vieta gli alcoliciLo Stato nord-orientale ha emanato una legge che proibisce consumo e commercio di prodotti nazionali e stranieri

India: il Bihar vieta gli alcolici

Lo Stato indiano nord-orientale del Bihar ha annunciato l'entrata in vigore, da ieri, di una legge che proibisce totalmente “produzione, vendita e consumo di prodotti alcolici nazionali e stranieri”. 

La norma, che inizialmente riguardava solo la produzione nazionale è stata poi estesa anche ai prodotti alcolici di provenienza estera. E segue quella di altri tre Stati indiani (Gujarat, Nagaland e Mizoram), già “astemi”. 

Secondo il governatore locale Kumar la legge in questione “è stata chiesta a gran voce dalle nostre donne e dai nostri bambini”. In base a questa misura, sottolinea la stampa locale, “la vendita di alcolici e superalcolici in hotel, bar e club è diventata illegale”.