Rassegna del 5 Aprile 2016

A cura di Roberto Argenta, Guido Dellagiacoma, Alessandro Sbarbada

APRILE MESE DELLA PREVENZIONE ALCOLOGICA 

UN TERZO DEGLI INCIDENTI STRADALI E’ DOVUTO AL CONSUMO DI BEVANDE ALCOLICHE. BENE QUESTA CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE ANCHE SE NON PARLA DI ALCOL 

RAGAZZA IN CAMPAGNA CHOC da ansa.it Manifesti "No Credit" lungo strade in Trentino Alto Adige 

BOLZANO - Casco e giacca da motociclista, hot pants, tacco 12 e una gamba con una protesi: è questa la nuova campagna shock "No Credit" conto gli incidenti motociclistici in Trentino Alto Adige. Doris aveva 17 anni quando un incidente in moto cambiò per sempre la sua vita. Da allora la ragazza ha una gamba sola e ora ha deciso di dare il suo contributo alla sicurezza su due ruote prestandosi come testimonial della campagna di sensibilizzazione. "Dal giorno dell'incidente - racconta Doris - non posso più indossare i pantaloni corti e neppure tacchi. Mentre i miei amici andavano al mare o in discoteca, io lottavo per accettare ciò che era accaduto e la protesi: se il mio contributo a No Credit farà in modo che anche un solo incidente venga evitato, ne sarà valsa la pena". Per la prima volta la campagna della Provincia di Bolzano, che da dieci anni punta su manifesti con immagini forti, che vengono affissi in tratti stradali particolarmente pericolosi, è stata allargata al Trentino. 

IL MESE DI PREVENZIONE ALCOLOGICA MIRATO ALL'INCREMENTO DELLA CONSAPEVOLEZZA. 

https://www.facebook.com/ Emanuele Scafato con Alessandro Sbarbada e altre 16 persone. 13 h · Roma, Italia ·APRILE MESE DI PREVENZIONE ALCOLOGICA 5.4.16 Dal 2001 SIA e AICAT promuovono , in contemporanea con gli Stati Uniti , il Mese di prevenzione alcologica mirato all'incremento della consapevolezza. Nel corso degli anni l'Istituto Superiore di Sanità, il Ministero della Salute e poi le Regioni, i Comuni , le strutture del Servizio Sanitario Nazionale hanno supportato con azioni e iniziative una "chimera" che oggi ha quindici anni ... L'Alcohol Prevention Day rappresenta il culmine del mese che oramai disemina le sue evidenze nel corso dell'intero anno essendo giunto a rappresentare un "benchmark" nazionale di prevenzione al servizio dell'individuo e della collettività. Per molti bere un bicchiere con gli amici è uno dei piaceri irrinunciabili della vita. Per alcuni, tuttavia, bere può essere la causa di numerosi problemi. Una adeguata conoscenza delle modalità con cui si consumano le bevande alcoliche è determinante per mantenere un buono stato di salute. Questo è importante perchè in molte circostanze anche quantità di alcol comunemente considerate minime espongono a rischi di problemi o malattie: è quanto avviene, ad esempio, per gli incidenti stradali e domestici. Le diverse modalità del bere, infatti, rientrano di solito in stili di vita che frequentemente portano all’esposizione contemporanea a più fattori di rischio che sono spesso sottovalutati o sui quali poco si riflette. Inoltre, i rischi legati all’abitudine al bere e le possibili conseguenze che ne derivano possono coinvolgere oltre a chi consuma l’alcol, la famiglia o altri individui. Queste conseguenze possono estendersi anche a quanti per abitudine o per scelta non bevono; è il caso degli incidenti stradali causati dallo stato di ebbrezza, degli episodi di violenza e di criminalità agiti sotto gli effetti dell’alcol, delle gravi malattie di cui può essere affetto il neonato di una madre che, in gravidanza, ha consumato bevande alcoliche secondo modalità che vengono erroneamente considerate normali. A differenza del fumo, i cui effetti negativi per la salute possono presentarsi dopo decenni di uso abituale di sigarette, l’alcol può esporre a forti rischi immediati anche come conseguenza di un singolo o occasionale episodio di consumo, spesso erroneamente valutato come moderato. CONOSCERE per NON RISCHIARE evita di SCEGLIERE senza CONOSCERE Se sai cosa bevi PIU SAI MENO RISCHI Dillo a chi ti sta vicino e parlane Evitare i rischi e i danni conseguenti al consumo di alcol si può se si innalzano i livelli di consapevolezza dell'impatto delle bevande alcoliche su salute e sicurezza Insieme si può contribuire a controllare, mantenere e migliorare lo stato di salute mirando ai più elevati livelli di benessere a cui si possa ambire per la collettività. 

https://www.facebook.com/aniello.baselice.9 Aniello Baselice 15 ore fa · 15 ANNI DI IMPEGNO PER LA SALUTE DI TUTTI. 15 anni in cui sono cresciute la sensibilità e la consapevolezza delle nostre comunità verso i rischi e i danni legati al bere alcolici . 15 anni in cui si è consolidata la tendenza alla riduzione crescente dei consumi di alcolici in Italia. Resta ancora molto, tanto da fare, in un Paese in cui chi dovrebbe essere arbitro imparziale a tutela dei diritti della gente scende troppo spesso e volentieri in campo dalla parte di chi antepone il profitto alla salute. Sono ancora tante le battaglie da combattere e le sfide da vincere per un bene comune quali sono la verità e la libertà. Per questo motivo non ci fermeremo mai. 

INIZIATIVE DI INFORMAZIONE E PREVENZIONE AI PROBLEMI ALCOLCORRELATI E COMPLESSI 

http://www.ilgazzettino.it/vicenza_bassano/agenda/istituto_san_gaetano_vincono_concorso_drink_analcolico_vicenza-1649799.html MENO ALCOL PIÙ GUSTO, COL S.GAETANO VINCE "PASSIONE ZENZERO". I PREMIATI di Roberto Cervellin VICENZA - A vincere sono stati i giovani del San Gaetano di Vicenza con Passione di zenzero. Al secondo posto il Da Schio, sempre del capoluogo, con Vida loca. Terzi gli allievi del Maffioli di Crespano del Grappa con Ginger passion. Frutta, sciroppo, seltz, ghiaccio e tanta fantasia. Sono gli ingredienti che hanno caratterizzato, ancora una volta, il concorso Enjoy your choice: bevi semplice, bevi analcolico, giunto alla sesta edizione. Concorso che il 2 aprile, al conservatorio Pedrollo di Vicenza, oltre a dare il via alla nuova campagna Meno alcol più gusto - progetto dell'Ulss 6 per l'uso consapevole di vino, birra e superalcolici - ha visto gli studenti di 8 albeghieri del Veneto sfidarsi per preparare la miglior bevanda analcolica del 2016, il cosiddetto frozen. In gara c'erano i ragazzi dell'Artusi di Recoaro Terme, dell'Enaip Veneto di Bassano del Grappa, del Dieffe di Lonigo, del Medici di Legnago, dello Stimmatini di Verona, e appunto, del Da Schio, del San Gaetano e del Maffioli. I primi 3 classificati, come detto, sono stati questi ultimi, anche se la qualità di tutte le bevande, hanno osservato i responsabili dell'iniziativa, era elevata. La giuria era composta da barman professionisti e da autorità, tra le quali l'onorevole vicentina Daniela Sbrollini e l'assessore Isabella Sala. «Complimenti a tutti. Non è stato semplice giudicare i drink, in quanto si sono dimostrati tutti di alto livello», hanno detto i giurati. Nel frattempo è stato diffuso il calendario dei primi corsi gratuiti per imparare a fare i drink analcolici, aperti a tutti e tenuti da insegnanti delle scuole alberghiere. Il primo è previsto il 14 aprile alle 20.30 alle piscine di Vicenza. Quelli successivi sono in programma il 30 aprile alle 15 al polo B55 di Vicenza e il 16 maggio alle 20.30 nel Basso Vicentino (il luogo non è stato ancora individuato). 

http://www.cesenatoday.it/cronaca/contro-le-dipendenze-da-gioco-e-sostanze-previsti-incontri-nei-quartieri.htmlCONTRO LE DIPENDENZE DA GIOCO E SOSTANZE: PREVISTI INCONTRI NEI QUARTIERI Prosegue l'impegno del Comune di Cesena per la prevenzione e il contrasto alle dipendenze da droghe, alcol e gioco patologico. Redazione CesenaToday 04 aprile 2016 15:08 Prosegue l’impegno del Comune di Cesena per la prevenzione e il contrasto alle dipendenze da droghe, alcol e gioco patologico. Dopo gli incontri rivolti al mondo della scuola, che hanno coinvolto insegnanti e studenti, ora lo sguardo si è ai nastri di partenza un ciclo di incontri rivolti alla cittadinanza, che si svolgeranno nelle sedi di quartiere e a cui prenderanno parte, in qualità di relatori, i rappresentanti delle associazioni Anglad, Giocatori anonimi e Narcotici Anonimi Esplicativo il titolo dell’iniziativa: “Dico no alla droga”, “Dico no al gioco d’azzardo”.I primi appuntamenti sono fissati per mercoledì 6 aprile: nella sede del quartiere Cervese Sud (Via Cervese, 1260 – S.Egidio) si parlerà di tossicodipendenze con i rappresentanti dell’Anglad, mentre nella sede del quartiere Al Mare (Via prov.le Sala, 1249) si affronterà il tema delle ludopatie con l’associazione Giocatori anonimi. Entrambi gli incontri si terranno a partire dalle ore 20.30. Il programma proseguirà nelle prossime settimane fino a maggio (solo in un caso l’appuntamento è previsto in autunno) nelle sedi dei quartieri Centro urbano, Cesuola, Fiorenzuola, Oltresavio, Valle Savio, Borello, Al Mare, Cervese nord, Ravennate e Rubicone. L’obiettivo delle iniziative vuole essere di prevenzione e di sensibilizzazione a questi problemi, che, purtroppo, colpiscono tante famiglie. Attualmente, infatti, i cesenati in carico al nostro Sert sono circa 800, di cui 70 alle prese con una dipendenza da gioco patologico e i restanti seguiti per utilizzo di sostanze (droghe o alcol, prevalentemente). “Crediamo sia molto importante – rimarcano il sindaco Paolo Lucchi e l’assessore ai servizi per le persone Simona Benedetti – incontrare i cittadini e portare avanti una attività di dialogo e di prevenzione. Le dipendenze, purtroppo, possono colpire i giovani e giovanissimi, ma anche gli adulti, mettendo davvero a rischio la loro salute e creando molto disagio alle loro famiglie. Attraverso questi incontri, grazie in particolare alle testimonianze dirette di chi ha conosciuto questi problemi ed ha trovato la strada per uscirne, ci auguriamo di poter tendere una mano a quanti, ancora, non hanno trovato coraggio e soluzioni per venirne a capo”.  “Ancora una volta – concludono il sindaco e l’assessore – ringraziamo le due associazioni e tutti i volontari che parteciperanno come relatori alle iniziative, sempre disponibili ad aiutare chi versa in difficoltà. Infine, desideriamo ringraziare i quartieri, i loro presidenti e tutti i consiglieri per l’attività che prestano ogni giorno, anche loro volontariamente, per incentivare la partecipazione attiva dei cittadini e rafforzare la nostra coesione sociale”. 

http://gazzettadimodena.gelocal.it/modena/cronaca/2016/04/04/news/a-scuola-si-parla-di-sicurezza-sulle-strade-1.13240988 A SCUOLA SI PARLA DI SICUREZZA SULLE STRADE Grazie all’associazione Aigvs incontri con tutti i ragazzi delle classi quinte degli istituti superiori di Andrea Gilioli 04 aprile 2016 L'associazione Aigvs, Giovani Vittime della Strada, continua a portare nelle scuole, e non solo, importanti progetti, dedicati alla sensibilizzazione dei giovani sulla guida sicura e sui rischi legati alle dipendenze, da alcol, droghe e tecnologia. Tra i pericoli maggiori alla guida, infatti, secondo i dati della polizia stradale, ha sempre più rilievo la distrazione, legata, nell'era di tablet e smartphone, proprio da questi strumenti, che sono causa di numerosi incidenti. L'associazione sassolese, presieduta da Laura Caldarella, ha avviato da tempo nelle scuole, di ogni ordine e grado, diversi progetti di educazione, in collaborazione con le forze dell'ordine e le associazioni di prevenzione dell'alcolismo. Al centro “Ready2go”, corso di guida sicura, con esperienze dirette, realizzato il collaborazione con l'Aci. «A prendervi parte – spiega la presidente – sono stati quest'anno tutti i ragazzi delle classi quinte di Morante, Baggi, Volta, Don Magnani e Ferrari». Tra le altre attività dell'associazione l'aiuto psicologico ai familiari delle vittime della strada, grazie ad una collaborazione con la medicina legale del Policlinico, il progetto “Salviamone almeno uno” e un punto d'ascolto aperto ai giovani del distretto, nel quale vengono organizzate attività e progetti, dai fumetti al teatro. «In questi mesi – continua Caldarella – abbiamo incontrato oltre 800 bambini delle elementari e a maggio, al parco Albero d'Oro, si terrà una giornata dedicata alla sicurezza stradale per pedoni e ciclisti. Nelle scuole medie abbiamo posto l'accento sui rischi della tecnologia e il progetto si concluderà con un convegno a cui parteciperanno anche genitori ed insegnati, per far si che anche a casa i ragazzi possano ricevere, su questi temi, un'educazione corretta». «Nei prossimi incontri – ha spiegato con soddisfazione la presidente – parleremo anche delle nuove norme sull'omicidio stradale, che come familiari di vittime della strada abbiamo da tempo invocato e che finalmente sono legge. Non è un sentimento di vendetta, ma la nostra missione è la cultura della vita e l' input repressivo della legge è un buon modo per far cambiare i comportamenti delle persone che si mettono al volante. Proprio sulle nuove regole il 23 aprile, davanti alla stele al parco Albero d'Oro, terremo una giornata di sensibilizzazione, alla presenza di esperti e autorità». Infine, sabato prossimo al Temple si terrà lo spettacolo preparato dai ragazzi del punto d'ascolto. «Da tre anni il gruppo di teatro lavora a diversi spettacoli – ha spiegato il coordinatore Davide Arancio – e la cosa bella è, prima dello spettacolo in sè, l'incontro tra i giovani, ben 15, che al punto d'ascolto parlano, si confidano e si aiutano a vicenda, esprimendo e sfogando i propri disagi e imparando, attraverso il teatro, ad avere stima di sé stessi». Il punto d'ascolto offre anche assistenza psicologica e nel 2015 sono stati 10 i giovani che hanno fatto richiesta di parlare con lo psicologo dell'associazione, che conta 120 volontari, due persone affidate dal tribunale per lavori socialmente utili e diversi professionisti, tra cui due avvocati. 

UN INTERESSANTE ARTICOLO. RICORDIAMOCI CHE ANCHE L’ALCOL E’ UNA DROGA! 

http://www.corriere.it/salute/neuroscienze/16_marzo_25/dipendenza-droga-innescata-molecola-forti-passioni-95b3701c-f2b9-11e5-a7eb-750094ab5a08.shtml LA DIPENDENZA DA DROGA È INNESCATA DALLA MOLECOLA DELLE «FORTI PASSIONI» 4 aprile 2016 (modifica il 5 aprile 2016 | 12:52) Il processo è molto simile al meccanismo molecolare che rafforza le connessioni sinaptiche tra i neuroni durante la formazione di ricordi e apprendimento. Le sostanze scatenano il rilascio di dopamina nelle aree del cervello che regolano il piacere di Danilo di Diodoro C’è un filo comune che unisce la neurobiologia della dipendenza da droghe a quella che sottostà ad altre “passioni irrefrenabili”, come il gioco d’azzardo o la compulsione all’uso di videogiochi. È un’alterazione del processo decisionale e dell’equilibrio emotivo comune a tutte le dipendenze comportamentali, tra le quali alcuni studiosi fanno rientrare anche l’obesità. Questa alterazione è sostenuta dall’aumento del rilascio di dopamina nelle aree cerebrali (come il nucleo accumbens e lo striato dorsale) più coinvolte nelle sensazioni di ricompensa e di piacere, stimolate dalle prime esperienze che si fanno con l’assunzione di droghe o con l’esposizione ad altri comportamenti capaci di generare dipendenza. L’aumento del rilascio di dopamina, uno dei più importanti neuromediatori cerebrali (le sostanze che permettono ai neuroni di comunicare tra loro a grandissima velocità nei punti di contatto, le sinapsi), viene rapidamente associato a quel tipo di esperienza e ancora di più agli stimoli ambientali che precedono l’esposizione all’esperienza, ad esempio l’assunzione di droga. Il ruolo della dopamina Quando il comportamento si ripete, dunque, si ha un aumento piacevole di dopamina, soprattutto come risposta anticipatoria, che predice l’arrivo dell’esperienza desiderata. «Questo processo è molto simile al meccanismo molecolare che rafforza le connessioni sinaptiche durante l’apprendimento e la formazione di ricordi» dicono alcuni ricercatori guidati da Nora Volkow del National Institute on Drug Abuse (Nida) statunitense in un articolo di revisione pubblicato sul New England Journal of Medicine. «In tal modo, gli stimoli ambientali ripetutamente associati all’uso della droga - compresi il luogo nel quale la droga viene assunta, le persone con cui viene assunta e lo stato mentale che si ha prima di assumere la droga - possono tutti stimolare rapide impennate di rilascio di dopamina che fanno schizzare in alto il desiderio per la droga, motivando comportamenti finalizzati alla sua ricerca». Il meccanismo è potente e può restare attivo anche dopo molto tempo che si è rimasti lontano dalla droga, ed è così che si spiega almeno il versante biologico delle ricadute. A peggiorare le cose, succede che questo condizionamento del sistema della dopamina fa sì che le normali esperienze piacevoli della vita perdano potere motivazionale. Il venir meno degli interessi«In una persona con dipendenza, il sistema motivazionale e di ricompensa si ri-orienta attraverso il condizionamento per focalizzarsi esclusivamente sul più potente rilascio di dopamina prodotto dalla droga e dai segnali che ne anticipano l’uso» dicono ancora Volkow e i suoi collaboratori. È così che si manifesta quel fenomeno tristemente noto ai familiari di una persona con dipendenza: il restringersi del suo orizzonte di interessi. La ricerca recente ha anche capovolto l’ipotesi che l’esposizione ripetuta alla droga aumenti progressivamente la quantità relativa di dopamina rilasciata nel cervello. Accade proprio il contrario: ogni volta che ci si espone a un comportamento capace di indurre dipendenza, il rilascio di dopamina è un po’ più ridotto, e quindi minore sarà il piacere provato. Ma dato che il sistema neurobiologico è il medesimo anche per le esperienze piacevoli della vita normale, la persona che soffre di dipendenza non riesce più a provare piacere in situazioni che era in grado di apprezzare. Se riesce ad allontanarsi dal comportamento di dipendenza, ci vorrà del tempo prima che il sistema dopaminergico torni a funzionare normalmente. 

“PER CHI HA AVUTO PROBLEMI CON LE BEVANDE ALCOLICHE, SOLO L’ODORE DEL VINO ACCENDE LA VOGLIA DI BERE” 

http://www.vasto24.it/?p=73580 RISCHIO DI DIPENDENZA DELL’ALCOL, BASTA ANCHE SOLO L’ODORE PER AUMENTARE IL DESIDERIO DI ASSUNZIONE Di Redazione | SALUTE & BENESSERE | 5 aprile 2016 Secondo un nuovo studio basta veramente poco per resistere alla tentazione. Occorre aumentare i livelli di consapevolezza tra la platea dei consumatori di alcol. Basta appena l’odore dell’alcol per far cadere una persona in tentazione e, peggio ancora, nel vizio. A dirlo un nuovo studio condotto dai membri della Edge Hill University, nel Regno Unito, e pubblicato sulla rivista Psychopharmacology. Secondo i ricercatori oltre a questioni genetiche, alla tolleranza individuale e alle varie esperienze personali risalenti all’infanzia, si aggiunge ai fattori rischio anche il senso dell’olfatto. Lo studio è stato condotto mediante dei computer, ed ai partecipanti è stato chiesto di indossare una maschera con l’odore di alcol, o una maschera che profumava di agrumi, senza odore di alcol. I partecipanti sono stati quindi invitati a premere un pulsante quando appariva sullo schermo la lettera K o la foto di una birra. I ricercatori hanno misurato il numero di volte in cui i partecipanti hanno premuto il tasto in modo scorretto, provocando un ‘falso allarme’, ed hanno constatato che i “falsi allarmi”, che indicano una riduzione della capacità da parte del soggetto di controllare il proprio comportamento, erano più numerosi per coloro che indossavano la maschera trattata con l’alcol. Il team di ricerca inglese, con a capo la dottoressa Rebecca Monk, ha sottolineato che la tentazione di bere aumenta in base alla situazione in cui ci troviamo, ma, come spiegano gli autori dello studio questa ricerca è un primo tentativo di esplorare altri trigger, come l’olfatto, che potrebbero interferire con la capacità delle persone di astenersi dall’assumere un particolare comportamento. Per esempio, durante l’esperimento sembrava che solo l’odore di alcol rendesse, per i partecipanti, più difficile controllare il loro comportamento e smettere di premere il pulsante. Come sottolinea altri coautori della ricerca, come il dottor Derek Heim, si tratta di uno studio importante per arrivare a comprendere meglio le dipendenze e l’abuso di sostanze tossiche. 

CERTE AFFERMAZIONI SENZA CITARE FONTI DI PROVENIENZA SANNO TANTO DI PUBBLICITA’ INGANNEVOLE 

http://www.lanozione.com/wp/bevete-birra-questa-notizia-la-dovete-assolutamente-sapere-condividete/ BEVETE LA BIRRA? ALLORA QUESTA NOTIZIA LA DOVETE ASSOLUTAMENTE CONOSCERE. Infatti, bere la birra, oltre ad essere un piacere come pochi, un momento di relax e condivisione, da oggi ci regala un motivo in più per berla. La notizia arriva dall’università di Daevis, in California, dove gli studiosi hanno dimostrato come un bicchiere al giorno di birra possa fare davvero bene alle nostre ossa. birra La birra è da sempre conosciuta come rimedio per il mal di testa, se bevuta calda, ma questa notizia davvero cambierà la vostra visione di questa buonissima bevanda. Le birre chiare, le “bionde” per intenderci, infatti aiuterebbero le ossa a sviluppare cellule ossee in maniera più veloce, a rafforzare le ossa, prevenendo così le fratture, e ad evitare la decalcificazione delle stesse. Questo grazie ad una sostanza contenuta nei luppoli, ovvero il “silicio dietetico”, un enzima molto potente, e che è alla base dello sviluppo osseo. Il processo di formazione delle birre chiare infatti, aiuterebbe i luppoli a mantenere alti i livelli di silicio, rendendo un bicchiere di questa bevanda un tocca sana vero e proprio. Certo non bisogna esagerare, la birra è comunque una bevanda gassata ed alcolica, e l’abuso potrebbe di certo causare gravi danni al fegato, ai reni, e anche alla corteccia cerebrale, rendendo le connessioni cerebrali meno efficienti, e facendole degradare più velocemente. Che aspettate? Da oggi esiste un motivo in più per andarsi a bere una birra con gli amici! Certo senza esagerare ovviamente! Clicca e condividi questa straordinaria notizia con i tuoi amici su facebook! 

NON PREOCCUPATEVI, TRA UN PO’ ANDRANNO NELLE SCUOLE I VITICOLTORI AD INSEGNARE A BERE RESPONSABILMENTE ANCHE AI BAMBINI!!! 

http://messaggeroveneto.gelocal.it/pordenone/cronaca/2016/04/05/news/blitz-con-i-cani-antidroga-nell-istituto-carniello-1.13243819 BRUGNERA, BLITZ CON I CANI ANTIDROGA NELL’ISTITUTO CARNIELLO L’unità cinofila ha individuato alcune piste di sostanze in astucci e zainetti di un paio di studenti di Chiara Benotti 05 aprile 2016 BRUGNERA. Carabinieri e cani antidroga a scuola: blitz, ieri mattina, nell’Ipsia Carniello a Brugnera. L’unità cinofila ha individuato alcune piste di sostanze in astucci e zainetti di un paio di ragazzi e dopo poche ore la notizia ha fatto il giro del web. I controlli continueranno negli altri istituti superiori pordenonesi. «I controlli sono i benvenuti – il sindaco Ivo Moras ha il filo diretto con le forze dell’ordine –. Porte aperte nelle aule grazie alla collaborazione del dirigente Alessandro Basso per offrire la scuola sicura a tutte le famiglie e alla comunità. A Brugnera ci sono isolati casi di spaccio e consumo: le segnalazioni che riceviamo in Comune sono trasmesse in tempo reale agli agenti». Per le forze dell’ordine si è trattato, dunque, di una verifica concordata in piena sintonia con le scuole. L’obiettivo è chiaro., secondo Moras: «Controllare, dare un segnale, rendere consapevoli i ragazzi dell’illegalità della droga, sia essa leggera o pesante, dei rischi, oltre che per la salute, anche penali ai quali si va incontro nel caso in cui si venga trovati in possesso anche di minime quantità di sostanza stupefacente». Gli ultimi dati parlano chiaro: un ragazzo su tre ha avuto a che fare con droghe leggere e l’alcol è conosciuto dall’87 per cento degli adolescenti.(*) Fumo, alcol o droga a 14 anni per il 50 per cento degli studenti pordenonesi e il 70 per cento nella fascia 17-19: la campionatura provinciale nelle 15 scuole superiori risale al 2011. Il questionario (anonimo) era stato curato dal servizio di promozione alla salute dell’Aas 5 sul consumo di tabacco (il 45 per cento ne fa uso), cannabis (13,9), cocaina (2,6), ecstasy (1,7) ed eroina (1,2). Per i ragazzi consapevoli del rischio, l’approccio a queste sostanze serve ad abbassare il disagio sociale oppure la solitudine. Scuola in prima linea contro le dipendenze, quindi, e progetti di educazione alla salute non stop nell’Ipsia Carniello. 

(*)NOTA: non preoccupatevi, tra un po’ andranno nelle scuole i viticoltori ad insegnare a bere responsabilmente anche ai bambini!!! 

GUIDA IN STATO DI EBBREZZA 

http://www.unionemonregalese.it/Cronaca/Monregalese-fermato-al-volante-con-il-tasso-di-alcol-5-volte-oltre-il-limiteMONREGALESE FERMATO AL VOLANTE CON IL TASSO DI ALCOL 5 VOLTE OLTRE IL LIMITE Nottata impegnativa per i carabinieri in provincia di Cuneo quella appena trascorsa. 05/04/2016 di redazione Nottata impegnativa per i carabinieri in provincia di Cuneo quella appena trascorsa. I militari dell’Arma hanno svolto una serie di controlli volti a prevenire e contrastare l’abuso di alcool alla guida. L’attività, conclusasi con le prime luci di questa mattina, ha portato alla denuncia di 13 automobilisti all’Autorità Giudiziaria per il reato di guida in stato d’ebbrezza alcolica. Sono stati in totale sottoposti all’alcooltest in dotazione alle pattuglie dell’Arma 58 automobilisti e 13 di loro sono risultati positivi, record negativo per un impiegato 54enne di Mondovì sul quale i carabinieri hanno rilevato un tasso di alcolemia nel sangue pari al 2,55%, più di cinque volte superiori ai limiti di legge. 

L’ALCOL CONTENUTO NEL VINO, NELLA BIRRA E NELLE ALTRE BEVANDE ALCOLICHE PUO’ RENDERE AGGRESSIVI 

http://www.ilgiorno.it/milano/marito-ubriaco-1.2034382 PUGILE UBRIACO MINACCIA DI MORTE LA MOGLIE: ARRESTATO Maltrattamenti in famiglia: per questo un 46enne italiano è stato arrestato nella notte a Milano dalla polizia Milano, 4 aprile 2016 - Maltrattamenti in famiglia: per questo un 46enne italiano è stato arrestato nella notte a Milano dalla polizia. E' successo in via Carlo Ilarione Petitti, a chiamare il 113, verso le 23, è stata la moglie, italiana di 40 anni, dalla casa della vicina in cui si era rifugiata dopo essere stata minacciata di morte dal coniuge ubriaco. I due sono in fase di separazione ma sembrerebbe che l'uomo, di professione pugile, non accetti la fine della loro relazione da cui sono nati tre figli di 7, 10 e 12 anni. La donna, dopo le violenze verbali e le minacce, è scappata dalla signora che abita di fianco il suo appartamento portando con sé in braccio il figlio più piccolo. Non era la prima volta che il 46enne le si rivolgeva con quel tono e quelle parole, come confermato anche dalla vicina. Il marito è stato arrestato, ma prima ha fatto tappa all'ospedale Fatebenefratelli per una spalla lussata: un infortunio, spiega la polizia, che molto probabilmente si sarebbe causato sul ring. 

http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/trento/cronaca/2016/04/04/news/rissa-al-night-club-feriti-due-giovani-e-un-buttafuori-1.13241715 RISSA AL NIGHT CLUB: FERITI DUE GIOVANI E UN BUTTAFUORI TRENTO. Notte movimentata, quella tra venerdì e sabato in un locale notturno di Trento nord, poco lontano dal ponte sull’Avisio: due giovani stranieri, forse in preda ai fumi dell’alcol, hanno... 04 aprile 2016 TRENTO. Notte movimentata, quella tra venerdì e sabato in un locale notturno di Trento nord, poco lontano dal ponte sull’Avisio: due giovani stranieri, forse in preda ai fumi dell’alcol, hanno iniziato ad importunare il personale e altri avventori del locale finché, dopo essere stati invano pregati di tenere un comportamento più civile, sono stati invitati ad andarsene. A quel punto i due, un ventinovenne ed un trentenne, hanno iniziato letteralmente a dare in escandescenze, inveendo ripetutamente e cominciando a mostrarsi aggressivi, prima di essere affidati ad uno dei buttafuori del locale che li ha accompagnati alla porta. I due lo hanno aggredito e l’uomo si è difeso. Erano da poco passate le due del mattino e sul posto, così, oltre ad una pattuglia, è intervenuta anche un’ambulanza con a bordo il personale sanitario del 118. Il buttafuori è stato soccorso e medicato sul posto, mentre i due giovani sono stati trasferiti all’ospedale.