Rassegna del 4 Aprile 2016

A cura di Roberto Argenta, Guido Dellagiacoma, Alessandro Sbarbada

 ALTARIMINI.IT

Giovedì sera torna a Rimini la 'biciclettata alcolica'. 

In strada su due ruote e tanto alcool in borraccia

Torna la "biciclettata alcolica" a Rimini. Un evento organizzato nell'ambito del "Giovedì universitario di Rimini" (*) che ha come location la zona delle cantinette. Un giro in bicicletta nelle ciclabili, tra il centro e il Marecchia. Il gioco richiede di partire già "carichi" portando con se una borraccia con all'interno un alcolico. Durante la biciclettata i partecipanti saranno coinvolti in un quiz che, in caso di risposta sbagliata, li costringerà a sorseggiare dalla borraccia. La biciclettata si svolgerà giovedì notte e, durante il percorso, i partecipanti riceveranno anche degli indizi per raggiungere una "Secret Location" dove si svolgerà una festa. Gli organizzatori promettono che "non ci saranno danni a cose e persone perché è solo un gioco, e dove passerà il corteo in bicicletta, oltre a esser zona ciclabile, verrà controllato da ragazzi messi appositamente sulla strada per controllare la manifestazione oltre a dare indovinelli e giochi da fare per poter arrivare a destinazione, cioè alla festa." "La regola principale del gioco sarà solamente quella di portarsi da casa tanta voglia di divertirsi responsabilmente. (**)" Attualmente al Comune di Rimini non è giunta nessuna richiesta da parte degli organizzatori per lo svolgimento della biciclettata.

 (*) Nota: non esiste proporzione diretta tra livello di scolarizzazione e intelligenza nei comportamenti.

Lo dimostra il fatto che molte volte abissi di stupidità trovano terreno fertile in ambito universitario.

 (**) Nota: vedi precedente (*).

 BLASTINGNEWS

Bere alcol aumenta il rischio di sette tipi di cancro (*)

Ancora non esiste una cura per il cancro, ma esistono molte norme di prevenzione; l'uso di alcol porta numerosi rischi, non solo il cancro al fegato

http://it.blastingnews.com/salute/2016/04/bere-alcol-aumenta-il-rischio-di-sette-tipi-di-cancro-00862317.html 

Quasi il 90 per cento delle persone non associano il "piacere" di bere alcolici con l'aumento delle probabilità di ammalarsi di cancro: questo è quanto rivela un nuovo report commissionato da Cancer Research UK. Il rapporto arriva in vista della consultazione per le nuove linee guida proposte dai direttori dei servizi medici del Regno Unito che sono state comunicate nel mese di gennaio. Questi hanno richiamato l'attenzione sul legame tra alcol e cancro e hanno evidenziato la necessità di una maggiore consapevolezza delle persone di questo rischio.

Bere alcol è pericoloso: rischio per sette tipi di tumore

Bere bevande alcoliche comporta un aumento del rischio per ben sette diversi tipi di cancro (al fegato, al seno, all'intestino, alla bocca, alla gola, all'esofago e alla laringe), ma quando alla gente è stato chiesto quali sono gli effetti dell'alcol sulla salute, solo il 13 per cento degli adulti ha menzionato il cancro.

L'indagine ha inoltre evidenziato una mancanza di comprensione del legame tra il consumo di alcol e il rischio di sviluppare alcuni tipi di cancro. Quando è stato detto alle persone che l'alcol poteva essere la causa di 7 tipi diversi di tumori, l'80 per cento ha detto che pensava che questa sostanza causasse solo il tumore al fegato, ma solo il 18 per cento era a conoscenza del legame con il cancro al seno. (**)

 Non solo cancro al fegato bevendo alcol

L'alcol provoca 3.200 casi di cancro al seno ogni anno rispetto ai 400 casi di cancro al fegato.

Alison Cox, il direttore della prevenzione al cancro nella Cancer Research UK, ha detto: "Il legame tra alcol e cancro è ormai ben consolidato e non sono solo i bevitori cronici ad essere a rischio. Ciò si riflette nelle nuove linee guida emanate dai direttori dei servizi medici del Regno Unito, che hanno dichiarato che il rischio di sviluppare una serie di malattie, compreso il cancro, aumenta con la quantità di alcol che si beve."

"Poche persone sanno che l'alcol aumenta il rischio di essere colpiti da sette tipi di cancro. Se le nuove linee guida vogliono fare la differenza e cambiare le abitudini, sono necessarie campagne di salute nazionali che forniscano informazioni chiare".

 (*) Nota: nessuno beve alcol. 

Il titolo corretto dovrebbe essere “Bere vino, birra e altri alcolici aumenta il rischio di sette tipi di cancro”.

 (**) Nota: in Italia non è molto diverso.

 CORRIERE.IT

Vino al metanolo, 30 anni dopo nessuno ha pagato per le 19 vittime e le 11 persone rese cieche 

A casa di Enzo Binotto, reso cieco dall‘adulterazione enologica. I colpevoli oggi si dichiarano «nullatenenti»

di Marco Imarisio

Quando si rivolge a sua figlia, ormai una bella donna alta quasi un metro e ottanta, volge ancora lo sguardo in basso. Come quando era bambina, quando aveva quattro anni, quando potè vederla per l’ultima volta. Nella sua casa alla periferia di Milano, nella Brianza industriale, Enzo Binotto racconta senza rabbia, con la semplicità delle persone mansuete e perbene, delle persone consapevoli di essere vittime di una doppia ingiustizia, contro la quale ormai non c’è più nulla da fare, a dirlo è il tempo che passa. In testa ha un livido, una recente botta contro uno stipite. Ogni tanto succede ancora, anche a lui, che è cieco da ormai trent’anni. Nel marzo del 1986 la cugina di sua moglie andò all’Esselunga di Monza a comprare un pintone di vino sfuso. Quella sera, sua moglie Nicoletta sentì un odore strano uscire dalla bottiglia, troppa acidità. E non toccò il vino che era sulla tavola. Ma Enzo Binotto, tornitore di precisione, detto occhi di gatto per vie della sua professione, ne aveva ormai bevuto due bicchieri. Ancora non lo sapeva, ci sarebbe voluto un altro mese perché l’Italia capisse cosa era successo.

Il peggio dell’animo umano

Quello del vino al metanolo è un episodio di cronaca nera che somma tutto il peggio dell’animo umano, grettezza, avidità, nessun rispetto della salute degli altri. Diciannove morti sparsi lungo tutta la penisola, undici persone rese cieche assolute, così recitavano le perizie dell’epoca, dal giorno alla notte, come schiacciare un interruttore. Altre cinque rese pazze dalla sostanza chimica messa nel vino per aggiustarne la gradazione da uno sciagurato produttore, si chiamava Giovanni Ciravegna, veniva da Narzole, un paese di pianura al bordo delle Langhe, e dai suoi complici. Nell’ultimo mese si sono sprecate le celebrazioni. Trent’anni fa, a causa del vino al metanolo, il settore che oggi è uno dei nostri fiori all’occhiello toccò il suo punto più basso. Giustamente, anche Coldiretti ne ha festeggiato la rinascita e i passi da gigante. Nessuno però si è ricordato di un dettaglio molto italiano di quella storiaccia.

Nessuno ha pagato

I colpevoli non pagarono, le vittime e i morti rimasero tali, senza alcun risarcimento. Si sa come vanno queste cose. Ciravegna uscì dal carcere per decorrenza dei termini, ancora prima che l’inchiesta fosse chiusa. I magistrati se la presero comoda, e ci misero quattro anni per arrivare al processo, che ne durò altri due. In quel lasso di tempo, tutti gli undici imputati, a cominciare da Ciravegna padre e figlio, divennero misteriosamente nullatenenti, impossibilitati a risarcire le vittime che non videro mai neppure una lira dei soldi che spettavano a chi aveva bevuto quel vino avvelenato. «È andata così, non ci si può fare nulla» dice Binotto, con la sua rassegnata umanità. Ma ad ascoltarlo, a guardare quel che lui non ha potuto vedere negli ultimi trent’anni, a cominciare dalla sua meravigliosa famiglia, viene da pensare che non è vero che prima o poi giustizia è fatta, non è vero che i cattivi pagano sempre e il bene trionfa. A volte, molto spesso, il male la fa franca, anche sfruttando imperizie e negligenze di chi dovrebbe combatterlo. E tutti noi, semplicemente, dimentichiamo.

IL VIDEO: http://www.corriere.it/video-articoli/2016/04/04/vino-metanolo-30-anni-nessuno-ha-pagato-le-19-vittime-11-persone-rese-cieche/5e71d4d6-fa48-11e5-9ffb-8df96003b436.shtml 

 GENOVA QUOTIDIANA

“Regolamento alcol” il Comune chiude alle 20 otto attività del centro storico

di Monica Di Carlo

Il regolamento anti alcol comincia a dare i suoi frutti. Preparato dagli assessorati alla Legalità e al Commercio e verificato sul territorio del reparto Commercio della polizia municipale, ha già portato alla chiusura spontanea a mezzanotte di quasi tutti i market gestiti dai bengalesi che, per evitare guai, preferiscono abbassare la saracinesca quando non possono più vendere birra o cupidi. Alcuni market sono anche in vendita e i proprietari li hanno offerti ad altri piccoli imprenditori della zona.

 Nei guai è andato chi non s’è adeguato. Tutti artigiani alimentari, negozi e mini market che non hanno rispettato le regole, come verificato dalla “municipale” nel corso di serranti controlli. Per questo dovranno chiudere alle 20. Molti di questi punti vendita erano aperti solo di sera.

 Non potranno tenere aperto dopo le 20 i punti vendita di piazza delle Erbe 2, via San Donato 30 e 17, via Prè 165, 82, 35, 27 e 13.

 ALTARIMINI

Rimini, tassista ubriaco passa con il rosso e semina il caos in strada: sceso dal taxi, dà di matto

Un pomeriggio di follia per un 35enne riminese, arrestato sabato pomeriggio intorno alle 17.45. L'uomo, un taxista, è stato visto da alcuni colleghi mentre guidava il suo mezzo in modo piuttosto spericolato, non rispettando neppure il "rosso" di un semaforo. Con una scusa i colleghi lo hanno chiamato alla radio, chiedendogli di fermarsi nei pressi della stazione dei treni di Rimini. Qui all'uomo è stato intimato di restituire le chiavi del taxi: a quel punto ha dato in escandescenze, prendendo a calci e pugni il mezzo e costringendo i colleghi a contattare la Polizia. Solo dopo alcuni minuti gli Agenti sono riusciti a calmarlo, arrestandolo per i reati di resistenza a pubblico ufficiale e guida in stato di ebbrezza: al test dell'etilometro ha registrato un tasso alcolemico di 2.38 g/l. Inoltre dovrà rispondere del reato di evasione: il 35enne si trovava ai domiciliari, accusato un anno fa di una tentata rapina a un ristorante di via Destra del Porto. Aveva ottenuto dei permessi per lavorare, ma al momento del fermo era già in una fascia oraria in cui doveva trovarsi nel proprio domicilio. Il taxista si trova nel carcere Casetti di Rimini, in attesa del processo che si terrà giovedì. Il dottor Filippo Capanni, patrocinatore legale in sostituzione dell'avvocato Davide Grassi, chiederà l'affidamento alla comunità a cui l'uomo era già stato assegnato in passato, a causa dei suoi problemi di dipendenza dall'alcool. Problemi che nell'ultimo anno aveva superato, prima della ricaduta di sabato.

 BERGAMO NEWS

Ubriaco, aggredisce con coltello moglie e figlio: arrestato 39enne ad Azzano 

L’uomo, in stato di ebbrezza alcolica e per futili motivi, ha aggredito la moglie 38enne e il figlio sedicenne, minacciando entrambi con un coltello da cucina

Ad Azzano San Paolo, i Carabinieri della Stazione di Stezzano hanno tratto in arresto un 39enne di origini boliviane, pregiudicato, per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate.

L’uomo, in stato di ebbrezza alcolica e per futili motivi, ha aggredito la moglie 38enne e il figlio sedicenne, minacciando entrambi con un coltello da cucina, venendo bloccato dai carabinieri intervenuti immediatamente.

La moglie ha nella circostanza rifiutato le cure mediche, mentre il minore, trasportato presso l’ospedale Humanitas Gavazzeni di Bergamo, è stato dimesso poco dopo con una prognosi di giorni 10 per i traumi contusivi riportati.

L’uomo è stato associato alla Casa circondariale di Bergamo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

 IL GAZZETTINO

Ubriaco al volante: morsi e testate contro i poliziotti e i carabinieri

di Marco Aldighieri

PADOVA - Paura, ieri notte, in via Astico in zona Altichiero. Un’auto è passato lungo la strada, intorno alle 3, a tutta velocità procedendo a zig-zag e con la musica proveniente dall’autoradio sparata al massimo. I residenti del rione, molto preoccupati, hanno chiamato il 113 e in via Astico è intervenuta una pattuglia della polizia. Gli agenti, dopo poco, sono riusciti a intercettare la macchina e con una manovra molto veloce hanno bloccato il mezzo. Al volante hanno trovato un romeno di 26 anni. Il giovane straniero, molto alterato, si è rifiutato di sottoporsi all’alcoltest e non ha voluto fornire le proprie generalità. Allora gli agenti hanno deciso di accompagnarlo in Questura, ma il 26enne è diventato violento. Sono così arrivati dei rinforzi, quindi un’altra pattuglia della polizia e una macchina dei carabinieri. Il romeno, che nel frattempo non si è calmato, ha tentato a più riprese di mordere e di prendere a testate gli agenti e i militari. Non solo, ha anche provato a scappare.

 LA STAMPA

Nudo e ubriaco prende a calci le auto nel posteggio del centro commerciale: arrestato 

Fermato dai carabinieri li ha insultati e minacciati, così sono scattate le manette

massimo massenzio

beinasco 

Domenica mattina si stava preparando ad assistere all’anticipo di campionato fra Udinese e Napoli, ma ha cominciato a festeggiare troppo presto ed è finito in cella prima del fischio d’inizio. Evidentemente Andrea, 41 anni, sfegatato tifoso della Juventus, sentiva che Higuain e compagni avrebbero fatto un passo falso e così ha iniziato a bere fin dalle prime ore del mattino. 

Alle 10, completamente ubriaco, ha pensato bene di denudarsi nel parcheggio del centro commerciale Le Fornaci, a Beinasco, e prendere a calci le auto di passaggio. Quando i carabinieri sono arrivati in strada del Drosso, Andrea è saltato a bordo della sua Golf ed è scappato a tutta velocità verso Torino. La fuga, però, è durata solo pochi chilometri e all’angolo fra corso Orbassano e corso Settembrini la pattuglia è riuscita a tagliargli la strada e a fermare la sua corsa. Il tifoso bianconero, ormai completamente fuori controllo, ha aggredito e minacciato i militari ed è stato arrestato per resistenza e minaccia a pubblico ufficiale.

 IL GAZZETTINO

Ubriaca e furiosa: fuori dal bar ferisce una persona a morsi

PORDENONE - Completamente ubriaca, una 31enne ha perso la testa dopo un diverbio fuori dal bar "Grattacielo" e ha morso la persona con cui stava litigando. Erano quasi le 22.30 di domenica sera e quando sul posto è piombata una pattuglia della polizia hanno trovato la donna - E.S., cittadina francese domiciliata a Pordenone - che cercava di aggredire nuovamente la persona ferita, coprendola di insulti.

 La donna si è rivolta con violenza anche nei confronti dei poliziotti, che nonostante un tentativo di fuga sono riusciti a bloccarla. La 31enne, che conta vari precedenti specifici, è stata arrestata, denunciata anche per il reato di lesioni e contravvenzionata per ubriachezza. 

 REPUBBLICA Roma

Roma, ubriachi aggrediscono autista Atac sul bus: arrestati

In due, in zona piazza Bologna, prima hanno colpito il mezzo che si è fermato poi una volta a bordo hanno sradicato un estintore scagliandosi contro la cabina del conducente

Si è dovuto rifugiare su un altro autobus l'autista della linea 310 che ieri sera è stato aggredito da due uomini ubriachi saliti a bordo del mezzo Atac. Sono stati alcuni cittadini a fermare una volante della polizia per segnalare che nei pressi di piazza Bologna due persone stavano danneggiando una vettura dell'azienda dei trasporti.

 Gli agenti dei commissariati Sant'Ippolito e Vescovio sono subito saliti sul bus e, tra la folla che guardava esterrefatta, hanno bloccato T.M., 35enne di origini svizzere, e C.D., 27enne romano.

I poliziotti hanno ricostruito l'accaduto: i due, arrivati alla fermata mentre l'autobus stava ripartendo, hanno colpito il mezzo costringendo l'autista a fermarsi, poi saliti a bordo hanno sradicato un estintore scagliandosi contro la cabina del conducente. Infine, hanno costretto gli altri passeggeri presenti a scendere.

T.M. e C.D.portati al commissariato Sant'Ippolito sono stati arrestati: dovranno rispondere, in concorso fra loro, dei reati di violenza, danneggiamento aggravato ed interruzione di pubblico servizio. 

 Corriere della Sera

L’eno-strategia di Renzi e la beffa a De Gaulle 

La diplomazia delle bottiglie

di Luciano Ferraro

Durante il suo ultimo viaggio negli Stati Uniti, Matteo Renzi si è presentato al presidente Obama con una cassetta di abete chiaro. All’interno il bene materiale che rappresenta un’Italia vitale, creativa e con radici profonde: il vino. Rosso e toscano, scelto dalla Fondazione Italiana Sommelier. Uno è il Petra, affinato in una cantina che sembra un’astronave di rame, disegnata da Mario Botta per il milanese Vittorio Moretti, patron anche di Bellavista. L’altro è il Fontalloro, di Fèlsina. La stessa azienda che produce uno dei Vin Santo che Renzi ha donato al Papa nel dicembre 2014. Il vino è diventato per il premier un messaggio positivo. Si fa preparare una cassetta, che spesso contiene anche una bottiglietta di olio extravergine, per ogni leader e ogni grande del mondo che incontra. Le bottiglie sono uno strumento di diplomazia prima ancora che di cortesia istituzionale: attraverso vino (e olio) si trasmette l’immagine di un Paese che produce eccellenze e vuole farle viaggiare nel mondo. Puntando, come disse Obama ricevendo la prima confezione di vini toscani durante la visita di Renzi a Washington 2015, “a stabilire forti legami commerciali dopo gli assaggi”. Renzi scommette sul successo del vino italiano: non mancherà di farlo notare durante la visita al Vinitaly e alla grande cena a cui parteciperà a Villa Allegrini, nell’azienda di Marilisa, Lady Amarone. Quelle cassette di vino diplomatico sono anche un modo per fronteggiare la lobbying francese sul vino. Come negli anni 60, quando a Charles De Gaulle, in visita a Venezia, venne servito un rosso che il presidente elogiò come un grande Bordeaux. Per scoprire poi la beffa: si trattava di un vino del conte veneto Piero Loredan. Che lo chiamò, in onore sia di De Gaulle, sia della supremazia italiana, “Capo di Stato”.