Rassegna del 2 Aprile 2016

A cura di Roberto Argenta, Guido Dellagiacoma, Alessandro Sbarbada

 LA REPUBBLICA Firenze

Firenze, la polemica a Careggi sulla vendita di alcolici in un market dell'ospedale

Prima la denuncia del Movimento 5 Stelle, poi l'intervento della direzione: "Rispetto del regolamento, alcol bandito"

Vendita di bevande alcoliche a Careggi. Dopo la denuncia del Movimento 5 Stelle la direzione dell'ospedale interviene "immediatamente per garantire il rispetto del regolamento aziendale" e impedire dunque la vendita e il consumo di alcolici in tutta l'area ospedaliero universitaria. Il caso era stato sollevato dal capogruppo M5S in Regione Andrea Quartini e ha riguardato il negozio Carrefour aperto dal 17 marzo 2016 nel padiglione di ingresso dell'ospedale "con tanto - dice Quartini - di enoteca interna e ampia gamma di prodotti alcolici". Il tutto contrariamente al regolamento di Careggi che dal 2014 proibisci l'introduzione, la vendita e la somministrazione di alcolici all'interno della struttura". "Careggi era una struttura modello a riguardo sia nella clinica che nella prevenzione- ha aggiunto il consigliere - con un regolamento all'avanguardia. In pochi mesi ci troviamo con la chiusura del reparto di tossicologia, da noi osteggiata con ogni mezzo, e l'apertura di un punto vendita pieno di alcolici dentro il complesso ospedaliero".

Una segnalazione che però subito è stata accolta dalla direzione che ha vietato la vendita di alcolici al Carrefour interno. (*) L'azienda sanitaria ha spiegato di aver avvisato l'amministratore delegato della Società Immobili Careggi che ha la gestione degli spazi commerciali nel Nuovo ingresso dell'Ospedale per verificare la corretta applicazione del regolamento.

 (*) Nota: questa vittoria è una bellissima notizia, perché l’argomento è di estrema importanza.

Fino a vent’anni fa negli Ospedali italiani era normale dare vino ai pazienti, poi la cultura ha cominciato a cambiare.

Prima è stato tolto il vino dal menu dei pazienti, poi sono stati eliminati tutti gli alcolici dalle mense del personale, finalmente alcune strutture – come Careggi – hanno eliminato gli alcolici anche dai bar interni.

Occorre fare ogni sforzo per accelerare questo processo di dealcolizzazione degli Ospedali e delle strutture sanitarie, per far passare con grande chiarezza il messaggio dell’inconciliabilità tra la salute e il consumo di vino, birra e altri alcolici.

A parere di chi scrive, su questo aspetto si parla e si lavora ancora troppo poco: è necessario che divenga un argomento centrale dei progetti dell’immediato futuro a proposito della promozione di una cultura atta a prevenire i problemi e le sofferenze legate al bere.

 GONEWS

Bevande alcoliche a Careggi, la Direzione ribadisce il divieto

In merito alla segnalazione della presenza di bevande alcoliche all’interno dell’Azienda ospedaliero – universitaria, la Direzione di Careggi è intervenuta immediatamente per garantire il rispetto del regolamento aziendale che, anche in applicazione della normativa a tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro vieta la vendita e il consumo di alcolici in tutta l’area ospedaliero universitaria Careggi.

La Direzione aziendale ha immediatamente avvisato l’Amministratore Delegato della Società Immobili Careggi che ha la gestione degli spazi commerciali nel Nuovo ingresso dell’Ospedale per verificare la corretta applicazione del regolamento Aziendale 903 del 2015, Protocollo per la tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori e dei terzi in AOUC rispetto al consumo di alcol ai sensi dell’art.15 Legge 125 del 2001.

Il testo all’articolo 1 dispone che “Il presente documento ha le seguenti finalità: Applicare il divieto di somministrazione e vendita di bevande alcoliche o superalcoliche in tutto il comprensorio di Careggi; stabilire il divieto di assunzione di alcol per tutti i lavoratori all’interno del comprensorio di Careggi. La vendita di bevande alcoliche è quindi cessata immediatamente.

Fonte: Ufficio stampa AOU Careggi

 MAREMMANEWS

Gruppi musicali chiamati a raccolta per il "Sober contest"

Al via la campagna di adesioni per potersi esibire sabato 9 aprile in piazza san Francesco per “Yes! Sober festival”, iniziativa promossa dal Comune e dal Coeso Società della Salute. 

I gruppi under 30 che vorranno partecipare possono compilare il modulo online disponibile sul sito www.coesoareagr.it entro sabato 2 aprile.

Grosseto: Una due giorni di eventi per parlare di stili di vita sani e dei rischi legati all'uso dell'alcol. E' “Yes! Sober festival”, iniziativa promossa dall'Amministrazione comunale e dal Coeso Società della Salute nell'ambito del progetto “Non bere! La vita ti (a)spetta”. (*) Venerdì 8 e sabato 9 aprile la città di Grosseto ospiterà una serie di eventi destinati ai giovani per sensibilizzarli su questa importante tematica. In calendario anche un contest di gruppi musicali, il 9 aprile in piazza San Francesco, per il quale è appena partita la campagna di adesione.

I giovani musicisti grossetani under 30, che vorranno partecipare possono compilare la scheda di iscrizione disponibile sul sito web del Coeso, all'indirizzo www.coesoareagr.it e sulla pagina Facebook www.facebook.com/stilidivitagrosseto entro sabato 2 aprile.

Gli interessati, oltre a compilare il modulo, dovranno inviare o segnalare una demo. Potranno esibirsi quattro gruppi che saranno scelti da una commissione interna. In questo modo avranno l'opportunità di esibirsi in una maratona musicale pomeridiana e partecipare al contest, che prevede dei premi che saranno scelti proprio dai ragazzi coinvolti.

L'idea è quella di dimostrare che si può divertirsi, fare festa e trascorrere momenti piacevoli anche senza ricorrere a sostanze nocive e senza mettere in atto comportamenti devianti. I gruppi che si esibiranno, quindi, dovranno impegnarsi a presentare pezzi “in linea” con lo spirito del festival: nessun incitamento a comportamenti dannosi per la salute, ma atteggiamenti positivi, che possano essere da esempio anche per i ragazzi più piccoli.

Gli studi sugli stili di vita, infatti, parlano chiaro: per incidere efficacemente sui comportamenti individuali è importante dare esempio e invitare alla riflessione sin da piccoli. E' tra i tre i cinque anni, infatti, che si radicano in noi le abitudini e le predisposizione agli atteggiamenti più difficili da modificare. Lo “Yes! Sober Festival” si avvale della collaborazione di un gruppo di associazioni che, oltre un anno fa, diedero la propria disponibilità a partecipare al progetto promosso dal Comune e dal Coeso: si tratta dei Club Acat di Grosseto, dell'Istituto nazionale Giachery, della Croce rossa italiana e dell'associazione Oasi.

Per questo, i volontari delle associazioni saranno disponibili, durante i vari appuntamenti, con uno stand per dare informazioni a chiunque ne abbia bisogno. Inoltre, alcuni locali del centro storico saranno inviati dalle associazioni di categoria a non vendere alcolici durante l'esibizione dei gruppi. Accanto al contest musicale, il programma di eventi prevede un convegno – venerdì 8 aprile, nell'aula magna dell'Università di via Ginori – per presentare il progetto sperimentale di metodologia e ricerca sociale, messo in atto lo scorso anno al Liceo Rosmini e che sarà presto esteso agli altri istituti interessati, e un quadrangolare di calcio – sabato 9 aprile - organizzato grazie alla collaborazione con la Uisp.

 (*) Nota di Alessandro Sbarbada: per 10 anni ho organizzato nel mantovano un “Festival Musicale Analcolico”, con la collaborazione degli amici dei Club mantovani e dell’Associazione Europea Familiari e Vittime della Strada, cui hanno partecipato musicisti di fama internazionale e artisti meno noti ma sempre di grande qualità. Fa molto piacere che un’analoga idea, con peculiarità proprie, venga rilanciata a Grosseto.

L’auspicio e che virtuose manifestazioni come queste si possano diffondere per tutta l’Italia.

 DIREGIOVANI.IT

L’inchiesta sul consumo di alcol tra i giovani della classe IIID

ANALISI DEI DATI DELL’INCHIESTA SUL CONSUMO DI ALCOOL TRA I GIOVANI

Abbiamo intervistato 82 studenti frequentanti la terza media della scuola Cornelio Tacito, per scoprire qual è il rapporto dei ragazzi di 13 anni circa con l’alcool.

Abbiamo così scoperto che l’85,4% degli intervistati ha bevuto sostanze alcoliche e il 79,2% degli stessi intervistati ha visto ragazzi della propria età bere alcolici o superalcolici.

Il 45,6% ha bevuto in famiglia, il 31,6% in occasione di feste in casa e ben il 19% dichiara di aver assaggiato sostanze alcoliche in un pub. (*)

I ragazzi intervistati hanno 13/14 anni e il 35% di loro ha assaggiato alcolici prima dei 12 anni. Tra gli alcolici, il vino e la birra sono stati bevuti rispettivamente dal 39,8% e il 38,8% del campione.

Il 12,6% afferma di aver bevuto superalcolici.

Alla domanda se fosse mai capitato di vedere un coetaneo ubriaco il 42,15 del campione ha risposto di si.

In conclusione abbiamo chiesto se si conoscevano le conseguenze dell’alcool sull’organismo e il 6% ha risposto di no mentre il 94% ha affermato di conoscerle.

Questi dati ci hanno fatto riflettere su quanto sia diffuso il consumo nonostante si conoscano le conseguenze. A nostro parere è necessario sensibilizzare i genitori e gli adulti che offrono esempi non corretti. (**)

La terza D

 Scuola Cornelio Tacito – Roma

 (*) Nota: a 13 anni hanno bevuto in un pub, la dice lunga sull’incapacità di far osservare le disposizioni di legge.

 (**) Nota: il finale di questo articolo mi piace molto, il problema sono gli adulti, la loro cultura, i loro comportamenti.

 LA STAMPA

L’infermiera killer era depressa e con problemi di alcol e psicofarmaci 

Tredici pazienti uccisi con inutili dosi di eparina

stefano pezzini

piombino (livorno) 

Era depressa, usava ed abusava di alcol e psicofarmaci: non c’è un motivo vero e proprio ma una situazione psicologica che avrebbe trasformato una infermiera di lungo corso in una presunta assassina, accusata di aver ucciso volontariamente 13 pazienti ricoverati all’ospedale di Piombino (*), provincia di Livorno. Fausta Bonino, 55 anni, originaria di Savona ma dagli anni ’80 in Toscana assieme al marito e ai due figli, lavorava nel reparto di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale di Piombino. I Carabinieri del Nas le contestano l’accusa di omicidio continuato aggravato a danno di pazienti. Fausta Bonino avrebbe utilizzato dosi massicce di eparina, un farmaco anticoagulante non previsto dalle terapie prescritte alle vittime, per uccidere i pazienti. La presenza di questo farmaco è stata riscontrata nei rispettivi esami ematochimici effettuati sui pazienti nel corso dell’ordinario monitoraggio clinico, che hanno evidenziato una concentrazione, in alcuni casi, anche 10 volte superiore rispetto a quelle compatibili con le consentite dosi terapeutiche. I pazienti deceduti per emorragia, uomini e donne di età compresa fra i 61 e gli 88 anni, in molti casi avevano patologie per le quali la somministrazione dell’eparina non rientrava nelle possibili terapie. L’infermiera, proprio per l’alta percentuale di decessi nel reparto dove lavorava, era stata trasferita. E dopo il trasferimento nel reparto dove prestava servizio si è passati dal 20% al 12% del tasso di mortalità. Abbastanza per fare scattare l’indagine dei carabinieri. 

 (*) Nota: non sappiamo che queste circostanze verranno confermate, ma non sorprenderebbe. 

Il bere è fattore importante, quando non determinante, in buona parte degli episodi di cronaca nera che funestano le nostre comunità.

 IL CENTRO

Martinsicuro, ubriaco uccide 2 marittimi col suv: rito immediato per l'inglese

Sì del gip alla richiesta del pm: Stephen Collins, 36 anni, ora ai domiciliari a Ladispoli, comparirà davanti al giudice il prossimo 5 ottobre

TERAMO. Il gip Roberto Veneziano ha accolto la richiesta di rito immediato avanzata dalla Procura (pm titolare Laura Colica) per Stephen Collins, l'inglese di 36 anni che a dicembre scorso aveva travolto, uccidendoli, due pescatori di Martinsicuro (Teramo), e fissato per il prossimo 5 ottobre la data del processo. Tra sei mesi, dunque, Collins comparirà davanti ai giudici per rispondere dell'accusa di omicidio plurimo aggravato.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti l'uomo, ai domiciliari da fine gennaio in un'abitazione di Ladispoli dopo essere stato arrestato a dicembre per aver travolto ed ucciso con il proprio suv i due pescatori teramani Graziano Battistelli e Marco Iampieri, quella tragica sera aveva bevuto molto. Tanto da avere un tasso alcolemico di sei volte superiore al consentito. Nonostante ciò si era messo alla guida di un Audi Q7, con la quale era piombato sulla macchina nella quale viaggiavano i due marittimi.

 CORRIERE DELLA SERA Roma

la violenza

Stuprata sotto casa da un ubriaco mentre sale in auto

Pineta Sacchetti, vittima un’impiegata di 26 anni. Dimessa dal Gemelli con una prognosi di una settimana. Caccia a uno straniero: «Era armato di coltello»

di Rinaldo Frignani

«Mi ha aggredito alle spalle mentre stavo salendo in macchina. Mi ha puntato qualcosa di metallico alla schiena e mi ha ordinato di dargli il portafoglio e il telefonino, ma non li avevo...». Così un’impiegata di 26 anni che abita da sola nella zona della Pineta Sacchetti ha raccontato ai carabinieri l’inizio dell’incubo vissuto nella tarda serata di mercoledì sera quasi sotto casa, dove è stata violentata «da uno straniero, era ubriaco» - ha aggiunto - che è poi fuggito (ipotizzano gli investigatori dell’Arma) perché disturbato dall’avvicinarsi di qualcuno. 

La denuncia

La giovane, sotto choc, ha presentato denuncia il giorno successivo negli uffici della stazione Monte Mario dei carabinieri, fornendo elementi che potrebbero rivelarsi utili per il prosieguo delle indagini. Gli investigatori della compagnia Trionfale stanno infatti dando la caccia allo sconosciuto che, secondo i primi accertamenti, non sarebbe mai stato visto da quelle parti. Purtroppo non ci sarebbero telecamere della videosorveglianza nella zona dove è avvenuta la violenza e questo potrebbe complicare le indagini. La ventenne era uscita di casa per andare a prendere la macchina in un piccolo parcheggio parzialmente coperto da alberi e cespugli. E lì è stata aggredita dall’uomo, presumibilmente armato di coltello, che voleva rapinarla. Poi però non si è fermato. 

Gli accertamenti

Dopo la violenza, la vittima è ritornata nel suo appartamento e la mattina successiva si è recata al pronto soccorso del Policlinico Gemelli da dove è stata dimessa con una prognosi di sette giorni. Un episodio inquietante che ha spinto le forze dell'ordine a rafforzare da tre giorni il pattugliamento nella zona di via della Pineta Sacchetti per cercare il violentatore della ragazza che, non si esclude, potrebbe essere responsabile anche di altre aggressioni. Le indagini puntano anche agli sbandati che di notte frequentano proprio l’area verde del Parco del Pineto, che non si trova molto lontano dal luogo dello stupro, teatro di rapine, ferimenti e anche di un omicidio.

 GARDA POST

Ubriaco rompe un dente a un vigile

SALÒ – È stato sottoposto a regime di trattamento sanitario obbligatorio un 43enne di Salò che ha malmenato un agente della Polizia Locale.

I fatto risalgono al giorno 29 marzo, quando verso le 15.30 veniva segnalata una persona che fermava le auto in transito in via Bossi, colpendole con calci e pugni.

Giunti sul posto gli agenti della Locale riconoscevano il 43 enne del posto, c he in precedenza si era già fatto notare per episodi simili.

«Gli agenti intervenuti – spiegano alla Polizia Locale di Salò – sono riusciti in un primo momento a calmare l’uomo, che versava in un forte stato di ebbrezza, ma improvvisamente questi ha sferrato un pugno colpendo un agente. È stato quindi immobilizzato e si è richiesto l’intervento di un’ambulanza per trasportare il soggetto in pronto soccorso».

L’uomo è stato sottoposto a regime di trattamento sanitario obbligatorio e ricoverato presso la struttura ospedaliera di Gavardo.

All’agente colpito è stata diagnosticata la rottura di un dente dell’arcata superiore.

 GAZZETTAMATIN.COM

Ubriaca, imbratta i muri della chiesa parrocchiale

E' quanto accaduto a Valtournenche in occasione della festa patronale; la responsabile - una 40enne insospettabile - è stata denunciata dai carabinieri dopo essere stata identificata grazie alle telecamere di videosorveglianza

Una insospettabile 40enne di Valtournenche è stata denunciata dai carabinieri del Comando Stazione di Breuil-Cervinia per aver imbrattato parte dei muri della chiesa parrocchiale del paese ai piedi del Cervino, più precisamente nella sezione vicina al campanile. 

I fatti contestati si sarebbero verificati durante i festeggiamenti della festa patronale, nella nottata del 15 gennaio scorso, deturpamento che sarebbe stato attuato proprio di fronte al posto fisso dei carabinieri a Valtournenche. 

Grazie ai filmati delle telecamere di videosorveglianza installate dal Comune poche settimane prima, la donna - dopo essere stata identificata e convocata in caserma dai militari dell'Arma dei carabinieri - «si è scusata, dicendo che probabilmente era ubriaca e ha risarcito la parrocchia saldando il conto di mille euro presentato da una restauratrice professionista per ripristinare i muri deturpati», hanno fatto sapere i carabinieri. 

(pa.ba.)