Rassegna del 30 Marzo 2016

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

 

IL SECOLO XIX

Hai bevuto troppo? Da Honda e Hitachi arriva la chiave che non fa partire l’auto (*)

La chiave che blocca l'auto se hai bevuto troppo  

Genova - Una “smart key” che potrebbe salvare tante vite: arriva da Honda e Hitachi il nuovo dispositivo che riesce a impedire a chi ha bevuto troppo di mettersi alla guida della propria auto, evitando così di mettere a repentaglio non solo la propria vita ma anche quella altrui. Lo strumento realizzato dalle due case automobilistiche giapponesi ha le dimensioni di una chiave ed è in grado di annusare il respiro umano rilevandone il tasso di alcol grazie a sensori che misurano la quantità di etanolo, idrogeno e acetaldeide metabolizzato.

Un vero e proprio “alcol test” senza margine d’errore che questa nuova chiave intelligente riesce a fare in soli 3 secondi, al termine dei quali l’accensione di un allarme sul cruscotto indica che l’alito non è in regola e quindi la persona non può mettersi al volante. A differenza di altri strumenti di controllo dell’alcol che richiedono di soffiare in un’apposita strumentazione prima di avviare il motore, quest’ultimo dispositivo, attualmente in fase di sperimentazione e presentato il prossimo 12 aprile a Detroit al SAE World Congress, il Salone annuale della “Society of Automotive Engineers”, non è a rischio forzature: se ignorato, infatti, porta direttamente al blocco totale del veicolo, che può essere sbloccato solo se il guidatore alticcio opta per la migliore scelta possibile, ovvero quella di sedersi sul sedile passeggero lasciando guidare chi è sobrio.

Rosaria Corona

 

(*) Nota: la tecnologia offre l’opportunità di evitare la guida in stato di ebbrezza. In Svezia l’etilometro che blocca l’avviamento è già obbligatorio sulle auto nuove dal 2012, in Olanda e in Francia viene imposto, in via sperimentale, a chi ha guidato in stato di ebbrezza. In Italia saremo probabilmente gli ultimi a renderlo obbligatorio, la tecnologia avanza più velocemente della cultura.

 

IL GIORNO

Ripalta, ubriaco investe un pedone: lo soccorre e poi tenta la fuga

Ripalta Cremasca, 29 marzo 2016 - Investe un pedone, si ferma e chiama i soccorsi. Poi, quando i poliziotti scoprono che è ubriaco, tenta la fuga, picchia due agenti e alla fine, viene arrestato. Così stamattina, a meno che il giudice non cambi idea sulla direttissima, l’italo-zairese M.B., 60 anni residente a Credera Rubbiano, potrebbe essere il primo in Italia a essere giudicato con la nuova legge sull’omicidio stradale: rischia fino a cinque anni di galera e un minimo di cinque anni senza patente. (*)  Intorno a mezzanotte del giorno di Pasqua a bordo della sua Bmw 320 stava attraversando il borgo di Ripalta Nuova quando ha investito E.D., 45 anni di Moscazzano, scaraventandolo violentemente a terra e provocandogli ferite alla testa. L’investitore ha chiamato i soccorsi e in fretta un’auto medica e un’ambulanza del 118 sono giunte sul posto, trasportando poi il ferito al pronto soccorso di Crema.

È arrivata anche una pattuglia della Polstrada di Crema che ha controllato il tasso alcolico dell’investitore, scoprendo che l’uomo aveva in corpo cinque volte in più di alcol del massimo consentito. Nel frattempo dall’ospedale qualcuno ha informato che il ferito stava per essere ricoverato nel reparto di rianimazione ed era in prognosi riservata, in quanto l’incidente gli aveva provocato un’emorragia cerebrale. Così gli agenti hanno avvertito l’italo-zairese che l’auto gli sarebbe stata sequestrata. A quel punto è successo il finimondo. L’uomo si è opposto al sequestro e ha tentato la fuga. Gli agenti sono riusciti a sfilare dal cruscotto le chiavi dell’auto e hanno cercato di calmare l’esagitato che, per tutta risposta, si è gettato sui poliziotti. Ne è nata una violenta zuffa e solo con molta fatica e a caro prezzo i due agenti sono riusciti a bloccare l’uomo e a mettergli le manette per immobilizzarlo. Alla fine l’investitore è stato arrestato per lesioni e violenza a pubblico ufficiale (i due agenti hanno riportato contusioni che guariranno in 15 giorni), ubriachezza e lesioni gravissime nei confronti dell’investito. È il terzo arresto effettuato in Italia da quando è entrata in vigore la nuova legge che norma l’omicidio stradale e che prevede pene severe anche per chi guida in stato di ebbrezza e provoca incidenti con feriti.

 

(*) Nota: seguiremo con attenzione gli sviluppi delle prime sanzioni secondo la legge sull’omicidio stradale; il suo effetto deterrente è in relazione alla sua fattiva applicazione.

 

SPORTFAIR

Omicidio stradale, quali responsabilità per le forze dell’ordine ?

Con l’entrata in vigore del reato di omicidio stradale, cerchiamo di analizzare e comprendere le responsabilità che riguardano le Forze dell’Ordine

L’introduzione del reato di Omicidio Stradale, oltre a portare nuove e più pesanti conseguenze a chi commette un incidente sotto effetto di droghe o alcol, provocando morti o lesioni gravi o gravissime, aumenta di molto la responsabilità delle Forze dell’Ordine chiamate a determinare le colpe di un sinistro.

Queste ultime, dopo un sinistro mortale o gravissimo, sono chiamate ad redigere un verbale che descrivi la dinamica dell’incidente, individuando cause e colpevoli, magari con l’aiuto di testimoni presenti sul posto. Come da prassi, gli elementi raccolti per ricostruire l’accaduto saranno utilizzati dai periti o anche in tribunale, nel caso si verifichino controversie legali.

Da qui nasce la necessità, da parte della Polizia, di operare con la massima attenzione per stabilire con esattezza  la ricostruzione e attribuire le varie responsabilità dell’accaduto. Dal lavoro effettuato può scaturire infatti una condanna penale e di conseguenza il carcere, che varia a seconda della gravità delle infrazioni commesse.

Per l’omicidio stradale la reclusione può variare da 5 a 10 anni, per le lesioni gravi si va da 1 anno e 6 mesi fino ad un massimo di 3 anni, mentre per quelle gravissime si parte da 2 anni e si possono raggiungere i 4 anni di prigione, se l’accaduto è stato provocato da un guidatore sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o con un tasso di alcol nel sangue che va da 0,8 g/l a 1,5 g/l.

Fondamentale il verbale della Polizia anche quando si deve stabilire se l’incidente è avvenuto in determinate condizioni, come ad esempio in un  centro urbano a una velocità pari o superiore al doppio di quella consentita  (comunque non inferiore a 70 km/h), se si percorrono  strade extraurbane a una velocità superiore di almeno 50 km/h rispetto a quella massima consentita, anche se si  attraversa un incrocio con il semaforo rosso, se si circola contromano o si effettua una manovra di inversione del senso di marcia in prossimità o in corrispondenza di incroci, curve o dossi, oppure se si effettua un sorpasso  in corrispondenza delle strisce pedonali  o di linea continua. Se vengono aggiunte  eventuali aggravanti la pena può raggiungere 18 anni.

Per agevolare al meglio il lavoro delle Forze dell’Ordine e assicurare che l’automobilista possa usufruire delle migliori condizioni della strada, gli enti locali e i gestori delle strade dovrebbero prendersi la massima responsabilità del loro operato.

 

LA STAMPA

Abbuffate di alcol sempre più diffuse: è allarme soprattutto tra le ragazze

Una relazione del ministero della Salute fotografa il fenomeno del binge drinking: situazione più critica che in altre regioni

NOEMI PENNA

TORINO, 29/03/2016 - Il binge drinking, l’abbuffata alcolica: bere tanto, superalcolici diversi, uno dopo l’altro o mixati fra loro, in un lasso di tempo ridotto. Gli effetti per la mente e per il corpo sono facili da intuire: sballo, perdita delle inibizioni, e addirittura dei sensi. Soprattutto se lo si fa a stomaco vuoto e se a praticarlo sono donne e giovanissimi con un metabolismo non abituato all’alcol. Un fenomeno in crescita, soprattutto in Piemonte, dove i binge drinker sono il 12,2% degli uomini consumatori di alcolici e il 4,1% delle donne, contro il 10 e il 2,5% della rispettiva media nazionale. 

 A fotografare tutte le regioni d’Italia è la relazione del Ministero della Salute, presentata al Parlamento nei giorni scorsi, sugli interventi della Legge quadro in materia di alcol e problemi correlati. Emerge che la nostra regione ha una mortalità di 2,92 persone sopra i 15 anni su 100 mila abitanti, che i club di auto mutuo aiuto si sono dimezzati, così come sono diminuiti gli operatori sanitari che quotidianamente si confrontano con i problemi correlati all’alcol. Negli ultimi cinque anni il numero di utenti seguiti è oscillato di poco: si va dai 6.745 del 2011 ai 7.524 del 2012 ai 6.765 del 2014, ma a cambiare sono le percentuali di diffusione e delle abitudini dei bevitori, con un netto aumento delle donne che alzano il gomito e del consumo di superalcolici a discapito di birra e vino.

 Il rapporto fra donne e uomini bevitori è salito a una su tre, con un aumento anche delle giovani pazienti seguite dai servizi territoriali. Come gusti, ormai non c’è più differenza fra i sessi. In Piemonte i superalcolici sono consumati abitualmente dal 12,2% degli uomini e il 12,3% delle donne, il vino dal 33,5% dei signori e dal 36,8% delle signore. A scegliere la birra sono «solo» il 13% dei maschi e il 10,6% delle femmine. Questo perché negli ultimi tre anni le piemontesi si sono mostrate più interessare al vino e agli aperitivi alcolici rispetto a prima, mentre i piemontesi hanno diminuito il consumo di birra e amari, scendendo addirittura sotto la media nazionale.

 La percentuale di consumatori di almeno una bevanda alcolica al mese è pari al 77,3% tra gli uomini e al 54,1% tra le donne; per queste ultime il valore risulta superiore al dato medio nazionale ed è aumentato rispetto al 2013 di 4,8 punti percentuali. L’analisi dei comportamenti a rischio fatta dal Ministero della Salute mostra valori superiori alla media nazionale per entrambi i sessi della prevalenza dei binge drinker e dei consumatori a rischio dipendenza. Insomma, una crescita preoccupante del consumo di alcol fuori pasto che raggiunge i valori massimi tra i 18 e i 24 anni, con percentuali che vedono addirittura le ragazzine superare i coetanei nell’abuso già fra gli 11 e i 15 anni, ovvero quella fascia che non dovrebbe neanche essere menzionata visto il divieto della somministrazione di bevande alcoliche ai minori.

 

LANUOVAVENEZIA

Una ventina di multe per l’ordinanza anti-alcol

Sono tutti giovani sorpresi nel lungo weekend a bere all’aperto per la strada e in spiaggia

JESOLO. Sono una ventina le multe da 200 euro elevate durante il weekend pasquale per l’ordinanza anti-alcol che vietava il consumo di bevande alcoliche all’aperto, compreso il lungomare di Jesolo.

Gli agenti della polizia locale hanno applicato dunque l’ordinanza e dalle 22 di sabato hanno monitorato costantemente le piazze e i luoghi di ritrovo per far rispettare il provvedimento.

Tre trasgressori sono individuati e sanzionati, ognuno con 200 euro di ammenda. Erano un giovane veronese di Isola della Scala, di 24 anni, che ha dichiarato di non essere a conoscenza del divieto: stava bevendo una birra in bottiglia mentre camminava lungo la strada. Poi è toccato a un cittadino bengalese di 21 anni di un esercizio commerciale che ha venduto a un cliente una bottiglia di birra senza avvisarlo di non consumarla in un luogo all’aperto.

Infine, a cadere nella rete è stato un 29enne, tedesco pure lui, trovato a bere birra per strada. In tutti e tre i casi le violazioni sono state registrate in piazza Aurora.

Domenica, nel giorno di Pasqua, tradizionalmente dedicato da gruppi di giovani provenienti da tutto il Veneto alla cosiddetta “Pasqua alcolica”sono state una quindicina le sanzioni da 200 euro elevate. Due ai danni di altrettanti 19enni, uno di Motta di Livenza e un secondo di origini macedoni, residente a Zenson di Piave. I due giovani sono stati sorpresi a bere birra in lattina in piazza Trento e anche loro hanno spiegati di non essere a conoscenza dell’ordinanza.

Più sfortunato un gruppo di giovani veronesi, individuato dagli agenti mentre beveva alcolici in spiaggia. I ragazzi del gruppo, una decina, hanno dovuto tutti sborsare duecento euro a testa. I controlli della polizia locale sono proseguiti fino a lunedì notte, allo scadere dell’ordinanza che ha avuto i suoi effetti fino alle 22e che verrà sicuramente ripetuta durante le prossime festività. Un provvedimento che ha dato le giuste garanzie e che ha bloccato decisamente l’eccesso di alcolici che ha contraddistinto le vacanza pasquali di qualche anno fa.

(g.ca.)

 

SALERNO NOTIZIE

Si ubriaca al compleanno e finisce in ospedale, denunciati i genitori della festeggiata

29 marzo 2016 - Ragazza minorenne va alla festa di 18 anni dell’amica e si ubriaca accusando al termine della serata un malore. La festa si è svolta in una discoteca di Salerno. La ragazzina, non ancora maggiorenne, ha esagerato con l’alcol al punto da sentirsi male. Su tutte le furie i genitori della minorenne che pensano di sporgere denuncia contro i familiari della festeggiata accusati di scarso controllo nella somministrazione alcolica di bevande. A darne notizia il sito web del quotidiano Metropolis.

 

IL RESTO DEL CARLINO

Si ubriaca a Pasquetta e finge di sparare ai passanti, denunciato

E' successo a Molinella: l'autore dello 'scherzetto', un 24enne italiano, ha pescato come vittima un carabiniere fuori servizio

Molinella (Bologna), 30 marzo 2016 - Troppo alcol a Pasquetta e una pistola giocattolo: sono questi gli ingredienti con cui un 24enne italiano, incensurato, si è 'guadagnato' una denuncia per procurato allarme.

I fatti risalgono a lunedì 28 marzo, quando attorno alle 19, un brigadiere della Stazione Carabinieri di Marmorta, fuori servizio, si è trovato con l'auto a transitare in via Giuseppe Mazzini, a Molinella. Arrivato all'incrocio con via Andrea Costa, il brigadiere ha visto una Peugeot 306 ferma e ha notato che il passeggero seduto sul sedile anteriore gli puntava contro una pistola dal finestrino abbassato, simulando lo scoppio con le labbra e il rinculo con la mano.

Allarmato, il militare immediatamente si è messo con la propria auto avanti all'altra, non permettendogli di proseguire la marcia. Il carabiniere è sceso dall’auto e si è diretto velocemente verso l’autore del gesto che impugnava ancora l’arma, ma con la canna rivolta verso il basso. Soltanto in quel momento, il militare, sporgendosi all’interno dell’abitacolo e afferrando l’arma in questione, si è reso conto che si trattava di una pistola giocattolo dotata di tappo rosso, particolare che non era stato possibile notare prima.

Il giovane si è giustificato dicendo di essere stato incapace di valutare la pericolosità del suo gesto, fatto per “ammazzare” il tempo, a causa di un abuso di alcol con i suoi amici in occasione delle Festività Pasquali. Il conducente e gli altri due passeggeri, risultati estranei ai fatti, sono stati identificati da due pattuglie dell’Arma della Compagnia di Molinella intervenute in soccorso del collega. La pistola giocattolo è stata sequestrata.

 

CHEDONNA

Donna ubriaca si spoglia in un fast-food

Una giovane donna ubriaca ha inscenato un incredibile spettacolo in un fast food di Mestre.

MESTRE - Un episodio assurdo che ha visto per protagonista una giovane donna cubana che ha dato spettacolo di sé in un fast food di Mestre, area metropolitana di Venezia. La donna, una trentenne, era completamente ubriaca quando la sera del lunedì di Pasquetta è stata vista lanciare un sasso contro un mobilificio della città veneta vicino al MbDonald’s di via Torino.

Alla scena ha assistito un automobilista di passaggi, che ha subito chiamato la polizia. Nel frattempo la trentenne cubana, che era completamente ubriaca, era corsa all’interno del fast food.

Mentre una volante della polizia stava raggiungendo la zona, al 113 è arrivata un’altra telefonata riguardante la stessa donna. Questa volta era il personale del McDonald’s che si è trovato ad affrontare una improvvisa intemperanza della cubana che si era messa a dare spettacolo, spogliandosi davanti ai clienti.

Solo grazie all’intervento degli agenti, lo spogliarello improvvisato è stato fermato. La donna è stata portata in commissariato e denunciata. Mentre la polizia indaga su quanto accaduto nella movimentata serata di Pasquetta a Mestre, allo stesso tempo si cerca di scoprire se la Fiat Idea colpita a bottigliate sul tettuccio, nella zona della città tra via Torino e Corso del Popolo, sempre la sera di lunedì, sia stata un altro bersaglio della donna ubriaca.