Rassegna del 23 Marzo 2016

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

LAVERACRONACA

Binge Drinking: allarme tra gli adolescenti 

Mercoledì, 23 Marzo 2016 - La dipendenza dall'alcol nel nostro Paese, soprattutto nelle fasce di età più giovani, è un fenomeno che desta preoccupazioni sempre più forti a livello istituzionale, per le sue vaste implicazioni di carattere sociale e sanitario. 

Una problematica così attuale da spingere il Ministero della Salute a lanciare un vero e proprio allarme in relazione ai dati diffusi da un recente report elaborato dall'ISTAT. 

In base a quanto emerso dalla ricerca condotta dall'istituto di statistica, durante il 2014 il 63% dei nostri connazionali dagli 11 anni in su (ovvero oltre 34 milioni di persone) avrebbe consumato almeno una bevanda a base di alcol.

Dato che riguarderebbe più la parte maschile delle popolazione (76,6%) che le donne (50,2%). Il 22% dei consumatori (un dato pari a circa 12 milioni circa di persone) assume ogni giorno sostanze di questo genere (il 33,8% tra gli uomini contro l'11,1% delle donne). 

Numero in lieve calo per quanto riguarda l'assunzione giornaliera rispetto al 2013 quando ad essere interessato era il 22,7% del campione.

I numeri sul binge drinking

Sono invece in aumento i consumatori occasionali e coloro che bevono qualcosa fuori dei pasti, ovvero coloro che praticano il cosiddetto binge drinking. 

Se nel 2013 si attestavano al 25,8%, nell'arco di dodici mesi sono passati al 26,9%. Questa pratica è molto diffusa tra i giovani, ovvero nella fascia di età tra 18 e 24 anni, e tra i cosiddetti giovani adulti, coloro che rientrano nella fascia tra 25 e 44 anni, i quali bevono fuori dai pasti soprattutto in contesti collegati alla socializzazione, con un puro intento ludico. 

Il binge drinking fa paura soprattutto per i rischi che può provocare, a livello sanitario e di sicurezza, cui si espone il singolo bevitore, mettendo peraltro in pericolo anche gli altri.

Chi sono i binge drinker italiani?

Nel periodo oggetto della ricerca dell'ISTAT, il 10% dei maschi e il 2,5% delle femmine con età superiore agli 11 anni non ha esitato a dichiarare il consumo di sei o più bicchieri di bevande alcoliche nel corso di una sola serata, almeno una volta durante l'ultimo anno.

 La maggiore incidenza di binge drinker viene riscontrata nella fascia di età compresa tra i 18 e i 24 anni, con una percentuale che raggiunge il 21% tra gli uomini, tre volte più che tra le donne. 

Se le donne sono molte meno rispetto agli uomini, anche tra di loro il fenomeno comincia però ad aprirsi pericolosi varchi, con un numero di consumatrici occasionali in netto aumento in tutte le fasce di età.

Giovani e alcol: come la droga

I giovani sono a forte rischio soprattutto per il fatto di usare spesso l'alcol come una sostanza in grado non solo di apportare piacere, ma anche di aiutare a vincere eventuali inibizioni nei rapporti con i coetanei e le resistenze di carattere psicologico nella propria autorealizzazione. 

Tanto da spingerli ad equiparare le sostanze alcoliche ad una vera e propria droga, capace di creare una dipendenza più o meno pronunciata. Proprio in questa fase l'alcol nei giovani si rivela doppiamente pericoloso, in quanto sino all'età di 20 anni circa, l'organismo non ha ancora sviluppato gli enzimi in grado di metabolizzarlo. 

In conseguenza di ciò le bevande alcoliche possono risultare per un giovane ancor più nocive che per un adulto, in quanto l'etanolo non viene scomposto in sostanze meno aggressive e tollerabili. 

Oltre al danno diretto provocato a livello fisico, il consumo di alcol può poi aprire la strada per una dipendenza alcolica o mista (ovvero legata al contemporaneo consumo di sigarette, alcol psicofarmaci e sostanze tossiche), estremamente pericolosa.

OVERCLOKKATI

Alcol, più nocivo di quanto ci hanno detto fino ad ora

DA GARYL SOLEI

23 MARZO 2016 - Da una recente relazione al Parlamento del ministro della salute, è emerso che sempre più italiani fanno uno smodato uso di alcol fuori dai pasti, modalità di assunzione degli alcolici notoriamente dannosa per la salute.

Ma, una sola birra o un solo bicchiere di vino, bevuti occasionalmente, possono effettivamente avere degli effetti benefici in termini miglioramento dell’aspettativa di vita? Questo è quanto si è chiesto un gruppo di studiosi del Centro di ricerca per le dipendenze dell’Università di Victoria, Canada, andando a mettere in discussione gran parte di quanto la scienza ci aveva raccontato, ovvero che un uso moderato di alcol fa bene alla salute.

Dopo aver analizzato ottantasette precedenti studi, realizzati da organismi indipendenti, la maggior parte dei quali si concludeva con una nota positiva a favore del consumo moderato di alcol, hanno rilevato l’esistenza di una lacuna procedurale comune. I ricercatori hanno infatti rilevato che, nella maggior parte dei test scientifici presi in osservazione, venivano posti a confronto due gruppi di persone: quelli che non assumevano alcol, e quelli che assumevano alcol con moderazione una o due volte alla settimana. Questo campionamento, secondo gli studiosi canadesi è, però, “pregiudizievole”, in quanto il primo gruppo di soggetti presi in esame, probabilmente comprendeva anche delle persone che non potevano assumere degli alcolici, vuoi per problemi di salute, vuoi perché erano degli ex-alcolisti. Secondo i ricercatori canadesi, per meglio poter valutare i benefici di un uso moderato di alcol, il gruppo dei non bevitori avrebbe dovuto essere sostituito con un gruppo di bevitori occasionali.

Il dott. Harshal Kirane, direttore del Addiction Services presso la Staten Island di New York (che non aveva concorso all’indagine) ha convenuto che questa ricerca, oltre che ad aver rimarcato i danni di un uso abbondante di alcolici, ha messo in serio dubbio il fatto che un uso moderato di bevande alcoliche possa avere degli effetti benefici.

Probabilmente questa ricerca, già pubblicata sul Journal of Studies on Alcohol and Drugs, inciderà sul modo in cui saranno strutturati gli studi sul consumo di alcolici in futuro. Ma, cosa più importante, la ricerca ha già sollevato dei dubbi su tutto quanto ci è stato detto, fino ad ora, sui benefici di un consumo moderato di alcol.

DIRE.IT

Musica e vita senza alcol, a Grosseto parte “Yes! Sober festival”

GROSSETO – Una due giorni di eventi per parlare di stili di vita sani e dei rischi legati all’uso dell’alcol. E’ ‘Yes! Sober festival‘, iniziativa promossa dal Comune di Grosseto e dal Coeso Società della Salute nell’ambito del progetto “Non bere! La vita ti (a)spetta“. Venerdì 8 e sabato 9 aprile la città toscana ospiterà una serie di eventi destinati ai giovani per sensibilizzarli su questa importante tematica. In calendario il 9 aprile in piazza San Francesco, anche un contest di gruppi musicali.

I giovani musicisti grossetani under 30, che vorranno partecipare possono compilare la scheda di iscrizione anche sulla pagina Facebook “Stilidivitagrosseto“, entro sabato 2 aprile. Gli interessati, oltre a compilare il modulo, dovranno inviare o segnalare una demo. Ad esibirsi saranno 4 gruppi scelti da una commissione interna. Così si animerà una maratona musicale pomeridiana e si parteciperà al contest, con in palio premi scelti dagli stessi ragazzi coinvolti. L’idea è quella di dimostrare che si può divertirsi, fare festa e trascorrere momenti piacevoli anche senza ricorre a sostanze nocive e senza mettere in atto comportamenti devianti. I gruppi che si esibiranno, quindi, dovranno impegnarsi a presentare pezzi ‘in linea‘ con lo spirito del festival: nessun incitamento a comportamenti dannosi per la salute, ma atteggiamenti positivi, che possano essere da esempio anche per i ragazzi più piccoli.

Lo ‘Yes! Sober Festival” si avvale della collaborazione di un gruppo di associazioni che, oltre un anno fa, diedero la propria disponibilità a partecipare al progetto promosso dal Comune e dal Coeso. Sono i Club Acat di Grosseto, l’Istituto nazionale Giachery, la Croce rossa italiana e l’associazione Oasi. Per questo, i volontari delle associazioni saranno disponibili, durante i vari appuntamenti, con uno stand per dare informazioni a chiunque ne abbia bisogno. Inoltre, alcuni locali del centro storico saranno inviati dalle associazioni di categoria a non vendere alcolici durante l’esibizione dei gruppi. Accanto al contest musicale, il programma di eventi prevede un convegno – venerdì 8 aprile, nell’aula magna dell’Università di via Ginori – per presentare il progetto sperimentale di metodologia e ricerca sociale, messo in atto lo scorso anno al Liceo Rosmini e che sarà presto esteso agli altri istituti interessati. Inoltre per sabato 9 aprile è in programma un quadrangolare di calcio organizzato in collaborazione con la Uisp.

CORRIERE DELLA SERA

L’allarme

Sbronzi e alcolisti già a 11 anni Regione, un dvd per mostrare i danni 

L’iniziativa di Michele Baldi, capogruppo della Lista Zingaretti: «Porteremo le immagini choc del cervello devastato da droga e bevute anche nelle scuole medie» 

di Redazione Roma 

Abbuffata alcolica per 3,3 milioni di italiani, anche a 11 anni, binge drinking tra adolescenti. E’ l’allarme lanciato dal ministero della Salute con la relazione al Parlamento sugli interventi realizzati ai sensi della legge del marzo 2001 sui problemi legato all’abuso di alcolici. 

 Lo sballo dei ragazzini

Bere molto e a stomaco vuoto, per «sballare» prima e più facilmente. Sono 3,3 milioni gli italiani che dichiarano di averlo fatto nel corso degli ultimi 12 mesi. Si tratta soprattutto di adolescenti maschi, ma non mancano i giovanissimi che lo fanno già tra gli 11 anni e i 17 anni, fascia di età in cui la somministrazione di alcol è vietata per legge. Nel 2014, anno cui si riferiscono i dati Istat riportati dalla relazione, il 10% degli uomini e il 2,5% delle donne con più di 11 anni hanno dichiarato di aver consumato 6 o più bicchieri di bevande alcoliche in un’unica occasione almeno una volta negli ultimi 12 mesi (pari quindi a 3,3 milioni di persone). 

 Adolescenti senza limiti

Tra 11 e 15 anni a farlo sono poco più dell’11% senza troppe differenze di sesso. Mentre tra i 15 e i 17 salgono a 7,4% tra i ragazzi e 4,6% tra le ragazze. La percentuale maggiore si registra tra i 18-24enni, fascia di età in cui dichiara di farlo il 21% dei maschi e il 7% delle femmine. Superata questa età critica le percentuali diminuiscono, per raggiungere i valori minimi nell’età anziana. Le bevute esagerate episodiche sono un fenomeno che il ministero della Salute definisce «un serio problema di sanità pubblica» che sottopone a «gravi rischi per la salute e la sicurezza non solo del singolo bevitore ma anche l’intera società». 

«IoAmoLaVita, alcol e droga non ti giocare il cervello»

La Regione Lazio, per contrastare il fenomeno, ha sostenuto la campagna «IoAmoLaVita, alcol e droga non ti giocare il cervello», promossa da Michele Baldi, capogruppo della Lista civica Nicola Zingaretti, in collaborazione con la Fondazione Atena onlus, presieduta dal neurochirurgo Prof. Giulio Maira. Cuore della campagna, che ha come testimonial il comico Maurizio Battista, è stata la realizzazione di un dvd, completamente a costo zero per la Regione, che è stato distribuito gratuitamente alle scuole superiori di Roma e del Lazio, per mostrare i danni arrecati al cervello dall’abuso di alcol e droghe. «I dati drammatici degli ultimi giorni – dichiara Baldi - sono la conferma di quello che i fatti dicono da tempo. Ho avuto riscontro che il nostro dvd è servito a sensibilizzare tanti ragazzi e per questo motivo, sempre d’intesa con Giulio Maira, sto organizzando la stessa iniziativa per le scuole medie di Roma e del Lazio. Un impegno faticoso che voglio pensare servirà a far uscire molti altri ragazzi dal tunnel devastante della droga e dell’alcol. I dati ci obbligano a continuare perché c’è tanto ancora da fare».

PARMATODAY

Oltretorrente, nuova ordinanza: divieto di servire alcolici dopo le ore 23

Ad alcuni gestori di locali di via d'Azeglio nel tardo pomeriggio del 22 marzo è stata consegnata la nuova ordinanza che contiene il divieto di servire alcolici dopo le ore 23

22 marzo 2016 - Anticipazioni rispetto all'ordinanza Oltretorrente, evidentemente pensata specificatamente per il quartiere aldilà del ponte di Mezzo e in particolare per alcune vie, che verrà presentata ufficialmente mercoledì 23 marzo. Ad alcuni gestori di locali di via d'Azeglio nel tardo pomeriggio del 22 marzo è stata consegnata la nuova ordinanza che contiene il divieto di servire alcolici dopo le ore 23. Il divieto sarebbe valido per alcuni locali di via d'Azeglio dalle ore 23 alle ore 6 della mattina successiva ed entrerebbe in vigore a partire dal 24 marzo. Alcuni commercianti sono già sul piede di guerra per questo ennesimo provvedimento pensato ad hoc per un quartiere, spesso definito come degradato. 

MILANOPOST

Bresso: Figlio ubriaco picchia l’anziana madre. Pregiudicato 44enne arrestato dai carabinieri

Milano 23 Marzo – E’ da poco passata l’una di notte, quando un 44enne del posto segnala al 112 l’allontanamento della madre 86enne dall’abitazione dove entrambi vivono. Sul posto interviene una pattuglia della locale Stazione Carabinieri per raccogliere maggiori informazioni ma, nel frattempo, l’anziana, accompagnata da un secondo figlio, rincasa. Nelle mani ha un referto di dimissione dal pronto soccorso.

Gli operanti decidono di vederci chiaro e pongono domande alla donna, la quale non esita a raccontare che, qualche ora prima, era stata colpita senza un apparente motivo con calci e pugni dal figlio convivente, che aveva abusato di sostanze alcoliche. Per sfuggire alla violenza si era vista costretta, in piena notte, a trovare rifugio dai vicini, i quali avevano poi richiesto l’intervento di un’ambulanza, che l’ha accompagnata presso il pronto soccorso dell’ospedale “Niguarda”, dove è stata soccorsa e curata per le ecchimosi riportate al volto, al collo e alle gambe, con una prognosi di 7 giorni.

Il figlio aggressore, non nuovo a comportamenti violenti, è stato tratto in arresto per maltrattamenti in famiglia e condotto a San Vittore. Era già stato arrestato nel 2010, sempre a seguito delle percosse e delle angherie denunciate dalla madre, che lo aveva comunque riaccolto in casa, dove, dal 2014, stava saldando il conto con la Giustizia con misure alternative alla detenzione.

RAVENNA TODAY

Pranzo di compleanno alcolico: ubriaco si incammina a piedi lungo i binari

Tra di loro vi era un 36enne di Castel Bolognese, che si è allontanato dal resto della comitiva ed è stato trovato dai carabinieri mentre camminava pericolosamente lungo i binari della tratta ferroviaria Firenze-Faenza

21 marzo 2016 - I Carabinieri di Brisighella hanno sanzionato per “ubriachezza” sei persone. Sabato, dopo aver festeggiato a pranzo il compleanno di uno di loro, hanno cominciato a girare per le vie del centro storico, tutti evidentemente “alticci”. Tra di loro vi era un 36enne di Castel Bolognese che si è allontanato dal resto della comitiva ed è stato trovato dagli uomini dell'Arma mentre camminava pericolosamente lungo i binari della tratta ferroviaria Firenze-Faenza in stato di alterazione psicofisica dovuta all’abuso di alcool. E' stato immediatamente fermato dai militari dell’arma che lo hanno fatto allontanare dai binari, quindi oltre alla sanzione amministrativa per ubriachezza gli è stata contestata anche quella per “accesso abusivo alla linea ferroviaria” pari a circa 260 euro.

HEALTHDESK

Chi ha detto che un bicchiere di vino al giorno allunga la vita?

La convinzione è ben radicata: il consumo moderato di alcool viene considerato salutare. Ma secondo un gruppo di ricercatori canadesi degli studi che sostengono questa tesi non c’è da fidarsi: sono tutti viziati da un errore di fondo

Giovanna Dall’Ongaro 

Loro malgrado, verranno accolti come dei guastafeste. I risultati di uno studio condotto da un gruppo di ricercatori del Centre for Addictions Research dell’Università di Victoria in Canada non faranno piacere infatti ai tanti amanti del vino, convinti che un bicchiere al giorno sia il segreto per una vita lunga e sana. 

Sì, perché la ricerca appena pubblicata sul Journal of Studies on Alcohol and Drugs consiglia una maggiore cautela. 

Diciamolo subito, tranquillizzando gli amanti del buon vino, Tim Stockwell e i suoi colleghi non hanno nessuna intenzione di lanciare crociate anti-alcool, non sono alla ricerca di prove per confutare la versione più “amata”, ma invitano a riflettere sull’origine di una convinzione tanto radicata. 

Come si è diffusa la tesi che il vino allunghi la vita? Ebbene, analizzando 87 studi che sostengono i benefici di un consumo moderato di alcool, gli studiosi canadesi si sono accorti che quasi sempre il risultato è stato viziato da un’impostazione fuorviante dei dati di partenza. 

Il punto debole è saltato agli occhi di Stockwell e dei suoi colleghi dopo aver cercato di rispondere a una domanda fondamentale: a chi vengono paragonati i bevitori moderati? 

In ogni ricerca la categoria dei “consumatori moderati”, fino a due bicchieri di vino al giorno, viene confrontata con quella degli “astemi”, ma nel secondo gruppo possono rientrare anche persone con problemi di salute costrette a rinunciare all’alcool. Nella maggior parte dei casi il gruppo di riferimento non è composto da astemi veri e propri ma da persone che “attualmente si astengono”. Una definizione che può voler dire tante cose.

Con queste regole del gioco chi non rinuncia al classico bicchiere durante i pasti vince in salute e longevità sugli altri. Ma, secondo la recente review canadese, non è una vittoria meritata. Quando infatti i ricercatori hanno corretto l’errore di partenza il gruppo dei bevitori ha immediatamente perso ogni vantaggio rispetto all’altro.

E c’è anche la controprova: gli unici 13 studi analizzati che non hanno fatto confusione con la definizione di “astemi”, non dimostrano alcun beneficio dell’alcool sulla salute. 

Lo studio non si sofferma sulle presunte qualità di alcune bevande alcoliche, come il vino rosso, ma i ricercatori, comunque restii a considerarlo una panacea, sono convinti che le sue proprietà vanno cercate altrove e non derivano dall’alcool.

Per concludere, Stockwell ci tiene a fare un chiarimento: «A onor del vero anche prima della nostra correzione, sono i bevitori occasionali, con meno di un drink a settimana, quelli che vivono più a lungo». Ed è improbabile, aggiunge, che questa piccola quantità di alcool sia all’origine della maggiore longevità.