Rassegna del 21 Marzo 2016

A cura di Roberto Argenta, Guido Dellagiacoma, Alessandro Sbarbada

 

GIUSTIZIASOCIALE.WORDPRESS.COM

Il Parlamento Europeo accoglie la petizione di Osservatorio Antiplagio contro gli spot pubblicitari di alcolici e gioco d’azzardo in Italia.

Il Parlamento Europeo ha dichiarato ricevibile la petizione contro le pubblicità degli alcolici e del gioco d’azzardo in Italia, presentata un anno fa dal docente di Religione Giovanni Panunzio, fondatore di Osservatorio Antiplagio: comitato di volontariato che da oltre vent’anni monitora i “media” e ne denuncia i contenuti osceni, violenti e diseducativi, insieme alle pubblicità occulte, ingannevoli e non veritiere.

Ecco il testo della petizione:

“E’ risaputo che il gioco d’azzardo e gli alcolici provocano danni molto gravi, come altre dipendenze, tra cui il tabacco. Eppure in Italia la pubblicità del fumo è vietata, mentre quella del gioco d’azzardo e degli alcolici no. Poiché nel mio caso specifico, in particolare nell’ambito in cui svolgo da insegnante la mia attività professionale, ho vissuto e vivo situazioni drammatiche legate alla dipendenza da gioco d’azzardo e dal consumo di bevande alcoliche, determinati dalle loro pubblicità che imperversano su tutti i media italiani e condizionano le persone più deboli, in particolare i minori, ritengo che l’Italia non debba continuare ad istigare i propri cittadini a farsi del male e a contrarre patologie tra le più devastanti. Chiedo pertanto al Parlamento Europeo di: 1) intervenire su tale forma di manipolazione e/o condizionamento mediatico, indegno di un Paese civile, che danneggia milioni di famiglie e nega loro un diritto elementare, qual è la salute, insieme alla giustizia sociale; 2) chiedere lumi all’Italia del perché sui pacchetti di sigarette è riportato che provocano malattie mortali, mentre sulle bottiglie di alcolici e superalcolici, che provocano cirrosi epatica, stati alterati di coscienza ed altre gravi patologie, non è riportato alcunché. L’articolo 32 della Costituzione italiana recita: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”. Anche la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea recita: “Ogni persona ha diritto alla propria integrità fisica e psichica”, e sancisce: “Il divieto di fare del corpo umano e delle sue parti in quanto tali una fonte di lucro”. Le contraddizioni e le incongruenze, dunque, sono evidenti”.

A questo punto le lobbies politiche e degli editori riusciranno autonomamente a rinunciare agli interessi ed agli incassi provenienti dalla carne viva degli “ultimi”, degli indifesi? E i cosiddetti vip che dovrebbero dare l’esempio, mentre invece si svendono alle agenzie pubblicitarie per qualche spot in più, la smetteranno prima o poi di istigare anch’essi all’autolesionismo i cittadini più deboli?

 

ANSA

'Abbuffata alcolica' per 3,3 mln italiani, anche a 11 anni

Binge drinking tra adolescenti, allarme Ministero Salute

'Abbuffate alcoliche' a stomaco vuoto, per 'sballarsi' prima e più facilmente. Sono 3,3 milioni gli italiani che dichiarano di averlo fatto nel corso degli ultimi 12 mesi. Si tratta soprattutto di adolescenti maschi ma non mancano i giovanissimi che lo fanno già tra gli 11 anni e i 17 anni, fascia di età in cui la somministrazione di alcol è vietata per legge (*). E' quanto emerge dalla Relazione del ministro della Salute al Parlamento sugli interventi realizzati ai sensi della legge 30 marzo 2001 n. 125 in materia di alcol e problemi correlati. Nel 2014, anno a cui si riferiscono i dati Istat riportati dalla relazione, il 10% degli uomini e il 2,5% delle donne con più di 11 anni hanno dichiarato di aver consumato 6 o più bicchieri di bevande alcoliche in un'unica occasione almeno una volta negli ultimi 12 mesi (pari quindi a 3,3 milioni di persone). Tra 11 e 15 anni a farlo sono poco più dell'11% senza troppe differenze di sesso. Mentre tra i 15 e i 17 salgono a 7,4% tra i ragazzi e 4,6% tra le ragazze. La percentuale maggiore si registra tra i 18-24enni, fascia di età in cui dichiara di farlo il 21% dei maschi e il 7% delle femmine.

Superata questa età critica le percentuali diminuiscono, per raggiungere i valori minimi nell'età anziana. Le bevute esagerate episodiche sono un fenomeno che il Ministero della Salute definisce "un serio problema di sanità pubblica" che sottopone a "gravi rischi per la salute e la sicurezza non solo del singolo bevitore ma anche l'intera società".

 

(*) Nota: si veda a questo proposito l’articolo successivo in questa rassegna.

 

WINENEWS

Elena Sblendorio di Molfetta (Under 16) e il valdostano Kurt Welf (Over 16) i “Miglior Sommelier Junior” 2016, concorso Ais per Istituti Alberghieri (di scena in Tenuta Il Borro).

In attesa del “Miglior Sommelier d’Italia” 2016 (partner Trentodoc)

Sono Elena Sblendorio dell’Istituito Alberghiero di Molfetta (Under 16) e il valdostano Kurt Welf allievo dell’Ipra di Châtillon (Over 16), i due “Miglior Sommelier Junior 2016” del concorso che i sommelier Ais (www.aisitalia.it ) dedica agli allievi degli Istituti Alberghieri. Campionato che quest’anno è stato di scena nella Tenuta Il Borro (Arezzo), Relais & Chateaux della famiglia Ferragamo.

Una selezione durissima, con oltre 500 candidati provenienti dai diversi Istituti Alberghieri italiani, ha candidato alla fase finale 20 giovani allievi, suddivisi tra gli iscritti delle terze classi, o “Under 16” (*), e gli “Over 16”, iscritti alle quarte e quinte. Decretati, quindi, i migliori sommelier “junior”, in attesa del concorso “Miglior Sommelier d’Italia 2016”, in partnership con il Trentodoc, già da quest’anno e per le prossime tre edizioni.

 

(*) Nota: se ho capito bene, in Italia è proibito somministrare una birra a un ragazzo di 17 anni in un bar, ma dentro le scuole si può fa bere vino a ragazzi e ragazze quindicenni. SE sbaglio qualcunio mi corregga, per favore. Grazie.

 

BRESCIA OGGI

Intossicazione etilica: ragazzina ricoverata in ospedale a Desenzano

Sedici anni e alcol in corpo a sufficienza da rendere necessario il ricovero in ospedale. Fortunatamente non è in pericolo di vita la giovanissima soccorsa l’altra notte nella zona del Garda bresciano. L’attenzione è volta ad accertare se le pessime condizioni della ragazza siano state provocate solo a qualche bicchiere di troppo. I poliziotti del commissariato di Desenzano hanno già visionato i primi referti. Altri accertamenti seguiranno e, ovviamente, il compito della polizia cambierà a seconda di quanto delineato dai riscontri sanitari.

La ragazza, che vive in un piccolo comune del Mantovano, si è sentita male a Lonato del Garda, nei pressi di un locale. Sono stati gli amici a chiedere l’invio di un’ambulanza. La richiesta di soccorso è partita quando erano circa le due di notte e l'intervento è stato avviato in codice rosso per la patologia che ricorre in questi e sempre più numerosi casi nel Bresciano, ma non solo: intossicazione etilica. Un fenomeno che, spesso, è espressione di disagio sociale nel momento in cui sono gli adulti a manifestarne i sintomi. Ma certamente tutto diventa ancora più grave quando i soccorsi sono chiamati a intervenire perchè la persona in difficoltà è un adolescente.

L’INTERVENTO di Lonato, in ogni caso, non è stato l’unico per intossicazioni etiliche, nella notte tra sabato e ieri.

Erano circa le tre quando un uomo è stato soccorso, in questo caso in codice giallo, in piazza della Libertà a Verolanuova. Viste le condizioni della persona, non è stato necessario il trasporto in ospedale.

È andata diversamente a Corte Franca dove a sentirsi male è stato un altro sedicenne. Un ragazzo portato all’ospedale di Iseo verso le 3.20: i carabinieri sono stati allertati poichè, anche in questo caso, ci si trovava di fronte a un minorenne. Ed era quasi l’alba, mancavano pochi minuti alle sei, quando l’ambulanza è stata chiamata per un’intossicazione etilica in via San Polo a Brescia. Gli operatori hanno portato un trentenne alla clinica Città di Brescia. Un intervento inizialmente in codice rosso, quindi segnalato come di una certa gravità, poi ridimensionato a codice verde.

QUELLA TRA sabato e ieri, comunque, non è stata una notte segnata dagli interventi per «rimediare» agli effetti dell’eccesso di alcol. A Brescia un quarantenne è stato soccorso in corsetto sant’Agata quando erano quasi le sedici di ieri. E anche in questo caso, dopo l’intervento dei sanitari si è reso necessario quello delle forze dell’ordine, in particolare della polizia di Stato.

Diversi casi, quindi, che confermano quanto il fenomeno dell’abuso d’alcolici sia diffuso in provincia di Brescia, anche tra i giovani.

 

REPUBBLICA.IT – Parma

Parma, in bicicletta ubriaco: denunciato per guida in stato di ebbrezza

Nei guai un 25enne: gli agenti della Municipale gli hanno fatto l'alcol test in via Oberdan e poi gli hanno sequestrato la due ruote. Rischia arresto e ammenda

Un ciclista di 25 anni è stato denunciato per guida in stato di ebbrezza. E' accaduto in via Oberdan, dove il giovane si è fermato dopo aver proceduto a zig zag dal ponte di Mezzo, punto in cui - secondo i vigili - avrebbe compiuto una "manovra spericolata".

Una volta raggiunto, gli agenti lo hanno sottoposto ad alcol test: alla prima prova le tracce d’alcool erano 1,54 grammi per litro, alla seconda 1,67. Perciò è scattata la denuncia e il ciclista andrà davanti al giudice e rischia una sanzione detentiva (arresto) da 6 mesi ad un anno e una pecuniaria (ammenda) da 1.500 euro a 6mila, maggiorata di un terzo poiché il fatto è avvenuto dopo le 22. Anche la bicicletta è stata sequestrata, in quanto il ciclista ha dichiarato che era sua ma non era in grado di garantirne la custodia.

 

MERATEONLINE

Cernusco: gli alcolisti anonimi festeggiano i 30 anni di attività

Un'importante tappa quella raggiunta dal gruppo "Alcolisti anonimi" di Cernusco - Merate. Domenica pomeriggio molte persone che hanno dovuto affrontare il problema dell'alcol si sono unite ai festeggiamenti per il trentesimo anniversario dalla fondazione del gruppo. Come ricordato all'inizio dell'assemblea, l'associazione è un'esperienza di forza e di speranza ed è costituita da tutti coloro che sono uniti dal profondo desiderio di lottare contro l'ossessione dell'alcol. Per procedere nel percorso di liberazione, quanti si rivolgono all'associazione sono tutelati dall'anonimato.

Il sindaco Giovanna De Capitani ha ringraziato il gruppo per la preziosa attività svolta sul territorio comunale e non solo, sottolineando la vicinanza e l'appoggio. Durante l'assemblea è stato ricordato il fondatore che trent'anni fa ha dato vita al gruppo cernuschese e meratese, facendosi portavoce dei principi e del senso di responsabilità che contraddistinguono "Alcolisti anonimi". «Quando si arriva da una situazione di disperazione e si afferra la mano che viene tesa, si entra e si conosce un altro mondo. Non c'è nessun obbligo se non quello di essere onesti con se stessi. Alla fine del lungo percorso siamo invitati a trasmettere il messaggio ad altri. Nonostante alti e bassi, il gruppo è attivo da trent'anni e la porta deve stare aperta per chi ha bisogno di aiuto» ha commentato Paolo.

Come è stato spiegato, l'alcolismo è una malattia e non si deve provare vergogna ad avvicinarsi all'associazione. I presenti, ripercorrendo alcuni frammenti del proprio percorso, hanno sottolineato il senso di responsabilità che si prova nel dare testimonianza e l'importante esperienza di arricchimento. «Appena ho incontrato il gruppo ho trovato una grande accoglienza e progressivamente ho iniziato a seguire il programma dei dodici passi per vivere bene le ventiquattr'ore» ha commentato una signora e un altro le ha fatto eco: «il gruppo è arrivato qui grazie alla responsabilità di chi c'era che ha portato avanti il messaggio di "Alcolisti anonimi". E i dodici passi sono uno strumento importante, non il fine».

 Anche i familiari di quanti hanno vissuto il problema dell'alcol hanno ringraziato l'associazione per l'aiuto, rimarcando l'importanza di frequentare gli incontri con costanza.

 Le psicologhe hanno augurato all'associazione di proseguire nell'impegno profuso ed è stata ricordata la presenza dei gruppi familiari Al-Anon e Alateen, per i figli adulti e i minorenni. E prima di festeggiare l'anniversario, un monito: «meglio morire da vivi che vivere da morti»

 

CORRIERE ADRIATICO

Civitanova, ubriaco si schianta con l'auto contro un negozio

di Chiara Marinelli

CIVITANOVA - Ubriaco al volante si schianta contro la vetrina di un negozio a due passi da piazza XX Settembre. Guidava con un tasso alcolico nel sangue pari al doppio rispetto al limite consentito. L'incidente si è verificato nella prima mattinata di ieri, intorno alle 7. La dinamica dello schianto, che ha visto coinvolte due automobili, è al vaglio della polizia stradale. Di sicuro, comunque, c'è che chi ha provocato l'incidente guidava con un tasso alcolemico due volte superiore rispetto al limite consentito dal Codice della Strada. È successo all'incrocio tra via della Vela e via Mazzini, a due passi da piazza XX Settembre. Una Fiat Punto, condotta da un marocchino di 33 anni formalmente residente in Polonia ma domiciliato a Montecosaro, si è scontrata con una Ford Fiesta.

Al volante di questa ultima si trovava un albanese di 48 anni. A bordo della auto, insieme con il marocchino, c'era una giovane romena di 25 anni. In seguito all'impatto la Fiat Punto si è schiantata contro la vetrina di un negozio che vende fumetti e videogiochi e che è posizionato proprio all'angolo della strada.  Danneggiata, per fortuna in maniera lieve, la vetrata del locale. E in seguito alla botta alcuni articoli in vetrina sono caduti a terra. Subito sono scattati i soccorsi. Ferito in modo non grave il quarantottenne albanese, che è stato caricato e portato all'ospedale per accertamenti. Non sembra avere nulla di rotto, almeno secondo i primi riscontri. Guai, invece, per il marocchino al volante della Fiat Punto che è finita prima sul marciapiede e poi addosso alla vetrina del negozio. Non si è fatto nulla, così come la sua amica rumena che si trovava in macchina, ma per lui è scattata una denuncia. Guidava, come si diceva, dopo aver alzato decisamente troppo il gomito.

Gli agenti della polizia stradale, intervenuti per i rilievi di legge, lo hanno sottoposto alla prova dell'etilometro. Patente ritirata per guida in stato di ebbrezza, dunque. Sul posto, oltre alla pattuglia della polizia stradale, sono intervenuti anche i vigili del fuoco del distaccamento di via Aldo Moro. Una delle due auto incidentate, la Punto, era infatti alimentata a metano e la squadra dei pompieri ha provveduto alla messa in sicurezza. Per fortuna al momento dell'impatto nessuno passava a piedi sul marciapiede. Altrimenti l'incidente di ieri avrebbe avuto conseguenze ben più drammatiche. 

 

WINENEWS

Dopo anni, si apre una crepa nel divieto di servire alcolici nei fast food in Inghilterra: il Consiglio del quartiere londinese di Lambeth dà il via libera alla vendita di birra al Burger King della Waterloo Station

Hamburger, patatine e birra, al fast food, almeno in Italia, è una sorta di mantra, ma in Inghilterra non è così, perché la vendita di alcolici nelle grandi catene, come Mc Donald’s, Burger King o Kfc, solo per citare le più famose, non è permessa. Un muro eretto anni fa, che adesso potrebbe cedere, dopo la crepa aperta dal Consiglio del quartiere di Lambeth, nel centro di Londra, che ha accolto la richiesta del Burger King della Waterloo Station di servire birra ai propri clienti.

Una licenza che rappresenta un vero e proprio unicum, e che arriva dopo il niet delle amministrazioni dei quartieri di Westminster e Paddington Borough, anche a causa delle pressioni della polizia locale, come racconta il magazine Uk “The Drinks Business” (www.thedrinksbusiness.com ), ma sarà valida solo tra le 11 di mattina e le 8 di sera, a patto che la birra venga servita in bicchieri di plastica, consumata all’interno del locale e che non abbia più di 5 gradi. Comunque sia, è un cambio di passo epocale, che potrebbe, potenzialmente, aprire un enorme mercato alla birra americana, che quasi sicuramente verrà scelta per fornire il primo fast food su suolo inglese con licenza di servire la birra.

 

CORRIERE DELL’UMBRIA

Ubriaco prende a schiaffi e pugni la convivente

Ha trascorso alcuni mesi in carcere per reati contro il patrimonio ma poi aveva avuto la possibilità di scontare il periodo agli arresti domiciliari. Ha quindi chiesto ospitalità alla donna con la quale da poco intratteneva una relazione. L'ennesima lite tra i due però è degenerata e la donna è riuscita per sua fortuna a scappare, in pantofole, pigiama e reggiseno, da quell'uomo violento che l'ha picchiata sotto l’influenza di alcol. I poliziotti l’hanno soccorsa, in lacrime e scossa, fuori dal portone di ingresso dello stabile della sua abitazione. L’ uomo, un algerino di quarant'anni, con numerosi precedenti per reati contro il patrimonio e stupefacenti, si trovava poco distante da lei, che la fissava con tono di scherno. La donna, italiana di 50 anni, ha raccontato che l’uomo, al suo rifiuto di ottenere ulteriori “attenzioni”, ha iniziato a colpirla con schiaffi e pugni, minacciandola di farle ancora più male. Lo straniero, non era nuovo ad atteggiamenti del genere, tanto che nei giorni passati anche i carabinieri erano intervenuti su richiesta della donna, spaventata fino a temere per la sua vita. Al momento di essere accompagnato in Questura l'uomo ha opposto una strenua resistenza anche nei confronti dei poliziotti. E’ stato quindi arrestato per resistenza, evasione (trovandosi in luogo diverso da quello dove stava scontando la misura cautelare degli arresti), lesioni e maltrattamenti in famiglia.

 

NEWSBIELLA

Cerrione: Ubriaco violento blocca per 4 ore i carabinieri

Due pattuglie di carabinieri sono rimaste impegnate per quattro ore, questa notte, lunedì 21 marzo, per colpa di un ubriaco in un bar di Cerrione. A richiedere l’intervento dell’Arma è stato il titolare del locale pubblico intorno alle 21 di ieri sera. Un uomo, brillo, stava infastidendo gli altri avventori. Come in seguito hanno accertato i carabinieri, si trattava di un pluripregiudicato, A.B., di 44 anni, di Chivasso, che alla loro vista ha iniziato a dare in escandescenze, tanto che a Cerrione sono dovuti arrivare i rinforzi. Dopo ben quattro ore, l’ubriaco è stato caricato su un’ambulanza e portato in ospedale.

 

ALTARIMINI.IT

Era troppo ubriaco per guidare, finisce nel canale con l'auto a Bellaria Igea Marina

Auto a picco nel canale dell'Uso a Bellaria. L'incidente è avvenuto poco prima dell'una di lunedì notte in via Lungofiume Uso. Un 24enne di Bellaria, alla guida di una Fiat Punto, è finito nelle acque, a monte del porto canale. Il ragazzo è riuscito a uscire dall'abitacolo, rimanendo illeso: in quel tratto l'acqua era bassa. I Vigili del Fuoco e il Nucleo Sommozzatori di Bologna si sono adoperati per il recupero della vettura, utilizzando una gru. Sul posto anche i Carabinieri di Bellaria. Causa dell'uscita di strada verosimilmente l'alcool: l'automobilista aveva un tasso alcolemico record di 2,5 g\l.