Rassegna del 17 Marzo 2016

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

 SECONDO UN RECENTE STUDIO, MOLTISSIMI GIOVANI EFFETTUANO IL CONSUMO DI ALCOL PER DIVERTIRSI, MA NON SONO A CONOSCENZA DEI GRAVI DANNI CHE PROVOCA.

SALUTE: IL CONSUMO DI ALCOL PROVOCA DANNI PERMANENTI ALLA MEMORIA? 

Pubblicato il:17 marzo 2016

ALESSIO RABATTI 

Secondo un recente studio, moltissimi giovani effettuano il consumo di alcol per divertirsi, ma non sono a conoscenza dei gravi danni che provoca.

I giovani fanno abuso di alcol più di qualsiasi altra sostanza negli Stati Uniti, ma anche in Italia e negli altri Paesi europei. 

I giovani tra i 12-20-anni di età consumano l'11% di tutte le bevande alcoliche a livello nazionale. Queste statistiche ci arrivano dal National Institute of Health (NIH) e mostrano che all'età di 15 anni circa il 35% dei ragazzi ha già consumato almeno una bevanda alcolica, valore in aumento di circa il 65% all'età di 18 anni. Anche se gli adolescenti bevono meno frequentemente rispetto agli adulti, quando lo fanno assumono quantità maggiori di sostanze alcoliche. Nel 2014, 8,7 milioni di giovani di età compresa tra 12-20 anni ha riferito di aver bevuto "solo un paio di sorsi" nel mese precedente all'indagine. I rischi per la salute e per la sicurezza dei minori sono enormi e il consumo di alcol pone un serio problema riguardante la salute pubblica.

Consumo di alcol: uno studio spiega le motivazioni

Gran parte del fascino delle sostanze alcoliche, della cocaina e delle altre droghe sta nel fatto che l'individuo che ne fa uso porta ad avere una sensazione euforica apparente. La ricerca ha associato questo fatto ai neuroni di attivazione della dopamina: gli studi hanno dimostrato che i neuroni del recettore della dopamina D1 svolgono un ruolo chiave nella conoscenza dell'alcol. Per capire di più sui cambiamenti duraturi delle cellule in seguito alla prima esperienza del consumo di alcol, i ricercatori della University of California San Francisco (UCSF), guidati dal Dr. Dorit Ron, hanno esaminato il comportamento dei neuroni dei topi. Volevano sapere se una singola esposizione all'alcol induce a dei cambiamenti nella memoria e nel comportamento. I topi sono stati sottoposti ad una prova in cui dovevano bere due bottiglie di alcol in 24 ore. Il giorno dopo, gli scienziati hanno misurato la fisiologia neuronale dei recettori della dopamina D1 e D2 nel cervello dei topi ed ecco i risultati.

I danni neurologici legati al consumo di alcol 

Nei topi che hanno consumato alcol, gli scienziati hanno osservato dei cambiamenti nei neuroni D1 rispetto ai topi che hanno bevuto solo acqua. I risultati indicano che vengono memorizzati i benefici apparenti apportati dal consumo di alcol già dalla prima volta che una persona ne fa uso. Sono stati osservati cambiamenti simili dopo aver somministrato una singola dose ai topi che non avevano mai provato il consumo di alcol fino ad allora: tutto questo sta a significare che l'esperienza dell'alcol può portare cambiamenti neurologici permanenti. Lo studio rivela anche percorsi terapeutici che potrebbero aiutare i pazienti che hanno problemi con la dipendenza.

 IN ITALIA A UNDICI ANNI IL 12% DEI RAGAZZI BEVE ALCOLICI ALMENO UNA VOLTA ALLA SETTIMANA; A QUINDICI ANNI LA PERCENTUALE SALE AL 37%, LA PIÙ ALTA D'EUROPA.

 http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2016/03/16/news/cresce-il-pericolo-alcol-fra-gli-adolescenti-1.13140088 

CRESCE IL PERICOLO ALCOL FRA GLI ADOLESCENTI

Simona Rubin III ASU Liceo Sc. Umane 

Il 12% dei ragazzi di appena undici anni beve almeno una volta alla settimana

16 marzo 2016

Gli adolescenti di oggi attuano sempre più comportamenti a rischio: bevono, fumano e consumano droghe quasi regolarmente. Ciò che preoccupa maggiormente sono i dati rilevati in Italia circa il consumo e l'abuso di alcol. A undici anni il 12% dei ragazzi beve alcolici almeno una volta alla settimana; a quindici anni la percentuale sale al 37%, la più alta d'Europa.

Il maggior incremento si osserva tra le ragazze. La guida in stato d'ebbrezza è la prima causa di morte nella popolazione giovanile europea.

Non si beve tutti i giorni, ma nel fine settimana. E si va molto al pub. Sembra esserci un'assenza di idee di divertimento sano e alternativo e si finisce per aderire ad una subcultura in base alla quale, alla fine, si fa così e basta.

Il weekend è il momento in cui lo sballo irrompe la gestualità quotidiana e modifica la vita di studenti modello e giovani operai.

Gli ospedali registrano picchi d'urgenze soprattutto tra il venerdì e il sabato sera, quando arrivano persone ferite in incidenti stradali. Si tratta soprattutto di giovani in cui si riscontrano, in maggioranza, problemi tossicologici legati al consumo di alcol.

Si comincia presto dicono le statistiche, ma questi ragazzi non sono etilisti; l'alcolismo si manifesta dopo anni, anche se ci sono dei casi limite di persone al di sotto dei vent'anni.

Oggi il pub è un punto di aggregazione in cui prevale l'offerta di alcolici. Gli esperti sostengono che non esista una dipendenza istantanea dall'alcol, ma un uso che può diventare abituale e quotidiano, poiché il fenomeno dello sballo si diffonde e "normalizza" certi tipi i comportamenti.

Solitamente i ragazzi che hanno problemi con l'alcol non chiedono aiuto da soli, le famiglie, semmai, li portano nei centri di recupero quando cominciano a sospettare che fumino o facciano uso di sostanze stupefacenti, in quanto la droga, rispetto all'alcol crea più allarme sociale.

I giovani sono ignari o poco o poco informati sugli effetti e i pericoli dell'alcol e sulle conseguenze che il consumo di alcolici ha sul proprio organismo a breve e a lungo termine.

Spinti dallo sperimentare i propri limiti ,dall'appartenenza al gruppo, dal trasgredire le regole o dai problemi personali, i ragazzi fanno talvolta vere e proprie abbuffate di alcolici.

Famosi gli "shottini" ma anche la birra e i coktail, che vengono spesso serviti nei locali pubblici, in genere, anche ai minori di 18 anni, vero e proprio reato per l'esercente, punibile dal codice penale.

Anche le feste in casa sono spesso all'insegna dell'alcol, di cui i ragazzi provvedono a fare provviste al supermercato. È la cultura dello sballo, dello stordimento a tutti i costi, e che in alcuni casi può portare a comportamenti criminali, vere e proprie aggressioni se non peggio. E spesso l’abuso di alcol si accompagna al consumo di stupefacenti in un mix micidiale.

Tra i possibili danni a lungo termine dell'abuso di alcol e della dipendenza da esso vi sono danni gastrici, epatici, cardiaci, al sistema nervoso e tumori. Senza contare i danni piscologici.

La facile reperibilità dell'alcol, il suo grado di accettazione sociale, la scarsa coscienza dei danni provocati dal suo abuso su un organismo in via di sviluppo, la disinibizione e l'euforia che provocano la sua assunzione, concorrono ad alimentare il fenomeno del suo consumo smodato in età giovanile.

Si fa poco per mettere in guardia i ragazzi e responsabilizzarli.

Una buona educazione alla salute nelle scuole, già prima del periodo sensibile, sarebbe davvero utilissima per creare nei ragazzi la consapevolezza di cosa l'alcol è in realtà, e dei rischi a cui conduce il bere in modo irresponsabile.

 LA TESTIMONIANZA DI UN ALTRO RAGAZZO

 http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2016/03/16/news/dall-innocente-drink-fino-ai-guai-seri-1.13140511 

DALL’INNOCENTE DRINK FINO AI GUAI SERI

Leone Svehlik II A Liceo Dante

Nella “movida” di casa nostra esistono anche gli abusi di chi beve fino a star male

16 marzo 2016

Non c'è temperatura rigida che tenga. Da alcuni anni è invalsa la moda di sedersi ai tavolini anche d'inverno e prendere l'aperitivo fuori: on the rock.

Falsa disinvoltura e dita rattrappite, ci si mette eleganti secondo la moda del momento, e si dà il via alla "movida", un termine mutuato dalla Spagna, un Paese dove la gente sembra essere sempre allegra, qualsiasi sia la situazione politica ed economica.

Ecco, anche qui in Italia non ce la passiamo propriamente bene, tra disoccupazione e conseguenti scarse speranze nel futuro.

Magari è un modo anche per darsi coraggio e i venerdì sera, e naturalmente anche i sabati, si trasformano per i giovani in occasione di incontri, di "vetrina" per la propria avvenenza, mentre bar e pub si inventano "eventi" per attirare clienti e mettono musica a tutto volume.

Certo i minori dovrebbero essere tutelati dalla legge che vieta si vendano loro alcolici. Di fatto le tutele sono scarse. Capita mai che un barista domandi l'età a chi gli chiede un drink?

Tanto che non è raro vedere giovani barcollanti e nel peggiore dei casi finire al Pronto Soccorso in coma etilico. Le statistiche rivelano addirittura che il consumo di alcol, la ricerca dello "sballo", sia una prerogativa proprio dei preadolescenti, quelli che a stento hanno compiuto i 13 anni di età. Stando al portale del Ministero della Salute "il consumo e l'abuso di alcol fra i giovani e gli adolescenti è un fenomeno preoccupante se si considera che chi inizia a bere prima dei 16 anni ha un rischio 4 volte maggiore di sviluppare alcoldipendenza in età adulta rispetto a chi inizia non prima dei 21 anni".

Anche se è vero che in base ai più recenti dati Istat, l'istituto italiano di statistica, "tra il 2005 e il 2014 la percentuale dei consumatori giornalieri di bevande alcoliche scende dal 31% al 22,1%. Aumenta, invece, la quota di quanti consumano alcol occasionalmente (dal 38,6% al 41%) e quella di coloro che bevono alcolici fuori dai pasti (dal 25,7% al 26,9%).

Bere fino a star male è una tendenza importata dai Paesi anglosassoni e nordici, i tanto decantati felici, liberi, Svezia, Danimarca, Norvegia. Nel pomeriggio del venerdì, in questi Paesi, giovani e meno giovani fanno incetta soprattutto di birra nei supermercati e si sbronzano, anche in strada. Noi non vogliamo essere da meno. Magari con più stile, con la maggiore eleganza del "made in Italy", tra fanciulle con le unghie laccate e ragazzi con la felpa inevitabilmente munita di cappuccio.

Finisce che ai bar pieni della sera corrispondano albe da "day after" disseminate di lattine e gli angoli delle strade testimoniano che il liquido entrato dalla bocca è uscito, fisiologicamente, dall'altra, inevitabile parte.

Altrettanto inevitabili seguono direttive dei sindaci atte a sanzionare, disincentivare, reprimere, multare, punire... e dall'altra cittadini furenti per il rumore notturno e la puzza mattutina.

Come conciliare due diversi tipi di esigenze: quella del meritato riposo e quella del divertimento? Da talmente tanto tempo ci si sta studiando su che magari la moda tornerà a cambiare riscoprendo le feste fatte in casa.

 INIZIATIVE FINALIZZATE AL CONTRASTO E ALLA PREVENZIONE DEI PROBLEMI LEGATI ALLA VITA CITTADINA CREATI DAL CONSUMO DI BEVANDE ALCOLICHE 

 http://www.zoom24.it/2016/03/16/a-cosenza-parte-loperazione-movida-sicura-10984/ 

A COSENZA PARTE L’OPERAZIONE “MOVIDA SICURA”

16/03/2016 16:30

Cosenza.

Su proposta del prefetto il Comitato Ordine e Sicurezza pubblica ha deciso di intraprendere una serie di iniziative finalizzate al contrasto e alla prevenzione dei problemi legati alla vita cittadina notturna

Stamattina si è tenuta in Prefettura una riunione del Comitato Ordine e Sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto Gianfranco Tomao, alla quale ha partecipato, tra gli altri, il commissario straordinario del Comune di Cosenza prefetto Angelo Carbone. Nell’ambito della riunione è stata affrontata la problematica riguardante la “movida” che interessa alcune zone della città e che sovente si protrae durante tutta la notte, fino alle prime ore del mattino.

Droga e alcol. In particolare, con lo scopo di tutelare la salute e l’incolumità dei più giovani, anche a seguito delle numerose segnalazioni pervenute da genitori e residenti in alcune zone del territorio dove maggiormente si concentrano i ragazzi, sono state affrontate le tematiche dello spaccio ed uso di sostanze stupefacenti e dell’abuso di alcol soprattutto da parte di minori.

Azione sul campo. Su proposta del prefetto, condivisa da tutti i presenti, tra i quali rappresentanti dell’Asp e dell’Arpacal, si è stabilito di intraprendere una serie di iniziative finalizzate alla prevenzione e al contrasto dei fenomeni analizzati, ai quali spesso si associano, in alcune aree della città, casi di disturbo della quiete pubblica in relazione ai quali il commissario straordinario del Comune di Cosenza ha fatto presente di aver adottato mirate misure di contenimento. L’operazione, denominata “Movida sicura”, coinvolgerà tutte le forze dell’ordine, la polizia municipale, nonché tecnici dell’Asp e dell’Arpacal, affinché i giovani e comunque tutti i cittadini possano divertirsi in sicurezza. Gli esiti saranno oggetto di analisi in una successiva riunione del Comitato Ordine e Sicurezza pubblica.

 http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2016/03/16/news/jesolo-mette-a-bando-gli-alcolici-a-pasqua-1.13136882 

JESOLO METTE A BANDO GLI ALCOLICI A PASQUA(*)

Ordinanza per il divieto di somministrazione fuori dai locali. Il sindaco Zoggia: "Benvenuti i giovani, ma non per ubriacarsi"

16 marzo 2016

JESOLO. Niente alcol fuori dai locali nel weekend di Pasqua a Jesolo. La Giunta ha approvato l'ordinanza del sindaco in cui si impone che nella zona del Lido di Jesolo, arenile compreso, sia vietata la vendita per asporto di bevande alcoliche di qualunque gradazione, effettuata anche attraverso distributori automatici, dalle ore 22 di sabato 26 marzo e fino alle ore 24 di lunedì 28 marzo.

Ad essere consentita sarà solamente la vendita per asporto di bevande alcoliche per uso domestico i cui contenitori dovranno essere chiusi e sigillati in appositi involucri. Sempre nello stesso periodo vigerà, inoltre, il divieto, arenile compreso, di detenere in qualunque contenitore e consumare bevande alcoliche di qualunque gradazione in luogo pubblico, con esclusione del consumo effettuato all'interno dei pubblici esercizi autorizzati alla somministrazione. «In seguito agli ottimi risultati dello scorso anno abbiamo deciso di intervenire in maniera preventiva con questa ordinanza non solo a tutela degli ospiti che affolleranno Jesolo nei giorni delle festività Pasquali ma anche a garanzia degli stessi locali del Lido per dare un chiaro segnale alle annunciate feste alcoliche giovanili promosse sui social network - spiega il sindaco Valerio Zoggia - .Benvenuti sono i giovani per Pasqua ma non con la sola intenzione di venire in città per ubriacarsi e quindi creare problemi di ordine pubblico nonché di convivenza con gli altri ospiti che vogliono trascorrere qualche ora in serenità con familiari e amici».

La violazione dell'ordinanza comporterà, oltre che a pesanti sanzioni, anche l'accertamento della responsabilità penale da parte della Procura della Repubblica. Impegnati nel far rispettare l'ordinanza saranno gli agenti della Polizia Locale che, lo scorso anno, denunciarono due persone per il mancato rispetto dell'ordinanza. Sotto la lente di controllo saranno soprattutto piazza Mazzini e il lungomare.

 (*)NOTA: titolo giornalistico fuorviante. Gli alcolici saranno venduti regolarmente nei bar e nei negozi. L’unica restrizione è quella che non possono berli per strada, nelle piazze o sulla spiaggia pubblica. 

 L’IMPEGNO DELLE FORZE DELL’ORDINE PER CONTRASTARE LA VENDITA DI BEVANDE ALCOLICHE AI MINORENNI

 http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/kristal-chiuso-1.1983848 

ALCOL E MINORI, CHIUDE IL KRISTAL

Dieci giorni di stop, lo ha disposto il questore

Bologna, 17 marzo 2016 - Il questore Ignazio Coccia ha disposto la chiusura per dieci giorni del bar Kristal in piazza Liber Paradisus.

Il provvedimento, notificato ieri, è stato preso in seguito ai controlli del 12 marzo da parte della polizia municipale: venne accertato che il gestore, nel corso di una serata studentesca organizzata all’interno del locale, non aveva preso le misure adeguate ad evitare l’abuso di bevande alcoliche da parte dei giovani, soprattutto minori.

 RINGRAZIAMO L’ASAPS PER AVERCI MANDATO QUESTO ARTICOLO CHE PUBBLICHIAMO MOLTO VOLENTIERI.

 GLI SBIRRI SONO ANCORA MOLTO PIKKIATI PER CONTROLLI SU STRADA 

Nel 2015 l’Osservatorio ASAPS ha registrato 2.256 episodi. Un referto ogni

4 ore, quasi il 20% degli attacchi con armi proprie o improprie. 

Il 29% degli aggressori era ubriaco, il 43% stranieri, ancora in aumento. Conseguenze fisiche e psicologiche per agenti e carabinieri

Nel 2015, il nostro osservatorio “Sbirri Pikkiati” ha registrato 2.256 aggressioni nei confronti di poliziotti, carabinieri, agenti di polizia municipale, di operatori delle altre forze di polizia e di pubblici ufficiali in genere e in questo caso parliamo ovviamente solo delle aggressioni avvenute su strada durante i controlli delle forze di polizia con esclusione quindi di tutto ciò che riguarda la gestione dell’Ordine pubblico (stadi, manifestazioni, No Expo, No Tav ecc.). 

Il numero totale è quasi identico a quello del 2014 quando le aggressioni da noi registrate furono 2.266. 

Nel 2013 erano stati 2.286, mentre nel 2012 si era arrivati al numero record di 2.290. In Italia, dunque, ogni 4 ore almeno un operatore di polizia finisce in ospedale, spesso con conseguenze invalidanti, fisiche e psicologiche, che lo accompagneranno per tutta la carriera. 

Nel 2015 in 443 casi, pari al 19,6% del totale (21,6% nel 2014), l’aggressore ha fatto uso di armi proprie o improprie (bastoni, coltelli, crick, in molti casi la stessa vettura per travolgere il poliziotto o qualsiasi strumento idoneo ad aumentare le conseguenze dell’aggressione). 

I più colpiti dalla violenza sono stati ancora una volta i carabinieri, che da soli hanno totalizzato il 49,3% delle aggressioni (in tutto 1.113), dato che evidenzia un lieve aumento rispetto alle 1.107 aggressioni del 2014 pari 48,9% delle aggressioni scorso anno. 

Seguono la Polizia di Stato con 716 episodi (31,7% erano stati il 33,3% nel 2014), la Polizia Locale con 253 (11,2% erano state 248 nel 2014) e gli altri corpi con 221  attacchi, 9,8%.

Nel corso del 2015, gli episodi avvenuti al nord sono stati 1.007 (44,6%), quelli al centro 542 (24%) mentre le aggressioni registrate al sud sono state 707 (31,3%).

Aumenta ancora, purtroppo, il numero di aggressori stranieri (comunitari e non): nel 2015 si sono resi responsabili di 965 eventi, il 42,8% rispetto al 41,8% del totale dello scorso anno. 

In 653 casi (29%) gli aggressori erano ubriachi o drogati (235  episodi per la sola droga), in diminuzione rispetto al 32,8% del 2014, ma gli episodi connessi con l’uso di sostanze nel 2014 erano stati 231.

I dati confermano che l’argine di contenimento delle divise rispetto alla violenza che si manifesta ogni giorno sulle strade è sempre più fragile. 

Allora ci ripetiamo ancora. Tutto questo avviene nell’indifferenza pressoché totale dell’opinione pubblica e della stessa politica. Posizione pericolosa e ingenua. Del dilagare della violenza contro le divise sulla strada dovrebbero invece preoccuparsi per primi i cittadini ancor più degli agenti e carabinieri perché dopo l’argine ci sono loro come destinatari e vittime di una violenza sempre più tracotante e ormai di fatto quasi impunita.

Forlì, 17 marzo 2016

Giordano Biserni

Presidente ASAPS

 OSSERVATORIO “SBIRRI PIKKIATI“ REPORT 31 DICEMBRE 2015

Complessivi

2256

100,0%

Nord

1007

44,6%

Centro

542

24,0%

Sud

707

31,3%

Corpi (*)

Complessivi

2256

100,0%

Polizia di Stato

716

31,7%

Carabinieri

1113

49,3%

Polizia Locale

253

11,2%

Altri corpi

221

9,8%

(*) si tenga conto che alcuni eventi hanno avuto come protagonisti più forze di polizia contemporaneamente.

Uso di alcol/droga

Complessivi

2256

100,0%

Stato di ebbrezza

653

28,9%

Di cui droga(**)

235

36,0%

Ordinari

1603

71,1%

(**) Il dato è confrontato con quello generale delle ebbrezze

Uso di armi proprie/improprie

Complessivi

2256

100,0%

Armi proprie/improprie

443

19,6%

Ordinari

1813

80,4%

Presenza di Stranieri

965

42,8%

   INIZIATIVE DI INFORMAZIONE E PREVENZIONE AI PROBLEMI ALCOLCORRELATI

 http://www.lametino.it/Ultimora/ser-t-lamezia-corso-formativo-sulle-dipendenze-patologiche-per-insegnanti-e-alunni.html 

SER.T. LAMEZIA, CORSO FORMATIVO SULLE DIPENDENZE PATOLOGICHE PER INSEGNANTI E ALUNNI

Giovedì, 17 Marzo 2016 12:42

Lamezia Terme - La dottoressa Mirella Samele, dirigente medico del Ser.T. di Lamezia Terme, diretto da Giovanni Falvo, ha organizzato un corso di formazione sulle dipendenze patologiche per gli insegnanti e gli alunni dell’Istituto di Istruzione Superiore “Luigi Costanzo”, utilizzando il programma “Unplugged”, efficace per la prevenzione dell’uso di tabacco, alcol e droghe. L’iniziativa è in linea con la mission del Ser.T., che garantisce attività oltre che di diagnosi, cura e riabilitazione, anche di prevenzione delle Dipendenze Patologiche, verso le quali è maggiormente impegnato e scaturisce dalla richiesta espressa da Antonio Caligiuri, Dirigente dell’Istituto comprensivo, con la quale manifesta la consapevolezza di quanto sia opportuno arricchire le conoscenze dei docenti rispetto alle tematiche delle dipendenze patologiche. Ad essere coinvolti nelle attività formative sono il Liceo Scientifico di Decollatura, l’ITIS e l’Istituto Agrario di Soveria, nonché l’Istituto Agrario di Lamezia Terme.

L’abuso di sostanze nocive è attualmente il più rilevante problema di salute nei paesi sviluppati, essendo responsabile del 20% delle morti e del 22% degli anni di vita persi. Dal momento che 4 consumatori su 5 ne iniziano l’uso prima di aver raggiunto l’età adulta, l’età scolare rappresenta il momento più appropriato per attuare programmi di prevenzione con l’obiettivo di prevenire la sperimentazione in chi non ha mai fatto uso e di impedire l’abitudine e la dipendenza in chi ha già sperimentato. Unplugged prevede una metodologia di tipo esperienziale che favorisce la partecipazione diretta degli insegnanti come soggetti attivi nella formazione. L’obiettivo del programma è quello di: favorire lo sviluppo e il consolidamento delle competenze interpersonali; sviluppare e potenziare le abilità intrapersonali “life skills”; correggere le errate convinzione dei ragazzi sulla diffusione e accettazione delle sostanze; migliorare le conoscenze sui rischi dell’uso di sostanze, alcol e tabacco. Il servizio si adopera, nelle persone di Antonia De Siena e di Teresa Natrella, già precedentemente formate nell’ambito di un progetto Regionale, a trasferire la metodologia di Unplugged agli insegnanti, che numerosi, hanno aderito al progetto e quindi agli studenti.

 http://www.siracusatimes.it/noto-alza-lattenzione-non-il-gomito-prosegue-la-campagna-di-sensibilizzazione-promossa-dai-carabinieri/ 

NOTO. “ALZA L’ATTENZIONE… NON IL GOMITO!”, PROSEGUE LA CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE PROMOSSA DAI CARABINIERI

Pubblicato on 16 marzo 2016 di Redazione

News Noto: prosegue la campagna di sensibilizzazione “Alza l’attenzione…non il gomito!” avviata dai Carabinieri del Comando Provinciale di Siracusa per la prevenzione dei rischi connessi alla guida in stato di ebbrezza alcolica. L’iniziativa si inserisce nell’ambito dell’ottava edizione del progetto di legalità “Un casco vale una vita”, sviluppato in collaborazione con le società ISAB ed ERG in collaborazione dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Siracusa e la Croce Rossa Italiana di Siracusa – Sezione Giovani.

Dopo l’evento inaugurale svoltosi sabato 19 dicembre all’interno del Centro commerciale di Città Giardino, questa mattina l’iniziativa si è articolata a Noto, con una serie di incontri tenuti dal Comandante della Compagnia, capitano Sabato Landi, unitamente al Comandante della Stazione ed al Comandante dell’Aliquota Radiomobile con gli studenti delle scuole medie del II Istituto Comprensivo “Melodia”, del III Istituto Comprensivo “Francesco Maiore” e del IV Istituto Comprensivo “Aurispa”.

Attraverso la consegna di una brochure illustrativa, realizzata dal Comando Provinciale Carabinieri di Siracusa, i visitatori hanno potuto riflettere sulla drammaticità dei dati statistici relativi ai numerosi incidenti stradali causati dalla guida in stato di ebbrezza e causa di un elevato numero di feriti gravi e decessi, specie tra i più giovani, con una maggiore concentrazione nei fine settimana, nella fascia oraria notturna compresa tra le 22 e le 6 del mattino.

Grazie alle tabelle contenute nella brochure i giovani studenti, principali destinatari dell’iniziativa, hanno potuto esaminare i diversi effetti dell’abuso di alcool sull’organismo in relazione ai parametri del peso, del sesso e della quantità e tipologia di alcol bevuta.

Successivamente, i giovani si sono recati presso lo stand allestito in piazza Landolina dai Carabinieri e dal personale della Croce Rossa per avere una dimostrazione pratica dei rischi che il consumo smodato di alcol provoca sull’organismo e degli effetti sulla capacità di condurre un veicolo in totale sicurezza. Qui, dopo la parte teorica tenutasi in aula, i Carabinieri hanno invitato i visitatori a rendersi praticamente conto degli effetti dell’alcol sulla guida facendo loro provare un itinerario stradale allestito dalla Croce Rossa, da percorrere indossando degli occhiali appositamente tarati per simulare la vista di un conducente messosi alla guida con diversi livelli di alcolemia nel sangue.

Un modo per acquisire consapevolezza del fatto che quella situazione simulata, trasposta nella realtà, costituisce concretamente una condizione di esposizione ad un enorme pericolo.

I volontari della Croce Rossa hanno inoltre mostrato le procedure di primo soccorso in caso di intervento su un incidente stradale, avvalendosi di un manichino per spiegare le tecniche di rianimazione nonché il funzionamento ed il corretto uso del defibrillatore.

Al termine del percorso, inoltre, i Carabinieri e la Croce Rossa hanno distribuito un alcoltest monouso, utile per rendersi conto “se sia opportuno mettersi alla guida, per esempio, al termine di un lauto pranzo nel corso delle imminenti festività pasquali.

Per la gioia dei giovani erano inoltre presenti i mezzi dei Carabinieri in dotazione alla Compagnia di Noto: autovetture di vario genere, tra cui la nuovissima Seat Leon dell’aliquota Radiomobile, su cui molti si si sono divertiti a salire a bordo per vedere la strumentazione dall’interno. I militari dell’Arma hanno, anche, illustrato il funzionamento dell’etilometro e dell’autovelox.

La raccomandazione rivolta ai cittadini, che sarà ribadita nei prossimi eventi a tema, è dunque quella di “alzare l’attenzione…non il gomito!”, evitando di bere se ci si deve mettere alla guida o se si devono compiere attività tali da richiedere particolare concentrazione, per la salvaguardia dell’incolumità propria e degli altri.

 IL CONSUMO DI BEVANDE ALCOLICHE SEMBRA IN CALO

 http://www.tgcom24.mediaset.it/salute/l-allarme-dell-oms-i-teenager-italiani-sono-i-piu-obesi-e-pigri-d-europa-_2165424-201602a.shtml 

L'ALLARME DELL'OMS: "I TEENAGER ITALIANI SONO I PIÙ OBESI E PIGRI D'EUROPA"

16 marzo 2016

I dati riguardano ragazze e ragazzi dagli 11 ai 15 anni tra 2013 e 2014. Soltanto il 5-11% fa un'ora di attività fisica, il 25-30% è sovrappeso

I teenager italiani sono più pigri e obesi rispetto ai loro coetanei del resto d'Europa. A lanciare l'allarme per la salute dei giovani è un rapporto dell'Oms (Organizzazione mondiale della sanità), che ha preso in esame ragazze e ragazzi dagli 11 ai 15 anni tra 2013 e 2014. E' obeso e sovrappeso il 30% di 11enni e 13enni, mentre per i 15enni il dato si abbassa al 25%. La situazione appare più preoccupante per quanto riguarda l'attività fisica: a 15 anni soltanto il 5% delle ragazze e l'11% dei ragazzi fa almeno un'ora al giorno di esercizio.

Il report ha tuttavia evidenziato un dato "cautamente" positivo: il consumo di alcol e droga tra teenager e adolescenti è in calo rispetto al passato. Inoltre, stando all'analisi "a tutto campo" dell'Oms, se da un lato i ragazzi italiani hanno più difficoltà a relazionarsi con gli adulti, dall'altro sono meno violenti e praticano e subiscono meno il bullismo.

Modelli alimentari - Per contrastare il dilagare di obesità e inattività "bisognerebbe agire anche su fattori come i modelli alimentari, con quello mediterraneo che ormai è stato 'contaminato' da abitudini meno salutari", ha osservato Franco Cavallo, curatore della parte italiana dello studio.

Bullismo - "Tra i lati positivi invece si segnala il bullismo, su cui siamo molto bassi in classifica contrariamente a quello che si potrebbe pensare", ha proseguito Cavallo. All'età di 15 anni, si legge nel rapporto, il 2% delle ragazze e il 3% dei ragazzi riporta di aver subito atti di bullismo, un numero superiore solo a quello di Islanda e Armenia e un decimo di quello della Lituania.