Rassegna del 15 Marzo 2016

A cura di Roberto Argenta, Guido Dellagiacoma, Alessandro Sbarbada

 

SUPEREVA.IT

Segni zodiacali e alcolici: a ognuno il suo drink

Il segno zodiacale può dire molto riguardo ai gusti e le preferenze nella scelta di cosa bere, soprattutto in fatto di alcolici (*)

Spesso l'oroscopo svela le nostre affinità, predisposizioni e attitudini. Oggi ci propone la corrispondenza tra segno zodiacale e bevande alcoliche che si sposano bene con la personalità e le caratteristiche tipiche di chi è nato sotto un determinato segno. Scopriamo qual è la bevanda giusta per ogni segno dello zodiaco, senza dimenticare di bere con moderazione!

 

 Ariete (21 marzo-19 aprile): spontaneo, amichevole e impulsivo. Il drink giusto per questo segno è l'Assenzio.

 

 Toro (20 aprile-21 maggio): il Whisky è ciò che meglio rappresenta questo segno elegante, tradizionalista e conservatore. Amante dei piaceri fisici e dei beni materiali: spesso, tuttavia, tende all'eccesso.

 

Gemelli (21 maggio-20 giugno): instabile, indeciso, con continui sbalzi d'umore e imprevedibile come le serate a base di Jägermeister.

 

Cancro (21 giugno-22 luglio): il segno emotivo per eccellenza, sensibile ma anche tranquillo, la compagnia migliore con cui condividere una birra fresca.

 

Leone (23 luglio-22 agosto): lo champagne si sposa perfettamente con la personalità orgogliosa e determinata di chi è nato sotto il segno del Leone, re dello zodiaco.

 

Vergine (23 agosto-22 settembre): riflessivo, osservatore e di classe, la sua bevanda ideale è il vino .

 

Bilancia (23 settembre-22 ottobre): collaborativo, desideroso di pace e armonia. Per il nato della Bilancia, la bevanda alcolica ideale è il Rum: equilibrato come questo segno che ama stare tranquillo e rilassato.

 

Scorpione (23 ottobre-22 novembre): gli piace sentirsi brillo e lasciarsi andare sotto l'influenza dell'alcol. Il drink giusto per togliere le sue inibizioni è la Tequila.

 

Sagittario (23 novembre-21 dicembre): appassionato viaggiatore, amante della scoperta ed esploratore di diverse culture. Il suo spirito di avventura si abbina molto bene al Sake .

 

Capricorno (22 dicembre-19 gennaio): questo segno non eccede mai e assapora e apprezza con calma ciò che ha nel bicchiere. Un drink come il Martini è il più affine al segno.

 

Acquario (20 gennaio-19 febbraio): introverso, idealista e sognatore, a volte freddo e distante con gli altri ma solo apparentemente. Il suo bisogno di evadere spesso lo avvicina all'alcol e, per la sua fuga onirica, la Vodka è perfetta.

 

Pesci (20 febbraio-20 marzo): spesso disinteressato, prudente e credulone ma fantastico compagno di bevute perché si lascia trascinare dagli eventi. Per la sua freschezza e vivacità, il Gin è il drink più indicato per chi è nato sotto il segno dei pesci.

 

(*) Nota: non serve che leggiate tutte le stupidaggini contenute in questo articolo, vi basterà concentrarvi sulla Nota.

Pochi sanno che i segni zodiacali sono 13, il tredicesimo segno è la Costellazione dell’Ofiuco http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Ofiuco-il-tredicesimo-segno-Ecco-come-cambiano-i-segni-zodiacali-196fc569-bcd1-4ee4-9598-bd071e898d51.html

La notizia ogni tanto esce, ma poi viene subito oscurata dai media.

Perché riconoscere che i segni sono tredici costringerebbe gli astrologi ad ammettere che tutto quanto hanno raccontato fino ad oggi alle persone, sul legame tra la loro vita e il loro segno zodiacale, sono sciocchezze: infatti l’86 % delle persone si trovano in un segno differente rispetto a quello in cui credevano di essere.

Tutto questo per dire che, se vogliamo stare a questo giochetto di abbinare segno zodiacale ad alcolico preferito, secondo il nuovo Zodiaco i non bevitori sono certamente del segno dell’Ofiuco: oscurati, perché… scomodi al sistema!

 

TELESUD3.COM

Vino, salute e benessere

Nella chiesa di Sant’Alberto in via Garibaldi a Trapani, si è tenuto il convegno scientifico “Vino, Salute, Benessere e Stili di vita”,organizzato dall’associazione “Strada del vino”, in collaborazione con l’Asp di Trapani e la Casa vinicola Fazio. Nel corso dell’incontro sono stati esposti, con evidenza scientifica, gli aspetti salutari del vino.

Serata conclusiva del corso “Avvicinamento al Vino Erice DOC. L’iniziativa si è conclusa con il convegno scientifico “Vino, salute e stili di vita”. L’introduzione dell’incontro è stata curata da “Stefania la Via” con i versi “Ode al vino di Pablo Neruda” che ha creato la giusta atmosfera e concentrazione sul tema del convegno, tenuto nella chiesa di Sant’Alberto di Trapani, meglio conosciuta come “la chiesa degli artisti”. Gli obiettivi dell’iniziativa, promosso dalla Strada del vino Erice doc, sono stati illustrati dal Vincenzo Fazio, che si è soffermato sull’importanza di “divulgare, anche tra i giovani, la cultura del consumo moderato e consapevole dei vini, che abbinano ad una equilibrata alimentazione e favoriscono un corretto stile di vita. Obiettivo – ha detto Fazio – è di avviare un percorso culturale di confronto costruttivo tra la gli attori della filiera vitivinicola ed il mondo della ricerca scientifica”.

Nel corso della conferenza è intervenuto l’oncologo Giuseppe Carruba, che ha parlato dell’attuale stato della ricerca in Italia e nel mondo nel campo agroalimentare con un focus sulla filiera vitivinicola. Al centro del confronto anche la necessità di invitare “il comparto pubblico-privato ad impegnarsi ed investire attivamente anche nella ricerca sanitaria, finalizzata a dimostrare il particolare valore benefico (*) già riscontrato su alcune varietà di vini autoctoni siciliani e sulle proprietà di prevenzione primaria dalle malattie cardiovascolari e tumorali indotti dal consumo moderato del vino ed equilibrato dei prodotti della dieta mediterranea”.

Si è quindi passati alla presentazione dei dati di evidenza scientifica, raccolti e presentati dal cardiochirurgo Arian Frascheri, che ha evidenziato come gli studi clinici supportano con coerenza e costanza gli effetti benefici del consumo moderato del vino, in relazione all’ attività di prevenzione al rischio d’infarto, e all’insorgere delle malattie cardiovascolari. Il dato costante che emerge dalla ricerca e dalla sperimentazione in atto è che gli astemi hanno un fattore di rischio cardiovascolare più elevato rispetto al consumatore moderato di vino che limita ai due bicchieri a pasto l’assunzione. Fortemente nocivo con rischi tossicologici elevati risulta il fenomeno giovanile del “Binge-Drinking”: consumare troppo alcol in poco tempo anche se in modo sporadico aumenta due volte la mortalità dei pazienti con infarto miocardico. Binge-drinking è un modo di bere utilizzato spesso dai giovani a fine settimana. Sbronzarsi è uno stile di vita che può contrastare la curva protettiva «J» dell’alcol, aumentando il rischio per malattia coronarica in uomini e donne ed il rischio per ipertensione in uomini.

Gli aspetti storici ed antropologici sono stati affrontati dal dottor Vincenzo Garaffa, esperto agopuntore, che ha parlato del valore del vino nella antica cultura orientale cinese e indiana, che attribuisce e classifica il vino già nel 1.500 A.C. tra i prodotti medicamentosi, che (qualora assunto moderatamente) attiva i flussi energetici del corpo e della mente, stimolando fattori immunologici che portano all’autoguarigione.

Il convegno si è concluso con la consegna degli attestati agli allievi del corso "Avvicinamento al Vino Erice Doc".

 

(*) Nota: dunque il fine della ricerca non è trovare gli effetti del vino sulla salute, ma dimostrarne effetti benefici. Come dire che… scrivono il risultato prima di iniziare a cercare.

Ogni tanto troviamo notizia di questi convegni, organizzati dai produttori di vino, dove si millantano effetti benefici e si tacciono tutti gli effetti tossici e cancerogeni, già a bassi livelli di consumo, riportati dalla letteratura scientifica di tutto il mondo.

Il prossimo articolo sta a dimostrare che anche il mondo del vino comincia a prendere atto della realtà dei fatti.

 

TRENTINOWINE

TÉLOS, MISSIONE COMPIUTA

Pubblicato da Ghino di Tappo il 15 marzo 2016

Obiettivo centrato: se questo è il risultato dei vini senza solfiti aggiunti, allora direi che gliela si può fare tranquillamente. E pure amabilmente. Sto parlando di Télos 2014 – IGT VENETO – Tenuta Sant’Antonio (Colognola ai Colli – VR). Un blend di Garganega (80%) e Chardonnay (20%) .

Confesso che questa mescola, solfiti o non solfiti, la conoscevo già: tempo fa ho assaggiato questo blend da una produzione artigianale di un contadino – viticoltore della Terra dei Forti veronese, che ogni tanto e generosamente mi fa assaggiare “il suo vino”. E in quel caso il suo bianco Garganega – Chardonnay mi aveva più che convinto. Ma di questo vino ne parlerà il nostro collaboratore Stefano Ferroni, appena lo avrà assaggiata anche lui.

Torniamo al Tèlos solfiti free della cantina di Colognola ai Colli. Intanto il nome, che si immerge nell’etimo del greco antico: télos, fine, scopo, obiettivo da raggiungere, orizzonte. E questa bottiglia, mi sembra che l’obiettivo lo abbia ampiamente raggiunto, se l’obiettivo era di dimostrare che il vino può fare anche a meno della solforosa. E lo scrivo senza eccessi e senza estremismi, perché il tema del vino salubre fino ad oggi non mi ha mai particolarmente appassionato. Perché, dato per assodato che il vino fa male giacché contiene alcool e l’alcool bene non fa, sono di quelli che pensano che il vino prima di tutto debba essere buono. Poi tutto il resto. (*) E questo è senz’altro un buon vino. Me lo hanno proposto a fine mattinata in un locale di Brentonico, sul Monte Baldo trentino alla pasticceria Dal Ghingo; un assaggio, così per avere il punto di vista di un’avventore casuale, assaggio che sono diventati due bicchieri.

 

(*) Nota: metto questo articolo tra le buonENOtizie: è un piacere incontrare nel mondo del vino persone che presentano la loro amata bevanda in modo onesto e corretto, riconoscendone l’assenza di benefici e la presenza di importanti rischi per la salute di chi ne beve.

Il mondo sta cambiando. Finalmente.

 

DIREGIOVANI.IT

Scafato a ITCG Matteucci: alcol è causa tumori

Roma – Bere per status symbol, per rimuovere i freni inibitori, per proiettarsi verso il ‘divertimento piu’ sfrenato’. Tutti elementi che fanno si’ che il consumo di alcol rappresenti uno dei pericoli piu’ grandi per le nuove generazioni. Di questo si e’ parlato oggi all’ITCG Matteucci di Roma, in occasione della campagna ‘Non perderti in un bicchiere!’, a cura del professor Emanuele Scafato, direttore dell’Osservatorio Nazionale Alcol del CNESPS (Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute) e promossa dal ministero della Salute, dall’Istituto Superiore di Sanita’ e da Diregiovani. Il direttore del CNESPS ha quindi messo in guardia gli studenti dell’istituto superiore del quartiere Talenti sui rischi che possono causare le dipendenze. Tra queste la piu’ pericolosa di tutte, secondo Scafato, e’ appunto quella dall’alcol. Non solo per gli incidenti mortali – migliaia ogni anno – o per i tantissimi casi di coma etilico a seguito di ‘sbronze colossali’, soprattutto tra i minori. Ma anche per le malattie gravi che puo’ causare, tra tutte, il cancro: su quasi 17 milioni di morti di cancro ogni anno, nel mondo, il “10% sono legati all’alcol”. Scafato ha quindi mostrato con dati concreti e testimonianze dirette o indirette, gli effetti che il consumo di bevande alcoliche puo’ causare negli individui. Tra questi, molte cosiddette ‘star’, alcune di loro uscite (chi piu’ chi meno) dal vortice della dipendenza – ad esempio le pop star Britney Spears, Lady Gaga o il protagonista di Harry Potter, Daniel Radcliffe – altre che ne sono invece rimaste fatalmente vittime. Tra tutti, Whitney Houston e Amy Winehouse.

Non solo alcol, ma anche vecchie e nuove dipendenze. Oltre alle droghe ‘ordinarie’, in primis cannabis e cocaina, anche smarthphone, sexting e giochi on line. Spesso piu’ fatali delle sostanze stupefacenti. Come intervenire? Secondo il medico, “con una massiccia campagna di comunicazione nelle scuole” ma soprattutto educando i genitori, spesso “i primi a sottovalutare il fenomeno e i pericoli a esso correlati”. Agli studenti e’ stata data anche una dimostrazione pratica delle alterazioni dovute al consumo di alcol, con degli occhiali specifici. I ragazzi, tra stupore e curiosita’, hanno seguito attentamente le spiegazioni del direttore del CNESPS: “E’ stata una giornata importante- ha detto Alessandro- abbiamo scoperto quanto possa essere nocivo l’alcol, anche rispetto alle droghe cosiddette ‘leggere'”. “La cosa che mi ha colpito maggiormente e’ che l’alcol puo’ essere causa di ben 14 tumori- ha spiegato ancora lo studente- e’ una cosa che non sapevo”.

 

NEWSRSS

Roma: riduce in fin di vita bengalese, aggressore era ubriaco e senza patente 

E' ancora ricoverato in prognosi riservata nel reparto di Rianimazione dell'ospedale Vannini il bengalese di 37 anni, aggredito e ridotto in fin di vita la notte scorsa intorno alle due in via dei Levii, nella zona del Quadraro a Roma. Il 37enne colpito a calci e pugni è stato trasportato in ospedale dal 118 con un'emorragia estesa alla testa e si trova attualmente in coma farmacologico. L'aggressore, un italiano di 25 anni, è stato arrestato dagli agenti della polizia del commissariato Romanina poco dopo il fatto con l'accusa di tentato omicidio.

Sul posto è stata chiamata anche una pattuglia della polizia municipale che ha riscontrato che l'uomo era in stato di ebbrezza e guidava con la patente sospesa. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della polizia, l'aggressore, alla guida di una Mercedes Classe A, è finito contro le auto in sosta. Quando è sceso ha iniziato a sbraitare e a prendere a calci e pugni il bengalese che era in strada. Altre persone che hanno assistito all'accaduto hanno chiamato la polizia. Subito dopo l'aggressore è stato arrestato dagli agenti. (*)

 

(*) Nota: è triste riconoscerlo, ma probabilmente, a parti invertite (italiano in fin di vita perché picchiato da bengalese ubriaco) la notizia avrebbe avuto maggiore risalto sui media.

 

DA ANDREA NOVENTA

Sicurezza Stradale a Scuola

Giovedì 17 marzo dalle 14:30 alle 17:00 nella “Sala Caravaggio” della Fiera di Bergamo, nell’ambito delle iniziative culturali organizzate a latere della manifestazione “Lilliput” sarò presente con una relazione dal titolo "Alcol e sostanze quale prevenzione" all'incontro per insegnanti su “Sicurezza stradale e scuola” organizzato dal Rotary Club Treviglio.

 Sarà l'occasione anche per presentare il progetto "Safe driver" . Gli altri relatori saranno: la dottoressa Patrizia Graziani dirigente dell'Ufficio scolastico territoriale di Bergamo, la dottoressa Mirella Pontiggia vicequestore aggiunto e comandante della polizia stradale di Bergamo, la professoressa Tiziana Pasini coordinatrice rete delle scuole autonome bresciane denominata "Le Quattro Esse" (Sempre Sicuri Sulla Strada), la dottoressa Alessandra Iamundo De Cumis psicoterapeuta e il dottor Antonio Gil chiropratico. I lavori saranno coordinati dal responsabile del service “Sicurezza stradale” Mino Carrara giornalista de “L’Eco di Bergamo”.

 

LA NAZIONE

Norcia, finisce in ospedale la festa dei "cento giorni" alla maturità

Come ogni anno la città è stata invasa dagli studenti delle scuole superiori per la festa del "macP100": forestale e carabinieri sequestrano superalcolici e droga.

Un giovane si sente male

di Andrea Fabbri

Norcia, 15 marzo 2016 -  “Cento giorni” agli esami di maturità a Norcia tra alcol e droga. Come tutti gli anni, anche ieri la città natale di San Benedetto è stata meta della scampagnata fuori porta degli studenti marchigiani che si preparano agli esami di maturità, ma stavolta il bilancio finale è stato più pesante del passato. Diversi i litri di alcolici e superalcolici sequestrati dal Corpo forestale dello Stato in forza di una specifica ordinanza emessa dal sindaco Alemanno che vietava l’introduzione e la somministrazione su territorio comunale di bevande alcoliche e superalcoliche. Quella di Alemanno è stata una vera e propria “mossa a sorpresa” che ha spiazzato gli studenti festaioli alcuni dei quali dopo essere scesi dagli autobus con i quali sono arrivati in città si sono incamminati per il centro storico con gli alcolici a portata di mano senza neanche immaginare a cosa sarebbero andati incontro. Ma i ragazzi non si sono portati dietro soltanto da bere. I carabinieri della locale Tenenza guidati dal Tenente Enrico Alfano, oltre a vigilare sul corretto comportamento dei giovani nello spostarsi lungo le vie della città, hanno anche operato alcuni controlli personali. In particolare è stata presidiata piazza San Benedetto che è stata il vero fulcro della festa nursina dei “cento giorni”. Alla fine pare siano stati sequestrate anche alcune piccole quantità di droga di tipo marijuana e cocaina utilizzate a scopo personale. C’è stato anche un episodio di cronaca: un ragazzo appena diciottenne è finito in ospedale per aver alzato troppo il gomito.

 

IL TEMPO

Le medicine del festino comprate in 2 farmacie

Cocaina e alcol. Ma anche quattro flaconi di Minas e uno di En. Le droghe consumate dagli indagati, legali o meno, sono sicuramente numerose. Solo l’esame tossicologico rivelerà quali e quante sostanze stupefacenti i due avrebbero assunto. Le medicine sarebbero state acquistate in due differenti farmacie. Nonostante le regolari ricette mediche infatti, l’ingente quantitativo di farmaci richiesto dai due indagati, non poteva essere venduto da un solo esercizio. «Gli ho chiesto di pagarmi la stanza dell’albergo, le medicine e i super alcolici. Io volevo solo uccidermi – racconta Prato agli inquirenti - Manuel sapeva che mi volevo uccidere e non ha fatto nulla per fermarmi». «Marco mi ha ripetuto che era sua intenzione suicidarsi – conferma Foffo - In una delle nostre uscite durante quei giorni, ricordo di aver comprato in una farmacia di Corso Italia, del Minias. Ho pagato io circa 50 euro e poi siamo andati in zona piazza Bologna per vedere l’albergo dove Marco si sarebbe voluto suicidare». I farmaci assunti da Prato sarebbero due. L’En è un farmaco che riduce lo stato di ansia e favorisce il sonno. Viene spesso utilizzato da chi fa uso di cocaina o sostanze a base di anfetamina. L’obiettivo è quello di ridurre gli effetti della droga per riuscire a dormire. Anche il Minias fa parte della famiglia delle benzodiazepine. Sarebbe stato acquistato da Manuel grazie a una prescrizione medica firmata tempo prima dal suo medico. Proprio come un altro farmaco che adesso viene citato negli atti a disposizione degli inquirenti. Si tratta dell’Alcover (*), un medicinale che si assume per via orale nel trattamento dell’alcolismo cronico. Induce una forte nausea se il paziente, dopo averlo assunto, beve sostanze alcoliche. Sarebbe stato somministrato a Luca Varani. «Questa medicina insieme all’alcol – racconta Prato - da l’effetto come se avesse bevuto 70 cocktail». Luca beve, «entro poco si stordisce, comincia a star male, comincia a dar di stomaco , perde i sensi e cade».

And. Oss.

 

(*) Nota: L’Alcover, di fatto, è GHB, sostanza nota come “Droga dello stupro”…

 

RSI.CH

Un matrimonio alcolico

Il gruppo Campari compra Grand Marnier

Due marchi storici delle bevande alcoliche italiane e francesi stanno per riunirsi. Il gruppo Campari ha raggiunto un accordo con la famiglia che controlla la Société des Produits Marnier Lapostolle (SPML), titolare tra gli altri di Grand Marnier, per rilevarne il 17,19% e lanciare un'offerta pubblica d’acquisto a un prezzo unitario di 8,05 euro per azione.

Obiettivo di Campari, che nel 2015 ha registrato un fatturato di quasi 1,7 miliardi di euro in crescita del 6%, è il ritiro del titolo dalla Borsa di Parigi.

Contestualmente all’acquisizione delle azioni del marchio francese fondato nel 1880 a Neauphle-le-Château, l’azienda italiana nata nel 1860 ha sottoscritto un accordo in esclusiva per la distribuzione a livello mondiale del portafoglio Grand Marnier. Un mix di cognac aromatizzato all'arancia particolarmente apprezzato negli Stati Uniti dove registra il 60% delle vendite.

 

LEVANTE NEWS

Lavagna: pensionato ubriaco causa incidente; patente ritirata

I carabinieri della Radiomobile di Sestri Levante, al termine di accertamenti, hanno deferito in stato di libertà per “guida in stato di ebbrezza alcolica” un 75enne abitante Lavagna. Il pensionato, la scorsa notte in via Moggia  a Lavagna, alla guida del proprio furgone, causava un incidente stradale. Sottoposto all’accertamento alcolemico, è risultato aver un tasso di g/l 2,34, accertato dai sanitari dell’ospedale di Lavagna. Patente ritirata e mezzo sottoposto a sequestro ai fini di confisca.

 

ILPIACENZA.IT

Ubriaco fradicio cerca di rubare l'auto a un poliziotto: «Lanciami le chiavi che devo partire»

Ha abbandonato la sua auto accesa dopo essere finito fuori strada, ha cercato di rubarne un'altra ma il proprietario, un poliziotto, lo ha visto e lo ha fatto prendere dai colleghi delle volanti. Nei guai un 33enne sudamericano

Ubriaco fradicio ha cercato di rubare l'auto a un poliziotto, dopo aver abbandonato la sua ancora accesa e giù di strada, ma è stato bloccato poco dopo. Nei guai un sudamericano di 33 anni che al termine di una notte di bagordi, alle 6.30 di mattina del 13 marzo nella periferia ovest della città ha forzato la portiera di un'auto in sosta nel tentativo di rubarla. Il proprietario, un poliziotto, ha sentito alcuni rumori provenire dalla strada e si è affacciato vedendo il ladro. Questo, invece di scappare gli ha urlato in preda ai fumi dell'alcol: «Lanciami le chiavi che devo partire».

L'agente ha immediatamente chiamato il 113 e gli agenti delle volanti, con una descrizione dell'uomo, lo hanno rintracciato poco dopo in centro storico. Non senza fatica lo hanno bloccato: lo straniero li ha minacciati pesantemente ed era molto agitato: «Io vi distruggo, ve la farò pagare». Portato in questura è stato denunciato per resistenza e minaccia a pubblico ufficiale. Nelle prossime ore dovrebbe essere denunciato per tentato furto e ubriachezza molesta. Durante le ricerche del ladro, gli agenti hanno trovato poco distante dall'abitazione del poliziotto un'auto con il motore acceso e la marcia inserita, dopo alcuni controlli hanno scoperto che era del sudamericano. Probabilmente l'aveva abbandonata dopo essere finito fuori strada.