Rassegna del 10 Marzo 2016

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

 PERCHE’?. TROVATO MORTO A 19 ANNI: ALCOL E DROGA DIETRO LA FINE DI FLORIAN

Pisa: la Procura indaga con l’ipotesi di morte per conseguenza di altro delitto. Si cerca chi ha passato la notte con il giovane

di Pietro Barghigiani

10 marzo 2016

PISA. Un malore fatale a seguito dell’assunzione di un cocktail di alcol e droga e un fascicolo aperto dalla Procura con l’ipotesi di reato di morte come conseguenza di altro delitto.

L’esito dell’autopsia su Florian Gregor Schmidt, 19 anni (era nato il 7 ottobre 1996), studente del Russoli di origine tedesca, residente a Montescudaio, trovato morto intorno alle 7 di martedì sul prato accanto al Battistero in Piazza dei Miracoli, ha escluso un’origine violenta alla base del decesso. Il medico legale Luigi Papi, incaricato dal sostituto procuratore, Giancarlo Dominijanni, dalle 16 alle 19,30 circa ha eseguito l’esame sul corpo dello studente. Presente anche il consulente nominato dalla famiglia di Florian, la dottoressa Federica Gori, che si è affidata all’avvocato Massimiliano Ferretti in questa prima fase dell’inchiesta. I genitori vogliono sapere cosa ha ucciso il loro figlio.

L’autopsia. Stando a quanto emerso nel corso dell’autopsia nello stomaco del giovane è stata accertata un’abbondante quantità di alcol. La prima ipotesi che si fa largo è quella di un cocktail fatale a base di liquori e droghe. Il livello di assunzione delle sostanze sarà definito con maggiore precisione con il responso dell’esame tossicologico.

L’indagine. Il fascicolo aperto dalla Procura punta a chiarire se lo studente abbia ricevuto da qualcuno con cui può aver passato la notte alcol e droga in quantità tale da provocarne la morte. Di qui il decesso come conseguenza di altro delitto, quello dello spaccio. Al momento non ci sono persone iscritte sul registro degli indagati e i riscontri dei carabinieri proseguono con accertamenti nel giro di amicizie del ragazzo. Uno degli elementi, tra i tanti sotto la lente degli investigatori, è il racconto fatto da Florian a scuola intorno alla metà di ottobre circa un pestaggio che avrebbe subito. E di questo episodio avrebbe mostrato i segni con un livido sul petto.

Fiori e pensieri. “Non muore mai chi vive nel cuore di chi resta” hanno scritto sulla foto di Florian i compagni di scuola che ieri mattina hanno voluto ricordarlo nel luogo dove martedì è stato ritrovato il suo cadavere. In Piazza dei Miracoli si sono presentati i compagni di scuola con la dirigente scolastica , Gabriella Giuliani e alcuni insegnanti. In quello spiazzo in cui Florian si è sdraiato, mettendo lo zainetto sotto la testa come un cuscino, senza più rialzarsi hanno deposto mazzi di fiori e cartelli dedicati all’amico scomparso.

Un pellegrinaggio dalla scuola - il Russoli è statao listato a lutto con un nastro nero all’inferriata - bagnato delle lacrime e da una domanda che arrovella chi conosceva il diciannovenne sempre sorridente. Perché è morto.

«Era difficile tenerli in aula - ha detto la preside - e per questo abbiamo organizzato questo momento di riflessione collettiva. Florian era uno studente capace, di buon profitto. Che sognava di diventare architetto». Il sogno di Florian, il cui pendolo della vita negli ultimi tempi oscillava un po’ troppo negli eccessi fino ad allora coltivati senza degenerare, svanito sotto la pioggia di marzo in una delle piazze più belle del mondo.

Dedicato a Florian, giovane e gioiosa luminescenza che ha scelto piazza dei Miracoli come "stazione" per ritornare a casa». Ha scelto queste parole Stefano Tonelli, artista di Montescudaio, per ricordare Florian. Dedica speciale pubblicata su Facebook da Tonelli che viveva a poche decine di metri dall’abitazione della famiglia dello sfortunato ragazzo di origini tedesche. Insieme alle parole l’artista ha abbinato una bella immagine (qui di lato). «L’immagina è una figura delicatissima di cui si vede il volto in una sorta di sospensione, come all’inizio di un viaggio - spiega Tonelli - mi ricordo questo ragazzo come un folletto gioioso. Uno di quei personaggi che facilmente puoi associare ad un personaggio simile al Piccolo Principe. Ero a Roma quando ho saputo la notizia e ho voluto preparare questo disegno proprio per lui. Era un giovane, uno di quelli che sei curioso di vedere come affronterà la vita, e amava l’arte. Mi ha toccato molto la sua scomparsa, così come ha commosso la gente di Montescudaio. Un piccolo modo per prendere per mano le persone che avvertono la forte sensazione di perdita, con la speranza che anche se in minima parte questa immagine possa alleviare il dolore della famiglia».

 DROGA, VINO, BIRRA ED ALTRE BEVANDE ALCOLICHE PER OGNI ETA’ E CETO SOCIALE! 

 http://www.ilrestodelcarlino.it/reggio-emilia/droga-e-alcol-scuole-medie-1.1964227 

SPINELLI E ALCOL GIÀ ALLE SCUOLE MEDIE: È ALLARME GIOVANI

Bertani (Ceis): «Seguiamo under 14: l’età di approccio si è abbassata»

di ALESSANDRA CODELUPPI

Reggio Emilia, 10 marzo 2016 – 

DIMENTICARE gli stereotipi, che associano per forza la droga a un disagio ‘evidente’ o a particolari categorie di persone. È il messaggio più forte che lancia Eliseo Bertani, responsabile del settore famiglie del Ceis (Centro di solidarietà), la struttura di via Codro che segue persone affette da varie forme di dipendenza. Droga, e non solo, tanto per cominciare: «Dalla nostra attività – Bertani lavora in quest’ambito da trent’anni – emerge che ora la società è molto più dipendente dalle sostanze, psicotrope e no, oltre che da comportamenti come gioco d’azzardo, disturbi alimentari, web, compulsioni da acquisto e anche l’abuso di farmaci oppiacei per lenire il dolore».

Verrebbe da pensare a malattie o attitudini patologiche, ma poi, ascoltando l’esperto, si capisce che il male riguarda molti, forse un po’ tutti: di certo persone che possono avere il nostro stesso volto. «Rispetto a soli quindici anni fa, l’uso di sostanze è diventato molto più trasversale. Si va dai 15enni che usano cannabinoidi e che hanno disagi grossi, ad altri che invece paiono non averne, fino ai 60enni che consumano cocaina – afferma Bertani –. Sul piano sociale e culturale, c’è chi ha la terza media e chi la laurea. Su quello economico, ci ritroviamo qui disoccupati, operai, medici e avvocati. E non sono certo tutte persone che hanno, almeno in apparenza, problemi eclatanti».

DUE recenti tendenze, tra tutte, colpiscono. Una è l’abbassamento dell’età del primo approccio alla droga: «Abbiamo avuto segnalazioni su ragazzini che frequentano le scuole medie – afferma Bertani –. Già a quell’età usano alcol e cannabinoidi: spesso questi ultimi rappresentano la porta d’ingresso verso altre sostanze e poi la caduta nella dipendenza». Qui a Reggio, afferma Bertani, «si registra anche l’uso di smart drugs e delle droghe-incensi, ma il fenomeno è ancora limitato: le quattro sostanze più usate sono cannabis, alcol, eroina e cocaina». Come spiega Bertani, «crisi sul lavoro, di valori, oltreché attaccamento continuativo ai social network, possono favorire il ripiegamento narcisistico in se stessi e anche il ricorso alla droga come diversivo».

L’ALTRA tendenza riguarda l’uso di sostanze da parte di professionisti ben inseriti. Come un manager di 50 anni, sposato e con figli, che ha provato la polvere bianca a 40 durante qualche cena con gli amici e poi è caduto nella spirale fino a perdere il lavoro e i soldi. O un rappresentante di commercio di 35 anni, pure lui con famiglia, e impegnato nel sociale: quando la moglie si è accorta che stava dilapidando molti soldi, e che non era più lo stesso, si è rivolta alla comunità. Ora entrambi stanno seguendo il percorso ‘No cocaine’ al Ceis.

PER Bertani è «oziosa» la domanda sul senso di legalizzare o no le droghe: «Intanto i fondi per la prevenzione sono inesistenti – risponde –. E poi prima bisogna chiedersi perché si usano». Non bisogna dimenticare, ad esempio che, almeno all’inizio, «piace e fa star bene». Non solo, è insidiosa perché assecondano o contrastano le richieste della società: «Ci sono sostanze che aiutano a farti sentire più forte e adeguato ai ritmi e ai modelli imperanti. Altre che, invece, aiutano a staccare e a rilassarsi da tutto». Difficile trovare una risposta definitiva. Resta però ferma una speranza: «Dalla droga – conclude – si può uscire».

 IL VINO, LA BIRRA E LE ALTRE BEVANDE ALCOLICHE MODIFICANO IL FUNZIONAMENTO DEL NOSTRO CERVELLO 

 http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/03/10/chemsex-sesso-gay-sfrenato-sotto-metanfetamine-e-alcool-la-miscela-di-sostanze-diverse-ha-risultati-imprevedibili/2533753/ 

CHEMSEX, SESSO SFRENATO SOTTO METANFETAMINE E ALCOOL: “LA MISCELA DI SOSTANZE DIVERSE HA RISULTATI IMPREVEDIBILI”

di Davide Turrini

10 marzo 2016 

 “Non è ancora stato studiato statisticamente il legame tra consumo di stimolanti ed esplosione di violenza”, spiega a FQMagazine il neuropsichiatra Stefano Benzoni. “E’ però una storia vecchia che si ripete. Notoriamente sia sostanze stimolanti, sia ansiolitici, tranquillanti, e ipnotici, sono stati oggetto in diversi momenti del secolo scorso di grande attenzione mediatica"

Si chiama “chemsex” ed è una pratica sessuale che si riferisce al fare sesso sfrenato sotto l’effetto di potenti dosi di metanfetamina spesso associate all’assunzione di alcool. In una capitale europea come Londra il fenomeno viene chiamato anche “party and play”, si protrae per notti intere, ed è talmente diffuso da aver portato due documentaristi inglesi a girare un film, Chemsex, interamente ambientato negli ambienti gay londinesi dove questa pratica è comune. Gli effetti di questa miscela esplosiva sul corpo umano sono pesantissimi e molte riviste mediche sottolineano il rischio incontrollabile dovuto alla totale mancanza di freni inibitori che l’assunzione del mix droga più alcol provoca. Di Chemsex si è cominciato a parlare sul web e sui social dopo il brutale omicidio del 23enne Luca Varani a Roma, ucciso dal 30enne Manuel Foffo e dal 29enne Marc Prato, che ricalcano le dinamiche dei festini ritratti dal documentario, ovviamente con un imprevedibile e tragico esito.

 “Non è ancora stato studiato statisticamente il legame tra consumo di stimolanti ed esplosione di violenza”, spiega a FQMagazine il neuropsichiatra Stefano Benzoni. “E’ però una storia vecchia che si ripete. Notoriamente sia sostanze stimolanti, sia ansiolitici, tranquillanti, e ipnotici, sono stati oggetto in diversi momenti del secolo scorso di grande attenzione mediatica. Attorno al Quaalud, ad esempio, durante gli anni ’60 e ’70, si è creata la mitografia del potere afrodisiaco; poi c’è stato il GHB, usato medicalmente per un po’ nel trattamento della dipendenza alcolica. Insomma, periodicamente si è parlato di sostanze micidiali che trasformano le persone”.

 “Non voglio però far passare il messaggio che le droghe sono tutte uguali. Le metanfetamine sono pericolosissime e creano più facilmente di altre allucinazioni, dispercezioni e fenomeni di dipendenza da stimolanti. Sono più potenti della cocaina, costano molto o, hanno lo stesso potere di penetrazione delle persone come per gli oppiacei, anche se ovviamente con effetti completamente diversi. La miscela poi con l’alcol ha risultati imprevedibili”, continua Benzoni. “Capita molte volte nella mia attività di pronto soccorso a Milano di incontrare anche adolescenti in agitazione psicomotoria accertata clinicamente, dovuta a sovrapposizione di sostanze diverse. L’alcool peggiora il quadro e porta alla disinibizione, alla perdita dell’autocontrollo, associato all’effetto della droga che dà energia, senso di grandiosità, esacerba gli spunti aggressivi e a volte può dare spunti deliranti”.

 “Non voglio entrare nell’analisi di frasi estrapolate per la cronaca del caso dell’omicidio di Roma, come “abbiamo visto i mostri”, è un esercizio creativo pericoloso”, specifica il neuropsichiatra milanese. “Detto questo, che persone perfettamente normali possano avere, in ragione di assunzione di sostanze pesanti, come in questa vicenda, fenomeni dispercettivi e allucinatori, non è né sorprendente, né strano”. La mostruosità scaturita improvvisamente nella normale quotidianità non è quindi un’eccezione: “Ciascuno di noi ha visto magari in modo meno cruento, primitivo e tribale, ragazzetti che fuori dalla discoteca la notte prendono alcolici di risulta e sostanze comprate da chiunque a pochi euro”. A questo va aggiunta la dimensione rituale del fenomeno sessuale che va oltre le righe: “L’idea del gioco erotico finito in tragedia non è nuova e di solito comporta ritualizzazione, più persone presenti e l’uso di sostanze stupefacenti”.

C’è infine un elemento peculiare sia nelle pratiche chemsex, che nell’omicidio Varani, entrambi avvenuti nell’ambito di gruppi omosessuali. “Io mi occupo soprattutto del mondo adolescenziale ed è difficile che i ragazzini parlino di esperienze omosessuali con ritualizzazioni collettive così esplicite, manifeste e scoperte. Tendenzialmente sono esperienze fatte con fatica, poco strutturate, nascoste. Però non mancano, parlo di Milano, casi di adolescenti che raccontano già alla loro età di incontri sadomaso modello Melissa P., di minorenni che si incontrano con persone che non conoscevano in luoghi come le dark room. Questo mondo esiste, ma sono pieghe della società non ancora fenomeni abitudinari”.

Su un aspetto però Benzoni rimarca il cambiamento accelerato di questi ultimi anni: l’accessibilità economica delle metanfetamine. “Il costo sta diminuendo e c’è un disperato ritorno al tentativo di fidelizzare il cliente vendendogli ‘roba’ che lo rendano più facilmente dipendente con meno soldi da spendere. Per questo è ricominciato, ad esempio, anche l’uso dell’eroina: costa poco, arriva sul mercato in forme combinate e prende per la gola i ragazzini. Con un ulteriore aggravante: dalla metanfetamina si esce con molta più difficoltà che dall’uso di cocaina”.

 ….E SI PUO’ DIVENTARE FACILI PREDE!!!

 http://www.romatoday.it/cronaca/stupro-studentessa-erasmus-roma.html 

SAN PIETRO: STUDENTESSA ERASMUS VIOLENTATA DAL BRANCO, DUE ARRESTI

Due giovani di 23 e 26 anni avevano conosciuto la giovane in un locale del Centro. Una volta accompagnata a casa è stata ripetutamente violentata. Gli aggressori sono stati individuati

Redazione

10 marzo 2016 10:25

Prima l'alcol e la droga, poi lo stupro. Ripetuto. Un vero e proprio incubo adesso finito. Vittima una ragazza svedese, studentessa Erasmus a Roma. Una vicenda che prende piede nella notte romana tra il 6 e il 7 settembre dello scorso anno.

DROGA E STUPRO - La donna, dopo aver trascorso la serata in diversi locali del centro della Capitale con alcune amiche, ha conosciuto tre uomini. La serata sembrava andare bene. Ma era solo il preludio di una lunga notte. Con la scusa di accompagnarla a casa, i tre l'hanno seguita all'interno dell'appartamento.

Lì è iniziato l'incubo, intorno alle 3 del mattino. Dopo averle fatto assumere droga e alcol, approfittando dello stato di incoscienza e dell'inferiorità fisica patita rispetto agli energumeni, due di loro l'hanno costretta a subire molteplici e ripetuti rapporti sessuali contro la sua volontà, mentre il terzo guardava senza agire in alcun modo per impedire la consumazione della violenza.

GLI AGGRESSORI - La vittima, dopo essersi fatta coraggio, ha poi denunciato tutto. Ad intraprendere le indagini, i Carabinieri della Stazione di Roma San Pietro che hanno individuato gli autori del crimine. Si tratta di un 23enne ucraino e di un 26enne egiziano che lavorano nel mondo della ristorazione. Mentre il terzo ragazzo è indagato a piede libero.

I due sono stati arrestati l'altra sera dai Carabinieri in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari, Dottoressa Anna Maria Fattori, su richiesta del PM Dottoressa Cristiana Macchiusi della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma. 

La Procura di Roma contesta anche al terzo uomo la responsabilità del medesimo reato indagandolo, per ora, a piede libero.

 INIZIATIVE DI INFORMAZIONE E PREVENZIONE

 http://www.pratosfera.com/2016/03/10/alcol-guida-missione-scuole-prato-polizia-municipale/ 

ALCOL E GUIDA. COME SI FA FORMAZIONE NELLE SCUOLE A PRATO

La missione di vigili, Aci, Golden Drakes, Figli del Vento e Walker Day è mettere di fronte i ragazzi alla cruda realtà: la strada non perdona

STELLA SPINELLI on 10 marzo 2016 at 13:21

Alcol e guida, un binomio impossibile. Questo il messaggio che ogni mercoledì una squadra di agenti della polizia municipale – insieme da Aci, ai motociclisti Golden Drakes Prato e alle associazioni Figlio del Vento e Walker Day – porta nelle scuole medie pratesi. Tre ore dense di dati, video e racconti coinvolgenti che incombono sugli alunni delle terze medie come macigni, trasformandoli. Sì perché da quella mattinata non si esce certo indenni ed è proprio qui che sta la forza di questa iniziativa, che si rinnova di anno in anno sostenuta dall’Amministrazione comunale e da vari sponsor fra i quali Omniacenter ed Esselunga.

La prima parte dell’incontro è dedicata alla didattica. Che cos’è l’alcol, come agisce, come si smaltisce, che effetti ha sulla salute per chi ne abusa, e quanto inibisca sono tutti concetti che vengono spiegati alla perfezione agli alunni grazie all’uso di apposite slide e di video creati ad hoc. Due agenti, di cui una psicoterapeuta, si alternano usando un linguaggio semplice e che arriva dritto al punto: se si guida ubriachi si mette a repentaglio la vita nostra e di chi ci circonda, quindi responsabilità. Un concetto che sin da subito gli viene sottolineato anche dalla coordinatrice della mattinata, che nei suoi discorsi introduttivi sceglie di puntare molto su questo principio, che lascia volontariamente in sospeso, insistendo sul fatto che sarà poi il trascorrere della mattinata a riempirlo di un significato pregnante e di certo indelebile.

Alla polizia municipale, che insiste ribadendo all’infinito quanto l’alcol non faccia sconti e andando a scardinare i tanti luoghi comuni che circolano sulle bevande alcoliche, fa eco, quindi, un responsabile di Aci, che invece punta tutto sulle buone pratiche che salvano la vita in auto. E tutti quei video di crash test e di incidenti dovuti alle cattive abitudini – dai selfie agli sms quando si è alla guida – arrivano dritti allo stomaco.

Osservare, infatti, le espressioni dei ragazzi messi di fronte a tanto crudo realismo è assai istruttivo: il messaggio è serio e loro lo avvertono. E la maniera volutamente cruda non lascia di certo scampo.

Arriva quindi il momento del test. Sì, perché questa grossa e impegnativa campagna di sensibilizzazione ha come obiettivo anche quello di estrapolare un lavoro corale da tutti quegli alunni che si distingueranno nella compilazione di una prova scritta. I migliori quattro/cinque di ogni scuola, infatti, si ritroveranno poi a fine aprile nel salone consiliare del Comune di Prato dove dovranno produrre un lavoro finale simbolico.

I dieci minuti messi a loro disposizione per fare il compito volano via lasciando quindi il posto alla parte più emozionante della mattinata, quella in cui si ripongono carta, penna e razionalità. È il momento di lasciarsi andare. Arriva quindi sul palco la dolce determinazione di Aspro, un giovane motociclista dei Golden Drakes, la più longeva associazione di centauri d’Europa che ha a Prato una sezione con numerosissimi adepti. Il suo racconto, rafforzato dalle immagini dei bikers che scorrono sul maxischermo, ha un unico grande messaggio: “Anche noi, considerati i duri, i ribelli, i fuorilegge, vi chiediamo di usare la testa perché la strada non perdona. Siamo qui, a fianco della polizia municipale, per dirvi di non perdere il controllo, di fermarsi in tempo, perché basta un attimo”. Un lungo discorso il suo che arriva dritto, che non fa sconti, e che stimola spesso varie domande: “Hai mai bevuto?”. “Ti sei mai drogato?”. “Che moto hai?”.

Poi cala il silenzio, parlano loro: Agata e Carla, le mamme. E quel dolore, quella forza ammutoliscono. La tensione emotiva è palpabile. Stefano e Marco, due giovani uccisi dalla strada, entrano sparati sullo schermo con il sorriso e lo sguardo di chi vuol mangiarsi il mondo. Le loro foto scivolano imperterrite mostrandoli nei momenti più belli della loro breve vita. Agata e Carla restano in piedi, di fianco alle gigantografie dei propri figli, microfono in mano, piegate dal martirio. Poi è la fierezza ad avere la meglio e iniziano a raccontare: chi erano, cosa facevano, amavano e come sono morti. Sì perché il loro è un offrire in dono ogni volta il proprio figlio a ogni singolo ragazzino seduto in sala. In un atto d’amore estremo, in un gesto di coraggio inenarrabile quelle due donne rivivono quell’immane tragedia per il semplice scopo di condividerla con quei ragazzini e far sì che da ora in avanti abbiano un amico in più a ricordar loro di divertirsi usando la testa. Ed ecco che quel concetto di responsabilità, labile a tredici come a venti anni e semivuoto a inizio mattinata, si riempie di colpo e per sempre.

Quei bambini restano travolti, piegati nella loro immensa fragilità e la commozione corale è l’unico loro sfogo. Poi però le luci si riaccendono, le mamme sorridono e la vita di sempre riprende a scorrere. E quando si alzano per tornare in classe, la certezza che siano adesso un po’ più forti e di certo meno soli è l’unica cosa che conta.

 http://www.reggiosera.it/2016/03/i-carabinieri-salgono-in-cattedra-lezione-di-legalita-per-studenti/12666/ 

I CARABINIERI SALGONO IN CATTEDRA: LEZIONE DI LEGALITÀ PER STUDENTI

09/03/2016 - 16:28 

I militari della compagnia di Reggio Emilia hanno incontrato gli studenti del Galvani - Iodi per parlare di droga, alcol e internet

REGGIO EMILIA – Un “fronte” caldo quello della legalità nelle scuole che i carabinieri, grazie alla sinergia con i dirigenti scolastici e il corpo docente, stanno affrontando a 360 gradi non solo attraverso una fase repressiva con mirati controlli antidroga nelle stesse scuole, ma anche e soprattutto attraverso una forte opera di sensibilizzazione tra gli studenti.

Ieri mattina i carabinieri hanno tenuto una “lezione” di legalità agli studenti dell’istituto superiore Galvani – Iodi di Reggio Emilia affrontando i temi dell’abuso di alcol e del consumo di droga ma anche delle trappole disseminate in internet. Si è parlato anche di bullismo e cyber bullismo quest’ultimo molto diffuso anche tra le ragazze sia come vittime che come carnefici.

 “Da molti anni la nostra istituzione è sensibile all’educazione alla legalità da parte di giovani e giovanissimi, per diffondere i valori del rispetto delle regole – commenta il colonnello Antonino Buda, comandante provinciale dei carabinieri -. In quest’ottica l’Arma reggiana proseguirà, anche grazie alla fattiva collaborazione dei dirigenti scolastici, a diffondere nelle scuole i valori di legalità con il fine precipuo di salvaguardare il bene degli studenti”.

I ragazzi intrattenuti dal capitano dei carabinieri Giuseppe Nardò, comandante della Compagnia di Reggio Emilia, si sono mostrati interessati tempestando di domande l’ufficiale. Lo scorso anno sono stati una cinquantina gli incontri organizzati nelle scuole di reggio emilia e provincia dai militari per sensibilizzare i giovani non solo sui caldi temi della droga, dell’alcol e del bullismo ma anche sul corretto uso di internet e per quest’anno ne sono in programma altrettanti.

Il fenomeno maggiormente diffuso tra i piu’ giovani – hanno sottolineato i carabinieri – è la pubblicazione di foto osé tramite social e cellulari, una “mania” tra i minorenni che rischiano di venire denunciati per il reato di diffusione di materiale pedopornografico. Tanti anche i consigli per un corretto utilizzo di internet: non acquistare abiti o telefoni di marca a prezzi troppo bassi, se sono rubati si incorre nel reato di ricettazione; provvedere sempre al backup di fotografie e dati; scaricare le app che permettono di ritrovare il cellulare in caso di furto o smarrimento; non frequentare siti che non si conoscono e che offrono tutto gratis perché sono pieni di virus come il CryptoLocker che infetta i sistemi Windows chiedendo un pagamento per la decriptazione; salvaguardare i diritti d’autore e non scaricare film e musica illegalmente; leggere sempre bene cosa offrono le varie finestre che si aprono perché a volte carpiscono abbonamenti; cancellare sms strani e non richiamare numeri sconosciuti perché rubano denaro.

Gli incontri stanno offrendo anche l’occasione per illustrare l’organizzazione dell’Arma dei carabinieri e fornire una generale infarinatura sugli aspetti giuridici di alcune reati e parlare della sicurezza della circolazione stradale.

 http://rovigooggi.it/articolo/2016-03-09/l-ulss-entra-in-discoteca-coi-giovani-per-salvarli/#.VuG0OPnhAdU 

L'ULSS ENTRA IN DISCOTECA COI GIOVANI PER SALVARLI

9 marzo 2016

Enzo ed Enrico Ferrari (Studio 16) 

PROGETTO AZIENDA SANITARIA ROVIGO Bus navetta gratuito(*) in andata e ritorno per sei serate. Poi gli operatori vanno a “cercare” i ragazzi direttamente nei luoghi del divertimento notturno, per informarli dei pericoli collegati al consumo di alcool e droga

Arriva il progetto "Stradafacendo", portato avanti in primis dall'Ulss 18 di Rovigo e presentato nella giornata di mercoledì 9 marzo alla Cittadella di viale Tre Martiri. Lo scopo è quello di mettere in guardia giovani e giovanissimi dai rischi conseguenti a determinati comportamenti

Rovigo - "Un aperitivo tira l'altro, una risata e poi la voglia di ballare. Al solito posto. Se poi un bus navetta ti accompagna, e ti riporta a casa, è ancora meglio: ecco il progetto 'Stradafacendo'": è in questa maniera, efficace e accattivante, che l'ufficio stampa dell'Ulss 18 descrive l'iniziativa, la cui "prima" si è tenuta nella giornata di mercoledì 9 marzo alla Cittadella sanitaria.

"Gli operatori di strada - prosegue la spiegazione - intercettano i giovani direttamente sul territorio, nei luoghi di aggregazione e di consumo di bevande alcoliche, stimolando e promuovendo comportamenti consapevoli. Con il bus navetta, poi, si offre l’opportunità di potersi divertire in sicurezza garantendo il trasporto, con un mezzo dedicato, verso i luoghi del divertimento e assicurando, a fine serata, il ritorno a casa. Accanto a questa attività si propongono una serie di 'interventi brevi' per sensibilizzare i giovani sui rischi derivanti dal consumo di alcol e droghe nel tentativo di aumentare la loro consapevolezza".

Il progetto è attivato grazie alla collaborazione tra il Dipartimento per le dipendenze dell’azienda Ulss 18, l’Associazione Nihal, la Cooperativa Titoli minori con il Progetto Partysicuro e gli enti locali rappresentati dalla Conferenza dei sindaci dell’Ulss 18. Le azioni del progetto avviate da settembre hanno visto la presenza dell’equipe di strada in manifestazioni importanti che hanno coinvolto soprattutto i Comuni di Rovigo e Lendinara, in alcuni locali e con cadenza almeno bimensile in due discoteche del territorio (Studio 16 e Piramidi).

"In occasione di queste attività - continua la nota dell'Ulss 18 - gli operatori hanno proposto ai giovani la misurazione dell’alcolemia e si è valutato quale era la percezione del rischio. Tutti i dati sono stati raccolti attraverso la somministrazione di un questionario che veniva fornito durante l’incontro e che verrà valutato anche da un punto di vista statistico al fine di ottenere una reale fotografia dell’utilizzo di alcool nel territorio, soprattutto correlato con le fasce di età (ad oggi sono stati somministrati più di 800 questionari e si prevede la raccolta di almeno 2000 questionari nel corso dell’anno)".

Accanto a queste attività è stato programmato un percorso informativo itinerante da realizzarsi nei Comuni che ricadono nel territorio dell'Ulss 18, rivolto soprattutto ai genitori sulle tematiche della “genitorialità e sulle dipendenze”. Il servizio Bus navetta è stato avviato dal 5 marzo, con una serata allo Studio 16: è totalmente gratuito e verranno messi a disposizione due autobus che dalle ore 23 raccoglieranno i giovani nei diversi punti di ritrovo per garantire l'accompagnamento in discoteca.

A partire dalle tre di notte gli autobus saranno a disposizione per il tragitto di ritorno. In accordo con i gestori della discoteca Studio 16, che garantisce la presenza di un “Pr” all’interno dell’autobus, verrà offerta una consumazione analcolica a tutti coloro che usufruiranno del servizio. Per garantire la massima diffusione informativa è stata attivata una infoline (cell. 366 6209 572). Il servizio sarà attivo per sei serate già programmate nell’arco dei prossimi quattro mesi (da marzo a giugno), poi l’attività riprenderà con ulteriori tre serate dopo l’estate (da settembre a novembre).

 (*)NOTA: esperimento già provato con esito negativo. Dai risultati delle alcolemie e dalle analisi dei questionari si era rilevato un aumento del consumo di alcolici da parte dei giovani che usufruivano del bus gratis. L’idea dei giovani era: posso bere finchè voglio, tanto non devo guidare!!!

 GUIDA IN STATO DI EBBREZZA

 http://www.ilcittadinomb.it/stories/Cronaca/monza-va-dritto-alla-rotonda-e-perde-la-targa-torna-a-prenderla-e-rimedia-100_1171240_11/ 

MONZA, VA DRITTO ALLA ROTONDA E PERDE LA TARGA: TORNA A PRENDERLA E RIMEDIA 1000 EURO DI MULTA

Giovedì 10 marzo 2016

Galeotta fu la targa: è tornato sul “luogo del delitto” per riprendersela ma lì l’attendevano gli agenti della polizia locale che l’hanno pesantemente sanzionato di 1.062 euro. Protagonista un trentenne monzese che lunedì mattina, sotto i fumi dell’alcol, mentre era al volante, giunto all’altezza della rotatoria tra le vie Sicilia e Stucchi, ci è saltato sopra e ha spazzato via tre cartelli della segnaletica.

Sul posto ha lasciato anche parte del paraurti con attaccato un pezzo della targa dell’auto. Trascorsa qualche ora è tornato sul posto per recuperarla ma ad attenderlo ha trovato i vigili: nel sangue aveva ancora 0,73 grammi/litro di alcol. Oltre alla multa si è visto anche togliere 10 punti dalla patente (ritirata). Dovrà anche provvedere a sue spese al ripristino della rotatoria e dei cartelli divelti

 http://www.grandain.com/2016/03/10/dodici-patenti-ritirate-per-abuso-di-alcol-e-droga/ 

DODICI PATENTI RITIRATE PER ABUSO DI ALCOL E DROGA

10 marzo 2016 12:42 - Notizie /

Dodici automobilisti denunciati, 9 per il reato di guida in stato d’ebbrezza alcolica e 3 per guida sotto l’influenza di sostanze stupefacenti, e 10 auto sequestrate perché senza assicurazione. E’ il bilancio dell’operazione portata avanti nelle scorse notti dai Carabinieri a Mondovì, Alba, Fossano e Saluzzo.

Nel dettaglio: settantotto automobilisti sono stati sottoposti al test degli etilometri, mentre altri 5 sono stati accompagnati presso il più vicino ospedale per essere sottoposti ad analisi chimiche per accertare l’eventuale assunzione di droghe prima di porsi alla guida.

La situazione più grave è stata riscontrata a Cuneo dove i carabinieri hanno rilevato che uno studente 20enne del luogo, recidivo perché nei giorni scorsi gli era stata ritirata la patente per abuso di alcolici, guidava la sua auto con un tasso di alcolemia del 1,50%, quasi tre volte oltre i limiti di legge. A suo carico, oltre alla denuncia ed al ritiro della patente per la terza volta nel giro di qualche anno, sequestro del veicolo per il quale sarà avviata la procedura di confisca.

L’attività dei carabinieri proseguirà per tutto il prossimo week end sulle principali arterie stradali e luoghi di aggregazione giovanile della movida cuneese al fine di garantire maggiore sicurezza.

 CONSEGUENZE DEL CONSUMO DI VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI

 http://mestre.veneziatoday.it/degrado-risse-via-monte-san-michele.html 

LITE CON COLTELLO VICINO ALLA STAZIONE: "SIAMO ESASPERATI, BRUGNARO CI HA DIMENTICATI"

Il gestore de "La tana di Oberix" punta il dito contro il degrado davanti all'Asia African Market di via Monte San Michele: "Spaccio, risse, alcol tutto il giorno. E' questa la sicurezza?"

10 marzo 2016 11:36

"Qui la situazione degenera sempre più. Le forze dell'ordine controllano e se ne vanno. Partiremo con una raccolta firme per chiedere soluzioni". A parlare è il titolare del ristorante-trattoria "La Tana di Oberix", situato all'angolo tra via Trento e via Monte San Michele, a due passi dalla stazione di Mestre. Denunce e appelli si sono affastellati negli anni e i controlli all'interno dell'Asia African Market, divenuto punto di riferimento della comunità africana in città, da parte delle forze dell'ordine pure. 

Il problema non è certo l'attività commerciale in sé, bensì il fatto che all'esterno passano la giornata decine di persone: "Già dalle 8 di mattina bevono e si ubriacano - racconta il ristoratore - poi dopo qualche ora già sono fuori controllo. Spacciano alla luce del sole, tanto sanno che non può accadere loro nulla". Così la situazione spesso e sovente degenera, come mercoledì: a un certo punto poco dopo le 17 un cittadino straniero contatta impaurito la centrale operativa della questura. Riesce a spiegarsi a fatica, ma afferma che c'è una persona armata di coltello che minaccia gli altri in via Monte San Michele. Sul posto i residenti vedono intervenire almeno due volanti della polizia, con in più un rinforzo da parte dei carabinieri. All'arrivo delle forze dell'ordine, circa quaranta persone si allontanano cercando di disperdersi per le vie limitrofe. 

"Non è un assembramento normale - continua il ristoratore - poi litigano e succede quello che succede. Avevamo chiesto aiuto al sindaco Brugnaro, ma anche lui ci ha dimenticati. L'avevamo votato fiduciosi. Siamo esasperati. Li abbiamo davanti a ogni ora del giorno, spacciano dalle 8 di mattina. Il commerciante cinese del market è una brava persona, anche lui è vittima di questa situazione. L'unica colpa, se così si può chiamare, è che pratica prezzi bassi".

I poliziotti al termine dell'intervento sono riusciti a individuare la presunta persona armata di coltello: al momento del controllo, però, non aveva nulla con sé. Si tratta di un cittadino di nazionalità nigeriana di 34 anni poi portato in questura e identificato perché senza documenti. E' stato fotosegnalato. "Ma scene del genere ce ne sono ogni giorno - conclude il gestore del ristorante - non si può andare avanti così. Spaccio, risse, alcol. A tutte le ore. Non viviamo sicuri. Nessuno ci aiuta".

 http://www.cronacamilano.it/cronaca/madre-picchiata-da-figlio-provincia-varese-4-anni-di-inferno-a-causa-di-droga-e-alcol.html 

MADRE PICCHIATA DA FIGLIO PROVINCIA VARESE, 4 ANNI DI INFERNO A CAUSA DI DROGA E ALCOL

Era arrivato a minacciarla anche di morte; coinvolto anche il fratello minore del 25enne

DI REDAZIONE - 10 marzo 2016

È successo a Cavaria con Premezzo, in provincia di Varese: un ragazzo di 25 anni è stato arrestato con le accuse di lesioni, maltrattamenti e minacce nei confronti della propria famiglia.

Secondo quanto spiegato, la denuncia è stata sporta dalla madre del giovane, disperata per aver subito maltrattamenti da quasi 4 anni.

La donna ha spiegato che, gli abusi, avvenivano quando il ragazzo era sotto l’effetto di alcol e droga: in tali momenti il giovane era arrivato al punto di minacciare la madre di morte, infierendo anche con alcuni oggetti.

Purtroppo, dalle vessazioni non era escluso neppure il fratello minore del ragazzo, fino a che la madre ha deciso di rivolgersi ai Carabinieri.

Il 25enne è stato quindi arrestato dai militari di Busto Arsizio (Varese), su ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Busto Arsizio.

 http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2016/03/09/news/austriaco-ubriaco-viene-trovato-quasi-nudo-in-un-fosso-1.13098284 

AUSTRIACO UBRIACO VIENE TROVATO QUASI NUDO IN UN FOSSO

Alfredo Moretti

09 marzo 2016

PALMANOVA. Rischia la vita sotto i fumi dell’alcol. Un austriaco ubriaco è stato rinvenuto mezzo nudo in un fossato dopo la fuga dall’ospedale, a Palmanova.

Singolare, quanto pericolosa, la vicenda che ha visto coinvolto il cinquantaduenne H.H. di Vienna, ospite in una stuttura alberghiera della città stellata.

L’uomo in tarda serata era rientrato in albergo completamente ubriaco, con qualche abrasione, evidentemente rimediata per delle cadute. Aveva iniziato a infastidire alcune persone e i gestori del locale, che, anche preoccupati per il suo stato, hanno chiamato i carabinieri.

È così intervenuta una pattuglia della Radiomobile di Palmanova ma, viste le condizioni dell’uomo, è stato chiamato anche il 118. I sanitari hanno hanno fatto salire in ambulanza l’austriaco, portato in ospedale.

Qui il colpo di scena. L’uomo, mentre si trovava in Pronto soccorso, chiaramente ancora in uno stato etilico preoccupante, ha pensato bene di darsi alla fuga. Durante la corsa verso l’esterno ha preso anche a denudarsi lasciando a terra gli indumenti via via che si allontanava dalla struttura ospedaliera. Il tutto verso l’una di notte. A questo punto sono stati richiamati i carabinieri e, visto che dell’uomo si erano perse le tracce, sono stati allertati anche i viglili del fuoco di Cervignano per la ricerca.

Solo intorno alle 4 del mattino l’austriaco è stato ritrovato, riverso in un fossato non lontano dal nosocomio, bagnato, contuso e in pericoloso stato di ipotermia. L’effetto delle ore trascorse all’addiaccio gli hanno fatto passare l’ubriachezza, tanto che l’uomo è stato ricondotto questa volta senza ulteriori problemi in ospedale, dov’è tuttora ricoverato.

Non sono state inoltrate denunce nei suoi confronti, ma incorrerà in una consistente sanzione amministrativa, una multa che gli ricorderà in maniera indelebile la sua permanenza nella città stellata e quanto sia pericoloso e inopportuno eccedere con il consumo di alcol.