Rassegna del 7 Marzo 2016

A cura di Roberto Argenta, Guido Dellagiacoma, Alessandro Sbarbada

 

REPUBBLICA

Roma, massacrato dagli amici dopo un festino di coca e alcol.

L'assassino: "Volevamo vedere l'effetto che fa" (*)

Al pm ha raccontato: "Eravamo usciti in macchina la sera prima sperando di incontrare qualcuno, poi abbiamo pensato a quel ragazzo, conosciuto dal mio amico". La fidanzata: "Buono con persone sbagliate"

Lo hanno massacrato a coltellate e a colpi di martello, a 23 anni, dopo un festino a base di alcol e cocaina. "Volevamo uccidere qualcuno solo per vedere che effetto fa", ha ammesso Manuel Foffo, il 29enne studente di Giurisprudenza e figlio di ristoratori, accusato di aver ucciso l'amico, Luca Varani. "Eravamo usciti in macchina la sera prima - ha detto al pm Francesco Scavo - sperando di incontrare qualcuno. Poi abbiamo pensato a Varani che il mio amico (Marco Prato ndr) conosceva". Il giovane ha raccontato di avere seviziato e torturato la vittima che è stata finita con coltellate e martellate.

La morte è avvenuta venerdì ma il corpo è stato trovato dai carabinieri sabato sera in un'abitazione al decimo piano di un palazzo di via Igino Giordani, nel quartiere Collatino, periferia est di Roma. La vittima, di origine slava ma adottato quando ne aveva 5 da una facoltosa famiglia romana, era nuda in camera da letto con numerose ferite sul corpo. L'allarme è scattato quando il proprietario di casa, Manuel Foffo, preso dal rimorso, ha raccontato tutto al padre che si è subito rivolto ai carabinieri. E' stato proprio lui a condurre gli investigatori sul luogo del delitto. Il suo complice, Marco Prato, anche lui universitario - piccoli precedenti per droga -  si era rifugiato in un albergo nella zona di piazza Bologna dove ha tentando il suicidio ingerendo barbiturici. Il ragazzo, salvato grazie a una lavanda gastrica, ora è a Regina Coeli.

Marta, la fidanzata della vittima, su facebook scrive: "Il nostro amore lo conoscerà il mondo intero. Sei stato troppo buono e ingenuo con le persone sbagliate".

Il pm inoltrerà oggi al gip la richiesta di convalida del fermo per concorso in omicidio volontario con la contestuale emissione di un'ordinanza di custodia cautelare.

 

(*) Nota: in Italia vino, birra e altri alcolici sono protagonisti nella gran parte degli episodi di cronaca nera.

A volte l’incidenza del bere nelle violenze viene rilevata, e viene scritta negli articoli.

A volte – soprattutto nelle violenze stradali (impropriamente chiamate “incidenti”) – l’incidenza del bere viene rilevata, ma non viene scritta negli articoli: questo avviene soprattutto quando a ferirsi gravemente o a morire è il bevitore protagonista dell’evento.

A volte l’incidenza del bere c’è, ed è determinante, ma non viene nemmeno rilevata.

 

Nessuno si stupisca: viviamo nel paese dove la principale rete televisiva di Stato, in una trasmissione del preserale del sabato sponsorizzata da un marchio di vini, può raccontare agli italiani che “secondo uno studio dell’OMS bere una bottiglia di vino al giorno non fa male”, senza che nessuno costringa gli autori a scusarsi e rettificare pubblicamente.

Cosa c’entra?

C’entra.

 

IL FATTO QUOTIDIANO

Luca Varani, uno dei fermati per l’omicidio: “Volevamo uccidere qualcuno per vedere che effetto fa”

"Eravamo usciti in macchina sperando di incontrare qualcuno. Poi abbiamo pensato a Varani che il mio amico conosceva", ha confessato Manuel Foffo, che secondo gli inquirenti ha accoltellato e seviziato il 23enne insieme a Marc Prato. Quest'ultimo è stato dimesso dall'ospedale lunedì: aveva tentato il suicidio. Ora il pm inoltrerà al gip la richiesta di convalida del fermo per concorso in omicidio volontario

“Volevamo uccidere qualcuno solo per vedere che effetto fa”. Così Manuel Foffo, 30 anni, ritenuto responsabile insieme all’amico 29enne Marc Prato dell’omicidio del 23enne Luca Varani, ha confessato al pm Francesco Scavo perché il festino in una casa del quartiere Collatino di Roma, protagonisti alcol, cocaina e forse altre droghe, è sfociato in un omicidio di rara crudeltà. Nessun motivo reale, nessun movente, è la sua versione: solo l’euforia dello sballo. “Eravamo usciti in macchina la sera prima sperando di incontrare qualcuno. Poi abbiamo pensato a Varani che il mio amico (Marc Prato ndr) conosceva”, ha spiegato Foffo, figlio del proprietario di una nota agenzia di pratiche auto e di un ristorante a Pietralata. E ancora: “Avevamo esagerato con alcol e droga. Abbiamo visto i mostri“.

Varani, trovato morto sabato, è stato colpito più volte a coltellate e martellate e il corpo presenta tagli sul ventre e sul petto, segni di vere e proprie torture. E’ stato ritrovato nudo, con una corda intorno al collo. Ma uno degli inquirenti citato da Repubblica spiega che si esclude un gioco erotico: “Sembra piuttosto un esperimento di crudeltà, un gioco di sopportazione del dolore“.

A invitare via sms il 23enne a partecipare al party iniziato giovedì sera è stato Prato, organizzatore di eventi gay nella Capitale e, come Foffo, studente universitario fuoricorso. Varani, di origine jugoslava ma adottato da una famiglia romana, secondo Repubblica li aveva conosciuti in discoteca. Era fidanzato con una ragazza, di cui si era fatto tatuare il nome sul braccio. Non è chiaro perché sia finito in quell’appartamento dove il festino è finito in mattanza. Secondo Repubblica poche ore prima aveva litigato con la fidanzata e una delle ipotesi è che Foffo e Prato gli abbiano fatto credere che ci fossero delle ragazze e si sarebbero divertiti.

Il pm inoltrerà oggi al gip la richiesta di convalida del fermo per concorso in omicidio volontario con la contestuale emissione di un’ordinanza di custodia cautelare. Prato, che ha un precedente amministrativo per detenzione di cocaina per uso personale, è stato portato a Regina Coeli lunedì dopo essere stato dimesso dall’ospedale. Era in osservazione perché sabato, in una camera dell’Hotel San Giusto, vicino a Piazza Bologna, ha tentato il suicidio ingerendo barbiturici e superalcolici. Lo hanno salvato i carabinieri che lo cercavano dopo che il padre di Foffo aveva chiamato il 112 raccontando quello che era successo.

 

IL GIORNALE

"Il poliabuso di alcool e droghe provoca effetti esplosivi"

Lo psichiatra Alfio Lucchini: "Ecco perché sono arrivati ad uccidere un ragazzo durante un coca party"

Com'è possibile arrivare a uccidere a martellate un ragazzo "per vedere l'effetto che fa"? A spiegarlo è lo psichiatra Alfio Lucchini, past presidente di Federserd (Federazione Italiana degli Operatori dei Dipartimenti e dei Servizi delle Dipendenze) che all'Agi ha sottolineato come "il policonsumo di alcol e sostanze psicotrope" possa portare "in particolari situazioni sociali" ad "azioni aggressive e violente".

"Sostanze stimolanti, come la cocaina, l’anfetamina o la metanfetamina, agiscono a livello del Sistema nervoso centrale e hanno un’effetto eccitatorio e disinibente", dice Lucchini, "Già da sole queste sostanze possono favorire azioni di tipo aggressivo. Dal canto suo, l’alcol, una sostanza purtroppo trascurata nonostante sia stata definita dall’Organizzazione mondiale della sanità come droga perfetta, potenzia gli effetti delle sostanze psicotrope". In parole povere: l’alcol può aumentare l’effetto eccitatorio delle sostanze stupefacenti, portando quindi a compiere azioni violente. "Molto dipende anche dalla qualità e dalle quantità", precisa lo psichiatra, "Altri due elementi fondamentali che possono contribuire a esiti così violenti sono la personalità di chi abusa di queste sostanze e l’ambiente sociale in quella particolare situazione. Ci deve essere già un’impronta aggressiva nella personalità di un individuo che arriva a compiere un atto così violento e la situazione sociale del momento può influire significativamente nel promuovere azioni particolarmente aggressive".

 

CASERTACE.NET

BRUTTO INCIDENTE. Il figlio di un noto notaio di CASERTA fa carambola nella notte: positivo all’alcol test

E' avvenuto nella notte tra sabato e domenica 

CASAGIOVE – Brutto impatto nella notte, tra sabato e domenica, intorno alle 3, tra una BMW e due Fiat Panda.

Alla guida della BMW il figlio di un noto notaio di Caserta. E’ stato proprio quest’ultimo a causare l’incidente.

Lo schianto è avvenuto all’altezza dello snodo autostradale di Caserta-Nord. La BMW, da quanto trapela dalle prime indiscrezioni, proveniva, a velocità sostenuta, da Santa Maria Capua Vetere in direzione Caserta, ha impattato con la prima Fiat Panda che procedeva in direzione opposta e poi ha terminato la corsa contro l’altra che era in sosta.

Il ragazzo è risultato positivo all’alcol test. Fortunatamente nessuno ha riportato ferite gravi.

Red. Cro.

 

IL MESSAGGERO

Rieti, distrugge casa e offre soldi ai carabinieri: arresti domiciliari

RIETI - In preda all'alcol, danneggia casa, quindi aggredisce i carabinieri e gli offre soldi per non essere arrestato: ai domiciliari.

I carabinieri di Poggio Mirteto hanno arrestato un giovane di 23 anni, residente in Sabina. Una donna li aveva avvisati, in quanto il figlio stava danneggiando la casa, minacciando di picchiarla. Il giovane era in stato di alterazione dopo aver assunto alcol (*) e, all'arrivo dei militari, si è scagliato contro di loro. Quindi, è stato arrestato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Una volta in caserma, il giovane ha provato ad offrire loro 50 euro in cambio della libertà: per lui è scattata la tentata corruzione. Il giovane è agli arresti domiciliari.

 

(*) Nota: naturalmente non aveva bevuto alcol. Aveva bevuto vino, o birra, o altre bevande alcoliche.

 

RENONEWS

BARICELLA: Si arrampica sul monumento e cade, prognosi riservata

Si arrampica sul Monumento ai Caduti, ma cade e sbatte la testa: 43enne in prognosi riservata.

Ieri mattina, i Carabinieri della Stazione di Baricella sono stati informati che un 43enne rumeno, residente a Zola Predosa, era stato ricoverato d’urgenza all’Ospedale Maggiore di Bologna a seguito di una “Emorragia cerebrale con frattura base cranica” che lo stesso si era procurato a seguito di una caduta dal “Monumento ai Caduti”, situato in Piazza Giosuè Carducci a Baricella. Stando ai primi accertamenti, il 43enne, che si trovava in compagnia di un connazionale, sarebbe caduto accidentalmente dal monumento che aveva “scalato”, forse con l’intento di farsi un “Selfie”.

E’ probabile che l’incidente sia stato agevolato anche da un abuso di alcol che il malcapitato aveva fatto a partire dalla sera prima fino a poche ore antecedenti il dramma, recandosi in un locale per consumare una colazione forte, a base di “Sambuca”.           

Il 43enne era stato denunciato due anni fa dai Carabinieri per guida in stato di ebbrezza, poiché, in sella a una bici, stava pedalando per le strade di Zola Predosa in uno stato semi cosciente e a rischio di coma etilico, perché ubriaco: alcol test pari a 3,38 g/l. (*)

 

(*) Nota; con alcolemia 3,38 scrivono “E’ probabile che l’incidente sia stato agevolato anche da un abuso di alcol”…

 

MELFILIVE.IT

Ha abbattuto la segnaletica verticale danneggiando le fioriere ornamentali

Tasso alcolico 4 volte superiore a quello consentito, denunciata una donna a Melfi

Fermata all'alba; ritiro immediato della patente

Una donna di 48anni è stata denunciata a Melfi dagli agenti del locale Commissariato di Polizia per guida in stato di ebbrezza.

La donna è stata fermata, nel centro cittadino alle prime ore dell’alba, mentre alla guida di una Lancia, nei pressi di una rotatoria, abbatteva la segnaletica verticale danneggiando le fioriere ornamentali.

Dopo averla sottoposta al controllo con l’etilometro gli agenti hanno riscontrato un tasso alcolemico pari a 1.93 g/l , circa quattro volte il valore minimo consentito. Immediato il ritiro della patente.

 

IL MESSAGGERO VENETO

Ubriaco finisce con l’auto contro la finestra di un’abitazione a Udine

Il conducente, un uomo di 41 anni, è stato soccorso dal padrone di casa: è rimasto praticamente illeso, ma aveva un tasso alcolemico tre volte superiore al consentito

UDINE. È finito con l’auto contro il muro e la finestra di un’abitazione udinese, in via Feletto, ed è rimasto miracolosamente illeso. È però risultato positivo alla prova dell’etilometro: nel sangue aveva un tasso alcolico tre volte superiore al consentito.

Protagonista dell’episodio, nella notte tra sabato e domenica, un 41 anni che abita in Comune di Tavagnacco ed è residente in provincia di Messina.

A bordo della sua Ford Fiesta, stava guidando verso il centro cittadino quanto, all’improvviso, ha perso il controllo del mezzo, andando a sbattere, come detto, contro il muro perimetrale di un’abitazione e finendo per danneggiare la finestra.

Dopo aver sentito un fortissimo rumore, il padrone di casa è uscito e ha visto l’incidente. Immediatamente ha soccorso l’automobilista, verificando le sue condizioni di salute e invitandolo a entrare.

Poco dopo è arrivata anche la polizia. Gli agenti della Squadra volante, dopo aver constatato che il quarantunenne non era ferito, lo hanno sottoposto all’alcoltest, rilevando un valore di circa 1,5 grammi di alcol per litro di sangue, a fronte di una soglia massima consentita dalla legge di 0,5 grammi per litro di sangue.

L’uomo si è visto ritirare la patente (che rimarrà sospesa per un periodo che sarà determinato dalla Prefettura) ed è stato denunciato a piede libero per guida in stato di ebbrezza.

 

VENETIANPOST

PADOVA – Ucciso da ubriaco su auto rubata, per ora niente risarcimento: ecco perché

Un assurdo palleggiamento di responsabilità sta impedendo, di fatto, alla famiglia di Goffredo Marcolino, pensionato 76 enne ucciso da un ubriaco rumeno al volante di un’auto rubata, di ottenere un risarcimento. L’incidente avvenne nel marzo del 2012 e l’anziano venne investito sul cavalcavia di Chiesanuova a Padova. Ad investirlo un rumeno in stato d’ebbrezza a bordo di un’auto rubata nell’Alta Padovana, che dopo lo scontro fuggì e fu fermato ed arrestato alla frontiera a Trieste.

Alla famiglia della vittima spettava un risarcimento, ma dopo quattro anni non s’è visto un soldo. Essendo il pirata della strada ubriaco e a bordo di un’auto rubata, doveva spettare loro un risarcimento da parte del “Fondo di garanzia per le vittime della strada”, rappresentato dalla Generali. Quale sarebbe il motivo del mancato pagamento? Il proprietario del veicolo non avrebbe fatto tutto il possibile per evitare tale furto e quindi dovrebbe cadere sulle sue spalle tale risarcimento. In sostanza dovrebbe essere chiamato a rispondere in solido dell’incidente. A giugno l’udienza in tribunale che dovrebbe porre fine alla questione. Se dovesse risolversi con la seconda ipotesi, non mancheranno le ripercussioni mediatiche. In sostanza la vittima del furto dovrebbe pagare per un incidente commesso dal ladro.

 

REPUBBLICA

Roma, tassista insultato e preso a schiaffi da un gruppo di ubriachi

A bordo sono saliti alcuni giovani che hanno aggredito il conducente dell'auto: "Accelera nun te pagamo", ma lui ha raggiunto la pattuglia dei vigili in via Cilicia che hanno arrestato una persona

Brutta avventura per un tassista romano quando scorso sabato sera, intorno all'una, ha preso a bordo quattro giovani ventenni in via Prenestina. Tra schiaffi sulla testa, sfide e provocazioni, i ragazzi, tutti romani residenti al Pigneto, hanno iniziato a fare i bulli, pieni di birra e con tante lattine in mano: "Accelera, sei una lumaca", "Aoh, passa col rosso!", "La mancia nun te la diamo, anzi manco te pagamo...".

Il tassista, impaurito, ha deciso di dirigersi verso via Cilicia, dove sapeva che ogni notte esiste un autovelox della polizia locale. Arrivato davanti alla pattuglia di vigili, l'uomo ha fermato il taxi e ha chiesto aiuto: i giovani, scesi subito dall'auto e molto alterati dall'alcol, hanno preso in giro gli agenti rifiutandosi di mostrare i documenti. Uno di loro ha tentato inutilmente di scappare e poi ha iniziato a insultare gli agenti tentando anche di colpire uno di loro. Immediatamente arrestato, è stato poi denunciato per rifiuto di generalità, oltraggio, resistenza, violenza e minacce a pubblico ufficiale

 

QUINEWSFIRENZE.IT

Folle corsa col coltello contro i carabinieri

I militari sono intervenuti per una rumorosa lite proveniente da un appartamento. L'uomo, ubriaco, maltrattava la moglie dopo aver perso il lavoro

FIRENZE — Violenze ripetute contro una donna in via Pignoncino. I fatti si sono svolti ieri, un uomo di 25 anni, originario del Perù è stato arrestato. L'uomo, evidentemente ubriaco, alla vista dei carabinieri ha iniziato a corrergli incontro brandendo un grosso coltello da cucina e urlando frasi in spagnolo. I carabinieri hanno intimato di gettarlo a terra e il peruviano, giunto a un paio di metri, lo ha lasciato cadere.

 

I carabinieri hanno ricostruito i fatti verificando che l'uomo da quando ha perso il lavoro come muratore ha iniziato ad abusare dell'alcol e a maltrattare la compagna che il primo marzo era ricorsa anche alle cure ospedaliere per i maltrattamenti subiti. La donna, sola sul territorio italiano, è stata costretta a subire queste violenze. Dopo la convalida dell'arresto al 25enne è stato impedito di avvicinarsi alla donna e di presentarsi nei luoghi da lei frequentati, oltre a doversi presentare obbligatoriamente alla polizia giudiziaria.