Rassegna del 6 Marzo 2016

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

 ANCORA GIRANO ARTICOLI OBSOLETI COME QUESTO!!! 

I CONCETTI QUALI RESVERATROLO, PARADOSSO FRANCESE, IL VINO FA BUON SANGUE, CONSUMO MODERATO, ANTIOSSIDANTI,…. SONO CONCETTI ORMAI SUPERATI!!!

PER CHIARIRE MEGLIO LE IDEE RIPORTO SOTTO UN ARTICOLO DEL DOTT. EMANUELE SCAFATO.

 http://www.lagazzettadilucca.it/rubriche/2016/03/il-vino-fa-buon-sangue/ 

"IL VINO FA BUON SANGUE"

domenica, 6 marzo 2016, 08:19

di Stefania Vinciguerra

Dice proprio così un antico proverbio, e in questo caso sembra che la saggezza popolare abbia ragione. È d'obbligo però dire "sembra", dal momento che la comunità scientifica mondiale non si è ancora messa d'accordo sui reali effetti del vino sulla nostra salute(*) e, a cadenze regolari, suona una campana diversa.

Un po' di storia (recente) non guasta. Fino agli anni '60 gli italiani erano grandissimi consumatori di vino: oltre 100 litri annui pro capite (e se contiamo bambini e astemi, la cifra è davvero pazzesca!), ma il fenomeno era dovuto in massima parte al fatto che il vino era all'epoca assimilabile al cibo, parte integrante dell'alimentazione quotidiana, e aveva la funzione di fornire calorie (un litro di vino ne dà circa 750), cioè parte di quell'energia indispensabile per sostenere la fatica quotidiana. E c'è da aggiungere che all'epoca l'Italia era ancora un Paese prevalentemente agricolo, la maggior parte del vino veniva fatta in casa e il consumo era sfuso.

Negli anni è cambiato lo stile di vita, i consumi si sono ridotti di pari passi con l'avanzare del terziario e dell'imbottigliato, fino ad arrivare alla situazione odierna, dove il vino è ormai considerato un bene voluttuario (e il consumo pro capite è più che dimezzato).

In questo corso storico si è inserita, nel 1992, la "bomba" provocata dalla pubblicazione sulla rivista britannica The Lancet dei risultati dello studio dei francesi Serge Renaud e Michel de Lorgeril, che sosteneva l'ipotesi (poi battezzata "paradosso francese") secondo la quale sebbene i francesi mangiassero molti grassi saturi, al pari di britannici e americani, i danni di quest’alimentazione potenzialmente micidiale erano parati da un consumo moderato e regolare di alcol, del vino rosso in particolare.

Da allora è stato un susseguirsi di studi e ricerche per confermare o smentire questa ipotesi secondo la quale il vino farebbe bene. L'argomento è delicato, perché è molto difficile stabilire il confine tra quanto può far bene e quanto invece fa male, che è al contrario una cosa nota, in quanto gli effetti dell'alcolismo sono sotto gli occhi di tutti.

È quindi necessario mettere bene in chiaro che si sta parlando di un consumo moderato, limitato a due bicchieri di vino al giorno per un uomo e meno per una donna, per di più vino di buona qualità. È questa la quantità recentemente suggerita anche dagli specialisti statunitensi dell’American Cancer Society. E quando si dice "al giorno" non si intende una media per la quale un giorno ci si scolano due bottiglie e poi niente per una settimana. È stato dimostrato che il cosiddetto binge drinking, tipico degli anglosassoni (cioè grandissime bevute concentrate in tempi ristretti) non avrebbe analoghi effetti benefici.

Ciò premesso, vediamo perché fa bene.

L’alcool, in dosi moderate, favorisce la pulizia delle arterie riducendo il colesterolo HDL in eccesso che si deposita sulle pareti, quindi previene la trombosi arteriosa e diminuisce il rischio di malattie cardiovascolari. Ma allora perché si parla di vino e non di alcolici in generale? La ragione dipende dagli antiossidanti contenuti nel vino, cioè quei polifenoli - in particolare il resveratrolo - di cui è ricco. Queste sostanze hanno la capacità di rimuovere i radicali liberi dal nostro organismo, responsabili dell’invecchiamento cellulare, e svolgono un'azione preventiva da diverse malattie. Attraverso questi composti, il vino migliora il quadro lipidico, il bilancio emostatico, la pressione arteriosa e la sensibilità insulinica.

E allora dove sono i dubbi?

I dubbi riguardano sempre le quantità, perché i rischi per il fegato sono in agguato. E si sa, un buon bicchiere di vino è come le ciliegie, uno tira l'altro… Ma bisogna sapersi controllare, per poter godere del piacere che la degustazione offre senza cadere nell'eccesso, che è da bandire nel vino più che mai.

 (*)NOTA: nel leggere l’articolo sottostante potrà rendersi conto che la Comunità Scientifica mondiale si è messa d’accordo già da qualche tempo nel dire che qualsiasi quantità di bevanda alcolica ( e quindi anche di vino rosso) è dannosa per la nostra salute!!! 

 ECCO L’ARTICOLO DEL

 DOTT. EMANUELE SCAFATO

Direttore Reparto Salute della Popolazione e suoi Determinanti, Direttore Centro OMS per la Ricerca e la Promozione della Salute sull'Alcol; Direttore Osservatorio Nazionale ALCOL - CNESPS Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute. Presidente SIA, Società Italiana di Alcologia, Vice Presidente EUFAS, Federazione Europea delle Società Scientifiche sulle Dipendenze; Executive Board Advisor e Tesoriere dell’European Society on Cardiovascular Prevention. Professore in Epidemiologia e Statistica all’ Università degli Studi di Firenze

 http://www.fondazioneveronesi.it/i-blog-della-fondazione/il-blog-di-emanuele-scafato/il-codice-europeo-iarc-contro-il-cancro-meglio-non-bere-alcol#commenti 

IL CODICE EUROPEO IARC CONTRO IL CANCRO: "MEGLIO NON BERE ALCOL"

Se si sceglie di bere si sappia che nessun limite è privo di rischi e non si faccia riferimento alle presunte proprietà salutistiche dell'alcol

Pubblicato il 11/11/14

La IARC, Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro ha di recente emanato il Codice Europeo contro il CANCRO. In un estensiva disamina dell'evidenza scientifica in una pagina dedicata viene data risposta a tutte quelle domande cui di solito rispondo quotidianamente. Le linee guida internazionali, europee e molte linee guida nazionali hanno già acquisito formalmente queste indicazioni ben consapevoli che se si vuole combattere la cosidetta "epidemia cancro" prevista dall'OMS per i prossimi anni, puntualmente descritta nell'European Global Status Report on Alcohol di maggio 2014 e se si vuole contribuire a diminuire i 3.300.000 morti l'anno nel mondo causati dall'alcol, di cui oltre il 90% legati a cancro, cirrosi epatica e incidenti, occorre essere stringenti e rimuovere dal campo tutte le ambiguità.

Molti mi hanno scritto o contattato in merito alla ricezione postale dell'encomiabile iniziativa annuale dell'Associazione Italiana Ricerca sul Cancro, di cui io sono da anni convinto sostenitore. Io stesso ho ricevuto a casa, come molti in Italia, un cartoncino inn cui si elencano i "Piccoli e grandi piaceri che fanno bene" e cita testualmente "Un bicchiere di vino rosso. E' un potente ossidante ed è utile nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. Ma mai esagerare".

Chi mi legge su questo blog sa come e su cosa la Comunità Scientifica e il mondo della Ricerca costruiscano le affermazioni che hanno importanti implicazioni di Salute Pubblica e la gente ripone la massima fiducia in ciò che i ricercatori affermano proprio sulla base del rigore attraverso cui i risultati vengono elaborati e proposti ai fini della prevenzione per la popolazione. Chi mi segue sa che ho già scritto in tempi recenti in merito alla questione sforzandomi di fornire con onestà intellettuale tutti gli elementi di giudizio raccolti sulla base dell'evidenza scientifica. Chi mi segue e mi conosce sa che sono solito separare i fatti dalle opinioni ed è a tutti chiaro che la polemica non è nelle mie corde; preferisco l'assertività reputando lo scontro e la denuncia (a cui molti si abbandonano) sterili mezzi strumentali, contrari al confronto e al vivere civile. Chi mi conosce, infine, sa che un approccio come quello da me privilegiato di analisi e valutazione ha esclusivo valore di principio e di tutela del diritto ad un informazione valida e oggettiva da porgere a tutti in maniera semplice per favorire scelte più informate possibili restando queste ultime nelle prerogative e responsabilità individuali. 

Come cittadino apprezzo lo sforzo di chiunque si adoperi nella ricerca e nella prevenzione ma da medico, gastroenterologo e ricercatore, oltre che cittadino competente, verifico sempre le fonti e, se possibile, mi faccio una valutazione motivata delle mie personali convinzioni. 

E' vero, confermo in qualità di ricercatore che 10 grammi di alcol, meno di un bicchiere di qualunque bevanda alcolica possono contribuire a diminuire (prevalentemente negli anziani, non negli adulti sotto la mezza età) il rischio di mortalità cardiocoronarica (non di tutte le malattie cardiovascolari...) e ciò è verificato anche per il diabete e per la calcolosi della colecisti MA ... allo stesso livello, secondo l'OMS e la ricerca indipendente internazionale, in quello stesso bicchiere si annidano rischi aumentati per oltre 230 patologie e almeno 8-12 tipi di cancro. E' il motivo per cui le linee guida sul consumo "a minor rischio" (perchè non esiste un livello di consumo privo di rischio) hanno abbassato drasticamente negli anni le quantità quotidiane consentite e incominciato a introdurre tutti i possibili "distinguo" a tutela della salute e del diritto.

Sono medico, gastroenterologo oltre che ricercatore e so che in bicchiere di vino ci saranno al massimo 1,50 mg di resveratrolo, principio attivo antiossidante insieme a svariati altri polifenoli la cui azione è indipendente dal veicolo, l'alcol, che anzi ne inibisce l'assorbimento. Per giungere ai circa 150 mg di principio attivo da assumere regolarmente per mesi al fine di garantirsi una riduzione di due-tre malattie e incrementare quello di oltre 200, occorrerebbe consumare, dimostrato sull'International Journal of Cancer da Jurgen Rehm e da altri, almeno 100 bicchieri di vino rosso.

Mi compete precisare che non c'è alcuna differenza in termini di bevande alcoliche da prendere in considerazione e che non è il vino al centro della puntualizzazione bensì l'alcol come cancerogeno, come la IARC, l'Agenzia OMS, esplicita nella sua monografia di oltre 400 pagine di evidenza scientifica raccolta in tutto il mondo.

L'European Code against Cancer pubblicato una settimana fa dall'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro dell'OMS di Ginevra che afferma che IL CONSUMO DI QUALUNQUE QUANTITA' INCREMENTA IL RISCHIO DI CANCRO, che una sostanziale limitazione è opportuna nel bere e che, comunque, se si vuole prevenire il cancro è meglio non bere.

Ciò vale principalmente per le donne per le quali superato il bicchiere di alcolico si vede incrementare del 7% il rischio di cancro della mammella, il 27% se la donna ha i recettori per gli estrogeni positivi nel tessuto mammario. 

Non sono un astemio totale...mai stato proibizionista e lungi dal voler impedire il piacere e la libertà del bere una qualunque bevanda alcolica (non fa nessuna differenza vino, birra, superalcolici... contano a parità di quantità consumate la gradazione, la frequenza, e la concentrazione di eccessi). L'informazione corretta è: se si sceglie di bere lo si può fare MA sempre con estrema moderazione e nei limiti raccomandati dalle linee guida nutrizionali tenendo conto che nessun limite è comunque privo di rischi per la salute poichè l'alcol contenuto nelle bevande alcoliche è un cancerogeno accertato per l'uomo. Se si sceglie di bere lo si faccia per il piacere di bere e non nella convinzione innata o indotta che possa giovare alla salute. Non si può usare l'alcol come "farmaco" o come mezzo di prevenzione e la Corte di Giustizia sentenzia che non si può fare riferimento alle proprietà salutistiche dell'alcol. Non si può semplificare un messaggio che è ormai appurato andrebbe sempre declinato per sesso e per età in funzione delle diverse fasi della vita che prevedono, al di là del genere di appartenenza, fasi fisiologiche e metaboliche che espongono a vulnerabilità variabili addirittura da individuo ad individuo.

 L’ALCOL ETILICO CONTENUTO NEL VINO, NELLA BIRRA E NELLE ALTRE BEVANDE ALCOLICHE E’ PIU’ PERICOLOSO DELLA COCAINA!

 http://www.blitzquotidiano.it/salute/le-5-droghe-che-danno-piu-dipendenza-solo-2-sono-illegali-2404368/ 

LE 5 DROGHE CHE DANNO PIÙ DIPENDENZA: SOLO 2 SONO ILLEGALI

Pubblicato il 5 marzo 2016 07:04 | Ultimo aggiornamento: 5 marzo 2016 20:06

LONDRA – Lo sapevate che l’alcol è più pericoloso della cocaina? Secondo un controverso studio britannico che fa una classifica delle sostanze che creano maggiore dipendenza, l’alcol si piazza al secondo posto, subito dopo l’eroina e prima della cocaina.

Di studi sulle sostanze stupefacenti è ricca la storia: c’è chi si sofferma sui danni provocati, chi sulla facilità di reperimento e chi sugli effetti alteranti e sull’astinenza. Mettendo insieme tutti questi elementi lo psichiatra David Nutt e il suo team di ricercatori hanno stilato una classifica sconvolgente. Nelle prime 5 posizioni, solo due delle sostanze elencate sono illegali.

1) EROINA – Chi ne è dipendente viene inizialmente attratto dall’intensa euforia. L’effetto si avverte subito dopo averla iniettata o sniffata. Insieme all’ondata euforica arrivano anche le vampate di calore e la bocca secca oltre alla sensazione di avere gambe e braccia pesanti. Altre reazioni comuni sono nausea e vomito accompagnati da grave prurito. Gli effetti sul sistema nervoso centrale sono devastanti. Per fortuna statistiche italiane mostrano che il suo utilizzo è in calo costante: nessuno si buca più, ma anche la percezione della pericolosità è minore rispetto al passato. I giovani di oggi non possono ricordare la paura dell’ago e del contagio Hiv, martellanti negli anni ’80

2) ALCOL – Nell’immaginario collettivo l’alcol è innanzitutto un alimento. Per questo un uso moderato è socialmente accettato. Ma per alcune persone l’alcol può diventare un bisogno giornaliero e continuo. L’abuso di alcol può condurre a danni al fegato, comportamento distruttivo e violenza domestica.

3) COCAINA – Si può sniffare, fumare e pure iniettare. Gli effetti durano circa due ore e includono un’alta dose di energia, vigilanza ed euforia. A questi però seguiranno agitazione, depressione, ansia e paranoia.

4) BARBITURICI – I barbiturici sono una classe di farmaci inizialmente utilizzati per trattare l’ansia e facilitare il sonno. A basso dosaggio danno euforia, mentre a dosi più elevate possono essere letali, perché agiscono sulla respirazione. La dipendenza da barbiturici era comune quando i farmaci erano facilmente reperibili tramite prescrizione medica, ora il loro consumo è diminuito.

5) NICOTINA – Chiunque sia stato un fumatore conosce l’insormontabile dipendenza causata dalla nicotina. E’ colpa di questo eccitante se non riusciamo ad allontanarci dalle sigarette anche quando i danni da fumo cominciano a farsi sentire prepotentemente. Secondo i dati dell’Associazione italiana registri tumori (Airtum) e dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), quasi il 90% dei tumori polmonari sono ascrivibili al consumo di sigarette.

 COME SI PUO’ VEDERE L’ALCOL ETILICO CONTENUTO NEL VINO, NELLA BIRRA E NELLE ALTRE BEVANDE ALCOLICHE E LA COCAINA FANNO PERDERE LA TESTA

 http://www.ilgiornale.it/news/cronache/roma-ucciso-dagli-amici-23-anni-festino-base-alcol-e-droga-1232837.html 

ROMA, UCCISO DAGLI AMICI A 23 ANNI AL FESTINO A BASE DI ALCOL E DROGA

Si sballano di coca e alcol fino a perdere lucidità. Il 23enne viene accoltellato e massacrato con un martello. Gli assassini fuggono. Uno si rinchiude in un hotel e tenta di uccidersi coi barbiturici

Sergio Rame 

Dom, 06/03/2016 - 12:18

Tanta droga, tantissimo alcol e un festino che finisce in omicidio. Ieri notte un 23enne romano è stato brutalmente ammazzato in un appartamento di via Igino Giordani 2, al Collatino.

A massacrarlo infliggendogli fendenti di coltello e colpi di martello sono stati due amici. Il padrone di casa ha 29enne ed è uno studente universitario fuori corso di Giurisprudenza. L'altro, invece, di anni ne ha 30. I tre hanno bevuto e si sono fatti di droga finché la situazione non è degenerata. "Non so perché lo abbiamo fatto", ha detto il 29enne ai carabinieri da cui si è presentato insieme al padre.

Sabato sera. Lo studente di 29 anni e l'amico invitano il 23enne a casa per un festino a base di alcol e cocaina. Iniziano così a bere e a drogarsi finché non perdono la lucidità. È in quel momento che scatta la furia omicida. Il più giovane viene letteralmente massacrato con un grosso coltello da cucina e un martello. Presi dal panico, gli assassini lasciano l'appartamento scappano lasciando l'amico, seminudo e senza più vita, in una pozza di sangue. Il 29enne, figlio di ristoratori, contatta subito il padre che lo convince a presentarsi dai carabinieri. A questi non sa indicare il motivo dell'omicidio: "Non so perché lo abbiamo fatto". Dopo una serie di indagini viene rintracciato anche il 30enne, già noto alle forze dell'ordine. Si è rinchiuso in un albergo non lontano da piazza Bologna. i militari intervengono e lo trovano in stato di incoscienza a causa di un mix di alcolici e barbiturici che il giovane ha ingerito per togliersi la vita. Viene, quindi, portato d'urgenza all'ospedale Sandro Pertini e salvato grazie alla lavanda gastrica.

 SPERIAMO CHE ANCHE QUESTO, OLTRE ALL’OMICIDIO STRADALE, SERVA PER FRENARE LA GUIDA IN STATO DI EBBREZZA

 http://gazzettadireggio.gelocal.it/reggio/cronaca/2016/03/05/news/esami-blindati-per-chi-usa-droga-o-alcol-1.13076163 

ESAMI “BLINDATI” PER CHI USA DROGA O ALCOL

Anna Maria Ferrari: «Più certo l’esito delle analisi. Aumentati e migliorati i controlli dei campioni»

di Ambra Prati

05 marzo 2016

REGGIO EMILIA. Esami "blindati", a prova di ricorso, per chi, dopo un incidente stradale, al pronto soccorso risulti positivo agli accertamenti su alcol o droga.

E' il frutto di un perfezionamento del protocollo provinciale, siglato da tutti gli attori coinvolti (Procura, Ausl, forze dell'ordine di città e provincia); protocollo che risale al 2007 e che il 26 gennaio scorso – prima quindi che l'omicidio stradale diventasse legge – è stato aggiornato.

«In tal modo aumenta la sicurezza della catena di custodia e la certezza dell'esito delle analisi – spiega la dottoressa Anna Maria Ferrari, direttore del dipartimenti di Pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria Nuova –. Abbiamo aumentato e migliorato i controlli dei campioni».

«Prima si prelevava solo il sangue – prosegue la dottoressa Anna Maria Ferrari – che ha una minore affidabilità rispetto alle urine, dove le tracce di alcol o stupefacenti rimangono più a lungo. Ora, invece, preleviamo entrambi e, nei casi di positività, li inviamo all’Istituto di medicina legale di Modena, che dispone di apparecchiature sofisticate, in grado di fornire un accertamento legale non confutabile e inattaccabile dal punto di vista medico-legale».

Il protocollo prevede inoltre una modulistica operativa anti-appiglio legale, sia da parte degli addetti alle operazioni di verifica (sul corretto svolgimento delle varie attività di intervento), sia nei confronti dell'automobilista, che è tenuto a firmare un modulo attestante la diretta attribuzione, attraverso un codice univoco, dei prelievi.

Prima del passaggio della discussa legge sull'omicidio stradale, accadeva che i conducenti sospettati di aver alzato il gomito o di essere sotto l'effetto di sostanze stupefacenti potessero rifiutarsi di sottoporsi ai test; ma se un conducente, secondo gli agenti, presentava evidenti sintomi o se era in uno stato confusionale, scattava l'accompagnamento al pronto soccorso, e se lì il conducente risultava positivo veniva applicata la sanzione massima prevista (articolo 186, 186-bis e 187 del Codice della strada).

Nel caso di un pirata della strada fuggito dopo il sinistro e rintracciato solo in seguito, il nuovo reato di omicidio stradale va oltre, stabilendo, in sede di perizie penali, che il giudice (o il pm) possa ordinare anche d'ufficio il prelievo coattivo di campioni biologici (saliva, unghie, capelli) per determinare il Dna; un prelievo coattivo che lascia perplessi gli addetti ai lavori – ma è certo che la rifinitura del protocollo ha un grande tempismo, in tempi di tolleranza zero sulla strada.

 MA I CASI DI GUIDA IN STATO DI EBBREZZA SONO SEMPRE NUMEROSI

 https://www.lastampa.it/2016/03/05/edizioni/aosta/ubriaco-fradicio-al-volante-di-un-tir-nfxTHdNoyIlZ7pUQe6Xx3K/pagina.html 

UBRIACO FRADICIO AL VOLANTE DI UN TIR

Due denunciati dalla polizia, un autista rumeno fermato al Monte Bianco su un “bisonte della strada” e un valdostano che si è schiantato con un’auto in centro ad Aosta

05/03/2016

COURMAYEUR

Ubriachi fradici, al volante di bestioni della strada. Nella giornata di ieri, gli uomini della polizia, hanno fermato e denunciato per guida in stato di ebbrezza due persone. Un rumeno di 41 anni è stato controllato al Tunnel del Monte Bianco, guidava un Tir con un tasso di alcol nel sangue di 3 grammi per litro, «quasi da coma etilico», sottolinea la polizia. «Non da meno, quanto a pericolosità, il valdostano che guidando la sua auto a è andato a sbattere contro un’isola spartitraffico di via Vittime Col du Mont». Gli agenti hanno rilevato una concentrazione di alcol nel sangue di 2,41 grammi per litro. Ora rischiano multe fino a 6 mila euro, l'arresto fino a un anno e la sospensione della patente per due anni.

 http://www.corriereadriatico.it/ascoli_piceno/san_benedetto_lungomare_statale_posti_di_blocco_alcol_test-1592817.html 

SAN BENEDETTO, UBRIACHI AL VOLANTE

RITIRATA LA PATENTE A QUATTRO GIOVANI

Domenica 6 Marzo 2016, 10:44 - Ultimo aggiornamento: 10:53

SAN BENEDETTO - Sono scattati la notte scorsa i controlli da parte delle forze dell'ordine per la sicurezza stradale. Gli agenti della polizia stradale hanno effettuato posti di blocco sulla statale Adriatica, lungomare e centro cittadino controllando numerose automobili. I controlli erano finalzizati soprattutto a sanzionare gli ubriachi al volante. A seguito di questi controlli quattro persone, tre uomini e una donna, di età compresa tra i 18 e i 35 anni sono risultati positivi all’esame dell’etilometro e la patente gli è stata ritirata. L’alcol test non ha comunque evidenziato casi di ubriachezza particolarmente elevata. I livelli di alcol nel sangue dei quattro non hanno mai superato il valore di 1,50 mg così non è stato necessario predisporre anche il sequestro del mezzo.

 http://iltirreno.gelocal.it/empoli/cronaca/2016/03/05/news/droga-e-alcol-ritirate-sette-patenti-tra-vinci-e-montelupo-1.13072434 

DROGA E ALCOL, RITIRATE SETTE PATENTI TRA VINCI E MONTELUPO

I carabinieri della compagnia di Empoli e del Nas anche nei locali notturni: multe per l’alcol ai minorenni e fumo in discoteca

05 marzo 2016

EMPOLI. Raffica di controlli per la sicurezza sulle strade, ma anche all’interno dei locali frequentati dai giovani. 

La task-force anti droga e alcol è scattata nella notte tra venedì 4 e sabato 5 marzo, e ha visti impegnati i carabinieri della compagnia di Empoli, guidati dal capitano Giorgio Guerrini, supportati dagli agenti del Nucleo antisofisticazioni e sanità arrivati da Firenze. 

In totale sono stati controllati un centinaio di veicoli, con una cinquantina di automobilisti sottoposti all’alcoltest. Sei di questi - di età compresa tra 20 e 43 anni - sono finiti nei guai: a tutti è stata ritirata la patente, mentre per quattro di loro è anche scattata la denuncia perché il tasso alcolemico era superiore a 0,8 g/l.

Nell’ambito degli stessi controlli, i militari hanno anche sorpreso un ventiduenne in possesso di una piccola dose di marijuana: anche per lui (segnalato alla prefettura come assuntore di stupefacenti) è scattato il ritiro della patente. 

Ma i controlli hanno riguardato anche due locali molto frequentati dai giovani, uno a Vinci e uno a Montelupo Fiorentino, dove sono state riscontrate irregolarità amministrative. 

All’interno di uno di questi sono stati trovati alcuni ragazzi che fumavano ed è scattata la sanzione per il titolare che non ha fatto rispettare il divieto vigente all’interno dei locali. Una multa anche per l’altra attività, dove sono stati somministrati alcolici a minorenni. 

 http://www.brindisireport.it/cronaca/guida-sotto-l-effetto-di-droga-o-alcol-auto-e-moto-confiscate.html 

GUIDA SOTTO L’EFFETTO DI DROGA O ALCOL, AUTO E MOTO CONFISCATE

Nel 2015 il Comune di Brindisi ha speso 12.200 euro per la rottamazione e la custodia dei mezzi. Il costo medio al giorno per ogni mezzo ammonta a 33,42 euro. Sempre a carico dell'Amministrazione

Stef.DeCri.

06 marzo 2016 12:14

BRINDISI – Auto e moto confiscate per guida in stato di ebbrezza o sotto l’uso di sostanze stupefacenti: ogni volta che i vigili urbani applicano la sanzione per violazione al Codice della Strada, il Comune di Brindisi sostiene un costo. Che nel 2015 è stato pari a 12.200 euro.

Il conto è stato presentato di recente dalla ditta autorizzata come deposito giudiziario, dove trovano ricovero tutti i mezzi che vengono sottratti al conducente nei casi in cui viene messa a rischio la sicurezza stradale, oltre che l’incolumità di chi è al volante e dei passeggeri. Ed è ovviamente un costo a carico dell’Amministrazione comunale che, per legge, è tenuto a sostenere le spese legate alla custodia e alla rottamazione.

Poliziotti e vigili urbani sul luogo del sinistroL’importo è stato calcolato in relazione all’elenco dei mezzi, soprattutto auto e moto, finiti sotto confisca nei dodici mesi dell’anno passato, quando è stato accertato che il conducente era sotto “l’influenza dell’alcool” e tra questi c’è stato anche “chi esercita professionalmente l’attività di trasporto di cose, caso in cui il tasso alcolemico non può essere maggiore di 0,5 g/l” e quando è stato accertata la guida sotto l’influenza di stupefacenti. Ci sono stati, inoltre, casi in cui non sono stati osservati gli “obblighi inerenti la copertura assicurativa” e ancora casi in cui è stato accertato che la patente era scaduta e non era la prima volta.

La somma, quindi, è stata indicata nella fattura presentata al comando dei vigili urbani di Brindisi per la liquidazione e a voler fare un po’ di conti, si può dire che l’Amministrazione ha sostenuto un costo giornaliero – medio – pari a 33 euro e 42 centesimi. Per il pagamento il Comune ha attinto dal capitolo del bilancio 2015, l’ultimo di previsione approvato dal Comune, destinato al finanziamento delle “spese di rottamazione straordinaria dei veicoli sequestrati dalla polizia municipale”. A titolo di previsione era stati impegnati 25mila euro, iva compresa.

Dal comando della polizia municipale, viene rinnovato l’invito ad essere prudenti alla guida rispettando gli obblighi previsti dal Codice della strada, a partire dal corretto uso della cintura di sicurezza. Nelle ultime ore sono stati scoperti e multati i furbetti della cintura, così come gli automobilisti sorpresi a parlare al telefono senza l’uso di auricolari o senza ricorrere al vivavoce.

 http://www.giornaledelcilento.it/it/06_03_2016_droga_e_alcol_giovanissimi_nei_guai_patenti_di_guida_sequestrate_34613.html#.VtwiuPnhAdU 

DROGA E ALCOL, GIOVANISSIMI NEI GUAI: PATENTI DI GUIDA SEQUESTRATE

Redazione • 06 marzo 2016 11:42

Nella nottata tra sabato e domenica i carabinieri della compagnia di Sala Consilina, nell’ambito dei servizi tesi a reprimere le “stragi del sabato sera”, hanno ritirato due patenti di guida. A Buonabitacolo il ritiro è scattato in seguito al ritrovamento su un ragazzo proveniente dal napoletano di circa 2 grammi di hashish, a seguito di perquisizione veicolare. Il giovane verrà segnalato quale assuntore alla prefettura. A Sala Consilina invece è stata ritirata la patente ad un giovane rumeno che sottoposto ad accertamento etilometrico ha evidenziato un tasso alcolemico superiore ai 2 g/l. Il ragazzo è stato denunciato alla procura di Lagonegro.

 L’IMPEGNO DELLE FORZE DELL’ORDINE

 http://www.padovaoggi.it/cronaca/ubriachi-camposampiero-denunce-5-marzo-2016.html 

UBRIACHI FRADICI IN MEZZO ALLA STRADA: DUE GIOVANI DENUNCIATI A CAMPOSAMPIERO

Stavano fumando e bevendo birra e vodka vicino ai portici dell'ufficio postale. Due ragazzi marocchini erano particolarmente euforici ed in preda ai fumi dell'alcol

05 marzo 2016 16:24

Nel corso di un servizio notturno, gli agenti della polizia locale della Federazione dei Comuni del Camposampierese hanno fermato due giovani di nazionalità marocchina fuori da un bar gestito da cinesi in centro a Camposampiero, completamente ubriachi.

DENUNCIATI PER UBRIACHEZZA. I fatti sono avvenuti venerdì, dopo la mezzanotte. I due marocchini si trovavano in compagnia di una ragazza italiana. I tre stavano fumando e bevendo birra e vodka vicino ai portici dell'ufficio postale. In particolare, i due stranieri, già noti per reati di spaccio di sostanze stupefacenti, erano particolarmente euforici ed in preda ai fumi dell'alcol e sono stati, quindi, denunciati per “ubriachezza” (con contestuale sanzione amministrativa di cento euro). Inoltre, i tre sono stati invitati a ripulire il portico dalle lattine e dalle bottiglie che avevano abbandonato per terra.

POSTI DI BLOCCO. Controlli speciali sono stati effettuati anche nei bar e su strada con l'utilizzo dell'etilometro. Due pattuglie hanno organizzato dei posti di blocco con particolare attenzioni lungo la “Statale del Santo”, e sulla “Castellana”. Gli accertamenti hanno riguardato alcol, velocità e regolarità dei veicoli con gli obblighi di revisione. In particolare, sono state accertate violazioni per mancata copertura assicurativa o revisione. Tutti i conducenti sono risultati invece negativi all'alcoltest.

 RIPORTO LA VOCE DI UN SIULP PER SOTTOLINEARE L’ENDEMICA MANCANZA DI UOMINI E MEZZI ALLE FORZE DELL’ORDINE!

 http://www.tmnotizie.com/15591-2/ 

SICUREZZA DELLA MOVIDA: IL SIULP ATTACCA: “VA BENE LE TELECAMERE, MA MANCANO GLI UOMINI. IL NUOVO SINDACO DEVE ATTIVARSI”

Date: 05 marzo, 2016

SAN BENEDETTO – Il Siulp provinciale fa sentire la sua voce, dopo le aggressioni della scorsa settimana e dopo la riunione in Prefettura del tavolo sulla sicurezza. “Al termine dell’incontro – scrive in una nota il sindacato di Polizia- sono state snocciolate una serie di promesse quali “rafforzamento dei servizi di controllo del territorio, nuovi pattugliamenti notturni nelle aree della movida, ecc.,ecc”. Circa 1 anno e mezzo fa, il Siulp intervenne in un analoga situazione e rivolgendosi ai vertici istituzionali scrisse sugli organi di stampa, semplicemente: “facile fare le nozze……ma con i fichi secchi”.

Il Siulp, inoltre,specifica che “nel commissariato di San Benedetto è in atto da alcuni anni una progressiva e costante ma inesorabile riduzione di organico che solo parzialmente viene ripianata. Basta semplicemente dire che a fine anno 2015, hanno lasciato il servizio attivo ben cinque unità e sono stati rimpiazzati con l’arrivo di solo tre, l’età media degli operatori è di circa 50 anni e circa le auto di servizio obsolete e non efficienti per i servizi di polizia, oramai rinunciamo proprio a parlarne”.

 “L’annuncio dell’istallazione di telecamere – spiega Massimo Mellozzi, segretario provinciale del sindacato – nelle aree del centro cittadino – ci trova senza alcun dubbio favorevoli ma il problema di fondo per non dire forse : “l’unico vero problema” è che , senza “turn over” del personale non si va da nessuna parte; sono gli uomini che mancano. Non si può pensare di operare un efficace controllo del territorio con una sola pattuglia della polizia ed una sola dei carabinieri su di un’area abitativa tra San Benedetto e dintorni di circa 100.000 abitanti ed un centro cittadino che per densità dei locali che caratterizzano un forte richiamo ed interesse per giovani provenienti dalle vicine province convoglia per le vie della città nei fine settimana migliaia di giovani. Diventa veramente difficile per non dire quasi impossibile, operare con le due sole pattuglie in siffatte condizioni e soprattutto se si considera che da una certa ora in poi, molti giovani hanno abusato con l’alcool”.

 “Non a caso – prosegue Mellozzi – stiamo assistendo da parecchi mesi a questa parte ad una forte recrudescenza dei furti d’auto e negli appartamenti, a tutte le ore del giorno e della notte che preoccupano non poco la cittadinanza. Gli operatori delle Volanti e del Radiomobile sono i primi ad intervenire nei vari interventi richiesti dai cittadini come per esempio per le risse come di recente più volte avvenuto e spesso hanno riportato essi stessi lesioni personali che li hanno tenuti fuori dal servizio per lungo tempo ma ciò non bastato a smuovere l’interesse da parte degli organismi centrali di far destinare più personale nelle nostre zone, almeno in sostituzione di chi è andato in pensione; di contro, i poliziotti del piceno, vengono addirittura aggregati altrove. San Benedetto avrà ben presto un nuovo Sindaco ed è anche a lui, di qualsiasi parte politica esso sia, che vogliamo anche rivolgerci chiedendogli in anticipo: “di attivarsi, ma di attivarsi veramente con forte volontà e determinazione affinché la Sua e quindi la Nostra città –conclude Mellozzi- sia un vero territorio accogliente si, ma con il rispetto per le regole perché la sicurezza è un bene comune”.