Rassegna del 4 Marzo 2016

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

 OMICIDIO STRADALE

LA SODDISFAZIONE DELLE ASSOCIAZIONI LORENZO GUARNIERI, ASAPS E GABRIELE BORGOGNI PER UN RISULTATO SOFFERTO MA FORTEMENTE VOLUTO

ORA LA STRADA SARA’ PIU’ GIUSTA E CI AUGURIAMO ANCHE PIU’ SICURA

Mercoledì, 02 Marzo 2016

Il termine appropriato del nostro sentimento oggi sarebbe di entusiasmo per l’approvazione della legge sull’omicidio stradale dopo 4 anni dalla prima raccolta delle firme da parte delle Associazioni Lorenzo Guarnieri, ASAPS e Gabriele Borgogni con battesimo a Firenze (e primo firmatario l’allora sindaco della città gigliata Matteo Renzi), per questa legge che ha avuto un percorso complesso e difficile, fatto prima di indifferenza assoluta e poi di pressioni ondivaghe per arrivare infine ad un risultato positivo grazie anche a una forte volontà del governo.

Ma oggi mettiamo al bando i trionfi e ci limitiamo ad esprimere un più sobrio sentimento di viva soddisfazione per questa legge che rivoluziona totalmente il peso delle responsabilità a carico di quanti uccidono sulla strada dopo aver commesso alcune violazioni gravi, prime fra tutte gli abusi di alcol e droga. Finalmente si passa dalla certezza dell’impunità alla quasi certezza della sanzione penale, accompagnata da una revoca della patente che se non sarà ergastolo, sarà costituita comunque da un numero di anni (da 10 a 30) assolutamente dissuasivo.

Sappiamo che le leggi perfette non esistono. Siamo certi che questa sofferta legge, fortemente sostenuta dalla grande maggioranza degli italiani, rappresenta una svolta dovuta e necessaria sul carico delle responsabilità dei conducenti che assumono rischiosi comportamenti di guida e in qualche caso anche atteggiamenti di sfida. Oggi per altro diventa finalmente sconveniente la fuga dopo l’incidente in particolare per il numero di anni di revoca della patente a carico del pirata della strada.

Come tutte le leggi che impattano sulla sicurezza in genere ci vorrà un po’ di tempo per valutarne l’efficacia e dovrà essere affiancata da campagne di comunicazione, prevenzione e controlli. Si dovrà applicare il principio delle medicine: l’efficacia delle quali si vede solo dopo la somministrazione.

Una cosa è però certa, si eleverà in modo concreto il livello di giustizia per le vittime della strada e per i loro familiari.

L’omicidio stradale farà capire anche ai più distratti e distanti che chi causa incidenti in situazioni con elevato profilo di rischio pagherà il conto dovuto alla giustizia e che il reato di omicidio o lesioni da incidente stradale ha assunto una nuova dignità nel panorama della giustizia.

Ci è infine doveroso ringraziare i cittadini che ci hanno sostenuto in questi anni di impegno duro sul quale però non abbiamo mai perso la fiducia. Un grazie anche ai parlamentari che hanno votato il provvedimento, al governo per averlo messo nell’agenda politica e anche a tante altre associazioni che hanno condiviso il nostro percorso come ad esempio l’Associazione Massimo Massimi da un anno al nostro fianco. E’ stata una battaglia dura a volte aspra ma ci siamo spesi con tutte le energie disponibili. Ne valeva la pena: non sappiamo con certezza se ora la strada sarà più sicura, sicuramente sarà più giusta!

Associazione  Associazione

Lorenzo Guarnieri  ASAPS   Gabriele Borgogni

 OGGI INDOSSIAMO LA COCCARDA DELL’ORGOGLIO PER AVERE CONTRIBUITO DAL 2010 A PORTARE IN PORTO QUESTA IMPORTANTE LEGGE. NON SARA’ CERTO PERFETTA MA SE CI SARA’ BISOGNO DI MODIFICHE CE LO DIRA’ LA SUA APPLICAZIONE. DIMINUIRA’ IL NUMERO DELLE VITTIME DELLA STRADA? NON LO SAPPIAMO. CERTAMENTE CRESCERA’ LA GIUSTIZIA PER LE VITTIME DI INCIDENTI STRADALI E PER LE LORO FAMIGLIE.

Giordano Biserni ASAPS

 http://www.asaps.it/53967-_omicidio_stradale_il_vero_valore_di_un_successo_.html

 

OMICIDIO STRADALE

IL VERO VALORE DI UN SUCCESSO

Giovedì, 03 Marzo 2016

Di Giordano Biserni

Il vero valore di un successo si misura anche dalla difficoltà che si è dovuto affrontare per raggiungerlo. Se il metro valutativo è questo allora la legge sull’Omicidio stradale per noi dell’ASAPS è un grande grandissimo successo! Ci piace ricordare che siamo stati i primi già dal 2003 –2004 a parlare di Omicidio stradale, siamo stati i primi a comprare il dominio www.omicidiostradale.it che è stato il forziere del web per raccogliere e depositare le preziose firme per promuovere la legge, intelligentemente gestito dall’associazione Lorenzo Guarnieri promotrice della proposta di legge con ASAPS e l’associazione Gabriele Borgogni di Firenze.

Un percorso duro, denso di ostacoli lungo il quale la politica, di fatto in larga parte contraria a questa legge, ha giocato per anni a rimpiattino, con finte e non convinte adesioni al progetto e molti improvvisi arretramenti.

Poi qualcosa si è cominciato a muovere dopo il 2011 quando la raccolta delle firme ha avuto un considerevole risultato con oltre 80.000 adesioni certificate, ecco allora che sono cominciate a spuntare varie proposte di legge, poi unificate in un provvedimento che ha iniziato il suo percorso parlamentare. Certo non siamo così ingenui da non vedere che è stato sicuramente determinate l’impegno che aveva assunto il Presidente del Consiglio Matteo Renzi nel suo discorso di insediamento del Governo al Senato nel febbraio del 2014, impegno ribadito poi pubblicamente in più occasioni, come il 10 dicembre 2014 alla serata all’Obihall dedicata a Lorenzo Guarnieri.

Oggi che il traguardo è stato raggiunto la soddisfazione è veramente tanta e in molti saranno a rivendicare questo risultato. Giusto, l’impegno sul campo di tante associazioni di familiari e vittime della strada è stato importante, altri criticheranno (succede sempre!) magari ritenendo che la legge sia ancora debole, altri ancora criticheranno perché la ritengono invece troppo severa. In effetti alcuni aspetti collegati soprattutto alle lesioni determinate da qualsiasi comportamento in violazione del Codice della strada (non solo alcol, droga, pirateria, velocità eccessiva ecc.) con revoca della patente per 5 anni, solleveranno perplessità. Intanto la legge è arrivata, sarà la sua reale applicazione sulla strada a dirci se potranno o dovranno essere apportati poi dei correttivi.

L’ASAPS che proprio nel 2016 celebra i suoi primi 25 anni di vita, non poteva avere miglior motivo per festeggiare! Quando abbiamo fondato l’associazione nel 1991 si contavano circa 8.000 morti l’anno sulle strade, nel 2014 siamo scesi a 3.381, sempre tanti, ma meno della metà. 

Ecco, chissà che con l’Omicidio stradale non si riesca a dare un’altra bella spallata con un altro notevole calo del numero delle vittime della strada e si risparmino alle famiglie tanti lutti e dolore.

Sì siamo orgogliosi di questo traguardo e per chi, come chi scrive, da 25 anni sì è impegnato al vertice dell’ASAPS è arrivato il momento di pensare a un dopo, quasi che si fosse arrivati al raggiungimento dello scopo sociale dell’associazione. Per questo ringrazio i soci i referenti e le associazioni amiche per aver percorso con me questo percorso difficile, ma doveroso di cui con l’ASAPS vado molto orgoglioso.

Giordano Biserni

Presidente ASAPS

 Per l’ASAPS questo risultato, fortemente voluto e inseguito, è una sorta di “raggiungimento dello scopo sociale”.

Grazie di cuore ai soci, referenti e consiglieri nazionali, e alle associazioni amiche che ci hanno sostenuto e hanno condiviso con noi questo faticoso ma prezioso percorso per la sicurezza e per la tutela della vita sulle strade! Giordano Biserni (ASAPS)

 

 LA NUOVA LEGGE SULL’OMICIDIO STRADALE

 http://www.ilpost.it/2016/03/03/la-nuova-legge-sullomicidio-stradale/ 

COSA PREVEDE LA NUOVA LEGGE APPROVATA MERCOLEDÌ IN SENATO DOPO UN LUNGO PERCORSO PARLAMENTARE

3 MARZO 2016

Mercoledì 2 febbraio il Senato ha approvato un disegno di legge che introduce il reato di omicidio stradale, dopo un lungo percorso parlamentare e già due voti sia alla Camera che al Senato. L’approvazione è avvenuta dopo che il governo ha posto la questione di fiducia, cosa per cui è stato molto criticato da Forza Italia e dal Movimento 5 Stelle. L’approvazione finale è arrivata con 149 voti favorevoli, 3 voti contrari e 15 astenuti. Poco dopo il voto il presidente del Consiglio Matteo Renzi, che è stato un grande sostenitore della legge, ha twittato per esprimere soddisfazione:

Omicidio stradale

Dopo l’articolo 589 del codice penale – quello che riguarda l’omicidio colposo – sono stati inseriti un bis e un ter. Il primo prevede da due a sette anni di reclusione per chiunque causi la morte di una persona come conseguenza della violazione delle norme stradali e il carcere da otto a dodici anni per omicidio colposo commesso da un conducente in stato di ebbrezza alcolica, con un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro, o sotto l’effetto di droghe. Se il conducente esercita professionalmente l’attività di trasporto di persone e di cose, si applica la stessa pena con tassi alcolemici inferiori: il limite è fissato a 0,8 grammi per litro.

La pena diminuisce tra i cinque e i dieci anni di carcere se l’omicidio colposo stradale viene commesso in stato di ebbrezza alcolica con tasso alcolemico superiore a 0,8 ma non superiore a 1,5 grammi per litro. La stessa pena si applica quando il conducente di un mezzo a motore procede «in un centro urbano ad una velocità pari o superiore al doppio di quella consentita»; oppure procede a più di 50 chilometri orari oltre il limite di velocità su strade extra-urbane; oppure se ha attraversato un incrocio non rispettando un semaforo rosso, se guidava contromano o “a seguito di manovra di inversione del senso di marcia in prossimità o in corrispondenza di intersezioni, curve o dossi o a seguito di sorpasso di un altro mezzo in corrispondenza di un attraversamento pedonale o di linea continua”.

La pena può aumentare nel caso il conducente sia sprovvisto di patente o nel caso la sua patente sia stata sospesa o revocata e nel caso in cui il conducente sia proprietario del veicolo che guida e il veicolo sia sprovvisto di assicurazione. In caso di morte di più persone la pena può arrivare a essere di tre volte la pena più grave prevista dalla legge, ma non può superare i diciotto anni. La pena può invece diminuire fino alla metà nel caso in cui la morte di una persona “non sia esclusiva conseguenza dell’azione o dell’omissione del colpevole”.

L’articolo 589-ter introduce un’aggravante: in caso di fuga la pena viene aumentata da un terzo ai due terzi e comunque non può essere inferiore ai cinque anni.

Lesioni stradali

La legge prevede la sostituzione dell’articolo 590-bis del codice penale e l’aggiunta di un ter, un quater e un quinquier. Il 590 bis prevede che chiunque provochi a qualcuno lesioni personali per violazione delle norme stradali venga punito con reclusione da 3 mesi a un anno nel caso di lesioni gravi e con reclusione da un anno a tre anni nel caso di lesioni gravissime.

Chiunque causi lesioni personali per guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro, o sotto effetto di droghe viene punito con la reclusione da tre a cinque anni nel caso delle lesioni gravi e con la reclusione da quattro a sette anni nel caso delle lesioni gravissime.

Se il conducente esercita professionalmente l’attività di trasporto di persone e di cose, si applica la stessa pena con tassi alcolemici inferiori: il limite è fissato a 0,8 grammi per litro.

Chiunque causi lesioni personali per guida in stato di ebrezza con un tasso alcolemico compreso tra 0,8 e 1,5 grammi per litro, viene punito con la reclusione da un anno e sei mesi a tre anni per le lesioni gravi e da due a quattro anni per le lesioni gravissime. Le stesse pene si applicano se il conducente che causa lesioni procede «in un centro urbano ad una velocità pari o superiore al doppio di quella consentita»; oppure procede a più di 50 chilometri orari oltre il limite di velocità su strade extra-urbane; oppure se ha attraversato un incrocio non rispettando un semaforo rosso, se guidava contromano o “a seguito di manovra di inversione del senso di marcia in prossimità o in corrispondenza di intersezioni, curve o dossi o a seguito di sorpasso di un altro mezzo in corrispondenza di un attraversamento pedonale o di linea continua”.

La pena può aumentare nel caso il conducente sia sprovvisto di patente o nel caso la sua patente sia stata sospesa o revocata e nel caso in cui il conducente sia proprietario del veicolo che guida e il veicolo sia sprovvisto di assicurazione. In caso di morte di più persone la pena può arrivare a essere di tre volte la pena più grave prevista dalla legge, ma non può superare i sette anni. La pena può invece diminuire fino alla metà nel caso in cui la morte di una persona “non sia esclusiva conseguenza dell’azione o dell’omissione del colpevole”.

L’articolo 590 ter prevede che in caso di fuga la pena venga aumentata da un terzo ai due terzi e comunque non possa essere inferiore ai tre anni di reclusione. Gli articolo 590 quater e quinquies riguardano le circostanze aggravanti e la definizione di strade urbane ed extraurbane.

La revoca della patente

La revoca della patente è prevista come pena accessoria sia in caso di omicidio stradale che di lesioni. Nel primo, la revoca parte da 5 anni se la morte di una persona è causata per semplice violazione del codice della strada e arriva fino a 15 anni e fino a 20 anni se in passato si è stati condannati per violazione del codice della strada all’articolo 186, quello che fa riferimento alla guida sotto influenza di alcol (quindi per tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l) o per aver guidato sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope.

Se si commette il reato di lesioni personali, la revoca è inferiore: 5 anni di base, fino a 10 se in passato si è stati condannati per violazione del codice della strada all’articolo 186 o per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope.

 

 PROFESSORE UNIVERSITARIO NEI GUAI

 http://www.ilmessaggero.it/abruzzo/chieti_prof_ateneo_guai_ubriaco_causa_incidente_frontale-1588804.html 

CHIETI, PROF DELL’ATENEO NEI GUAI:

UBRIACO, CAUSA INCIDENTE FRONTALE

Venerdì 4 Marzo 2016, 11:51 

di Gianluca Lettieri

CHIETI - Dire che era ubriaco è un eufemismo. Già, perché il suo tasso di alcol nel sangue è risultato quasi sei volte superiore al limite consentito. Un professore dell’università d’Annunzio di Chieti è stato denunciato dai carabinieri, per guida in stato di ebbrezza, alla Procura della Repubblica teatina. Si tratta di un docente ordinario di 65 anni, originario del Lazio, che - martedì pomeriggio - ha causato un frontale in via Pomilio, allo Scalo, nei pressi della Camera di Commercio.

LA DINAMICA - Il professore, a bordo della sua Mazda, si è schiantato contro una Mercedes Classe A che procedeva in direzione opposta. L’impatto, avvenuto poco dopo le sei di pomeriggio, è stato violento, come dimostrano i danni rilevanti riportati dalle auto rimaste coinvolte. Ma, fortunatamente, le conseguenze fisiche per le persone che si trovavano all’interno dei due mezzi non sono state gravi. Sul posto, dopo l’allarme lanciato dagli automobilisti di passaggio, sono arrivate tre ambulanze del 118, i vigili del fuoco e i carabinieri. Il professore, visibilmente ubriaco, è stato trasportato nel vicino pronto soccorso del Santissima Annunziata e ricoverato nel reparto di Ortopedia: ne avrà almeno per un mese, dopo le lesioni riportate a una spalla. 

GLI ACCERTAMENTI - Gli accertamenti ai quali è stato sottoposto al policlinico hanno confermato l’elevato tasso alcolemico. A distanza di qualche ora, stando a quanto emerso, sembra che non ricordasse nulla di ciò che era accaduto in precedenza. Sono rimaste lievemente ferite anche le due persone che si trovavano sulla Mercedes, padre e figlio dello Scalo, rispettivamente di 56 e 32 anni: medicati in ospedale, hanno riportato ferite giudicate guaribili in 15 e 7 giorni.

IL GRANDE SPAVENTO - Per entrambi, dimessi in tarda serata, lo spavento è stato grande dopo aver rischiato grosso a causa della scelta del prof di mettersi al volante nonostante non fosse assolutamente nelle condizioni di farlo. La dinamica del frontale è apparsa fin da subito chiara: è stato il docente ad invadere la corsia opposta. La notizia dell’incidente si è diffusa nel giro di poche ore negli ambienti universitari del campus di via dei Vestini. Anche perché lo schianto ha mandato in tilt il traffico, rimasto bloccato - sia in direzione Chieti che Cepagatti - per permettere ai militari dell’Arma di effettuare i rilievi. Il professore, che solo qualche settimana fa aveva ricevuto una prestigiosa nomina in un’organizzazione internazionale che si occupa della sua disciplina, è dunque finito nei guai. In questi casi, infatti, oltre al ritiro immediato della patente è prevista anche la segnalazione in Procura.

 

 INIZIATIVE DI INFORMAZIONE E PREVENZIONE

 http://www.lanazione.it/empoli/attenti-ragazzi-droga-e-alcol-vi-rovinano-1.1943168 

«ATTENTI RAGAZZI, DROGA E ALCOL VI ROVINANO»

Il capitano dei carabinieri ‘in tour’ nelle scuole

Empoli, 4 marzo 2016 - «La mancanza di consapevolezza è ciò che preoccupa. Una caratteristica diffusa e una lacuna da colmare». Il nodo da sciogliere, parola del capitano Giorgio Guerrini, comandante della compagnia carabinieri di Empoli, è prima di tutto questo. Tra web senza controllo, droghe leggere ‘antipasto’ delle pesanti, alcool ‘non proibito e dunque non pericoloso’, nel mondo dei giovanissimi i guai a volte appaiono esperienze da compiere. Una visione da correggere pure con lezioni ‘in divisa’. Dalle primarie alle superiori, da Empoli a Fucecchio o Castelfiorentino, nessuno escluso. Un giro per fare prevenzione su questioni che possono sembrare banali, come dire al compagno «se non mi dai la merendina lo vedi...», ma che nel mondo dei grandi si ‘chiamano’, nel caso specifico, estorsione.

Capitano Guerrini, la divisa è un buon deterrente per catturare l’attenzione? «I ragazzi ascoltano e sono propositivi. I piccoli chiedono per scoprire, i grandi per avere conferme o approfondire. Gli uni catturati dal web, tra rischi e opportunità, gli altri alla ricerca di informazioni sulla droga».

Ogni età ha i suoi rischi... «Sicuramente. Uso incontrollato di social e internet dai 5 anni in su. Droga e alcol dagli ultimi anni delle medie».

Quanto è forte il fascino degli stupefacenti? «La droga è un’emergenza. Noia e voglia di fare qualcosa di diverso, la molla per farsi la prima canna. Senza sospettare che il passo verso sostanze più pesanti è breve. E il binomio droga-scuola è un fenomeno generalizzato che tocca anche la nostra area. Con giovanissimi assuntori che si ritrovano a diventare piccoli spacciatori per guadagnare contanti da reinvestire in dosi».

Web e social terreno fertile per i pedofili. E’ di questi giorni un arresto nel Pisano, il pedofilo era attivo anche in zona... «Lasciare i figli da soli davanti a smartphone e computer li espone a un pericolo, dobbiamo esserne consapevoli. Dietro la foto di un ragazzino spesso c’è altro. Monitorare il mondo virtuale e confrontarsi con i minori: sono loro i primi a dover prendere coscienza».

Chat è sinonimo anche di cyberbullismo... «Le offese a mezzo social ci sono, eccome, anche nell’Empolese Valdelsa. E’ capitato che genitori e insegnanti si siano rivolti a noi per avere consigli. Il punto è che spesso i ragazzi, e talvolta anche i genitori, pensano che ciò che accade nel virtuale non sia perseguibile, quando in realtà il reato commesso via tastiera ha lo stesso valore di quello faccia a faccia».

E l’episodio di Castelfiorentino, la baby gang che ha lanciato sassi e offese all’indirizzo di un 28enne gay, possiamo considerarlo bullismo? «Credo che all’origine di gesti del genere ci sia l’inconsapevolezza della gravità di ciò che si sta commettendo. Si pensa di fare una ragazzata, quando in realtà ci si rende protagonisti di reati veri e propri».

 http://www.welfarenetwork.it/cremona-minorenni-uso-di-alcolici-e-stupefacenti-attivita-di-contrasto-20160304/ 

CREMONA - MINORENNI: USO DI ALCOLICI E STUPEFACENTI. ATTIVITÀ DI CONTRASTO

In fase di applicazione del protocollo scuola spazio di legalità coordinato dalla Prefettura di Cremona

Venerdì 04 Marzo 2016 | Scritto da Redazione

In fase di applicazione del protocollo “scuola spazio di legalità” coordinato dalla Prefettura di Cremona, la Polizia di Stato prosegue nell’attività di prevenzione e contrasto al consumo di droga e alcol fra i giovanissimi, con continui controlli in prossimità delle scuole e dei luoghi di aggregazione dei ragazzi in occasione dell’entrata e uscita dagli istituti scolastici. Proprio durante questi controlli, la volante del Commissariato di Crema è intervenuta la settimana scorsa in due occasioni, che hanno visto queste sostanze come protagoniste. Giovedì mattina, in un parcheggio frequentato dai ragazzi che giungono nei pressi delle scuole superiori con i mezzi pubblici, la volante ha rinvenuto una bustina contenente marijuana, sicuramente buttata a terra da uno studente che si era spaventato per il controllo da parte degli operatori della Polizia di Stato. Il sabato successivo, invece, una pattuglia in servizio di volante ha notato tre ragazzi che sostavano nei pressi di un supermercato cittadino con una bottiglia di birra. Due di essi, minorenni, sono stati multati in esecuzione dell’ordinanza del sindaco che vieta il consumo di alcol da parte dei minori, mentre il terzo, maggiorenne, è stato multato per aver acquistato e poi ceduto ai due amici minorenni, le birre, che sono state sequestrate. La Polizia di Stato sarà presente anche domani, dalle 11.00 alle 13.00, presso la sala Alessandrini, per illustrare agli studenti delle scuole superiori - insieme a un funzionario della Prefettura - la normativa inerente il consumo di alcolici e stupefacenti ed il protocollo redatto sotto il coordinamento della Prefettura di Cremona.

Fonte Questura di Cremona

 

UN QUINDICENNE SU 3 BEVE ALCOLICI ALMENO UNA VOLTA A SETTIMANA

Tappa a Genova del progetto Aiom: a presenziare all'incontro anche il centrocampista del Genova Blerim Dzemaili

Di Francesca Cipparrone - 3 marzo 2016 - 23:02

Liguria. Un quindicenne su tre beve alcolici almeno una volta a settimana. A rivelarlo uno studio condotto da “Non Fare Autogol“, la campagna promossa da Aiom, l’Associazione Italiana di Oncologia Medica, nata per persuadere gli adolescenti nel condurre uno stile di vita salutare , che questa volta ha fatto tappa a Genova.

All’Istituto “Rosselli” sono stati resi noti dati ancora più allarmanti:l’1% degli undicenni dichiara di essersi ubriacato due o più volte nella vita, mentre tra i quindicenni la percentuale raggiunge il 16%.

Ospite d’eccezione il centrocampista del Genvoa Blerim Dzemaili che, riferendosi allo stile di vita condotto dai giovani d’oggi, ha dichiarato:”I ragazzi devono capire che uno stile di vita sbagliato alla loro età compromette la loro salute da adulti. L’alcol? Divertimento non fa rima con bere, come pensano ormai i giovani di oggi”.

 

ALCOL, CRARL E FARMACAP FIRMANO UN PROTOCOLLO D’INTESA

Il Centro di riferimento alcologico della Regione Lazio e l'Azienda Speciale Farmasociosanitaria capitolina insieme per avviare iniziative di prevenzione e promozione della salute nel campo dell’alcologia

di AB

È stato siglato lo scorso 24 febbraio un importante protocollo d’intesa fra il Centro di Riferimento Alcologico della Regione Lazio (CRARL) diretto dal prof. Mauro Ceccanti e l’Azienda Speciale Farmasociosanitaria capitolina (FARMACAP), diretta dalla Dott.ssa Simona Laing.

L’accordo nasce su iniziativa del CRARL che è stato incaricato dalla Regione Lazio di svolgere il progetto denominato SAM (Servizi Alcologici Mappati) FASE II – Percorso condiviso di erogazione e valutazione servizi socio-sanitari della rete alcologica della Regione Lazio, in cui viene prevista la stipulazione di Protocolli di Intesa con tutte le realtà territoriali coinvolte a vario titolo nella problematica dell’alcologia.

La FARMACAP è impegnata nel promuovere, nell’ambito delle finalità stabilite dal Consiglio Comunale, ogni possibile forma di partecipazione consultiva dei cittadini e degli utenti riguardante il funzionamento e l’erogazione dei servizi e alla loro distribuzione sul territorio. L’Azienda garantisce le prestazioni indispensabili al godimento dei diritti fondamentali costituzionalmente garantiti nell’ambito dei servizi pubblici essenziali da essa erogati; promuove attività di aggiornamento professionale e ricerca nei settori farmaceutico e sociosanitario e sostiene la tutela della salute e lo sviluppo del benessere socio-sanitario della collettività.

Il Protocollo di Intesa prevede che il CRARL e la FARMACAP si impegnino nella diffusione delle informazioni presenti nelle Linee Guida sulle cure, le terapie, il metodo di intervento nel territorio riguardanti le metodologie di prevenzione e cura per le Problematiche e Patologie Alcol Correlate (PPAC).

Una particolare attenzione sarà posta alla diffusione delle informazioni per la salute della donna in gravidanza e specificatamente alle problematiche derivanti dal consumo di alcol e dall’esposizione alle sostanze alcoliche durante la vita intrauterina FASD (Fetal-Alcohol Spectrum Disorders).

Con la firma del Protocollo il CRARL e la FARMACAP si impegnano a sostenere inoltre la progettazione e l’organizzazione di eventi formativi e progetti di prevenzione.

 

 http://www.pmcmagazinesrl.it/alcol-a-minori-lecce-problema-da-risolvere-con-la-prevenzione/ 

ALCOL A MINORI. LECCE, PROBLEMA DA RISOLVERE CON LA PREVENZIONE

Da Valerio Nisi - 4 marzo 2016 25

Come frenare il fenomeno che vede minorenni con in mano alcolici? Questo il tema discusso ieri in Commissione Annona a Lecce, tema sollevato a più riprese dal comandante dei vigili urbani del capoluogo salentino Donato Zacheo. I dati riferiti in Commissione sono allarmanti. Che sia per moda, per emulazione, per qualche tipo di dissenso sociale, il numero dei minorenni che usano e abusano di alcol è cresciuto in modo esponenziale. Il comandante Zacheo ha così puntato il dito sulla necessità di controlli più frequenti, seguita da repressione e prevenzione da attuare nelle scuole.

Il problema non è solo legato all’alcol, ma anche al fumo. I controlli devono essere costanti soprattutto nei confronti di chi vende. La legge del 30 marzo 2001 dice che i commercianti sono tenuti a chiedere un documento di identità nel caso in cui l’età dell’acquirente sia sospetta. In caso di rifiuto il commerciante non può in nessun modo vendere alcol e sigarette. Vendere a chi non ha compiuto 16 anni è reato penale.

Una legge che in realtà, soprattutto se si è in comitiva, è comunque facilmente eludibile(*). Basta che anche uno solo del gruppo sia maggiorenne per aggirare l’ostacolo. E allora come si fa? Come sempre, cercando di far arrivare un messaggio culturale, sociale e di benessere. Il veicolo più importante resta sempre la scuola. Motivo per il quale i vigili urbani di Lecce hanno già annunciato che terranno una serie di manifestazioni volte a sensibilizzare i ragazzi già in tenera età, affinché stiano lontani dall’uso dell’alcol.

Il problema resta, ed è anche di natura più estesa di quanto si possa pensare. Ormai utilizzato come prassi è l’acquisto di alcolici nei supermercati, alcolici che poi vengono portati per strada e consumati dove capita. Anche i supermercati quindi dovranno iniziare a fare attenzione a chi stanno vendendo, all’età che può avere l’acquirente. Nuovi controlli ci saranno, ed è una promessa di Palazzo Carafa e i vigili urbani. Ma serve l’impegno civico di tutti.

 (*) NOTA: in altri Stati europei la legge prevede per i minorenni  il divieto di consumare bevande alcoliche, così non ci sono più scappatoie!

 

 A QUATTRO ANNI DALLA DENUNCIA

 http://lanuovaferrara.gelocal.it/ferrara/cronaca/2016/03/03/news/guida-alcolica-in-carcere-1.13063289 

GUIDA ‘ALCOLICA’, IN CARCERE

03 marzo 2016

Era stato denunciato nel 2012 per guida in stato di ebbrezza e rifiuto di sottoposti all’esame alcolimetrico. A distanza di quattro anni si è concluso l’iter penale nei confronti di un romeno 46enne, censurato e residente a Ferrara, con la condanna di quattro mesi di arresto e 1.000 euro di ammenda. Il provvedimento era passato in giudicato già il 16 aprile 2014 ma era stato sospeso per l’applicazione eventuale di misure alternative e, revocata la sospensione, è divenuta esecutiva la pena detentiva. A quel punto sono scattate le ricerche dell’uomo da parte dei carabinieri, che lo hanno rintracciato in città e gli hanno contestato l’ordine di esecuzione della carcerazione, spiccato l’1 marzo dalla Procura della Repubblica presso il tribunale di Ferrara. Il 46enne è stato quindi tradotto presso la casa circondariale di via Arginone, dopo le normali procedure di legge.

L’uomo era stato fermato nel corso di controlli alla circolazione stradale il 28 febbraio 2012 e forse aveva ormai dimenticato quell’ormai lontana vicenda, fino alla visita da parte dei carabinieri. La giustizia è stata lenta ma alla fine nel suo caso è arrivata.

 

 L’IMPEGNO DELLE FORZE DELL’ORDINE

 ALCOL E DROGA: TUTTI GIOVANISSIMI I RAGAZZI DENUNCIATI IN NOTTATA DAI CARABINIERI DI ALBA E CUNEO

giovedì 03 marzo 2016, 12:09

Ben 9, alcuni giovanissimi. Fermati anche 4 giovani in possesso di coltelli, denunciati per porto abusivo di armi

Nottata di intensi controlli quella appena trascorsa per i carabinieri, in particolare tra le città di Cuneo e di Alba.

Complessivamente sono state denunciate 10 persone, soprattutto giovani: la contestazione per loro è l’abuso di alcool o di droghe alla guida e porto abusivo di armi; segnalati anche 8 ragazzi trovati in possesso di droga per uso personale o che stavano fumando spinelli.

A Cuneo, nei pressi della stazione, sono stati fermati e controllati due ragazzi di 20 anni, di nazionalità rumena. Per loro è scattata la denuncia di porto abusivo d'armi in quanto trovati in possesso di coltelli di genere proibito. Le armi sono state sequestrate.

Altri tre giovani cuneesi, di età compresa tra i 19 ed i 23 anni (il 19enne neopatentato e per lui scatta la doppia decurtazione dei punti dalla patente) sono stati denunciati per guida in stato di ebbrezza alcolica in quanto risultati positivi all’alcooltest. A carico di due di loro è scattato anche il sequestro dell’auto. Infine 4 ragazzi di età compresa tra i 16 ed i 19 anni, tutti cuneese e studenti delle superiori, sono stati sorpresi dai carabinieri a fumare alcuni spinelli e in possesso di piccole dosi di marijuana che detenevano per uso personale al Parco Monviso. Lo stupefacente è stato sequestrato e loro segnalati in Prefettura.

Ad Alba altri 4 ragazzi, studenti di età compresa tra i 15 ed i 18 anni, sono stati fermati nel centro storico dai carabinieri. Addosso avevano alcuni spinelli ed altre dosi di hashish. Anche in questo caso a loro carico è stata inoltrata una segnalazione alla Prefettura di Cuneo in quanto assuntori di droga.

Un operaio 20enne albese, fermato in periferia alla guida dell’auto del padre, è risultato positivo sia all’abuso di alcool che all’assunzione di droga prima di mettersi alla guida. A suo carico doppia denuncia e ritiro immediato della patente con decurtazione doppia dei punti trattandosi di neopatentato.

Un 20enne di Chieri ed un romeno 19enne residente a Bra sono stati invece trovati nei pressi di un locale con addosso coltelli a serramanico di genere vietato e per questo denunciati per porto abusivo di armi. Un altro 23enne romeno che vive ad Asti era invece alla guida della sua auto con un tasso di alcolemia pari all’1.6% ed a suo carico è scattato il sequestro del mezzo oltre al ritiro patente.

Infine, un cuoco 25enne di Cuneo, è stato sorpreso alla guida dopo aver assunto una dose di hashish, in parte rinvenuta e sequestrata dai carabinieri all’interno del veicolo. A suo carico denuncia per guida sotto l’influenza di sostanze stupefacenti, ritiro patente e sequestro dell’auto. 

Analoga attività di controllo da parte dei carabinieri è prevista per tutto il prossimo week end e sarà estesa all’intero territorio provinciale. 

 

 http://www.triesteprima.it/cronaca/pattuglioni-polizia-locale-3-marzo-2016.html 

PATTUGLIONI NOTTURNI: 60 VEICOLI FERMATI E 14 SANZIONI TRA ALCOL, VELOCITÀ E ASSICURAZIONI

Venerdì scorso la polizia locale si è sistemata in via San Marco all'incrocio con via Alberti, via Salata e zona San Giacomo: 3 pattuglie in macchina/furgone e una in moto

Redazione TriestePrima

03 marzo 2016 13:43

La Polizia Locale continua a disporre sul campo i “pattuglioni”, controlli speciali nei fine settimana, per garantire la sicurezza di tutti gli utenti della strada. Venerdì scorso le pattuglie si sono sistemate in via San Marco all’incrocio con via Alberti, via Salata e zona San Giacomo. Gli operatori (3 pattuglie in macchina/furgone e una in moto) hanno fermato 60 veicoli, 35 automobili e 25 moto: tra i conducenti, 44

uomini e 16 donne.

Quattordici le sanzioni e tra cui le più gravi:

un 66enne per guida in stato di ebbrezza (V.F.): era al volante della sua auto con un tasso alcolemico di 1,38, quasi 3 volte il minimo consentito (cioè 0,5 g/l): le conseguenze sono un processo (ammenda da 800 a 3200 euro e l'arresto fino a sei mesi) con spese legali, sospensione della patente e decurtazione di 10 punti; 

2 sanzioni per velocità oltre il limite (86 e 84 km/h sul limite di 50), che prevede la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 169 euro e anche la decurtazione di 3 punti patente, e velocità non adeguata alle condizioni di tempo (giorno/notte, pioggia, nebbia,…) e luogo (centro urbano, condizioni della strada, pendenza,…), che prevede la sanzione di 85 euro e cinque punti in meno sulla patente; 

2 per omessa revisione periodica del mezzo (sanzione da 338 euro, veicolo sospeso dalla circolazione fino alla revisione); 

2 per mancanza di assicurazione RCA (sanzione da 848 euro, sequestro amministrativo del veicolo); 

1 per non aver indossato le cinture di sicurezza (sanzione da 81 euro e 5 punti patente in meno).

 

 GUIDA IN STATO DI EBBREZZA

 http://mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/2016/03/03/news/guida-sotto-l-effetto-di-alcol-e-cocaina-operaio-denunciato-1.13060519 

GUIDA SOTTO L’EFFETTO DI ALCOL E COCAINA OPERAIO DENUNCIATO

PIOVE DI SACCO. Si aggrava la posizione di C. A., l’operaio di origine marocchina di 37 anni, residente in città, che un mese fa era stato denunciato per guida senza patente e resistenza a pubblico...

03 marzo 2016

PIOVE DI SACCO. Si aggrava la posizione di C. A., l’operaio di origine marocchina di 37 anni, residente in città, che un mese fa era stato denunciato per guida senza patente e resistenza a pubblico ufficiale. L’uomo, con la sua Lancia Y, si era reso protagonista di una fuga da piazzale Serenissima fino a via Garibaldi, dove si era schiantato contro un’altra vettura. Gli esami cui è stato sottoposto hanno rivelato che era sotto l’effetto di alcool e cocaina. Per lui è scattata l’ulteriore denuncia per guida in stato di ebbrezza e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. (al.ce.)