Rassegna del 3 Marzo 2016

A cura di Roberto Argenta, Guido Dellagiacoma, Alessandro Sbarbada

 REPUBBLICA

Stefano Guarnieri: "Reato omicidio stradale, ora chi ha ucciso mio figlio pagherebbe con la prigione"

Il padre di Lorenzo, il ragazzo ammazzato da un ubriaco, drogato, che guidava contromano: "Se avesse rubato sarebbe finito in galera, invece per quello che ha fatto no. Questa legge è un passo avanti culturale e avrà una forte deterrenza"

di VINCENZO BORGOMEO

ROMA - Stefano Guarnieri fino ad oggi ai convegni sventolava il portafoglio di suo figlio, ucciso da un ubriaco, drogato, che guidava contromano: "Chi ha ammazzato Lorenzo se gli avesse rubato questo sarebbe finito in galera, invece per quello che ha fatto no".

 Ora le cosa cambiano, grazie al vostro impegno?

 "Abbiamo raccolto, insieme ad altre associazioni, 85 mila firme. La dimostrazione che attraversi il lavoro dei cittadini le cose possono cambiare davvero".

Le piace il nome "omicidio stradale"?

 "Moltissimo, dà importanza al reato, un passo avanti culturale che sottolinea come i pirati della strada che fino a ieri la facevano franca, oggi si fanno invece minimo cinque anni di carcere".

Qual è l'altro punto di forza di questa legge?

 "Rende giustizia a chi subisce questa violenza inaudita".

Ma funzionerà?

 "Non ne siamo sicuri ma avrà una forte deterrenza su possibili futuri omicidi stradali. La legge perfetta non esiste e negli anni tutte vanno migliorate. Di certo è un bel risultato, in un Paese come l'Italia dove è difficile cambiare qualsiasi cosa".

 VANITY FAIR

«Per Lorenzo, mio figlio, ucciso da un ubriaco, contromano»

Con l'approvazione del Ddl in Senato, diventa reato l'omicidio stradale. 

Stefano e sua moglie sono stati tra i primi a chiedere che ciò accadesse, dopo che loro figlio Lorenzo è stato travolto da un guidatore ubriaco e drogato

«Mio figlio Lorenzo è stato ucciso da un uomo ubriaco e drogato che guidava contromano, è morto sul colpo», sono dure le parole, ancora piene di dolore di Stefano Guarnieri, padre di Lorenzo, morto nel 2010 dopo essere stato travolto da un'auto, poco prima di tornare a casa insieme ad alcuni amici.

Il via libera del Parlamento all'introduzione del reato di omicidio stradale è una vittoria per Stefano, che insieme a sua moglie è stato tra i primi a presentare la proposta di legge, che contava tra i primi firmatari Matteo Renzi. In ricordo di suo figlio, ma soprattutto per fermare il crescente numero delle vittime della strada. Una strage continua che solo nel 2015 ha contato 700 morti e 50 mila feriti, in base ai dati diffusi dall'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada.

La sera in cui non è più tornato a casa, Lorenzo, 17 anni e mezzo, era uscito insieme ad alcuni amici. Stava tornando a casa quando è stato travolto in pieno da Piero Passerò, un uomo di 45 anni che guidava sotto l'effetto di alcol e droghe. Pochi istanti dopo, al padre di Lorenzo è arrivata la telefonata che non dimenticherà mai più. 

«Ero a casa, a chiamarmi è stato uno degli amici che era uscito con Lorenzo, mi ha detto che c'era stato un incidente grave, io sono subito corso sul posto e ho visto mio figlio, a terra, già privo di vita, morto sul colpo. È stato tutto molto rapido e tragico allo stesso tempo».

Con le nuove misure aumentano oggi le pene se chi guida è ubriaco o drogato: da 3 a 5 anni per lesioni gravi e da 4 a 7 per quelle gravissime; chi guida in stato di ebbrezza grave, con un tasso alcolemico oltre 1,5 grammi per litro, o sotto effetto di droghe, rischierà da 8 a 12 anni di carcere. «La persona che ha ucciso Lorenzo - spiega Stefano Guarnieri - è stata condannata a 2 anni e 8 mesi ma per il nostro ordinamento ciò significa servizi sociali, non un giorno di carcere o arresti domiciliari. La patente gli è stata revocata per tre anni quindi oggi può guidare tranquillamente».

L'unico contatto che i genitori di Lorenzo hanno avuto con quell'uomo è stata una lettera. «Scritta probabilmente dal suo avvocato, all'interno non c'erano scuse di nessun tipo, diceva solo che si era trattato di un incidente».

Un incidente che ha distrutto la vita di una famiglia intera e di un ragazzo di 17 anni pieno di sogni e voglia di vivere, che stava finendo il quarto anno di liceo scientifico, giocava a pallavolo e fra tutti gli sport amava soprattutto il calcio e la Fiorentina. «Sicuramente questa vittoria in Senato ci emoziona ma il dolore cronico per la perdita di nostro figlio non se ne andrà mai».

 

 NOVE DA FIRENZE

Omicidio Stradale: alcol e droga alla guida, atto criminale

Revoca della patente da 10 a 30 anni, chi fugge aggrava la sua posizione penale

Un nuovo reato, con pene certe e severe. Una normativa che rendesse più aspre le pene per coloro che causano incidenti mortali sulle strade, una proposta battezzata a Firenze e sposata dall'ex sindaco oggi Presidente Matteo Renzi.

Chi si mette alla guida del proprio mezzo, sotto l'effetto di alcolici e stupefacenti, "deve essere equiparabile a chi imbraccia un'arma" hanno sostenuto più volte ed a più voci le associazioni proponenti. 

L'Associazione Lorenzo Guarnieri ASAPS e l'Associazione Gabriele Borgogni oggi esultano, commosse.

 "Il termine appropriato del nostro sentimento oggi sarebbe di entusiasmo per l’approvazione della legge sull’omicidio stradale dopo 4 anni dalla prima raccolta delle firme da parte delle Associazioni Lorenzo Guarnieri, ASAPS e Gabriele Borgogni con battesimo a Firenze (e primo firmatario l’allora sindaco della città gigliata Matteo Renzi), per questa legge che ha avuto un percorso complesso e difficile, fatto prima di indifferenza assoluta e poi di pressioni ondivaghe per arrivare infine ad un risultato positivo grazie anche a una forte volontà del governo. Ma oggi mettiamo al bando i trionfi e ci limitiamo ad esprimere un più sobrio sentimento di viva soddisfazione per questa legge che rivoluziona totalmente il peso delle responsabilità a carico di quanti uccidono sulla strada dopo aver commesso alcune violazioni gravi, prime fra tutte gli abusi di alcol e droga. Finalmente si passa dalla certezza dell’impunità alla quasi certezza della sanzione penale, accompagnata da una revoca della patente che se non sarà ergastolo, sarà costituita comunque da un numero di anni (da 10 a 30) assolutamente dissuasivo. Sappiamo che le leggi perfette non esistono. Siamo certi che questa sofferta legge, fortemente sostenuta dalla grande maggioranza degli italiani, rappresenta una svolta dovuta e necessaria sul carico delle responsabilità dei conducenti che assumono rischiosi comportamenti di guida e in qualche caso anche atteggiamenti di sfida. Oggi per altro diventa finalmente sconveniente la fuga dopo l’incidente in particolare per il numero di anni di revoca della patente a carico del pirata della strada. Come tutte le leggi che impattano sulla sicurezza in genere ci vorrà un po’ di tempo per valutarne l’efficacia e dovrà essere affiancata da campagne di comunicazione, prevenzione e controlli. Si dovrà applicare il principio delle medicine: l’efficacia delle quali si vede solo dopo la somministrazione. Una cosa è però certa, si eleverà in modo concreto il livello di giustizia per le vittime della strada e per i loro familiari. L’omicidio stradale farà capire anche ai più distratti e distanti che chi causa incidenti in situazioni con elevato profilo di rischio pagherà il conto dovuto alla giustizia e che il reato di omicidio o lesioni da incidente stradale ha assunto una nuova dignità nel panorama della giustizia. Ci è infine doveroso ringraziare i cittadini che ci hanno sostenuto in questi anni di impegno duro sul quale però non abbiamo mai perso la fiducia. Un grazie anche ai parlamentari che hanno votato il provvedimento, al governo per averlo messo nell’agenda politica e anche a tante altre associazioni che hanno condiviso il nostro percorso come ad esempio l’Associazione Massimo Massimi da un anno al nostro fianco. E’ stata una battaglia dura a volte aspra ma ci siamo spesi con tutte le energie disponibili. Ne valeva la pena: non sappiamo con certezza se ora la strada sarà più sicura, sicuramente sarà più giusta!".

“La notizia che il Senato ha definitivamente approvato la legge sull’omicidio stradale è una bellissima notizia” così il presidente del Consiglio regionale della Toscana, Eugenio Giani, a seguito dell’approvazione, a palazzo Madama, del ddl che introduce il reato di omicidio stradale. “Il Consiglio si era, nel suo piccolo, già impegnato in questo senso – aggiunge Giani – approvando una mozione. L’impegno con il quale noi e questo governo si è dedicato alla questione è dovuto alle famiglie delle tante vittime della strada. Oggi un altro e decisivo passo è stato fatto”.

 

 IL SOLE 24 ORE

Vino, dal metanolo al successo

Ormai per l’intera agricoltura è un vero e proprio mantra, il modello cui guardare per lasciarsi le crisi alle spalle. Ma il successo che vanta oggi il vino made in Italy, riconosciuto in tutto il mondo, è frutto di una lunga parabola che affonda le radici nel tempo. Trent’anni fa lo scandalo del metanolo (23 vittime e decine di intossicati) rappresentò il punto più basso da cui ripartire, come ricordato ieri dalla Coldiretti con il convegno dal titolo evocativo “Accadde domani, a 30 anni dal metanolo, il vino e il made in Italy verso la qualità”, per raccontare come una crisi possa anche rappresentare un trampolino di rilancio verso una lunga serie di successi. Il turnaround messo a segno dal vino italiano è tutto nei numeri: nel 1986 l’Italia produceva77 milioni di ettolitri che oggi sono scesi a 47 in linea con i consumi pro capite passati dai 68 degli anni Ottanta ai 37 di oggi. (*) Ma il calo produttivo e dei consumi ha portato con sé un’esplosione dei valori, trainati dall’export passato da un valore di 800 milioni di euro nel 1986 ai 5,4 miliardi del 2015 (+575%). E spinto dall’export è volato l’intero giro d’affari del settore passato dai 4 miliardi di euro di trent’anni fa ai 9,4 di oggi. Una parabola che ha avuto come costante la crescita della qualità testimoniata dal boom delle etichette Doc e Docg che erano il 10% della produzione totale negli anni ’80 e sono il 35% oggi. Un valore che aggiungendo il dato dei vini Igt, porta la quota del vini certificati sul totale al 66 per cento. E forse ancora più significativi sono i numeri per i quali non è possibile effettuare un confronto e cioè le cifre relative a quelli che oggi sono veri e propri fenomeni nel settore e che nel 1986 non esistevano. Come l’enoturismo che lo scorso anno ha coinvolto 3 milioni di persone, o come ancora il vino biologico, sconosciuto fino a qualche decennio fa e che nel 2015 ha riguardato in Italia una superficie di 72mila ettari. Il progressivo rafforzamento della qualità dei prodotti è spesso andato di pari passo con l’innovazione tecnologica con importanti soluzioni introdotte nel settore e ricordate dalla stessa Coldiretti: dall’avvento della bag in box ai tappi innovativi e alle tecnologie per garantire la tracciabilità dei vini. Non sono mancate le soluzioni più strane come le bottiglie invecchiate sul fondo del mare o la messa a punto di prodotti della cosmesi a base di vino. Idee che, se non hanno aperto nuove fette di mercato, sono però rappresentative del sempre maggiore peso rivestito in questi anni nel settore dalle politiche di marketing. “I successi non ci fanno dimenticare - ha detto il presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo - che c’è ancora molto da fare. Accanto alle leadership nelle esportazioni e nella qualità, il vino vanta anche il primato non proprio invidiabile della burocrazia. Il numero di giornate lavorative oggi dedicate dai produttori alle incombenze burocratiche è arrivato a 70 l’anno. Un’enormità. Ci aspettiamo su questo fronte un deciso cambio di passo a cominciare dal Testo unico del vino tante volte annunciato ma finora rimasto ancora sulla carta”. “È importante ricordare il percorso compiuto dal vino - ha aggiunto il ministro per le Politiche agricole, Maurizio Martina - soprattutto a quei settori come zootecnia e ortofrutta che oggi non vedono vie d’uscita alla loro crisi. Proprio come non ne vedeva il vino nel 1986. Ma non dimentichiamo le sfide future. A cominciare dalla qualità che non è un dato acquisito come non è vinta la partita della semplificazione come non è chiuso il capitolo sulla ricerca. Anzi, penso che proprio la filiera del vino dimostri il contrario visto che il sequenziamento del genoma della vite è stato realizzato in questi anni in Italia e questo spiega che c’è una via italiana alla ricerca e non passa certo dall’oscurantismo”. 

Autore: Giorgio dell’Orefice

 (*) Nota: per la precisione siamo a 33 litri annui pro capite.

 

 TARGATOCN

Alcol e droga: tutti giovanissimi i ragazzi denunciati in nottata dai carabinieri di Alba e Cuneo

Nottata di intensi controlli quella appena trascorsa per i carabinieri, in particolare tra le città di Cuneo e di Alba. 

Complessivamente sono state denunciate 10 persone, soprattutto giovani: la contestazione per loro è l’abuso di alcool o di droghe alla guida e porto abusivo di armi; segnalati anche 8 ragazzi trovati in possesso di droga per uso personale o che stavano fumando spinelli. 

A Cuneo, nei pressi della stazione, sono stati fermati e controllati due ragazzi di 20 anni, di nazionalità rumena. Per loro è scattata la denuncia di porto abusivo d'armi in quanto trovati in possesso di coltelli di genere proibito. Le armi sono state sequestrate. 

Altri tre giovani cuneesi, di età compresa tra i 19 ed i 23 anni (il 19enne neopatentato e per lui scatta la doppia decurtazione dei punti dalla patente) sono stati denunciati per guida in stato di ebbrezza alcolica in quanto risultati positivi all’alcooltest. A carico di due di loro è scattato anche il sequestro dell’auto. Infine 4 ragazzi di età compresa tra i 16 ed i 19 anni, tutti cuneese e studenti delle superiori, sono stati sorpresi dai carabinieri a fumare alcuni spinelli e in possesso di piccole dosi di marijuana che detenevano per uso personale al Parco Monviso. Lo stupefacente è stato sequestrato e loro segnalati in Prefettura. 

Ad Alba altri 4 ragazzi, studenti di età compresa tra i 15 ed i 18 anni, sono stati fermati nel centro storico dai carabinieri. Addosso avevano alcuni spinelli ed altre dosi di hashish. Anche in questo caso a loro carico è stata inoltrata una segnalazione alla Prefettura di Cuneo in quanto assuntori di droga. 

Un operaio 20enne albese, fermato in periferia alla guida dell’auto del padre, è risultato positivo sia all’abuso di alcool che all’assunzione di droga prima di mettersi alla guida. A suo carico doppia denuncia e ritiro immediato della patente con decurtazione doppia dei punti trattandosi di neopatentato. 

Un 20enne di Chieri ed un romeno 19enne residente a Bra sono stati invece trovati nei pressi di un locale con addosso coltelli a serramanico di genere vietato e per questo denunciati per porto abusivo di armi. Un altro 23enne romeno che vive ad Asti era invece alla guida della sua auto con un tasso di alcolemia pari all’1.6% ed a suo carico è scattato il sequestro del mezzo oltre al ritiro patente. 

Infine, un cuoco 25enne di Cuneo, è stato sorpreso alla guida dopo aver assunto una dose di hashish, in parte rinvenuta e sequestrata dai carabinieri all’interno del veicolo. A suo carico denuncia per guida sotto l’influenza di sostanze stupefacenti, ritiro patente e sequestro dell’auto. 

Analoga attività di controllo da parte dei carabinieri è prevista per tutto il prossimo week end e sarà estesa all’intero territorio provinciale. 

 

 RADIO NUOVA MACERATA

Giovani e alcol, il 60% si ubriaca almeno una volta al mese

Nell’ambito del progetto “Stammibene” del Dipartimento dipendenze patologiche dell’Area Vasta 3 sono state rivolte, in forma anonima, delle domande a un campione di ragazzi tra i 14 ed i 17 anni da cui è scaturito un quadro poco rassicurante del rapporto esistente tra giovani e alcol. Il 40% dichiara di essersi ubriacato almeno una volta al mese ed il 17% di averlo fatto almeno una volta alla settimana mentre il 43% ha dichiarato di non averlo mai fatto. Tra le domande c’erano anche quelle relative all’uso di stupefacenti con il 41% degli interpellati che ha fatto uso di hashish o marijuana ed il 7% di cocaina. Dati, che sottolineano gli esperti, debbono essere valutati con prudenza considerando che si tratta di un campione di ragazzi e di non generalizzare.

 

 ROMAGNANOI

Alcol e coltellate in pieno centro

Una lite in pieno centro a Faenza ieri sera, provocata dall’alcol è finita nel sangue. Il principale protagonista della burrascosa serata è stato un marocchino di 31 anni che dopo aver bevuto in abbondanza ha ingaggiato una lite per futili motivi con un connazionale nei pressi di un bar in via Naviglio. Prima gridi, ingiurie poi botte fino a quando non ha tirato fuori il coltello è ha iniziato a sferrare fendenti.

Le coltellate non hanno colpito il bersaglio bensì un altro connazionale 40enne che era intervenuto per sedarlo prima che la lite finisse in una tragedia. L’uomo trasportato in ambulanza al pronto soccorso, dopo le cure è stato dimesso con cinque giorni di prognosi: fortunatamente si è trattato di ferite superficiali.

Quando sono arrivati sul posto i carabinieri il 31enne si era già dileguato ma le telecamere di video sorveglianza sul posto hanno ripreso tutto e ora l’aggressore dovrà rispondere di lesioni personali aggravate e porto illegale di arma da taglio.

 

 UNIONE SARDA

Cagliari, ubriaco e senza patente scappa all'alt dei carabinieri ma si schianta durante l'inseguimento: pregiudicato in manette

Non ha mai conseguito la patente eppure guidava completamente ubriaco. Così quando attorno alle 5.30 di questa mattina Mauro Sollai, 42 anni, pluripregiudicato di Monserrato, è incappato in un posto di blocco dei carabinieri in viale Monastir, si è dato alla fuga, imboccando a folle velocità la statale 554. 

La sua corsa si è però conclusa dopo qualche chilometro: arrivato al bivio per Is Corrias ha perso il controllo dell'auto e si è schiantato contro un marciapiede. A quel punto è sceso e ha provato a scappare a piedi, ma i militari del nucleo Radiomobile, che erano rimasti incollati ai tubi di scarico della sua auto, lo hanno raggiunto quasi subito.

Sollai però non si è arreso e ha ingaggiato una colluttazione con gli uomini in divisa, ferendone lievemente due. Alla fine è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e guida in stato di ebbrezza.

 

 IL GIORNO Lodi

Ubriaco torna a casa e spara al soffitto della sua camera

di P.A.

Graffignana (Lodi), 3 marzo 2016 - Torna a casa ubriaco e spara al soffitto della sua camera. E' successo questa notte, poco dopo mezzanotte, in un'abitazione a Graffignana, poco fuori dal paese, verso la collina. Protagonista un uomo di 47 anni che, dopo aver alzato un po' troppo il gomito, è con una pistola di piccolo calibro (6.35) che deteneva illegalmente ha esploso un colpo.

La madre che vive con lui, spaventata, si è rifugiata da un parente e ha allertato i soccorsi. Sono intervenuti i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile con le stazioni di Sant’Angelo e Borghetto. I militari sono riusciti a convincerlo a scendere in strada, dove è stato identificato e perquisito. Poi col metal detector hanno controllato la casa e le pertinenze per verificare l'eventuale presenza di altre armi detenute illegalmente. Il 47enne è stato denunciato per lo sparo in casa e la detenzione dell’arma su cui sono in corso ulteriori accertamenti. La vicenda è ora nelle mani della stazione dei carabinieri di Borghetto Lodigiano.

 

 IVG.IT

Ubriaco forza il blocco, scappa, cade in una scarpata e picchia i carabinieri: un arresto ad Albenga 

A finire in manette un 29enne, che nella rissa ha anche ferito un militare: ha patteggiato 5 mesi di reclusione

Albenga. Prima la fuga dal posto di blocco, poi il “volo” in una scarpata, quindi la rissa con i carabinieri. Infine l’arresto. E’ terminata dunque in manette, al termine di un rocambolesco inseguimento, la nottata di un 29enne marocchino, Ahmed El Hamdaoui, che si era messo ubriaco alla guida del proprio scooter insieme ad un amico.

Ad arrestarlo sono stato i carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Albenga, durante un controllo del tratto stradale del Lungo Centa Dante Alighieri. I militari hanno intimato l’alt a due nordafricani che procedevano contromano in sella ad un motociclo: i centauri però hanno deciso di forzare il posto di blocco e di darsi pertanto alla fuga.

Ne è nato un lungo inseguimento, circa 3 km, che è terminato nei pressi dell’ex tribunale sull’Aurelia. Lì i due nordafricani, che già avevano più volte corso il rischio di fare incidenti con una condotta di guida sconsiderata, hanno perso il controllo dello scooter finendo la corsa in una piccola scarpata.

Nelle fasi concitate che sono seguite il passeggero è riuscito a dileguarsi mentre il conducente, El Hamdaoui, ha ingaggiato una colluttazione con i militari, brandendo il casco al fine di non farli avvicinare e ferendo uno dei due carabinieri ad una mano (è stato dimesso con una prognosi di 5 giorni). Alla fine il 29enne è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale lesioni personali e guida in stato di ebbrezza alcolica: nel suo sangue è stato riscontrato un tasso di alcolemia tre volte superiore al limite consentito.

All’arrestato (che guidava senza patente e privo di copertura assicurativa) sono state inoltre contestate 6 violazioni al codice della strada che hanno comportato il sequestro amministrativo del mezzo che conduceva. Questa mattina è stato processato per direttissima in Tribunale a Savona. El Hamdaoui, che questa mattina in aula si è presentato coi segni dell’incidente ben evidenti sul volto, ha patteggiato 5 mesi di reclusione.

I controlli notturni dei carabinieri ingauni continueranno nei prossimi giorni, e quelli su strada verranno intensificati.

 

 GAZZETTA DI REGGIO

Ubriaca, entra con l'auto nella caserma della Polstrada

Reggio Emilia: dopo aver zigzagato al volante della sua auto, una quarantottenne reggiana, finisce dentro il cortile della Polizia Stradale. Aveva bisogno di una informazione stradale: alla fine è stata denunciata per guida in stato di ebbrezza, le è stata ritirata la patente e ha dovuto farsi accompagnare a casa da un amico

REGGIO EMILIA. Qualcuno l'aveva già notata, quell'auto che, con andatura decisamente incerta, vagava per la circonvallazione di Reggio Emilia. Sembrava l'auto di chi aveva poca dimestichezza con le marce e di chi cercasse, procedendo lentamente e un po' a zig-zag, un indirizzo che non conosceva. Poi ad accorgersi di quell'auto sono stati gli agenti della polizia stradale. Loro malgrado, verrebbe da dire: a fermare l'auto, con al volante una donna, non è infatti stata una delle tante pattuglie adibite al controllo stradale. E' stata infatti la donna, una 48enne di Reggio Emilia, a imboccare l'ingresso... del Comando della polizia stradale.

La parcheggiata "sportiva", e poi la donna che scende con l'andatura incerta: è bastato questo agli agenti della Polstrada per capire che qualcosa non andava. Agli agenti la donna ha chiesto una informazione stradale e loro hanno capito, dall'alito, che lei doveva aver alzato decisamente il gomito.

Sottoposta all'alcoltest negli uffici della Stradale, la donna è risultata positiva ed stata quindi denunciata per guida in stato di ebbrezza. La prima conseguenza di questa denuncia, è stato il ritiro della patente. La macchina è stata affidata a un amico della donna, contattato dagli stessi agenti, che ha avuto il compito di riaccompagnarla a casa.

 

 IL CENTRO

Pescara, si ubriaca e picchia la moglie ma lei non vuole denunciarlo

Un uomo di 52 anni con problemi di alcolismo arrestato dalla polizia in via Settembrini

PESCARA. Una coppia tranquilla, fino a poco tempo fa. Poi l’alcol ha rovinato tutto. Sono cominciate le violenze, in casa, la donna è stata aggredita in diverse occasioni e, per sistemare le cose, è stato più volte necessario l’intervento della polizia. Poi due sere fa il marito violento è stato arrestato ed è finito in carcere, dopo aver picchiato la donna.

È successo in via Settembrini e l’uomo bloccato dal personale della squadra Volante è un 52enne romeno, di cui non viene fornito il nome a tutela della moglie. 

Dopo essere stata aggredita, martedì, si è chiusa in camera da letto e ha composto il 113 per chiedere alla polizia di raggiungere l’abitazione e salvarla dalla furia dell’uomo, che aveva bevuto molto. Un problema, quello dell’alcolismo, che da qualche tempo a questa parte avrebbe stravolto gli equilibri familiari, dopo circa trent’anni di matrimonio e nessun problema con la giustizia per il 52enne, che ha un lavoro regolare.

Quando l’uomo esagera e alza troppo il gomito, per problemi e situazioni che non si conoscono (*), diventa violento, se la prende con la donna ma lei non ha avuto e non ha il coraggio di denunciarlo, pur essendo finita in ospedale. Non lo ha fatto in passato e non lo ha fatto neppure l’altra sera, quando gli agenti, diretti da Dante Cosentino, l’hanno trovata con una ecchimosi sullo zigomo e sull’occhio destro e con la fronte gonfia. Una volta al sicuro ha raccontato di essere stata non solo aggredita, con botte sferrate al volto e al torace, ma anche minacciata di morte. È riuscita a liberarsi, a fuggire da quella scarica di pugni, e si è rifugiata in camera da letto. Lì ha preso il telefono e ha chiesto aiuto. Per lei è stato necessario il trasporto in ospedale, dove è stata medicata e sottoposta a una serie di accertamenti, dopodiché è stata dimessa ma ne avrà per trenta giorni, prima di guarire, avendo una serie di ferite e fratture. Nelle ore successive al pestaggio si è sfogata con la polizia, raccontando di questo e altri episodi di violenza. Gli agenti della Volante conoscevano già la situazione della donna, essendo intervenuti in alcune occasioni nell’alloggio della coppia. Un precedente risale a pochi giorni fa, quando è stata strattonata e percossa dal marito ma all’arrivo della pattuglia non ha voluto né sporgere denuncia né farsi medicare. Un altro episodio risale a qualche mese fa, segno di una brutalità non occasionale. Una volta riferito tutto la vittima ha deciso di non firmare il verbale. Non intende denunciare il marito ma l’uomo è stato comunque arrestato per lesioni e maltrattamenti in famiglia.

 (*) Nota: il più delle volte non si beve in conseguenza dei problemi, ma si hanno dei problemi in conseguenza al bere.

 

 NEWS BIELLA

Ubriaca finisce a terra e il cane la veglia

Troppo ubriaca per reggersi in piedi, scivola a terra, perde conoscenza e viene vegliata dal suo cane. E’ successo ieri, martedì 2 marzo, a Cossato, dove carabinieri e ambulanza del 118 sono intervenuti per soccorrere una donna di 48 anni, poi trasportata in ospedale. L'animale, invece, è stato affidato alle cure dei volontari del canile.