Rassegna del 2 Marzo 2016

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

La legge sull’omicidio stradale appena approvata rappresenterà un punto fermo nella prevenzione della guida in stato di ebbrezza, e non solo.

Nata dal basso, come poche altre leggi - approvata sulla spinta di manifestazioni, raccolte di firme e per l’impegno personale di chi ha vissuto in prima persona le tragedie della strada - non mancherà di essere monitorata anche nella sua applicazione. 

Difficile ora dire quale sarà la sua efficacia nel ridurre gli incidenti stradali. Noi speriamo in un effetto positivo, come fu quello della patente a punti; senza l’aggiunta di deroghe, modificazioni e pene alternative. 

Ci aspettiamo che contribuisca a diffondere il sacrosanto principio “se guido non bevo”; sarà un ulteriore e importante passo verso la riduzione del consumo di alcolici, origine di tutte le patologie alcol correlate. 

LA REPUBBLICA

Omicidio stradale, il governo chiede la fiducia ed è legge

Approvato il DDL. "Per Lorenzo, per Gabriele, per le vittime della strada. Per le loro famiglie. L'omicidio stradale è legge.

#Finalmente". scrive su Twitter Matteo Renzi 

di VINCENZO BORGOMEO

02 marzo 2016 - Omicidio stradale, il governo chiede la fiducia ed è legge Diventa legge l'Omicidio stradale: l'Aula del Senato ha approvato la fiducia sul famoso DDL che introduce il reato con 149 voti favorevoli, 3 contrari e 15 astenuti. "Per Lorenzo, per Gabriele, per le vittime della strada. Per le loro famiglie. L'omicidio stradale è legge.

#Finalmente". scrive su Twitter Matteo Renzi.

IL SONDAGGIO, pene giuste o troppo severe?

Il "finalmente" si riferisce all'iter complicato, complicatissimo di un DDL voluto all'inizio da tutti e poi ostacolato senza esclusione di colpi da più parti. Al punto che perfino in mattinata il senato aveva respinto la proposta di sospensiva sul DDL chiesta dal senatore Carlo Giovanardi (Gal) che aveva definito il testo "squilibrato" e aveva chiesto il ritorno in commissione. Respinta la sospensiva, è iniziata la discussione generale.

LA SCHEDA

Ma il calvario dell'approvazione di questa norma non era finito: il senatore Lucio Malan (Fi) ha chiesto nuovamente la verifica del numero legale. Il presidente Pietro Grasso ha verificato il conteggio e subito dopo è iniziata la discussione generale sul provvedimento. Nel frattempo il governo decide di chiedere il voto di fiducia - scatenando altre polemiche - e quindi si arriva all'approvazione.

Al senatore Carlo Giovanardi, che all'annuncio della fiducia aveva urlato "vergognatevi", il ministro per i Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi aveva replicato: "Non ci vergogniamo di mettere nelle mani di un provvedimento che tutela le vittime di incidenti stradali il lavoro del governo". Ed è solo l'ultimo atto di un percorso ad ostacoli. E già perché dopo il primo via libera della Camera, l'Ok del Senato dello scorso dicembre ora il DDL sul nuovo reato di omicidio stradale è tornato di nuovo dalla Camera, in quella che è stata la quarta lettura.

Un percorso lunghissimo, quasi record perché ricordiamo che l’approvazione della legge sull’omicidio stradale è arrivata dopo 4 anni dalla prima raccolta delle firme da parte delle Associazioni Lorenzo Guarnieri, ASAPS e Gabriele Borgogni. Il primo firmatario fu l’allora sindaco della città gigliata Matteo Renzi che fra l'altro - primo caso nella storia della Repubblica Italiana - parlò di sicurezza stradale nel suo discorso di insediamento.

 

UNIONE SARDA

Ozieri, carnevale senza alcol: nel 2016 un solo ricovero in ospedale 

Archiviato il carnevale ozierese, dall'Ospedale Segni arrivano dati confortanti per quanto riguarda i ricoveri per abuso di alcol da parte di minorenni. 

Nel Pronto soccorso, a partire dal 2013, gli accessi nei giorni delle sfilate da parte di minorenni in coma etilico sono passati da una media costante di oltre 10 casi all'anno a pochi episodi isolati: si parla infatti di tre ricoveri nel 2014, due nel 2015 e di un unico caso nel carnevale appena passato. (*) 

Un trend sempre più positivo, dovuto anche al nuovo regolamento della sfilata stilato dall'Associazione Jogos, che pone una certa attenzione sulla questione dell'assunzione di alcolici da parte dei minorenni durante l'evento.

di Francesco Satta 

(*) Nota: chi l’avrebbe mai detto? Diminuendo l’offerta di alcolici diminuiscono i problemi alcol correlati. 

NAPOLIKE.IT

Ruta de Limoncello, tour guidato e cicchetti alcolici al centro storico di Napoli

Di Bruna Di Matteoin Cultura, Visite Guidate a Napoli

02 mar 2016 - Un bellissimo tour guidato e deliziosi cicchetti di Limoncello attendono tutti i napoletani tra le strade della città!

Il prossimo 17 marzo 2016, il centro storico di Napoli sarà il protagonista della “Ruta de Limoncello”, lo speciale walking tour accompagnato da una gustosa bottiglia di Limoncello.

L’iniziativa, a cura di ErasmusLand, permetterà a tutti i partecipanti di bere un cicchetto di liquore Limoncello per ogni chiesa incontrata durante il tragitto guidato che, per l’occasione, sarà simpaticamente denominata “Stazione Alcolica Ecclesiastica”.

Uno speciale viaggio metropolitano che permetterà di conoscere non solo i luoghi più belli presenti nel cuore cittadino partenopeo, ma anche di riscoprire la tradizione rappresentata dal Limoncello, la storica bevanda campana a base di alcol etilico, scorze di limone, acqua e zucchero, conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo.

Inoltre, l’itinerario sarà reso ancor più allegro da simpatici giochi alcolici e tante sorprese che trasformeranno il cammino in una vera e propria festa che terminerà al Rootz Klab dove continuerà il divertimento, l’euforia e la voglia di conoscenza.

Programma

Appuntamento davanti al Duomo ore 22:00 

Partenza tour ore 22:30

Itinerario con Stazioni Alcoliche Ecclesiastiche

Arrivo a P.zza del Gesù Nuovo

Entrata gratuita al Rootz Klab

Festeggiamenti e tanta ebbrezza 

 

ILSOLE24ORE

La salute è un diritto o un dovere?

di Francesca Cerati

2 marzo 2016 - Nonostante i progressi ottenuti nella prevenzione e nella gestione, le malattie croniche stanno aumentando. Entro il 2030, le stime indicano che nell’Unione europea 52 milioni di persone moriranno a causa di una malattia cronica. Come possiamo invertire questa “epidemia”?

Innanzitutto, i cittadini possono imparare ad aiutare se stessi. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ciascuno di noi può ridurre fino all'80% l'insorgenza di ictus e diabete di tipo 2 evitando i fattori di rischio (tabacco, alcol e cibo spazzatura), e praticando 30 minuti di esercizio fisico ogni giorno. Già, ma come si incoraggiano le persone ad adottare scelte di vita più sane? L'idea di collegare le prestazioni dei servizi sanitari sulla base di “comportamenti sani” è da sempre oggetto di dibattito. Valutare i comportamenti è infatti tutt'altro che semplice. Il primo problema è il monitoraggio e i parametri. Se si accetta un'autocertificazione, che peso hanno l'ambiente in cui si vive e il contesto sociale? Se non si accettano le autocertificazioni, si rischia di incorrere in una violazione della privacy e della libertà personale. 

Altro punto di discusione è il tema della responsabilità. È il singolo che deve essere più responsabile circa le proprie scelte di vita o sono i governi a dover attuare misure opportune? Alcuni governi in Europa sono già intervenuti, per esempio vietando il fumo nei locali pubblici, o applicando oneri fiscali pesanti su tabacco e alcolici. Altri hanno preso provvedimenti riguardo le informazioni nutrizionali presenti sulle confezioni degli alimenti lavorati. Austria, Ungheria, Islanda, Norvegia e Svizzera hanno seguito l'esempio della Danimarca, che nel 2003 è stato il primo paese al mondo a vietare i grassi insaturi.

In Islanda invece grazie a un programma televisivo (LazyTown) e a un app - che ha come protagonista il supereroe “Sportacus” che motiva i bambini a mangiare cibi sani e a muoversi di più - hanno ridotto il tasso di obesità infantile. 

I progetti per influenzare le scelte del pubblico verso stili di vita sani in questi anni si stanno dunque moltiplicando. Ma da soli i cittadini non possono farcela. Occorrono paternariati tra istituzioni pubbliche, private e del terzo settore per creare società più sane e affrontare le grandi questioni sociali. A partire dagli inquinanti ambientali (insetticidi, pesticidi, fertilizzanti); dagli additivi artificiali utilizzati in campo alimentare, (zucchero raffinato e acidi grassi insaturi); e dall'inquinamento atmosferico, che è responsabile di 400.000 morti premature in Europa ogni anno.

Cittadini, politici, operatori sanitari, aziende e altri soggetti interessati sono quindi tutti chiamati nel prevenire e gestire al meglio le malattie croniche. Per farlo, però, vanno risolti alcuni punti chiave: quali azioni possono o devono pregiudicare i diritti e le responsabilità dei cittadini? L'accesso all'assistenza sanitaria gratuita dovrebbe essere legata a uno corretto stile di vita? Oppure chi consuma alcolici, fuma, o mangia cibi con alto contenuto in zucchero, sale e acidi grassi insaturi dovrebbero pagare di più per l'assistenza sanitaria? Sarebbe una violazione della privacy dimostrare che il nostro stile di vita è virtuoso? Oppure sono i governi e le imprese a non fare abbastanza per informare i cittadini sui fattori di rischio delle malattia croniche? Dateci il vostro parere rispondendo al questionario REIsearch 

 

LA NUOVA VENEZIA

Prosecco e birra a 16 anni: al bar multa di 330 euro (*) 

I vigili urbani hanno deciso controlli più severi nei locali per combattere l’alcolismo giovanile, gli esercenti rischiano tre mesi di chiusura 

di Matteo Marcon 

MOGLIANO, 02 marzo 2016 - Un bicchiere di prosecco in mano a lei, una birra per la sua amica. Fino a pochi anni fa niente sarebbe stato più normale, al sabato pomeriggio, nell'orario dell'aperitivo: ma ora in situazioni come questa scatta la multa. L'usanza dello spritz hour è severamente vietata dalla legge per tutti i minori di 18 anni e, a Mogliano, la polizia locale non perdona. Siamo nel bar centrale nel lato sud di piazza Caduti e quelle due ragazze col bicchiere in mano, sopra i 16 anni ma non ancora maggiorenni, sono state notate dagli agenti durante un pattugliamento a piedi nel centro storico. È il sabato pomeriggio del “Carnevale mancato” moglianese, con la sfilata dei carri rinviata al 5 marzo: malgrado il maltempo i bar del centro si popolano per l'aperitivo. Ma quel prosecco e quella birra no, non dovevano essere serviti. I casi di alcolismo giovanile, gli abusi con questa sostanza che si sono riscontrati sempre in più tenera età hanno convinto i legislatori ad applicare un severo giro di vite. Da qualche anno il divieto di somministrazione alcolici è stato innalzato dai 16 ai 18 anni. Per il gestore della Tavernetta è scattata dunque la sanzione di legge, quantificata in 330 euro. In caso di recidiva è prevista la sospensione dell'attività per tre mesi.

(*) Nota: sempre più spesso gli alcolici vengono chiamati per il loro nome. È un buon segnale; l’idea che gli alcolici facciano male, ma il vino e la birra no, sta passando.