Rassegna del 1 Marzo 2016

A cura di Roberto Argenta, Guido Dellagiacoma, Alessandro Sbarbada

 LA VOCE DI MANTOVA

La protesta dello scrittore Alessandro Sbarbada

L’eredità e il litro di vino che non fa male

Ad accorgersi della bufala, questa volta, diffusa dalla Rai è Alessandro Sbarbada, insegnante e scrittore mantovano, esperto di problemi di alcol e volontario in un club di alcolisti in trattamento, che ha curato insieme allo psichiatra Enrico Baraldi due pubblicazioni dedicate al vino e agli alcolici: "Vino e bufale" (2009) e "La casta del vino. 111 informazioni utili per non farsi imbottigliare" (2011) edite da Stampa Alternativa. Proprio con Baraldi ha partecipato a Festivaletteratura perché esperti dei danni che arreca l'alcool. La bufala in questione è stata inviata in onda qualche giorno fa sulla Rai nella trasmissione molto seguita intitolata "L'eredità". Sbarbada tramite il suo profilo di Facebook invita tutti a cliccare sul link della trasmissione, vedere cosa è stato detto di così incredibile e poi a mobilitarsi per protestare. <<L’eredità, in preserale al sabato su Rai Uno, rilancia la bufala del litro di vino che, secondo l’OMS, non farebbe male. Noi - spiega il professore e lo scrittore Alessandro Sbarbada - sappiamo bene che si tratta della bizzarra teoria di un singolo, tale Kari Poikolainen, mentre l’OMS, quella vera, in tutti i suoi documenti ufficiali, spiega chiaramente come l’alcol è tossico e cancerogeno fin dal primo bicchiere di vino e che, per la salute, meno se ne beve e meglio è (“Less is better”)>>. Lo stesso Sbarbada invita tutti a notare nel filmato Rai che ha postato sul social network, cosa ha accanto la valletta mentre spiega. <<Condividete sui vostri profili (non solo il video, ma anche il mio commento, altrimenti chi legge non capisce di che questione ci stiamo occupando). Chi ne ha la possibilità, intervenga per pretendere una rettifica>> (ciri).

 

 ELLE.IT

Saturnino e il progetto Mocktail Party: 

“In discoteca senza alcool si può”

L'iniziativa nasce in collaborazione con la onlus TIMETOLOVE e la casa discografica Time Records di Giacomo Maiolini

In discoteca senza alcool? Perché no? È da questa idea che nasce il progetto Mocktail Party (da seguire sui social con l'hashtag #mocktailwhynot), una serie di serate in discoteca che hanno un solo obiettivo, quello di divertirsi senza sballarsi. Come funzionano? Si svolgono di giovedì, dalle 20 alle 22, non si servono alcolici ma cocktail a base di frutta messi a punto per l'occasione e saranno animate musicalmente da ospiti italiani e stranieri. Tutto parte dall'iniziativa di TIMETOLOVE, onlus associata alla casa discografica Time Records, fondata da Giacomo Maiolini, e celebre per portare in Italia i migliori dj e producer nazionali e internazionali, come Lost Frequencies, artista belga in vetta alle classifiche dance e visto anche di recente sul palco di Sanremo.

Una passione, quella per i club e le disco, che però molto spesso deve far fronte allo stereotipo dell'eccesso, legato indissolubilmente al consumo di alcool da parte dei giovani. Giovani che a loro volta vogliono uscire dal luogo comune: non si è degli sfigati se non si beve, anzi. Se non bevi sei cool. Sono infatti due studentesse dello IUSVE di Mestre, Greta Simonella e Laura Gelonesi, ad aver pensato allo slogan di questi appuntamenti alcool free, basandosi sulla filosofia alternativa della band hard core americana Minor Threat, che negli anni 80 predicava la sobrietà, quando la tendenza era all'opposto. E a dimostrare che si può essere fighi senza bere ci pensano anche i due testimonial dell'iniziativa: Albertino e Saturnino che sono anche i protagonisti della prima serata che si svolgerà a Brescia, allo SpazioTime, (ex Falegnameria Nevlin) il 3 marzo. Abbiamo fatto così quattro chiacchiere con Saturnino: ecco cosa ci ha detto.

 Come mai hai aderito a questa iniziativa?

Io sono astemio, non bevo più perché da ragazzo mi è successa una cosa che non dimenticherò: avevo 17 anni, ho bevuto fino all'ubriachezza e mi sono risvegliato in un letto d'ospedale.

 Tu appartieni sia al mondo dei concerti live (con Jovanotti sei sempre in tour) che a quello delle discoteche come dj. Secondo te com'è che è così radicato lo stereotipo dell'alcool nei club e invece meno quello dello sballo nei concerti? Perché la discoteca è più vista come luogo di perdizione e non di ascolto di musica?

Perché l'alcool nasce per togliere i freni inibitori, quindi tu cosa fai: subisci una educazione molto rigida per poi cercare di scardinare ogni regola che ti viene imposta. E poi c'è la differenza della tipologia dell'alcool: vino e birra, più legati ai concerti e i super alcolici. Quest'ultimi, se vogliamo, possono essere paragonati a una droga di sintesi: hanno lo stesso scopo. E poi parliamo di modelli imitativi: se hai una famiglia che beve vino a pranzo è un conto, se vedi tuo padre che si fa mezza bottiglia di whisky è un altro.

 L'iniziativa in questo senso è drastica: eliminare l'alcool. Però è anche vero che in questi ultimi tempi si sta sviluppando una maggiore cultura del bere, del bartender, mentre le discoteche sono associate a bevande fatte con prodotti non di alta qualità. Potrebbe essere utile sviluppare una cultura del bere, invece che eliminare totalmente l'alcool col rischio di demonizzarlo?

Io non sono un consumatore di alcool, quindi è una idea che non condivido. Ovvio che se qualcuno viene a cena gli faccio trovare del vino o dello champagne, ma è proprio la cultura del super alcolico che non mi appartiene. Poi ognuno è libero di fare come vuole. (*)

 Il divertimento a cosa lo associ?

Lo associo al controllo, nel senso che essendomi trovato in una situazione in cui avevo perso completamente il controllo ora voglio essere sempre vigile.

 Quell'esperienza ti ha traumatizzato?

Mi ha molto traumatizzato. Pensa che quando viaggio in aereo e uno di fianco a me prende un super alcolico solo l'odore mi riporta lì e mi dà fastidio.

 Da adulto ora, cosa diresti ai genitori dei ragazzi che vanno in discoteca?

Prima di tutto che loro, i genitori stessi, devono essere un buon modello imitativo, un buon esempio. E poi, ma lo dico sempre anche a me, bisogna saper fare le scelte in autonomia, senza essere condizionati dagli altri. Tenendo presente la frase: “Cerca di essere uomo prima di essere gente”. 

 (*) Nota: se si vuole incidere sui problemi alcolcorrelati, occorre discutere soprattutto di vino e di birra, che, sommati, fanno l’89 per cento dell’alcol che viene assunto in Italia. 

Detto questo… bellissima iniziativa! Bravi.

 IL NAZIONALE

Ubriaco si scaglia contro i Carabinieri di Alba: arrestato

E’ stato condannato con rito direttissimo alla pena di 9 mesi di reclusione per violenza e resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento aggravato, lesioni personali aggravate, minaccia, ingiuria e guida in stato di ebbrezza, un pregiudicato 35enne arrestato la notte scorsa dai Carabinieri della Radiomobile di Alba. 

Il giovane, non nuovo ad imprese del genere, aveva dapprima tentato di introdursi nell’abitazione di una giovane straniera dopo averla minacciata telefonicamente. 

La donna, terrorizzata aveva chiamato il 112 e in pochi minuti una pattuglia di Carabinieri era giunta in soccorso. Il giovane, in evidente stato di ebbrezza e forse anche sotto l’effetto della droga, incurante dell’arrivo dei militari aveva continuato ad urlare minacce all’indirizzo della donna che, ovviamente, se ne stava chiusa in casa. 

Nonostante gli inviti alla calma da parte dei Carabinieri, l’uomo completamente fuori di se, lanciava contro uno di essi una bottiglia di vetro urlando minacce e insulti, quindi si metteva al volante della sua auto e si dava alla fuga. Intercettato dopo un breve inseguimento, l’uomo veniva costretto a fermarsi ma, subito dopo riprendeva la marcia speronando l’auto dei carabinieri che gli aveva sbarrato la strada. A questo punto i militari, approfittando di un attimo di esitazione, riuscivano a sfondare il vetro della vettura e a raggiungere e immobilizzare l’uomo che veniva tratto in arresto.

 GAZZETTA D’ALBA

A Ceresole incontro aperto su alcol e salute (*)

Ceresole “Alcol e guida, alcol e giovani, alcol e salute, alcol e famiglia: sono solo problemi degli altri?” questo è il tema della serata informativa con dibattito che si terrà venerdì 4 marzo alle 20.45 presso la sala conferenze del Municipio. La serata è organizzata dal comune di Ceresole in collaborazione con il Club degli alcolisti in trattamento Il bucaneve di Sommariva del Bosco. Relatore sarà il dott. Armando Vanni con testimonianze del Club. L’invito è esteso a tutti, genitori, giovani, famiglie, educatori.

 (*) Nota: forse più che alcol (che nessuno beve) sarebbe utile parlare di vino.

A maggior ragione, vista la zona in cui si svolgerà l’incontro.

 IL NUOVO TORRAZZO

CREMA-UBRIACO AL VOLANTE IN PIAZZA DUOMO

Manovre azzardate e pericolose nel cuore della città. A tanto è arrivato, a causa dell’alcol, un 35enne cremasco che ha aperto la sua settimana vedendosi sanzionare, digitare la patente e denunciare per guida in stato di ebbrezza.

 Il giovane è stato visto alla guida della sua Fiat Panda lunedì mattina in piazza Duomo a Crema. Ha effettuato qualche testacoda azzardato creando preoccupazione e scompiglio. Così un passante ha allertato una volante della Polizia in servizio nel centro città. All’arrivo degli agenti la vettura aveva imboccato via Battisti, ed è lì che i poliziotti l’hanno bloccata.

“Una volta fermata la macchina – spiega il vicequestore Daniel Segre –, gli agenti hanno fatto scendere il conducente, visibilmente ubriaco, che a stento manteneva l’equilibrio e che ha cominciato a rivolgersi in modo sconclusionato verso gli operatori, cercando di allontanarsi a piedi. A questo punto agli operatori della Polizia di Stato non è rimasto altro da fare che portare l’alcolico autista in Commissariato per sottoporlo all’etilometro e ricavarne un dato al limite del coma etilico, dato che l’etilometro ha segnato un tasso 6 volte superiore al massimo consentito. Inutile aggiungere che, oltre al ritiro della patente e alla notifica dei verbali per le infrazioni al codice della strada, è scattata la denuncia per guida in stato di ebbrezza a carico del trentacinquenne cremasco”.

 GAZZETTA DI MANTOVA

Pegognaga, minacce con piccone al casellante

Denunciato dai carabinieri un 54enne bolognese. 

L'aggressione per il pedaggio all'uscita di Carpi sull'A22

PEGOGNAGA. Aveva minacciato il casellante dell’A22 di Carpi con un piccone, al termine di una breve lite per un malinteso sul pedaggio. Un’aggressione non portata a termine grazie alla protezione blindata del casello. Poi era risalito in auto e si era allontanato verso la strada provinciale, lasciando il casellante attonito. Ma non aveva fatto i conti con le riprese delle telecamere, che lo hanno incastrato.

I carabinieri di Pegognaga, dopo tre mesi di indagini e accertamenti, hanno identificato l’aggressore. Si tratta di un 54enne residente nel Bolognese, che è stato denunciato per minaccia. L’episodio è avvenuto il 21 novembre, quando P.F. si è fermato al casello dell’Autobrennero in uscita a Carpi.

Si è messo a discutere con il casellante, un 44enne di Pegognaga, probabilmente per problemi nel pagamento del pedaggio. Molto alterato, sembra anche dall’alcol, ad un certo punto è sceso dall’auto e prima ha aggredito a parole il dipendente della società autostrade, poi ha tirato fuori il piccone dal bagagliaio e lo ha sventolato sotto il naso del casellante.