Rassegna del 25 Febbraio 2016

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

 SE CI TENIAMO VERAMENTE ALLA NOSTRA SALUTE L’UNICA COSA DA FARE E’ NON CONSUMARE VINO, BIRRA ED ALTRE BEVANDE ALCOLICHE

 http://www.cufrad.it/news.php?id_news=23804&dataMail=20160224 

ALCOL: NASCE BERE MEGLIO, QUALITÀ E SALUTE AL BANCONE BAR

Fonte: Ansa.it 22 febbraio 2016

Consumo responsabile promosso da corso Fipe-Federvini (*)

Entra nel vivo il progetto #beremeglio, la "sfida" per un consumo di bevande alcoliche di qualità, lanciata alla fine dello scorso anno da Federvini (Federazione Italiana Industriali Produttori, Esportatori ed Importatori di Vini, Vini Spumanti, Aperitivi, Acquaviti, Liquori, Sciroppi, Aceti ed Affini) e Fipe, Federazione Italiana Pubblici Esercizi. Le due associazioni hanno siglato un patto per la qualità nel consumo fuoricasa di bevande alcoliche con l'obiettivo di dare vita ad un progetto nazionale con l'avallo del ministero della Salute.

Un impegno, sottolineano Federvini e Fipe, che parte da una nuova filosofia che fa dell'esercente di bar e ristoranti "il promotore di una cultura di qualità, di responsabilità e di moderazione nei confronti dei propri clienti", grazie ad un'approfondita preparazione professionale. Partono domani a Padova - con la collaborazione dell'Associazione Provinciale Pubblici Esercizi (Appe) di Padova, che ospita la fase pilota del progetto - i primi corsi per i baristi, pensati per la salute dei consumatori. Ai partecipanti sarà distribuita una dispensa pratica con le regole, i consigli e le indicazioni su come gestire il prodotto "alcol" nel contesto del proprio esercizio.

«I consumi di bevande alcoliche in Italia risultano in contrazione da 20 anni, e secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità il consumo pro-capite (6/10 litri all'anno) è tra i più bassi nell'Unione Europea" sottolinea Sandro Boscaini, Presidente di Federvini nel ricordare come il consumatore italiano si sia distinto per primo per un bere moderato, orientato alla qualità del prodotto. "Non dobbiamo tuttavia dimenticare l'importanza di una cultura di responsabilità - conclude - con particolare riferimento ai giovani, una delle categorie più sensibili al consumo delle bevande alcoliche fuori casa.

 (...omissis...)

copia integrale del testo si può trovare al seguente link:

http://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/cibo_e_salute/2016/02/22/alcol-nasce-bere-meglio-qualita-e-salute-al-bancone-bar_77de11c8-dac8-45d6-a9ab-a3ccd0830e07.html

 (Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.alcolnews.it)

 (*)NOTA: bere responsabilmente una sostanza cancerogena è da irresponsabili!

 

 APRILE MESE DELLA PREVENZIONE ALCOLOGICA

 http://ilpiccolo.gelocal.it/tempo-libero/2016/02/25/news/il-progetto-1.13020434 

TRIESTE, AL VIA LA CAMPAGNA DI PREVENZIONE ANTI-ALCOL

Un intero mese (aprile) ricco di iniziative tra cui il concorso fotografico dal titolo "L'ombra". Iniziativa dell'Azienda sanitaria in collaborazione con il Comune

di Francesco Cardella

25 febbraio 2016

TRIESTE Con il sostegno, l’impegno, la cultura e attraverso percorsi terapeutici mirati. Uscire dalle dipendenze dell’alcool sembra una missione possibile, una battaglia socio-sanitaria i cui temi principali verranno racchiusi nell’arco di aprile, mese consacrato da 15 anni alla prevenzione alcologica e che a Trieste si nutre delle iniziative ideate dalla Struttura complessa dipendenza da sostanze legali del Dipartimento delle dipendenze Aas1 Triestina, in collaborazione con il Comune di Trieste e altre sigle della provincia.

Tra i progetti di quest’anno, in primo piano un concorso fotografico dal titolo “L’ombra”, manifestazione aperta a tutti (fotografi professionisti e non) gratuita, e senza limiti anagrafici. Emblematica la denominazione, “L’ombra”, il concetto da descrivere e divulgare attraverso scatti, giochi di luce e soprattutto riflessioni, provando a immortalare i chiaroscuri di un’esistenza intrisa nell’alcool e alla ricerca di un’identità perduta. I moduli per partecipare al concorso sono scaricabili dai siti www.retecivica.trieste.it, www.telefonospeciale.it, www.contatto.me, e www.ass1.sanita.fvg.it.

Le opere (inedite, a colori e in bianco e nero, di un formato non superiore a 30X45 centimetri) dovranno essere al massimo tre per ogni concorrente e pervenire entro le 12 del 30 marzo, inviate a mezzo posta o recapitate a mano all’indirizzo: Azienda per l’assistenza Sanitaria n.1 Triestina-Dipartimento delle dipendenze, via Sai 5, 34128 Trieste. Le opere selezionate all’interno del concorso saranno ospitate in una mostra alla sala Fittke di piazza Piccola 2, con vernice martedì 19 aprile alle 17 e cerimonia di premiazione sabato 23 aprile, alle 17.

La 15esima campagna di prevenzione dall’alcool si tinge di altri appuntamenti, tutti disegnati nel solco di una divulgazione anche di ordine pratico, indirizzata specialmente ai giovani, sensibili quanto vittime dell’euforia regalata dalla bottiglia. In tale ottica si può anche ricorrere a brindisi analcolici, una risorsa che caratterizza la tappa del 14 aprile a Porto San Rocco, dalle 10, teatro della IX edizione della Gara di cocktail analcolici a cura della Scuola alberghiera dello Ial di Trieste.

Qualcuno nel frattempo è riuscito a esorcizzare l’alcol e lo racconterà all’interno della Festa di primavera nella giornata del 16 aprile, alla sala “Don Sturzo” di via Don Sturzo 4 (alle 17), con la cerimonia di consegna dei diplomi di astinenza a cura dell’Astra.

Il calendario di aprile regala altri momenti all’insegna dell’opzione analcolica: il 19, giornata preposta alla promozione urbana da parte della Fipe e dell’Ass1 Triestina, e il 23 (ore 10-12 e 15-19) e 24 (dalle 10 alle 19) alle Torri d’Europa, con il banchetto targato Hyperion.

C’è dell’altro da conoscere sul tema, anche in fatto di sicurezza alla guida, tema dipanato con gli appuntamenti del 22 e 23 in via delle Torri (dalle 10 alle 18) e il 20 con l’Ania Campus, in piazzale Straulino (9-18). Lo sport non resta ai margini e regala la partita di calcio del 28 aprile a Borgo San Sergio, con inizio alle 16.

 

 ULSS 19 ADRIA (ROVIGO) PARTE UN PROGETTO ARTICOLATO SU TRE INCONTRI A PORTO TOLLE. UN PERCORSO DEDICATO ALLE FAMIGLIE PER FARE CAPIRE QUANTO GRAVE SIA IL PROBLEMA DELLA DIFFUSIONE DELL'ALCOOL TRA GIOVANISSIMI E MINORI

 http://rovigooggi.it/articolo/2016-02-23/genitori-non-insegnate-a-bere-ai-bambini/#.Vs8TRfnhAdV 

"GENITORI, NON INSEGNATE A BERE AI BAMBINI!"

Anche il gioco con un goccino di vino nel bicchiere del piccolissimo fa male. Comportamenti che, socialmente accettati, quando non apertamente incoraggiati, rischiano di produrre danni gravissimi: accade soprattutto per quanto concerne le abitudini relative al consumo di alcool, spesso non considerando quelle che possono essere le ripercussioni negative sui minori. E' per questo che Ulss 19, Acat e comprensivo di Porto Tolle, hanno avviato un progetto articolato su tre incontri dedicati ai genitori

Adria (Ro) - "L’ alcool non è un bene di consumo ordinario, ma una sostanza con effetti tossici per la quale non è possibile individuare livelli di consumo raccomandabili o sicuri anche a causa delle differenze individuali in termini di vulnerabilità ai suoi effetti". Insomma, non è davvero consigliabile per ragazzini e minori assumere alcool, a prescindere dalle quantità. Lo affermano gli specialisti dell'Ulss 19, l'azienda sanitaria di Adria e del Basso Polesine, tradizionalmente molto attenta al problema.

"I giovani tra i 18 e i 24 anni rappresentano un segmento di popolazione in cui la diffusione di comportamenti a rischio resta elevata - afferma la nota stampa dell'Ulss 19 - Nel corso degli ultimi anni si sono sviluppati comportamenti rischiosi. L’Italia è il paese europeo dove si inizia a fare uso di bevande alcoliche ad un’età media di 12 anni a fronte di una media di 14 per gli altri paesi. Si assiste inoltre ad un comportamento, presente soprattutto fra i giovani, chiamato “binge drinking”, cioè l’assunzione episodica di grandi quantità di alcool fino al raggiungimento di stati pericolosi per la salute. L’Oms raccomanda la totale astensione dal consumo di alcol fino ai 15 anni: per questo, tra i giovani di 11-15 anni viene considerato un comportamento a rischio il consumo anche di quantità ritenute modiche".(*) 

"E’ in questo contesto che il dipartimento per le Dipendenze dell’Ulss 19 nell’ambito delle attività di promozione della salute, relativamente ai comportamenti a rischio legati all’uso di bevande alcoliche, promuove diversi progetti, rivolti agli alunni agli insegnanti ed ai genitori degli alunni delle scuole primarie e secondarie".

Rientra in questo contesto il progetto che è in partenza a Porto Tolle, con l’Istituto comprensivo di Porto Tolle. “Alcool e figli, fattori di protezione e di rischio”: questo il tema del progetto, che si articola su tre incontri a cadenza settimanale. E' stato presentato alcuni giorni fa da Caterina Forza, educatore del servizio per le Dipendenze, ai rappresentanti dei genitori. La finalità del progetto è quella di sensibilizzare i genitori sui rischi legati a comportamenti molto radicati nella nostra cultura, considerati “normali” e la cui legalità non protegge da costi altissimi per la salute dei cittadini e particolarmente per i giovanissimi.

"Il progetto - chiude la nota dell'azienda sanitaria di Adria e del Basso Polesine - è condotto in collaborazione con l’Associazione Acat Basso Polesine (Associazione dei club alcologici territoriali). L’attività della Associazione non va solamente nella direzione del fornire aiuto e sostegno alle persone e alle famiglie che hanno sviluppato problemi alcol-correlati, ma anche nella direzione della sensibilizzazione della comunità locale e nel cambiamento culturale necessario nel fronteggiare i costi personali, famigliari e sociali legati a questi comportamenti".

 (*) NOTA: BERE BEVANDE ALCOLICHE E’ CONSIDERATO UN RISCHIO PER TUTTI E NON SOLO PER I BAMBINI DI 11-15 ANNI!!!

 

 UN CONFRONTO COSTRUTTIVO TRA RAGAZZI, GENITORI ED ESPERTI

 http://nuovacomunicazione.com/2016/02/25/alcol-e-giovani-tra-vecchi-e-nuovi-comportamenti-a-rischio-e-gli-adulti-cosa-fanno/ 

ALCOL E GIOVANI TRA VECCHI E NUOVI COMPORTAMENTI A RISCHIO: E GLI ADULTI COSA FANNO?

Rimini, 25 febbraio 2016 – Il Liceo Scientifico Einstein e i Rotary Club riminesi propongono sabato pomeriggio a studenti e genitori una giornata dedicata alla sensibilizzazione sul tema della diffusione del consumo di alcol fra i giovani.

L’occasione, sabato 27 febbraio alle 15.00, è il Rotary Day, anniversario del sodalizio che da 111 anni promuove nel mondo opere al servizio delle comunità, accostato alla campagna di comunicazione ‘Non perderti in un bicchiere’ del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità e ai progetti di “educazione alla salute” del Liceo riminese.

I dati dell’Osservatorio della U.O. Dipendenze Patologiche della Ausl Romagna – Sede di Rimini, riportano che l’utilizzo incongruo di alcol interessa il 29% (408 su 1.407) delle persone in trattamento. Crescono le donne, i residenti e la dipendenza da vino.

Sarà un pomeriggio di confronto costruttivo tra i protagonisti – ragazzi, genitori ed esperti/operatori socio-sanitari – per favorire un percorso utile allo sviluppo delle migliori condizioni di crescita e maturazione dei giovani.

Il contesto del confronto vuol essere attivo ed inclusivo, per fornire a giovani e adulti gli elementi di giudizio utili per favorire scelte informate e favorire lo sviluppo delle abilità che incrementino le capacità di riconoscimento del rischio nei luoghi di aggregazione reali e virtuali. L’incontro è rivolto a tutti gli studenti e famiglie delle terze medie e delle scuole superiori della provincia di Rimini.

Programma:

Ore 15.00 Saluti:

Alberta Fabbri, Dirigente Scolastico Liceo A. Einstein Rimini, Luca Mariani, Presidente Rotary Club Rimini Riviera,

Introduzione e moderatore:

Franco Monti, Presidente Consiglio di Istituto, Liceo A. Einstein Rimini

I giovani e l’alcol tra vecchi e nuovi comportamenti a rischio

Quello che si sa ma non si dice, quello che si dice e non si fa e alcune «dritte» per cavarsela…

Emanuele Scafato, Istituto Superiore di Sanità, Roma

Discussione e interazione con studenti e genitori

Percezione del problema negli studenti delle scuole superiori

Riccardo Agabiti IV D, Rappresentante Studenti Consiglio di Istituto Liceo A. Einstein Rimini

Andrea Liuzzi V L, Rappresentante Studenti Consiglio di Istituto Liceo A. Einstein Rimini

Nuove droghe: “lo sballo è sempre più giovane..!”

Aggiornamento, campagne di informazione e strategie preventive nella Provincia di Rimini

Daniela Casalboni, Direttore U.O. Servizio e recupero Tossicodipendenze Sede di Rimini, AUSL Romagna

Il primo intervento nei casi di etilismo acuto e di intossicazione da abuso di sostanze non terapeutiche: effetti collaterali ed operatività del Pronto Soccorso

Chiara Pesci, Dirigente Medico Tossicologo, U.O. Pronto Soccorso e Medicina D’Urgenza

Dipartimento di Emergenza – Urgenza, Presidio Ospedaliero di Rimini, AUSL Romagna

Discussione

Per informazioni e partecipazione: Franco Monti – 338.3756729 ore 8.00-20.00 – francono5@yahoo.it

 

 TRA I PRIMI CONSUMATORI DI MARIJUANA IN ITALIA (UNO SU QUATTRO), PRIMISSIMI NEL CONSUMO DI BIRRA (60 LITRI ALL’ANNO PRO CAPITE), I GIOVANISSIMI CAGLIARITANI SQUATTRINATI, SI RINCHIUDONO IN CASA PER STONARSI IN SANTA PACE, 

 http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/02/25/cagliari-giovani-tra-alcol-e-dispersione-scolastica-sosteniamo-la-loro-creativita/2491762/ 

CAGLIARI, GIOVANI TRA ALCOL E DISPERSIONE SCOLASTICA: SOSTENIAMO LA LORO CREATIVITÀ

di Enrico Lobina | 25 febbraio 2016

La strage di un popolo comincia da qui, dall’eliminazione di una generazione cui si manda in pappa il cervello, rendendola docile ed innocua.

Canne, birre, gioco online. Questo il programma spassoso che attende la larga maggioranza degli undicimila adolescenti cagliaritani, diventati minoranza numerica e culturale in una città che invecchia sia statisticamente che socialmente, protagonisti della cronaca solo in associazione al teppismo bullista.

Se hai dai 14 ai 19 anni, dunque, sei un cretino a prescindere, trattato dagli operatori sociali come un appestato, dai politici come l’obiettivo di progetti dai nomi fantasiosi e spesso inutili e sempre costosi, dalla cronaca come un delinquente, malgrado sia questa la fascia di età meno soggetta ad arresti o fermi.

Eppure sono la prima vittima della crisi: i genitori in difficoltà fanno fatica a seguirli nel percorso scolastico e loro scontano sempre maggiori difficoltà. Le percentuali di abbandono sono da incubo: uno su cinque lascia la scuola prima del diploma (uno su dieci la media Ue). Non vanno ad arricchire la schiera degli apprendisti nei laboratori artigiani e nelle officine, come avveniva ancora alla fine del secolo scorso. Semplicemente spariscono nel nulla statistico di quelli scazzati (Neet) che, a cercare un lavoro, non ci provano nemmeno più.

Tra i primi consumatori di marijuana in Italia (uno su quattro), primissimi nel consumo di birra (60 litri all’anno pro capite), i giovanissimi cagliaritani squattrinati, si rinchiudono in casa per stonarsi in santa pace, o con il loro bravo computer, o con pochi amici fidati.

Sanno poco della sessualità e delle implicazioni in termini sanitari delle condotte imprudenti, scuola e strada non sono più le maestre di vita.

Sesso, droga, rock’roll, motori e ribellione non gli interessano più di tanto, sostituite dai social e da modelli e consumi culturali estremamente semplici e rudi, con le tecnologie e le community dei social network che, come palcoscenici virtuali, agevolano nella necessità di omologarsi e mettersi in evidenza attraverso il risktaking e la trasgressione delle leggi sull’età minima legale, inserendosi in circoli di nomination e di catene alcoliche. L’azzardo come modello sociale ha sviluppato un altro legame perverso con il gioco online che li vede tra i primi protagonisti.

Soggetti a rischio? Quasi tutti, ma la selezione viene anche dalla crisi economica: la diffusione di famiglie con un solo genitore, la riduzione del reddito disponibile, le poco appaganti prospettive occupazionali (uno su due resterà con le mani in mano a spese dei genitori) disincentivano nel percorso di studi, generando la cosa peggiore per un adolescente: lo scazzo.

Negli enti locali sono bravissimi ad inventare nomi per progetti destinati all’adolescenza, tra piattaforme, tavoli tecnici, network, tutti dotati di sostanziose risorse (54 milioni per il progetto giovani, 157 milioni per il nuovo piano regionale finanziato con il fondo sociale europeo, altri 500 mila dal comune di cagliari) che non hanno neanche sfiorato il problema.

I soldi stanziati molti: semilascinoncresci, tutti@iscola, ardisco. Progetti dai risultati scarsi: il fenomeno è in crescita malgrado si parli dagli scranni della politica di “dispersione scolastica” da un decennio, evidentemente per sostituire i vetusti “microcriminalità” o “internet. Il fenomeno è in espansione. Gli unici a non essere mai stati consultati nella ridda di convegni, meeting e coordinamenti sono proprio loro, gli undicimila desperados.

Gli unici soldi che verranno certamente spesi, in Sardegna, sono i 93 milioni stanziati dalla regione per mobilitare geometri ed imprese per l’edilizia scolastica.

Loro hanno bisogno, come noi, di un’altra società, che va innanzitutto pensata. E poi realizzata. Ma il Pd, e chi gestisce l’esistente, non è la soluzione.

Eppure questi sono le ragazze ed i ragazzi su cui dovremmo investire di più trasformandoli in soggetti sociali attivi, per invertire la tendenza allo spopolamento (tra saldo demografico negativo, emigrazione ed invecchiamento della popolazione la Sardegna perderà un terzo degli abitanti in cinquant’anni). Il mancato utilizzo di una generazione, della sua creatività ed intelligenza (e prolificità), vale circa il 6% del Pil, e la possibilità da parte dei genitori nati nel baby boom degli anni ’60, di avere un sostegno e una pensione.

 

 L’ANGOLO DELLA SCIENZA

 http://www.healthdesk.it/ricerca/prima-bevuta-non-scorda-mai 

LA PRIMA BEVUTA NON SI SCORDA MAI

redazione, 22 Febbraio 2016 17:24

La gratificazione che si ottiene la prima volta che si consuma alcol nella nostra vita lascia una traccia indelebile nel nostro cervello. Ed è quella traccia che influenzerà il modo in cui nel corso della vita ci si avvicinerà all’alcol. 

Lo sostiene uno studio pubblicato sul Journal of Neuroscience.

Convinti che il fascino dell’alcol possa essere associato a cambiamenti duraturi nel cervello, ricercatori dell’University of California San Francisco hanno verificato questa ipotesi in modelli animali (topi).

Il particolare, il team voleva capire se una singola esposizione all’alcol potesse attivare modifiche cellulari tali da promuovere in futuro la ricerca della sostanza. I topi sono stati sottoposti quindi a un semplice esperimento: i ricercatori hanno messo a disposizione dei roditori una soluzione contenente alcol e il giorno seguente hanno verificato cosa era accaduto nel loro cervello. 

Hanno quindi riscontrato cambiamenti in una specifica popolazione di neuroni definiti D1, caratterizzati dall’essere ricoperti da recettori per la dopamina, uno dei “neurotrasmettitore del piacere”.

Un indizio che per i ricercatori potrebbe indicare che anche una singola esposizione all’alcol è in grado indurre una forma di apprendimento e attivare quindi meccanismi di ricompensa che portano in futuro alla ricerca della sostanza.

 http://www.cufrad.it/news.php?id_news=23801&dataMail=20160224 

IL CAFFÈ PUÒ DIFENDERE IL FEGATO DALL'ALCOL? UNO STUDIO USA

Fonte: Repubblica.it 24 febbraio 2016

Secondo uno studio Usa con 2 tazzine al giorno il rischio di cirrosi cala del 43%

NEW YORK - Se si beve più caffè, calano i rischi di cirrosi e degenerazione del fegato anche in conseguenza dell'uso di alcool. A sostenere la validità dell'uso protettivo del caffè a fronte di un consumo anche eccessivo di bibite alcoliche o di cibo dannoso alla salute, è un nuovo studio, che ha coinvolto complessivamente 430.000 persone. Fra queste 2.000 erano colpite da cirrosi. Bere anche solo due caffè al giorno rispetto a chi non lo beve per niente - suggerisce l'indagine - appare diminuire i rischi di cirrosi del 44%.

Oliver Kennedy, il ricercatore che ha coordinato la ricerca della Southampton University in Gran Bretagna, ha spiegato che il rapporto ha analizzato in modo incrociato i dati relativi a 9 studi precedenti per verificare se le persone che consumavano almeno due tazzine di caffè al giorno correvano meno rischi di cirrosi epatica rispetto a chi non assumeva per nulla la bevanda. In otto dei nove studi considerati, rispetto ai non-bevitori di caffè, chi consumava due tazzine al giorno ha evidenziato il 43% in meno dei rischi di cirrosi, chi ne consumava 3 ha mostrato il 57% in meno dei rischi e chi ne assumeva 4 il 65% in meno. Non è ancora chiaro quale sia la sostanza nel caffè che proteggerebbe il fegato.

Ma la ricerca, pubblicata sulla rivista 'Alimentary Pharmacology and Therapeutics', non è la prima che sostiene questa tesi. Hillel Tobias, medico specializzato nelle malattie del fegato dell'American Liver Foundation's National Medical Advisory Committee, ricorda che nel 2015 si era parlato del caffé per prevenire la cirrosi.

 (...omissis...)

copia integrale del testo si può trovare al seguente link:

http://www.repubblica.it/salute/alimentazione/2016/02/24/news/il_caffe_puo_difendere_il_fegato_dall_alcol-134129443/

 (Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.alcolnews.it)

 http://www.cufrad.it/news.php?id_news=23805&dataMail=20160224 

 

COME AFFRONTARE LA DIPENDENZA DA ALCOL: INTEGRAZIONE BIO-PSICO-SOCIALE E PROGETTO SAM

di Gabriella Facioni 

Fonte: Policliiniconews.it 23 febbraio 2016

L’integrazione Bio-Psico-Sociale e il progetto SAM sono stati al centro del convegno di Civitavecchia, ultima tappa di una serie di incontri sull’alcologia

Lo scorso 2 dicembre, nel Centro Storico Culturale, entro il Forte Michelangelo Calata Cesare Laurenti a Civitavecchia, si è tenuto un convegno sull’alcologia, le cure e la terapia. Organizzatori dell’incontro il Centro di Riferimento Alcologico della Regione Lazio (CRARL), con la collaborazione della SITAC (Società Italiana per il Trattamento dell’Alcolismo e le sue Complicanze). L’evento, che replica la formula collaudata negli incontri precedenti di Formia, Rieti, Tivoli e Roma, ha previsto l’abbinamento del riconoscimento dei crediti formativi ECM (Educazione Continua in Medicina), con la presentazione delle fasi del Progetto SAM (Servizi Alcologia Mappati) e dei suoi contenuti più importanti.

Presente all’incontro il Comandante Contrammiraglio Giuseppe Tarzia che ha mostrato particolare apprezzamento per il tema dell’alcolismo, cogliendone la drammatica attualità e la connessione con il fenomeno degli sbarchi dei clandestini a Lampedusa. «Circa il 25% di loro – ci dice – sono interessati dal problema della dipendenza da alcol».

Numerose le autorità locali intervenute, fra le quali la dottoressa Daniela Lucernoni, Assessore alle Politiche Sociali e Famiglia del Comune di Civitavecchia. «Civitavecchia – sottolinea – è una città con diverse problematiche sociali», ed è proprio lei che tutti i giorni riceve vari tipi di utenti, tra i quali chi ha un problema di dipendenza dall’alcol.

L’obiettivo del convegno, rivolto soprattutto agli operatori sia del sociale che sanitari è proprio quello di creare integrazione e sinergia tra i due ruoli, ognuno nell’ambito delle proprie competenze ma in maniera scientifica, per affrontare al meglio una patologia diventata ormai una problematica sociale.

«A volte i comuni più piccoli hanno più problemi dei grandi comuni»- aggiunge il Dr. Giuseppe Barletta – dirigente del SERT, coordinatore della RMF al quale afferiscono 28 Comuni di notevoli dimensioni, fra cui Civitavecchia.

Il Progetto SAM ha tra gli obiettivi la diffusione delle problematiche scaturite dall’abuso di alcol, l’inserimento di strumenti di ausilio innovativi, l’integrazione degli aspetti bio-psico-sociali e la divulgazione dei centri/servizi presenti sul territorio laziale. A conferma del carattere innovativo del Progetto, la presenza dell’Avv. Paolo Mastrandrea, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Civitavecchia. «La funzione dell’avvocatura – chiarisce – è legata soprattutto alla funzione sociale riguardo all’attenzione che bisogna dare ad un problema così importante che coinvolge una intera società».

 (...omissis...)

copia integrale del testo si può trovare al seguente link:

http://www.policliniconews.it/convegni-e-congressi/come-affrontare-la-dipendenza-da-alcol/

 (Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.alcolnews.it)

 CONSEGUENZE DEL CONSUMO DI VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI

 http://www.firenzetoday.it/cronaca/centro-ubriaco-bar-aggressione-vigili.html 

CENTRO, UBRIACO DÀ DI MATTO NEL BAR: AGGREDISCE I VIGILI URBANI

Arrestato un ventiduenne per aver aggredito un agente di polizia municipale in un bar di via Vacchereccia

Redazione

24 febbraio 2016 

Ieri sera, intorno alle 21:30, una pattuglia della polizia municipale è intervenuta in un bar di via Vacchereccia attirata dalle urla che provenivano dall’interno del locale. Dentro il bar gli agenti hanno trovato un uomo che, visibilmente in stato di ebbrezza, stava prendendo a male parole la commessa, minacciandola anche di morte. Alla richiesta delle generalità l’uomo si è rivolto con aggressività anche verso gli agenti offendendoli e minacciando di ammazzarli, cercando intanto di allontanarsi.

Per tentare di scappare ha sferrato anche un pugno contro uno dei vigili, che è stato in seguito refertato. L’uomo è quindi stato bloccato e accompagnato al Comando di Polizia municipale, dove è stato identificato per R.A., 22 anni, tunisino in Italia senza regolare permesso di soggiorno. Anche durante le procedure per l’identificazione e il fotosegnalamento il giovane ha continuato a minacciare di morte gli agenti. Per lui è scattato l’arresto con l’accusa di resistenza, violenza e minacce a pubblico ufficiale. Stamani si è tenuta l’udienza per direttissima: il giudice ha convalidato l’arresto, ha disposto per lui l’obbligo di firma ed ha rinviato il processo ad aprile.

 

IN HOTEL CON UNA LUCCIOLA, ALCOL E DROGA: LEI LO DERUBA, LUI FINISCE NEI GUAI

Federico Gazzola 

Piacenza - giovedì 25 febbraio 2016 - 11:48

Erano circa le 3 di questa mattina, giovedì 25 febbraio, quando un ragazzo piacentino di 23 anni ha dato in escandescenze in un albergo alla periferia della città sostenendo di essere stato derubato da una prostituta con la quale aveva pattuito un rapporto sessuale. A quel punto la direzione dell'hotel, spaventata dal comportamento del giovane che tra l’altro lamentava un furto, ha deciso di chiamare la polizia. Giunti sul posto gli agenti hanno dapprima calmato l’ospite. Poi, insospettiti dall’atteggiamenccto nervoso e agitato, hanno chiesto di visionare la camera da lui prenotata. E in effetti la deduzione della pattuglia si è rivelata esatta: appoggiati su una scrivania, in mezzo a decine di bottiglie di alcolici vuote, erano disposti 20 grammi di marijuana. Il 23enne sosteneva di essere stato derubato di 400 euro dalla lucciola, ma per ora l'unica cosa che ha ottenuto è stata una segnalazione alla Prefettura come assuntore di sostanza stupefacenti. Della donna, infatti, non vi era più alcuna traccia e la vicenda rimane ancora tutta da chiarire.

 

 GUIDA IN STATO DI EBBREZZA

 http://www.firenzetoday.it/cronaca/novoli-ubriaco-strada-controsenso.html 

NOVOLI, UBRIACO IMBOCCA STRADA CONTROSENSO 

L'uomo è risultato positivo all'alcol test. Aveva un tasso di alcol nel sangue tre volte superiore al limite

Redazione

25 febbraio 2016 12:53

Ieri notte, intorno all'una, un 36enne è stato denunciato per guida in stato di ebbrezza, dopo esser stato fermato in auto dalla polizia. L'uomo aveva imboccato la strada controsenso via Gemignani a bordo di un'utilitaria.

Il 36enne, di origine rumene, è risultato positivo all'alcol test con un tasso di alcol nel sangue tre volte superiore al limite. La polizia lo ha denunciato e gli ha ritirato la patente.

 

 

UBRIACO IMBOCCA VIA MANZONI CONTROMANO PER SFUGGIRE ALLA POLIZIA, DENUNCIATO

Federico Gazzola 

Piacenza - giovedì 25 febbraio 2016 - 12:29

Viaggiava in auto ubriaco lungo via Colombo sbandando vistosamente. Un’andatura a zig zag che ha convinto alcuni automobilisti a chiamare il 113, e così una pattuglia si è messa sulle sue tracce. Protagonista un uomo albanese di 56 anni. Lo straniero, però, si era nel frattempo fermato in un parcheggio, forse per riposare, decisione che gli avrebbe di fatto permesso di passare inosservato o comunque di salvare la patente. E invece no: alla vista della volante il 56enne, forse spaventato perché consapevole di aver alzato troppo il gomito, ha deciso di ripartire a tutto gas imboccando, tra l’altro, via Manzoni contromano. A quel punto il conducente non solo ha attirato platealmente l’attenzione della polizia su di lui, ma ha anche perso ogni possibilità di difendersi. Morale per l’albanese è scattata la denuncia e il ritiro della patente.