Rassegna del 24 Febbraio 2016

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

LANUOVAVENEZIA

Linea dura contro l’alcol Più vigili in campo 

Linea dura contro l'abuso dell'alcol. È questa la direzione che vorrebbe prendere l'attuale amministrazione per fermare il consumo di alcol. Ieri mattina, a Ca' Farsetti, se n’è parlato in occasione... 

Linea dura contro l'abuso dell'alcol. È questa la direzione che vorrebbe prendere l'attuale amministrazione per fermare il consumo di alcol. Ieri mattina, a Ca' Farsetti, se n’è parlato in occasione del secondo incontro sul tema. Dopo gli operatori sanitari che lo scorso 15 febbraio avevano fatto un quadro del problema, evidenziando come punti deboli minori e stranieri, ieri sono intervenuti la polizia municipale e l'assessore alla sicurezza Giorgio D'Este. La polizia municipale ha spiegato che in questo periodo sarà presente con tre operatori in più in piazza Ferretto, inclusa un'unità cinofila. Il 29 febbraio o il 9 marzo inizieranno anche le campagne di prevenzione nelle scuole a cura della Prefettura, azioni che tutti i consiglieri hanno affermato che sono da incentivare. L'obiettivo finale è quello di inserire nel regolamento della polizia municipale direttive che permettano ai vigili di intervenire di più e non solo in caso di interventi specifici: «Mi sembra davvero scandaloso», ha detto Davide Scano del Movimento cinque Stelle, firmatario della mozione che chiede più attenzione al problema, «che nel regolamento della polizia municipale, più volte modificato anche di recente, non ci sia nemmeno una volta la parola alcol, quando invece si legge che viene penalizzato chi sbatte i tappeti. Faremo proposte affinché la prevenzione dell'alcol rientri nel regolamento».

Giovanni Giusto ha proposto di alzare il costo dell'alcol, Sara Visman di coprire la marca delle bottiglie. Quasi tutti hanno manifestato qualche perplessità per un eccessivo proibizionismo che potrebbe portare all'effetto opposto. «Una volta», ha detto Marco Agostini, a capo della Polizia Municipale, «il problema dell'alcol riguardava soprattutto gli anziani, oggi coinvolge i minori, ma non suscita

BRESCIATODAY

Vende alcolici senza licenza, un altro offre birre ai minorenni (*)

Controlli straordinari della Polizia Locale nel weekend: sanzionati due locali del centro, un bar e un minimarket. Il primo vendeva alcolici senza licenza, il secondo ha offerto una birra ad un minorenne

24 febbraio 2016 - Lungo weekend di controlli per gli agenti della Polizia Locale cittadina: passati al setaccio bar e locali del centro storico, due quelli che sono stati sanzionati. Il primo in Corso Zanardelli, il secondo in Via Capriolo.

I controlli straordinari fanno parte di un più ampio progetto per il contrasto del consumo smisurato di bevande alcoliche, in particolare tra i minorenni. Al locale di Corso Zanardelli addirittura mancava la licenza per la vendita di alcolici: inevitabile la multa al titolare.

Sanzione da 333 euro invece per il gestore di un minimarket di Via Capriolo, un uomo di origine cingalese: beccato in flagranza di reato mentre vendeva alcolici ad un minorenne. In questo caso una birra da 66 centilitri. Sanzione ridotta, e nessun risvolto penale, perché il giovane acquirente aveva 17 anni.

Rientra quindi nella 'fascia di tolleranza' – tra i 16 e i 18 anni – per cui la sanzione è soltanto amministrativa. I controlli a tappeto di sabato scorso saranno ripetuti anche nel prossimo weekend.

OCCHIOALLANOTIZIA

Somministrano alcolici dopo le 3, multa a titolari di due pub (*) 

URBINO, 24 febbraio 2016 - Nel corso delle ultime tre settimane a Urbino, in occasione delle “Notti del Giovedì” sono stati svolti coordinati servizi di controllo e di ordine pubblico da parte delle Forze dell’Ordine presenti sul territorio.

In tale contesto il personale della polizia di Stato del Commissariato di P.S. di Urbino ha anche effettuato mirate verifiche nei confronti di esercizi pubblici, come bar, pub e ristoranti.

Gli accertamenti, esperiti su imput del Signor Prefetto Pizzi in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica anche con strumenti di rilevamento dei rumori azionati dal personale dell’ARPAM di Pesaro, sono sfociati nella denuncia alla Procura della Repubblica per il reato di disturbo del riposo delle persone, di due gestori di altrettanti noti locali del centro storico Urbinate.

Le verifiche sono state estese anche al rispetto dei regolamenti comunali in materia di commercio, con una speciale attenzione alla somministrazione di bevande alcoliche.

Ad un gestore, in particolare, è stata contesta la presenza di persone intente a fumare all’interno del suo locale, mentre ai titolari di due pub, sorpresi a somministrare alcolici dopo le ore 3, è stata applicata una sanzione amministrativa di euro 6.660 ai sensi del D.L. 117/2007, che prevede anche la sospensione della licenza da parte del Prefetto, in caso di specifica recidiva nell’arco del biennio. In proposito si evidenzia che scopo della norma è scongiurare l’abuso di alcool fra le ore 3 e le ore 6, in modo da contrastare il fenomeno degli incidenti stradali dovuti all’abuso di tali sostanze.

Sempre nel corso dei controlli in argomento, sono state identificate 85 persone, delle quali 3 sono state sanzionate per ubriachezza molesta ai sensi dell’art. 688/1° comma C.P., mentre ad altre quattro, trovate alla guida di autovetture e risultate positive all’alcoltest, è stata contestata la relativa infrazione al Codice della Strada ed è stata ritirata la patente di guida.

(*) Nota: le leggi in materia di somministrazione di alcolici sono, tutto sommato, abbastanza chiare e di buon senso. Pretendere la loro applicazione è un’importante battaglia; porterebbe a grandi benefici e a un cambiamento culturale. Analogamente a quanto è accaduto per le sigarette. 

CORRIERE DELLA SERA – FORUM NUTRIZIONE

Transaminasi alte

Salve dottore dalle ultime analisi il livello di transaminasi Got/Ast è risultato 71U/l volevo chiederle se ciò può dipendere dal fatto che il giorno prima del prelievo avevo mangiato la pizza e i dolci di carnevale , e quali sono gli alimenti da limitare o evitare in questi casi e se il caffè può influire sui livelli di transaminasi. Cordiali Saluti.

Gino 

Risponde Andrea Ghiselli 

No, ci mancherebbe pure che un dolce e una pizza riescano ad alzare le transaminasi. Piuttosto insieme al suo medico deve indagare per bene la causa di questo aumento, invece che non consumare questo o quell'alimento. Unica eccezione le bevande alcoliche che è bene sospendere del tutto, qualora ne facesse uso. Ma le consiglio di farsi consigliare dal suo medico.

ILFATTOQUOTIDIANO

Dieta Smartfood, i 32 cibi che aiutano la longevità: ci sono anche cioccolato e té

Nel libro di Eliana Liotta e Pier Giuseppe Pelicci la lista dei 22 alimenti per vivere di più e dei 10 che vengono definiti "protettivi". Oltre a frutta verdura, presenti aglio, erbe aromatiche, e olio extravergine d'oliva

di F. Q. 

24 febbraio 2016 - Per attivare i geni della longevità bisogna guardare ai prodotti della terra, frutta e verdura. Ma anche cioccolato fondente, té verde e nero. In tutto sono 22 gli alimenti per vivere più a lungo che fanno parte della nuova Dieta Smartfood, che ha ricevuto l’ok dell’Istituto europeo di oncologia-Centro cardiologico Monzino. Una rassegna di 32 cibi intelligenti (divisi tra longevity e protective), raccontati nel nuovo libro di Eliana Liotta (La dieta Smartfood, edito da Rizzoli) e Pier Giuseppe Pelicci, direttore del Dipartimento di Oncologia dello Ieo.

La lista degli alimenti è stata elaborata grazie alla nutrigenomica, scienza che combina la genetica alla nutrizione per capire come contrastare patologie cardiovascolari, neurodegenerative e metaboliche. Il Corriere della Sera cita le principali sostanze “amiche” analizzate nel libro: si tratta di antocianine (che si trovano, ad esempio, nelle arance rosse e nell’uva nera), capsaicina (nella paprika piccante e nel peperoncino), curcumina, epigallocatechingallato (nel té verde e nero). E poi fisetina (che si trova nei cachi, nelle fragole e nelle mele), quercetina (rintracciabile in asparagi, capperi, cioccolato fondente e cipolle e lattuga) e infine resveratrolo (nell’uva). Dieci invece i cibi considerati “protettivi”. Sono aglio, cereali integrali, erbe aromatiche, frutta fresca, frutta a guscio, legumi, olio extravergine d’oliva, olio di semi spremuti a freddo, semi oleosi e verdura.

Il tema che lega cibo e longevità è stato affrontato anche da altri libri. The Blue Zones Solution di Dan Buettner, ad esempio, analizza stili di vita e cibi degli ultracentenari nel mondo, e The Longevity Kitchen di Rebecca Katz è un volume di ricette dove i principali ingredienti sono cibi antiossidanti. Infine, anche “I segreti della lunga vita. Come mantenere corpo e mente in buona salute” di Umberto Veronesi e Mario Pappagallo fornisce suggerimenti sulle buone abitudini per vivere di più, dal cibo all’attività fisica. (*) 

(*) Nota: in questo articolo che parla di cibi associati alla longevità non compaiono vino o altri alcolici. Ci sono voluti un po’ di anni, ma alla fine la verità scientifica sta entrando nella cultura e nei mass media. 

ASKANEWS 

Gioca a videopoker, torna a casa ubriaco e picchia moglie a Milano

Carabinieri arrestano un 48enne incensurato a Cologno Monzese

Milano, 24 feb. (askanews) - I carabinieri hanno arrestato la notte scorsa un 48enne incensurato di origine albanese che, rientrato a casa ubriaco dopo aver passato la serata a giocare ai videopoker, ha aggredito e malmenato la moglie arrivando a stringerle le mani attorno al collo. Per fortuna il figlio è rincasato proprio in quel momento, è riuscito a distrarre il padre e ha telefonato ai militari della locale Tenenza che sono intervenuti. Davanti ai carabinieri il 48enne ha continuato a minacciare la moglie, tentando di aggredirla e sono quindi scattate le manette.

Dopo essere stata medicata al pronto soccorso, la donna, una 45enne anche lei di origine albanese, ha raccontato la lunga serie di soprusi subiti in silenzio dal 1995 e divenuti vere e proprie violenze quando all'alcol si è aggiunto il vizio per il gioco d'azzardo. Nel 2012 la donna, nella speranza di dare al marito l'ennesima occasione per recuperare il loro rapporto, aveva ritirato una denuncia per violenza ma purtroppo la situazione non è mai cambiata.

L'uomo è stato recluso nella casa circondariale di Monza.

CESDA.IT

ALCOL E CANCRO. PREVENZIONE ED EVIDENZE SCIENTIFICHE

L’epidemia mondiale di cancro prevista per i prossimi anni nel mondo e che condurrà a 17 milioni di decessi nel 2030 ha tra i contributori principali l’alcol.

Circa il 6 % di tutte le morti causate dal consumo (uso non solo abuso) di bevande alcoliche, qualunque bevanda alcolica si consumi, può essere evitata scegliendo di non bere o assumendo quantità di alcol che non dovrebbero mai superare i 10 grammi di alcol al giorno (per i maschi).

Attualmente i consumi reali di alcol registrati nella popolazione conducono a circa 3milioni e 300mila morti l’anno nel mondo a causa di un gran numero di malattie tra cui le malattie cardiovascolari (33.4%), almeno 12 tipi di cancro (12,5%), incidenti (17%), malattie gastrointestinali (16,2%), malattie nervose e mentali/psichiatriche (17.1%).

Il cancro, la cirrosi epatica alcolica e gli incidenti stradali sono responsabili di oltre il 90% della mortalità evitabile legata all’alcol per cui la comunicazione dei media, quella istituzionale e quella del modo della produzione hanno l’invito da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità a rendere disponibile una informazione valida e corretta da porgere alla popolazione per salvare vite e per evitare che nuovi decessi alcol-correlati si debbano subire a causa della disinformazione, in particolare quella legata a presunti effetti terapeutici dell’alcol che la Corte di Giustizia Europea in una sentenza indica espressamente come non legittime e da evitare.

In Italia la Legge 125/2001 proibisce l’uso di messaggi che propongano messaggi inerenti aspetti terapeutici dell’alcol fatti salvi quelli indicati dal Ministero della Salute.

E’ da evitare soprattutto, ai sensi delle Leggi italiane e delle Direttive Europee, che bambini, minori e adolescenti siano fatti oggetto di informazioni, pubblicità, marketing o messaggi che propongano l’alcol e le bevande alcoliche (tutte le bevande alcoliche) come capaci di generare successo sessuale o sociale o comunque proporre evidenze che risultino ingannevoli rispetto all’evidenza scientifica che comunque in Italia correttamente vieta il consumo per vendita e somministrazione di bevande alcoliche ai minori di anni 18 (in estensione a 25 anni secondo alcuni indirizzi in corso di discussione in termini di linee guida europee come quelle suggerite dall’ Action Plan on Youth Drinking and on Heavy Episodic Drinking (Binge Drinking) (2014-2016) adottato da tutti gli stati membri della UE.

Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.alcolnews.it

FONDAZIONESERONE.IT

Pancreatite alcolica: alcol e danno dose-dipendente

Effetti dell’alcool sul pancreas

La pancreatite alcolica è una delle più gravi conseguenze del consumo cronico di alcool insieme alla cirrosi epatica.

L’alcool sviluppa un danno dose-dipendente sul pancreas, cioè il rischio di sviluppare la pancreatite aumenta proporzionalmente alle dosi ed alla frequenza del consumo. D’altra parte, non tutti i consumatori abituali di alcool sviluppano una pancreatite, gli studiosi sono tutt’ora alla ricerca di fattori che “attivano” l’effetto dannoso dell’alcool.

Il pancreas è in grado di elaborare l’alcool mediante diversi percorsi enzimatici e le molecole che risultano da questa attività metabolica possono danneggiare le cellule che compongono gli acini, vale a dire la minima unità funzionale del pancreas.

Il danno delle cellule comporta un sovvertimento della struttura dell’organo. Come conseguenza di questo sovvertimento, gli enzimi prodotti dagli acini, che servono a digerire nell’intestino le componenti degli alimenti, danneggiano il pancreas con un meccanismo di “auto-digestione”. Mano a mano che aree dell’organo vengono distrutte dagli enzimi prodotti, vengono attivate cellule, chiamate cellule stellate pancreatiche che, con lo scopo di “riparare” le parti di pancreas danneggiate, depongono fibre di collagene che rendono fibrotico l’organo.

In buona sostanza succede nel pancreas qualcosa di molto simile a quello che accade nel fegato 

l perdurare dell’assunzione cronica di alcool, in individui che hanno già sviluppato una pancreatite alcolica, determina una progressiva estensione del danno necrotico-infiammatorio e della conseguente fibrosi fino a ridurre drasticamente la capacità funzionale del pancreas (Apte 2010).

Oltre che di una forma cronica di pancreatite l’alcool può essere causa di una pancreatite acuta. Per ambedue le condizioni resta ancora da chiarire quali siano i fattori che limitano solo ad alcuni soggetti lo sviluppo dei danni pancreatici, siano essi acuti o cronici (Schneider A. et al. 2005)

Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.alcolnews.it