Rassegna del 18 Febbraio 2016

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

COMUNICATO STAMPA AIFVS

Ai Politici 

Alla Stampa

Appello dell’AIFVS per la calendarizzazione del ddl sull’omicidio stradale

L’AIFVS, da lungo tempo impegnata per dare giustizia alle vittime, aveva creduto nelle parole del Premier Renzi, e cioè che il 2015 sarebbe stato l’anno della svolta contro l’ingiustizia sulla strada: “per l’omicidio stradale non ci sono più alibi, il tempo dell’impunità è finito!”

Ed invece dobbiamo ancora riscontrare che i politici declinano il loro impegno non sui problemi gravi della vita reale ma su interessi e scaramucce di partito, dimostrando una distorta visione dei diritti e dei valori.

In caso contrario l’omicidio stradale sarebbe dovuto già essere legge, perché tratta un problema di priorità assoluta, riferito alla vita ed alla salute, e perché la richiesta di giustizia alle vittime, che trova radici in tempi lontani, ha sempre registrato risposte politiche e di giustizia molto lente ed insoddisfacenti, come ha potuto rilevare negli anni l’AIFVS.

Purtroppo, ancora oggi riscontriamo che la sua trattazione non è stata calendarizzata neanche a febbraio! Ed allora la richiesta dell’AIFVS è quella già indicata in un nostro precedente comunicato: il Governo chieda la fiducia al Senato perché sia assicurata subito l’approvazione della legge sull’omicidio stradale, la cui proposta era già contenuta nel ddl 3274 dell’AIFVS presentato nel 2010 alla Camera dei deputati, e riferito all’incremento delle pene, perché fossero congrue e da espiare, non solo per la guida in stato psicofisico alterato ma anche per la guida azzardata e pericolosa.

Tali comportamenti di guida, attraverso consultazioni e convegni, sono stati specificati in un nostro successivo contributo, ed in parte compresi nell’attuale testo di legge tramite audizioni, incontri con i politici e consegna di documentazione.

Pertanto, chiediamo l’immediata approvazione all’unanimità del testo sull’omicidio stradale, che rappresenta la risposta alla continuità dell’impegno dei familiari delle vittime!

Piuttosto, non riusciamo a capire perché altri provvedimenti vengano trattati con precedenza rispetto ad un testo di legge di priorità assoluta e giunto ormai ad un passo per la sua approvazione.

Comunque sia, smettiamola di ritardare e poniamo fine ad un andirivieni che squalifica il modo di operare degli stessi politici.

Gli ulteriori eventuali miglioramenti del testo saranno frutto di un confronto sociale dal quale emergeranno le proposte. 

!7/02/2015

 p.s. L’AIFVS, già nel 2010 aveva promosso un convegno nazionale per discutere la proposta di legge C. 3274 che prevedeva incrementi di pena per le condotte colpose aggravate da guida in stato psicofisico alterato da alcol o droga o da guida azzardata e temeraria; nel 2012, nella Conferenza Nazionale sulla “Riforma dell’omicidio stradale”, aveva precisato tali condotte, diffondendo successivamente il contributo agli organi politici interessati. Il testo puntava su modifiche migliorative dell’art. 589 c.p., prevedendo un livello di colpa semplice, con pene da 4 a 7 anni, ed un livello di colpa aggravata con pena raddoppiata, onde evitare l’impunità. Tenuto conto che nell’omicidio colposo la trasgressione delle norme è deliberatamente decisa dal reo, ne consegue che non può esserci più impunità per chi, con tali condotte, distrugge i diritti inviolabili alla vita ed alla salute. Era questo il forte segnale di cambiamento che aspettavamo da un nuovo testo di legge. 

Dott.ssa Giuseppa Cassaniti – presidente AIFVS

CESDA.NET 

ALCOL E FARMACI: UN BINOMIO PERICOLOSO 

di Emanuele Scafato

Molti pensano che gli effetti della combinazione alcol e farmaci riguardi solo alcune categorie di prodotti, alcune selezionate molecole, ignorando che, invece, l’alcol interferisce con numerosi farmaci d’uso quotidiano, comune e che occorrerebbe evitare di bere alcol se c’è la necessità di eseguire una terapia, breve o prolungata che sia. Il fegato è uno e le cellule epatiche, sede delle trasformazioni che l’organismo richiede per numerose molecole, possono impegnarsi a metabolizzare solo una sostanza alla volta, non certo vagonate di molecole differenti che, indipendentemente dalla provenienza e dall’utilità, se risultano estranee all’organismo richiedono un intervento affinché possano essere espulse il prima possibile, magari rendendo la molecola più solubile per accelerarne l’eliminazione con l’urina attraverso i reni. Di solito ciò avviene grazie all’ossigenazione della molecola attraverso un trattamento effettuato da alcuni enzimi cellulari di natura proteica chiamati citocromi, presenti nei mitocondri, di cui la famiglia più nota è quella denominata dalla sigla P450.

Molti farmaci possono avere un effetto induttivo, di sollecitazione, o inibitore dell’attività dei citocromi e questi fenomeni sono alla base degli effetti compromettenti l’azione terapeutica e di tossicità derivanti dall’assunzione contemporanea di differenti sostanze estranee all’organismo (xenobiotici vengono chiamate) tra cui anche l’alcol.

Quando la quantità di alcol consumato eccede la capacità del fegato di metabolizzare, grazie all’azione dell’enzima specifico alcoldeidrogenasi (ADH) una quantità pari a 6-8 grammi di alcol all’ora, in pratica 10 ml di alcol puro, poco più di ½ bicchiere di vino ad esempio, l’alcol in eccesso attiva il sistema ossidativo enzimatico dei citocromi nel tentativo di potenziare l’organismo nel fronteggiare l’intossicazione da alcol attraverso la biotrasformazione, inattivazione in sostanza “ossigenata” più solubile e la successiva espulsione diretta tramite le urine. L’attivazione del potenziamento del sistema di smaltimento è la ragione per la quale chi beve spesso alcol riesce a eliminarlo, entro certi limiti, con maggiore efficienza tendendo a ubriacarsi con più difficoltà ma non per questo evitando i danni causati dall’alcol.

Ciò avviene in pratica anche per alcuni farmaci e poiché alcol e farmaci sono “lavorati” dallo stesso sistema di citocromi, capita spesso che si creino delle preoccupanti interferenze con effetti che sono sempre negativi per la salute. Tale circostanza è di così grande importanza da richiedere l’obbligo di legge di segnalare nei fogliettini illustrativi dei farmaci, i “bugiardini”, la necessità di non bere o di limitare fortemente l’uso di alcolici al fine di evitare di compromettere la salute con effetti tossici o comunque negativi che variano secondo la molecola in questione.

L’alcol e i farmaci possono interagire e influenzarsi a vicenda in modi differenti:

a) I farmaci possono interferire ritardando l’eliminazione dell’alcol da parte dell’organismo. Gli effetti avversi come vampate di calore, cefalea, nausea, palpitazioni e ipotensione sono causati dai metaboliti tossici prodotti dall’alcol che rimangono più a lungo nell’organismo.

b) L’alcol può aumentare o ritardare sia gli effetti diretti che quelli collaterali di alcuni farmaci che, a seconda della molecola e dei casi, o permangono attivi in maniera più prolungata nell’organismo determinando una vera e propria overdose da farmaco oppure, al contrario, possono essere metabolizzati tanto velocemente da non raggiungere livelli di concentrazione adeguati del principio attivo.

Una delle azioni più pericolose tra alcol e farmaci è quella che si riferisce all’effetto di depressione del sistema nervoso centrale. I sedativi, gli ansiolitici, molti antidepressivi, gli antipsicotici, gli antiepilettici, gli oppioidi, tra cui molti farmaci per la tosse e i “sonniferi; anche gli antistaminici presentano un’interazione con l’alcol che ne rafforza l’effetto sedativo. Il consumo di alcol comporta effetti particolarmente gravi che possono indurre una depressione respiratoria oltre che uno stato di scarsa vigilanza.

Antinfiammatori, molti antibiotici, antidolorifici, antidiabetici, antistaminici, antipertensivi, anticoagulanti esigono di interrompere l’assunzione di qualunque quantità di alcol o, in selezionati casi, di ridurla drasticamente. Tutte le modalità di assunzione di un farmaco rispetto al bere vanno sempre verificate con il medico che le prescrive che sa quali sono le circostanze individuali che possono determinare un danno anche grave alla persona che non è consapevole della propria maggiore vulnerabilità a causa del consumo di alcol.

Un esempio gioverà a comprendere il perché. Prendiamo ad esempio il paracetamolo, la arcinota Tachipirina. L’ossigenazione da parte del citocromo P450 trasforma il paracetamolo per favorirne l’escrezione renale. Il prodotto elaborato nel fegato è però più epatotossico rispetto alla molecola. Nel fegato di un consumatore abituale di quantità non moderate di alcol in cui il citocromo P450 è ipersviluppato, il paracetamolo è più facilmente “ingaggiato” e trasformato nel suo prodotto tossico causando danni che possono essere anche particolarmente gravi. In sintesi, in chi beve aumenta il sistema che metabolizza l’alcol che è anche quello dei farmaci menzionati; se il sistema è iperattivo, in caso di momentanea astinenza dall’alcol, il sistema agisce esclusivamente sul metabolismo dei farmaci accentuandolo.

Questa è una delle ragioni per cui il foglietto illustrativo del paracetamolo consiglia cautela, quando a prendere il farmaco sono persone che fanno uso abituale di alcol.

Si conoscono sia casi in cui sono i medicinali a disturbare il metabolismo dell’alcol che viceversa.

Molti antibiotici (l’eritromicina, l’isoniazide, le associazioni trimetroprim-sulfametoxazol, il Bactrim ad esempio) ma anche molti antistaminici, utilizzati per le allergie, possono interferire con la metabolizzazione dell’alcol. L’alcol assunto, infatti, è di norma scomposto dal fegato in acetaldeide, una molecola tossica che è eliminata grazie all’azione di alcuni enzimi. Molti antibiotici, tra cui ad esempio le cefalosporine, inibiscono l’azione di questi enzimi favorendo l’accumulo di acetaldeide. Gli effetti collaterali più frequenti sono l’arrossamento della pelle, nausea, vomito, palpitazioni, abbassamento della pressione. Chi assume antibiotici deve sempre verificare con il medico o leggere il foglietto illustrativo prima di consumare alcolici. Nella maggior parte dei casi è consigliato di astenersi dal bere alcolici fino a tre giorni dopo l’interruzione della cura.

(Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.alcolnews.it)

GIORNALEDISIRACUSA

Avola:ubriaco semina il panico con l’auto tra le vie e uccide un anziano

Federica Monello.

Avola: un uomo visibilmente in stato di ebrezza si metta al volante della propria auto a folle velocità seminando il panico tra le vie e uccidendo un anziano.

Panico ieri ad Avola tra le vie della cittadina. Un uomo, Vincenzo Tiralongo, in evidente stato di ebrezza si è messo al volante della sua auto e a folle velocità ha percorso le vie del paese. Giunto in corso Vittorio Emanuele ha investito un anziano in bicicletta uccidendolo. Gli agenti della Polizia di Stato sono riusciti a fermarlo ma il Tiralongo visibilmente in stato di alterazione li ha aggrediti cercando di scappare. Tiralongo è stato arrestato per flagranza dei reati di omicidio colposo aggravato dallo stato di ebbrezza, omissione di soccorso, violenza e resistenza a Pubblico Ufficiale, porto di oggetti atti ad offendere e danneggiamento. Dopo le formalità di rito è stato condotto presso la Casa Circondariale di Contrada Cavadonna.

QUOTIDIANODELPIEMONTE

Esce di strada con l’auto, nel sangue alcol 8 volte superiore al consentito 

Alessandria,18 febbraio 2016 - Un uomo di 65 anni è stato denunciato per guida in stato di ebrezza e la sua patente è stata ritirata. Alle 19.00 del 12 febbraio l’uomo aveva avuto un incidente a Frugarolo, nell’alessandrino, finendo con l’auto in un campo. Ricoverato in ospedale e poi dimesso con pochi giorni di prognosi. I carabinieri di Alessandria avevano però chiesto ai sanitari di effettuare le verifiche sul sangue, dalle quali è risultata una presenza di alcol di 4,25 g/l, praticamente otto volte superiore al consentito. Da qui la denuncia e il ritiro della patente.

SCIENZAESALUTE

Sport, l'aerobica protegge il fegato dall'alcol (*) 

Di Maria Vasta 

giovedì 18 febbraio 2016 - Svolgere attività aerobica potrebbe aiutare a combattere i danni provocati dal consumo eccessivo di alcol. Questo è quanto emerge da un nuovo studio condotto dai membri della University of Missouri School of Medicine, i quali hanno cercato di scoprire se un aumento dei livelli di allenamento aerobico possa effettivamente aiutare a prevenire i danni al fegato causati dal consumo cronico ed eccessivo di alcol.

Per rispondere alla domanda, gli esperti hanno condotto il loro studio sui topi abituati a correre, esponendo un gruppo all’assunzione cronica di alcol per sei settimane, e confrontando i ratti del primo gruppo con quelli di un secondo gruppo che non era stato esposto ad alcol. Come previsto, è emerso che i depositi di grasso erano maggiori nel fegato dei ratti che avevano assunto alcol, ma elevati livelli di attività fisica avrebbero esercitato un potere protettivo contro la disfunzione metabolica che potrebbe provocare danni irreversibili al fegato.

Ulteriori ricerche dovranno essere certamente condotte per comprendere meglio come una maggiore attività aerobica possa fornire una protezione contro l'assunzione eccessiva di alcol.

(*) Nota: se non si bevessero alcolici si proteggerebbe ancora meglio il fegato con meno fatica, nel senso letterale del termine. 

BLITZQUOTIDIANO

Ubriaco, si sveglia con pene tatuato sulla gamba

Per fortuna (per Gregg, quanto meno) nel Regno Unito esiste un programma televisivo chiamato "Tattoo Fixers" che permette di "aggiustare" tatuaggi sbagliati

MADRID - 18 febbraio 2016 – Ubriaco, la mattina dopo si sveglia con un pene tatuato sulla gamba. E’ capitato a Greg, giovane inglese in vacanza a Magaluf, sulle isole Baleari (Spagna). La mattina dopo la notte folle si è svegliato e ha visto quello strano disegno sulla sua coscia sinistra. Ha pensato fosse stato fatto a penna da qualche amico e ha provato a cancellarlo. Ma più lo sfregava e più la pelle faceva male, fino a che non ha iniziato a sanguinare e lui ha capito che non si trattava di un disegno a penna, bensì di un vero e proprio tatuaggio permanente.

Per fortuna (per Gregg, quanto meno) nel Regno Unito esiste un programma televisivo chiamato “Tattoo Fixers” che permette di “aggiustare” tatuaggi sbagliati, vecchi, che non piacciono più o che non sono mai davvero piaciuti. Un reality show sull’onda dei tanti: “Vendo casa disperatamente” o “Abito da sposa cercasi”.

Greg è riuscito a partecipare ad una puntata del programma e ha potuto avere il suo pene trasformato in un bellissimo, e questa volta davvero artistico, leone asiatico grazie alla mano esperta di Steven “Sketch”.

Ricordando la mattina terribile in cui, ancora con i postumi della sbronza, si è ritrovato il brutto tatuaggio, Greg ha detto: “Ero andato a Magaluf (località in cui molti inglesi, russi e scandinavi si danno alla pazza gioia, ndr) e ovviamente avevo bevuto un paio di assenzi e un paio di drink. Quando mi sono svegliato la mattina dopo non ricordavo nulla della notte precedente. All’inizio non ho pensato che fosse un tatuaggio. Credevo che qualcuno lo avesse disegnato con un pennarello indelebile, e così mi sono alzato dal letto ridendo. Anche i miei amici ridevano. Ho iniziato a sfregarlo, per provare a cancellare il disegno, ma ad un certo punto ha iniziato a farmi male, mentre il disegno non andava via. A quel punto ho pensato: ‘questa è la fine della mia vita e ne sono consapevole’. E poi: ‘mia madre mi ucciderà’. Quando la mia ragazza mi ha visto, ovviamente mi ha detto di vergognarmi”.

Ma la vergogna è stata cancellata dall’abile mano di Sketch. E adesso il pene è nascosto tra i tratti somatici del leone asiatico sulla gamba di Greg.