Rassegna del 16 Febbraio 2016

A cura di Roberto Argenta, Guido Dellagiacoma, Alessandro Sbarbada

 LAFUCINA.IT

Cancro al seno: il consumo anche moderato di alcol aumenta i rischi

Oltre 135 mila persone seguite per più di 30 anni hanno evidenziato un legame fra il bere e l'incidenza del tumore nelle donne, con un aumento del rischio del 13%

Basterebbe eliminare definitivamente tutti gli alcolici dalla propria alimentazione, soprattutto se in famiglia ci sono stati precedenti di cancro: questo provvedimento ridurrebbe il rischio di contrarre la malattia. A sostenerlo due studi congiunti, pubblicati sul British Medical Journal, che hanno evidenziato un legame fra il consumo moderato di alcol e l'insorgenza del tumore, in particolare quello al seno. Basandosi infatti sui dati emersi dal Nurses Health Study e dal Health Professionals Follow-up Study, che hanno seguito oltre 135 mila persone (ovvero, 88.084 donne e 47.881 uomini) per più di trent'anni e tenendo conto anche di altri fattori come obesità, fumo e storia familiare, gli scienziati dellaHarvard TH Chan School of Public Health e del Brighham and Women's Hospital di Boston hanno scoperto che se una piccola dose di alcool (quantificata in un drink standard per le donne e due per gli uomini) aumenta marginalmente il rischio generale di cancro, per quello al seno le possibilità di ammalarsi sono del 13% in più, indipendentemente dal fatto che la donna sia una fumatrice oppure no.

Il forte legame tra alcol e alcuni tipi di tumore

E anche se i risultati della ricerca puntano a sottolineare come l'aumento del rischio cancro sia minimo, un editoriale uscito sulla stessa rivista scientifica a firma del dottor Jurgen Rehm, responsabile del Centre for Addiction and Mental Health di Toronto mette in guardia «le persone che hanno avuto tumori in famiglia, e soprattutto le donne con precedenti di cancro al seno nella loro storia familiare», invitandole «a ridurre la quantità di alcool al di sotto dei limiti raccomandati o a rinunciarvi del tutto, visto il legame ormai consolidato fra un moderato consumo di alcolici e i tumori legati agli stessi». Un avvertimento che dall'altra parte dell'Atlantico trova il pieno appoggio di Sir Ian Gilmore, presidente della Alcohol Health Alliance UK, che da tempo si batte perché sulle bottiglie di alcolici vengano posti avvertimenti per la salute sul modello di quelli che ci sono sui pacchetti di sigarette. «Questo studio è l'ennesima conferma di come non esista un livello sicuro di consumo di alcool quando si parla di tumore», spiega alGuardian. «Tutti i medici vogliono che i loro pazienti vivano a lungo e in salute - gli fa eco sul The Independent il dottor Richard Roope del Royal College of General Practitioners - per questo motivo fumo e alcool, che sono due fattori a grande rischio cancro, non possono e non devono essere mai ignorati, soprattutto se in famiglia ci sono dei precedenti legati a queste patologie».

 IL CENTRO

Musica a palla e zero alcol: parte la “discoteca young” 

Roseto, un centinaio di ragazzini nella giornata d’esordio 

L’iniziativa voluta da tre mamme-imprenditrici

ROSETO. «Ci stiamo divertendo tantissimo, anche se fuori è ancora giorno». Nelle parole di Dalila, 16 anni, è racchiuso l’indice di gradimento dei teenager che ieri hanno preso parte alla giornata inaugurale della prima discoteca riservata solo agli adolescenti e aperta la domenica pomeriggio. L’idea è nata da tre imprenditrici rosetane – Francesca Martinelli, Cristina Scrivani e Tiziana Angarano – che hanno voluto creare uno spazio aggregativo per minorenni dove possano divertirsi in maniera sana. Così ieri c’è stata l’inaugurazione, nella giornata degli innamorati, con un centinaio di giovanissimi che hanno risposto con entusiasmo all’appello. «Sono sicura che saremmo stati ancora più numerosi» dice Marika, 13 anni «se oggi non ci fosse stata la partita in casa del Roseto basket». Tra l’altro si trattava di una gara particolarmente importante, con la Fortitudo Bologna, che ha fatto registrare il tutto esaurito del Palamaggetti. 

«Prima di essere imprenditrici siamo tre mamme», raccontano le promotrici del progetto, «e abbiamo sentito la necessità di offrire un’alternativa ai nostri figli e a tutti i ragazzi rosetani della fascia d’età che va dai 12 ai 18 anni (12.18 è il nome dato al locale, ndr) per i quali manca un punto d’incontro dove poter trascorrere qualche ora insieme, ascoltando buona musica e ballare, lontano da ogni tipo di pericolo che può giungere dalla strada. E oggi guardare oggi tutti questi ragazzi ballare e divertirsi in allegria ci fa quasi commuovere». Così le tre imprenditrici-mamme, tutte impegnate professionalmente nel settore dello spettacolo, si sono messe in moto per dare corpo al progetto affittando una discoteca già funzionante, cioè quella annessa al villaggio turistico Lido d’Abruzzo, di pomeriggio inutilizzata. Massima attenzione alla sicurezza, affidata a dei professionisti del settore, così come per la musica, selezionata e proposta da dj professionisti. Naturalmente banditi tutti i tipi di alcolici per i minorenni, per i quali al bar sono servite solo bevande analcoliche. «Ci si può divertire benissimo anche senza ubriacarsi», sottolinea Laura, 15 anni, «anche perché non si perde il contatto con la realtà». Musica a palla e tutti in pista a scatenarsi. «Il volume è lo stesso di quando ascolto la musica in camera mia», dice Jacopo, 14 anni, «quindi non ci disturba affatto il livello dei decibel che ci propongono qui».

«Sono certa che saremo sempre più numerosi», interviene Valeria, 14 anni, «perché l’alternativa è vagare senza meta per la città anche se è brutto tempo, mentre qui siamo al caldo, nessuno ci infastidisce e possiamo ascoltare buona musica ballando in allegria». «Da padre», interviene il sindaco di Roseto Enio Pavone, «ritengo che sia una splendida idea recuperare la tradizione, molto in voga diversi anni fa, di andare in discoteca di pomeriggio nei week-end, così da non costringere i propri genitori a passare la notte in bianco finché il proprio figlio non è rincasato». Prossimo appuntamento 6 marzo. Info 328.6489943; 328.6985490.

Federico Centola

 GIORNALE DI SICILIA

Carnevale di Sciacca, è allarme alcolici

di Giuseppe Pantano

SCIACCA. Almeno duecento (*) gli interventi effettuati dal personale sanitario della Croce Rossa, durante i giorni del Carnevale di Sciacca, per soccorrere giovani in stato di ebbrezza alcolica.

«Purtroppo - dice Enzo Vita, responsabile della Croce Rossa - ci sono stati dei picchi con un lavoro particolarmente intenso. Bene le iniziative di sensibilizzazione, ma bisogna fare ancora di più e ad esempio il Peppe Nappa potrebbe distribuire spremuta d'arancia e non vino assieme alla salsiccia».

L'eccessivo consumo di alcol durante i giorni della festa rimane, purtroppo, uno dei problemi che non trovano ancora soluzioni adeguate. C'era stato, all'inizio del Carnevale, anche un appello ai giovani da parte del dirigente del Sert di Ribera, Paolo Falco, a bere con moderazione ed ai minorenni a non avvicinarsi all'alcol, ma i dati parlano di un problema ancora presente.

 (*) Nota: avete letto bene. C’è scritto “duecento”.

 LA NUOVA SARDEGNA

Abuso di alcol, ragazzina 14enne crolla durante la sfilata 

Momenti di apprensione a Valledoria. Tanti i minori che si procurano bevande “proibite” 

di Giulio Favini

VALLEDORIA. Momenti di apprensione domenica durante la sfilata dei carri allegorici quando si è reso necessario l’intervento dell’ambulanza per soccorrere una ragazzina di soli 14 anni in preda a intossicazione alcolica. Un neo - e un segnale non proprio tranquillizzante - in una festa che per il resto ha portato come di consueto tantissima allegria e ha chiuso degnamente i festeggiamenti del Carnevale. 

L’episodio si è verificato a metà del sfilata conclusiva del carnevalone valledoriano: qualcuno ha notato che una delle maschere che saltavano e cantavano su uno dei carri era crollata a terra colta da malore. Subito è stata allertata l’ambulanza del 118 dell’Avis di Valledoria che è intervenuta immediatamente per prestare soccorso a quella che poi si è rivelata essere una ragazzina di 14 anni alla quale è stata “diagnosticata” una “intossicazione etilica”. 

Così recita il referto stilato dai medici del 118 di Sassari chiamati da qualche spettatore che assisteva alla sfilata. «L’intervento è stato nullo - fanno sapere dai vertici dell’Avis di Valledoria - nel senso che la paziente non è stata trasportata all’ospedale pertanto non si ha a disposizione alcun dettaglio sull’intervento eseguito». Eppure chi ha assistito alla kermesse carnevalesca si è spaventato quando su quell’ambulanza è salita una ragazzina di 14 anni piuttosto alterata: «Sì, abbiamo visto una ragazza salire sull’ambulanza dell’Avis - dicono alcune delle persone che hanno assistito alla sfilata in maschera a Valledoria -. Poi l’abbiamo vista riscendere e, grazie a Dio, lei era tranquilla accanto alla madre e stava bene, sembrava tutto a posto». «Sì, in effetti c’è stato l’intervento dell’ambulanza - dichiara il presidente della Pro loco Antonio Spano -, anche noi abbiamo saputo che qualche ragazzo che sfilava è stato male, ma non sappiamo di cosa si sia trattato. Di certo, i ragazzi minorenni che sfilavano erano tantissimi, e tanti di loro, magari avevano sorseggiato qualche bibita alcolica, molti di loro magari portano qualche birra o magari altre bibite alcoliche all’interno degli zaini. Comunque, tengo a precisare, - continua Spano - che noi non distribuiamo alcolici ai ragazzi al di sotto dei diciotto anni. Tuttavia molti di questi ragazzi se li portano dietro e non sappiamo dove si siano riforniti. Ci vorrebbe un controllo da parte dei genitori soprattutto per i minorenni, di certo noi organizzatori non possiamo permetterci di controllare i ragazzi che vengono a sfilare». «Sono cose che non dovrebbero accadere - dice il parroco del paese don Salvatore Melis - i ragazzini minorenni sono lasciati troppo soli durante le loro scorribande, e alle volte, soprattutto durante il carnevale, eccedono nei divertimenti. Su un paese di circa 4mila anime - continua il parroco don Salvatore Melis - domenica a messa eravamo sì e no 200. Questo dato secondo me è significativo: oltre al divertimento bisogna che le famiglie riscoprano i valori del cristianesimo». Intanto, la sfilata dopo questo incidente, per fortuna senza nessuna grave conseguenza, è proseguita senza altri intoppi e con tanta allegria. Da segnalare che nella giornata di domenica ai carri di Valledoria si sono aggiunti quelli di Nulvi, Badesi e Trinità.

 SAVONANEWS

Albenga, picchia la moglie sotto l'effetto dell'alcol: scarcerato

Nell'interrogatorio avrebbe minimizzato e negato ogni azione. Il gip ha così convalidato l'arresto e accolto la richiesta del pubblico ministero che ha chiesto il divieto di avvicinamento al coniuge

È stato scarcerato l'uomo che sabato é stato arrestato ad Albenga per maltrattamenti in famiglia. Sotto l'effetto dell'alcol aveva picchiato la propria moglie che, al culmine dell'ennesimo episodio di maltrattamenti, ha chiamato i Carabinieri.

I militari infatti erano intervenuti in viale Patrioti, nell’abitazione di una coppia di coniugi settantenni pensionati. La donna aveva raccontato il proprio disagio ai militari in riferimento al comportamento violento del marito. Al culmine dell’ennesimo episodio di maltrattamenti, la donna ha denunciato l’aggressione appena subita in casa dal marito che per futili motivi le aveva fatto sbattere ripetutamente la testa contro la ringhiera del terrazzo. La donna era stata trasportata presso il pronto soccorso del Santa Corona per le cure.

L'uomo arrestato é stato interrogato questa mattina nel tribunale di Savona per l'udienza di convalida. Al giudice Francesco Meloni avrebbe minimizzato e negato ogni azione. Il gip ha così convalidato l'arresto e accolto la richiesta del pubblico ministero che ha chiesto il divieto di avvicinamento al coniuge.

 LA NUOVA VENEZIA

fiesso 

Ubriaco al volante: arrestato l'uomo che ha travolto una ciclista, ora in prognosi riservata

In manette un padovano: nel suo sangue, alcol superiore di quattro volte i limiti 

di Alessandro Abbadir

FIESSO. È stato arrestato dai carabinieri della Compagnia di Chioggia l'uomo che lunedì sera ha investito una donna di 56 anni che stava transitando lungo via Bargariga a Fiesso D'Artico in bicicletta. L'uomo, residente nel Padovano, che ha tamponato la signora una casalinga del posto era alla guida in stato di ebbrezza. La donna lotta fra la vita e la morte all'ospedale di Mestre. 

L'uomo aveva il tasso alcolemico quattro volte superiore.

Il gravissimo incidente stradale è accaduto lunedì verso le 19, in via Barbariga a Fiesso: in quel momento una donna stava rincasando in sella alla sua bicicletta dopo aver fatto le spese, pedalando di fretta per preparare in tempo la cena. Un’auto, sopraggiungendo da dietro nella stessa direzione di marcia della donna, ha però centrato la bici, tamponandola violentemente.

La povera ciclista è stata sbalzata di sella compiendo un pauroso volo di parecchi metri, piombando nella carreggiata opposta. La donna è andata a sbattere con la testa contro un’auto ferma in attesa di svoltare.

 Immediato il soccorso da parte di alcuni passanti che hanno dato l’allarme al 118.

La ferita è stata immediatamente intubata e portata in ospedale a Dolo. Ma all’arrivo al pronto soccorso i medici hanno giudicato le sue condizioni troppo gravi. E’ stata perciò trasferita a sirene spiegate al reparto di terapia intensiva dell’ospedale dell’Angelo di Mestre, dove è in prognosi riservata, Le sue condizioni sono giudicate “critiche”.

Martedì mattina la svolta: l'investitore arrestato perché ubriaco al volante.

 CUNEOCRONACA

BRA/ Si ubriaca e maltratta i figli: arrestato

Riceviamo e pubblichiamo: "I carabinieri del Nucleo operativo Radiomobile hanno tratto in arresto D.C.L. (40 anni, romeno) sorpreso in flagranza di reato a commettere maltrattamenti in famiglia ai danni dei figli di 11, 10 e 5 anni.

L’uomo, disoccupato e già noto alle forze dell’ordine, residente nella periferia cittadina, verso l’una della scorsa notte, in evidente stato di ubriachezza, stava inveendo contro i figli procurando loro un forte stato di agitazione psico-fisica. 

Successivamente i militari accertavano che il romeno, già più volte denunciato dalla moglie per maltrattamenti nel corso del 2015, aveva malmenato il figlio undicenne procurandogli delle lesioni. I bambini, trasportati per accertamenti al San Lazzaro di Alba, sono stati tutti dimessi dopo le cure.

L’uomo, dopo l’arresto, su disposizione del Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Asti dott.ssa Valeria Ardoino, è stato condotto nel carcere di Asti in attesa della convalida da parte del Giudice per le Indagini Preliminari".

 WINENEWS

La pioggia non ha fermato la marcia delle associazioni ambientaliste di Bordeaux, che domenica hanno radunato 1.500 manifestanti per chiedere all’agricoltura, ed in modo particolare al vino, di ridurre l’uso dei fitofarmaci tra i filari

Una domenica di pioggia battente non ha fermato la marcia delle associazioni ambientaliste di Bordeaux, che hanno radunato 1.500 manifestanti per chiedere al mondo dell’agricoltura, ed in modo particolare a quello del vino, di ridurre l’uso, che spesso, come raccontano i dai ufficiali degli uffici governativi di Francia, sfocia in abuso, di fitofarmaci tra i vigneti. Come hanno raccontato gli organizzatori, al portale d’Oltralpe “Vitisphere” (www.vitisphere.com ), non è una manifestazione contro i vigneron, tutt’altro: come dimostra la partecipazione di tanti produttori, quello che chiede la gente di Bordeaux, è un’agricoltura meno dipendente dai fitofarmaci, più sostenibile e sana, che, in sostanza, non minaccia la salute dei più piccoli.

Nata sulla scia della denuncia del programma tv “Cash Investigation” (Produits chimiques, nos enfants en danger), la protesta chiede in primo luogo chiarimenti sul vigneto Bordeaux e la sua gestione, con la creazione di comitati che supervisionino la situazione. In un ambiente che, però, al di là delle dichiarazioni, si fa ogni giorno più teso, con la maggioranza dei viticoltori che nella “Marche Blanche” non vede nulla di buono o di costruttivo, ma solo una contrapposizione che rischia di arrecare danni seri alla filiera vinicola della girondina.

 IL GIORNO

Livigno, niente alcol fuori dai bar, ecco l’ordinanza del "decoro"

Livigno, 16 febbraio 2016 - «Abbiamo inteso fornire le forze dell’ordine di uno strumento più efficace per combattere i problemi cui danno origine alcuni soggetti che, all’uscita dei locali notturni, fanno talvolta schiamazzi o infastidiscono gli altri cittadini. Sinora era possibile soltanto procedere contro chi si rendesse colpevole di ubriachezza molesta, ma riteniamo più efficace eliminare il problema alla radice». Così il sindaco di Livigno, Damiano Bormolini, commenta la recente ordinanza comunale con cui la sua giunta ha vietato ai titolari o gestori di ristoranti, bar, pub, apres-ski e altre attività commerciali «la vendita per asporto e somministrazione in bottiglie o bicchieri in vetro o plastica di bevande ed alcolici», oltre che l’abbandono sul suolo pubblico di ogni sorta di contenitore.

Una decisione quella concretizzatasi con il provvedimento entrato in vigore lo scorso sabato in linea con il fine perseguito ormai da tempo dal governo cittadino, ovvero quello di salvaguardare il decoro e la sicurezza pubblica. In tale direzione si era deciso di intervenire già a fine dicembre scorso, con la scelta di sanzionare l’accattonaggio e la mendicità molesta. Stando alle dichiarazioni del sindaco, nessun episodio particolare, ad ogni modo, parrebbe celarsi dietro quest’ultima stretta in tema di controllo. Piuttosto diversi casi registratisi nel corso della stagione invernale, che porta a Livigno un gran numero di turisti di varia provenienza e il conseguente affollamento notturno dei locali e delle strade del paese da parte di vacanzieri non sempre tranquilli.

«Sicuramente il fatto che si sia deciso di mantenere in vigore l’ordinanza sino al 1°maggio 2016 deriva dall’acuirsi del fenomeno nei periodi dell’anno maggiormente frequentati dai turisti. Ma questa attuale è solo una sperimentazione, al termine della quale valuteremo i risultati raggiunti per decidere se proseguire su questa strada». E per coloro che non rispetteranno il divieto, una sanzione di 150 euro, con l’immediata sospensione dell’attività commerciale da tre a venti giorni per la violazione reiterata dell’ordinanza o in caso si verifichino gravi pericoli per la sicurezza urbana e la quiete pubblica.