Rassegna del 10 febbraio 2016

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

 CONSEGUENZE … ALCOLICHE … DEL CARNEVALE

ABUSO DI ALCOL TRA I GIOVANI, RICOVERI AL PRONTO SOCCORSO

SARTIGLIA 2016 - 09 febbraio 2016

ORISTANO. Sette solo domenica, ma ieri la processione verso il pronto soccorso è proseguita per tutta la serata. Il tasso alcolico è stato sollevato parecchio durante questi giorni della Sartiglia e a fare le spese di un'abitudine assai poco edificante sono stati soprattutto i giovanissimi. Le ambulanze del 118 sono intervenute a ripetizione e se molti ragazzi hanno rifiutato il ricovero perché maggiorenni, altri sono stati ricoverati al pronto soccorso senza il permesso perché i diciotto anni non li hanno ancora compiuti. Un anno fa, nella serata di domenica, i ricoveri legati all'abuso di alcol o di droghe erano stati diciotto, quindi il numero è calato in maniera decisa, ma a preoccupare è il fatto che dei sette ricoveri di due giorni fa e dei numerosi di ieri, la maggior parte riguarda delle adolescenti il cui fisico non è certamente preparato a ricevere una quantità di alcol spropositata. Fermo restando che i danni procurati dall'abuso di alcol nei giovani possono comunque essere devastanti. Evidentemente però la lezione di domenica non è servita.

 http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2016/02/10/news/muggia-in-dodici-al-118-per-risse-malori-e-alcol-1.12933101 

MUGGIA, IN DODICI AL 118 PER RISSE, MALORI E ALCOL

Sei minori e sei maggiorenni accolti al Posto medico avanzato a causa degli eccessi del martedì grasso. In sette coinvolti in una maxirissa

10 febbraio 2016

MUGGIA Sono state 12 - 6 minorenni e 6 maggiorenni - le persone trattate nella serata di ieri, martedì grasso, dai sanitari del Posto medico avanzato di Muggia allestito in occasione del Carnevale.

Sette di loro, 3 minori e 4 adulti, sono rimasti coinvolti in una violenta rissa. Uno solo (minore) presentava sintomi di abuso di sostanze alcoliche, mentre gli altri sono stati presi in carico per traumi accidentali, stati di agitazione e malori vari.

Nessuno dei "pazienti" è risultato grave: per due di loro si è scelto il trasporto al Pronto soccorso dell'ospedale di Cattinara per ulteriori trattamenti medici.

 http://torino.repubblica.it/cronaca/2016/02/07/news/carnevale_d_ivrea_un_dodicenne_ricoverato_in_coma_etilico-132922282/ 

CARNEVALE D'IVREA, 70 FERITI E UN DODICENNE RICOVERATO IN COMA ETILICO

La pioggia e i super controlli antiterrorismo non fermano la prima delle tre giornate della tradizionale battaglia delle arance: settemila i partecipanti, a decine si sono rivolti ai sanitari per i colpi al volto, ma cure mediche in netta flessione rispetto allo scorso anno. Ragazzino in ospedale per eccesso di alcol

07 febbraio 2016 

La battaglia delle arance (afp)

Prima giornata di battaglia delle arance, la caratteristica principale del carnevale d'Ivrea, che ha per protagonista la "Vezzosa Mugnaia" . La pioggia e le misure antiterrorismo scattate quest'anno, dopo gli eventi di Parigi, non hanno però un scoraggiato curiosi e appassionati, anche se si regista un lieve calo. In flessione anche il numero di feriti per colpi di agrumi: una settantina le persone che hanno fatto ricorso alle cure dei sanitari contro i 142 dello scorso anno. Tra gli interventi di soccorso anche quelli per le persone ubriache: 28. Tra loro anche un dodicenne finito all'ospedale per coma etilico ma non è in pericolo di vita.

 Rispetto ai 10 mila biglietti staccati lo scorso anno, per  l'avvio della battaglia di agrumi, gli organizzatori segnalano 7 mila tagliandi venduti (prezzo 8 euro) per accedere alle piazze delle battaglie, mentre le presenze registrate (compresi partecipanti alla battaglia e residenti in giro per la città) superano le 16mila persone. L'incasso di quest'anno sfiora i 57mila euro, oltre 20mila euro in meno rispetto al 2015 quando già c'era stato un calo superiore al 50 percento in confronto all'anno prima.

 http://lasentinella.gelocal.it/ivrea/cronaca/2016/02/08/news/il-piano-sicurezza-funziona-alcol-12enne-in-ospedale-1.12924346 

IL PIANO SICUREZZA FUNZIONA ALCOL, 12ENNE IN OSPEDALE

Poliziotti coi metal detector ai varchi della città, due denunciati per un coltello L’abuso di superalcolici resta un problema: ragazzino sfiora il coma etilico

di Mauro Giubellini

08 febbraio 2016

IVREA. Il complesso piano per garantire soccorsi e sicurezza da giovedì a domenica ha funzionato alla perfezione. Gli oltre cento uomini impiegati dalle forze dell’ordine(*) (polizia, carabinieri, polizia municipale e guardia di finanza oltre ad un robusto dispiegamento di volontari del soccorso) hanno monitorato attimo per attimo la situazione. Soddisfazione in commissariato dove sono confluiti ora per ora i dati del weekend di festa. Un unico neo: l’abuso di alcol. Soprattutto tra i minorenni. Un ragazzino di dodici anni, sabato sera, è stato soccorso e portato d’urgenza in pronto soccorso.

Ha sfiorato il coma etilico. Con lui un compagno di bevute di 16 anni, oltre a tre adulti. Ma sono 28 i casi di ubriachezza accertati. Una di questa particolarmente molesta visto che è costata a un 37enne reduce da una serata ad alta gradazione alcolica anche una denuncia per resistenza a pubblico ufficiale. Una quarantina le auto controllate (una sequestrata perché sprovvista di assicurazione), sessanta le persone identificate. Due sono state denunciate: nascoste in macchina avevano una mazza da baseball e un coltello a serramanico.

Ai varchi della città hanno fatto la loro comparsa i metal detector portatili in dotazione alla polizia. I controlli sono stati fatti a campione e hanno avuto tutti esito negativo.

Gli agenti, divisi in pattuglie di quattro, cinque uomini hanno presidiato nella giornata di domenica tutti gli ingressi alla città. Una presenza visibile ma discreta. Sono state undici le persone a cui sono stati chiesti i documenti perché ritenute sospette, o meglio, avevano atteggiamenti alterati. Ed anche in questi casi causa scatenante è stato l’abuso di bombardini (bevanda a base di panna, zabajone caldo, brandy e caffè) che furoreggia durante il Carnevale.

«L’abuso di alcol purtroppo è una realtà con la quale dobbiamo confrontarci tutti gli anni - puntualizzano dal commissariato di Ivrea - i rischi maggiori nascono quando ad esagerare sono i giovanissimi».

Ed il dodicenne portato d’urgenza in ospedale per sospetto coma etilico ne è una prova.

«Mai mettersi al volante quando si è alticci , si mette in pericolo la propria vita e quella altrui. I controlli

sono stati ferrei e senza sconti», sintetizzano i dirigenti di polizia.

In servizio in città c’erano anche i cani antidroga e antiesplosivi. Una risorsa in più per garantire la sicurezza in una manifestazione, tutto sommato, tranquilla. L’unica battaglia è stata quella delle arance.

 (*)NOTA: oltre 100 uomini per controllare il divertimento altrui!!! Bel divertimento… !!!

 LA NECESSITÀ DI BERE PRIMA DELL’INTIMITÀ, PER “LASCIARSI ANDARE”, PUÒ CREARE UN RAPPORTO DI DIPENDENZA

 http://www.pressreader.com/italy/oggi/20160210/282677571336284/TextView 

ALCOL E ORGASMO: UNA RELAZIONE PERICOLOSA

Oggi 10 Feb 2016Maria Chiara L., Belluno

LA NECESSITÀ DI BERE PRIMA DELL’INTIMITÀ, PER “LASCIARSI ANDARE”, PUÒ CREARE UN RAPPORTO DI DIPENDENZA

Ho letto la sua rubrica sul consumo di alcol per favorire l’orgasmo (vedi il numero 7 di Oggi, ndr). Binomio “seducente”, ma con quali conseguenze?

Torno sull’argomento, come promesso nel numero scorso. Innanzitutto, a parità di dose, nella donne la tossicità dell’alcol è doppia rispetto agli uomini, su salute, cervello e comportamento, a causa della ridotta eliminazione dell’alcol da parte del fegato. Ma uno degli aspetti più delicati del problema è il seguente: bastano pochi rapporti in cui l’orgasmo è stato ottenuto grazie all’effetto ansiolitico e disinibitorio dell’alcol per creare un rapporto di dipendenza, innanzitutto psicologico. Nelle giovani, il rischio è maggiore: dopo soli tre rapporti “alcolici” con orgasmo, la ragazza penserà che se non assume l’alcol non riuscirà a lasciarsi andare e ad averlo. Questa convinzione, e la necessità di bere prima dell’intimità, diventeranno sempre più forti col ripetersi del “binomio pericoloso” fino a che la dipendenza diventerà anche fisica. Questa vulnerabilità è massima nelle giovani: le ragazzine impulsive, e più portate alla trasgressione come modo di “affermarsi” nel gruppo, sono le più vulnerabili alle bevute eccessive e al sesso casuale, che spesso la perdita di controllo comporta. Ciò perché l’alcol abbassa la capacità di autoprotezione: ecco perché aumenta il rischio di malattie sessualmente trasmesse, di abusi e violenze sessuali (individuali e di gruppo) e di gravidanze indesiderate. Non banalizziamolo, il consumo di alcol. E limitiamolo al massimo. Proprio noi adulti, per primi, dobbiamo dare il buon esempio.

 CONSEGUENZE DEL CONSUMO DI VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI

 http://www.today.it/rassegna/rissa-matrimonio-sposo-damigelle.html 

RISSA AL MATRIMONIO, SPOSO PRENDE A PUGNI LE DAMIGELLE: UN ANNO DI CARCERE

La cerimonia a Macclesfield, in Inghilterra, si era svolta nel più tradizionale dei modi. Dopo il sì, tutti gli invitati, circa 100, si sono ritrovati in una tenuta dove è iniziata la festa: cibo e tanto alcol

Redazione Today

8 febbraio 2016

E' finito malissimo il matrimonio tra Nicola Plant, sposa 26enne e John Campbell, 27 anni. La cerimonia a Macclesfield, in Inghilterra, si era svolta nel più tradizionale dei modi. Dopo il sì, tutti gli invitati, circa 100, si sono ritrovati in una tenuta dove è iniziata la festa: cibo e tanto alcol.

Rachel, una delle damigelle, racconta che la serata è terminata nel peggiore dei modi. A tarda notte quasi tutti gli ospiti erano andati a casa, e a quel punto gli sposi con un gruppo di parenti si sono avviati alle automobili. "John - dice la damigella - era ubriaco, non aveva soldi per tornare a casa e si è infilato al posto di guida della macchina di qualcun altro. Io gli ho offerto venti euro per prendere un taxi e ho cercato di togliergli le chiavi del veicolo. Ma John è impazzito e mi ha sferrato un pugno".

Interviene a quel punto anche l'altra damigella della sposa, Samantha, che ha ricevuto a sua volta un duro colpo al volto. La sposa è andata nel panico, raccontano le damigelle: "Nicola era in preda a una crisi isterica. Non riusciva credere che il marito avesse rovinato tutto". 

Il neosposo, su di giri, si è tolto la fede, l'ha lanciata via e si è allontanato da solo. Il giorno dopo è stato arrestato, e in seguito è stato condannato a 12 mesi di carcere. Le damigelle hanno riportato ferite e anche uno zigomo rotto. John ha detto di aver agito sotto effetto di alcol e cocaina.

 http://www.valtiberinaonline.it/notizie/leggi/176039/ 

AGGREDI' E PALPEGGIO' STUDENTESSA. CERCAVA SOLDI PER COMPRARSI ALCOL

L'episodio L'anno Scorso. Scende In Campo La Difesa Del Romeno

di GAIA PAPI

Inserita il : 10-02-2016 da wineuropa

TUTTO RUOTEREBBE intorno a quella sua «intossicazione cronica da alcol» (come la definì la perizia psichiatrica eseguita nell'aprile scorso). Sarebbe per quello che il romeno cinquantenne che nel 2015 venne arrestato per palpeggiamento di una giovane studentessa, si trovava spesso davanti alla sua scuola, nel centro di Sansepolcro. Non per fare la posta alle ragazzine, (l'ipotesi che fece ben presto il giro del paese), ma in attesa dell'elemosina che, periodicamente, gli faceva il vescovo in pensione residente proprio davanti a quella scuola. 

Di lì passano ogni giorno molte persone indigenti, e di lì passava l'uomo per chiedere due spiccioli che spesso andavano a finire proprio per comprarsi una bottiglia. 

Sono i fatti emersi ieri nell'istruttoria, durante la quale sono stati ascoltati tutti i test della difesa, sostenuta dall'avvocato Lorenza Calvanese. 

Tra di loro nessuno avrebbe assistito direttamente ai fatti denunciati lo scorso anno dalla ragazzina. Ma tutti avrebbero confermato il vizio del romeno, tutti lo avrebbero visto più e più volte proprio in zona con la bottiglia in mano. La perizia parla di enormi quantità di alcol che l'uomo ingeriva ogni giorno, fino a sette litri. E per quella «droga» aveva bisogno continuamente di denaro. Il lavoro lo ha perso qualche anno fa a seguito di un grave infortunio. 

PROPRIO A SEGUITO dell'incidente la sua vita, una vita normalissima fino a quel momento fatta di un lavoro onesto e di una famiglia, è andata in frantumi e il suo miglior amico è diventato ben presto l'alcol. 

La vicenda, si ricorderà, destò scalpore e sdegno nella cittadina biturgense. La ragazzina, allieva di un istituto superiore di Sansepolcro, si stava recando in palestra per l'ora di ginnastica quando, raccontò di essere stata improvvisamente aggredita dal cinquantenne, romeno di origine e residente da anni in città, che si era poi dato alla fuga. Immediato scattò l'allarme e i carabinieri dettero vita ad una vera e propria caccia all'uomo, al termine della quale il romeno venne arrestato con l'accusa di violenza sessuale. 

L'uomo venne sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, dove si trova tutt'ora, mentre sta seguendo delle cure per la sua disintossicazione dall'alcol. 

Fino ad ora sono stati sentiti solo i test della difesa, la dinamica di quel giorno non è stata ancora analizzata. Si dovrà aspettare martedì 23 febbraio quando, in occasione della prosecuzione dell'istruttoria, sarà sentita l'ultima voce, quella più importante, quella della ragazzina, che nell'aprile 2015 denunciò, sconvolta, il palpeggiamento del romeno tra lo choc di un paese intero.

notizie tratte da La Nazione www.lanazione.it

 http://www.tio.ch/News/Ticino/Cronaca/1069948/Rapina-di-Novazzano-sotto-l-effetto-di-cocaina-alcol-e-farmaci/ 

RAPINA DI NOVAZZANO SOTTO L’EFFETTO DI COCAINA, ALCOL E FARMACI

Lo ha dichiarato lo stesso 28enne incriminato

Articolo di Red

9.2.16

LUGANO - Lo ha dichiarato lo stesso malvivente: durante la rapina al distributore di Novazzano, messa in atto sabato scorso, era sotto l’effetto di cocaina, alcol e farmaci. Il 28enne lo ha confessato al procuratore capo Nicola Respini. Lo riporta la Rsi.

L’interrogatorio è avvenuto all’Ospedale Civico dove il ladro è ricoverato per la ferita d’arma da fuoco alla gamba riportata durante la rapina. L’italo-svizzero ha ovviamente confessato il colpo ma, per ora, non ha voluto commentare i casi precedenti a lui imputati.

Al momento, la giudice dei provvedimenti coercitivi Ursula Züblin ha ordinato la sua carcerazione preventiva, rimarrà dietro le sbarre almeno per i prossimi due mesi.

 L’IMPEGNO DELLE FORZE DELL’ORDINE

 http://www.hempyreum.org/it/59146 

SPACCIO DI DROGA E GUIDA SOTTO L’EFFETTO DELL’ALCOL: DUE DENUNCE A SENIGALLIA

09/02/2016 - 17:09:00

I Carabinieri della Compagnia di Senigallia nella notte di martedì 9 febbraio hanno denunciato due persone. Si tratta di un tunisino 29enne, nei guai per detenzione e spaccio di sostanza stupefacente, e di un 38enne giordano per guida in stato di ebbrezza alcolica. Nel primo caso, i Carabinieri del nucleo operativo hanno fatto irruzione nella stanza di un albergo di via Perugia dove hanno sorpreso il tunisino in compagnia di una 47 enne del luogo, in procinto di sniffare due strisce di "neve" già sistemata sul comodino vicino al letto. Alla richiesta se nascondesse ulteriori quantitativi di droga, l’uomo, tradendo un certo nervosismo, ha risposto di non detenere altro; l’immediata perquisizione del locale ha consentito invece ai militari di scovare altri tre piccoli involucri conservanti complessivamente 1,5 gr di cocaina e 1 di marijuana, sottoposti a sequestro assieme alla somma in contante di 470 euro, verosimilmente provento dello spaccio. Motivo per il quale il tunisino è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Ancona per detenzione e offerta di sostanza stupefacente mentre la donna è stata segnalata alla Prefettura per uso personale non terapeutico di droga. Nella stessa nottata, i militari senigalliesi hanno effettuato un servizio di controllo sulla strada provinciale Arceviese, nei pressi della discoteca Megà dove era in corso una festa per il carnevale: hanno intercettato una Opel Astra che procedeva zig-zag in direzione di Senigallia, creando pericolo alle altre autovetture in transito. L’automobilista - un giordano di 38 anni, residente a Ostra - è stato affiancato e costretto a fermarsi per un controllo durante il quale ha manifestato chiaramente i sintomi dell’ubriachezza: alito vinoso e stato confusionale. Portato in caserma per accertamenti, è stato verificato con l'etilometro che l'uomo aveva un indice del 1,4 gr/lt e che si era quindi messo alla guida sotto l’influenza di sostanze alcoliche. Ritirata la patente di guida, l’automobilista è stato inoltre denunciato a piede libero.

 GUIDA IN STATO DI EBBREZZA

 http://www.forlitoday.it/cronaca/pausa-pranzo-alcolica-per-un-camionista-fermato-alticcio-sulla-tosco-romagnola.html 

PAUSA PRANZO ALCOLICA PER UN CAMIONISTA: FERMATO ALTICCIO SULLA "TOSCO-ROMAGNOLA"

L'uomo è stato infatti fermato sulla strada statale 67, al chilometro 180 nel comune di Castrocaro, dagli agenti della Polizia Stradale di Rocca San Casciano.

Redazione ForlìToday

09 febbraio 2016 16:56

E' forse una pausa pranzo ‘condita’ con qualche bicchierino di troppo ad essere costata cara ad un autotrasportatore forlivese di 59 anni. L’uomo è stato infatti fermato sulla strada statale 67, al chilometro 180 nel comune di Castrocaro, dagli agenti della Polizia Stradale di Rocca San Casciano.

L’autotreno, un Iveco carico di rottami ferrosi, stava percorrendo la statale in direzione Firenze quando si è imbattuto nella pattuglia. L’autista, classe ’57, è risultato positivo all’alcol test che ha segnato un valore di 0.66 g/l. La legge prevede che chi guida mezzi pesanti deve avere tasso pari a zero. Per lui è scattato quindi il ritiro della patente di guida, che verrà sospesa dalla Prefettura per 4 mesi, decurtazione di 10 punti e sanzione di oltre 700 euro.

 SENTENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE

 http://www.laleggepertutti.it/111163_revoca-di-patente-se-provochi-un-incidente-in-stato-di-ebbrezza 

REVOCA DI PATENTE SE PROVOCHI UN INCIDENTE IN STATO DI EBBREZZA

Guida sotto l’effetto dell’alcol: si applica in automatico la sanzione accessoria della revoca della patente di guida.

Chi commette un incidente a causa della propria condizione di guida, perché sotto gli effetti dell’alcol, subisce in automatico la revoca della patente. E ciò vale anche se, nel procedimento penale, l’imputato ottiene le attenuanti generiche. È quanto chiarito dalla Cassazione con una sentenza pubblicata ieri [1].

La vicenda

Un uomo veniva condannato per aver circolato alla guida di un autoveicolo – di altrui proprietà – in stato di ebbrezza (con un tasso alcol emico di 2,75 mg/l); la sanzione penale veniva applicata con l’aggravante perché il conducente ubriaco aveva provocato un incidente stradale.

La sentenza

Per giurisprudenza ormai costante, quando nel conducente sia accertato un tasso alcolico superiore all’1,5 mg/l e lo stesso provochi un incidente stradale, la revoca della patente è automatica e non può essere evitata neanche dal fatto che al reo vengano riconosciute le attenuanti generiche (ed anche se quest’ultime siano ritenute equivalenti alla aggravante dell’aggravante dell’aver provocato l’incidente).

Gli Ermellini, pertanto, confermano quanto già affermato in pregevoli pronunce: il giudizio di comparazione tra circostanze attenuanti e aggravanti, che conduca all’esclusione dell’operatività dell’aggravante sul piano sanzionatorio, non può fare venire meno la configurazione giuridica del reato aggravato, cioè non assume alcun rilievo ai fini della applicazione delle sanzioni amministrative accessorie. Pertanto la revoca della patente resta immutata e non può essere scontata.

LA SENTENZA

Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza 18 novembre 2015 – 8 febbraio 2016, n. 4985

Presidente Romis – Relatore Ciampi

Ritenuto in fatto

1. Con l’impugnata sentenza resa in data 7 maggio 2014 la Corte d’Appello di Trieste, in parziale riforma della sentenza del Tribunale di Udine del 7 febbraio 2013, appellata da M. C. e, in via incidentale, dal Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Trieste, ha aumentato la pena inflittta all’imputato in quella di mesi otto di arresto ed € 2300,00 di ammenda, confermando nel resto la impugnata decisione.

2. Il M. era stato tratto a giudizio per rispondere del reato previsto e punito dall’art. 186, commi 1 e 2 lett. c) e 2 bis codice della strada per aver circolato, alla guida del veicolo tipo BMW 525, targato BX 646 VE di altrui proprietà, in stato di ebbrezza dovuto all’assunzione di bevande alcoliche, essendo stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcol emico superiore a 1,50 (2,75 g/I). Con le aggravanti di aver provocato un incidente stradale e di aver commesso il fatto alle ore 3,50.

3. Avverso tale decisione ricorre in cassazione a mezzo del difensore il M. denunciando sotto più profili violazione di legge, vizio di motivazione e mancata assunzione di prova decisiva.

Considerato in diritto

4. Il ricorso non può trovare accoglimento.

Sostiene in primo luogo il ricorrente l’erroneità della disposta sanzione accessoria della revoca della patente, stante la concessione delle attenuanti generiche ritenute equivalenti alla contestata aggravante dell’aver provocato un incidente stradale. Il motivo è infondato: come infatti precisato da questa Corte (cfr. da ultimo Sez. 4, n. 7821 del 2015) ai sensi dell’art. 186 C.d.S., comma 2 – bis, secondo periodo, qualora per il conducente che provochi un incidente stradale sia stato accertato – come nel caso di specie- un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro (g/I), fatto salvo quanto previsto dal quinto e sesto periodo della lett. c) del comma 2 del presente articolo, la patente di guida è sempre revocata ai sensi del capo 2^, sezione 2^, del titolo 6^”.

La sanzione amministrativa della revoca della patente è quindi quella, legalmente dovuta e automaticamente conseguente all’accertamento del descritto reato Né alcuna rilevanza può avere il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche, ritenute equivalenti alla detta aggravante. L’avere, il conducente in stato di ebbrezza, provocato un incidente costituisce bensì, infatti, ai sensi del primo periodo del medesimo comma, circostanza aggravante del reato di cui al comma 2 come tale soggetta al giudizio di bilanciamento, ma è pacifico nella giurisprudenza della Suprema Corte che, ai fini delle conseguenze diverse dalle sanzioni penali, la rilevanza del suo accertamento permanga anche in caso di giudizio di equi- o subvalenza rispetto alle circostanze attenuanti eventualmente ritenute sussistenti. Il giudizio di comparazione tra le circostanze, che conduca all’esclusione dell’operatività dell’aggravante sul piano sanzionatorio, non fa venir meno la configurazione giuridica del reato aggravato (v. anche, ai fini dell’esclusione della applicabilità della sanzione sostitutiva dei lavoro di pubblica utilità, Sez. 4, n. 17826 del 10/01/2014, Cavanna, non massimata; Sez. 4, n. 30254 del 26/06/2013, Colin, Rv. 257742; Sez. 2, n. 24862 dei 29/05/2009, Randazzo, Rv. 244340; in precedenza, in altre situazioni, Sez. 5^, n. 4539 del 19/01/1978, Perazzolo, Rv. 138656; Sez. 1^, n. 11320 del 22/05/1978, Battista, Rv. 139992; Sez. 6^, n. 3318 del 13/01/1981, dep. 1982, Ninzi, Rv. 152974; Sez. 4^, n. 10212 del 13/07/1999, Pisano M., Rv. 214586; Sez. 4^, n. 14502 del 12/10/1999, Benassai A., Rv. 215542).

Tale principio opera anche con riferimento alla sanzione amministrativa accessoria sopra richiamata della revoca della patente. Anche in tal caso, invero, come puntualmente precisato in alcune delle pronunce già sopra richiamate, l’esito dell’eventuale giudizio di bilanciamento tra circostanze attenuanti e la concorrente circostanza aggravante di cui all’art. 186 C.d.S., comma 2 – bis, non assume rilievo ai fini della individuazione della sanzione amministrativa accessoria da applicare, che è in ogni caso quella della revoca (in tal senso, v. Sez. 4, n. 17826 del 2014, cit., che ha anche escluso possa ravvisarsi profilo di dubbia legittimità costituzionale delle norme in tema di circostanze del reato – artt. 59 ss. c.p., – nella parte in cui non dispongono che l’esito del giudizio di bilanciamento proietti i propri effetti, oltre che sulla pena principale e sulle pene accessorie, anche sulla sanzione amministrativa accessoria al reato, rammentando – sulla scorta dell’insegnamento di Sez. U, n. 8488/1998 – che, ancorché non possano essere negati i connotati schiettamente afflittivi delle sanzioni amministrative accessorie della sospensione e della revoca della patente, queste sono pur sempre sanzioni che si giustificano diversamente dalle sanzioni penali, svolgendo una funzione riparatoria dell’interesse pubblico violato diretta a dare una risposta efficace, non solo repressiva ma anche preventiva, rispetto a fatti pluri – offensivi, ovvero dotati di una particolare pericolosità per la convivenza sociale e per gli interessi pubblici).

Sotto altro profilo va inoltre precisato che nella irrogazione delle sanzioni amministrative accessorie per il reato di guida in stato di ebbrezza, pur rilevando i parametri previsti dall’art. 133 cod. pen., assume carattere preminente la finalità retributiva connessa alla gravità della violazione (cfr. Sez. 4, n. 26111 del 16/05/2012 , Rv. 253597).

Quanto alla questione del mancato consenso al prelievo ematico, la sentenza evidenzia altresì che l’imputato, dopo la causazione di incidente stradale, venne trasferito presso un nosocomio. Giunto in pronto soccorso, il paziente fu subito sottoposto ad esame medico. Va a riguardo considerato che si è quindi in presenza di indagini disposte a fini terapeutici, prescindendo dalle indicazioni dei Carabinieri, sicché i relativi reperti documentali sono senz’altro utilizzabili nel processo. Questa Corte di legittimità ha avuto modo di enunciare ripetutamente che i risultati del prelievo ematico, effettuato durante il ricovero presso una struttura ospedaliera pubblica a seguito di incidente stradale, sono utilizzabili nei confronti dell’imputato per l’accertamento del reato di guida in stato di ebbrezza, trattandosi di elementi di prova acquisiti attraverso la documentazione medica e restando irrilevante, ai fini dell’utilizzabilità processuale, la mancanza del consenso (Sez. 4, n. 8041, 21/12/2011, Rv. 252031; Sez. 4, n. 1827, 4/11/2009 Rv. 245997; Sez. 4, n. 4118, 9/12/2008 Rv. 242834).

Si è chiarito altresì che il difetto di consenso al prelievo del campione non costituisce una causa di inutilizzabilità patologica dell’accertamento compiuto, facendo appello a principi di natura costituzionale. In particolare, non appaiono violati i principi affermati con la sentenza della Corte Costituzionale 238/1996, che ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 224 c.p.p., comma 2, nella parte in cui consente che il giudice, nell’ambito delle operazioni peritali, disponga misure che comunque incidano sulla libertà personale dell’indagato o dell’imputato o di terzi, al di fuori di quelle specificamente previste nei “casi” e nei “modi” dalla legge. La Corte Costituzionale, come pure si è avuto modo di rimarcare (particolarmente Rv. 252031), è giunta alla pronuncia di illegittimità per arginare l’utilizzo di provvedimenti coercitivi atipici, astrattamente riconducibili alla nozione di “provvedimenti.., necessari per l’esecuzione delle operazioni peritali”, senza che fosse prevista alcuna distinzione tra quelli incidenti e quelli non incidenti sulla libertà personale, così cumulandoli in una disciplina, connotata da assoluta genericità di formulazione e totale carenza di ogni specificazione dei casi e dei modi in presenza dei quali soltanto poteva ritenersi legittima l’esecuzione coattiva di accertamenti peritali mediante l’adozione, a discrezione del giudice, di misure restrittive della libertà personale. Carenza normativa a cui, peraltro, di recente il legislatore ha posto riparo con l’introduzione dell’art. 224 bis c.p.p.. Peraltro, la stessa Corte, nel censurare la genericità della disciplina penale, ha segnalato che invece, “…. in un diverso contesto, che è quello del nuovo codice della strada (artt. 186 e 187), il legislatore – operando specificamente il bilanciamento tra l’esigenza probatoria di accertamento del reato e la garanzia costituzionale della libertà personale – abbia dettato una disciplina specifica (e settoriale) dell’accertamento (sulla persona del conducente in apparente stato di ebbrezza alcoolica o di assunzione di sostanze stupefacenti) della concentrazione di alcool nell’aria alveolare espirata e del prelievo di campioni di liquidi biologici, (prevedendo bensì in entrambi i casi la possibilità del rifiuto dell’accertamento, ma con la comminatoria di una sanzione penale per tale indisponibilità dei conducente ad offrirsi e cooperare all’acquisizione probatoria); disciplina – questa – la cui illegittimità costituzionale è stata recentemente esclusa da questa Corte (sentenza n. 194 del 1996, citata) proprio denegando, tra l’altro, la denunziata venerazione dell’art. 13 Cost., comma 2, atteso che la dettagliata normativa di tale accertamento non consente neppure di ipotizzare la violazione della riserva di legge”. Ne consegue che lo stesso giudice delle leggi ha riconosciuto la legittimità della disciplina del codice della strada, anche laddove nell’indicare le modalità degli accertamenti tecnici per rilevare lo stato di ebbrezza, non prevede alcun preventivo consenso dell’interessato al prelievo dei campioni. Ciò che può essere opposto è il rifiuto al controllo; ma la stessa sanzione penale che accompagna tale condotta, sancendone il disvalore, risulta incompatibile con la pretesa di un esplicito consenso al prelievo dei campioni.

Quanto infine alla doglianza relativa alla mancata assunzione di prova decisiva è giurisprudenza costante di questa Corte che la perizia, per il suo carattere “neutro” sottratto alla disponibilità delle parti e rimesso alla discrezionalità del giudice, non può farsi rientrare nel concetto di prova decisiva (cfr. ex plurimis, Sez. 4, n. 14130 del 22/01/2007, Rv. 236191).

5. Il ricorso va pertanto rigettato. Ne consegue la condanna dei ricorrente al pagamento delle spese processuali.

P.Q.M.

Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali.

[1] Cass. sent. n. 4985/16 dell’8.02.2016.