Rassegna del 9 Febbraio 2016

A cura di Roberto Argenta, Guido Dellagiacoma, Alessandro Sbarbada

Articolo importantissimo di Emanuele Scafato, da leggere con grande cura e condividere a go-go, perché purtroppo su questa delicata materia - l'interazione tra il vino, la birra e gli altri alcolici e i farmaci - l'ignoranza regna sovrana.

 DIREGIOVANI.IT - Alcol e farmaci: un binomio pericoloso

di Emanuele Scafato

Molti pensano che gli effetti della combinazione alcol e farmaci riguardi solo alcune categorie di prodotti, alcune selezionate molecole, ignorando che, invece, l’alcol interferisce con numerosi farmaci d’uso quotidiano, comune e che occorrerebbe evitare di bere alcol (*) se c’è la necessità di eseguire una terapia, breve o prolungata che sia. Intendiamoci bene: il fegato è uno e le cellule epatiche, sede delle trasformazioni che l’organismo richiede per numerose molecole, possono impegnarsi a metabolizzare solo una sostanza alla volta, non certo vagonate di molecole differenti che, indipendentemente dalla provenienza e dall’utilità, se risultano estranee all’organismo richiedono un intervento affinché possano essere espulse il prima possibile, magari rendendo la molecola più solubile per accelerarne l’eliminazione con l’urina attraverso i reni. Di solito ciò avviene grazie all’ossigenazione della molecola attraverso un trattamento effettuato da alcuni enzimi cellulari di natura proteica chiamati citocromi, presenti nei mitocondri, di cui la famiglia più nota è quella denominata dalla sigla P450.

Molti farmaci possono avere un effetto induttivo, di sollecitazione, o inibitore dell’attività dei citocromi e questi fenomeni sono alla base degli effetti compromettenti l’azione terapeutica e di tossicità derivanti dall’assunzione contemporanea di differenti sostanze estranee all’organismo (xenobiotici vengono chiamate) tra cui anche l’alcol. Quando la quantità di alcol consumato eccede la capacità del fegato di metabolizzare, grazie all’azione dell’enzima specifico alcoldeidrogenasi (ADH) una quantità pari a 6-8 grammi di alcol all’ora, in pratica 10 ml di alcol puro, poco più di ½ bicchiere di vino ad esempio, l’alcol in eccesso attiva il sistema ossidativo enzimatico dei citocromi nel tentativo di potenziare l’organismo nel fronteggiare l’intossicazione da alcol attraverso la biotrasformazione, inattivazione in sostanza “ossigenata” più solubile e la successiva espulsione diretta tramite le urine. L’attivazione del potenziamento del sistema di smaltimento è la ragione per la quale chi beve spesso alcol riesce a eliminarlo, entro certi limiti, con maggiore efficienza tendendo a ubriacarsi con più difficoltà ma non per questo evitando i danni causati dall’alcol.

Ciò avviene in pratica anche per alcuni farmaci e poiché alcol e farmaci sono “lavorati” dallo stesso sistema di citocromi, capita spesso che si creino delle preoccupanti interferenze con effetti che sono sempre negativi per la salute. Tale circostanza è di così grande importanza da richiedere l’obbligo di legge di segnalare nei fogliettini illustrativi dei farmaci, i “bugiardini”, la necessità di non bere o di limitare fortemente l’uso di alcolici al fine di evitare di compromettere la salute con effetti tossici o comunque negativi che variano secondo la molecola in questione.

L’alcol e i farmaci possono interagire e influenzarsi a vicenda in modi differenti:

 a) I farmaci possono interferire ritardando l’eliminazione dell’alcol da parte dell’organismo ritardare l’eliminazione dell’alcol da parte dell’organismo. Gli effetti avversi come vampate di calore, cefalea, nausea, palpitazioni e ipotensione sono causati dai metaboliti tossici prodotti dall’alcol che rimangono più a lungo nell’organismo.

 b) L’alcol può aumentare o ritardare sia gli effetti diretti che quelli collaterali di alcuni farmaci che, a seconda della molecola e dei casi, o permangono attivi in maniera più prolungata nell’organismo determinando una vera e propria overdose da farmaco oppure, al contrario, possono essere metabolizzati tanto velocemente da non raggiungere livelli di concentrazione adeguati del principio attivo.

Una delle azioni più pericolose tra alcol e farmaci è quella che si riferisce all’effetto di depressione del sistema nervoso centrale. I sedativi, gli ansiolitici, molti antidepressivi, gli antipsicotici, gli antiepilettici, gli oppioidi, tra cui molti farmaci per la tosse e i “sonniferi; anche gli antistaminici presentano un’interazione con l’alcol che ne rafforza l’effetto sedativo. Il consumo di alcol comporta effetti particolarmente gravi che possono indurre una depressione respiratoria oltre che uno stato di scarsa vigilanza.

Withney Houston è morta per un cocktail di alcol e farmaci: una combinazione fatale di alcolici, Valium e Xanax si è portata via una delle voci più amate di tutti i tempi. Withney aveva l’abitudine di prendere lo Xanax, uno dei nomi commerciale dell’alprazolam, ansiolitico della famiglia delle benzodiazepine come anche il diazepam, il Valium, per calmarsi prima dei concerti, per aiutarsi ad alleviare gli attacchi di panico e ansia di cui era vittima. Una risposta a una debolezza, quindi, ma anche un’evidente impotenza rispetto a una vulnerabilità che richiedeva un uso all’inizio episodico ed in seguito sempre più ricorrente. Nulla di male, molti usano benzodiazepine quotidianamente ma il messaggio da portare a casa in questo caso è: chi usa queste categorie di farmaci non deve consumare alcolici. Anche una piccola quantità di alcolico consumata in corso di terapia anche occasionale di questi farmaci può avere come effetti immediati la sonnolenza e la perdita di lucidità e di riflessi negativi; contemporaneamente si può causare anche la perdita di efficacia del farmaco, come nel caso del lorazepam. Due bicchieri sono addirittura sufficienti a far emergere un’inattesa aggressività, come nel caso dell’alprazolam, che può durare sino a 12 ore dopo l’interazione.

 Antinfiammatori, molti antibiotici, antidolorifici, antidiabetici, antistaminici, antipertensivi, anticoagulanti esigono di interrompere l’assunzione di qualunque quantità di alcol o, in selezionati casi, di ridurla drasticamente. Tutte le modalità di assunzione di un farmaco rispetto al bere vanno sempre verificate con il medico che le prescrive che sa quali sono le circostanze individuali che possono determinare un danno anche grave alla persona che non è consapevole della propria maggiore vulnerabilità a causa del consumo di alcol.

Un esempio gioverà a comprendere il perché. Prendiamo ad esempio il paracetamolo, la arcinota Tachipirina. L’ossigenazione da parte del citocromo P450 trasforma il paracetamolo per favorirne l’escrezione renale. Il prodotto elaborato nel fegato è però più epatotossico rispetto alla molecola. Nel fegato di un consumatore abituale di quantità non moderate di alcol in cui il citocromo P450 è ipersviluppato, il paracetamolo è più facilmente “ingaggiato” e trasformato nel suo prodotto tossico causando danni che possono essere anche particolarmente gravi. In sintesi, in chi beve aumenta il sistema che metabolizza l’alcol che è anche quello dei farmaci menzionati; se il sistema è iperattivo, in caso di momentanea astinenza dall’alcol, il sistema agisce esclusivamente sul metabolismo dei farmaci accentuandolo.

Questa è una delle ragioni per cui il foglietto illustrativo del paracetamolo consiglia cautela, quando a prendere il farmaco sono persone che fanno uso abituale di alcol.

Si conoscono sia casi in cui sono i medicinali a disturbare il metabolismo dell’alcol che viceversa.

Molti antibiotici (l’eritromicina, l’isoniazide, le associazioni trimetroprim-sulfametoxazol, il Bactrim ad esempio) ma anche molti antistaminici, molto utilizzati per le allergie, possono interferire con la metabolizzazione dell’alcol. L’alcol assunto, infatti, è di norma scomposto dal fegato in acetaldeide, una molecola tossica che è eliminata grazie all’azione di alcuni enzimi. Molti antibiotici, tra cui ad esempio le cefalosporine, inibiscono l’azione di questi enzimi favorendo l’accumulo di acetaldeide. Gli effetti collaterali più frequenti sono l’arrossamento della pelle, nausea, vomito, palpitazioni, abbassamento della pressione. Chi assume antibiotici deve sempre verificare con il medico o leggere il foglietto illustrativo prima di consumare alcolici. Nella maggior parte dei casi è consigliato di astenersi dal bere alcolici fino a tre giorni dopo l’interruzione della cura.

 I farmaci anticoagulanti come la warfarina, che impediscono la formazione di trombi nel sangue, possono essere inefficaci con grave rischio di sanguinamento se l’assunzione di alcol non è sospesa.

Tutti sanno che alcuni antistaminici, molto utilizzati nelle allergie, possono causare sonnolenza che è un effetto della depressione del sistema nervoso centrale; anche l’alcol ha gli stessi effetti già a dosi moderate. L’alcol interagisce accentuando gli effetti esercitati dagli antistaminici con noto effetto sedativo determinando sonnolenza e diminuita attenzione e concentrazione con un’intensità che varia in funzione delle quantità consumate di alcolici.

Alcuni antidiabetici vengono potenziati dall’assunzione contemporanea di alcol per cui è possibile e non infrequente una crisi ipoglicemica con alterazione dell’orientamento e della lucidità mentale. L’uso combinato di alcol e farmaci antidiabetici contenenti metformina influisce negativamente sul metabolismo individuale aumentando anche il rischio di acidosi lattica oltre che d’ipoglicemia. E basta un bicchiere di qualunque alcolico a scatenare l’ipoglicemia acuta che è frequente in particolare per gli insulino dipendenti nei quali l’alcol aumenta l’azione dell’insulina assunta. Chi soffre di diabete mellito deve quindi evitare l’alcol o farne un uso moderato premurandosi di chiedere sempre al proprio medico curante indicazioni di merito.

Lo stomaco, ma in genere l’intero apparato digerente, risente dell’interazione alcol-antiinfiammatori che possono manifestarsi in acuto con lesioni della mucosa gastrica e sanguinamento che giungono d’urgenza nei pronti soccorsi. Tanto l’alcol quanto l’acido salicilico, la semplice aspirina, che gli antinfiammatori non steroidei possono provocare lesioni della mucosa gastrica. Con ogni probabilità, l’effetto d’interazione tra le molecole è di tipo è additivo e pertanto da evitare. Le cause sono da ricondurre a un effetto d’azione diretta dell’alcol sulla mucosa insieme al ben noto effetto di azione degli antinfiammatori sulla mucosa. Alcol e antinfiammatori non steroidei (FANS) assunti per tre o più giorni possono essere lesivi per la mucosa dello stomaco e causano una compromissione della circolazione nei capillari che diventano più vulnerabili incrementando il rischio di sanguinamento. Nelle persone sane l’effetto dell’interazione è di solito modesto ma dopo assunzione contemporanea di alcol e farmaci assunti per tre o quattro giorni l’interazione è certa. Anche altri antinfiammatori non steroidei (FANS) come l’ibuprofene o il celecoxib, il diclofenac o il naprossene assunti come antidolorifici e per attenuare le infiammazioni se assunti per tre o più giorni ledono la mucosa dello stomaco e rendono vulnerabili i capillari. E’ pertanto intuitivo che l’alcol aumenta il già possibile rischio di sanguinamento gastrointestinale. Quindi è buon senso limitare o, ancora meglio, non bere alcolici in corso di terapia.

C’è da ricordare che l’assunzione di farmaci che accelerano la motilità gastrica e il suo svuotamento può favorire contemporaneamente l’innalzamento più rapido dell’alcolemia e lo stesso può accedere con i farmaci che normalmente sono usati come antiulcera (ranitidina, cimetidina, ad esempio); ciò è da tenere a mente se ci si pone alla guida in funzione della esigenza di tutelare se stessi e i terzi da alterazioni dello stato di idoneità fisico e psichico richiesto dalle norme.

Chi soffre d’ipertensione e assume diuretici, Ace-inibitori, beta bloccanti deve fare attenzione all’alcol specie se consumato abitualmente. L’assunzione continuata di alcol tende a far aumentare la pressione e a ridurre l’effetto dei farmaci antipertensivi. Quando si esagera col bere si può osservare il fenomeno opposto, d’ipotensione sino alla sincope.

 Anche in quanti sono in cura con le statine per abbassare i livelli di colesterolo si possono verificare problemi di aumentata tossicità del farmaco che si somma quella relativa all’alcol consumato; il riscontro immediato è quello dell’aumento delle transaminasi, nausea, accentuazione dei dolori muscolari.

 In conclusione i farmaci non vanno d’accordo con vino, birra, liquori, spritz, aperitivi e limoncelli e la prudenza è d’obbligo sempre e comunque soprattutto per i giovanissimi, le donne e gli anziani che hanno la massima vulnerabilità all’alcol.

Chiedere quindi sempre al farmacista o al medico se la medicina è compatibile con il consumo di alcol leggendo sempre il foglietto descrittivo è non solo opportuno ma indispensabile sia per evitare effetti avversi o collaterali indesiderati, sia per garantirsi che le terapie effettuate mantengano la loro efficacia evitando superficialità che possono avere serie conseguenze per lo stato di salute.

 (*) Nota: occorre evitare di bere il vino, la birra, gli altri alcolici.

L’alcol non lo beve nessuno.

 LA NUOVA VENEZIA

In coma etilico a 14 anni alle 11 del mattino

Il ragazzino aveva marinato la scuola con alcuni amici e aveva passato la mattina bevendo. Ritrovato in stazione

CASTELFRANCO. Lo hanno trovato sdraiato a terra, privo di sensi, steso nei presi dei binari della stazione di Castelfranco Veneto. Quando gli si sono avvicinati, subito dopo aver dato l'allarme, si sono resi conto che il ragazzino era in coma etilico, ubriaco fradicio.

E' una storia incredibile quella svelata oggi dalle forze dell'ordine e dai soccorritori chiamati alcuni giorni fa a intervenire in stazione quando erano appena le 11 del mattino. Il giovane, studente di appena 14 anni, di un Comune della zona, aveva marinato la scuola con alcuni amici ed aveva passato la mattina bevendo alcolici e superalcolici fino a svenire.

Portato in ospedale, il ragazzino è stato sottoposto a tutte le cure per rianimarlo. Ovvio lo sconcerto dei genitori chiamati al capezzale del loro figliolo adolescente.

 LA PROVINCIA DI VARESE

Alcol ai ragazzini e lavoro irregolare. 

Chiusi due locali a Varese

Polizia locale e carabinieri: controlli alla movida. 

Sospese le licenze di Ninetynine e Zsa Zsa Infinity,

«Le segnalazioni dei cittadini sono fondamentali»

VARESE - Controlli congiunti tra carabinieri e polizia locale nel fine settimana: scoperti episodi di lavoro irregolare e alcol servito ai minorenni. Sospesa la licenza commerciale a due dei locali più frequentati in città. L’operazione, che ha visto in campo i carabinieri del nucleo operativo radiomobile e del nucleo ispettorato del lavoro e agenti in borghese del comando di polizia locale, si sono infatti concentrati in modo particolare sui luoghi di ritrovo della movida varesina: «Siamo intervenuti rispondendo a precise segnalazioni dei cittadini che lamentavano diverse problematiche direttamente collegate all’attività dei locali in questione», hanno spiegato il capitano della compagnia carabinieri di Varese Geraldina Corona e il comandante della polizia locale di Varese Emiliano Bezzon. L’operazione, che ha visto in campo una ventina di appartenenti alle forze dell’ordine tra carabinieri e agenti della polizia locale, è stata portata a termine nella notte tra venerdì e sabato. «Un intervento congiunto – ha detto Corona – che ha permesso di eseguire verifiche a 360 gradi, evidenziando le competenze specifiche di ciascuna forza in campo». In tutto sono stati controllati sette esercizi commerciali. «In particolare – ha spiegato Bezzon – siamo tornati a verificare la situazione del Ninetynine , di piazza Ragazzi del 99. Il locale era già stato controllato prima di Natale – ha aggiunto il comandante – Nell’occasione aveva sorpreso il personale a somministrare alcolici a un minorenne. C’era già quindi un ammonimento pregresso». La situazione, a quanto pare, si è evoluta. «Ma in peggio», ha detto Corona. «Al momento dell’accesso abbiamo certificato tre diversi casi di somministrazione di alcolici a minorenni – ha aggiunto Bezzon – Nello specifico birra a 5 gradi servita in grandi quantità». 

Tre mesi di stop per recidiva 

E questa volta i provvedimenti saranno pesanti: «Una nuova violazione, con l’aggiunta della recidiva – hanno spiegato Corona e Bezzon – Per il pub ci sarà una sospensione della licenza commerciale di tre mesi. Tre mesi di chiusura: il provvedimento sarà notificato al gestore del locale dal competente ufficio comunale entro pochi giorni». Altra sospensione, in questo caso molto più limitata del tempo, è stata immediatamente notificata allo Zsa Zsa Infinity di via Orrigoni. «Abbiamo eseguito il controllo poco prima dell’inizio dell’attività del locale – ha spiegato il capitano Corona – Al momento dell’accesso uno dei buttafuori che stava iniziando il servizio è stato trovato senza il vaucher necessario per certificare la correttezza del contratto a chiamata. La sua posizione in quel momento era irregolare; i colleghi del nucleo ispettorato del lavoro hanno fatto scattare l’immediata sospensione della licenza commerciale per 15 giorni». Sanzionato, invece, il locale di viale Aguggiari “A tutta birra” per «troppo rumore». «Abbiamo riscontrato irregolarità sul piano dell’impatto acustico», ha spiegato Bezzon. «Nell’ambito dei controlli - hanno spiegato Bezzon e Corona – va sottolineato che abbiamo accertato anche situazioni di assoluta regolarità. Locali in regola sotto ogni punto di vista». 

Collaborazione positiva 

Ed è il comandate provinciale Alessandro De Angelis a chiudere sottolineando «come questi controlli, questa collaborazione tra Comune, Arma dei carabinieri e polizia locale, continuerà. Risponderemo a tutte le segnalazioni dei cittadini. Che invitiamo a contattarci per segnalare anche piccoli fatti: per noi tutto ha rilevanza». «Chiarisco che questi controlli non sono un accanimento verso chi lavora, si tratta di intervenire su situazioni di non regolarità che come ci viene richiesto dagli stessi cittadini».

Simona Carnaghi

 L’ARENA di Verona

Camionista ubriaco semina il panico sulla Transpolesana 

Rocambolesco inseguimento, l'altra notte sulla Transpolesana, con il coinvolgimento di cinque pattuglie dei carabinieri di vari comandi della provincia. Un camionista polacco di 30 anni, partito da Cerea, ha dapprima travolto due auto in sosta ed abbattuto la recinzione di un'abitazione. Poi l'uomo, alterato dall'alcol, ha imboccato la <434> al volante del suo Fiat Iveco ignorando i ripetuti segnali dei militari che gli intimavano l'alt. Ad un certo punto è stato costretto a fermarsi in una piazzola di sosta ma nel mezzo del controllo è ripartito a tutta velocità ferendo il comandante del Nucleo operativo e Radiomobile di Legnago e rischiando di investire un maresciallo. I carabinieri sono riusciti a bloccarlo, verso l'alba, all'altezza di San Giovanni Lupatoto. Il 30enne è stato arrestato per danneggiamento aggravato, guida in stato di ebbrezza, lesioni personali, violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Ora si trova ai domiciliari.

Stefano Nicoli

 GAZZETTA DI MANTOVA

casalmoro 

Insulti, botte e infine lo stupro. Al marito sei anni di carcere 

Condannato operaio della Golden Lady, padre di cinque figli, con il vizio dell’alcol 

Gli atti in procura: la moglie ritratta per difenderlo, finirà a processo per falsa testimonianza

CASALMORO. «Non ho mai picchiato mia moglie e non ho mai abusato di lei» aveva detto ai giudici che l’avevano sentito in aula, nel corso dell’ultima udienza, tenuta in tribunale a fine gennaio. Una versione dei fatti sostenuta anche dalla donna: ha solo ammesso di aver avuto paura in alcune circostanze, perché il marito rientrava a casa ubriaco. E se una volta era finita in ospedale con i piedi fratturati, un dente rotto e lividi dappertutto, è solo perché era caduta dalle scale.

Ebbene, i giudici non hanno creduto né alla sintesi autoassolutoria dell’imputato né alla versione ritrattata e corretta della moglie. Sei anni di reclusione è la pena inflitta lunedì 8 febbraio al 50enne di Casalmoro, operaio alla Golden Lady (non ne facciamo il nome, a tutela della vittima e dei cinque figli, l’ultimo nato solo un paio di mesi fa), imputato di un episodio di violenza sessuale, maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. L’uomo è stato assolto solo per un capo di imputazione, la violazione degli obblighi di assistenza familiare. «Faremo istanza per il processo d’appello» ha commentato, a sentenza letta, il difensore, avvocato Luciano Vignoni.

Dopo la condanna di lui la giustizia dovrà fare i conti con la moglie e le sue reticenze nel testimoniare davanti alla corte. Dove sono finiti le botte, gli insulti, le umiliazioni e, in ultimo, lo stupro che, nella sua denuncia ai carabinieri, abbracciano un periodo di tempo che va dal 2009 alla fine del 2014? Tutto sfumato da una selva di «non ricordo», di «è passato tanto tempo» e di «io, lui e i bambini adesso stiamo bene...» (anche se a casa non avrebbe dovuto tornarci, il tribunale ha emesso un provvedimento di allontanamento familiare)». Il giudice ha ritrasmesso gli atti alla Procura: la donna sarà incriminata per falsa testimonianza. Anche se la sua reticenza è comprensibile: nascondeva il timore di una ritorsione da parte del marito e la paura di perdere i figli in caso di condanna, visto che è lui l’unica fonte di reddito familiare.

E' stato sentito anche l’assistente sociale che s’è occupata della famiglia. Una deposizione, la sua, che avrebbe ulteriormente aggravato la posizione dell’imputato. Quindi la discussione e la richiesta dell’accusa: sette anni di reclusione. Addolcito, ma non di molto, il verdetto.

L’episodio più grave del burrascoso ménage della famiglia di Casalmoro era avvenuto il 12 novembre di due anni fa quando al termine di una lite, scoppiata per una telefonata dell'uomo all'amante, la donna – così aveva denunciato lei stessa – era stata stuprata con il braccio torto dietro la schiena e un coltello alla gola.

 CORRIERE DEL VENETO

IL DIVIETO

Alla Festa della Renga via la Grappa

«Stop agli ubriachi molesti» 

Lo stand della Marzadro verrà sostituito da un banchetto che servirà patatine fritte: «Pensiamo anche ai bambini»

VERONA Via il banco della grappa dalla Festa de la Renga di Parona. Una piccola rivoluzione, anche culturale, per il tradizionale appuntamento che, il primo giorno di Quaresima, chiude il Carnevale veronese. A prendere questa decisione è stato il comitato organizzatore, stanco di avere a che fare, negli ultimi anni, con pochi, ma molesti, soggetti che si ubriacavano regolarmente. 

A saltare sarà lo stand della Marzadro, sempre presente nelle passate edizioni, l’unica ditta a vendere superalcolici. Verrà sostituito da un meno folcloristico, ma anche meno problematico, banchetto che servirà patatine fritte. «Così pensiamo anche ai bambini» è il commento del comitato benefico che organizza la festa. (*) È solo l’ultimo giro di vite che vede al centro la festa di Parona. Qualche anno fa, infatti, sempre gli organizzatori avevano deciso di eliminare le pietanze che prevedevano la carne, come alcuni panini, in ossequio al retroterra religioso della festa: è il mercoledì delle ceneri, dunque si mangia di magro. 

La Festa de la Renga inizierà Martedì Grasso, con un’«anteprima» alle Cantine Monte Cillario, in località Santa Cristina, dove verrà inaugurata anche la mostra di pittura del gruppo Gabriele Padovani. Mercoledì, alle 10, apertura dei chioschi, con la degustazione del piatto principale, la polenta e renga, ovvero l’aringa affumicata servita con la ricetta registrata a norma di denominazione comunale. Ce ne sarà a quantità: i diversi gruppi di volontari che partecipano all’iniziativa ne hanno preparato ben 25 quintali. Essendo la festa direttamente collegata al Carnevale, non mancherà il corteo delle maschere, l’ultimo che si terrà all’interno del territorio cittadino. L’appuntamento è alle 14,30 in via Liberale da Verona. 

Ci saranno i rappresentanti dei quartieri e, ovviamente, il Papà del Gnoco. Gli organizzatori annunciano anche la presenza di qualche carro, oltre a quello della Parona, maschera di casa. Ci saranno anche i consiglieri comunali, secondo una tradizione consolidata la giunta si terrà sul posto. Ieri è stato invece il turno del Luni Pignatar, festa a Santo Stefano. Per l’occasione i volontari dei quartieri hanno preparato oltre un quintale di minestra («tutta esaurita» fa sapere il comitato organizzatore) e 80 chili di alette di pollo, fatti lessi con la pearà. Per la prima volta l’evento, che celebra due maschere storiche, il Duca de la Pignata e il Dio de l’oro, si è «dissociato» dalla festa di Veronetta, anticipata a sabato. Il corteo è arrivato, anziché da piazza Isolo, dal centro storico.

D.O.

 (*) Nota: queste sono le rivoluzioni culturali che piacciono a noi.