Rassegna del 8 Febbraio 2016

A cura di Roberto Argenta, Guido Dellagiacoma, Alessandro Sbarbada

 PANORAMA

Alcol: in America donne in età fertile invitate a non bere

Il nuovo rapporto dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) ha suscitato furibonde polemiche

di Marta Buonadonna

Giorni fa le donne americane hanno ricevuto un'ammonizione che da molte è stata interpretata come un'ingerenza bella e buona e per di più di stampo maschilista e paternalista, nella loro vita privata. I Centers for Disease Control and Prevention, organismo di controllo della Sanità Pubblica negli Stati Uniti, hanno infatti pubblicato un rapporto shock nel quale annunciano che negli USA "3 donne su 4 che vogliono rimanere incinte il più presto possibile dichiarano di bere alcolici". Ne consegue che, secondo i loro calcoli, "più di 3 milioni di donne negli Stati Uniti sono a rischio di esporre il proprio bambino in via di sviluppo all'alcol". Da qui la raccomandazione che in soldoni suona così: "se sei una donna in età fertile sessualmente attiva e non usi contraccettivi non devi bere alcolici".

Buone intenzioni, pessimo messaggio

Mi viene da pensare che la prima raccomandazione dovrebbe in realtà essere questa: se sei fertile e sessualmente attiva, se non vuoi figli dovresti usare un contraccettivo. E prima ancora delle gravidanze indesiderate dovresti preoccuparti dell'Aids e di tutte le altre malattie sessualmente trasmesse, ora perfino di Zika. In ogni caso la mia prima reazione, come quella di tante donne americane all'indomani della pubblicazione del rapporto, è stata di stupore e fastidio. Davvero tutte le donne adulte hanno bisogno di sentirsi dire da un ente paragovernativo cosa possono o non possono bere? (*) Visti i colossali problemi che il consumo di alcol comporta negli uomini in termini di violenze, anche sessuali, compiute in stato di ebbrezza, non sarebbe il caso di cominciare a dare anche ai maschi qualche raccomandazione in più?

Le intenzioni dei CDC erano buone, sono solo state comunicate male, commenta qualcuno. Il problema è che prima che una donna si renda conto di essere effettivamente incinta possono passare alcune settimane, nelle quali, se beve, il feto sarebbe esposto ai danni dell'alcol. E' estremamente importante, insomma, che il nascituro sia protetto fin dal momento della fecondazione. E visto che la possibilità che un ovulo sia fecondato in una donna fertile c'è, ergo tutte le donne fertili che non usano contraccettivi devono evitare l'alcol come la peste.

Contesto italiano

Per chiarirmi le idee chiamo Simona Pichini, primo ricercatore dell'Osservatorio Fumo Alcol e Droga dell'Istituto Superiore di Sanità, che sull'argomento è tra le persone più titolate a parlare in Italia. 

Allora dottoressa, ha senso questa raccomandazione? 

"Quello che ha sempre raccomandato l'Iss è che se sei in gravidanza o se pensi di avere un bambino, e lo cerchi, devi smettere di bere. Ovviamente prima andrebbe fatto tutto un discorso sulla contraccezione, perché se una donna è sessualmente attiva e non la usa rischia ben altro che un figlio con la sindrome feto-alcolica, dalle malattie sessualmente trasmesse alle gravidanze indesiderate".

Quindi, avendo chiarito che chi non vuole figli dovrebbe prendere le dovute precauzioni per non averne, un discorso che potrebbe non essere così semplice per le donne più giovani, meno istruite, che appartengono alle fasce più deboli della popolazione, passiamo ai rischi reali. "La raccomandazione è quella di smettere di bere perché ad oggi la ricerca scientifica non ci dice se esista un minimo livello alcolico che non produca un danno al feto", spiega Pichini. "Tutto il resto è un po' forzato e si adatta alla situazione americana, non tanto a quella italiana dove i figli ormai si fanno a 40 anni", e con pienissima consapevolezza.

Un ventaglio di disturbi possibili

"Quello che sappiamo di certo è che se una donna beve per tutta la gravidanza le nascerà un figlio con sindrome feto-alcolica completamente espressa, che si manifesta con una morfologia facciale e del corpo riconoscibile, microcefalia, labbro superiore inesistente, problemi cardiaci piccoli o grandi, QI basso che non arriva a 100". Ma ci sono anche degli esiti intermedi. "C'è un ventaglio di disordini feto-alcolici che può andare dalla pesante disabilità mentale a una sindrome di iperattività e deficit di attenzione, comportamenti che magari si manifestano a partire dall'adolescenza e che sono difficili da ricondurre ai comportamenti tenuti dalla madre in gravidanza. Oggi però sappiamo che c'è un legame, siamo più capaci di diagnosticare questi casi. Ci sono anche piccoli segni fisici, come per esempio pollice e mignolo che hanno aspetto particolare, la clinodattilia".

"Ci sono famiglie nelle quali il consumo di una bottiglia di vino al giorno è la norma, o il sabato sera bere tre birre e uno shottino", spiega la ricercatrice. In gravidanza questo è impensabile, ma stabilire limiti di sicurezza è difficile perché "la ricerca sui feti non si può fare, e in quelle su modelli animale è difficile la traslazione dei risultati, per esempio da topo a uomo. Non arriviamo a dire quanti drink sino sicuri". 

Il consiglio alle donne in gravidanza o che hanno intenzione di fare un figlio è semplice: "Come non mangi i crostacei e la mortadella, non devi nemmeno bere alcolici".

Evitare tutti gli eccessi

E i padri? L'epigenetica non ci dice forse che i comportamenti tenuti da entrambi i genitori prima ancora del concepimento possono accendere e spegnere alcuni interruttori genetici facendo ereditare questo mutato aspetto del DNA anche ai figli futuri? 

"A oggi che il bere del padre influenzi il codice genetico del figlio non ha prova scientifica, comunque è in generale lo stile di vita che non va bene. Se il padre è cocainomane il figlio ne risentirà? Chi consuma cocaina non sta bene, non dà adeguata attenzione alle persone che ha intorno, la dipendenza in generale non va mai bene".

E' realistico dire a tutte le donne di astenersi? Non rischia di essere controproducente? 

"E' un messaggio spinto che nasce da una realtà sociale diversa da quella italiana". 

Da noi a che punto siamo con la consapevolezza rispetto ai rischi del consumo di alcol in gravidanza? 

"Non ci sono studi epidemiologici in tal senso, li stiamo cominciando adesso", racconta Pichini. "Sicuramente oggi se ne parla, 10 anni fa non se ne parlava proprio, anzi si diceva ancora che la birra fa latte, che il vino fa sangue. Se ne potrebbe parlare di più. Le fasce più fragili, donne single più giovani, con meno educazione, straniere, sono sempre le più colpite in queste circostanze. E poi c'è molta immigrazione dai paesi dell'est dove il bere ha tutto un altro significato e dove i consumi sono molto maggiori e in gravidanza continuano. E' anche per questo che i bambini adottati dall'est in percentuale altissima hanno disordini feto-alcolici".

 (*) Nota: sì, è necessario, in America come in Italia come in tutto il mondo, che le donne adulte sappiamo che, bevendo se sono fertili e sessualmente attive, rischiano di danneggiare la futura vita del figlio che potrebbero generare.

Pazienza se non vogliono sentirselo dire: è un preciso dovere informarle, a tutela di potenziali vittime innocenti del loro consumo alcolico.

 CORRIERE ADRIATICO

Ancona, notte brava dei ragazzi terribili

Da largo Belvedere a piazza Pertini

ANCONA - Ben vestiti e quasi tutti italiani quelli di Largo Belvedere, felpe con tanto di cappuccio e abbigliamento casual in piazza Pertini. In via San Cataldo comandano gli stranieri.

 E' questo il Dna delle baby gang che negli ultimi periodi fanno tremare il centro. Una situazione a volte difficile da gestire: non mancano gli atti vandalici così come le intimidazioni nei confronti dei residenti. Il tour di notte alla ricerca delle gioventù annoiata alle prese con una città che soprattutto dopo una certa ora non offre nulla non può che iniziare a largo Belvedere nei pressi di via Goito dove tra una serie di palazzi c'è una specie di parco. Un’area verde che negli ultimi periodi è divenuta punto di ritrovo di una ventina di ragazzi in età compresa tra i 14 e 18 anni. Fin qui nulla di eccezionale se non il fatto che dopo una certa ora questi giovani non trovano di meglio che attaccarsi alle bottiglie. Particolarmente gettonati sono i superalcolici soprattutto wodka e whisky anche se non mancano confezioni di vino e bottiglie di birra a giudicare da quello che ogni mattina i residenti della zona sono costretti a rimuovere dalle panchine o nei pressi delle altalene. 

 Una pulizia fai-da-te per mantenere un minimo di decoro non sempre facile da attuare per il semplice fatto che questi ragazzi in preda ai fumi dell’alcol a volte si divertono a lanciare le bottiglie in vetro in mezzo alla strada. A rendere la situazione ancor più complicata urla e grida che di solito vanno avanti per tutta la notte. Secondo quanto appreso in zona questi ragazzi tutti italiani, ben vestiti dal giubbetto al pantalone fino alle calzature - rigorosamente alla moda - sarebbero residenti nei paraggi. La riprova è il loro arrivo sabato sera attorno alle 23 direttamente a piedi dalle scalette che da via Oddo di Biagio conducono a largo Belvedere. Giovani che qualcuno ha provato ad avvicinare come racconta un signora incrociata proprio sabato sera a spasso con il cane: "Bisogna fare attenzione anche a riprenderli. Diverse auto hanno subito dei danneggiamenti. La scorsa settimana hanno lanciato una bottiglia vuota contro una vettura in sosta lungo via Goito. Chi li conosce li evita proprio per non subire vendette personali. Abitano tutti nei paraggi. Tempo addietro alcune persone sono andate a parlare in maniera molto discreta con i genitori di un ragazzo, quello considerato il capo banda. La madre ha motivato questi comportamenti dicendo che il figlio aveva bisogno di sfogarsi".

 Situazione identica quella incontrata sempre sabato sera in via San Cataldo, una scalinata che da via Oddo di Biagio scende in direzione di corso Matteotti. Una zona questa finita nel più totale degrado dove non mancano atti vandalici e intimidazioni nei confronti di chi ci abita. Ad agire un gruppo di minorenni, molti dei quali stranieri in modo particolare sudamericani a giudicare dalle urla in spagnolo che riecheggiano lungo la scalinata. Un punto di ritrovo con tanto di bevande alcoliche, soprattutto birra e vino. Una scalinata difficile da controllare anche per le tante uscite secondarie che conducono in una serie di vicoli dove secondo i residenti del posto, avviene lo spaccio di sostanze stupefacenti. Urla e grida risuonano ben oltre l'una di notte a tormentare sonni e pensieri. Giovani annoiati e in preda all'alcol anche in piazza Pertini nei pressi della "Mater Amabilis". Felpa e cappuccio calato in testa quasi tutti - comprese le ragazze - hanno in mano una bottiglia di birra, altri invece storditi dal troppo bere preferiscono rimanere seduti nei pressi dell’aiuola forse a pensare a come trascorrere il resto della serata in una piazza desolatamente, vuota fatte accezione per le auto in sosta selvaggia. La baby gang di piazza Pertini spesso e volentieri si sposta dalle parti di Capodimonte, dove negli ultimi periodi si sono registrati atti vandalici in serie.

 AMNOTIZIE.IT

Il gesto di un giovane in preda all’alcol dietro l’incendio al Palatenda

di Benedetto Orti Tullo

Un gesto assurdo, sconsiderato. C’è l’esasperata reazione di un minorenne ubriaco dietro il tentativo d’incendio del PalaTenda collocato a San Giovanni e l’incendio dell’auto dell’esperta del comune Roberta Macrì. Dopo un alterco coi buttafuori che gli avevano impedito di accedere alla tensostruttura, collocata nel campetto “Padre Levita” in occasione di una serata danzante carnevalesca, il giovane sarebbe passato alle vie di fatto. Dapprima ha cercato di appiccare il fuoco al PalaTenda, ma la natura ignifuga della struttura ha respinto le fiamme. Poi, forse pensando si potesse trattare dell’autovettura di uno degli organizzatori, ha dato fuoco alla Ford Focus C-Max di proprietà di Roberta Macrì. L’autovettura si trovava invece vicino all’ingresso per consentire alla proprietaria, colpita da disabilità, di accedere agevolmente al “PalaTenda”. In un primo momento era circolata anche la voce che l’incendio potesse essere collegato alla meritoria azione di Roberta Macrì che, da anni ormai, si batte per i diritti dei diversamente abili. La ricostruzione operata dal personale del Commissariato di Barcellona Pozzo di Gotto, sotto le direttive del Vice Questore Mario Ceraolo, ha consentito invece di ricostruire esattamente quanto accaduto nella nottata tra sabato e domenica. Il gesto folle di un ubriaco, così com’è stato definito, resta quindi la pista più accreditata. Ma la gravità del gesto rimane comunque. Rimane anche il danno per Roberta Macrì. Per lei guidare un’autovettura rappresenta un momento di libertà e autonomia personale. Proprio per questo, la giovane esperta di Palazzo Longano ha ricevuto immediatamente la solidarietà di Amministrazione e Consiglio comunale. Sindaco, assessori e consiglieri devolveranno una parte della loro indennità di carica per l’acquisto di una nuova auto.

 BRESCIAOGGI

Alcol a fiumi nel fine settimana di Carnevale

Gioca brutti scherzi, ma non è il Carnevale. L'alcol presenta puntualmente il conto quando viene consumato in eccessoe e, purtroppo, a livello giovanile l'eccesso non è una novità. Ma l'altra notte, complice l'ultimo fine settimana prima del martedì grasso, in parecchi hanno deciso di vestirsi da ubriachi e... ci sono riusciti benissimo. La certificazione è degli operatori inviati dal servizio d'emergenza «112», che hanno dovuto intervenire con le ambulanze in diverse zone della provincia. E a rendere tutto più grave è la giovane età di chi ha alzato il gomito fino al punto di dover poi chiedere l'intervento di un'ambulanza.

Nessuna conseguenza grave alla fine, ma certamente momenti d'apprensione per chi si è trovato di fronte a persone che hanno iniziato a sentirsi male, con il timore che tutto potesse peggiorare. A tutto ciò va aggiunto che quanti, pur sentendosi male, preferiscono sempre rischiare piuttosto di chiedere aiuto al personale sanitario.

IL TIMORE, spesso, è quello di vedere «nero su bianco» le proprie condizioni di salute. Cosa che penalmente non ha rilevanza per chi sta male, ma che può comportare ramanzine domestiche. 

La prima telefonata di cui si ha segnalazione nello scorso fine settimana è arrivata al «112» quando mancava circa mezz’ora alla mezzanotte di sabato. È partita da Lumezzane, in località Fontana, e riguardava le condizioni di salute di un sedicenne. Sono stati allertati anche i carabinieri e il giovane è stato portato in codice giallo all’ospedale di Gardone Valtrompia.

Non erano trascorsi che pochi minuti quando è stato richiesto l’intervento di un’altra ambulanza. In questo caso l’intervento si è reso necessario a Villanuova sul Clisi e ne ha beneficiato un 35enne. Verso l’una è stata nuovamente la volta di un adolescente. Era a Ghedi, una quindicenne, che è stata portata all’ospedale di Manerbio in codice verde.

Dalla Bassa bresciana alla Franciacorta. A Corte Franca, poco dopo le due, un’altra ragazza minorenne è stata soccorsa per intossicazione etilica. La 17enne è stata portata all’ospedale di Iseo. E più o meno alla stessa ora un ragazzo di 20 anni è stato soccorso a Lonato e portato all’ospedale di Desenzano in codice verde. Nulla di grave anche per lui, quindi, ma eccessi alcolici che forse, senza l’intervento dell’ambulanza, avrebbero potuto avere conseguenze più gravi.

Mario Pari

 CREMONA OGGI

Pubblicata l'ordinanza anti-alcol per il Carrefour: stop vendita dalle 20 alle 6

Divieto di vendita e e asporto di bevande alcoliche dalle 20 e fino alle 6 del mattino. E’ stata pubblicata l’ordinanza sindacale che limita la vendita presso il supermercato Carrefour di piazza Lodi, teatro da mesi di episodi di violenza notturno e disturbo alla quiete pubblica. Tra le disposizioni in vigore, l’obbligo per la direzione del locale di apporre un cartello con l’indicazione che “non si vendono bevande alcoliche di qualsiasi gradazione dalle ore 20 alle ore 6”. Il divieto è fissato fino al 30 giugno 2016.

L’ordinanza contiene ampie motivazioni sulla decisione del sindaco. Viene ad esempio specificato che da ottobre 2015 la Polizia Municipale ha effettuato 11 interventi su segnalazione dei cittadini e ne ha programmati ulteriori 82. 63 complessivamente, gli interventi “emergenziali” effettuati da Polizia di Stato e Carabinieri, “svolti in orari serali e notturni in conseguenza di tentativi di furto, molestie, minacce, danneggiamenti, atti osceni in luogo pubblico ed altri reati di varia natura, danno atto di una situazione di natura emergenziale”.

“Nell’area del pieno centro storico, segnatamente in piazza Lodi e via San Tomaso, viene posta in essere una situazione di degrado con diminuzione degli standard di normale vivibilità per i residenti in conseguenza della concentrazione di persone dedite al consumo di sostanze alcoliche, situazione dalla quale derivano sporcizia ed abbandono di rifiuti, disturbo alla quiete pubblica, liti e risse specialmente nelle ore serali e notturne.

Il supermercato effettua orario continuato notturno, dallo scorso mese di settembre.

g.biagi

 STRETTOWEB.COM

Gioiosa Marea, carnevale violento. 

E’ rissa fra ubriachi: intervengono gli agenti

Due giovani sono stati fermati dai Carabinieri per resistenza, oltraggio e minaccia a pubblico ufficiale

Una furibonda rissa è scoppiata, nella serata di ieri, a Gioiosa Marea, laddove due giovani del posto sono stati fermati dai Carabinieri a seguito di un violento alterco. I ragazzi erano entrambi in stato d’ebrezza e hanno ripetutamente minacciato i militari, tentando una colluttazione con gli uomini in divisa. Da qui l’accusa di resistenza, minaccia e oltraggio a pubblico ufficiale. I due, adesso, sono sottoposti alla detenzione domiciliare in attesa degli sviluppi legali.

 EDIZIONECASERTA.IT

Choc al Carnevale di Capua, giovane picchiato da ubriachi: è in ospedale

CAPUA. Il Carnevale entra nel vivo, ma la consueta festa domenicale è stata rovinata da un brutto episodio avvenuto nel corso della serata.

Un giovane venditore ambulante è stato, infatti, picchiato da tre ragazzi, visibilmente ubriachi. All’origine dell’aggressione dovrebbe esserci un diverbio sorto tra il 23enne, che stava lavorando presso la sua bancarella, ed il gruppetto che si aggirava per le strade del centro.

Sull’episodio hanno indagando i carabinieri della Compagnia di Capua che hanno acquisito alcune testimonianze. Secondo alcune persone presenti nella zona in quelle concitati fasi, gli autori del pestaggio sarebbero anche più di tre.

I balordi sono tuttavia riusciti a dileguarsi tra la folla in strada per assistere alla kermesse, non facendosi trovare all’arrivo dei carabinieri. Il commerciante è stato soccorso e trasportato in autoambulanza al pronto soccorso dell’ospedale “Sant’Anna e San Sebastiano” di Caserta.

Nel pestaggio il 23enne ha riportato la frattura della mandibola e la rottura di alcuni denti. In molti sostengono che gli autori dell’aggressione erano ubriachi. Un particolare che lascia almeno sorpresi se si pensa che nei giorni scorsi è scattata l’ordinanza, firmata dal comandante dei vigili Carlo Ventriglia, nella quale si vietava espressamente la vendita degli alcolici in città durante la settimana di Carnevale.

 VOCEPINEROLESE.IT

Guida ubriaco per la quarta volta in cinque anni

E’ stata una nottata molto impegnativa quella tra sabato e domenica per i carabinieri in provincia di Cuneo che hanno eseguito una serie di controlli mirati alla prevenzione ed al contrasto dell’abuso di alcool ed uso di droghe alla guida.

L’operazione, conclusasi alle prime luci di domenica mattina, ha portato alla denuncia di 14 automobilisti, 12 per il reato di guida in stato d’ebbrezza alcolica e 2 per guida sotto l’influenza di sostanze stupefacenti, inoltre 6 auto sequestrate perché circolavano senza la copertura assicurativa obbligatoria. 

Più nel dettaglio i risultati:

 sono stati complessivamente sottoposti alla prova degli alcooltest in dotazione alle pattuglie dei carabinieri nella notte del week end 78 automobilisti mentre altri 2 sono stati accompagnati al più vicino ospedale per essere sottoposti ad analisi ematiche e chimiche per accertare l’eventuale assunzione di droghe prima di mettersi alla guida;

-le 12 patenti ritirate per abuso di alcool sono suddivise: 4 a CUNEO, 2 ad ALBA, 2 a FOSSANO, 2 a -MONDOVI’ e 2 a SALUZZO;

-le 2 patenti ritirare per assunzione di droga riguardano a CUNEO e BRA;

-6 auto infine sono state sequestrate a CUNEO ed ALBA dai carabinieri perché circolavano senza l’R.C./AUTO (assicurazione obbligatoria), a carico dei contravventori è scattata una sanzione da 750,00 euro ed il sequestro del mezzo che potrebbe poi essere confiscato.

-LIMONE PIEMONTE dove un automobilista 50enne francese aveva provocato un sinistro stradale, fortunatamente senza feriti e con soli danni ai mezzi, lungo la strada del Colle di Tenda. Sottoposto poi per accertamenti in Ospedale a Cuneo si è scoperto che guidava con un tasso di alcolemia pari a 2,50%, cinque volte oltre i limiti consentiti. A suo carico denuncia penale, ritiro patente e sequestro del veicolo oltre a numerose sanzioni per varie altre infrazioni al Codice della Strada.

-CUNEO un operaio pregiudicato 23enne del luogo è stato sorpreso dai carabinieri del Radiomobile alla guida di una BMW nel centro città di notte e, sottoposto all’etilometro, è emerso che guidava con un tasso dell’1,50%, tre volte oltre i limiti. A suo carico denuncia, ritiro patente e sequestro dell’auto. Dagli ulteriori accertamenti dei carabinieri è risultato che il giovane è recidivo a questo tipo di infrazioni dal momento che nell’arco di cinque anni è stato beccato positivo all’alcooltest la quarta volta.

-MONDOVI’ un 22enne di nazionalità marocchina ha litigato con un ragazzo italiano per futili motivi all’interno di una discoteca dell’uomo. Il magrebino, vistosamente ubriaco ed agitato, è stato accompagnato all’esterno del locale notturno dove nel frattempo erano intervenuti i carabinieri per riportare la calma. Lui però si è scagliato contro i militari procurando alcune ferite ad uno di loro, poi medicato al Pronto Soccorso e dimesso con una prognosi di tre giorni. Dovrà rispondere dei reati di violenza, resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale e ubriachezza molesta.

 BLITZ QUOTIDIANO

Feltre, carabiniere e ubriaco si picchiano al supermercato 

Simone De Dorigo ha aggredito un carabiniere fuori servizio a Feltre: una rissa è scattata ed entrambi sono stati soccorsi e portati in ospedale

BELLUNO – Un carabiniere è stato aggredito da un ragazzo sotto l’effetto dell’alcol fuori dal supermercato di Feltre e ha risposto alle percosse, picchiandolo. Simone De Dorigo e l’agente, che era fuori servizio, sono stati prima divisi e poi soccorsi e portati all’ospedale di Feltre, dove le loro condizioni sono state giudica guaribili in pochi giorni. Il Corriere delle Alpi scrive che la scazzottata è avvenuta nel tardo pomeriggio di giovedì 4 febbraio e che le forze dell’ordine indagano su quanto avvenuto. Sembra che De Dorigo, personaggio noto alle forze dell’ordine, fosse sotto l’effetto dell’alcol e abbia aggredito senza motivo apparente il carabiniere che stava entrando al supermercato:

 “Il giovane feltrino sta trascorrendo il pomeriggio, come spesso accade, facendo la spola tra la banchina o il marciapiede della stazione ferroviaria e la zona prospiciente l’ingresso del supermercato. Nel frattempo un militare che presta servizio nella vicina caserma di via Monte Grappa posteggia l’auto nel parcheggio e scende probabilmente proprio per andare a fare la spesa. Lì viene intercettato da De Dorigo, il quale, visibilmente sotto l’effetto dell’alcol, inveisce contro il carabiniere e poi passa rapidamente alle vie di fatto aggredendolo.

Ne nasce una scazzottata nella quale il militare, inizialmente, cerca soprattutto di contenere il ragazzo, ma dopo avere incassato alcuni colpi reagisce e colpisce a sua volta De Dorigo che ha la peggio, anche e soprattutto, per colpa del suo stato di ebbrezza alcolica. Dopo lo scambio di “cortesie” viene chiesto l’intervento del 118 che giunge sul posto recuperando entrambi i contendenti per portarli al pronto soccorso. A preoccupare sono le condizioni di De Dorigo, il quale, secondo alcune testimonianze, lontano pochi metri dal luogo della lite, si accascia al suolo, sembra privo di sensi.

Una volta giunti in ospedale i due pazienti seguono strade diverse, ma alla fine la prognosi è molto meno importante di quanto la colluttazione facesse temere: per entrambi il referto parla di pochi giorni di riposo per tornare in forma. De Dorigo, in particolare, dopo essere stato ricoverato per una notte in reparto per i lividi riportati, ha firmato l’autodimissione per uscire dall’ospedale. I carabinieri stanno approfondendo la vicenda per accertare le singole responsabilità, anche se fortunatamente le modeste conseguenze fisiche hanno, almeno in parte, ridimensionato l’episodio.

Il giovane era stato protagonista di un’altra lite pochi giorni prima con un feltrino sempre nella stessa zona. Un diverbio cominciato sul lato della stazione e proseguito poi con la fuga precipitosa del feltrino, inseguito sulle strisce pedonali da De Dorigo e dal suo cane di taglia medio grande, fin dentro al supermercato, dove non si sa cosa sia accaduto. In ogni caso segnali di una situazione psico fisica incostante”.

 CORRIERE DELLE ALPI

«Tanfo di alcol e vomito sul pullman verso Pieve» 

Una donna racconta attonita le intemperanze di giovani sciatori cadorini ubriachi

«L’autista ha cercato inutilmente di farli smettere, siamo arrivati 40’ in ritardo»

PIEVE DI CADORE. Tanfo di alcol e di vomito, tanto forte da doversi mettere un fazzoletto davanti alla bocca: è ciò che hanno dovuto sopportare i viaggiatori che venerdì sera sono saliti a bordo del pullman di linea della Dolomitibus partito alle 20,10 da Cortina e diretto a Calalzo.

«E’ stata una cosa indescrivibile», ha raccontato la signora Gloria Menean, di Pieve di Cadore, «sporco dappertutto e un tanfo nauseabondo che ha invaso l’autobus. Non è stata colpa dell’autista, ma di un gruppo di giovani cadorini, alcuni dei quali minorenni, completamente ubriachi, che all’interno del pullman hanno fatto ciò che hanno voluto, rispondendo anche a parolacce a chi chiedeva loro di smetterla. Gli adulti erano tutti reduci da una giornata di lavoro, quindi stanchi; i giovani erano invece provenienti dai campi di sci e dai locali che servono l’aperitivo del dopo sci: si erano chiaramente divertiti ed avevano bevuto fino a rigettare ciò che avevano ingoiato. L’esperienza è stata traumatica anche per l’autista: quell’uomo ha cercato in tutti i modi di mettere in riga di ragazzi, di farli smettere, ed ha provato a chiamare anche i Carabinieri non so con quale esito. Tra l’altro la corsa si è conclusa con circa 40 minuti di ritardo, proprio per le intemperanze dei ragazzi. Ho saputo che l’autista, dopo l’arrivo, ha perso più di mezzora per ripulire alla meglio l’interno dell’autobus».

Da quanto hanno raccontato altri viaggiatori, non sarebbe la prima volta che fatti di questo genere succedono su quella linea, tanto che l’azienda sarebbe stata costretta a presentare un esposto alle forze dell’ordine per fare presente il comportamento di gruppi di viaggiatori al ritorno dalle piste di sci e dai locali del giro degli aperitivi. 

Vittore Doro

 L’ALTRA MANTOVA

Castiglione, perseguitava una donna e guidava ubriaco: 41enne arrestato

CASTIGLIONE DELLE STIVIERE, 8 feb. - Un 41enne italiano è stato denunciato e arrestato dai carabinieri di Castiglione delle Stiviere per i reati di "atti persecutori e guida in stato di ebrezza alcolica".

L'uomo, residente a Castiglione delle Stiviere, è stato sorpreso dai carabinieri mentre stava letteralmente pedinando una donna di 44 anni, sempre di Castiglione, a bordo della propria autovettura. 

E non era la prima volta che il 41enne metteva in atto azioni persecutorie nei confronti della signora, visto che altri episodi del genere si erano verificati nel mese di gennaio 2016.

Una volta fermato dai militari dell'arma, l'uomo è stato sottoposto anche a test etilometrico e il suo tasso alcolemico nel sangue è risultato superiore al consentito. Motivo per cui alla denuncia per atti persecutori si è sommata anche quella per guida in stato di ebrezza alcolica. L'uomo è stato arrestato e condotto presso la propria abitazione dove si trova, su disposizione dell'autorità giudiziaria, in regime di arresti domiciliari.