Rassegna del 2 Febbraio 2016

A cura di Roberto Argenta, Guido Dellagiacoma, Alessandro Sbarbada

 APPELLO ALLA NAZIONE

Ma come parliamo? Le parole sono importanti!

Occorre che tutti noi prendiamo esempio dall’articolo che segue, che impariamo, una buona volta, a dire la verità, chiamare le cose con il loro nome. 

Basta, per piacere, parlare di impersonale "ALCOL".

Non è l'ALCOL la causa delle sofferenze conseguenti al bere, nessuno beve alcol.

Cominciamo a parlare del bere: del bere VINO, del bere BIRRA, del bere VODKA, del bere ogni altra bevanda alcolica.

 LA NAZIONE

Vino e birra alla grigliata, poi lo schianto: 

"Non ricordo niente" dice l'investitore

Arezzo, 2 febbraio 2016 - "Non ricordo nulla": in carcere corre l'altro day after della tragedia. Quello dell'investitore, arrestato per omicidio colposo plurimo con l'aggravante dell'ubriachezza. "E' un arrogante, ci fumava in faccia": la gente di San Leo lo racconta così, nei minuti che seguono allo schianto. Ma poi la notte cambia tutto.

Il romeno, 40 anni, incensurato, documenti a posto, si chiama Alexe Donut: vive a Indicatore, dove avrebbe anche una compagna e una bambina della stessa età di Letizia. Imbianchino in cerca di lavoro, domenica aveva partecipato ad una festa: una grigliata con gli amici, nel suo paese. Vino e birra tra un piatto e l'altro.

Troppo vino e troppa birra, almeno a giudicare dal tasso alcolemico riscontrato dopo l'incidente, molto più alto del consentito. Poi la corsa: andava insieme ad un amico alla multisala, e come tanti che vivono in quello spicchio di città usa la via di Montione come una scorciatoia per la Setteponti.

La minicar alle ultime case di San Leo diventa un proiettile, ancora prima che il lieve dislivello si trasformi in discesa: colpisce la mamma con la bambina e cappotta, una o addirittura due volte. La morte. E lo scontro con il paese, le urla, le proteste, la tentazione di andare oltre.

Donut viene portato via dalla polizia municipale mentre l'amico racconta sempre ai vigili la sua versione. Viene disposto il fermo. Il Gip ha tempo fino a giovedì per l’udienza e l’interrogatorio di garanzia. Il fermato, risultato positivo all’alcoltest per un valore oltre tre volte superiore al normale, è assistito dall’avvocato Andrea Sandroni.

"Non so cosa sia successo, non ricordo niente: so che mi sono ritrovato nell'auto cappottato" avrebbe detto il giorno dopo. Disperato. Anche perché rischia grosso. Per l’omicidio colposo plurimo, aggravato dallo stato di ebbrezza, il codice prevede fino a quindici anni di carcere. Il legale della difesa potrebbe chiedere già giovedì una misura restrittiva meno afflittiva, gli arresti domiciliari per il suo assistito.

 FIRENZEPOST

Stabilito dal sindaco Ghinelli

Arezzo: lutto cittadino per la bambina e la sua mamma uccise da una minicar

AREZZO – Mercoledì 3 febbraio lutto cittadino ad Arezzo, proclamato dal sindaco Alessandro Ghinelli, per la morte di Barbara e Letizia, mamma e figlia travolte e uccise domenica sera 31 gennaio da una minicar. I funerali si svolgeranno sempre mercoledì 3, alle 15, nella chiesa dell’Orciolaia, celebrati dall’arcivescovo di Arezzo, monsignor Riccardo Fontana.

«Quanto accaduto ha profondamente scosso l’intera città – ha dichiarato il sindaco Ghinelli – . Il lutto cittadino è un gesto per mostrare vicinanza e solidarietà alla famiglia delle due donne uccise». Occorre «un giro di vite sulla distribuzione delle bevande alcoliche attraverso maggiore collaborazione tra forze dell’ordine e distributori – ha poi sottolineato il primo cittadino -. L’abuso di alcol, che già in precedenza ha causato numerosi lutti in città, deve essere assolutamente stroncato».

Oggi, 2 febbraio, alle 18, nella zona dove è avvenuto l’incidente, è prevista una fiaccolata per commemorare le due vittime. A organizzarla gli abitanti della zona che hanno lanciato il tam tam su Facebook per una massiccia partecipazione. L’iniziativa è finalizzata a lanciare un appello affinché le norme sulla sicurezza stradale diventino più dure soprattutto in caso di incidenti provocati da scorrettezze alla guida.

 BLITZ QUOTIDIANO

Positivo a alcoltest, patente ritirata: si toglie la vita 

E' stato fermato per un controllo e gli è stata ritirata la patente perché positivo all'alcoltest. L'uomo, 73 anni, si è ucciso nella sua casa 

BELLUNO – L’uomo è stato fermato dai carabinieri ed è risultato positivo all’alcoltest, con valori superiori di 4 volte al limite consentito. Gli agenti allora gli hanno ritirato la patente e lui sembrava aver accettato serenamente la cosa, ma quando è tornato a casa si è tolto la vita. La storia arriva da Mel, in provincia di Belluno, dove la notte di sabato 30 gennaio un uomo di 73 anni è stato trovato morto nel garage della sua casa.

Eleonora Scarton su Il Gazzettino scrive che l’uomo era stato fermato per un controllo e gli era stata ritirata la patente. Poi al bar aveva detto: “Vado a casa e mi uccido”. L’uomo allora è tornato a casa e si è tolto la vita sparandosi con un fucile e il suo corpo è stato trovato dalla moglie:

“Erano circa le 23, quando l’uomo, di Mel, era stato fermato da una pattuglia dei carabinieri in piazza a Lentiai per un normale controllo. Dopo essersi rifiutato più volte di eseguire l’alcoltest, alla fine aveva ceduto alle forze dell’ordine. L’uomo aveva bevuto e molto: il valore della prova superava il tasso alcolemico di 2 grammi per litro di sangue, ovvero quattro volte il minimo consentito dello 0.50. A quel punto i carabinieri non hanno potuto fare altro che applicare la legge: ritirare la patente e porre sotto sequestro l’auto.

Non si sa quale possa essere stata la vera molla di quel gesto, perché un alcoltest non può certo essere la vera causa di un simile dramma. In possesso di una patente speciale per guidare, in quanto portatore di handicap, l’uomo, dopo un primo momento di rabbia, sembrava essersene fatto una ragione.

Subito dopo il controllo era stato chiamato il carroattrezzi per rimuovere il veicolo non potendo il proprietario proseguire la sua corsa. Una volta riaccompagnato a casa, l’uomo sarebbe sceso in garage e qui avrebbe messo in atto l’intento dichiarato poco prima la bar. Un colpo fortissimo che ha richiamato l’attenzione della moglie che è scesa di sotto trovandosi la tragica scena davanti agli occhi.

Testimoni che erano al bar lo avevano sentito dire quelle terribili parole: «Vado a casa e mi suicido». Ma nessuno poteva mai pensare che fosse vero. Sotto choc i familiari, tra cui i due figli della coppia. Purtroppo una tragedia senza colpevoli. I carabinieri non hanno udito le intenzioni suicide dell’uomo che, anzi, alla fine del controllo sembrava essere tornato tranquillo. Nulla poteva lasciar presagire ciò che di lì a poco sarebbe successo”.

 REPORTPISTOIA

Alcol e responsabilità: parte la nuova campagna nelle scuole

PRATO - "Non perderti in un bicchier d'alcol". (*)

Recita così lo slogan di "Alcol e responsabilità", la nuova campagna di comunicazione del Comune di Prato rivolta agli studenti delle scuole medie per far conoscere i rischi legati all'abuso di alcolici e alla guida in stato di ebbrezza. L'iniziativa è realizzata dalla Polizia municipale in collaborazione con la Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi), Associazione M. Michelini "Figlio del Vento", Omnia Center, Asl 4 di Prato, Ministero della Pubblica Istruzione, Aci e associazione motociclisti Golden Drakes.

Quinta edizione per la campagna, che lo scorso anno ha coinvolto circa 4.500 studenti e 400 famiglie, e che nel 2016 si concentrerà sulle scuole medie del territorio. "Da oltre 10 anni la Polizia municipale fa educazione stradale nelle scuole, nel corso degli anni il progetto si è arricchito e ampliato sempre di più, mantenendo però gli stessi obiettivi, ossia la lotta all'alcol e soprattutto far conoscere i rischi dell'alcol alla guida - ha spiegato Andrea Pasquinelli, comandante della Polizia municipale - Oggi l'alcol non è più utilizzato come un accompagnamento dei pasti (**), ma viene sempre più concepito come un modo per sballarsi, una sorta di stupefacente. Un cambiamento culturale preoccupante che ci ha spinto a rivolgerci quest'anno ad un target differente, quello dei ragazzi delle terze medie, la fascia di età più sensibile all'argomento e sulla quale è necessario effettuare un lavoro maggiore".

"Prevenzione e precauzione, sono questi i due principi base sui quali è necessario lavorare - ha aggiunto il Commissario Stefano Assirelli, responsabile del progetto -. Attraverso queste giornate formative vogliamo che i ragazzi capiscano i pericoli a cui vanno incontro".

La campagna, che prenderà il via mercoledì 3 febbraio alle 9 dalla scuola Fermi, è composta da una serie di lezioni-incontri che si terranno il mercoledì mattina fino alla fine di aprile in alcune scuole secondarie di primo grado del territorio e alla Camera di Commercio. Seguirà poi un evento conclusivo in primavera nel Salone consiliare del Palazzo comunale.

Oltre a cambiare il target, cambia anche il format. La mattinata sarà divisa infatti in tre sezioni: una parte tecnica durante la quale si alterneranno gli interventi formativi di esperti del settore; un questionario da sottoporre a tutti gli studenti composto da una serie di domande a risposta multipla ed una a risposta aperta; una parte emozionale che vedrà la partecipazione e la testimonianza diretta di persone che hanno perso i propri cari in seguito ad incidenti stradali causati dall'abuso di sostanze alcoliche. 

Altra importante novità di quest'anno, in base alle risposte date ai questionari, saranno selezionati quattro studenti per ogni scuola che dovranno poi cimentarsi in una prova finale speciale, che si terrà durante la giornata finale della campagna.

Ad ogni giovane verrà inoltre consegnato un libretto informativo dal titolo "Alcol & guida, un binomio impossibile", prodotto dalla collaborazione di tutto il gruppo di lavoro.

 (*) Nota: il bicchiere d’alcol non esiste, nessuno beve bicchieri di alcol.

Se questa è la terminologia, si parte in salita, perché si parla di qualche cosa che i destinatari dell’iniziativa non riconoscono come vicini a loro.

Occorre parlare del bere reale, e quindi di bicchieri di birra, bicchieri di vino, bicchieri di vodka, Martini, Negroni, Coca & Rum… eccetera.

 (**) Nota: l’alcol non è mai stato utilizzato come accompagnamento dei pasti. Quello si chiama vino, è un’altra cosa. L’investitore di Arezzo, prima di mettersi al volante, non aveva bevuto alcol, aveva bevuto vino e birra.

 LASICILIAWEB

Violenza sessuale su una undicenne 

scovati i 'bulletti' ad Augusta

Tre ragazzini in preda all'alcol minacciano i suoi amici col coltello e la isolano per strada, poi la toccano. Lei scappa e li denuncia

SIRACUSA - Tre ragazzi di Augusta, due di 14 e uno di 15 anni, sono stati denunciati dai carabinieri per violenza sessuale di gruppo e minaccia. Secondo quanto ricostruito dai militari, sabato sera intorno alle 21.30 una ragazzina di 11 anni, che stava passeggiando in via Principe Umberto con due amici dodicenni, è stata avvicinata da tre "bulletti" che, probabilmente avevano bevuto sostanze alcoliche. 

I tre sono riusciti a isolarla minacciando con un coltello i suoi amici e facendoli allontanare. Prima l'hanno spinta contro il muro poi l'hanno accerchiata iniziando a toccarla nelle parti intime e facendole espliciti riferimenti sessuali. 

La ragazzina in preda al panico è fuggita. E i tre, forse spaventati dalla presenza di altre persone in strada, si sono allontanati. La madre della vittima ha subito presentato una denuncia e in un'ora i carabinieri sono riusciti a individuare i tre bulli nelle rispettive abitazioni.

 WESUD.IT

Ubriaco, perde il controllo dell’auto e si schianta contro mezzi agricoli parcheggiati

I Carabinieri di Melito Porto Salvo hanno deferito in stato di libertà F.A.C., 38 anni di Reggio Calabria, già noto alle forze dell’ordine, per guida in stato di ebbrezza alcolica, poiché, percorrendo a bordo della propria autovettura Citroen Picasso, la S.S. 106, all’ altezza del comune di San Lorenzo marina, perdeva il controllo del mezzo uscendo dalla carreggiata e fermando la propria corsa all’interno di un piazzale privato, causando danni ad alcuni mezzi agricoli ivi parcheggiati, per un ammontare stimato in circa € 50.000. Sottoposto ad accertamenti presso il locale Pronto Soccorso gli veniva riscontrato con un tasso alcolemico cinque volte superiore al consentito.

 ROMAGNA NOI

Faenza

Tenta di dare una testata al carabiniere

Finisce col patteggiamento a 5 mesi la notte brava di un 23enne ubriaco. Ragazza all’ospedale

Se l’è cavata (per ora) con un patteggiamento da cinque mesi e dieci giorni, ma è probabile che per Lorenzo D., 23enne di Castel Bolognese, già noto alle forze dell’ordine, i guai non finiscano qui. C’è ancora da chiarire, ad esempio, la caduta di quella ragazza (30 giorni di prognosi) precipitata dalle scale proprio perché “qualcuno” - negli attimi concitati di una rissa - le avrebbe dato una spinta. In ogni caso è stata una nottata di “straordinari” per i carabinieri di Faenza, chiamati da gestori e buttafuori di una nota discoteca di viale Baccarini per gestire una situazione diventata all’improvviso rovente.

L’oggetto della chiamata, in origine, era in realtà una ragazza 19enne di Imola che, obnubilata dall’alcol, era andata in escandescenza con gli addetti alla sicurezza del locale che, giustamente, non volevano farla entrare. Mentre i militari stavano tentando di calmare la ragazza (poi denunciata per oltraggio a pubblico ufficiale), davanti all’ingresso della discoteca, un altro ragazzo (l’arrestato), pure lui ubriaco, aveva scatenato una rissa. In quella scena da far west, a riportare la peggio era stata una ragazza che, proprio per tentare di dirimere la lite, era stata incidentalmente urtata, tanto da precipitare dalle scale della discoteca, riportando un ematoma cranico giudicato poi guaribile in 30 giorni.

A quel punto, i carabinieri sono intervenuti per bloccare il 23enne che, in tutta risposta, ha tentato di sferrare una testata al militare. Non senza fatica, il giovane è stato ammanettato, non prima di aver rivolto ai militari minacce e ingiurie, per le quali è stato poi denunciato. Si tratta, come detto, di una persona nota alle forze dell’ordine, già in passato finito nei guai proprio per resistenza a pubblico ufficiale.